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	<title>Pirani Federica Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Pirani Federica Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Tappezzamento a pezzi</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/tappezzamento-a-pezzi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 May 2025 17:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana INTERVENTI d’Arte sull’Arte dedicata alla cultura della conservazione d’arte a cura della Fondazione Paola Droghetti onlus n. 33 La nostra Fondazione, in memoria della restauratrice Paola Droghetti e della sua eredità professionale e culturale, continua a operare con l’obiettivo di valorizzare la formazione di giovani restauratori e sostenere progetti meritevoli di studio e di ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana INTERVENTI d’Arte sull’Arte dedicata alla cultura della conservazione d’arte a cura della Fondazione Paola Droghetti onlus n. 33</p>
<p>La nostra Fondazione, in memoria della restauratrice Paola Droghetti e della sua eredità professionale e culturale, continua a operare con l’obiettivo di valorizzare la formazione di giovani restauratori e sostenere progetti meritevoli di studio e di ricerca nell’ambito della conservazione. In questa prospettiva si inserisce l’ormai più che ventennale collaborazione con l’Istituto Centrale per il Restauro e quella con la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Grazie alla borsa di studio della nostra Fondazione, assegnata per l’a.a. 2022/23 alla neolaureata presso la Scuola di Alta Formazione e Studio dell’ICR Valentina Rossi, è stato possibile realizzare il restauro dell’opera di Renato Mambor, Tappezzamento a pezzi, appartenente alle collezioni capitoline. Questo volume, il XXXIII della nostra collana, è appunto dedicato allo studio e al restauro di questa straordinaria opera che ha posto questioni delicate dal punto di vista conservativo e che hanno trovato, da parte dell’equipe coinvolta, le giuste e complete risposte di fronte alla complessità dell’arte contemporanea. In questo senso, Tappezzamento a pezzi non è solo un’opera da preservare, ma un’opportunità per riflettere sul ruolo stesso del restauro nell’arte contemporanea. L’intervento di sponsorizzazione della nostra Fondazione ha incluso anche la realizzazione di un nuovo supporto progettato per garantire la stabilità dell’opera e rispettarne l’identità strutturale e concettuale.</p>
<p><em>Dall’Introduzione di Vincenzo Ruggieri, </em>Presidente della Fondazione Paola Droghetti <em>onlus</em></p>
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		<title>Il Bunker e i rifugi antiaerei di Villa Torlonia</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/il-bunker-e-i-rifugi-antiaerei-di-villa-torlonia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Mar 2024 10:01:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’ambito degli interventi di conservazione, valorizzazione e promozione dei beni storici, artistici e culturali della città di Roma realizzati dalla Sovrintendenza Capitolina, l’apertura del rifugio e del bunker di Benito Mussolini a Villa Torlonia rappresenta un elemento di rilievo per la conoscenza di uno dei luoghi della città, ancora poco conosciuti, ma simbolicamente emblematico di ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’ambito degli interventi di conservazione, valorizzazione e promozione dei beni storici, artistici e culturali della città di Roma realizzati dalla Sovrintendenza Capitolina, l’apertura del rifugio e del bunker di Benito Mussolini a Villa Torlonia rappresenta un elemento di rilievo per la conoscenza di uno dei luoghi della città, ancora poco conosciuti, ma simbolicamente emblematico di un periodo tra i più complessi e tormentati della vita della Capitale durante la Seconda guerra mondiale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>RASSEGNA STAMPA ONLINE</p>
<p><span style="color: #993300;"><a style="color: #993300;" href="https://www.ilgiornaleditalia.it/news/approfondimenti/596420/frankenbierfest-tre-giornate-romane-nella-limonaia-di-villa-torlonia.html" target="_blank" rel="noopener">Il Giornale d&#8217;Italia</a></span></p>
