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	<title>Rigaglia Davide Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Rigaglia Davide Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Il restauro della Crocifissione di Guido Reni nella Basilica di San Lorenzo in Lucina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Sep 2025 12:56:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La celebre Crocifissione laurentina fu dipinta da Guido Reni nel 1637 nel capoluogo emiliano, su commissione dell’importante famiglia bolognese Angelelli. A causa delle tragiche vicende che segnarono la famiglia, prima l’assassinio del capostipite Andrea Angelelli, seguito dalla morte prematura del figlio Francesco, il dipinto fu peregrino tra Bologna e Roma e qui rimase definitivamente a ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La celebre Crocifissione laurentina fu dipinta da Guido Reni nel 1637 nel capoluogo emiliano, su commissione dell’importante famiglia bolognese Angelelli. A causa delle tragiche vicende che segnarono la famiglia, prima l’assassinio del capostipite Andrea Angelelli, seguito dalla morte prematura del figlio Francesco, il dipinto fu peregrino tra Bologna e Roma e qui rimase definitivamente a partire dal 1669 quando, grazie al lascito testamentario della vedova Angelelli, la Marchesa Cristiana Duglioli, fu donato alla Basilica di San Lorenzo in Lucina e prese l’attuale collocazione. A più di cinquant’anni dall’ultimo intervento conservativo, risalente al 1976 ad opera del restauratore romano Ermete Domenico Crisanti, il restauro attuale, affiancato in ogni sua fase da un’accurata campagna diagnostica, ha consentito di conoscere dettagli inediti relativi alla tecnica esecutiva e ai materiali costitutivi impiegati dall’artista bolognese, che, comparati con studi analoghi condotti su altri dipinti conservati in collezioni internazionali, portano ad una maggiore conoscenza della figura di questo importante artista.</p>
<p>The famous Crucifixion in San Lorenzo in Lucina was painted by Guido Reni in 1637 in Bologna, commissioned by the eminent Bolognese family, the Angelelli. As a result of the tragic events that marked the family, first the murder of its head, Andrea Angelelli, followed by the premature death of his son Francesco, the painting travelled backwards and forward between Bologna and Rome, before settling permanently in the papal city in 1669 when, thanks to the bequest of Angelelli’s widow, the Marchesa Cristiana Duglioli, it was donated to the Basilica of San Lorenzo in Lucina, and placed where it hangs today. More than fifty years after the last conservation work, carried out in 1976 by the Roman restorer Ermete Domenico Crisanti, the current restoration, accompanied at every stage by an in-depth campaign of diagnostic investigation, has revealed previously unknown details of the painting technique and the materials employed by Guido Reni. These findings, when compared with similar studies carried out on other of his works in international collections, have led to a greater and more profound understanding of this important artist.</p>
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		<title>Il Pastura. Un&#8217;antologia di restauri</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/il-pastura-unantologia-di-restauri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jan 2023 14:05:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>‘Nel mese di settembre 2020 veniva presentato nel duomo di Tarquinia il volume avente ad oggetto gli affreschi del Pastura nella cappella Vitelleschi ora nel coro della chiesa, oggetto di un impegnativo restauro allora da poco ultimato. L'intervento era stato l'occasione per ammirare da vicino il ciclo pittorico e comprendere la tecnica e lo stile ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>‘Nel mese di settembre 2020 veniva presentato nel duomo di Tarquinia il volume avente ad oggetto gli affreschi del Pastura nella cappella Vitelleschi ora nel coro della chiesa, oggetto di un impegnativo restauro allora da poco ultimato. L&#8217;intervento era stato l&#8217;occasione per ammirare da vicino il ciclo pittorico e comprendere la tecnica e lo stile di questo artista, così importante per la storia dell&#8217;arte del Lazio e dell&#8217;Umbria meridionale, che lavorò a fianco di artisti celeberrimi come Perugino e Pinturicchio. Le pitture erano pervenute ai nostri giorni danneggiate