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	<title>Petrucci Francesco Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Petrucci Francesco Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Palazzo Chigi in Ariccia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Oct 2023 15:34:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Palazzo Ducale di Ariccia costituisce un complesso architettonico unitario e armonico, la cui conformazione attuale è il risultato della radicale trasformazione del vecchio castello Savelli, promossa dai Chigi dopo l’acquisto del feudo nel 1661. La dimora è una vera “capsula del tempo” per la miracolosa conservazione dell’arredamento storico, incrementato dopo la vendita del Palazzo ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Palazzo Ducale di Ariccia costituisce un complesso architettonico unitario e armonico, la cui conformazione attuale è il risultato della radicale trasformazione del vecchio castello Savelli, promossa dai Chigi dopo l’acquisto del feudo nel 1661. La dimora è una vera “capsula del tempo” per la miracolosa conservazione dell’arredamento storico, incrementato dopo la vendita del Palazzo Chigi di Roma allo Stato (1917) con ulteriori importanti arredi e manufatti d’arte. La sopravvivenza delle destinazioni originarie delle sale, tra zona pubblica e appartamenti privati, offre in ambito romano un raro modello di residenza nobiliare di campagna allestita secondo criteri cerimoniali, ove il contenuto forma un insieme omogeneo con le funzioni degli ambienti.</p>
<p>Francesco Petrucci, architetto e storico dell’arte, dal 1998 ricopre la carica di Conservatore del Palazzo Chigi di Ariccia, che ha contribuito a trasformare in un centro museale e culturale polifunzionale. Direttore della rivista “Castelli Romani”, è professore affiliato di storia dell’arte presso il College of Human Science della Auburn University (USA). Autore di numerosi libri e articoli su riviste scientifiche, curatore di mostre, si occupa di ricerche inerenti la pittura, la scultura, l’architettura e le arti decorative del Barocco e del Settecento romano.</p>
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		<title>Palazzo Chigi in Ariccia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Dec 2022 14:05:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Palazzo Ducale di Ariccia costituisce un complesso architettonico unitario e armonico, la cui conformazione attuale è il risultato della radicale trasformazione del vecchio castello Savelli, promossa dai Chigi dopo l'acquisto del feudo nel 1661. La dimora è una vera “capsula del tempo” per la miracolosa conservazione dell'arredamento storico, incrementato dopo la vendita del Palazzo ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Palazzo Ducale di Ariccia costituisce un complesso architettonico unitario e armonico, la cui conformazione attuale è il risultato della radicale trasformazione del vecchio castello Savelli, promossa dai Chigi dopo l&#8217;acquisto del feudo nel 1661. La dimora è una vera “capsula del tempo” per la miracolosa conservazione dell&#8217;arredamento storico, incrementato dopo la vendita del Palazzo Chigi di Roma allo Stato (1917) con ulteriori importanti arredi e manufatti d&#8217;arte. La sopravvivenza delle destinazioni originarie delle sale, tra zona pubblica e appartamenti privati, offre in ambito romano un raro modello di residenza nobiliare di campagna allestita secondo criteri cerimoniali, ove il contenuto forma un insieme omogeneo con le funzioni degli ambienti.</p>
<p>Francesco Petrucci, architetto e storico dell&#8217;arte, dal 1998 ricopre la carica di Conservatore del Palazzo Chigi di Ariccia, che ha contribuito a trasformare in un centro museale e culturale polifunzionale. Direttore della rivista “Castelli Romani”, è professore affiliato di storia dell&#8217;arte presso il College of Human Science, della Auburn University (USA). Autore di numerosi libri e articoli su riviste scientifiche, curatore di mostre, si occupa di ricerche inerenti la pittura, la scultura, l&#8217;architettura e le arti decorative del Barocco e del Settecento romano.</p>
