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	<title>Scazzosi Lionella Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Scazzosi Lionella Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Gli impianti eolici: suggerimenti per la progettazione e la valutazione paesaggistica</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/gli-impianti-eolici-suggerimenti-per-la-progettazione-e-la-valutazione-paesaggistica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Nov 2006 13:02:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le Linee-guida per l'inserimento paesaggistico degli impianti eolici intendono facilitare l'applicazione dell'Allegato Tecnico del DPCM 12 dicembre 2005 che definisce finalità, criteri di redazione e contenuti della Relazione Paesaggistica che deve accompagnare le richieste di autorizzazione paesaggistica (art. 146, comma 2, del Codice per i Beni Culturali e del Paesaggio, D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le Linee-guida per l&#8217;inserimento paesaggistico degli impianti eolici intendono facilitare l&#8217;applicazione dell&#8217;Allegato Tecnico del DPCM 12 dicembre 2005 che definisce finalità, criteri di redazione e contenuti della Relazione Paesaggistica che deve accompagnare le richieste di autorizzazione paesaggistica (art. 146, comma 2, del Codice per i  Beni Culturali e del Paesaggio, D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 e sue modificazioni) e che dà indirizzi per la valutazione dei progetti.<br />Le Linee-guida forniscono indirizzi, criteri, informazioni generali e supporti tecnici. Si rivolgono ai progettisti e ai responsabili della valutazione perché, da un lato il punto di vista paesaggistico venga inserito organicamente nel progetto  fin dalle sue prime fasi di elaborazione, dall&#8217;altro la valutazione possa entrare pienamente nel merito delle proposte e non limitarsi a una verifica formale dei documenti. Si rivolgono anche alle popolazioni, nella consapevolezza che una crescita conoscitiva delle problematiche specifiche, è condizione essenziale per scelte appropriate e condivise.<br />La struttura della guida è costituita da un testo esplicativo generale, da approfondimenti tematici, da schede tecniche, da schede informative su documenti di indirizzo elaborati all&#8217;estero e in Italia, da una bibliografia ragionata e  da riferimenti bibliografici generali. Un ampio apparato iconografico commentato esemplifica casi studio, soluzioni tecniche di progettazione e di rappresentazione, problematiche di valutazione. Una lista di domande chiave intende aiutare a costruire e a verificare i diversi passaggi dell&#8217;elaborazione progettuale e della valutazione delle proposte di realizzazione di impianti eolici.</p>
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		<title>Politiche e culture del paesaggio</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/politiche-e-culture-del-paesaggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Jan 1999 13:08:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il libro presenta le esperienze di protezione, pianificazione, progettazione e gestione del paesaggio in Europa, in particolare in Francia, Germania, Gran Bretagna, Olanda, Svizzera e negli Stati Uniti. Si fa riferimento a una nozione di paesaggio come intreccio inscindibile tra natura e cultura, manufatto in continua trasformazione, opera degli uomini che in esso hanno vissuto ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il libro presenta le esperienze di protezione, pianificazione, progettazione e gestione del paesaggio in Europa, in particolare in Francia, Germania, Gran Bretagna, Olanda, Svizzera e negli Stati Uniti. Si fa riferimento a una nozione di paesaggio come intreccio inscindibile tra natura e cultura, manufatto in continua trasformazione, opera degli uomini che in esso hanno vissuto e operato nel corso del tempo, ma anche della natura: nozione diversa da quelle di ambiente e di territorio. Differenti concezioni di paesaggio sottendono le singole politiche nazionali: per ogni Paese si esaminano nello specifico le modalità di governo del paesaggio, attraverso la legislazione, l&#8217;organizzazione amministrativa, gli strumenti tecnici della tutela, della pianificazione/ progettazione e dell&#8217;attività di gestione, con i suoi strumenti attivi, che in vari Paesi assumono anche le forme dell&#8217;incentivo economico e del supporto tecnico e operativo da parte delle amministrazioni pubbliche. Da una lettura trasversale emerge il quadro complessivo dei problemi, delle linee di tendenza e delle soluzioni comuni ai Paesi presi in esame: a una forte richiesta di qualità paesistica diffusa, si lega una tendenza al superamento della tutela solo per episodi eccezionali, a favore della valorizzazione delle specificità e delle differenze dei luoghi di vita sull&#8217;intero territorio e una prospettiva di utilizzo multifunzionale e sostenibile del territorio. Si confrontano le modalità del rapporto fra Stato e cittadino, gli strumenti di sensibilizzazione e di educazione delle popolazioni ai temi del paesaggio, la partecipazione ai processi decisionali. Particolare rilievo è dato agli strumenti di pianificazione e progettazione paesistica che danno risposte diverse a questioni come il rapporto fra pianificazione urbanistica e pianificazione del paesaggio e fra piano e gestione e che propongono specifiche modalità di lettura e di valutazione progettuale del paesaggio stesso. </p>
