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	<title>Riondino Antonio Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Riondino Antonio Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Ordine e caso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’autore di questa organizzazione tematica ha scoperto una nuova strada per comprendere cosa sia una città e come si articola la sua architettura. Tutto ciò è un “dono letterario” che invita e rende sempre più vari i saperi nel rivelare i molti segreti che ci attendono. Franco Purini Antonio Riondino, laureato in Architettura nel 1986 ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’autore di questa organizzazione tematica ha scoperto una nuova strada per comprendere cosa sia una città e come si articola la sua architettura. Tutto ciò è un “dono letterario” che invita e rende sempre più vari i saperi nel rivelare i molti segreti che ci attendono.<br />
Franco Purini</p>
<p>Antonio Riondino, laureato in Architettura nel 1986 sotto la direzione scientifica di Franco Purini presso l’Università di Roma “La Sapienza”, è Professore di Progettazione Architettonica e Urbana presso il DArCoD Dipartimento di Architettura, Costruzione, Design del Politecnico di Bari. È componente della Società Scientifica Ludovico Quaroni e del DO.CO. MO.MO. Italia. Ha pubblicato saggi e monografie a carattere scientifico, fra cui: Ludovico Quaroni e la didattica dell’architettura nella Facoltà di Roma fra gli anni ’60 e ’70. Il progetto della città e l’ampliamento dei confini disciplinari, Gangemi Editore. Ha ricevuto premi e riconoscimenti in concorsi di progettazione, fra cui il Leone di Pietra alla 10a Biennale di Architettura di Venezia del 2006.<br />
I suoi interessi scientifici sono principalmente rivolti alla teoria e alle tecniche della composizione architettonica con particolare riferimento alle relazioni grammaticali e strutturali che attraversano la forma urbana nella sua estensione storica fino alla contemporaneità.</p>
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		<title>Claudio D&#8217;Amato Guerrieri e la “scuola barese” di architettura</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/claudio-damato-guerrieri-e-la-scuola-barese-di-architettura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Dec 2020 14:09:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana Archinauti del Politecnico di Bari diretta da Claudio D'Amato A più di un anno dalla sua scomparsa, dopo un periodo di raccoglimento e riflessione, il presente libro cerca di ricostruire la complessa personalità del prof. Claudio D'Amato, attraverso la raccolta di numerosi contributi scritti da autori a lui legati e appartenenti a generazioni anche ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana Archinauti del Politecnico di Bari diretta da Claudio D&#8217;Amato</p>
<p>A più di un anno dalla sua scomparsa, dopo un periodo di raccoglimento e riflessione, il presente libro cerca di ricostruire la complessa personalità del prof. Claudio D&#8217;Amato, attraverso la raccolta di numerosi contributi scritti da autori a lui legati e appartenenti a generazioni anche molto differenti: partendo dai maestri e amici, sino a raccogliere le testimonianze dei più giovani docenti e architetti formatisi presso la “scuola barese” di architettura. Quest&#8217;ultima, dal professore istituita e creata a partire dal 1990, è stata caratterizzata da una chiara forte identità, riconosciuta a livello accademico nazionale e internazionale, che ha attirato a sé grandi elogi e critiche per il suo modo di essere e voler essere differente e progressista per mezzo della tradizione e il culto della storia. L&#8217;intento è, dunque, quello di presentare più “letture” autoriali per tentare di dipanare il duplice e al contempo multiforme tema focalizzato sul prof. Claudio D&#8217;Amato e sulla sua scuola di architettura barese.<br />
