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	<title>Serlorenzi Mirella Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Serlorenzi Mirella Archivi | Gangemi</title>
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		<title>L&#8217;Arte ritrovata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 May 2019 14:09:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L'Arte ritrovata raccoglie materiali archeologici databili in un lunghissimo arco di tempo compreso fra la tarda età del Ferro etrusca (fase orientalizzante) e il periodo imperiale romano.Nell'impianto dell'allestimento, suddiviso in tre sale, nella prima si rende omaggio a una scultura di grande valore artistico conservata al Museo Nazionale Romano, l'Artemide marciante.La seconda sala accoglie parte ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Arte ritrovata raccoglie materiali archeologici databili in un lunghissimo arco di tempo compreso fra la tarda età del Ferro etrusca (fase orientalizzante) e il periodo imperiale romano.<br />Nell&#8217;impianto dell&#8217;allestimento, suddiviso in tre sale, nella prima si rende omaggio a una scultura di grande valore artistico conservata al Museo Nazionale Romano, l&#8217;Artemide marciante.<br />La seconda sala accoglie parte della fronte di un pregevole sarcofago con scena di Amazzonomachia di età romano-imperiale, custodita nell&#8217;Antiquarium comunale del Celio, da tempo chiuso al pubblico; accanto il rilievo sempre imperiale con Ercole e Onfale dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli.<br />L&#8217;ultima sala accoglie due spazi dedicati all&#8217;archeologia. Da un lato i resti degli affreschi in II stile pompeiano testimoniano la depredazione del patrimonio culturale attorno alla città di Pompei: i tre frammenti di parete dipinta con ariosa scenografia architettonica appartengono a uno o più ambienti di una villa extra-urbana, di cui sono noti altri resti purtroppo non rientrati in Italia, stilisticamente affine ad alcune sale della villa imperiale di Oplontis, la cosiddetta Villa di Poppea.<br />Dall&#8217;altro lato della sala troviamo invece una sintesi di reperti provenienti dal sequestro Horiuchi, compreso nella complessa operazione &#8220;Andromeda&#8221;, elementi che originariamente componevano corredi funebri preromani profanati in Puglia settentrionale, Sicilia ed Etruria meridionale.</p>
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		<title>Eva vs Eva. Guida alla mostra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 May 2019 14:09:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Mostra presso villa d'Este – Santuario di Ercole Vincitore. 10 maggio – 1 novembre 2019. Tivolia cura di Andrea Bruciati, Massimo Osanna, Daniela PorroL'Istituto autonomo Villa Adriana e Villa d'Este – Villae, il Museo Nazionale Romano e il Parco Archeologico di Pompei hanno organizzato un'esposizione dedicata alla doppia valenza del femminile nell'immaginario occidentale, dal titolo ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Mostra presso villa d&#8217;Este – Santuario di Ercole Vincitore. 10 maggio – 1 novembre 2019. Tivoli<br />a cura di Andrea Bruciati, Massimo Osanna, Daniela Porro</p>
<p>L&#8217;Istituto autonomo Villa Adriana e Villa d&#8217;Este – Villae, il Museo Nazionale Romano e il Parco Archeologico di Pompei hanno organizzato un&#8217;esposizione dedicata alla doppia valenza del femminile nell&#8217;immaginario occidentale, dal titolo Eva vs Eva. <br />Il progetto prende corpo attraverso opere d&#8217;arte, reperti archeologici, documenti letterari e cinematografici, che vanno dall&#8217;antichità sino alla rivoluzione di genere operata nel XX secolo, esprimendo la fascinazione antropologica ed estetica nei confronti dell&#8217;eterno femminino. Il percorso espositivo propone una lettura per strati che, attraverso una serie di endiadi calibrate sulla dicotomia “positivo-negativo”, scandaglia le manifestazioni e le interpretazioni storiche del femminile: lo spirito ambivalente della donna – da rassicurante simbolo della maternità ad ambigua forza della natura – connota e caratterizza l&#8217;intera esposizione.