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		<title>Politiche e culture del paesaggio &#8211; Landscape policies and cultures</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/politiche-e-culture-del-paesaggio-landscape-policies-and-cultures/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il libro costituisce un ampliamento di “Politiche e culture del paesaggio. Esperienze internazionali a confronto”, pubblicato nel 1999. Comprende sia la trattazione di altri Paesi, che allora non si era potuto studiare (Austria, Danimarca, Italia, Norvegia, Polonia, Slovenia, Spagna), che degli aggiornamenti, con nuove informazioni e più recenti riferimenti bibliografici, su diversi Paesi già presi ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il libro costituisce un ampliamento di “Politiche e culture del paesaggio. Esperienze internazionali a confronto”, pubblicato nel 1999. Comprende sia la trattazione di altri Paesi, che allora non si era potuto studiare (Austria, Danimarca, Italia, Norvegia, Polonia, Slovenia, Spagna), che degli aggiornamenti, con nuove informazioni e più recenti riferimenti bibliografici, su diversi  Paesi già presi in esame (Francia, Germania, Gran Bretagna, Stati Uniti). I criteri di studio restano gli stessi: per ogni Paese si presentano le esperienze di tutela, pianificazione, progettazione e gestione del paesaggio. Si esaminano nello specifico le concezioni di paesaggio che sottendono le singole politiche nazionali, si mettono in evidenza le modalità di governo del paesaggio, attraverso la legislazione, l&#8217;organizzazione amministrativa, gli strumenti tecnici della tutela, della pianificazione e progettazione e dell&#8217;attività di gestione, con i suoi strumenti attuativi, non dimenticando l&#8217;attività di sensibilizzazione e di partecipazione delle popolazioni ai processi decisionali. Si aggiunge un saggio sugli “Obiettivi e programmi dell&#8217;Unione Europea per il paesaggio”, che fornisce un utile riferimento sovra nazionale per tutte le attività  che riguardano direttamente o indirettamente il paesaggio. Il quadro dei problemi, delle linee di tendenza e delle soluzioni comuni ai Paesi presi in esame, sia nel volume precedente che in questo, si fa più ampio e articolato: non si avvertono, dal 1999 ad oggi, inversioni di rotta nelle politiche per il governo del paesaggio condotte dai vari Paesi, che appaiono invece impegnati a dare ad esse attuazione, sviluppo e approfondimento, attraverso nuove elaborazioni metodologiche e nuove sperimentazioni.  Per rispondere a richieste venute da più parti fuori d&#8217;Italia, si aggiungono le traduzioni in inglese dei testi, sia del primo volume (Esperienze Internazionali a confronto) che del secondo volume (Nuovi confronti).</p>
<p>The book constitutes an extended version of “Landscape policies and cultures. A comparison of international experiences”, published in 1999. It includes both countries which at the time it had proved impossible to study (Austria, Denmark, Italy, Norway, Poland, Slovenia, Spain), and some updates, with new information and more recent bibliographic reference, on a number of countries already examined (France, Germany, Great Britain, United States). The study criteria remain the same: here presented are the landscape preservation, planning, design and management  experiences of the different countries. Specific attention has been devoted to the  conceptions of the landscape underlying the individual national policies and informing the different approaches to landscape governance as embodied in legislation, administration and the technical instruments used in preservation, planning, design, management and implementation, as well as to the activities aimed at raising awareness and encouraging the participation of the population at large in the decision-making process. The volume includes an essay on “The European Union&#8217;s landscape objectives and programmes” supplying a useful supranational reference framework for all activities directly or indirectly referred to the landscape.  The overview of issues, trends and solutions common to the countries examined both in the previous volume and in present one becomes all the more complex and articulated: though there have been no reversals of tendencies in the different countries&#8217; landscape management policies since  1999, these same countries are clearly engaged in implementing, developing and studying them in more detail through new methodological elaboration and experimentation. So as to meet requests from a number of different countries, translations into English have been added both to the first and the second volume.</p>