Il libro è articolato in tre parti: I curatori, Tre Rettori del Politecnico di Bari e Contributi. La prima parte è relativa a due saggi: la visione dell&#8217;ex alunno ora docente (Giuseppe Fallacara), e quella di un collega caro amico (Amerigo Restucci). La seconda parte raccoglie i contributi dei Rettori del Politecnico di Bari che hanno segnato tre tappe fondamentali della vita di D&#8217;Amato: l&#8217;origine della creazione della Facoltà di Architettura (Umberto Ruggiero), l&#8217;assegnazione del titolo di Professore Emerito (Eugenio Di Sciascio), l&#8217;attuale Rettore (Francesco Cupertino). La terza parte rappresenta la raccolta di tutti i contributi suddivisi in sei sezioni: 3.1. Il maestro; 3.2. Gli amici; 3.3 La Facoltà di Architettura di Bari; 3.4. I primi allievi e docenti; 3.5. Gli allievi, i dottori di ricerca e gli specializzati; 3.6. Recensioni. Le sezioni, tutte organizzate nella successione alfabetica degli autori, si compongono secondo un avvicendamento generazionale che dal maestro Paolo Portoghesi giunge sino ai più giovani autori, come Ilaria Cavaliere e Dario Costantino, che hanno conosciuto il professore solamente ai primi anni del loro percorso universitario barese e che oggi studiano e indagano sul suo operato ancora foriero di grandi e profonde riflessioni future, con un contributo dal titolo Didattica dell&#8217;Architettura e Professione: l&#8217;ultimo convegno organizzato da Claudio D&#8217;Amato. I contributi, con la componente personale che li connota, vengono accomunati da alcuni temi ricorrenti, quali i ricordi di esperienze trascorse insieme a D&#8217;Amato – soprattutto nel caso degli amici –; la storia della Facoltà di Architettura di Bari a partire dalla sua fondazione; l&#8217;attività accademica a cui il professore ha dedicato tutto sé stesso; gli indirizzi di ricerca che hanno caratterizzato e che continuano a caratterizzare la scuola barese; le esperienze degli allievi.<br />
Si ringraziano per questo tutti coloro che hanno partecipato, con il loro apporto, alla realizzazione di questo volume.<br />
(Giuseppe Fallacara, Amerigo Restucci, Introduzione, pp. XIV, XV).</p>
<p>Giuseppe Fallacara (Bitonto &#8211; Bari, 17 dicembre 1973) è Architetto e Dottore di Ricerca.<br />
Dal primo aprile 2020 è Professore Ordinario in Composizione Architettonica presso il Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura del Politecnico di Bari, dove dirige il New Fundamentals Research Group. È coordinatore del CESAR, Corso di Alta Formazione Applicata in Architettura e Restauro della Scuola di Specializzazione del Politecnico di Bari. Esperto di Stereotomia e architettura in pietra, ha pubblicato numerose monografie e articoli scientifici sul tema e ha realizzato prototipi sperimentali litici. Ha esposto alla Biennale di Architettura di Venezia nel 2006 e annualmente, dal 2005, al Marmomac di Verona, nel settore Università e Ricerca. È stato visiting professor, tra le altre università, presso il NYIT (New York Institute of Technology) e il MISIS (National University of Science et Technology) di Mosca. È stato curatore della mostra Stereotomy 2.0 and Digital Construction Tools (New York, maggio 2018) ed è stato invitato da Alessando Melis a esporre presso il Padiglione Italia della Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia del 2021.</p>
<p>Amerigo Restucci (Matera, 10 novembre 1942) laureato in Architettura.<br />
