<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Severino Carmelo G. Archivi | Gangemi</title>
	<atom:link href="https://gangemi.com/contributore/severino-carmelo-g/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://gangemi.com/contributore/severino-carmelo-g/</link>
	<description>Gangemi Editore -  Shop</description>
	<lastBuildDate>Mon, 22 Dec 2025 14:18:05 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0.2</generator>

<image>
	<url>https://gangemi.com/wp-content/uploads/gangemi_favicon2-66x66.png</url>
	<title>Severino Carmelo G. Archivi | Gangemi</title>
	<link>https://gangemi.com/contributore/severino-carmelo-g/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Palazzo Macchi e il ghetto di Roma</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/palazzo-macchi-e-il-ghetto-di-roma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2025 09:41:44 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://gangemi.com/?post_type=product&#038;p=71582</guid>

					<description><![CDATA[<p>Prefazione di  Luca Zevi Palazzo Macchi, posto a ridosso dell’ex ghetto, deve il nome ad Angelo Macchi titolare dell’impresa che in associazione con il fratello Paolo e l’ingegnere Bartolotti lo costruì negli anni 1887-1888, primo edificio ad essere realizzato lungo la via Arenula nel lotto prospiciente il nuovo ponte Garibaldi e il primo ad avere ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/palazzo-macchi-e-il-ghetto-di-roma/">Palazzo Macchi e il ghetto di Roma</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Prefazione di </em><br />
Luca Zevi</p>
<p>Palazzo Macchi, posto a ridosso dell’ex ghetto, deve il nome ad Angelo Macchi titolare dell’impresa che in associazione con il fratello Paolo e l’ingegnere Bartolotti lo costruì negli anni 1887-1888, primo edificio ad essere realizzato lungo la via Arenula nel lotto prospiciente il nuovo ponte Garibaldi e il primo ad avere il fronte lungotevere porticato secondo le vincolanti prescrizioni di Piano regolatore. Il lotto su cui venne edificato il palazzo è interno al perimetro dell’area sottoposta dall’Amministrazione Comunale a ristrutturazione urbanistica con la demolizione e la ricostruzione dell’edificato preesistente, un’area di superficie più ampia rispetto al recinto del ghetto storico, così come era andato configurandosi nel corso dei tre secoli da quel venerdì 14 luglio 1555 in cui papa Paolo IV Carafa, in pieno clima post-tridentino, prese la fatidica decisione della reclusione coatta degli ebrei di Roma. Dopo avere delineato per sommi capi il processo di demolizione e ricostruzione del ghetto e delle aree circostanti, si è passato a descrivere le infrastrutture primarie che ne hanno costituito il quadro urbanistico di riferimento. Dalla costruzione della via Arenula – di nuovo tracciamento sul sedime della medievale via della Mortella ai cui margini il palazzo si attesta – si è passati alla contemporanea costruzione dei muraglioni a difesa delle esondazioni del Tevere, dei lungoteveri, dei due grandi collettori fognari nonché del ponte Garibaldi che mette in comunicazione diretta i rioni della città per secoli trascurati. Si è poi ricostruito l’intero iter che ha portato dall’iniziale edificazione di palazzo Macchi alle sue successive ristrutturazioni e trasformazioni con i diversi passaggi di proprietà fino al 1923 quando l’intero palazzo è stato acquistato dai componenti della famiglia di Angelo Tagliacozzo allargata. La ricerca si arresta pochi decenni dopo, al periodo dell’occupazione nazifascista della città, quando la vicinanza all’area del ghetto di palazzo Macchi comporterà per i suoi abitanti vivere i fatidici nove mesi, inizialmente nel timore della delazione e nella paura, ma poi, dopo il 16 ottobre 1943, nel terrore della deportazione e dello sterminio.</p>
<p>Carmelo G. Severino, architetto, urbanista e storico urbano – già dirigente presso Roma Capitale e docente di Storia della città e del territorio presso la facoltà di Architettura Ludovico Quaroni – svolge attività di ricerca nel campo dei processi formativi delle realtà urbane. Ha pubblicato: Le città nella storia d’Italia: Crotone (Laterza, 1988); Città d’Europa (Rubbettino, 2004); Gerusalemme. Da “città celeste” a “città che muore”. In Moni Ovadia e al., Su Gerusalemme. Strategie per il controllo dello spazio urbano (a cura di Claudia De Martino, Castelvecchi, 2013). Per i nostri tipi ha pubblicato la trilogia di città meridionali: Enna. La città al centro (1996); San Severo. Città di Puglia (2007); Crotone. Da Polis a città di Calabria (2011) ed inoltre Roma. Esquilino 1870-1911 (2019) e Roma. Esquilino 1912-1945 (2023); Roma mosaico urbano: il Pigneto fuori Porta Maggiore (2005) e Roma. Pigneto 1870-2022 (2022). Ha ottenuto nel 2000 il Premio della Cultura “Sezione Storia