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		<title>Leggere il paesaggio &#8211; Reading the landscape</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/leggere-il-paesaggio-reading-the-landscape/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il libro esamina i principali metodi di lettura e di valutazione del paesaggio utilizzati in vari Paesi europei (Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Olanda, Norvegia, Polonia, Slovenia, Spagna, Svizzera) e negli Stati Uniti d'America. Fa riferimento alla nozione di ‘paesaggio' come manufatto, intreccio inscindibile tra cultura, storia e natura, ma anche come ‘occhiale' problematico ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il libro esamina i principali metodi di lettura e di valutazione del paesaggio utilizzati in vari Paesi europei (Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Olanda, Norvegia, Polonia, Slovenia, Spagna, Svizzera) e negli Stati Uniti d&#8217;America.  Fa riferimento alla nozione di ‘paesaggio&#8217; come manufatto, intreccio inscindibile tra cultura, storia e natura, ma anche come  ‘occhiale&#8217; problematico per leggere e progettare i luoghi di vita. È nozione diversa da quelle di ‘ambiente&#8217; e di ‘territorio&#8217;, che, nella loro specificità disciplinare e operativa, hanno propri metodi di lettura di cui questo studio non si occupa, se non per i riflessi e le connessioni con quelli del paesaggio. Il campo di ricerca riguarda, prevalentemente, le metodologie utilizzate negli strumenti di pianificazione, progettazione e governo del paesaggio dalle amministrazioni pubbliche, con particolare attenzione per la scala comunale e comprensoriale. In particolare, per ogni Paese, si sono messi in evidenza i principali ‘indicatori&#8217; utilizzati per la descrizione dei paesaggi, le modalità per la definizione di eventuali ‘unità di paesaggio&#8217;, i criteri per la ‘valutazione&#8217; a fini operativi. Si sono studiate le modalità del processo conoscitivo: le fonti, gli strumenti tecnici e i modi di elaborazione dei dati, i caratteri degli elaborati analitici e progettuali (carte, schede, disegni, strumentazione informatica, ecc.), anche in relazione con le specifiche finalità operative. Due brevi saggi finali sottolineano problemi aperti (la rappresentazione del paesaggio, con numerosi esempi) e risorse conoscitive (il contributo degli studi di matrice archeologica). L&#8217;apparato iconografico di supporto è ampio. Dal confronto tra i Paesi emergono diverse linee culturali che restituiscono un quadro articolato e nel complesso abbastanza disomogeneo alle sue radici, ma in profonda e rapida evoluzione e integrazione: accanto a metodi di lunga tradizione, ma oggi in fase di revisione critica (in particolare quelli visivi),  ve ne sono altri in veloce crescita e sperimentazione (in particolare le letture della storia dei luoghi), altri che indicano nuove strade, in risposta al presentarsi di esigenze culturali, politiche e amministrative nuove (decentramento delle competenze, partecipazione delle popolazioni alle scelte, piani per il paesaggio come strumento di comunicazione di conoscenze e di attribuzioni di valore, oltre che di definizione e di attuazione di trasformazioni, ecc.). È in atto un processo di confronto e di scambio di esperienze che sta portando a un arricchimento complessivo delle modalità di conoscenza e di valutazione del paesaggio, avvertito ovunque come una necessità di fronte ai compiti nuovi che la ricerca di una qualità diffusa dei luoghi di vita comporta.</p>
<p>This book analyses the main methodologies for landscape reading and assessment used in different European Countries (Denmark, France, Germany, Great Britain, Italy, the Netherlands, Norway, Poland, Slovenia, Spain, Switzerland) and in the United States of America. It deals with the notion of  landscape as a manufact, as an inseparable blend of culture, history and nature, but also as a magnifying glass to read and design the places of life. It is a notion different from those of environment and territory. Such notions, with their specific disciplines and operational tools, have their own reading methodologies which are not addressed in this study but for their effects on and links with those related to the landscape. The research field mainly covers the methodologies underpinning the instruments for landscape planning, designing and