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	<title>Romano Bernardino Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Romano Bernardino Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Pianificazione e reti ecologiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Oct 2003 12:01:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L'obiettivo della ricerca è quello di individuare gli elementi di dialogo tra il disegno attuale ed evolutivo degli assetti ecologici e gli strumenti di governo del territorio, proponendo una calibratura delle tecniche e delle regole della pianificazione sulle esigenze di mantenimento delle qualità degli ecosistemi e della biodiversità. Il programma di ricerca si propone di ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;obiettivo della ricerca è quello di individuare gli elementi di dialogo tra il disegno attuale ed evolutivo degli assetti ecologici e gli strumenti di governo del territorio, proponendo una calibratura delle tecniche e delle regole della pianificazione sulle esigenze di mantenimento delle qualità degli ecosistemi e della biodiversità. Il programma di ricerca si propone di definire strumenti scientifico-culturali innovativi, relativi al metodo ed ai sistemi di conoscenza, che consentano di riconoscere ai Parchi un ruolo centrale nella costruzione del sistema territoriale, superando i concetti di insularità della tutela ambientale e indicando tre criteri di verificabilità: riconoscimento del significato territoriale del sistema delle risorse naturali, coordinamento delle politiche territoriali all&#8217;interno ed all&#8217;esterno delle Aree Protette, verifica della compatibilità e della congruenza tra le scelte dei Piani territoriali ed urbanistici e le condizioni poste dalle reti ecologiche. La coesione geografica degli spazi naturali in Italia può essere guardata secondo angolazioni distinte se è considerata all&#8217;interno degli organismi urbani, nei grandi spazi agricoli intensivi oppure sulle montagne delle Alpi e dell&#8217;Appennino. Gli oggetti da esaminare variano dal verde urbano, al reticolo delle siepi, ai microsistemi idrografici, fino alle grandi fasce fluviali e alle aree forestali di migliaia di chilometri quadrati di superficie. Tutti questi ecosistemi sono idonei per multiformi gruppi di specie, alcuni più adattati alla vita urbana, altri specializzati negli ambienti agricoli, altri ancora con possibilità di sopravvivenza esclusivamente legate alla presenza di grandi spazi indisturbati nei quali la presenza umana ha carattere di episodicità.  Le condizioni di compatibilità tra l&#8217;ambiente dell&#8217;Uomo e quello delle altre biocenosi non possono essere sempre conseguite e in molti casi, non sono ancora disponibili i necessari dati ecologici che potrebbero aiutare a definire le soglie della relazione e dell&#8217;interferenza. La carenza informativa sarà probabilmente colmata in tempi lunghi, e un&#8217;ipotesi di lavoro è quella <br />di individuare gli ambiti territoriali entro i quali – ed è questa la congettura fondativa della metodologia della continuità ambientale – con approssimazione probabilistica, potrebbero ricadere la maggior parte degli spazi vitali dei <br />gruppi di specie più elusivi e meno abilitati a condividere gli spazi antropici.</p>
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		<title>L&#8217;interferenza insediativa nelle strutture ecosistemiche</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/linterferenza-insediativa-nelle-strutture-ecosistemiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I materiali pubblicati nel volume sono tratti dalla ricerca commissionata dalla Regione Veneto all'Università degli Studi dell'Aquila nel dicembre 2005 dal titolo: Le conoscenze per la Rete Ecologica Regionale: Analisi delle interferenze ambientali dell'insediamento e linee di pianificazione, coordinata da Bernardino Romano e con la partecipazione di Serena Ciabò, Mauro Fabrizio, Simona Olivieri, Gabriele Paolinelli, ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I materiali pubblicati nel volume sono tratti dalla ricerca commissionata dalla Regione Veneto all&#8217;Università degli Studi dell&#8217;Aquila nel dicembre 2005 dal titolo: Le conoscenze per la Rete Ecologica Regionale: Analisi delle interferenze ambientali dell&#8217;insediamento e linee di pianificazione, coordinata da Bernardino Romano e con la partecipazione di Serena Ciabò, Mauro Fabrizio, Simona Olivieri, Gabriele Paolinelli, Giulio Tamburini, Antonella Valentini. È stato compilato ed indagato un ampio set di indici territoriali e ambientali in modo da evidenziare le condizioni concorrenti che determinano situazioni di disturbo-intrusione da parte dell&#8217;insediamento verso i caratteri ecosistemici e di continuità ambientale. Secondo una metodologia, in via di sperimentazione anche su altre regioni italiane, come l&#8217;Umbria e le Marche, gli indici sono stati organizzati mediante un quadro valutativo, suddiviso per condizioni correnti, fattori di pressione e condizioni tendenziali, teso alla costruzione di profili di selezione e classificazione dei fenomeni. L&#8217;intersezione ragionata dei fenomeni stessi, articolati per gradi di intensità, consente di individuare le parti territoriali contraddistinte da situazioni più o meno avanzate di consumo di suolo, disturbi da urbanizzazione, erosioni pronunciate delle matrici ambientali, maggiore e o minore potenziale di recupero e di inversione delle situazioni deteriori (paesaggi di frammentazione). L&#8217;obiettivo della ricerca è stato quello di confezionare indirizzi e politiche di gestione-recupero-mantenimento della continuità ambientale corrispondenti a determinati profili caratteristici, da usare nella sede del Piano Regionale (PTRC) e dei Piani di Coordinamento Provinciale per orientare ed armonizzare le decisioni verso una maggiore sostenibilità il governo locale del territorio.</p>
<p>Bernardino ROMANO<br />Docente di Pianificazione Territoriale, Ambientale e Reti Ecologiche nei Corsi di Laurea in Ingegneria per l&#8217;Ambiente e il Territorio e in Scienze e Tecnologie per l&#8217;Ambiente e il Territorio presso l&#8217;Università degli Studi dell&#8217;Aquila.</p>
<p>Gabriele PAOLINELLI<br />Docente di Architettura del Paesaggio e di Progettazione di Parchi e Giardini presso la Facoltà di Agraria dell&#8217;Università di Bologna.</p>
<p>Serena CIABÒ<br />Dottore in Scienze Ambientali, consulente per i programmi Agenda XXI della Provincia di Teramo e Cultore della Materia di Pianificazione Ambientale presso l&#8217;Università degli Studi dell&#8217;Aquila</p>
<p>Mauro FABRIZIO<br />Dottore in Scienze Ambientali e consulente scientifico della Riserva Naturale Regionale &#8220;Monte Genzana-Alto Gizio&#8221;.</p>
<p>Giulio TAMBURINI<br />Docente di Urbanistica nel Corso di Laurea in Ingegneria Edile-Architettura e Direttore del Dipartimento di Architettura e Urbanistica presso l&#8217;Università degli Studi dell&#8217;Aquila.</p>
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