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	<title>Smorto Pietro Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Sottosviluppo e realtà urbana meridionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jan 1980 13:07:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La città meridionale non è un "accidentale" ritardo storico, né un fenomeno da imputare ad essenza. di questo o quel fattore "strategico" o a soli fatti endogeni alle aree di sottosviluppo, ma un fatto storicamente determinato che trova la sua origine a partire dal processo di produzione capitalistico. In altre parole, modi di produzione e ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La città meridionale non è un &#8220;accidentale&#8221; ritardo storico, né un fenomeno da imputare ad essenza. di questo o quel fattore &#8220;strategico&#8221; o a soli fatti endogeni alle aree di sottosviluppo, ma un fatto storicamente determinato che trova la sua origine a partire dal processo di produzione capitalistico. In altre parole, modi di produzione e formazioni sociali hanno un preciso carattere storico, determinato, transitorio, che dipendono, in ultima istanza, dallo sviluppo delle forze produttive.<br />Nel Mezzogiorno, la diversità urbana si configura come &#8220;autenticità inautentica&#8221; rispetto al Nord, perché più profondo ed abissale è il divario fra autocoscienza sociale e collocazione reale: al Sud si innesta una colpevole assenza di progresso tecnico, di industrializzazione, di razionale valorizzazione delle risorse, di accumulazione di capitale, si tratta, in sostanza, di una urbanizzazione inautentica, che vive e si alimenta della menzogna altrui.</p>
<p>È un contributo di ricerca sulle principali tematiche del sottosviluppo e sulle logiche di fondo dello stesso processo di urbanizzazione meridionale, dove vengono privilegiati i servizi e i consumi altrove prodotti. La città meridionale è vista come una unità mercantile-capitalista, integrata nello spazio economico dominato dalla legge del profitto. L&#8217;analisi vuole chiarire il ruolo che le aree sviluppate hanno nella crescita della realtà urbana meridionale e come tale ruolo determina un divario, sempre crescente, tra zone povere agricole e zone ricche industriali.<br />In questo quadro concettuale, si tenta di sistematizzare il problema della dicotomia tra sviluppo e sottosviluppo e i possibili rapporti tra città e periferia, tra città e campagna, tra poli di sviluppo industriali e zone adiacenti rurali in una prospettiva di ricerca di tipo strutturale, cui si riferiscono sistematicamente dati significativi di rilevanza empirica.</p>
<p>Serafino Cambareri è professore di Sociologia presso la Facoltà di Magistero dell&#8217;Università di Messina e di Sociologia Urbana e Regionale presso l&#8217;Istituto Universitario Statale di Architettura di Reggio Calabria.</p>
<p>Pietro Smorto, svolge attività di ricerca presso l&#8217;Istituto di Urbanistica dell&#8217;Istituto Universitario Statale di Architettura di Reggio Calabria, è docente di Sociologia e Metodologia della Ricerca Sociale presso l&#8217;Istituto Superiore di Servizio Sociale di Reggio Calabria. </p>
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		<title>I racconti popolari calabresi fra inconscio, mito e magia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nei racconti popolari calabresi, come d'altronde in tutte le fiabe, si colgono tratti di un mondo mentale ancora pressoché ignoto, quasi infantile. L'analisi di qualsiasi fiaba è, quindi, importante per chi vuole conoscere le radici sociali dei propri antenati, per chi vuole immergersi nel mondo conscio e inconscio di alcune storie sociali e individuali. Già ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nei racconti popolari calabresi, come d&#8217;altronde in tutte le fiabe, si colgono tratti di un mondo mentale ancora pressoché ignoto, quasi infantile. L&#8217;analisi di qualsiasi fiaba è, quindi, importante per chi vuole conoscere le radici sociali dei propri antenati, per chi vuole immergersi nel mondo conscio e inconscio di alcune storie sociali e individuali. Già leggerli è come sprofondarsi in un sogno, in un&#8217;altra forma di esistenza, in un&#8217;altra epoca della quale non si conoscono i reali contorni, ma si intuiscono i legami fra i protagonisti e i loro vissuti. È come riscoprire una «realtà» che non fa parte dell&#8217;esperienza della nostra epoca, ma che è importante quanto qualsiasi scoperta archeologica.<br />Per meglio consentire chiarezza all&#8217;analisi dei racconti, che inghiottono e diversificano trarne, vissuti, immagini, simboli, gesti, azioni, gli autori hanno cercato di ripercorrere a ritroso una parte del cammino che riemerge dalle parole, dai miti e dalle magie servendosi degli studi che furono di Freud, di Jung, di Von Franz, di Propp, di Erikson, di Bettelheim e di tanti altri.<br />Lo studio (steso a «tre mani») è anche frutto di un sistematico confronto di idee tra gli autori, suggerito dalla complessa tematica sociale e individuale che i racconti contengono legati, come sono, agli istinti, alle pulsioni più oscure e ai processi psichici di un inconscio collettivo assai complesso.</p>
<p>PIETRO SMORTO è nato a Chorio (Calabria) nel 1922. Ha svolto attività di ricerca presso l&#8217;Università degli Studi di Reggio Calabria, e dirige attualmente il Centro di Ricerche Sociali (CEN.RIS) della stessa città. È autore (con Serafino Cambareri) del volume Sottosviluppo e realtà urbana meridionale (Gangemi, Roma-Reggio Calabria, 1980). Tra le sue pubblicazioni si ricordano: Indagine sociologica sulla delinquenza minorile nella Provincia di Reggio Calabria (1985), poi largamente diffusa dalla Regione Calabria; Le radici sociali dei Proverbi e dei canti nella cultura contadina calabrese, Cultura calabrese, Belvedere Marittimo (CS), 1986; Occhio, malocchio e corna, Laruffa, Reggio Calabria, 1989. Altri interessanti suoi saggi, di natura socio-antropologica e psicoanalitica, sono apparsi in diverse riviste specializzate. </p>
<p>GABRIELLA SMORTO è nata a Reggio Calabria nel 1952. Si è laureata in Filosofia e Storia presso l&#8217;Università degli Studi di Messina e in Psicologia presso l&#8217;Università degli Studi «La Sapienza» di Roma. Vive a Pisa e lavora, come Psicologa, di formazione psicodinamica, presso l&#8217;Unità Sanitaria Locale di quella città, dal 1975.</p>
<p>CONCETTA ARENA è nata a Genova nel 1955. Si è laureata in Lettera Classiche Presso l&#8217;Università degli Studi di Messina e vive a Reggio Calabria. È professoressa ordinaria di Italiano e Latino presso il Liceo Scientifico di Vibo Valentia (CZ).</p>
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