locale” attribuito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/palazzo-macchi-e-il-ghetto-di-roma/">Palazzo Macchi e il ghetto di Roma</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Roma. Esquilino 1912-1945</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/roma-esquilino-1912-1945/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Feb 2024 11:26:19 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://gangemi.com/?post_type=product&#038;p=67141</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’Esquilino è il primo “quartiere” di Roma italiana formatosi subito dopo l’Unità, a seguito della breccia di Porta Pia, sulla base di una programmazione urbanistica voluta dalle nuove autorità di governo nonostante l’impreparazione dimostrata nell’affrontare la difficile sfida. Raccontare la storia socio-politica e urbanistica di questo “pezzo di Roma”, sorto in pochi decenni all’interno delle ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/roma-esquilino-1912-1945/">Roma. Esquilino 1912-1945</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’Esquilino è il primo “quartiere” di Roma italiana formatosi subito dopo l’Unità, a seguito della breccia di Porta Pia, sulla base di una programmazione urbanistica voluta dalle nuove autorità di governo nonostante l’impreparazione dimostrata nell’affrontare la difficile sfida. Raccontare la storia socio-politica e urbanistica di questo “pezzo di Roma”, sorto in pochi decenni all’interno delle Mura Aureliane sui colli orientali della città, va oltre l’ambito puramente locale per la stretta connessione con le vicende complessive di Roma, che si apprestava a intraprendere la modernizzazione delle sue strutture, per essere non più la città papalina, capitale di uno Stato autocrate e arretrato, ma una moderna città europea del XIX secolo, capitale di uno Stato di oltre 26 milioni di abitanti. Nel presentare questo saggio di storia urbana – che prosegue il racconto esposto nel primo volume<em> Roma. Esquilino 1870-1911</em> – è necessaria una breve avvertenza: negli anni compresi tra le due guerre mondiali, inevitabilmente l’Esquilino ha perduto quella centralità che invece aveva avuto nei primi decenni dopo Porta Pia come primo quartiere di Roma italiana. Da qui la necessità di allargare maggiormente il ventaglio della narrazione a quel che succede in Campidoglio e nel resto della città. Una storia che continua ad avvalersi di un andamento cronologico diacronico, integrato però con una esposizione per problemi e/o argomenti, più puntuale e più esaustiva, come è il caso della particolare attenzione posta alle vicende della Chiesa negli anni del regime, per la rilevanza che assumono nel territorio esquilino il nuovo polo pontificio di piazza di Santa Maria Maggiore, nell’isolato del vecchio ospedale militare, fortemente voluto da papa Pio XI. Particolare attenzione, inoltre, si è data anche alle iniziative di proprietari terrieri, imprese di costruzione, banche, società di capitali e numerose società cooperative edilizie, che caratterizzano il territorio esquilino con il prevalere di una tipologia più estensiva e case di proprietà di chi vi abita. Come per il precedente volume, ampio spazio è  stato dedicato a piazza Vittorio che continua a costituire il punto polare di riferimento privilegiato, il baricentro da cui si originano i tre virtuali cerchi concentrici di storia che si sono dipanati in successione temporale nel corso dei 150 anni e più di storia nazionale.</p>
<p>Carmelo G. Severino, architetto e urbanista – già dirigente presso Roma Capitale e docente di «Storia della città e del territorio» presso la facoltà di Architettura “L. Quaroni” di Roma – svolge attività di ricerca nel campo dei processi formativi delle realtà urbane. Oltre ad articoli e saggi brevi in riviste di settore, ha pubblicato: <em>Le città nella storia d’Italia: Crotone</em> (Laterza 1988); <em>Città d’Europa</em> (Rubbettino 2004); <em>Su Gerusalemme. Strategie per il controllo dello spazio urbano</em> (Aa.Vv., Castelvecchi 2013). Per Gangemi Editore ha pubblicato: <em>Enna. La città al centro</em> (1996); <em>Capri: il segno ed il senso</em> (1999); <em>Roma mosaico urbano: il Pigneto fuori Porta Maggiore</em> (2005); <em>San Severo. Città di Puglia</em> (2007); <em>Crotone. Da Polis a città di Calabria</em> (2011). <em>Roma. Esquilino 1870-1911</em> (2019); <em>Roma. Pigneto 1870-2022</em> nuova ed. (2022). Ha ottenuto nel 2000 il Premio della Cultura “Sezione Storia locale” attribuito dalla Presidenza del Consiglio dei ministri.