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	<title>Prina Vittorio Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Prina Vittorio Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Alvar AAlto. Progetto di complesso residenziale a Pavia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 14:04:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il progetto del complesso residenziale denominato “Patrizia” redatto nel 1966-68 da Alvar Aalto, con Elissa Aalto e Leonardo Mosso, collocato nella periferia ovest di Pavia in località San Lanfranco, non è mai stato realizzato. Stupisce, nel progetto aaltiano, la qualità e l'unitarietà delle soluzioni proposte per i singoli nodi progettuali; la possibilità di realizzare il ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il progetto del complesso residenziale denominato “Patrizia” redatto nel 1966-68 da Alvar Aalto, con Elissa Aalto e Leonardo Mosso, collocato nella periferia ovest di Pavia in località San Lanfranco, non è mai stato realizzato. Stupisce, nel progetto aaltiano, la qualità e l&#8217;unitarietà delle soluzioni proposte per i singoli nodi progettuali; la possibilità di realizzare il complesso per parti; la dotazione di servizi pensati quali elementi di mediazione e di aggregazione tra le parti stesse che compongono il quartiere a determinare un complesso sovrapporsi di sistemi; la particolare attenzione dedicata all&#8217;«inserimento ambientale» del progetto in uno dei luoghi di maggior pregio del corso pavese del fiume Ticino, e al complesso storico monumentale costituito dalla basilica di San Lanfranco, vero e proprio elemento nodale e di mediazione del progetto con la matrice storica del luogo, del costruito con lo spazio aperto a verde pubblico. La struttura morfologica principale è basata su «un reticolo ondulato» che rappresenta la «costante variabile», «uno schema proiettante ondulato e continuo». L&#8217;altezza degli edifici varia gradualmente da nove a sette, a cinque piani e viceversa. Gli edifici in linea a giacitura curvilinea sono orientati lungo l&#8217;asse nord ovest – sud est, parallelamente all&#8217;asse autostradale, e sono alternati così da creare grandi spazi/corti aperte a forma allungata che “fluiscono” gli uni nei successivi, delimitati dagli edifici curvilinei stessi, conformando spazi che si “allargano” e si “restringono” in successione lungo l&#8217;asse longitudinale. La soluzione costituisce un nuovo concetto di città nel quale le corti non sono da catalogare nell&#8217;accezione storica di spazi chiusi e delimitati ma costituiscono spazi “fluidi” delimitati da volumi curvilinei in pianta e alzato la cui percezione è costantemente variabile.</p>
<p>Vittorio Prina, architetto, nasce a Pavia nel 1959; dal 1989 ha svolto attività didattica presso le Facoltà di Architettura dell&#8217;Università di Genova e del Politecnico di Milano; è stato Professore a Contratto presso la Facoltà di Ingegneria Edile-Architettura dell&#8217;Università degli Studi di Pavia; attualmente è Professore a Contratto presso la Scuola di Architettura e Società del Politecnico di Milano. Svolge attività scientifica, di ricerca e di progettazione relativa ai principali temi dell&#8217;architettura. È autore di numerosi articoli, saggi e libri di critica e storia dell&#8217;architettura.</p>
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		<title>La scuola primaria</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/la-scuola-primaria-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2011 14:04:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana Architettura e Complessità diretta da Antonio PivaIl tema didattico sviluppato sia nel presente che nel precedente anno dal laboratorio di progettazione architettonica è la scuola primaria. Lo scorso anno la definizione di pensiero provvisorio sottendeva una complessità che non bisogna evitare ma al contrario affrontare per riuscire ad acquisire la ricchezza insita nella conoscenza ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana Architettura e Complessità diretta da Antonio Piva</p>
