<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Sidoti Giancarlo Archivi | Gangemi</title>
	<atom:link href="https://gangemi.com/contributore/sidoti-giancarlo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://gangemi.com/contributore/sidoti-giancarlo/</link>
	<description>Gangemi Editore -  Shop</description>
	<lastBuildDate>Mon, 24 Mar 2025 15:52:16 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>

<image>
	<url>https://gangemi.com/wp-content/uploads/gangemi_favicon2-66x66.png</url>
	<title>Sidoti Giancarlo Archivi | Gangemi</title>
	<link>https://gangemi.com/contributore/sidoti-giancarlo/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Restoring the colours of the Goddess</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/restoring-the-colours-of-the-goddess/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Oct 2021 14:09:32 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://gangemi.com/prodotto/restoring-the-colours-of-the-goddess/</guid>

					<description><![CDATA[<p>The Temple of Mut, known as “B-300”, relevant component of the much vaster site of Jebel Barkal included in the World Heritage List, in 2003, is one of the Sudanese monuments that preserve an important pictorial cycle of great historical and artistic importance. In the framework of a cooperation agreement between the Istituto Centrale per ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/restoring-the-colours-of-the-goddess/">Restoring the colours of the Goddess</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>The Temple of Mut, known as “B-300”, relevant component of the much vaster site of Jebel Barkal included in the World Heritage List, in 2003, is one of the Sudanese monuments that preserve an important pictorial cycle of great historical and artistic importance. In the framework of a cooperation agreement between the Istituto Centrale per il Restauro (ICR) and the National Corporation for Antiquities and Museums (NCAM) has been developed an integrated conservation project based on ICR methodological criteria: aimed not only at restoration of the decorated surfaces, but providing also for structural strengthening of the monument and preventive conservation works.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/restoring-the-colours-of-the-goddess/">Restoring the colours of the Goddess</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Immagini di Dea</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/immagini-di-dea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Nov 2018 14:09:09 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://gangemi.com/prodotto/immagini-di-dea/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Collana INTERVENTI d'Arte sull'Arte dedicata alla cultura della conservazione d'arte a cura della Fondazione Paola Droghetti onlus n.23La storia dei restauri delle sculture antiche dei Musei Capitolini non è stata ancora scritta: dai ritratti rilavorati già in antico – si pensi, su tutti, alla celebre Elena seduta al centro della Sala degli Imperatori del Palazzo ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/immagini-di-dea/">Immagini di Dea</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana INTERVENTI d&#8217;Arte sull&#8217;Arte dedicata alla cultura della conservazione d&#8217;arte a cura della Fondazione Paola Droghetti onlus n.23</p>
<p>La storia dei restauri delle sculture antiche dei Musei Capitolini non è stata ancora scritta: dai ritratti rilavorati già in antico – si pensi, su tutti, alla celebre Elena seduta al centro della Sala degli Imperatori del Palazzo Nuovo –, alle sculture del Teatro del Belvedere Vaticano donate ai Conservatori da Pio V nel 1566, agli importanti interventi realizzati nel corso del Settecento alla vigilia dell&#8217;apertura del Museo Capitolino e all&#8217;indomani della stessa, fino ad arrivare alle più recenti campagne di restauro condotte negli ultimi decenni, le opere capitoline si offrono al pubblico come un palinsesto di interventi e, nello stesso tempo, consentono di ripercorrere, capitolo per capitolo, la storia del restauro, dall&#8217;antichità ai nostri giorni.