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/roma-esquilino-1912-1945/">Roma. Esquilino 1912-1945</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Roma. Pigneto 1870-2022</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/roma-pigneto-1870-2022/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Apr 2022 14:09:39 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://gangemi.com/prodotto/roma-pigneto-1870-2022/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Pigneto, che fa parte del quartiere Prenestino-Labicano, non è un territorio omogeneo. Situato fuori Porta Maggiore, è compreso tra la ferrovia Roma-Sulmona, la ferrovia Roma-Napoli e via dell'Acqua Bullicante ed è costituito da un insieme di trame insediative: il Casilino, limitrofo alla via Casilina ed il più prossimo alla Porta Maggiore; il Prenestino, lungo ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/roma-pigneto-1870-2022/">Roma. Pigneto 1870-2022</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Pigneto, che fa parte del quartiere Prenestino-Labicano, non è un territorio omogeneo. Situato fuori Porta Maggiore, è compreso tra la ferrovia Roma-Sulmona, la ferrovia Roma-Napoli e via dell&#8217;Acqua Bullicante ed è costituito da un insieme di trame insediative: il Casilino, limitrofo alla via Casilina ed il più prossimo alla Porta Maggiore; il Prenestino, lungo la via Prenestina, tra la strada consolare e la Roma-Sulmona; la borgata Galliano, dove via del Pigneto s&#8217;incurva tra via dei Zeno e via Tempesta; la Marranella, al di qua di via dell&#8217;Acqua Bullicante, nei pressi di San Barnaba ed il Pigneto vero e proprio, da largo Cabellini sino alla Circonvallazione Casilina ed oltre, nella zona dedicata ai condottieri e nel comprensorio della cooperativa Termini. Per questa eterogeneità di situazioni, sino alle soglie degli anni Cinquanta, il Pigneto è stato genericamente inteso come il suburbio fuori Porta Maggiore. La ricerca, che si è avvalsa di una documentazione prevalentemente d&#8217;archivio, ha fatto emergere la dinamica delle forze sociali, di quel particolare movimento romano dei pubblici servizi e del proletariato urbano più legato alle dinamiche della lotta di classe – i metalmeccanici della Tabanelli, le maestranze della Serono, i pastai della Pantanella, le tessili della Viscosa. L&#8217;arco temporale preso in esame inizia con gli anni di Roma capitale per concludersi all&#8217;attualità dei nostri giorni. Secondo un&#8217;ottica diacronica, si è raccontata la trasformazione del territorio prendendo in considerazione quei fenomeni sociali, culturali, economici e politici che hanno interessato il Pigneto in rapporto alle vicende più complessive di Roma nel suo farsi capitale d&#8217;Italia, nel contesto più generale della cultura nazionale. In questi ultimi decenni si è avviato un graduale processo di trasformazione delle parti degradate del territorio che si è rinnovato strutturalmente grazie ai provvedimenti urbanistici messi in campo tra il 1993 ed il 2008, con i programmi integrati di riqualificazione urbana che hanno visto prioritari gli obiettivi del recupero e del riuso del patrimonio edilizio, passando dall&#8217;uso esclusivo di risorse pubbliche all&#8217;integrazione tra risorse pubbliche e private.</p>
<p>Carmelo G. Severino, architetto, urbanista e storico urbano. Già dirigente tecnico presso il Comune di Roma, si è occupato della riqualificazione delle periferie degradate ed è stato, tra l&#8217;altro, responsabile del Programma di riqualificazione urbana del Pigneto. Svolge attività di ricerca nel campo dei fenomeni territoriali, privilegiando le analisi storiche dei processi formativi delle realtà urbane. Ha pubblicato, oltre a saggi ed articoli apparsi su riviste specializzate di settore: Le città nella storia d&#8217;Italia – Crotone (Laterza, 1988), Città d&#8217;Europa (Rubbettino, 2004) e, per i nostri tipi, la trilogia delle città meridionali: Enna. La città al centro (1996); San Severo. Città di Puglia (2007), Crotone da polis a città di Calabria (2011); Capri, Il segno e il senso (1996) (con Rachele Nunziata); Roma. Esquilino. 1870-1911 (2019) e Roma mosaico urbano: il Pigneto fuori Porta Maggiore (2005) di cui il presente volume costituisce la ristampa con ampliamento.</p>
<h4>RASSEGNA ONLINE</h4>
<ul>
<li><a href="https://notiziescientifiche.it/i-5-migliori-libri-sulla-prenestina/">Notizie Scientifiche &#8211; 19/08/2024 &#8211; I 5 migliori libri sulla Prenestina</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/roma-pigneto-1870-2022/">Roma. Pigneto 1870-2022</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Roma. Esquilino 1870-1911</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/roma-esquilino-1870-1911/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Nov 2019 14:09:15 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://gangemi.com/prodotto/roma-esquilino-1870-1911/</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'Esquilino è un “quartiere” di Roma geometricamente definito, a maglia regolare, realizzato ex novo sui colli orientali della