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		<title>La Luce del Barocco</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/la-luce-del-barocco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2020 14:09:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Catalogo della mostra aperta ad Ariccia presso Palazzo Chigi dal 1 ottobre 2020 al 10 gennaio 2021L'evento espositivo La Luce del Barocco vuole evidenziare, attraverso l'Arte e il significato della Luce come motivo espressivo, quanto sia importante per il Patrimonio Artistico nazionale l'attività di ACEA S.p.a., che, oltre ai servizi per cui è stata costituita, ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Catalogo della mostra aperta ad Ariccia presso Palazzo Chigi dal 1 ottobre 2020 al 10 gennaio 2021</p>
<p>L&#8217;evento espositivo La Luce del Barocco vuole evidenziare, attraverso l&#8217;Arte e il significato della Luce come motivo espressivo, quanto sia importante per il Patrimonio Artistico nazionale l&#8217;attività di ACEA S.p.a., che, oltre ai servizi per cui è stata costituita, illumina in modo straordinario Monumenti, Chiese e Palazzi Storici, punto di attrazione di milioni di turisti presenti a Roma per ammirarne le testimonianze di storia e cultura plurimillenarie. <br />L&#8217;arte barocca, che proprio nella Capitale d&#8217;Italia trova la sua origine e le sue più alte manifestazioni, si presta magnificamente a questo, in quanto la Luce, in tale espressione artistica tipica del Cattolicesimo, si carica di significati simbolici e mistici, legati al tema della Grazia e della redenzione dell&#8217;uomo, di cui è visualizzazione. Pensiamo alla luce nei quadri di Caravaggio e nelle opere del Bernini.<br />Palazzo Chigi in Ariccia, ideato da Bernini per la famiglia del papa Alessandro VII, si presta particolarmente ad ospitare tale evento, essendo sede del Museo del Barocco Romano e una della dimore barocche più importanti d&#8217;Italia.<br />Ariccia stessa, trasformata da Bernini in città ideale barocca, conserva molte opere legate a questo stile. La Chiesa Collegiata dell&#8217;Assunta, capolavoro della maturità del Bernini, ove Luce fisica e Luce divina formano un&#8217;unità in chiave simbolica, è una concreta espressione del valore salvifico della Grazia.<br />Una mostra legata al tema della Luce in questo particolare momento che stiamo vivendo, vuole esprimere speranza e rinascita, dopo mesi di clausura e segregazione forzata.<br />La Luce ha da sempre un valore metaforico connesso alla nascita, al risveglio dopo la notte, alla resurrezione della natura dopo l&#8217;inverno e per il Cattolicesimo ad un messaggio di speranza di vita eterna suscitato dalla sequela del messaggio di Cristo. Il Barocco quindi, che del Cattolicesimo è la massima espressione artistica, è lo stile più adatto per veicolare un messaggio ottimistico di riscatto umano e sociale dopo la Pandemia. <br />Viene presentata in mostra una selezione di importanti dipinti di artisti di chiara fama provenienti da collezioni private romane, in gran parte inediti o mai esposti al pubblico.<br />L&#8217;evento vuole incentivare e promuovere il collezionismo, come agente culturale del rinnovamento della ricerca, motore economico del settore e tramite di arricchimento di collezioni pubbliche, ove spesso le raccolte private confluiscono per lasciti e donazioni.<br />Vengono esposte opere di Bernini e della sua cerchia, assieme a dipinti di Giovanni Baglione, Mattia Preti, Agostino Tassi, Gaspar Dughet, Sebastiano Conca, Pierre Subleyras e altri maestri del Seicento e Settecento, offrendo una larga panoramica sull&#8217;arte barocca per quasi due secoli.<br />La mostra è articolata in vari generi pittorici, tra ritratti, pittura di figura a soggetto sacro e profano, paesaggi, vedute e nature morte. Motivo conduttore: la Luce come veicolo comunicativo, formale e simbolico, segno di ottimismo e rigenerazione.</p>
<p>Giuseppe Lepore<br />Presidente Centro Europeo per il Turismo, Cultura e Spettacolo</p>
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		<title>Vanvitelli Segreto</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/vanvitelli-segreto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Feb 2014 14:05:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Catalogo della mostra a Reggia di Caserta dal 5 marzo al 31 ottobre 2014Il trambusto generato dai preparativi per la mostra Vanvitelli Segreto. I suoi pittori tra Conca e Giaquinto, la “Cathedra Petri”, vivacizza gli Appartamenti Storici del Palazzo Reale di Caserta nel bel mezzo di una svolta significativa: per effetto della legge 7 ottobre ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Catalogo della mostra a Reggia di Caserta dal 5 marzo al 31 ottobre 2014</p>
