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	<title>Restuccia Franca Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Restuccia Franca Archivi | Gangemi</title>
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		<title>La via della Civita a Catania</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/la-via-della-civita-a-catania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Jan 1999 13:08:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il volume documenta l'ambito urbano costituito dal tratto est dell'attuale via Vittorio Emanuele, la "via della Civita" della Catania settecentesca, analizzando il ruolo che la via assume nella ricostruzione e con puntuali rilievi gli edifici, religiosi e civili, che vi si affacciano. Quest'ultimi sono ancora in massima parte quelli realizzati a partire dalla ricostruzione che ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il volume documenta l&#8217;ambito urbano costituito dal tratto est dell&#8217;attuale via Vittorio Emanuele, la &#8220;via della Civita&#8221; della Catania settecentesca, analizzando il ruolo che la via assume nella ricostruzione e con puntuali rilievi gli edifici, religiosi e civili, che vi si affacciano. Quest&#8217;ultimi sono ancora in massima parte quelli realizzati a partire dalla ricostruzione che seguì il terremoto del 1693 e fino alla seconda metà dell&#8217;ottocento e documentano, con i diversi episodi tipologici che nel tempo si sono succeduti, il rapporto tra l&#8217;impianto urbanistico e lo specifico delle architetture che determinano la &#8220;scena urbana&#8221;. Nel linguaggio barocco della veste architettonica, spesso riproposto anche nei completamenti che si realizzano fino alla fine dell&#8217;ottocento, essi costituiscono una sorta di antologia, che qui viene documentata, degli artefici della Catania post-terremoto a partire dalle maestranze locali (scalpellini, intagliatori o lapidum incisores o, semplicemente, magistri fabrorum murarorium) che lavorano alla prima ricostruzione fino agli architetti &#8220;aulici ed ufficiali&#8221; come G. B. Vaccarini, Stefano Ittar, Carlo Sada. <br />Completa il volume uno studio sugli ambiti filtro, androne-corte-scale, che organizzano la mediazione nei palazzi pubblici e privati tra la città e l&#8217;edificio, affrontato come unico tema composto e determinato da sottoinsiemi, per capire il processo di formazione del sistema e la struttura razionale che formalizza lo spazio architettonico dell&#8217;intera sequenza. Nella ricerca dei caratteri distintivi che danno significato all&#8217;architettura e di quelli di tipo astratto in termini di desideri, di intenzionalità, di usi e costumi si pone interesse alle qualità sostanziali che danno riconoscibilità all&#8217;insieme e il sistema viene interpretato in termini qualitativi di strutture interne, di processi spaziali, di contenuti intrinseci alle forme, cioè di conoscenza ontologica dell&#8217;essere nei suoi principi e fondamenti e nel suo farsi, più che in termini quantitativi di funzioni, misure e volumetrie. Mediante un puntuale lavoro di rilievo e di rappresentazione, che circolarmente porta all&#8217;analisi formale e strutturale ed alla sintesi di quanto analizzato per parti, si afferma che il &#8220;sistema&#8221;, nell&#8217;edificazione catanese, assume il valore di paradigma originario della forma ed è il fulcro generatore che caratterizza l&#8217;impianto dell&#8217;intero edificio.</p>
<p>Franca Restuccia, laureata in Architettura presso l&#8217;Università di Roma &#8220;La Sapienza&#8221;, professore Associato di Disegno nella Facoltà di Ingegneria dell&#8217;Università degli Studi di Catania, svolge la sua attività di ricerca nel campo del rilievo e della documentazione del patrimonio architettonico ed è autrice di numerose pubblicazioni in merito.</p>
<p>Gaetano Palumbo nato a Catania nel 1932 ha conseguito la laurea in ingegneria civile presso l&#8217;Università di Roma &#8220;La Sapienza&#8221;. Professore Associato di Disegno nella Facoltà di Ingegneria dell&#8217;Università degli Studi di Catania è autore di numerosi saggi e monografie sul rilievo e la rappresentazione ed ha particolarmente indirizzato i suoi interessi verso gli studi per la conservazione, la valorizzazione ed il riuso dei beni culturali architettonici ed ambientali della Sicilia orientale. </p>