dal calore prodottosi da un incendio a metà Seicento, che ne aveva sciolto le applicazioni di cera dorate. Gli spunti di interesse del cantiere erano stati tali da aver raccolto la preziosa collaborazione dell&#8217;infrastruttura IPERION_CH (Integrated Project for the European Research Infrastructure on Culture Heritage) ed il coinvolgimento del CNR, del MOLAB, del Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell&#8217;Università di Pisa, del Dipartimento di Chimica dell&#8217;Università di Bologna. […] In questo volume vengono resi noti i dati degli studi e delle indagini diagnostiche relativi a quel restauro, Per una serie di positive circostanze l&#8217;attività di tutela della Soprintendenza è riuscita in questi ultimi anni a dedicarsi a più opere del Pastura nella provincia di Viterbo. Sono stati compiuti restauri finanziati dalle Diocesi proprietarie dei beni (Civitavecchia, Civita Castellana e Viterbo) ed altri realizzati con il contributo di privati […] Parallelamente la Soprintendenza di Roma ha avviato il cantiere di restauro della cappella Ponziani in Santa Cecilia in Trastevere, e grazie alla proficua collaborazione tra i funzionari delle due Soprintendenze, attraverso lo scambio di dati ed opinioni, anche di intervento, i risultati di quel restauro sono confluiti in questo volume.&#8217;<br />
dalla presentazione di Margherita Eichberg</p>
<p>ALESSANDRA ACCONCI Laureata e specializzata in storia dell&#8217;arte alla Sapienza Università di Roma è funzionario storico dell&#8217;arte presso la Soprintendenza Speciale archeologia belle arti e paesaggio di Roma, dove svolge attività di tutela, salvaguardia e restauro del patrimonio culturale. Ha insegnato storia dell&#8217;arte medievale d&#8217;Oriente e d&#8217;Occidente presso il Pontificio Istituto Orientale e collaborato alle missioni di ricerca e scavo archeologico dello Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme e del Pontificio Istituto Orientale di Roma. Conduce attività di studio e di ricerca pubblicando contributi relativi alla storia dell&#8217;arte e al restauro su riviste nazionali e internazionali.</p>
<p>LUISA CAPOROSSI Laureata e specializzata in storia dell&#8217;arte alla Sapienza Università di Roma, dal 2012 è nei ruoli del Ministero della Cultura come funzionario storico dell&#8217;arte. Ha svolto attività di tutela e valorizzazione presso la Soprintendenza di Arezzo, Siena e Grossetto e ha diretto il Museo di Palazzo Taglieschi ad Anghiari (AR). Attualmente è funzionario storico dell&#8217;arte della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Provincia di Viterbo e l&#8217;Etruria meridionale. È autrice di pubblicazioni su Pirro Ligorio, Giorgio Vasari, Piero della Francesca, Francesco d&#8217;Antonio Zacchi, detto Balletta e Antonio del Massaro, detto Pastura.</p>
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		<title>Antonio da Viterbo alias Pastura</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/antonio-da-viterbo-alias-pastura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jan 2020 14:09:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lo studio della produzione artistica e della personalità del Pastura è stato condizionato dal linguaggio figurativo umbro, che caratterizza tutte le sue opere a tal punto da cucirgli addosso l'epiteto di “Pittore Umbro”. Questo testo, per la prima volta, vuole cambiare il tipo di approccio analizzando la materia pittorica delle sue opere; chiaramente tale approccio ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studio della produzione artistica e della personalità del Pastura è stato condizionato dal linguaggio figurativo umbro, che caratterizza tutte le sue opere a tal punto da cucirgli addosso l&#8217;epiteto di “Pittore Umbro”. Questo testo, per la prima volta, vuole cambiare il tipo di approccio analizzando la materia pittorica delle sue opere; chiaramente tale approccio assume un valore scientifico nel momento in cui l&#8217;analisi ha come oggetto le opere autografe. Questa circostanza si è concretizzata con il restauro di due delle poche opere documentate dell&#8217;artista viterbese, restauri di cui siamo stati autori. È grazie a questa esperienza che è maturata la conoscenza delle tecniche esecutive e dei vezzi pittorici dell&#8217;artista, che insieme costituiscono il suo modus operandi riconoscibile in tutte le sue opere e soprattutto in quelle a lui soltanto attribuite.</p>