<br />L&#8217;antitesi insita nell&#8217;idea progettuale si esplica in due percorsi distinti, complementari e contigui, coinvolgendo due sedi: il piano nobile di Villa d&#8217;Este e l&#8217;Antiquarium del Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli. Se il progetto espositivo si fonda su una duplicità, l&#8217;antitesi è solo apparente: gli aspetti luciferini e ambigui della donna si legano inscindibilmente a quelli più spirituali e idealizzati, per restituire spessore e poliedricità a figure femminili che la storia, l&#8217;immaginario collettivo e l&#8217;interpretazione hanno appiattito in uno stereotipo. <br />Narrazioni seducenti che mescolano il divino e l&#8217;umano, il quotidiano e lo straordinario, evocando un&#8217;interminabile schiera di fanciulle, eroine, mostri e altre creature liminari, in una narrazione perenne che si fa immagine o materia. Da Medea a Penelope, da Saffo a Cleopatra, passando dall&#8217;intimità della casa come dagli intrighi delle corti, la mostra traccia un viaggio immaginifico, visivo, antropologico e letterario, attraverso il mito e la storia: il percorso restituisce simboli di cui oggi si può dare una lettura critica complessa, oltre che matrici di genere. La donna della tradizione biblica e la grazia dello sguardo nei volti della statuaria classica si confronteranno con la complessa vicenda di Erodiade e Salomè, con la dissolutezza di Lucrezia Borgia e con il suo ruolo di protagonista dell&#8217;Italia rinascimentale. <br />Se arte e letteratura tracciano l&#8217;itinerario per le epoche precedenti, con il secolo breve è la cinematografia che assurge al ruolo di medium catalizzatore per la creazione di un nuovo immaginario, ribadendo il luogo comune che soggiace alla doppia natura del femminino, aggiornandosi sino a giungere col 1968 alla prima costituzione dei movimenti politici di liberazione e difesa dei diritti e alla conseguente rivoluzione sessuale. <br />Nella visione prospettica ribaltata, che la mostra propone, si sottolinea per contrasto il ruolo subalterno e apocalittico della donna per far emergere gli stereotipi che contribuiscono alla definizione del genere, peraltro sovvertita socialmente e artisticamente negli ultimi cinquant&#8217;anni. <br />La mostra ha dato vita a un&#8217;eccezionale piattaforma di lavoro tra istituzioni del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che, nell&#8217;ambito della rete museale promossa dalla Direzione Generale Musei, sostanzia il progetto espositivo di una ricchezza di temi e suggestioni, quali solo la polifonia e l&#8217;interconnessione possono mettere in campo. Nasce in tal modo un inedito percorso dove figure mitologiche e personaggi storici sono riletti alla luce della più stretta contemporaneità. Tale specifica sensibilità amplifica il messaggio universale insito nelle collezioni museali delle istituzioni coinvolte, attraverso una mediazione attenta all&#8217;oggi e proiettata al futuro.</p>
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		<title>Eva vs Eva. Guidebook to the exhibition</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/eva-vs-eva-guidebook-to-the-exhibition/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 May 2019 14:09:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Exhibition in Villa d'Este Sanctuary of Hercules Victor. 10 May - 1 November 2019. Tivolicurated by Andrea Bruciati, Massimo Osanna, Daniela PorroThis exhibition focusing on the twofold importance of the feminine in western imagery, entitled Eva vs Eva, is organised by the Istituto autonomo Villa Adriana e Villa d'Este – Villae, the Museo Nazionale Romano, ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Exhibition in Villa d&#8217;Este Sanctuary of Hercules Victor. 10 May &#8211; 1 November 2019. Tivoli<br />curated by Andrea Bruciati, Massimo Osanna, Daniela Porro</p>
<p>This exhibition focusing on the twofold importance of the feminine in western imagery, entitled Eva vs Eva, is organised by the Istituto autonomo Villa Adriana e Villa d&#8217;Este – Villae, the Museo Nazionale Romano, and the Parco archaeologico di Pompei. <br />The displayed artworks, archaeological artefacts, literary and cinematographic documents ranging from antiquity to the twentieth-century genre revolution convey the anthropological and aesthetic fascination for the eternal feminine. The exhibition itinerary provides a multilevel interpretation: the series of hendiadys calibrated on “positive-negative” dichotomy sounds out the historical manifestations and interpretations of the feminine. The entire exhibition connotes and characterises the ambivalent female spirit, from a reassuring symbol of maternity to ambiguous force of nature.<br />The antithesis inherent in the design concept is manifest in two separate, complementary and contiguous itineraries in two different venues: the piano nobile of Villa d&#8217;Este, and the Antiquarium of the Sanctuary of Hercules Victor in Tivoli. Although the exhibition project is based on duplicity, the antithesis is only apparent: a woman&#8217;s devilish and ambiguous features are inextricably linked to her spiritual and idealised traits in order to lend depth and versatility to the female figures that history and collective imagination and interpretation have compressed into a pre-established role. The goal is to illustrate the cliché that critically and dialectically intends to overturn the stereotype.