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		<title>Catania del &#8216;700</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/catania-del-700/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 1997 14:07:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Se l'unità linguistica delle maestranze che hanno operato alla ricostruzione di Catania fu tale da dare alla città un particolare timbro, contribuendo per mezzo di propri "modi di fare" a rendere di specifica identità la sua immagine, nel presente saggio (che col precedente, I portali nell'architettura di Catania dopo il terremoto del 1693, Gangemi, Roma ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Se l&#8217;unità linguistica delle maestranze che hanno operato alla ricostruzione di Catania fu tale da dare alla città un particolare timbro, contribuendo per mezzo di propri &#8220;modi di fare&#8221; a rendere di specifica identità la sua immagine, nel presente saggio (che col precedente, I portali nell&#8217;architettura di Catania dopo il terremoto del 1693, Gangemi, Roma 1997, forma un unico momento di conoscenza in cui le due &#8220;esperienze di lettura&#8221; si completano e si integrano a vicenda) l&#8217;autrice pone l&#8217;attenzione sulle peculiarità caratteriali dei vari elementi costitutivi di definizione funzionale che fanno parte dei &#8220;materiali&#8221; dell&#8217;architettura della ricostruzione. Interpretandoli in termini più analitici che descrittivi, utilizzando come tema concettuale La teoria della formatività espressa dal Pareyson che pone la &#8220;forma&#8221; come prodotto di un movimento di &#8220;riuscita-conclusione&#8221; di figure-parti in reciproco rapporto, la ricerca pone come punto di partenza dell&#8217;analisi il manufatto per passare dall&#8217;opera alla lingua, ai &#8220;segni&#8221; elementari con valore di tipicità che, dotati di propria vita e regole combinatorie, danno lo specifico formativo alla base della cultura architettonica delle varie maestranze lapicide. Segni di unità minima, significanti e significativi, &#8220;segni-forma&#8221; che, nel ripetersi, connotano la struttura formante dei segni iconici, principio di organizzazione e matrice dell&#8217;insieme finito-costruito, sono termini strutturali di identità per mezzo dei quali le forme si mutano, trasformano e derivano in comunanza caratteriale. Segni di continuità frutto di una storicizzazione e che, in piena legittimità, possono essere utilizzati per proporre &#8220;nuove&#8221; forme ed esprimere &#8220;nuove&#8221; idee. Operando sui modi di esistenza del costruito, intervenendo in modo adeguato alle esigenze tecniche e di uso della contemporaneità, si può così &#8220;conservare&#8221; e progettare con rapporto di fedeltà-continuità, senza alterare o snaturare l&#8217;identità culturale dei luoghi.</p>
<p>Franca Restuccia, laureata in Architettura presso l&#8217;Università di Roma, è Professore Associato di Disegno presso la Facoltà di Ingegneria dell&#8217;Università di Catania. Svolge attività di ricerca nel settore del rilievo e della documentazione del patrimonio architettonico (Analisi dei valori ambientali in un episodio di edilizia spontanea, in Quaderno IDAU n. 11, Catania 1980; Note sul rilievo, in &#8220;I modelli grafici come strumento della progettazione&#8221;, Catania 1980; Il Borgo antico di Ognina, in Quaderno DAU n. 15, Catania 1987; Leggere e disegnare la città, in &#8220;Aci S. Antonio ­ un rilievo orientato&#8221;, Venezia 1992; Per un archivio dei beni architettonici della Sicilia Orientale, schede documentative, Catania 1995&#8230;), è autrice di pubblicazioni, su riviste specializzate, inerenti alla disciplina del Disegno e della Rappresentazione (Saper vedere, saper capire, saper rappresentare: una indicazione di metodo per la lettura di un&#8217;opera architettonica, in Quaderno Ist. Disegno n. 2, Messina 1980; Il museo tedesco dell&#8217;architettura a Francoforte, in Documento IDAU &#8220;Germania &#8217;85&#8221;, Catania 1987; Dal figurativo alla figurazione, in Quaderno DAU n. 16, Catania 1992; La formatività come procedimento ideativo e metodologico per il ritrovamento della regola di costruzione, in &#8220;Disegnare&#8221; n. 6, Roma 1993; La costruzione di modelli significativi per un corretto rilievo finalizzato al restauro, in Documento DAU n. 13, Catania 1995), partecipa con contributi e memorie a Congressi Nazionali e Internazionali inerenti al raggruppamento disciplinare (L&#8217;immagine della quinta stradale ottocentesca nel centro storico di Catania: matrici e riflessi, Conv. Trieste 1990; Il Barocco catanese: un&#8217;architettura musicale, Conv. Lerici 1990; Nel disegno la memoria del modello archetipico, Conv. Firenze 1995; Segno Invenzione e Operatività della tradizione, Conv. Napoli 1995; Il recupero della qualità strutturale e ambientale di un brano della città dell&#8217;800: l&#8217;Asse dei Viali a Catania, Conv. Lerici 1996). Per i tipi della Gangemi Editore ha pubblicato I portali nell&#8217;architettura di Catania dopo il terremoto del 1693, Roma 1997. </p>