<p>Il tema didattico sviluppato sia nel presente che nel precedente anno dal laboratorio di progettazione architettonica è la scuola primaria. Lo scorso anno la definizione di pensiero provvisorio sottendeva una complessità che non bisogna evitare ma al contrario affrontare per riuscire ad acquisire la ricchezza insita nella conoscenza contemporanea. Anche quest&#8217;anno l&#8217;interdisciplinarietà costituisce l&#8217;elemento fondamentale del laboratorio che ci permette di tradurre in spazio, nello spazio del progetto, la complessità citata. La differenza è che tutto quello di cui abbiamo bisogno è già sotto i nostri occhi: dobbiamo solo riconoscerlo e saperlo leggere. I percorsi contenuti nel libro, strettamente legati al progetto nella prima parte o caratterizzati da ambiti disciplinari differenti &#8211; didattica, cinema, teatro, religione, psicologia, poesia, editoria, nuove concezioni tecnologiche, ecc. &#8211; possono fornire un prezioso contributo a svelare il complesso intreccio insito nella nostra vita e nell&#8217;epoca in cui viviamo Alcune frasi di Álvaro Siza possono costituire sia una conclusione a questi brevi pensieri che un inizio a quanto richiesto dal pensiero complesso. «L&#8217;architetto non è uno specialista. La vastità e la varietà delle conoscenze che la pratica del progetto oggi comprende, la sua rapida evoluzione e progressiva complessità, in nessun modo permettono conoscenze e dominio sufficienti. Mettere in relazione &#8211; progettando &#8211; è il suo dominio, luogo del compromesso che non significhi conformismo, della navigazione nell&#8217;intreccio delle contraddizioni, il peso del passato e il peso dei dubbi e delle alternative del futuro &#8211; aspetti che spiegano l&#8217;inesistenza di un Trattato contemporaneo di architettura. L&#8217;architetto lavora con specialisti. La capacità di concatenare, utilizzare ponti tra conoscenze, creare oltre le rispettive frontiere, oltre la precarietà delle invenzioni, esige un apprendimento specifico e condizioni stimolanti. [&#8230;] Nella società in cui viviamo è impensabile il progetto senza dialogo, senza conflitto e incontro, senza dubbio e convinzione, alternativamente, nella conquista di simultaneità e di libertà».</p>
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		<title>Vittoriano Viganò. A come Asimmetria</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/vittoriano-vigano-a-come-asimmetria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 May 2009 12:03:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana Architettura e Complessità diretta da Antonio Piva n.5Per il terzo anno consecutivo, dopo Franca Helg e Marco Zanuso, il Dipartimento di Architettura e Pianificazione della Facoltà di Architettura e Società del Politecnico di Milano - insieme al Dipartimento INDACO della Facoltà del Design, all'Accademia di Architettura dell'Università della Svizzera italiana e all'Archivio del Moderno ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana Architettura e Complessità diretta da Antonio Piva n.5</p>
<p>Per il terzo anno consecutivo, dopo Franca Helg e Marco Zanuso, il Dipartimento di Architettura e Pianificazione della Facoltà di Architettura e Società del Politecnico di Milano &#8211; insieme al Dipartimento INDACO della Facoltà del Design, all&#8217;Accademia di Architettura dell&#8217;Università della Svizzera italiana e all&#8217;Archivio del Moderno di Mendrisio &#8211; celebra una delle figure fondanti la sua tradizione didattica,Vittoriano Viganò, autore, tra l&#8217;altro della &#8220;nuova&#8221; sede della Facoltà di Architettura e Società di via Ampère. Una riflessione nel riconoscimento della complessità umana e professionale di un architetto che ha fatto del suo lavoro una missione di vita, identificandolo con una componente etica e umana di grande rigore, trasferita in ambito accademico. Viganò ha vissuto le diverse scale della