<br />La varietà della casistica rappresentata dalle sculture capitoline è ben esemplificata dalle due teste colossali di divinità appena restaurate: la Testa diademata inv. S 332, probabilmente giunta al Museo già nel corso del 1734 con le altre sculture della collezione Albani, si può considerare come un caso esemplare dell&#8217;approccio all&#8217;integrazione proprio del Settecento, volto a restituire al frammento antico la sua integrità nel rispetto ‘filologico&#8217; dello stile e dell&#8217;iconografia; al contrario, la Testa di Minerva inv. S 17 giunge al Museo Capitolino come frammento negli anni centrali dell&#8217;Ottocento, la superficie coperta da incrostazioni: se si esclude un tentativo, subito abbandonato, di pulizia delle superfici, sulla testa non sarà programmato alcun intervento successivo, atteggiamento anche questo tipico dell&#8217;epoca, che precede le campagne di de-restauro messe in atto soprattutto nei musei tedeschi.<br />Le due teste colossali si offrono di nuovo al pubblico, finalmente leggibili nella raffinatezza del modellato e nella preziosità del marmo. Immagini di dea, un tempo collocate all&#8217;interno di uno spazio sacro, le due sculture riconquistano oggi una nuova centralità nella storia centenaria del primo museo pubblico dell&#8217;età moderna.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/immagini-di-dea/">Immagini di Dea</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Potenze naturali</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/potenze-naturali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2015 14:06:24 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://gangemi.com/prodotto/potenze-naturali/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Collana INTERVENTI d'Arte sull'Arte dedicata alla cultura della conservazione d'arte a cura della Fondazione Paola Droghetti onlus n.16Con la pubblicazione di “Potenze Naturali Il Pastore di Arturo Martini Storie di restauro”, la Fondazione Paola Droghetti onlus ribadisce quello che è il principale scopo della sua attività: dare un contributo sistemico e costante alla salvaguardia del ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/potenze-naturali/">Potenze naturali</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana INTERVENTI d&#8217;Arte sull&#8217;Arte dedicata alla cultura della conservazione d&#8217;arte a cura della Fondazione Paola Droghetti onlus n.16</p>
<p>Con la pubblicazione di “Potenze Naturali Il Pastore di Arturo Martini Storie di restauro”, la Fondazione Paola Droghetti onlus ribadisce quello che è il principale scopo della sua attività: dare un contributo sistemico e costante alla salvaguardia del patrimonio artistico nazionale e condividere la diffusione della auspicata cultura della conservazione d&#8217;arte che rappresenta il suo fine istituzionale. È con grande soddisfazione dunque che presentiamo il XVI volume della collana «Interventi d&#8217;Arte sull&#8217;Arte» della Fondazione, perché esso attesta anche e soprattutto, semmai ce ne fosse ancora bisogno, la necessità del rapporto pubblico-privato attorno al comune obiettivo della conservazione e valorizzazione del patrimonio artistico e culturale in Italia. Per il 12° anno consecutivo la Fondazione ha bandito un concorso per due borse di studio annuali presso l&#8217;Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro che, come negli anni precedenti, sono state assegnate a giovani diplomati dello stesso Istituto per il restauro conservativo di un capolavoro del nostro patrimonio artistico. Questa volta si tratta di un&#8217;opera della Galleria d&#8217;Arte Moderna (GAM) a Roma: Il Pastore di Arturo Martini, capolavoro della collezione capitolina e della scultura italiana del 900, un&#8217;opera tra le più suggestive della maturità dell&#8217;artista. Lo stato di conservazione della scultura, la propria condizione strutturale e morfologica, costituita di una materia, di una tecnica esecutiva e di una concezione artistica intrinsecamente fragili, hanno richiesto un accurato e delicato lavoro di restauro eseguito presso i laboratori dell&#8217;Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro (ISCR).<br />Dall&#8217;introduzione di Vincenzo Ruggieri, Presidente della Fondazione Paola Droghetti onlus</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/potenze-naturali/">Potenze naturali</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gandhara</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/gandhara/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Feb 2015 14:06:06 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://gangemi.com/prodotto/gandhara/</guid>