management by public administrations, especially focusing on municipal and district level. In particular, for each Country emphasis has been placed on the key indicators used for landscape description, on procedures to identify possible landscape units, on assessment standards for operational aims. Criteria and procedures of the fact-finding process have been analysed: sources, technical tools and data processing methods, characteristics of analytical and design outputs (charts, sheets, drawings, computer instruments, etc.) also in relation with the specific operational aims. Two short final essays underscore unresolved problems (landscape representation) and fact-finding resources (the contribution of archaeological studies).  Different cultural trends emerge when comparing the different Countries experiences. Therefore, the resulting framework is articulated and, as a whole, rather heterogeneous at roots level, though deeply and rapidly developing towards integration. In addition to long-standing methods, at present undergoing a critical revision (in particular the visual ones), we find others rapidly growing and being tested (mainly the reading of the places&#8217; history) or pointing towards innovative paths in order to meet new cultural, political and administrative needs (devolution of authorities, people&#8217;s participation in decision-making, landscape plans as tools to communicate knowledge and assign values in addition to characterise and implement changes etc.). A process of comparisons and experience-sharing is underway. This is leading to an overall improvement of the procedures for places reading and assessment, globally felt as necessary to face the new tasks set by the search of a widespread quality of the places of life.</p>
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		<title>La relazione paesaggistica</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/la-relazione-paesaggistica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha in programma la pubblicazione di una serie di Linee-Guida relative alle principali tipologie delle opere di trasformazione territoriale previste dall'Allegato Tecnico del DPCM del 12 dicembre 2005 per il loro corretto inserimento paesaggistico. Esse hanno lo scopo di orientare tecnici, amministrazioni e collettività, offrendo informazioni ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha in programma la pubblicazione di una serie di Linee-Guida relative alle principali tipologie delle opere di trasformazione territoriale previste dall&#8217;Allegato Tecnico del DPCM del 12 dicembre 2005 per il loro corretto inserimento paesaggistico. Esse hanno lo scopo di orientare tecnici, amministrazioni e collettività, offrendo informazioni generali sui temi progettuali in oggetto e su come essi siano affrontati in esperienze straniere e italiane, indicazioni metodologiche, informazioni tecniche, esemplificazioni, supporti documentari e bibliografici ragionati. Questo volume presenta il DPCM e il suo Allegato con scritti esplicativi e di commento di tecnici del Ministero e delle Regioni che hanno lavorato alla sua elaborazione e stesura. In allegato, oltre al testo del Decreto, vi sono alcune schede  informative sulle principali esperienze europee e italiane in tema di  strumenti per la “compatibilità” paesaggistica dei progetti di trasformazione del territorio e il Protocollo informatico del Ministero BAC per la gestione delle autorizzazioni paesaggistiche (SITAP-IAP).</p>
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			</item>
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		<title>The Landscape Report</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/the-landscape-report/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Taken from: Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Direzione Generale per i Beni Architettonici e Paesaggistici, Servizio II - PaesaggioLa Relazione Paesaggistica. Finalità e contenutiedited by Anna Di Bene and Lionella Scazzosi, published by Gangemi, Rome 2006English translationEnglish translation: Carla Riccio</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Taken from: <br />Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Direzione Generale per i Beni Architettonici e Paesaggistici, Servizio II &#8211; Paesaggio<br />La Relazione Paesaggistica. Finalità e contenuti<br />edited by Anna Di Bene and Lionella Scazzosi, published by Gangemi, Rome 2006</p>
<p>English translation</p>
<p>English translation: Carla Riccio</p>
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		<item>