progettazione, facendo dell&#8217;interazione tra linguaggi, pensieri e tematiche un punto di forza della sua professione. I testi raccolti in questo libro documentano le due giornate di studi: a Milano, attraverso testimonianze che restituiscono la poliedricità dell&#8217;uomo e del professionista in un quadro relazionale allargato; a Mendrisio, che dedica gli interventi all&#8217;Istituto Marchiondi Spagliardi, opera giovanile dell&#8217;architetto eretta tra il 1953 e il 1957, cui è stato recentemente apposto il decreto di vincolo monumentale dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Ambientali. </p>
<p>Testi di Antonio Piva, Elena Cao, Pier Carlo Palermo, Paolo Portoghesi, Cesare Stevan, Maria Antonietta Crippa, Vittorio Prina, Francesco Scullica, Pierfranco Galliani, Emilio Faroldi, Aurelio Cortesi, Isotta Cortesi, Arturo Dell&#8217;Acqua Bellavitis, Alba Cappellieri, Paolo Golinelli, Michele Porcu, Alberto Artioli e Gian Carlo Borellini, Bruno Reichlin, Franz Graf, Francesca Albani, Valeria Farinati, Gianni Ottolini, Alberto Grimoldi.</p>
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		<title>La casa: progettare con la coscienza del proprio tempo e della storia</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/la-casa-progettare-con-la-coscienza-del-proprio-tempo-e-della-storia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Sep 2008 12:03:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana Architettura e Complessità diretta da Antonio Piva n.4Questo volume segue il precedente La casa: evoluzione dal 1950 a oggi pubblicato nel 2007 e testimonia il percorso del laboratorio di Progettazione Architettonica 1 tenuto dal Professor Antonio Piva alla Facoltà di Architettura e Società del Politecnico di Milano nell'anno accademico 2007-2008.L'approccio alla progettazione della cellula ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana Architettura e Complessità diretta da Antonio Piva n.4</p>
<p>Questo volume segue il precedente La casa: evoluzione dal 1950 a oggi pubblicato nel 2007 e testimonia il percorso del laboratorio di Progettazione Architettonica 1 tenuto dal Professor Antonio Piva alla Facoltà di Architettura e Società del Politecnico di Milano nell&#8217;anno accademico 2007-2008.<br />L&#8217;approccio alla progettazione della cellula abitativa è avvenuto attraverso un lavoro di studio, comunicazione e riflessione che ha riguardato ambiti paralleli e interagenti: la disciplina squisitamente architettonica indagata attraverso lo studio e la lettura diretta di esperienze progettuali significative, che tengono conto delle questioni fondamentali per affrontare lo spazio e della restituzione di un metodo interpretativo e progettuale; l&#8217;attenzione ad altri ambiti, apparentemente lontani, attraverso la testimonianza diretta di interpreti di specifici saperi: un modo per conoscere il lavoro di progettisti che, negli anni e in contesti diversi, hanno dato risposte possibili e adeguate al tema abitativo; ma anche un modo per stimolare riferimenti e connessioni di pensiero, per scardinare logiche consuetudinarie di giudizio, per mettere in moto le coscienza e le emozioni, per stimolare il dubbio e la creatività. In questo contesto sono state invitate a parlare diverse figure che hanno riletto e restituito il senso e i modi relativi ai rispettivi ambiti professionali alla luce dello spazio più intimo dell&#8217;abitare evidenziando, ognuna a suo modo, l&#8217;esistenza di un pensiero progettuale sotteso al proprio fare, di una tensione verso lo sviluppo e il cambiamento in relazione all&#8217;evolversi degli specifici settori.