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	<title>Simone Rita Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Simone Rita Archivi | Gangemi</title>
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		<title>La città di Messina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Oct 1996 14:07:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La normativa architettonica come tentativo di sottrazione all'arbitrio.Questa la premessa di un saggio che muovendo da riflessioni teoriche sui processi di codificazione e trasmissione del linguaggio in architettura, attraversa la Messina della ricostruzione, lasciando nuovamente intravedere la possibilità di proposizione della normativa architettonica come strumento di costruzione della città.Il testo indaga la possibilità di tale ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La normativa architettonica come tentativo di sottrazione all&#8217;arbitrio.<br />Questa la premessa di un saggio che muovendo da riflessioni teoriche sui processi di codificazione e trasmissione del linguaggio in architettura, attraversa la Messina della ricostruzione, lasciando nuovamente intravedere la possibilità di proposizione della normativa architettonica come strumento di costruzione della città.<br />Il testo indaga la possibilità di tale riproposizione &#8220;dopo il Moderno&#8221; approfondendo l&#8217;idea stessa di norma e di legame esistente tra &#8220;codice&#8221;, &#8220;accettazione&#8221; e &#8220;linguaggio&#8221;, nonché la definizione del rapporto &#8220;norma edilizia/normativa architettonica&#8221; riletto nella dualità &#8220;teoria/prassi&#8221;.</p>
<p>Rita Simone, 1959, architetto. Dottore di Ricerca e Borsista post-dottorato in Composizione Architettonica, svolge la propria attività di Ricerca presso il DASTEC (Dipartimento di Arte, Scienza e Tecnica del Costruire) dell&#8217;Università degli Studi di Reggio Calabria e collabora, dal 1984, alla didattica dei corsi di Composizione e Progettazione Architettonica. Ha partecipato a numerosi concorsi nazionali ed internazionali, seminari di progettazione e mostre, sviluppando parallelamente una ricerca sul progetto d&#8217;architettura. Vive e svolge la propria attività professionale a Messina. </p>
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		<title>Primipiani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Testo e Immagine: due modalità di osservazione che si snodano lungo i percorsi intrapresi da Giulio Conti e Rita Simone. Due diversi sguardi che si sono soffermati sull'architettura contemporanea, l'uno valutandone ombre, tessiture, trasparenze, profondità e quant'altro concorre all'arte fotografica, l'altro cercando di capire quanto un consistente numero delle opere oggetto d'attenzione, nell'accezione di "immagine" ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Testo e Immagine: due modalità di osservazione che si snodano lungo i percorsi intrapresi da Giulio Conti  e Rita Simone. Due diversi sguardi che si sono soffermati sull&#8217;architettura contemporanea, l&#8217;uno valutandone ombre, tessiture, trasparenze,  profondità e quant&#8217;altro concorre all&#8217;arte fotografica, l&#8217;altro cercando di capire quanto un consistente numero delle opere oggetto d&#8217;attenzione, nell&#8217;accezione di &#8220;immagine&#8221; rispondente alle richieste della nuova comunicazione globalizzata, incarnasse un&#8217;idea collettivamente riconosciuta della contemporaneità. Nello svolgersi di un unico testo, dunque, composto da &#8220;parole&#8221; e &#8220;scatti&#8221;, prende forma un insieme di elementi diffusi all&#8217;interno di un territorio senza limiti caratterizzanti: architetture come punti strategici di una città globale data dall&#8217;annullamento dei confini geografici e popolata da oggetti trasformati in icona di un mondo dove l&#8217;arte riacquista un carattere narcotico e all&#8217;esasperazione tecnologica si associa una diffusa idea di perfezione. Una nuova comunità, quindi, costruitasi a mano di un&#8217;omologazione che annulla le specificità dei singoli autori focalizzando l&#8217;attenzione sul &#8220;primo piano&#8221; piuttosto che sull&#8217;interezza dell&#8217;architettura, e che la proietta all&#8217;interno di un sistema di divulgazione generalizzato guidando lo sguardo e, quindi, l&#8217;obbiettivo. Se da un lato, però, l&#8217;appartenere a tale circuito fa sì che queste opere entrino nel quotidiano come mai accaduto, dall&#8217;altro il loro divenire oggetti di consumo accelera un processo di invecchiamento non legato al deteriorarsi dei materiali nel tempo quanto, piuttosto, al consumarsi di un&#8217;immagine altamente pubblicizzata. Assunte nella loro contraddittoria condizione di rudere, queste affascinanti ma silenziose presenze inducono a interrogarsi su un rinnovato senso dell&#8217;architettura.</p>
<p>Giulio Conti, parallelamente all&#8217;attività professionale, ha sviluppato un continuo impegno nell&#8217;ambito della ricerca fotografica. Dal &#8217;65 ad oggi, la sua produzione è stata oggetto di mostre &#8211; individuali e collettive &#8211; tra cui: &#8220;Cartier Bresson&#8221;, &#8220;Una provincia da salvare&#8221;, &#8220;Isole Eolie: architettura, ambiente e domanda di sviluppo&#8221;, &#8220;Le chiese basiliane nella Provincia di Messina&#8221;, &#8220;Messina una città ricostruita&#8221;, &#8220;L&#8217;architettura parigina negli anni Ottanta&#8221;, &#8220;Sopraelevazioni e decoro urbano a Messina&#8221;. Ha pubblicato, come curatore della parte fotografica, &#8220;Messina ‘43&#8221; (1976) e &#8220;Il fascismo a Reggio&#8221; (1978); in qualità di autore, &#8220;Eoliana&#8221; (1977), &#8220;Le impronte del passato&#8221; (1978), &#8220;Feste popolari e religiose a Messina&#8221; (1980), &#8220;Immagini del tempo&#8221; (1990), &#8220;Le sontuose pietre&#8221; (1992), &#8220;Fotografia come racconto&#8221; (1998), &#8220;Acque e terre dello Stretto&#8221; (2003), e infine, come coautore e coordinatore della parte fotografica, &#8220;Sicilia i luoghi e gli uomini&#8221; (1994). È iscritto alla Federazione Italiana Associazioni Fotografiche nell&#8217;ambito della quale ha ricoperto incarichi di rilievo ed ha ricevuto i premi &#8220;Anassilaos &#8211; Arte, cultura e scienza&#8221; (Reggio Calabria 1999) e &#8220;Neschen &#8211; L&#8217;industria incontra l&#8217;arte&#8221; (Bückeburg 1998).</p>
<p>Rita Simone, 1959, architetto. È professore associato in Progettazione Architettonica presso la Facoltà di Architettura dell&#8217;Università Mediterranea di Reggio Calabria e svolge la propria attività di ricerca all&#8217;interno del Dipartimento di Arte, Scienza e Tecnica del Costruire. Ha partecipato a numerosi concorsi nazionali ed internazionali, seminari di progettazione e mostre, sviluppando parallelamente una personale ricerca sul progetto d&#8217;architettura. Suoi scritti e progetti sono stati pubblicati su riviste di settore, cataloghi e testi di altri autori. È autrice dei libri &#8220;La città di Messina tra Norma e Forma&#8221;, (Gangemi Ed., 1996) e &#8220;Joao Luis Carrilho da Graça. Opere e progetti&#8221; (con R. Albiero, Electa Ed., 2003). </p>
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