Ha insegnato Storia dell&#8217;Architettura in qualità di Professore Ordinario all&#8217;Università IUAV di Venezia, della quale è stato Rettore dal 2010 al 2016. Dal 1987 al 1995 ha insegnato presso la Scuola di Specializzazione in Archeologia e Storia dell&#8217;Arte dell&#8217;Università degli Studi di Siena. Nel 1989 è stato eletto nel Consiglio Superiore del Ministero dei Beni Culturali e ha esaminato, tra gli altri, i restauri della cupola di Santa Maria del Fiore a Firenze, del Ponte Sisto a Roma, delle Torri medioevali di Pavia e della Reggia di Caserta. Dal 1992 è entrato nel Consiglio Direttivo dell&#8217;ICOMOS-UNESCO per la tutela del patrimonio mondiale nel settore dei monumenti e dell&#8217;ambiente e nel 1996 è stato nominato nel comitato internazionale per lo studio ed il restauro della Basilica di Sant&#8217;Antonio a Padova. Dal 1999 al 2003 è stato Presidente dell&#8217;Accademia delle Belle Arti di Venezia. Nel 2002 è stato eletto nel Consiglio Direttivo della Biennale di Venezia; nel 2004 ha ricevuto l&#8217;incarico da parte del Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo del MIBACT e dell&#8217;APT della Basilicata per la progettazione degli itinerari di Federico II di Svevia in Basilicata e Puglia. Nel 2015 ha coordinato l&#8217;elaborazione del dossier di candidatura de Il paesaggio vitivinicolo delle colline di Conegliano e Valdobbiadene iscritto nel 2019 nella Lista del Patrimonio Mondiale dell&#8217;Umanità UNESCO.</p>
<p><em>Con saggi di:</em><br />
Giuseppe Fallacara, Amerigo Restucci, Francesco Cupertino, Eugenio Di Sciascio, Umberto Ruggiero, Paolo Portoghesi, Alfonso Acocella, Giuseppe Arcidiacono, Lucio Valerio Barbera, Enrico Bordogna, Augusto Romano Burelli, Francesco Cellini, Giangiacomo D&#8217;Ardia, Alberto Ferlenga, Cherubino Gambardella, Ghisi Grütter, Giuseppe Carlo Marano, Marco Trisciuoglio, Bruno Messina, Vincenzo Pavan, Domenico Potenza, Franz Prati, Franco Purini, Fabio Tellia, Paolo Tombesi, Angelo Torricelli, Duccio Trombadori, Paolo Zermani, Michele Balice, Rossana Carullo, Giovanni Cucci, Rossella de Cadilhac, Francesco Defilippis, Loredana Ficarelli, Matteo Ieva, Antonio Labalestra, Marco Mannino, Anna Bruna Menghini, Mauro Mezzina, Carlo Moccia, Michele Montemurro, Lorenzo Netti, Spartaco Paris, Attilio Petruccioli, Antonio Riondino, Giorgio Rocco, Giuseppe Strappa, Vincenzo Paolo Bagnato, Annalisa Di Roma, Calogero Montalbano, Giulia Annalinda Neglia, Anna Rosa Pagliarulo, Nicola Parisi, Mariangela Turchiarulo, Mariangela Alicino, Maurizio Barberio, Micaela Colella, Nicola Boccadoro, Claudia Calabria, Maria Rita Campa, Vito Cascione, Ilaria Cavaliere, Dario Costantino , Niccolò Dambrosio, Vito De Bellis, Graziella Fittipaldi, Alessandro Iacovuzzi, Rosaria Valeria Loliva, Nicola Martielli, Alessandra Mongelli, Ubaldo Occhinegro, Marco Stefano Orsini, Alessandra Paresce, Giuseppe Rociola, Hilde Grazia Teresita Romanazzi, Nicola Sacco, Mohamed Saidi, Raffaella Sanseverino, Alessandra Scarcelli, Francesco Scricco, Marco Stigliano, Luigi Alini, Roberta Amirante</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/claudio-damato-guerrieri-e-la-scuola-barese-di-architettura/">Claudio D&#8217;Amato Guerrieri e la “scuola barese” di architettura</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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		<title>Ludovico Quaroni e la didattica dell&#8217;architettura nella Facoltà di Roma tra gli anni &#8217;60 e &#8217;70</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Nov 2012 14:05:11 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana ARCHINAUTI diretta da Claudio D&#8217;Amato / ARCHINAUTI series edited by Claudio D&#8217;Amato n.42</p>