<br />All&#8217;insegna della complessità sono stati privilegiati colloqui con discipline connesse ad ambiti in cui si costruiscono e definiscono alcune forme di interazione e di dialogo tra gli individui (stampa, televisione, canzone, arte, moda, psicologia, religione, volontariato) o con le istituzioni (storia, ricerca) e che si riversano nella complessità dello spazio abitativo: una sorta di palcoscenico su cui hanno recitato numerosi attori della contemporaneità, ognuno armato dei propri strumenti di battaglia: parole, immagini, libri, giornali, disegni, chitarre, pistole, scacciacani, confezioni di Malox!; ognuno con la propria voce, timbri che si imprimono nella memoria con tonalità differenti, accenti, cadenze personali a portare idee, a stimolare emozioni e pensieri. A iniziare un dialogo con un mondo che cambia, di cui spesso ignoriamo le regole, ma con cui dobbiamo confrontarci per acquisire una progettualità possibile e consapevole con cui affrontare i mutamenti di domani.</p>
<p>La complessità è requisito di ogni campo del sapere e dell&#8217;azione umana a cui anche l&#8217;architettura appartiene. L&#8217;architettura è risultato del pensiero e dell&#8217;arte quale processo del loro prodursi congiunto nello spazio per mezzo di una tecnica riconoscibile. Progettare significa perciò decidere attraverso l&#8217;esercizio della critica, applicato alla conoscenza della realtà e all&#8217;interno della soggettività della personale esperienza intellettuale e realizzativa. Quale prodotto civile e sintesi delle opzioni possibili, l&#8217;architettura trae quindi ispirazione dalla complessità della cultura e del mondo, manifestandosi nel tempo reale. La centralità dell&#8217;individuo e il desiderio di migliorarne le condizioni di vita sono alla base dell&#8217;azione architettonica e la pongono in relazione alle discipline che offrono la composizione di un pensiero: la filosofia, la psicologia, la letteratura, l&#8217;arte, la moda, la musica, la scienza, la religione, la politica, la storia, e con tutto ciò che informa la quotidianità. Nella qualità dello spazio &#8211; nella sua organizzazione e figurazione, nella sua costituzione concreta &#8211; l&#8217;inconscio dimostra di essere l&#8217;interprete dei desideri umani verso qualcosa che non è ancora raggiunto ma che è necessario alle pulsioni che lo tengono in vita. I nessi tra aspirazioni, ricerca espressiva, innovazione realizzativa dimostrano l&#8217;irriducibile orientamento dell&#8217;architettura a essere paradigma della complessità.</p>
<p>Scritti di Antonio Piva,Vittorio Prina, Elena Cao, Maurizio Belpietro, Lapo Mazza, Gioachino Lanotte, Elio Franzini, Benedetta Barzini, Gabriella Gilli, Paolo Luigi Branca, Maria Grazia Zanaboni, Cecilia Giardi, Paolo Colombo.</p>
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		<title>Marco Zanuso: Architettura, Design e la costruzione del benessere</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/marco-zanuso-architettura-design-e-la-costruzione-del-benessere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana Architettura e Complessità diretta da Antonio Piva n.2Il seminario internazionale dedicato a Marco Zanuso arricchisce il programma della Facoltà di Architettura e Società del Politecnico di Milano di ricordare i docenti che in questa facoltà hanno insegnato e messo a disposizione gran parte delle loro energie e risorse intellettuali per formare le nuove generazioni ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana Architettura e Complessità diretta da Antonio Piva n.2</p>
<p>Il seminario internazionale dedicato a Marco Zanuso arricchisce il programma della Facoltà di Architettura e Società del Politecnico di Milano di ricordare i docenti che in questa facoltà hanno insegnato e messo a disposizione gran parte delle loro energie e risorse intellettuali per formare le nuove generazioni di architetti.<br />I concetti di conservazione, difesa delle peculiarità delle culture, la ricerca tecnologica, la ricerca della qualità dello spazio sono solo alcune delle applicazioni  sperimentate sia nella didattica che nella vita professionale di Marco Zanuso.<br />I testi toccano gli aspetti nodali della personalità di Zanuso che la critica ufficiale  ha poco indagato e che è stata nostra intenzione valorizzare per i contenuti e la problematicità di cui sono portatori.<br />Alcune testimonianze hanno inoltre ricuperato anche l&#8217;umanità di un  architetto che ha dato alla  professione l&#8217;opportunità di incontri che sono diventate amicizie, l&#8217;opportunità di sorridere con ironia e di lavorare con quella passione che è servita a coloro che con lui hanno collaborato  alcuni importanti momenti di felicità.</p>
