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	<title>Repetto Barbara Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Repetto Barbara Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Il forte di Nettuno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un'attenzione specifica e costante da parte della storiografia ha contrassegnato da sempre il piccolo forte borgiano realizzato a Nettuno agli albori del XVI secolo. Fin dall'Ottocento, gli scrittori dediti a ricostruire gli sviluppi delle opere di fortificazione a seguito dei progressi tecnologici dell'artiglieria hanno segnalato l'importanza di questa fabbrica, individuandone il valore nodale nell'evoluzione delle ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217;attenzione specifica e costante da parte della storiografia ha contrassegnato da sempre il piccolo forte borgiano realizzato a Nettuno agli albori del XVI secolo. Fin dall&#8217;Ottocento, gli scrittori dediti a ricostruire gli sviluppi delle opere di fortificazione a seguito dei progressi tecnologici dell&#8217;artiglieria hanno segnalato l&#8217;importanza di questa fabbrica, individuandone il valore nodale nell&#8217;evoluzione delle strutture difensive a cavallo fra Quattrocento e Cinquecento. E ciò è stato riconfermato via via, in un quadro sempre più ampio di conoscenze, da tutta la letteratura successiva, sino ai nostri giorni. Molteplici sono dunque i riferimenti e le considerazioni di cui l&#8217;opera ha beneficiato, seppure molto limitata sia stata la sua analisi diretta e approfondita, tanto sul piano filologico che in merito a quelle stesse qualità particolari che vi si riscontrano. Da qui l&#8217;iniziativa del presente volume che affronta il monumento da diverse angolazioni, trattando temi storici, costruttivi e di restauro, nell&#8217;ottica di un inquadramento diacronico. Obiettivo prescelto, infatti, è stato quello di intraprendere un&#8217;indagine organicamente coordinata, tesa a presentare l&#8217;edificio in modo circostanziato, a ricostruirne il più possibile la vicenda, ad individuare istanze e a focalizzare ambiti dì riferimento di vasta portata in cui esso rientra.  In questo senso, i saggi redatti dai diversi autori &#8211; in sé autonomi e frutto di approfondimenti mirati &#8211; compongono nel loro insieme un&#8217;analisi dell&#8217;opera in rapporto alle sequenze spazio-temporali che la riguardano, sino al presente, ossia immersa nella storia.</p>
<p>Maurizio Caperna è professore associato di restauro architettonico presso l&#8217;Università degli studi di Roma &#8220;La Sapienza&#8221;. Autore di diversi saggi e articoli su riviste specializzate, rivolge soprattutto la sua attenzione all&#8217;analisi dei processi di trasformazione delle architetture e della città, con particolare riguardo al tardo Cinquecento e all&#8217;Ottocento romano. <br />Oggetto delle sue principali pubblicazioni sono stati: la chiesa di S. Girolamo degli Schiavoni (1989, 1990, 1992); la piazza del Quirinale e le Scuderie papali (1990, 2001, 2007), la pianta di Roma al tempo di Sisto V (1992), il &#8216;quartiere del Rinascimento&#8217; (1994), la decorazione interna della basilica di S. Pietro in Vaticano (1997), la basilica di S. Prassede (1993, 1999, 2002). Attualmente è impegnato nello studio dei restauri eseguiti sulle chiese romane al tempo di Pio IX e nell&#8217;approfondimento relativo alle opere di sistemazione compiute nel campo dell&#8217;archeologia cristiana durante il XIX secolo.</p>
<p>Marta Acierno, specializzanda in Restauro dei monumenti, sta ultimando la sua tesi di Dottorato in Storia e Restauro dell&#8217;architettura presso il Dipartimento di Storia dell&#8217;architettura, Restauro e Conservazione dei beni architettonici (Università di Roma &#8220;La Sapienza&#8221;), con una ricerca sugli &#8220;Edifici religiosi dell&#8217;XI secolo in Terra di Lavoro&#8221;. </p>
<p>Clemente Busiri Vici, architetto (Roma), svolge attività professionale. Pronipote di Carlo Busiri Vici (1856-1925), restauratore nel 1920 del forte di Nettuno, ha curato in questo volume una nota biografica sulla sua figura.</p>
<p>Piero Cimbolli Spagnesi, professore associato di Storia dell&#8217;architettura (Prima Facoltà di architettura &#8220;L. Quaroni&#8221;, Università di Roma &#8220;La Sapienza&#8221;). È autore di studi diversi: sull&#8217;architettura greca e romana augustea ad Atene; su quella indo-greca; sulle costruzioni medievali dell&#8217;isola greca di Chios; sull&#8217;architettura degli ordini mendicanti in Italia e in America Latina; sulla basilica Vaticana in età barocca; sul Castel S. Angelo di Roma e sull&#8217;architettura militare dello Stato ecclesiastico in età moderna.</p>
<p>Leonardo Faraone, architetto (Anzio), si è laureato nel 2002 con una tesi in restauro sul forte di Nettuno (Prima Facoltà di architettura &#8220;L. Quaroni&#8221;, Università di Roma &#8220;La Sapienza&#8221;, rel. prof. Maurizio Caperna), ripresa in questo volume.</p>
<p>Donatella Fiorani, professore straordinario di Restauro architettonico (Facoltà di Ingegneria, Università di L&#8217;Aquila), insegna presso la Scuola di Specializzazione in Restauro dei monumenti dell&#8217;Università di Roma &#8220;La Sapienza&#8221;. Ha svolto ricerca prevalentemente nel campo delle tecniche costruttive storiche, dell&#8217;architettura medievale, della teoria del restauro in architettura, argomenti su cui ha pubblicato diversi saggi e monografie. Ha progettato e diretto diversi restauri su monumenti dell&#8217;Italia centrale.</p>
<p>Emanuela Montelli, specialista in Restauro dei monumenti, sta ultimando la sua tesi di Dottorato in Storia e Restauro dell&#8217;architettura presso il Dipartimento di Storia dell&#8217;architettura, Restauro e Conservazione dei beni architettonici (Università di Roma &#8220;La Sapienza&#8221;), con una ricerca su &#8220;Mattoni e laterizi medievali in area romana&#8221;.</p>
<p>Barbara Repetto, architetto (Roma), dopo studi iniziali su Baccio Pontelli, architetto militare, ha conseguito un Master Europeo in restauro presso la facoltà di Architettura dell&#8217;Università degli Studi di Roma Tre e partecipato come relatrice a convegni in Italia e all&#8217;estero, approfondendo il tema dell&#8217;architettura militare in Italia centrale nella seconda metà del XV secolo.</p>
<p>Paola Zampa, professore associato di Storia dell&#8217;architettura (Prima Facoltà di architettura &#8220;L. Quaroni&#8221;, Università di Roma &#8220;La Sapienza&#8221;). È autrice di numerosi saggi sull&#8217;architettura e la trattatistica italiana tra XV e XVIII secolo, con particolare riguardo agli studi sull&#8217;antico e alla nascita, formazione e trasformazione del linguaggio degli ordini architettonici<br />.</p>
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