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		<title>Roma Città Moderna</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/roma-citta-moderna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Oct 2018 14:09:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Catalogo della mostra aperta presso la Galleria d'Arte Moderna, Roma dal 29 marzo al 2 dicembre 2018Roma Città Moderna. Da Nathan al Sessantotto è prima di tutto un chiaro tributo, definito fin dal titolo, alla Capitale d'Italia vista attraverso gli artisti che l'hanno vissuta e gli stili con cui si sono espressi. Si tratta di ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Catalogo della mostra aperta presso la Galleria d&#8217;Arte Moderna, Roma dal 29 marzo al 2 dicembre 2018</p>
<p>Roma Città Moderna. Da Nathan al Sessantotto è prima di tutto un chiaro tributo, definito fin dal titolo, alla Capitale d&#8217;Italia vista attraverso gli artisti che l&#8217;hanno vissuta e gli stili con cui si sono espressi. Si tratta di una rassegna unica che ripercorre le correnti artistiche protagoniste del Novecento, con in primo piano Roma, città ipercentrica, da sempre polo d&#8217;attrazione di culture e linguaggi diversi. Dipinti, sculture, grafica, fotografia e film d&#8217;artista, di cui alcune mai esposte prima e/o non esposte da lungo tempo, provenienti dalle collezioni d&#8217;arte contemporanea capitoline in una rilettura ideale della cultura artistica della città eterna nei primi sei decenni del Novecento.</p>
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		<title>Rinascita di una Venere</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/rinascita-di-una-venere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Nov 2016 14:08:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana INTERVENTI d'Arte sull'Arte dedicata alla cultura della conservazione d'arte a cura della Fondazione Paola Droghetti onlus n.19Il XIX volume della collana “INTERVENTI d'Arte sull'Arte” testimonia e illustra la scelta della Fondazione Paola Droghetti onlus di inoltrarsi in un territorio fin qui inesplorato, quello dell'arte contemporanea. Grazie alla consolidata collaborazione con la Sovrintendenza capitolina e ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana INTERVENTI d&#8217;Arte sull&#8217;Arte dedicata alla cultura della conservazione d&#8217;arte a cura della Fondazione Paola Droghetti onlus n.19</p>
<p>Il XIX volume della collana “INTERVENTI d&#8217;Arte sull&#8217;Arte” testimonia e illustra la scelta della Fondazione Paola Droghetti onlus di inoltrarsi in un territorio fin qui inesplorato, quello dell&#8217;arte contemporanea. Grazie alla consolidata collaborazione con la Sovrintendenza capitolina e in particolare con Federica Pirani già dirigente della U.O. Musei d&#8217;Arte Moderna e Contemporanea, cui va il nostro primo e più sentito ringraziamento, si è realizzata ancora una volta la tanto auspicata sinergia pubblico-privato tramite il finanziamento, da parte della nostra Fondazione, del restauro di un&#8217;opera di grande importanza: la Goldfinger/Miss di Mario Ceroli, uno dei pezzi storici della collezione del MACRO. Realizzata nel 1964 ed esposta l&#8217;anno successivo alla IX Quadriennale di Roma, la Goldfinger/Miss reinterpreta il mito della dea della bellezza in chiave pop: la figura della Venere nel famosissimo dipinto di Sandro Botticelli viene reiterata in sagome di legno di pino ma anche dipinta in oro, citando un celebre episodio della moderna saga di 007.</p>
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		<title>Mediterraneo. Fotografie di viaggio dal 1890-1910</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/mediterraneo-fotografie-di-viaggio-dal-1890-1910/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 May 2004 12:01:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Curatori: FEDERICA PIRANI, ANITA MARGIOTTAIl Museo di Roma a Palazzo Braschi, con la mostra intitolata “Mediterraneo. Fotografie di viaggio dal 1850 al 1910”, è una delle tante sedi espositive coinvolte nella terza edizione di FotoGrafia, festival internazionale di Roma, dal titolo “Dura bellezza”.Le circa 80 fotografie esposte, provenienti dalla Fondazione Italiana per la Fotografia di ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Curatori: FEDERICA PIRANI, ANITA MARGIOTTA</p>