					<description><![CDATA[<p>La pubblicazione dei dati scaturiti da questa prima ricerca sugli aspetti tecnologici della scultura del Gandhara si pone come un momento assolutamente preliminare, con la consapevolezza di quanto sia necessario ancora approfondire, specie riguardo alla quantità dei reperti da analizzare, provenienti anche da altri siti finora non presi in considerazione, ed alla quantità e varietà ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/gandhara/">Gandhara</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La pubblicazione dei dati scaturiti da questa prima ricerca sugli aspetti tecnologici della scultura del Gandhara si pone come un momento assolutamente preliminare, con la consapevolezza di quanto sia necessario ancora approfondire, specie riguardo alla quantità dei reperti da analizzare, provenienti anche da altri siti finora non presi in considerazione, ed alla quantità e varietà di analisi da effettuare. Si è certi comunque, già dai risultati ottenuti, che tale studio sia particolarmente stimolante e utile per meglio focalizzare alcune problematiche storiche e culturali, legate alle modalità di arrivo, di sviluppo e di espansione degli influssi artistici nel mondo buddhista del Gandhara, tra i quali anche il gusto per la scultura policroma, conservato in modo evidente, ancora fino ad oggi, nei paesi dell&#8217;area indo-himalayana.</p>
<p>The present publication of the results of a first phase of research on technological aspects of Gandharan sculptural tradition is a preliminary achievement. We are aware of how much remains to do, both in terms of the amount of artworks to study, and of the variety of analytical approaches that has to be applied. However, in the light of the results so far obtained, this line of research appears fruitful and promising for the investigation of the spread of artistic know-how in the great Buddhist gandharan tradition, including polychrome sculpture, still very popular in the Indo-Himalayan region.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/gandhara/">Gandhara</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Polidoro da Caravaggio</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/polidoro-da-caravaggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jun 2007 12:02:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://gangemi.com/prodotto/polidoro-da-caravaggio/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il “Quaderno” che la Fondazione Paola Droghetti, insieme all'Istituto Centrale per il Restauro e al Museo di Roma di Palazzo Braschi, oggi offre agli studiosi è il secondo di una collana nata nel 2005 a conclusione del restauro dell'Anastasis della Basilica paleocristiana di San Clemente. I quaderni sono appunto destinati a fissare la fine del ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/polidoro-da-caravaggio/">Polidoro da Caravaggio</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il “Quaderno” che la Fondazione Paola Droghetti, insieme all&#8217;Istituto Centrale per il Restauro e al Museo di Roma di Palazzo Braschi, oggi offre agli studiosi è il secondo di una collana nata nel 2005 a conclusione del restauro dell&#8217;Anastasis della Basilica paleocristiana di San Clemente. I quaderni sono appunto destinati a fissare la fine del restauro di singole opere che fanno però parte di ampi complessi pittorici.<br />Il nuovo quaderno raccoglie gli studi compiuti dall&#8217;équipe di lavoro dell&#8217;ICR, nel corso del restauro di due dipinti murali “in chiaroscuro”, di Polidoro da Caravaggio e Maturino Fiorentino, che sembra provengano dal “giardino di messer Stefano dal Bufalo, vicino alla fontana di Trevi”, come dice Vasari.<br />Questi dipinti – che raffigurano rispettivamente La Fortuna e il Sacrificio in onore degli dei offerto da Perseo dopo aver liberato Andromeda – furono conservati nel Museo di Roma dopo essere stati “strappati” dal loro luogo di origine, il giardino “dal Bufalo”, distrutto in occasione dell&#8217;ampliamento di via del Tritone nella seconda metà dell&#8217;Ottocento.