<p>Il trambusto generato dai preparativi per la mostra Vanvitelli Segreto. I suoi pittori tra Conca e Giaquinto, la “Cathedra Petri”, vivacizza gli Appartamenti Storici del Palazzo Reale di Caserta nel bel mezzo di una svolta significativa: per effetto della legge 7 ottobre 2013, n. 112 “Valore Cultura”, il Palazzo legato alla smisurata perizia di Luigi Vanvitelli si stacca dalla Soprintendenza territoriale per congiungersi alle istituzioni museali che formano il Polo di Napoli e avviarsi, con una nuova gestione, verso un&#8217;intensa stagione di iniziative. Essa rappresenta, quindi, l&#8217;ultimo prodotto di un lungo, articolato, periodo e traghetta il monumento in una rete museale di rilevanza internazionale; promossa dal Centro Europeo per il Turismo, Vanvitelli Segreto. I suoi pittori tra Conca e Giaquinto, la “Cathedra Petri” suggella il gravoso impegno casertano di Paola Raffaella David, che ne è l&#8217;ideatrice, ed è l&#8217;ultimo frutto del lavoro ministeriale di un funzionario di lungo corso come Vega de Martini, che con Francesco Petrucci, conservatore di Palazzo Chigi in Ariccia, ne è la curatrice.<br />È un focus su alcuni aspetti meno noti della produzione vanvitelliana: i materiali raccolti intorno al Trono ideato per la Basilica Vaticana (custodito presso la chiesa di San Pietro Apostolo a San Pietro in Palazzi vicino Cecina e inamovibile per problemi conservativi), tra cui il modello in terracotta e stucco dorato conservato presso la Fabbrica di San Pietro, ne rivelano i cimenti come inventore di opere di arti decorative, mentre il Ritratto di Gaspar van Wittel, il famoso vedutista olandese padre di Luigi Vanvitelli, concesso in prestito dall&#8217;Accademia Nazionale di San Luca, ne esplicita le attitudini pittoriche dialogando con una selezione di opere a firma di Sebastiano Conca e Corrado Giaquinto, ma anche Pompeo Batoni, e Anton Raphael Mengs; accanto ad una selezione di opere del fondo casertano, fra gli altri, i visitatori della Reggia nel periodo marzo – ottobre 2014, avranno modo di vedere, primi in Italia, il Ritratto di Clemente XIII di Mengs, uno dei capolavori della ritrattistica papale e il Ritratto del principe Guglielmo Ruffo in veste di Gran Camerario del Regno di Napoli, eseguito da Francesco De Mura, uno dei pochi artisti napoletani stimati da Vanvitelli, concesso in prestito dal principe Fulco Ruffo di Calabria. Altro aspetto della sensibilità vanvitelliana che prova ad indagare la mostra è il sentire, in termini di passione e competenza, musicale e lo fa attraverso alcune lettere provenienti dall&#8217;archivio del Palazzo Reale di Caserta.<br />Tante le suggestioni, insomma, a cui ancora una volta la Sala degli Alabardieri e quella delle Guardie del corpo sapranno fare da cassa di risonanza.</p>
<p>Fabrizio Vona<br />Soprintendente per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Napoli e della Reggia di Caserta</p>
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		<title>Dipinti tra rococò e neoclassicismo da palazzo Chigi in Ariccia</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/dipinti-tra-rococo-e-neoclassicismo-da-palazzo-chigi-in-ariccia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Sep 2013 14:05:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Catalogo della mostra presso Cavallino di LeccePalazzo Ducale dei Castromediano. 21 settembre - 15 dicembre 2013La mostra è dedicata alla memoria di Fiammetta Luly Lemme (Ancona, 20 marzo 1937 – Roma, 29 marzo 2005), avvocato, collezionista e studiosa d'arte, moglie dell'avvocato Fabrizio Lemme, che con lei ha condiviso i medesimi interessi per l'arte e il ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Catalogo della mostra presso Cavallino di Lecce<br />Palazzo Ducale dei Castromediano. 21 settembre &#8211; 15 dicembre 2013</p>