<p>Il Museo di Roma a Palazzo Braschi, con la mostra intitolata “Mediterraneo. Fotografie di viaggio dal 1850 al 1910”, è una delle tante sedi espositive coinvolte nella terza edizione di FotoGrafia, festival internazionale di Roma, dal titolo “Dura bellezza”.<br />Le circa 80 fotografie esposte, provenienti dalla Fondazione Italiana per la Fotografia di Torino e dall&#8217;Archivio Fotografico Comunale di Roma, documentano il viaggio attraverso il Mediterraneo di alcuni tra i più importanti maestri della fotografia storica, alla scoperta di luoghi affascinanti  e sconosciuti.<br />Il visitatore, spogliate le vesti del turista moderno, potrà calarsi in quelle del viaggiatore di fine Ottocento che, ormai abbandonati taccuino e matite del Grand Tour settecentesco, si avvale ora del nuovo mezzo di rappresentazione che permette di rilevare ogni dettaglio con estrema precisione.<br />Dall&#8217;Italia alla Francia, Spagna, Grecia, Turchia, fino all&#8217;Africa settentrionale si avrà la possibilità di intraprendere un viaggio coinvolgente e suggestivo alla scoperta di situazioni geografiche, archeologiche, di vita quotidiana ormai perdute o fortemente mutate.<br /> Viaggiare, nel secolo XIX, significava varcare i confini del mondo conosciuto alla ricerca dell&#8217;inesplorato e dello straordinario e quale mezzo migliore della fotografia per raccontare, documentare, dare forma e visibilità ai ricordi, permettendo a chiunque di viaggiare &#8220;a piè fermo&#8221;?<br />Gianni Borgna</p>
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		<title>L&#8217;utopia della visione</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/lutopia-della-visione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Jan 2004 13:01:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel processo che conduce alla creazione di un'opera d'arte, non c'è dubbio che un ruolo decisivo sia rivestito dalla componente di sperimentazione del processo stesso, che consente all'artista, attraverso la manipolazione inedita dei materiali, di "giocare" con le suggestioni e di generare allusivamente sempre nuovi significati.Questo fattore è, direi, quasi costitutivo per la tipologia di ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel processo che conduce alla creazione di un&#8217;opera d&#8217;arte, non c&#8217;è dubbio che un ruolo decisivo sia rivestito dalla componente di sperimentazione del processo stesso, che consente all&#8217;artista, attraverso la manipolazione inedita dei materiali, di &#8220;giocare&#8221; con le suggestioni e di generare allusivamente sempre nuovi significati.<br />Questo fattore è, direi, quasi costitutivo per la tipologia di materiali che compongono questa singolare e intrigante esposizione, che presenta al pubblico italiano il fenomeno poco conosciuto del fotomontaggio fiorito in Unione Sovietica nella prima metà del XX secolo sulla scia delle prime sperimentazioni cubiste nel campo dei collages. La straordinaria forza di questo linguaggio, che consisteva nel mescolare immagini preesistenti e documenti scritti, &#8211; e la sua conseguente, successiva assunzione a strumento ufficiale della propaganda politica &#8211; consiste infatti proprio nella sua apparente facilità e nella sua capacità di coniugare le esigenze visive dello spettatore con un sistema di riferimento agile e comprensibile a tutti. <br />Non sembra dunque un caso che questa tecnica sperimentale sia stata eletta, all&#8217;indomani della rivoluzione d&#8217;ottobre del 1917, dagli ideologi del nuovo Stato sovietico, per comunicare alle masse, poco istruite e prive di una lingua comune, i nuovi ideali politici: praticata sin dall&#8217;inizio del secolo in maniera rudimentale da modesti fotografi che, sovrapponendo diversi negativi, ambivano a creare album di fotografie-ricordo per la fine degli anni scolastici o per gli operai delle fabbriche, si connotava infatti come uno strumento noto e familiare alla popolazione e per questo tanto più efficace per diffondere i messaggi della propaganda.