<p>Testi di Arturo Bellavitis Dell&#8217;Acqua, Cini Boeri, Maria Antonietta Crippa, Manolo De Giorgi, Emilio Faroldi, Antonio Piva, Vittorio Prina, Richard Sapper, Fabrizio Schiaffonati, Letizia Tedeschi, M.Cristina Tonelli, Francesco Trabucco, Franca Valeri.</p>
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		<title>La casa: evoluzione dal 1950 ad oggi</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/la-casa-evoluzione-dal-1950-ad-oggi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana Architettura e Complessità diretta da Antonio Piva n.3Questo volume raccoglie il risultato di un appassionato e intenso percorso di indagini, incontri e riflessioni attraverso cui si è sviluppato il Laboratorio di Progettazione Architettonica I tenuto dal Professor Antonio Piva alla Facoltà di Architettura e Società al Politecnico di Milano, Dipartimento Architettura e Pianificazione, nell'anno ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/la-casa-evoluzione-dal-1950-ad-oggi/">La casa: evoluzione dal 1950 ad oggi</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana Architettura e Complessità diretta da Antonio Piva n.3</p>
<p>Questo volume raccoglie il risultato di un appassionato e intenso percorso di indagini, incontri e riflessioni attraverso cui si è sviluppato il Laboratorio di Progettazione Architettonica I tenuto dal Professor Antonio Piva alla Facoltà di Architettura e Società al Politecnico di Milano, Dipartimento Architettura e Pianificazione, nell&#8217;anno accademico 2006-2007.<br />Il delicato approccio alla progettazione applicato al progetto della casa di ciascuno studente ha consentito di motivare i cambiamenti attivabili oggi nella cellula abitativa tenendo conto delle trasformazioni che si sono susseguite dagli anni Cinquanta a oggi. La complessità del progetto architettonico ha suggerito argomenti che solo apparentemente non hanno a che fare con il progetto della casa, ma piuttosto, con la fotografia, il cinema, il teatro, la danza, la musica, l&#8217;arte, la museologia e la museografia, il design, la filosofia, la letteratura e la cucina che documentano, in questo contesto, come l&#8217;esperienza dell&#8217;abitare passi attraverso tutti i linguaggi del proprio tempo. Questi stessi ci trasmettono i contenuti dell&#8217;epoca in cui viviamo. Ne è scaturito un racconto sulle trame dell&#8217;emozione che ha interessato e connesso tutti gli attori di questa esperienza: gli studenti, coinvolti in un processo di riflessione sulla propria identità; i docenti, chiamati a ricomporre continuativamente rapporti e relazioni con gli studenti e con le tematiche di progetto; i relatori esterni, invitati a rileggere le proprie discipline finalizzate a dare  luce e consapevolezza allo spazio architettonico.<br />Questa raccolta di scritti testimonia la complessità di un percorso dove il confronto ha stimolato curiosità e volontà di rimettersi in discussione, di riscoprirsi e scardinare le logiche consuetudinarie del proprio vivere per aprirsi allo straordinario spazio del dubbio, imprescindibile a qualunque processo di crescita e di progresso.</p>
<p>Scritti di: Antonio Piva, Vittorio Prina, Paolo Golinelli, Elena Cao, Matteo Faroldi, Mariarosa Toscani Ballo, Lorenzo Vitalone, Andrée Ruth Shammah, Maria Grazia Gregori, Susanna Beltrami, Umberto Petrin, Paolo Biscottini, Annalisa Zanni, Francesco Trabucco, Francesca Bonicalzi, Giancarlo Majorino, Paola Ricas.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/la-casa-evoluzione-dal-1950-ad-oggi/">La casa: evoluzione dal 1950 ad oggi</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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