<p>La mostra è dedicata alla memoria di Fiammetta Luly Lemme (Ancona, 20 marzo 1937 – Roma, 29 marzo 2005), avvocato, collezionista e studiosa d&#8217;arte, moglie dell&#8217;avvocato Fabrizio Lemme, che con lei ha condiviso i medesimi interessi per l&#8217;arte e il collezionismo, che ancora coltiva.<br />La collezione Lemme, formata con la consulenza di insigni studiosi quali Federico Zeri, Italo Faldi e Giuliano Briganti, fornisce un rilevante materiale di studio per la conoscenza della pittura barocca, rococò e proto-neoclassica, con particolare attenzione al Settecento romano.<br />Nel 1998 i coniugi Lemme donarono al Museo del Louvre venti quadri e una scultura, collocati nella “Sala Lemme”, mentre altri ventuno furono donati contestualmente alla Galleria Nazionale d&#8217;Arte Antica di Palazzo Barberini, oggi organicamente inseriti nel nuovo allestimento.<br />Il 28 maggio 2007 Fabrizio, Giuliano e Ilaria Lemme hanno formalizzato la donazione al Palazzo Chigi in Ariccia del nucleo più importante della collezione, costituito da 128 dipinti, in gran parte già oggetto di notifica del Ministero dei Beni Culturali e Ambientali come insieme di elevato interesse storico artistico (Decreto del 1 dicembre 1998). La raccolta è confluita nel Museo del Barocco Romano, ubicato nella dimora chigiana, formato a partire dal nucleo di dipinti del ‘600 lasciati nel 2002 dallo storico dell&#8217;arte Maurizio Fagiolo dell&#8217;Arco. Ulteriori donazioni provenienti da altre raccolte (Ferdinando Peretti, Oreste Ferrari, Renato Laschena, etc.) hanno potenziato il museo di Palazzo Chigi, arricchendo le già rilevanti raccolte di provenienza chigiana, acquisite con la dimora nel 1989.<br />Il presente evento si pone in continuità ideale ed è una prosecuzione in termini didattici e storicoartistici della mostra Dipinti del Barocco Romano da Palazzo Chigi in Ariccia, tenuta a Cavallino di Lecce tra settembre e dicembre 2012, circoscritta alla pittura romana del ‘600.<br />L&#8217;esposizione si volge al ‘700, il secolo dei lumi, l&#8217;età d&#8217;oro del Grand Tour d&#8217;Italie, che ebbe in Roma il proprio centro pulsante, propagandosi in tutta Italia. Tuttavia, oltre agli artisti attivi nella capitale pontificia, sono presenti in mostra anche pittori della scuola napoletana, provenienti o attivi nel regno borbonico. Spicca in ambito meridionale la figura di Corrado Giaquinto, il massimo artista pugliese del secolo ed uno dei più grandi del ‘700. Sono presenti anche tele di Paolo de Matteis, pittore della scuola napoletana attivo anche nel Salento.<br />Le opere esposte provengono in gran parte da Palazzo Chigi, sia dalla collezioni storiche chigiane che dal Museo del Barocco. Sono presenti anche alcune opere in collezione privata, compresi ulteriori dipinti raccolti da Fabrizio Lemme negli ultimi anni o provenienti da una prestigiosa collezione privata inglese.</p>
<p>Opere di: <strong>Antonio Mercurio Amorosi, Pompeo Girolamo Batoni, Marco Benefial, Giuseppe Cades, Antonio Cavallucci, Andrea Casali, Giuseppe Bartolomeo Chiari, Sebastiano Conca, Placido Costanzi, Paolo De Matteis, Domenico Duprà, Francesco Fernandi, Pier Leone Ghezzi, Corrado Giaquinto, Lorenzo Gramiccia, Pietro Labruzzi, Davide Loreti, Francesco Mancini, Francesco  Manno, Agostino Masucci, Paolo Monaldi, Stefano Parrocel, Michele Rocca, Giovanni Stern, Ludovico Stern, Francesco Trevisani, Domenico Antonio Vaccaro, Jan Frans Van Bloemen.</strong></p>
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		<title>Dipinti del barocco romano da Palazzo Chigi in Ariccia</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/dipinti-del-barocco-romano-da-palazzo-chigi-in-ariccia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Sep 2012 14:05:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L'esposizione di circa 40 quadri, opere bellissime della grande stagione pittorica del Barocco Romano del 600, si inserisce in un filone di eventi di forte rilevanza che Cavallino ha realizzato, in quest'ultimo decennio, con l'obiettivo di promuovere l'avvicinamento di un grande pubblico alla grande arte. La finalità di questo evento, cosí come scrive Francesco Petrucci, ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;esposizione di circa 40 quadri, opere bellissime della grande stagione pittorica del Barocco Romano del 600, si inserisce in un filone di eventi di forte rilevanza che Cavallino ha realizzato, in quest&#8217;ultimo decennio, con l&#8217;obiettivo di promuovere l&#8217;avvicinamento di un grande pubblico alla grande arte. La finalità di questo evento, cosí come scrive Francesco Petrucci, è proporre un inedito e stimolante gemellaggio fra il “Barocco Leccese” e il “Barocco Romano”, momento di riflessione sul rapporto culturale tra i due principali centri del barocco in Italia.</p>