città dopo il 1870, in un territorio di ben più antica frequentazione umana, le cui prime tracce risalgono alla Roma arcaica dell'ottavo secolo a.C, fornendo così un eccezionale esempio di stratificazione storica plurisecolare. Nella storia dell'Esquilino moderno, ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/roma-esquilino-1870-1911/">Roma. Esquilino 1870-1911</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Esquilino è un “quartiere” di Roma geometricamente definito, a maglia regolare, realizzato ex novo sui colli orientali della città dopo il 1870, in un territorio di ben più antica frequentazione umana, le cui prime tracce risalgono alla Roma arcaica dell&#8217;ottavo secolo a.C, fornendo così un eccezionale esempio di stratificazione storica plurisecolare. Nella storia dell&#8217;Esquilino moderno, dal 1870 ad oggi, è possibile individuare più fasi di formazione: una fase iniziale durante la quale il nuovo “quartiere” viene progettato per segnare il passaggio tra la Roma pontificia e la Roma italiana, rielaborando di fatto quanto già avviato durante il pontificato di Pio IX; tale fase, di cui tratta il presente saggio, travalica nel secolo XX sino agli anni che vedono al governo della città, in Campidoglio, Ernesto Nathan, il primo sindaco veramente laico della città dopo Luigi Pianciani; una seconda fase di assestamento in cui l&#8217;Esquilino, ridimensionato nei suoi confini amministrativi, vivendo gli anni della Grande Guerra prima, il regime fascista e l&#8217;esperienza bellica dopo, definisce e completa la maglia del suo tessuto socio-economico ed urbanistico giungendo sino agli anni Sessanta del secolo scorso, contrassegnati dal boom economico nazionale; una terza ed ultima fase, infine, ancora in atto, in cui l&#8217;Esquilino, multietnico e multiculturale, viene vissuto come zona di confine svolgendo un suo ruolo di cerniera tra una Roma ormai città-metropoli europea e le periferie povere del mondo, come una “grande porta urbana” attraverso cui ci si interscambia con le aree centrali della città. In questa lettura della formazione dell&#8217;Esquilino moderno, molto spazio viene dedicato a piazza Vittorio Emanuele II – che l&#8217;Esquilino “evoca, rappresenta e rimanda” – e che costituisce a tutti gli effetti la polarità di riferimento privilegiato, il baricentro da cui si originano quei virtuali cerchi concentrici di storia che si sono dipanati in successione temporale nel corso dei circa 150 anni di storia nazionale, a partire da quel 20 settembre 1870 in cui i bersaglieri del generale Cadorna penetrarono in Roma attraverso la breccia di Porta Pia per fare della città dei papi la capitale del nuovo Stato italiano.</p>
<p>Carmelo G. Severino, architetto ed urbanista, già dirigente presso il Comune di Roma, svolge attività di ricerca nel campo dei fenomeni territoriali privilegiando le analisi storiche dei processi formativi delle realtà urbane. Ha insegnato Storia della città e del territorio presso la Facoltà di Architettura “Ludovico Quaroni”. Oltre a decine di articoli e saggi in riviste di settore e volumi collettanei, ha pubblicato Crotone nella collana editoriale Le città nella storia d&#8217;Italia (Laterza 1988), Città d&#8217;Europa (Rubbettino 2004) e, per i nostri tipi, Enna. La città al centro (1996), Capri: il segno ed il senso (1996), Roma mosaico urbano: il Pigneto fuori Porta Maggiore (2005), San Severo. Città di Puglia (2007), Crotone. Da Polis a città di Calabria (2011). Nell&#8217;anno 2000 ha ottenuto il Premio della Cultura “Sezione Storia locale” attribuito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/roma-esquilino-1870-1911/">Roma. Esquilino 1870-1911</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Crotone</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/crotone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 14:04:56 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://gangemi.com/prodotto/crotone/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel 1988, nella collana Grandi Opere Laterza apparve il volume“Crotone”, che costituiva il trentaduesimo della serie editoriale “le città nella storia d'Italia”ed il secondo dei quattro dedicati alle città di Calabria. La pubblicazione rientrava nell'ambito di un progetto editoriale che vedeva nella storia delle città uno dei caratteri salienti della storia d'Italia, una storia di ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/crotone/">Crotone</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1988, nella collana Grandi Opere Laterza apparve il volume“Crotone”, che costituiva il trentaduesimo della serie editoriale “le città nella storia d&#8217;Italia”ed il secondo dei quattro dedicati alle città di Calabria. La pubblicazione rientrava nell&#8217;ambito di un progetto editoriale che vedeva nella