<br />The seductive narrations merge the divine and the human, the everyday and the extraordinary; they conjure up an endless host of young girls, heroines, monsters and other liminal creatures in a permanent narrative that becomes image or matter: Medea, Penelope, Sappho and Cleopatra, domestic intimacy and court intrigues. The exhibition is an imaginative, visual, anthropological and literary journey through the myth and history: it presents symbols that not only act as genre matrices, but can also be critically and comprehensively interpreted. Female figures in the bible and the poised faces in classical sculptures are compared with the complex story of Herodias and Salome and Lucrezia Borgia&#8217;s licentiousness and the key role she played in renaissance Italy.<br />While art and literature inspired the itinerary for previous ages, the catalysing medium for the short century was the film industry; it created a new imagery, emphasised the cliché behind the twofold nature of the feminine, and evolved continually until 1968 and the advent of the first political movements of liberation, defence of rights, and ensuing sexual revolution. <br />The exhibition proposes a reverse perspective vision; in contrast it emphasises the subordinate and apocalyptical role of women in order to reveal the stereotypes that contribute to the definition of genre – a definition which in the last fifty years has been socially and artistically subverted. <br />The exhibition is an opportunity to create an outstanding work platform between the institutions of the Ministry for Cultural Heritage and Activities. In the framework of the museum network promoted by the General Directorate, it provides the project with countless topics and suggestions uniquely implemented by polyphony and interconnection, thus creating an unusual itinerary in which mythological figures and historical figures are reinterpreted based on strict contemporaneity. Such specific sensitivity amplifies the universal message inherent in the museum collections of the aforementioned institutions thanks to a mediation that keeps an eye on the present, but also focuses on the future.</p>
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		<title>Attualità delle aree archeologiche: esperienze e proposte &#8211; Current events in archaeological areas: experiences and proposals</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jan 2015 14:06:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il volume raccoglie gli atti del VII Convegno Nazionale dell'ARCo “Attualità delle aree archeologiche: esperienze e proposte”, svoltosi dal 24 al 26 ottobre 2013 presso la Facoltà di Architettura Roma Tre. Il Convegno ha posto temi che attengono al restauro, alla conservazione, alle metodologie e alle tecniche d'intervento con particolare attenzione alle relazioni con il ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il volume raccoglie gli atti del VII Convegno Nazionale dell&#8217;ARCo “Attualità delle aree archeologiche: esperienze e proposte”, svoltosi dal 24 al 26 ottobre 2013 presso la Facoltà di Architettura Roma Tre. Il Convegno ha posto temi che attengono al restauro, alla conservazione, alle metodologie e alle tecniche d&#8217;intervento con particolare attenzione alle relazioni con il contesto urbano. Nelle grandi città infatti, gli interventi infrastrutturali, come ad esempio quelli delle nuove linee metropolitane, pongono importanti sfide e domande sui rapporti che devono essere instaurati tra aree di scavo archeologico e sistemazioni a scala urbana. L&#8217;aumento dell&#8217;interesse e del numero dei visitatori porta come prima conseguenza la problematica relativa ai criteri di gestione e valorizzazione dei siti d&#8217;interesse monumentale, senza sacrificare la tutela e la conservazione degli stessi. La riflessione è quindi molto ampia e generale sulla conservazione di un patrimonio particolarmente fragile, specchio di quella stratificazione storica che costituisce il palinsesto della stessa struttura urbana e territoriale. Il confronto tra esperienze nazionali e internazionali, sulla base del codice dei Beni Culturali e delle normative vigenti, affronta il nodo centrale del problema: come proteggere e conservare? Quali i livelli di compatibilità degli interventi? Come intervenire nell&#8217;ambito dell&#8217;archeologia preventiva e della manutenzione programmata, prima e al di là dell&#8217;emergenza?</p>
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