<br />Da alcuni anni i due dipinti erano stati trasferiti nei laboratori dell&#8217;Istituto per essere restaurati in attività didattica. Le cattive condizioni di conservazione, in parte derivanti dal dannoso sistema (lo “strappo”) utilizzato per portare via i dipinti dalle pareti, la possibilità di studiare “dal vero” la tecnica del “chiaroscuro”, l&#8217;aspettativa di compiere un restauro che avrebbe richiesto interventi complessi sul supporto e sulla superficie pittorica rendevano le opere particolarmente interessanti per la Scuola dell&#8217;Istituto.<br />Per il completamento dei lavori, la Fondazione ha bandito, come ogni anno già dal 2004, un concorso per l&#8217;assegnazione di una borsa di studio, da destinare ad una allieva diplomata all&#8217;ICR nell&#8217;ultimo anno, la quale, come le altre studentesse destinatarie delle borse di studio degli anni precedenti, ha così avuto la possibilità di affacciarsi nel mondo del lavoro autonomo, in condizioni favorevoli.<br />L&#8217;impegno della Fondazione però non si ferma qui: i due dipinti che si presentano oggi sono parte di un ciclo che ne comprende sei; la Fondazione ha ritenuto di potersi impegnare, con l&#8217;Istituto Centrale per il Restauro e col Museo di Roma, a destinare una borsa di studio per due anni consecutivi a due allievi, neo-diplomati dell&#8217;Istituto, che si dedicheranno al completamento del restauro delle quattro pitture, della stessa provenienza, negli anni 2008 e 2009.<br />Questo programma, che vede la collaborazione con due Istituzioni pubbliche, permette alla Fondazione di percorrere una strada più impegnativa, collaborando a un progetto che comporta come prima fase il restauro degli altri elementi del ciclo pittorico e come seconda fase la loro riunione in un ambiente prestigioso. In tal modo si mette in atto l&#8217;unico rimedio oggi opponibile alla brutale operazione subita dagli affreschi (lo “strappo” nell&#8217;Ottocento) che non solo li ha danneggiati nella materia costitutiva, ma li ha anche privati del contesto culturale e storico per il quale erano stati ideati e dipinti. <br />Oggi essi rappresentano un raro esempio di una tecnica pittorica e di un gusto ampiamente diffusi nella prima metà del Cinquecento, perché delle molte pitture su facciate di edifici romani – dipinte dai due pittori (Polidoro e Maturino) e delle quali parlano con ammirazione le fonti storiche e in primo luogo Vasari – quasi tutto è andato distrutto.</p>
<p>La Mostra, curata dall&#8217;Istituto e ospitata nella sede di San Michele del Ministero per i Beni e le Attività Culturali illustrerà gli aspetti più interessanti del restauro compiuto.<br />Nel 2008 è prevista la pubblicazione di un “Quaderno” che darà conto del restauro del secondo gruppo di dipinti, mentre i risultati finali degli studi, delle operazioni di restauro e delle scelte espositive, relativi al complesso dei sei dipinti di cui si è detto, verranno raccolti in un nuovo volume della collana “Interventi”, che seguirà i tre volumi già pubblicati: “Il Polittico di Ludovico Urbani, La Madonna col Bambino Angeli e Santi” Recanati, Museo Diocesano (2004); “La samaritana al pozzo, affresco del sec. XVII” Roma, Museo di Roma – Palazzo Braschi (2005); “Iacopo Sansovino, La Madonna in cartapesta del Bargello” Firenze, Museo del Bargello (2006).</p>
<p>	Maria Stella Spampinato<br />	Comitato scientifico Fondazione Paola Droghetti</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/polidoro-da-caravaggio/">Polidoro da Caravaggio</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Filologia dei materiali e trasmissione al futuro</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/filologia-dei-materiali-e-trasmissione-al-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://gangemi.com/prodotto/filologia-dei-materiali-e-trasmissione-al-futuro/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Benché i dipinti murali scoperti nelle città vesuviane, a partire dalla scoperta di Ercolano nel 1738, siano tra gli oggetti più studiati, sul versante strettamente archeologico, molto meno esplorata ne è la storia più recente, sviluppatasi a partire dal momento dello scavo. I pochi studi dedicati a questo specifico argomento si sono finora concentrati prevalentemente ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/filologia-dei-materiali-e-trasmissione-al-futuro/">Filologia dei materiali e trasmissione al futuro</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Benché i dipinti murali scoperti nelle città vesuviane, a partire dalla scoperta di Ercolano nel 