storia delle città uno dei caratteri salienti della storia d&#8217;Italia, una storia di “patrie particolari” da leggere come le tessere del mosaico Italia, con esplicito riferimento a Carlo Cattaneo e al suo saggio del 1858, “La città considerata come principio ideale delle istorie italiane” letto in una prospettiva nuova, con strumenti aggiornati e secondo un&#8217;ottica ed un metodo rinnovati. E così, grazie ad una autonomia di sviluppo e ad un personale percorso narrativo, con l&#8217;ausilio delle più diverse ed eterogenee fonti archivistiche, si sono dipanate le vicende storiche della città, dalla sua fondazione e formazione del nucleo primitivo, nell&#8217;VIII-VII secolo a.C., sino al consolidamento della sua struttura dominante, seguendone le successive trasformazioni materiali. Gli eventi sociopolitici, le evoluzioni economiche, le dinamiche demografiche, i vari linguaggi artistici sono stati ricondotti al topos geografico, vale a dire alla dimensione architettonica e urbanistica che di esso rappresentano l&#8217;espressione materiale, delineando, quindi, non una storia urbanistica della città, ma una storia urbana, interessata, cioè, oltre che alle pietre, agli uomini ed alle classi sociali che sono sempre i protagonisti della scena urbana. La presente edizione mantiene inalterata la struttura del precedente volume, rinnovandosi nell&#8217;aspetto grafico e nel repertorio iconografico, ed introduce un nuovo capitolo che tiene conto delle profonde trasformazioni che hanno interessato la città in questi ultimi decenni a cavallo del terzo millennio, dall&#8217;elevazione a provincia alla fine della grande industria, dall&#8217;alluvione del 1996 e la riscoperta dei valori storico-ambientali all&#8217;affermarsi dei nuovi equilibri politici, dal nuovo Piano regolatore generale della città e dalla sua centralità nei programmi di sviluppo al sistema delle infrastrutture, dal ruolo della Chiesa alla società nel suo complesso. Città operaia, fino agli anni Settanta Crotone ha vissuto un periodo d&#8217;oro dal punto di vista economico, ma perduta la sua connotazione più peculiare di città industriale del Sud, positiva eccezione ed esperienza unica in Calabria, si è ritrovata ad essere alla ricerca di una sua identità più autentica, in un periodo storico di transizione segnato da anni di crisi e di contraddizioni sociali più complessive, aspirando a svolgere un rinnovato ruolo propositivo, per realizzare lo sviluppo socioeconomico ed evitare lo scivolamento verso la normalità disperante, il conformismo banale di piccola città meridionale di provincia.</p>
<p>CARMELO G. SEVERINO, architetto ed urbanista, svolge attività di ricerca nel campo dei fenomeni territoriali, privilegiando le analisi storiche dei processi formativi delle realtà urbane. Autore di numerosi saggi ed articoli apparsi su riviste specializzate di settore, ha pubblicato per l&#8217;editore Laterza Le città nella storia d&#8217;Italia: Crotone (1988); per la Rubbettino editore Città d&#8217;Europa (2004) e, per i nostri tipi Enna. La città al centro (1996), Capri, Il segno e il senso (1998) con Rachele Nunziata, Roma mosaico urbano: il Pigneto fuori porta Maggiore (2005), San Severo città di Puglia (2007). Dal 2005 è docente aggregato presso la Facoltà di Architettura di Roma “LudovicoQuaroni” dove insegna “Storia della città e del territorio”. Nell&#8217;anno 2000 ha ottenuto il Premio della Cultura “Sezione Storia locale” attribuito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri –Dipartimento per l&#8217;informazione e l&#8217;editoria.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/crotone/">Crotone</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Capri, il segno e il senso</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/capri-il-segno-e-il-senso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Jan 1999 13:08:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://gangemi.com/prodotto/capri-il-segno-e-il-senso/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Capri è uno dei "luoghi" geografici più conosciuti e frequentati di tutto il pianeta, essendo parte dell'immaginario collettivo "di tutti gli ulissidi che", per dirla con Alberto Savinio, "attratti dal non mai spento canto delle Sirene, convergono qui dai punti più remoti del globo", entrando così nella dimensione del mito. Perché? Un luogo non è ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/capri-il-segno-e-il-senso/">Capri, il segno e il senso</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Capri è uno dei &#8220;luoghi&#8221; geografici più conosciuti e frequentati di tutto il pianeta, essendo parte dell&#8217;immaginario collettivo &#8220;di tutti gli ulissidi che&#8221;, per dirla con Alberto Savinio, &#8220;attratti dal non mai spento canto delle Sirene, convergono