<p>Questo libro è l&#8217;esito, criticamente rivisto e aggiornato, della ricerca sviluppata tra il 1994 ed il 1997 all&#8217;interno del Dottorato di Ricerca dalle Facoltà consorziate di Palermo, Bari, Napoli, Reggio Calabria. Esso si configura come un segmento del più generale campo tematico relativo allo studio della didattica del progetto di architettura in Italia ed è incentrato sull&#8217;insegnamento di Ludovico Quaroni nei corsi di Composizione Architettonica della Facoltà di Architettura di Roma, fra il 1963 e il 1973. Gli anni presi in considerazione sono quelli che vedono concentrate le questioni teoriche e metodologiche più cogenti del dibattito architettonico e urbanistico di questo periodo. Il tentativo di trovare strumenti di risoluzione di una “crisi” culturale che sta frammentando la disciplina architettonica all&#8217;interno di nuove forme interdisciplinari, coinciderà con la necessità di ribaltare il tradizionale ruolo del progetto e dell&#8217;azione stessa dell&#8217;architetto. Un ribaltamento dal quale deriveranno inediti scenari di ricerca destinati a segnare, da lì in poi, una nuova stagione didattica caratterizzata da metodi compositivi fondati su nuove scale, su nuovi fenomeni fisico sociali, coincidenti con le dinamiche urbano-territoriali legate alla “nuova dimensione”. Il 1963 segna il definitivo passaggio di Ludovico Quaroni, dall&#8217;insegnamento “urbanistico” tenuto a Firenze dal 1959, a quello “architettonico” intrapreso nella Facoltà di Roma. È questa la stagione che Manfredo Tafuri definirà del rinnovato ritorno di Quaroni, all&#8217;Architettura. Un ritorno caratterizzato da una visione del tutto inedita rispetto al panorama culturale italiano, teso a riportare i temi e le metodiche riguardanti il progetto della Città, dalla materia urbanistica a quella architettonica, fino a concentrarla nella messa a punto di una vera e propria nuova disciplina, definita da Quaroni, del Disegno Urbano. Essa sarà il risultato di una riflessione che andrà dal primo approccio “territorialista”, all&#8217;avvicinamento alle questioni più propriamente “urbane”, quali quelle derivate dalle esperienze relative alle tesi di laurea elaborate tra il ‘69 e il &#8217;73. Lavori che di fatto anticiperanno molti dei temi della futura ricerca architettonica, attivando una riflessione incentrata, d&#8217;ora in poi, sulla messa a punto di potenziali piani teorico- metodologici intenti a rifondare la disciplina a partire dal ritorno alla sua principale materia di studio: la Città criticamente riconfigurata ai moti trasformazionali del nuovo Presente storico.</p>
<p>Antonio Vito Riondino (Margherita di Savoia, BT, 1961). Laureato alla Facoltà di Architettura dell&#8217;Università “La Sapienza” di Roma nel 1986, ha conseguito nel 1997 il titolo di Dottore di Ricerca in Progettazione Architettonica. Dal 1986 al 1999 ha collaborato ai corsi di Progettazione architettonica IV, presso la Facoltà di Architettura di Reggio Calabria. Dal 1999 svolge la sua attività presso la Facoltà di Architettura del Politecnoco di Bari di cui è ricercatore e docente di Composizione e Progettazione architettonica e urbana, e di Analisi della morfologia urbana e delle tipologie edilizie, nei Laboratori di Progettazione architettonica del 2° e 4° anno. Dal 1997 al 2000 è stato consulente scientifico del Fondo privato “Ludovico Quaroni” per la sistemazione dell&#8217;archivio “Ludovico Quaroni” presso la Fondazione “Adriano Olivetti” a Ivrea. La sua attività di ricerca scientifica, sviluppata, oltre che in ambito progettuale -attraverso concorsi di architettura (Leone di Pietra alla Biennale di Venezia 2006)-, è connessa a studi specialistici condotti nel campo dell&#8217;analisi urbana (autore de: La struttura urbana, dall&#8217;Unità d&#8217;Italia al primo conflitto mondiale. La lenta costruzione di una città a carattere lineare, in “Da reali Saline a Margherita di Savoia. Storia di una comunità dell&#8217;ottocento”, Claudio Grenzi Editore, Foggia 2003), alla partecipazione a ricerche nazionali e internazionali condotte dalla Facoltà, ed a quella componente di comitati scientifici (“Società Scientifica Ludovico Quaroni”). Tale attività è documentata con progetti e saggi pubblicati in volumi e riviste specializzate, proceedings di convegni internazionali e quaderni di ricerca.</p>
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