1738, siano tra gli oggetti più studiati, sul versante strettamente archeologico, molto meno esplorata ne è la storia più recente, sviluppatasi a partire dal momento dello scavo. I pochi studi dedicati a questo specifico argomento si sono finora concentrati prevalentemente sull&#8217;analisi delle fonti, piuttosto che sull&#8217;esame delle opere, con il forte rischio che, in un&#8217;epoca in cui riallestimenti emostre si susseguono ormai a ritmo serrato, in assenza di adeguate informazioni che indirizzino verso indagini e scelte conservative coerenti e mirate, la storia materiale dei dipinti si perda per sempre. Queste riflessioni sono state alla base del progetto che l&#8217;Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro ha attuato sui dipinti murali staccati custoditi nei depositi del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che possiede la più grande collezione al mondo di queste opere. Il lavoro si è avvalso di una scheda conservativa creata ad hoc &#8211; qui presentata per la prima volta &#8211; che ha l&#8217;ambizione di coniugare i dati relativi alle tecniche conservative ed allo stato di conservazione attuale con la storia dell&#8217;oggetto. Indagini scientifiche mirate hanno poi arricchito le conoscenze sull&#8217;ambiente di conservazione e sulla storia del restauro, in particolare sui materiali e le modalità utilizzati per l&#8217;imponente struttura lignea e per il risarcimento delle lacune, nonché per ravvivare e/o proteggere le superfici dipinte. Lo studio contribuisce ad accrescere in modo decisivo le nostre conoscenze sulla storia del restauro di queste opere, rendendo disponibile ai responsabili dei musei uno strumento per scelte conservative meditate.</p>
<p>Il volume è a cura di Gabriella Prisco.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/filologia-dei-materiali-e-trasmissione-al-futuro/">Filologia dei materiali e trasmissione al futuro</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Polidoro da Caravaggio</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/polidoro-da-caravaggio-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://gangemi.com/prodotto/polidoro-da-caravaggio-2/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Questo "Quaderno" della Fondazione Droghetti, catalogo della Mostra ospitata nella sede di San Michele del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, illustra il risultato dei lavori e degli studi compiuti dall'equipe di lavoro dell'Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro su due dipinti murali di Polidoro da Caravaggio provenienti dal Casino del ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/polidoro-da-caravaggio-2/">Polidoro da Caravaggio</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo &#8220;Quaderno&#8221; della Fondazione Droghetti, catalogo della Mostra ospitata nella sede di San Michele del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, illustra il risultato dei lavori e degli studi compiuti dall&#8217;equipe di lavoro dell&#8217;Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro su due dipinti murali di Polidoro da Caravaggio provenienti dal Casino del Bufalo Cancellieri di Roma: la &#8220;Liberazione di Andromeda&#8221; e &#8220;Donna che sostiene un architrave&#8221;.<br />Il restauro delle due opere, oltre ad aver migliorato le condizioni conservative, dotando gli affreschi di nuovi e più idonei supporti, ha portato in luce molte parti di pittura originale, rendendo notevolmente più facile la lettura.<br />Il restauro dei due dipinti offre a studiosi e visitatori la possibilità di accostarsi a due altre opere di Polidoro, un artista molto stimato dai pittori suoi contemporanei, forte di una committenza assai vasta e che la storiografia considera uno dei migliori allievi di Raffaello. Di lui si sarebbe quasi perduta la memoria, se non vi fossero, oltre ai pochi reperti salvati alla distruzione, le fonti storiche e biografiche che ne tramandano le qualità artistiche e il notevole successo professionale, ottenuto come pittore di avvenimenti mitologici e storici su facciate di edifici romani, privati per la maggior parte.</p>
<p>Il &#8220;Quaderno&#8221; è a cura di Patrizia Miracola.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/polidoro-da-caravaggio-2/">Polidoro da Caravaggio</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
