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	<title>Spampinato Maria Stella Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Spampinato Maria Stella Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Ammon e Tamar</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Feb 2011 14:04:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana INTERVENTI d'Arte sull'Arte dedicata alla cultura della conservazione d'arte a cura della Fondazione Paola Droghetti onlus n.8L'ottavo volume di “Interventi” presentato dalla Fondazione Paola Droghetti è un po' diverso dai sette che lo precedono. Questi, infatti, hanno tutti uguale tema: la presentazione del restauro di un'opera d'arte appartenente al patrimonio pubblico italiano. Il volume ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana INTERVENTI d&#8217;Arte sull&#8217;Arte dedicata alla cultura della conservazione d&#8217;arte a cura della Fondazione Paola Droghetti onlus n.8</p>
<p>L&#8217;ottavo volume di “Interventi” presentato dalla Fondazione Paola Droghetti è un po&#8217; diverso dai sette che lo precedono. Questi, infatti, hanno tutti uguale tema: la presentazione del restauro di un&#8217;opera d&#8217;arte appartenente al patrimonio pubblico italiano. Il volume che oggi si presenta è invece un “Intervento nella Storia dell&#8217;Arte” dal titolo: «Ammon e Tamar un dipinto inedito del Guercino». Alcuni anni fa la Fondazione Paola Droghetti, venuta a conoscenza che Maria Luigia Spampinato, coordinatore del Comitato Scientifico, aveva cominciato a scrivere questo libro, ha voluto sponsorizzarne la pubblicazione, inaugurando con questo una tematica affine ma diversa da quella fino ad ora trattata. È superfluo ricordare che l&#8217;Italia è uno dei Paesi nei quali la produzione artistica è tra le più ricche del mondo e normalmente di alta – in molti casi di altissima – qualità. Tuttavia ogni contributo che offre un nuovo tassello alla conoscenza di questo patrimonio non può che essere accolto con interesse. Spero quindi di aver fatto cosa gradita agli Amici della Fondazione, pubblicando questo studio. [Vincenzo Ruggieri, Presidente della Fondazione Paola Droghetti]
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		<title>Perin del Vaga, Giovanni da Udine, Marcello Venusti Madonne in Galleria Borghese</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/perin-del-vaga-giovanni-da-udine-marcello-venusti-madonne-in-galleria-borghese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Oct 2008 12:03:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana INTERVENTI d'Arte sull'Arte dedicata alla cultura della conservazione d'arte a cura della Fondazione Paola Droghetti onlus n.4Il restauro, a opera di Paola Tollo, di due dipinti cinquecenteschi della Galleria Borghese ha dato risultati eccellenti che favoriscono un riesame di alcuni aspetti, inerenti al patrimonio rinascimentale e manierista della Galleria stessa, di notevole interesse storico ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana INTERVENTI d&#8217;Arte sull&#8217;Arte dedicata alla cultura della conservazione d&#8217;arte a cura della Fondazione Paola Droghetti onlus n.4</p>
<p>Il restauro, a opera di Paola Tollo, di due dipinti cinquecenteschi della Galleria Borghese ha dato risultati eccellenti che favoriscono un riesame di alcuni aspetti, inerenti al patrimonio rinascimentale e manierista della Galleria stessa, di notevole interesse storico &#8211; artistico. La Madonna col Bambino (inv. 393) è ora riferita da Kristina Herrmann Fiore a Perin del Vaga per quel che riguarda le figure e a Giovanni da Udine per quel che riguarda il rimanente della composizione, mentre la Madonna col Bambino e s. Giuseppe (inv. 392) già attribuita a Marcello Venusti viene confermata dalla Herrmann Fiore al pittore lombardo e riemerge dalla pulitura in tutto il suo splendore cromatico.<br /> Le due opere rappresentano bene due momenti del manierismo romano. Per quel che riguarda Perin del Vaga va rimarcata la qualità dell&#8217;opera che esalta l&#8217;aspetto più monumentale e &#8220;solido&#8221; di Perino, tipico del maestro dall&#8217;esordio nelle Logge Vaticane fino alle estreme imprese in Catel s. Angelo interrotte dalla morte. In quest&#8217;opera ora restaurata la cospicua Natura morta e l&#8217;immagine elegante del gruccione indiano sono acutamente attribuiti dalla Herrmann Fiore, che ha diretto i restauri e ha sviluppato una ampia e articolata ricerca sulle due opere, a Giovanni da Udine inquadrando il dipinto in una fase ben precisa dell&#8217;attività dei due pittori. Perino rispetta la sua formazione raffaellesca e ne dà una versione larga di forme e sintetica nella conduzione delle parti. è la lezione che il maestro consegnerà a una schiera di seguaci ed estimatori, da Siciolante a Luzio Romano, da Domenico Zaga a Pellegrino Tibaldi a Marco Pino, per citare soltanto i più noti, che per ragioni diverse si collegheranno proprio a opere di questo tipo.