qui dai punti più remoti del globo&#8221;, entrando così nella dimensione del mito. Perché? Un luogo non è solo realtà fenomenica, ma è anche, e soprattutto, immagine, costrutto mentale di chi lo percepisce; ed a Capri la qualità della scena ambientale, sfuggendo alla trappola dello stereotipo, s&#8217;incunea tra le pieghe del desiderio, forte in ognuno di noi, di identificarsi positivamente con i luoghi e di decodificare e condividerne le regole e i significati, e determina un modello di fruizione in cui predomina la coerenza nell&#8217;organizzazione e rappresentazione mentale, la profondità dell&#8217;assunzione di senso e l&#8217;intensità del sentimento di identificazione e di appartenenza che ne scaturisce. Il presente saggio, composto a due &#8220;voci&#8221; secondo uno schema di punto e contrappunto, presenta l&#8217;isola sotto i due aspetti di natura e cultura, secondo il binomio oggettività/soggettività: da una parte l&#8217;isola, la sua natura, nella fisicità e materialità della morfogenetica; dall&#8217;altra, Capri, la sua cultura, nella trasformazione operata dall&#8217;azione e dall&#8217;occhio dell&#8217;uomo. Natura e Cultura &#8220;inseparabili recto e verso della medaglia paesaggistica&#8221; in cui una faccia rappresenta la componente fisica e l&#8217;altra la componente percettiva, nell&#8217;opposizione peso-leggerezza di calviniana memoria, che come due vocazioni opposte si contendono il campo, l&#8217;una &#8220;che tende a comunicare il peso, lo spessore, la concretezza&#8221;, l&#8217;altra &#8220;che aleggia sopra le cose come una nube (), un pulviscolo sottile&#8221;. Dalla oggettività della morfologia generale del supporto fisico territoriale si passa alla soggettività delle significazioni sociali e culturali dei luoghi e, nella dialettica del rapporto che necessariamente si instaura, emerge la struttura formale del territorio, nella sua organicità di formazione come &#8220;insieme unico e indissolubile in perpetua evoluzione&#8221;.</p>
<p>Rachele Nunziata è architetto ed insegna Grafica e Storia dell&#8217;Arte nella Scuola superiore statale. Svolge attività di ricerca e didattica (anche in ambito universitario come Cultore della materia) sui problemi della comunicazione visiva e della psicologia della percezione, con particolare riferimento alla semiologia grafica. È autrice di saggi ed articoli apparsi su riviste specializzate quali Scena Illustrata, Disegnare, Geografia, Almanacco Caprese</p>
<p>Carmelo G. Severino, laureato in Architettura e in Geografia, è urbanista presso il Dipartimento Politiche per il Territorio ­ Ufficio Progetti Urbani, del Comune di Roma, e si occupa del recupero e della riqualificazione della città consolidata e delle periferie urbane. Svolge da diversi anni attività di ricerca nel campo dei fenomeni territoriali, privilegiando le analisi dei processi formativi delle realtà urbane, con particolare riferimento alle città, piccole e medie, dell&#8217;Italia meridionale. Ha pubblicato per l&#8217;editore Laterza, nel 1988, il volume &#8220;Crotone&#8221;, nella serie editoriale &#8220;Le città nella storia d&#8217;Italia&#8221;, diretta da Cesare de Seta e per i nostri tipi, nel 1996, &#8220;Enna. La città al centro&#8221;. </p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/capri-il-segno-e-il-senso/">Capri, il segno e il senso</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Enna</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/enna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jan 1996 13:07:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://gangemi.com/prodotto/enna/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il divario territoriale italiano tra aree forti e aree deboli del paese, che costituisce da oltre un secolo la "questione meridionale", è ormai decisamente una "questione urbana" perché le città meridionali si rivelano spesso incapaci di svolgere un ruolo propulsivo nei confronti del territorio, finendo con l'ostacolar i processi di diffusione della crescita economica della ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/enna/">Enna</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il divario territoriale italiano tra aree forti e aree deboli del paese, che costituisce da oltre un secolo la &#8220;questione meridionale&#8221;, è ormai decisamente una &#8220;questione urbana&#8221; perché le città meridionali si rivelano spesso incapaci di svolgere un ruolo propulsivo nei confronti del territorio, finendo con l&#8217;ostacolar i processi di diffusione della crescita economica della società. E l&#8217;ordine urbano della Sicilia, &#8220;solidificato sopra una struttura secolare&#8221;, non è riuscito ad evolversi causando la cristallizzazione delle trame insediative e produttive su assetti spaziali inidonei ad