<p>Davide Rigaglia ha conseguito la laurea all&#8217;Istituto Centrale per il Restauro di Roma (ICR), opera dal 2010 nel settore del restauro e conservazione dei beni culturali. È impegnato dal 2012 nel restauro delle opere danneggiate dal sisma che il 6 aprile del 2019 ha stravolto l&#8217;Abruzzo e in particolar modo la città dell&#8217;Aquila che l&#8217;ha visto titolare del restauro di tutti gli apparati decorativi interni della Basilica di Collemaggio. Nel 2013 Restaura i frammenti marmorei provenienti dal gruppo scultoreo dell&#8217;Annunciazione realizzato da Antonello Gagini per il Santuario di Mompilieri (CT). Tra il 2016 e il 2017 ha curato il restauro del ciclo di affreschi di Antonio da Viterbo (1509) presso il duomo di Tarquinia (VT). Nel 2018 lavora al restauro del monumento funebre in marmo di Felice Guglielmi realizzato nel 1897 da Giulio Tadolini a Civitavecchia (RM). È stato coautore di diverse pubblicazioni: Saru Spina. Percorso artistico e dipinti murali inediti (2013), Il mosaico risorto. Un inedito di Cesare Nebbia tra restauro e valorizzazione (2010), L&#8217;edicola, la chiesa, la basilica: il restauro della di San Giuseppe Artigiano sulle tracce della chiesa di San Biagio di Amiternun (2016).</p>
<p>Valentina Romè ha conseguito la laurea all&#8217;Istituto Centrale per il Restauro di Roma (ICR), con specializzazione nel restauro delle superfici decorate dell&#8217;architettura e con una tesi che ha avuto come oggetto il restauro dei dipinti murali della sacrestia vecchia di San Pietro in Vincoli a Roma. Opera dal 2016 nel settore del restauro e conservazione dei beni culturali. Tra il 2016 e il 2017 ha curato il restauro del ciclo di affreschi di Antonio da Viterbo (1509) presso il duomo di Tarquinia (RM). Nel 2018 lavora al restauro degli affreschi medievali a tema civico conservati presso il palazzo comunale di Orvieto, e al restauro del monumento funebre in marmo di Felice Guglielmi realizzato nel 2018 da Giulio Tadolini a Civitavecchia (RM).</p>
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		<title>La Koimesis della chiesa di Santa Maria del Rogato ad Alcara Li Fusi</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/la-koimesis-della-chiesa-di-santa-maria-del-rogato-ad-alcara-li-fusi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Nov 2019 14:09:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La chiesa di Santa Maria del Rogato, nel territorio di Alcara Li Fusi (ME), si configura come una rara testimonianza artistica e storico documentaria riconducibile alla cultura e al mondo monastico italo-greco del Valdemone. Il ciclo pittorico presente al suo interno, assume un notevole rilievo poiché consente di valutare i rapporti con le espressioni artistiche ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/la-koimesis-della-chiesa-di-santa-maria-del-rogato-ad-alcara-li-fusi/">La Koimesis della chiesa di Santa Maria del Rogato ad Alcara Li Fusi</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La chiesa di Santa Maria del Rogato, nel territorio di Alcara Li Fusi (ME), si configura come una rara testimonianza artistica e storico documentaria riconducibile alla cultura e al mondo monastico italo-greco del Valdemone. Il ciclo pittorico presente al suo interno, assume un notevole rilievo poiché consente di valutare i rapporti con le espressioni artistiche nell&#8217;ambito della produzione monastico-bizantina isolana tra XII e XIII secolo. Si tratta di dipinti riferibili ad un maestro in grado di coniugare espressioni di estrazione costantinopolitana a stilemi occidentali e del Medio Oriente Latino. L&#8217;intervento conservativo eseguito nel corso del 2014 e 2015, è stato diretto al recupero e al restauro di tutte le porzioni originali tramite la rimozione degli strati soprammessi e al risarcimento dei fenomeni di degrado. L&#8217;intervento ha permesso di leggere la dialettica figurativa in tutte le sue peculiarità, morfologiche e cromatiche, liberando gli strati pittorici dalla sordina opaca dello spesso strato di sporco sovrapposto. Il restauro ha raggiunto due considerevoli obiettivi: il primo è il ripristino del compromesso affresco raffigurante la Dormitio Virginis, il secondo è il recupero delle superfici affrescate, che ricoprono le pareti dell&#8217;intera chiesa, permettendo inoltre una rilettura dell&#8217;impianto architettonico originario.</p>
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