<br />E tanto più interessante risulta il confronto con l&#8217;altro quadro restaurato della Borghese, la Sacra Famiglia di Marcello Venusti. Circa quaranta anni separano le due opere ma bisogna ammettere che la discendenza e l&#8217;appartenenza a una comune civiltà figurativa sono evidenti. Il restauro rende oggi perfettamente intellegibile l&#8217;opera venustiana e la soddisfazione è notevole. La delicatezza e morbidezza assoluta del colore, la finezza dei passaggi di ombra e luce, la qualità intrinseca della materia veramente preziosa e soffusa di intimo sentimento risaltano adesso come meglio non si potrebbe desiderare. Sia Perino sia Venusti vissero in profondità le ragioni e le contraddizioni della grande età rinascimentale, tra Raffaello e Michelangelo e le conseguenze di tale situazione si sentono bene sia nel lavoro di Perino sia nella eccellente opera del Venusti. I caratteri che sono stati sempre evidenziati nella maniera Marcello Venusti sono ben rintracciabili nel quadro ora restaurato. Venusti rappresenta un momento di totale controllo della tecnica e dell&#8217;espressione e le circostanze attuali sono più che mature per intenderne appieno il significato.<br />Ecco, allora, che due opere fino a oggi considerate a diverso titolo &#8220;minori&#8221; nel patrimonio enorme della Galleria riacquistano il loro pieno valore.<br />Tutto ciò grazie all&#8217;impegno generoso e consapevole della Fondazione Paola Droghetti, la cui benemerita attività a favore delle Belle Arti e del restauro in particolare è ormai diventata una nuova certezza per il nostro Paese e la Soprintendenza è orgogliosa di collaborare, di tempo in tempo, con la Fondazione nel comune obbiettivo di un ampliamento costante delle ricerche storico &#8211; artistiche e degli interventi di conservazione. [Claudio Strinati, Soprintendente del Polo Museale Romano]
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		<title>Polidoro da Caravaggio</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/polidoro-da-caravaggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jun 2007 12:02:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il “Quaderno” che la Fondazione Paola Droghetti, insieme all'Istituto Centrale per il Restauro e al Museo di Roma di Palazzo Braschi, oggi offre agli studiosi è il secondo di una collana nata nel 2005 a conclusione del restauro dell'Anastasis della Basilica paleocristiana di San Clemente. I quaderni sono appunto destinati a fissare la fine del ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il “Quaderno” che la Fondazione Paola Droghetti, insieme all&#8217;Istituto Centrale per il Restauro e al Museo di Roma di Palazzo Braschi, oggi offre agli studiosi è il secondo di una collana nata nel 2005 a conclusione del restauro dell&#8217;Anastasis della Basilica paleocristiana di San Clemente. I quaderni sono appunto destinati a fissare la fine del restauro di singole opere che fanno però parte di ampi complessi pittorici.<br />Il nuovo quaderno raccoglie gli studi compiuti dall&#8217;équipe di lavoro dell&#8217;ICR, nel corso del restauro di due dipinti murali “in chiaroscuro”, di Polidoro da Caravaggio e Maturino Fiorentino, che sembra provengano dal “giardino di messer Stefano dal Bufalo, vicino alla fontana di Trevi”, come dice Vasari.<br />Questi dipinti – che raffigurano rispettivamente La Fortuna e il Sacrificio in onore degli dei offerto da Perseo dopo aver liberato Andromeda – furono conservati nel Museo di Roma dopo essere stati “strappati” dal loro luogo di origine, il giardino “dal Bufalo”, distrutto in occasione dell&#8217;ampliamento di via del Tritone nella seconda metà dell&#8217;Ottocento.<br />Da alcuni anni i due dipinti erano stati trasferiti nei laboratori dell&#8217;Istituto per essere restaurati in attività didattica. Le cattive condizioni di conservazione, in parte derivanti dal dannoso sistema (lo “strappo”) utilizzato per portare via i dipinti dalle pareti, la possibilità di studiare “dal vero” la tecnica del “chiaroscuro”, l&#8217;aspettativa di compiere un restauro che avrebbe richiesto interventi complessi sul supporto e sulla superficie pittorica rendevano le opere particolarmente interessanti per la Scuola dell&#8217;Istituto.