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		<title>I portali nell&#8217;architettura di Catania</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/i-portali-nellarchitettura-di-catania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jan 1997 13:07:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il testo pone il «tema del portale» come base per avviare un «racconto» dell'architettura che mette in rapporto la dimensione estetica degli elementi figurativi con i principi vitruviani della firmitas, della utilitas e della venustas, per ritrovare l'attività culturale fortemente creativa che sta alla base della realizzazione di ogni opera architettonica.Franca Restuccia, laureata in Architettura ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il testo pone il «tema del portale» come base per avviare un «racconto» dell&#8217;architettura che mette in rapporto la dimensione estetica degli elementi figurativi con i principi vitruviani della firmitas, della utilitas e della venustas, per ritrovare l&#8217;attività culturale fortemente creativa che sta alla base della realizzazione di ogni opera architettonica.</p>
<p>Franca Restuccia, laureata in Architettura presso l&#8217;Università di Roma, è Professore associato di Disegno presso la Facoltà di Ingegneria dell&#8217;Università di Catania. Svolge attività di ricerca nel settore del rilievo e della documentazione del patrimonio architettonico, è autrice di pubblicazioni, su riviste specializzate, inerenti alla disciplina del Disegno e della Rappresentazione, partecipa con contributi e memorie a Congressi Nazionali e Internazionali inerenti al raggruppamento disciplinare. </p>
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		<title>Catania nel &#8216;900</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/catania-nel-900/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lo studio analizza il Liberty catanese finora marginalmente indagato, rintracciando le ragioni della cultura locale che hanno prodotto i diversi orientamenti e linguaggi dello stile dovuti all'evoluzione naturale del gusto e del realismo nelle arti figurative, al progresso scientifico e alle innovazioni tecnologiche che avevano trasformato la società e la civiltà delle maggiori città europee. ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio analizza il Liberty catanese finora marginalmente indagato, rintracciando le ragioni della cultura locale che hanno prodotto i diversi orientamenti e linguaggi dello stile dovuti all&#8217;evoluzione naturale del gusto e del realismo nelle arti figurative, al progresso scientifico e alle innovazioni tecnologiche che avevano trasformato la società e la civiltà delle maggiori città europee. Catania ai primi del &#8216;900, inserita nelle corrente &#8216;nouveau&#8217; italiana ed aperta al rinnovamento., affronta le tematiche del &#8216;Nuovo Stile&#8217; con spirito attivo ed autonoma elaborazione, anche  se risolve le proprie interpretazioni sfociando nel decorativismo della plastica floreale. Individuando, in dimensione diacronica evolutiva, le modifiche degli elementi che hanno determinato le caratteristiche morfologiche, tipologiche, spaziali, espressive del liberty, indispensabili oltretutto per corretti interventi di salvaguardia e recupero, l&#8217;indagine coglie ciò che permane, le modalità di creazione formale e relazioni di connessione che, unitamente ai valori di connotazione di ciascun progettista, danno le specificità unificanti dello stile catanese. Nel testo sono state analizzate le architetture paradigmatiche che manifestano e riflettono il linguaggio liberty consolidato, interpretato ed espresso dai progettisti locali, tenendo in considerazione anche le costruzioni rappresentative e &#8216;monumentali&#8217; della prima fase del Modernismo, visto come momento di transizione &#8216;tardo-eclettico&#8217; tra l&#8217;eredità del XIX secolo e l&#8217;adesione alla &#8216;nuova arte&#8217;. Il liberty catanese, ritenuto a torto arte popolare o con un giudizio superficiale linguaggio floreale della belle époque, oggi interrogandoci su i suoi fondamenti, pur nella sua limitatezza di idee o di risultati creativi, riflette il gusto di una borghesia colta che preferisce l&#8217;eleganza del fasto. Espressione di un decoro apprezzabile fornisce un&#8217;immagine in grado di dare emozioni, un &#8216;ordine&#8217; che ha saputo creare un &#8216;disegno strutturato&#8217; che ha consolidato di nuova identità l&#8217;immagine della Catania post unitaria, caratterizzando di rinnovata cultura l&#8217;ambiente e il paesaggio urbano del primo &#8216;900.</p>
<p>Franca Restuccia, laureata in Architettura presso l&#8217;Università di Roma &#8220;La Sapienza&#8221;, è docente di prima fascia di &#8220;Disegno&#8221; nella Facoltà di Ingegneria dell&#8217;Università degli Studi di Catania. E&#8217; autrice di saggi e monografie, partecipa con articoli e convegni e su riviste inerenti al rilievo e alla rappresentazione, ha indirizzato i suoi studi e l&#8217;attività di ricerca sulla documentazione, archiviazione, conservazione, e valorizzazione dei beni architettonici ed ambientali della Sicilia orientale. </p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/catania-nel-900/">Catania nel &#8216;900</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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