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		<item>
		<title>Il Santuario della Madonna di Galloro in Ariccia</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/il-santuario-della-madonna-di-galloro-in-ariccia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 14:04:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana ROMA STORIA, CULTURA, IMMAGINE diretta da Marcello Fagiolo n.22Il volume ricostruisce le vicende del noto santuario mariano di Galloro dalla costruzione ai giorni nostri. Sono presentate importanti novità sugli eventi del primo trentennio, individuando l'architetto progettista della chiesa – Andrea Carone – e gli artefici di altri interventi, e sono puntualizzate le grandi trasformazioni ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana ROMA STORIA, CULTURA, IMMAGINE diretta da Marcello Fagiolo n.22</p>
<p>Il volume ricostruisce le vicende del noto santuario mariano di Galloro dalla costruzione ai giorni nostri. Sono presentate importanti novità sugli eventi del primo trentennio, individuando l&#8217;architetto progettista della chiesa – Andrea Carone – e gli artefici di altri interventi, e sono puntualizzate le grandi trasformazioni patrocinate dal pontefice Alessandro VII Chigi che furono dirette da Gian Lorenzo Bernini. Sono analizzate anche le pratiche devozionali connesse al santuario e alla miracolosa immagine della Vergine che vi è conservata. La presentazione di molti documenti inediti si coniuga con la lettura attenta degli edifici e delle opere che vi sono contenute, spesso di rilevante importanza, ed è accompagnata da un ampio corredo di fonti. Accanto al saggio di analisi storica e artistica, il libro presenta un&#8217;agile ma precisa descrizione dell&#8217;intero santuario per renderne agevole la visita.</p>
<p>Maria Barbara Guerrieri Borsoi, Dottore di ricerca in Storia dell&#8217;arte ed insegnante, ha pubblicato numerosi studi su molteplici aspetti dell&#8217;arte romana, soprattutto del Seicento e Settecento, con particolare riferimento al mecenatismo e al collezionismo, nonché scritto alcuni libri dedicati alle grandi ville dell&#8217;area tuscolana.</p>
<p>Francesco Petrucci, Architetto specializzato nel restauro dei monumenti e storico dell&#8217;arte, dal 1998 è Conservatore del Palazzo Chigi di Ariccia e dal 2002 professore di storia dell&#8217;arte della Auburn University (Alabama, USA). Si occupa in particolare di ricerche inerenti la scultura, la pittura, l&#8217;architettura e le arti decorative del Seicento e del Settecento. Tra le altre opere, ha pubblicato varie monografie dedicate ad Ariccia, ai Chigi e agli artisti da loro prediletti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/il-santuario-della-madonna-di-galloro-in-ariccia/">Il Santuario della Madonna di Galloro in Ariccia</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Meraviglie dal Palazzo. Dipinti, disegni e arredi della collezione Wittgenstein-Bariatinsky</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/meraviglie-dal-palazzo-dipinti-disegni-e-arredi-della-collezione-wittgenstein-bariatinsky/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 14:04:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nell'ambito delle multiformi raccolte della dimora chigiana, incentrate prevalentemente sul Barocco romano, viene presentata in anteprima una rara collezione di opere d'arte e documenti d'interesse storico-artistico inerenti la famiglia russa dei Bariatinsky e quella tedesca dei Sayn-Wittgenstein, tra le più prestigiose casate della grande aristocrazia europea.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/meraviglie-dal-palazzo-dipinti-disegni-e-arredi-della-collezione-wittgenstein-bariatinsky/">Meraviglie dal Palazzo. Dipinti, disegni e arredi della collezione Wittgenstein-Bariatinsky</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;ambito delle multiformi raccolte della dimora chigiana, incentrate prevalentemente sul Barocco romano, viene presentata in anteprima una rara collezione di opere d&#8217;arte e documenti d&#8217;interesse storico-artistico inerenti la famiglia russa dei Bariatinsky e quella tedesca dei Sayn-Wittgenstein, tra le più prestigiose casate della grande aristocrazia europea.</p>