avviare un concreto processo di sviluppo economico. E&#8217; questa la chiave di lettura con la quale si è analizzato il processo di formazione storica della città di Enna, dalla sua fondazione sino ai nostri tempi: città nel senso di civitas, la città dei cittadini, e di urbis, la città di pietra. </p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/enna/">Enna</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Roma. Il Pigneto</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/roma-il-pigneto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://gangemi.com/prodotto/roma-il-pigneto/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Comunemente si intende per Pigneto il quartiere di Roma fuori Porta Maggiore posto tra le vie Prenestina, Casilina ed Acqua Bullicante, formatosi a partire dal 1870 e costituito da un insieme di trame insediative alquanto dissimili tra loro: il Casilino, il Prenestino, il Torrione, la Marranella, la borgata Galliano, l'Acqua Bullicante ed il Pigneto vero ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/roma-il-pigneto/">Roma. Il Pigneto</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Comunemente si intende per Pigneto il quartiere di Roma fuori Porta Maggiore posto tra le vie Prenestina, Casilina ed Acqua Bullicante, formatosi a partire dal 1870 e costituito da un insieme di trame insediative alquanto dissimili tra loro: il Casilino, il Prenestino, il Torrione, la Marranella, la borgata Galliano, l&#8217;Acqua Bullicante ed il Pigneto vero e proprio. La ricerca, condotta avvalendosi di una documentazione prevalentemente d&#8217;archivio, segue il filo rosso delle trasformazioni urbane, facendo emergere la dinamica delle forze sociali che si sono coagulate sul territorio dando vita ad un quartiere popolare in cui sono confluiti nel corso degli anni spezzoni di quel particolare movimento operaio romano legato ai pubblici servizi &#8211; ferrovieri, tranvieri e netturbini perlopiù &#8211; ma anche ceppi di operaismo più legato alle dinamiche della lotta di classe &#8211; i metalmeccanici della Tabanelli, le maestranze della farmaceutica Serono, i pastai della Pantanella, le operaie tessili della Viscosa… Ad uno sviluppo asimmetrico della crescita, che ha generato contraddizioni strutturali e rapporti sociali di sfruttamento-profitto, si è accompagnato anche un moderatismo sociale più legato alla presenza delle comunità imperniate attorno alle parrocchie, di Sant&#8217;Elena inizialmente, negli anni del primo dopoguerra, di San Barnaba, San Leone Magno e San Luca, nei decenni successivi. Gli anni del fascismo, con la politica rivolta ad acquisire consenso anche nel suburbio, rappresentano il momento in cui si consolidano le diverse parti del quartiere che permangono comunque distinte ed avulse dal contesto in attesa di una omogeneità sempre perseguita, ma mai realizzata. Il dopoguerra, con le difficoltà economiche connesse, portano con sé degrado urbano e marginalità sociale, in un contesto di sviluppo del territorio che non gli appartiene mentre il prevalere di interessi immobiliari determina il definitivo venir meno dell&#8217;opzione industriale, senza apportare la necessaria riqualificazione urbana. Soltanto in questi ultimi anni, grazie ad una diversa sensibilità urbana, si è avviato un lento e graduale processo di rinnovamento che stenta, però, ancora a decollare nella pienezza della sua potenzialità. Un processo difficile, comunque, che se non accompagnato da adeguate istanze partecipative, può comportare la trasformazione del tessuto identitario del quartiere.</p>
<p>Carmelo G. Severino, dal 1981 architetto presso il Dipartimento Politiche della Programmazione e Pianificazione del Territorio del Comune di Roma. Si occupa della riqualificazione delle periferie ed è, tra l&#8217;altro, responsabile del Programma di riqualificazione urbana del Pigneto in corso di attuazione. Svolge attività di ricerca nel campo dei fenomeni territoriali, privilegiando le analisi storiche dei processi formativi delle realtà urbane. Autore di numerosi saggi ed articoli apparsi su riviste specializzate di settore, ha pubblicato: per l&#8217;editore Laterza, &#8220;Crotone&#8221; nella serie editoriale &#8220;Le città nella storia d&#8217;Italia&#8221;, per la Rubbettino editore, &#8220;Città d&#8217;Europa&#8221;, e per i nostri tipi, &#8220;Enna. La città al centro&#8221; e &#8220;Capri. Il segno e il senso&#8221; con Rachele Nunziata. Ha ottenuto il Premio della Cultura &#8220;Sezione Storia locale&#8221; per l&#8217;anno 2000, attribuito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri &#8211; Dipartimento per l&#8217;informazione e l&#8217;editoria.