		<title>Le «Rapport Paysager»</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/le-rapport-paysager/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il est très facile de dire que le paysage doit être protégé, que les valeurs exprimées par le territoire doivent être conservées, que les interventions doivent être de qualité. Et qu'il faut respecter le contexte. Le problème est de savoir comment traduire ces idées dans la pratique. Présentées de la sorte, il s'agit d'affirmations apodictiques ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/le-rapport-paysager/">Le «Rapport Paysager»</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il est très facile de dire que le paysage doit être protégé, que les valeurs exprimées par le territoire doivent être conservées, que les interventions doivent être de qualité. Et qu&#8217;il faut respecter le contexte. Le problème est de savoir comment traduire ces idées dans la pratique. Présentées de la sorte, il s&#8217;agit d&#8217;affirmations apodictiques qui ont tout au plus le mérite caché de vouloir bien faire, mais elles ne résolvent pas le problème des pouvoirs publics qui sont appelés à dire « ce qui » doit être réalisé et « comment » le réaliser.<br />Même les manuels s&#8217;avèrent peu utiles. Ils ne le sont ni pour construire un bâtiment ni, à plus forte raison, pour apprécier la complexité d&#8217;un thème comme celui du paysage qui diffère d&#8217;un point à l&#8217;autre, d&#8217;un lieu à l&#8217;autre et qui, tantôt se définit principalement en fonction de la composante naturelle, tantôt en fonction de la composante de la stratification historique. Les manuels, tous les manuels, ont le défaut de ne donner qu&#8217;une image possible de la réalité et si on se limite à les utiliser précisément comme des manuels, sans faire preuve du moindre esprit critique, ils peuvent avoir des effets désastreux, et engendrer la répétitivité et l&#8217;aplatissement de la capacité expressive, au lieu de permettre une véritable compréhension de ce que l&#8217;on est en train de projeter. D&#8217;autres domaines et d&#8217;autres disciplines abandonnent eux aussi peu à peu le chemin des normes prescriptives pour se tourner vers les normes plus performancielles. Et si ce n&#8217;est pas le cas du paysage, cet exemple veut signifier que l&#8217;époque des règles uniques et de l&#8217;application univoque est révolue, que l&#8217;époque du « livre de recettes » est terminée; la tendance actuelle privilégie la formulation d&#8217;orientations et la définition de critères pour atteindre certains objectifs, basées avant tout sur une approche cognitive.<br />L&#8217;esprit du « Rapport paysager » contenu dans le D.P.C.M. du 12 Décembre 2005 va principalement dans ce sens. Mais on ne peut prétendre que le Journal Officiel produise un traité, ou l&#8217;idée qui sous-tend l&#8217;action institutionnelle qui a avancé la norme. La présente publication, la première de la série, se propose d&#8217;expliciter le sens et le contenu du dispositif, tels qu&#8217;ils ont été conçus au fil des travaux préparatoires à la rédaction de l&#8217;instrument normatif.<br />L&#8217;objectif principal du D.P.C.M. est de fournir des indications quant aux différents modes de lecture du paysage et, par conséquent, aux différentes manières de projeter les transformations (à toutes les échelles et pour tous les types d&#8217;intervention); l&#8217;instrument normatif oblige à une réflexion sur la nécessité de projeter à l&#8217;intérieur du contexte et non pas sur le contexte, sans superposition acritique, voire brutale, à cet ensemble de nature et d&#8217;histoire qui a produit ce qu&#8217;aujourd&#8217;hui nous appelons « paysage ».<br />Ce qui fait la différence, c&#8217;est la connaissance, la reconnaissance des lieux pour ce qu&#8217;ils sont, l&#8217;appréciation des valeurs de l&#8217;histoire et de la nature. Ce qui fait la différence, c&#8217;est la volonté de projeter les transformations et non de les introduire, c&#8217;est la prise de conscience que ce territoire stratifié est une ressource pour le Pays.<br />C&#8217;est pourquoi il faut rechercher des critères plus uniformes et partagés de tous, avec la collaboration des Régions dont le rôle fondamental est de spécifier et d&#8217;approfondir les thématiques et les indications en fonction des caractéristiques du territoire qui leur est propre. Une telle collaboration entre État et Régions, toujours annoncée et presque jamais réalisée, est importante car elle offre la possibilité de définir des formes d&#8217;intégration verticale et horizontale des politiques paysagères, et permet aux pouvoirs publics de se doubler d&#8217;une fonction didactique/pédagogique, à tous les niveaux, pour affirmer l&#8217;idée d&#8217;une qualité paysagère diffuse, à laquelle la population participerait en se prononçant concrètement sur les choix à faire. Il s&#8217;agit d&#8217;une exigence qui dépasse les frontières italiennes et touche d&#8217;autres Pays, comme le prouvent les études préliminaires à la rédaction du D.P.C.M.</p>
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