<br />Ecco allora il fiorire di combine di diverse foto o l&#8217;abbinamento comunicativamente vincente di foto e slogans politici, capace di veicolare, tramite immagini originali di grande bellezza e suggestione, il messaggio ideologico comunista: tirati in migliaia di esemplari, i fotomontaggi propagandavano così grandi realizzazioni ed imprese eroiche, ma proponevano soprattutto un modello di società e di comportamento, una linea di condotta e di pensiero. <br />Nel genere si cimentarono straordinari artisti, come Aleksandr Rodcpenko, Varvara Stepanova ed El Lissitsky, e i risultati furono spesso di qualità eccelsa; ma è sicuramente in questa duplice sfumatura &#8211; quasi un&#8217;ambiguità &#8211; tra la potenza comunicativa ideologica e la tecnica quasi intimista e quotidiana, che risiede il fascino di una produzione che, non a caso, ha lasciato capolavori anche in ambito cinematografico, terreno d&#8217;incontro privilegiato delle due sfere. Per gli amanti del cinema sarà pertanto particolarmente emozionante la possibilità che ci regala la mostra di vedere i fotomontaggi originali realizzati per due pietre miliari del cinema sovietico quali &#8220;Kinoglaz&#8221; e &#8220;L&#8217;uomo con la macchina da presa&#8221; di Dziga Vertov. <br />La mostra rientra nel quadro di un fecondo accordo di collaborazione stipulato tra la Sovraintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma e la Casa della Fotografia di Mosca; dopo i riscontri ottenuti nell&#8217;ambito dell&#8217;edizione 2004 del Festival della Fotografia della città di Mosca dalle mostre &#8220;Roma attraverso la fotografia dal 1850 ai giorni nostri&#8221; e &#8220;Segni di Roma&#8221; da noi inviate per l&#8217;occasione, è dunque con particolare piacere che la città di Roma accoglie questa esposizione che rappresenta l&#8217;occasione per rinsaldare ulteriormente il già positivo rapporto di collaborazione avviato tra le Istituzioni.</p>
<p>Gianni Borgna</p>
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		<item>
		<title>Abu Ghraib. Abuso di potere /Abuse of power</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/abu-ghraib-abuso-di-potere-abuse-of-power/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Susan Crile si era già imbattuta, nel suo percorso artistico, con le conseguenze della guerra: i suoi apocalittici fires of war, realizzati dopo un viaggio di dieci giorni nelle zone del conflitto iracheno del 1991, restituivano panorami infuocati e sterili, allucinati, senza senso. Ora, di nuovo, la guerra. Questa volta l'insopportabile disgusto svelato al mondo ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Susan Crile si era già imbattuta, nel suo percorso artistico, con le conseguenze della guerra: i suoi apocalittici fires of war, realizzati dopo un viaggio di dieci giorni nelle zone del conflitto iracheno del 1991, restituivano panorami infuocati e sterili, allucinati, senza senso. Ora, di nuovo, la guerra. Questa volta l&#8217;insopportabile disgusto svelato al mondo intero dalle immagini dell&#8217;inferno di Abu Ghraib. <br />Disgusto, orrore ma anche spiazzamento, violento, doloroso, specie per noi donne, costrette a fare i conti con l&#8217;oscenità degli scatti, che ritraggono le giovani soldate addette alla tortura, alle sevizie, al sadico gioco di sottomissione del maschio musulmano. Senza turbamento, anzi, a quanto pare, con gran divertimento. <br />E&#8217; impeccabile, dal punto di vista formale, il lavoro di Susan, con quell&#8217;uso sapiente del gesso, dei diafani bianchi per le vittime, di colori saturi e opachi per i carnefici, con quell&#8217;essenzialità e maestria del segno, con quei monocromi dai contrasti drammaticamente eloquenti.<br />E potentemente capaci di evocare in noi una partecipazione emotiva profonda, nel ritrovare in quei dipinti – evidenti, e palesemente richiamate – le foto di Abu Ghraib.<br />Susan Crile ci conduce così nel cuore di uno dei più famosi dark-sites, prigioni segrete destinate agli interrogatori dei presunti terroristi (uomini, donne, perfino bambini). Luoghi dove il diritto è sospeso, i prigionieri ridotti a corpi alla mercè di un potere assoluto. <br />Luoghi dove anche le pulsioni, le fantasie sadiche, le perversioni sessuali sono messe al lavoro e al servizio della strategia geo e bio-politica della guerra contro il terrorismo.<br />Le foto, come ricorda lei stessa, sono documenti, sono prove. E, quel che è peggio, sono state scattate per dimostrare la sopraffazione e la violenza come valori positivi, l&#8217;umiliazione della vittima come segno di vittoria.<br />Questo è per noi intollerabile. Non solo per l&#8217;abominio dei gesti ma anche per la suprema, devastante idiozia che li determina.<br />L&#8217;arte di Susan è straordinaria perché, dell&#8217; intenzione di quei gesti e di quelle foto, a cui – pure – fa riferimento fedele, ribalta completamente il senso: restituisce umanità, identità e spessore ai corpi nudi e tormentati delle vittime. Sottolinea la greve stoltezza del carnefice pieno di orpelli – guanti, scarponi, tute mimetiche, opulenze diverse – e privo di volto.<br />Di tutto questo le siamo grate e grati, profondamente.</p>