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/roma-il-pigneto/">Roma. Il Pigneto</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>San Severo. Città di Puglia</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/san-severo-citta-di-puglia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://gangemi.com/prodotto/san-severo-citta-di-puglia/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Con San Severo. Città di Puglia si completa la trilogia delle città meridionali, una ricerca iniziata con Crotone, e proseguita successivamente con Enna, La città al centro, saggio pubblicato nel 1996. Si tratta di tre città minori nel panorama urbano della storia del Mezzogiorno d'Italia ma rappresentative, a loro modo, di altrettante situazioni paradigmatiche del ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/san-severo-citta-di-puglia/">San Severo. Città di Puglia</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con San Severo. Città di Puglia si completa la trilogia delle città meridionali, una  ricerca iniziata con Crotone, e proseguita successivamente con Enna, La città al centro, saggio pubblicato nel 1996. Si tratta di tre città minori nel panorama urbano della storia del Mezzogiorno d&#8217;Italia ma rappresentative, a loro modo, di altrettante situazioni paradigmatiche del percorso formativo delle città del Sud, dal loro costituirsi sul territorio sino al tempo presente. San Severo, nel suo lungo processo storico di formazione, ha attraversato diverse fasi, di sviluppo e di espansione, alternate a periodi di stagnazione e di declino. La ricostruzione della vicenda storica della città, dalla fondazione sino ai tempi nostri, fa emergere i periodi più significativi del suo divenire polarità urbana con valenza territoriale, vale a dire la fine del Cinquecento e la seconda metà dell&#8217;Ottocento. Alla fine del Cinquecento, quando la città con l&#8217;infeudamento a Gianfrancesco Di Sangro, nel 1579, e l&#8217;elevazione a sede vescovile, nel 1580, acquisisce una rinnovata funzione nell&#8217;ambito del patto di alleanza che si va tessendo tra la Chiesa di Roma e la feudalità emergente dei Di Sangro, come conseguenza dell&#8217;economia della transumanza instauratasi con la Dogana delle Pecore di Foggia. Nella seconda metà dell&#8217;Ottocento, quando l&#8217;affrancamento del Tavoliere fa decollare la società verso imprevedibili sviluppi e la sua borghesia, proprietaria e terriera, si inserisce saldamente al vertice delle istituzioni e del potere economico. In questi anni, la mappa del potere locale subisce notevoli trasformazioni con l&#8217;emergere di numerosi piccoli proprietari che &#8220;spinti dalla prospettiva di ottenere redditi eccezionali in presenza di una terra rimasta per secoli a riposo, improduttiva ed incolta, danno avvio ad una vigoroso processo di trasformazione colturale, da seminativo a vigna&#8221;, realizzando una pacifica rivoluzione economico-sociale. Si viene a formare in tal modo una fascia consistente di piccola proprietà che mette a valore la terra, senza grandi investimenti di capitali, cogliendo l&#8217;opportunità di prezzi remunerativi per più anni consecutivi. Il vitigno, impiantato inizialmente per soddisfare fabbisogni di consumo locali, successivamente organizzato per alimentare un commercio sempre più fiorente, finisce con il diventare la maggior risorsa del territorio. E non é soltanto il territorio comunale ad essere interessato dalla produzione del vino di San Severo ma un ambito ben più ampio che travalica i confini comunali coinvolgendo i comuni limitrofi e buona parte delle colline che si allungano verso il Molise. San Severo diviene &#8220;la città del vino&#8221;, appellazione che ancora oggi la caratterizza per l&#8217;importanza che assume nella sua economia la componente enologica della produzione.</p>
<p>Carmelo G. Severino, dirigente tecnico presso il Comune di Roma, svolge attività di ricerca nel campo dei fenomeni territoriali, privilegiando le analisi storiche dei processi formativi delle realtà urbane. Autore di numerosi saggi ed articoli apparsi su riviste specializzate di settore, ha pubblicato, per l&#8217;editore Laterza nel 1988, &#8220;Crotone&#8221;, nella serie editoriale &#8220;Le città nella storia d&#8217;Italia&#8221;, per la Rubbettino editore &#8220;Città d&#8217;Europa&#8221; nel 2004 e, per i nostri tipi, nel 1996 &#8220;Enna. La città al centro&#8221;, nel 1998 &#8220;Capri. Il segno e il senso&#8221; con Rachele Nunziata e, nel 2005 &#8220;Roma mosaico urbano: il Pigneto fuori Porta Maggiore&#8221;. Nell&#8217;anno 2000 ha ottenuto il Premio della Cultura &#8220;Sezione Storia locale&#8221;, attribuito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri &#8211; Dipartimento per l&#8217;informazione e l&#8217;editoria.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/san-severo-citta-di-puglia/">San Severo. Città di Puglia</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