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		<title>Giancarlo Pignataro</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/giancarlo-pignataro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 14:04:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Giancarlo Pignataro nato nel 1958 ad Albanella, vicino Paestum, in prov. di Salerno si è formato a Roma dove si diploma al Liceo Artistico. Studia all'Accademia di Belle Arti di Roma e di Perugia. Da giovanissimo ha ricevuto l'apprezzamento e la spinta a continuare il proprio lavoro da vari artisti già affermati quali Annigoni, Ziveri ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Giancarlo Pignataro nato nel 1958 ad Albanella, vicino Paestum, in prov. di Salerno si è formato a Roma dove si diploma al Liceo Artistico. Studia all&#8217;Accademia di Belle Arti di Roma e di Perugia. Da giovanissimo ha ricevuto l&#8217;apprezzamento e la spinta a continuare il proprio lavoro da vari artisti già affermati quali Annigoni, Ziveri e Riccardo Tommasi Ferroni. Giancarlo Pignataro si dedica alla pittura, eseguita con varie tecniche che spaziano dall&#8217;affresco, alla tempera, olio e alla scultura realizzata con vari materiali tra cui la terracotta, il marmo e il bronzo. Particolare importanza nel lavoro di Giancarlo Pignataro riveste il ritratto eseguito “dal vero” sia in pittura che in scultura.</p>
<p>Giancarlo Pignataro born in 1958 in Albanella, near Paestum, province of Salerno,studied at The Art School and the Academy of Rome and Perugia. Young has received the estimate and the drive to continue its work by several artists such Annigoni, Ziveri e Riccardo Tommasi Ferroni. Giancarlo Pignataro is dedicated to painting done with varius techniques rangin from the fresco, to tempera, oil and sculpture made af varius materials including terracotta, marble and bronze. Particular importance in the work of Giancarlo Pignataro has the portrait “from nature” in both painting and sculpture.</p>
<p>Pignataro ha un animo antico, magno-greco, proponendo un ritorno alla natura e ai suoi tempi, al valore della tradizione e del mito. In questo si pone in una posizione antagonistica e di rifiuto della contemporaneità, che tutto brucia e consuma rapidamente , anche i sentimenti e gli stati d&#8217;animo, per un&#8217;aspirazione teoretica. In questo il suo è un messaggio che si carica di significati profondi, antropologici, sociali e forse anche politici. Esso esprime indubbiamente un forte disagio nei confronti del presente, ma anche la strada faticosa da seguire, fatta di impegno e rigore morale.</p>
<p>Scritti critici di: Chiara Caporilli, Don Natalino Gentile, Erri De Luca, Maurizio Marini, Vincenzo Pacelli, Antonio Porcella, Francesco Petrucci, Paolo Portoghesi.</p>
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		<title>Old Masters 2011</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/old-masters-2011/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Mar 2011 14:04:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Guido Reni, il Domenichino, Vanvitelli e Canaletto sono solo alcuni degli artisti presenti nella raccolta che offre una visione unica e imperdibile di capolavori, una selezionata varietà di opere ricercate con vero senso della bellezza e dell'arte.Il catalogo dell'edizione TEFAF Maastricht 2011 testimonia lo sforzo di antiquari e studiosi nel contribuire al recupero materiale e ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Guido Reni, il Domenichino, Vanvitelli e Canaletto sono solo alcuni degli artisti presenti nella raccolta che offre una visione unica e imperdibile di capolavori, una selezionata varietà di opere ricercate con vero senso della bellezza e dell&#8217;arte.<br />Il catalogo dell&#8217;edizione TEFAF Maastricht 2011 testimonia lo sforzo di antiquari e studiosi  nel contribuire al recupero materiale e filologico di alcune opere d&#8217;arte, provenienti da prestigiose collezioni europee ed eccezionalmente riunite e mostrate come all&#8217;interno di una raffinata galleria settecentesca per offrire al visitatore un angolo di eterna meraviglia.</p>
<p>Cesare Lampronti partecipa alle più importanti mostre pubbliche di antiquariato sia in Italia che all&#8217;estero, tra cui la Biennale des Antiquaires a Parigi e TEFAF a Maastricht.</p>
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