<p>Susan Crile had already stumbled in his artistic career, with the<br />consequences of the war: his apocalyptic fires of war, made over a<br />ten-day journey in the conflict zones of Iraq in 1991, restored<br />landscapes and fiery sterile, hallucinated, senseless.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/abu-ghraib-abuso-di-potere-abuse-of-power/">Abu Ghraib. Abuso di potere /Abuse of power</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Vita in Comune 1930-2007</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/vita-in-comune-1930-2007/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La sequenza di immagini esposte nella mostra “Vita in Comune” nasce dal materiale che, dagli anni Trenta sino ai nostri giorni, costituisce il grande patrimonio custodito nell'Archivio Fotografico dell'Ufficio Stampa del Comune di Roma. Questo ampio mosaico iconografico, ospitato dal Museo di Roma a Palazzo Braschi, vuol essere un altro importante tassello che si aggiunge ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/vita-in-comune-1930-2007/">Vita in Comune 1930-2007</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La sequenza di immagini esposte nella mostra “Vita in Comune” nasce dal materiale che, dagli anni Trenta sino ai nostri giorni, costituisce il grande patrimonio custodito nell&#8217;Archivio Fotografico dell&#8217;Ufficio Stampa del Comune di Roma. <br />Questo ampio mosaico iconografico, ospitato dal Museo di Roma a Palazzo Braschi, vuol essere un altro importante tassello che si aggiunge al racconto complesso e articolato della nostra città, della nostra storia di romani, di italiani e, oggi, di cittadini europei.<br />Rievocare è un atto profondo che preserva dal vuoto e dall&#8217;indifferenza e, in qualche modo, misura le nostre stesse esistenze. Perché è da un&#8217;immagine, da una foto, da un discorso collegato a una data, da un palco dal quale si racconta una storia, che può scaturire più vivo e più forte l&#8217;insieme dei molti ricordi che compongono la nostra vita, la nostra appartenenza a una comunità.</p>
<p>La mostra si articola in un itinerario temporale di quasi ottant&#8217;anni, scandito da una enorme quantità di scatti, qui selezionati e racchiusi in tre sezioni, che testimoniano la vita istituzionale del Comune di Roma. Ma c&#8217;è dell&#8217;altro. “Vita in Comune” racconta soprattutto storie, che sono anche la Storia recente del Paese!. Si delinea quasi un affresco di memoria collettiva, fatta di strade, monumenti, scorci urbani indimenticabili e anche di cerimonie, personaggi straordinari!.<br />Ogni ricordo è ovviamente legato al governo di un Sindaco, e tutti insieme, l&#8217;uno accanto all&#8217;altro, accompagnano il visitatore verso lo schiudersi di un racconto, i cui episodi costituiscono un lungo viaggio nel tempo: dai primi scatti degli anni Trenta che documentano le trasformazioni urbanistiche di Roma, alla visita in Campidoglio del Presidente americano John Kennedy, nel luglio del 1963, solo quattro mesi prima della sua uccisione; dalla visita del futuro Premio Nobel Nelson Mandela, poco dopo la sua scarcerazione, ad Alberto Sordi, Sindaco per un giorno in occasione dei suoi ottant&#8217;anni; dalla firma dei Trattati di Roma nel 1957 alla firma della Costituzione Europea nel 2004.<br />Voglio qui ringraziare tutti coloro i quali hanno reso possibile questo avvenimento, e rinnovare il senso di riconoscenza a chi con amore e professionalità ha consentito che tale enorme patrimonio iconografico non andasse disperso.<br />                                                                                                                                                                                                                                                                          Dall&#8217;introduzione di Eugenio La Rocca (Il Sovraintendente)</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/vita-in-comune-1930-2007/">Vita in Comune 1930-2007</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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