<br />Per il completamento dei lavori, la Fondazione ha bandito, come ogni anno già dal 2004, un concorso per l&#8217;assegnazione di una borsa di studio, da destinare ad una allieva diplomata all&#8217;ICR nell&#8217;ultimo anno, la quale, come le altre studentesse destinatarie delle borse di studio degli anni precedenti, ha così avuto la possibilità di affacciarsi nel mondo del lavoro autonomo, in condizioni favorevoli.<br />L&#8217;impegno della Fondazione però non si ferma qui: i due dipinti che si presentano oggi sono parte di un ciclo che ne comprende sei; la Fondazione ha ritenuto di potersi impegnare, con l&#8217;Istituto Centrale per il Restauro e col Museo di Roma, a destinare una borsa di studio per due anni consecutivi a due allievi, neo-diplomati dell&#8217;Istituto, che si dedicheranno al completamento del restauro delle quattro pitture, della stessa provenienza, negli anni 2008 e 2009.<br />Questo programma, che vede la collaborazione con due Istituzioni pubbliche, permette alla Fondazione di percorrere una strada più impegnativa, collaborando a un progetto che comporta come prima fase il restauro degli altri elementi del ciclo pittorico e come seconda fase la loro riunione in un ambiente prestigioso. In tal modo si mette in atto l&#8217;unico rimedio oggi opponibile alla brutale operazione subita dagli affreschi (lo “strappo” nell&#8217;Ottocento) che non solo li ha danneggiati nella materia costitutiva, ma li ha anche privati del contesto culturale e storico per il quale erano stati ideati e dipinti. <br />Oggi essi rappresentano un raro esempio di una tecnica pittorica e di un gusto ampiamente diffusi nella prima metà del Cinquecento, perché delle molte pitture su facciate di edifici romani – dipinte dai due pittori (Polidoro e Maturino) e delle quali parlano con ammirazione le fonti storiche e in primo luogo Vasari – quasi tutto è andato distrutto.</p>
<p>La Mostra, curata dall&#8217;Istituto e ospitata nella sede di San Michele del Ministero per i Beni e le Attività Culturali illustrerà gli aspetti più interessanti del restauro compiuto.<br />Nel 2008 è prevista la pubblicazione di un “Quaderno” che darà conto del restauro del secondo gruppo di dipinti, mentre i risultati finali degli studi, delle operazioni di restauro e delle scelte espositive, relativi al complesso dei sei dipinti di cui si è detto, verranno raccolti in un nuovo volume della collana “Interventi”, che seguirà i tre volumi già pubblicati: “Il Polittico di Ludovico Urbani, La Madonna col Bambino Angeli e Santi” Recanati, Museo Diocesano (2004); “La samaritana al pozzo, affresco del sec. XVII” Roma, Museo di Roma – Palazzo Braschi (2005); “Iacopo Sansovino, La Madonna in cartapesta del Bargello” Firenze, Museo del Bargello (2006).</p>
<p>	Maria Stella Spampinato<br />	Comitato scientifico Fondazione Paola Droghetti</p>
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		<title>Il transito di San Giuseppe</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/il-transito-di-san-giuseppe/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana INTERVENTI d'Arte sull'Arte dedicata alla cultura della conservazione d'arte a cura della Fondazione Paola Droghetti onlus n.7Conservare e promuovere il patrimonio culturale italiano costituisce un'utopia in assenza di un ampio progetto che possa contare anche sul responsabile coinvolgimento e l'apporto di soggetti privati. Grazie alla stretta collaborazione tra la Fondazione Paola Droghetti e l'Istituto ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana INTERVENTI d&#8217;Arte sull&#8217;Arte dedicata alla cultura della conservazione d&#8217;arte a cura della Fondazione Paola Droghetti onlus n.7</p>
<p>Conservare e promuovere il patrimonio culturale italiano costituisce un&#8217;utopia in assenza di un ampio progetto che possa contare anche sul responsabile coinvolgimento e l&#8217;apporto di soggetti privati. Grazie alla stretta collaborazione tra la Fondazione Paola Droghetti e l&#8217;Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro è stato possibile quest&#8217;anno il restauro de Il Transito di San Giuseppe, una tela danneggiata dal sisma che lo scorso anno ha duramente colpito l&#8217;Abruzzo e particolarmente la città de L&#8217;Aquila. La notte del 6 aprile del 2009 il dipinto, conservato nelle sale del Museo Nazionale d&#8217;Abruzzo, è stato coinvolto nel crollo della copertura del secondo piano del Castello Cinquecentesco riportando una serie di danni, arginati successivamente con un pronto intervento eseguito presso i laboratori del Museo etnografico di Celano, trasformato in ricovero d&#8217;emergenza per le opere colpite dal sisma. Tutte le operazioni conservative sono state effettuate ricercando sistemi di minima invasività nel rispetto dei materiali originali che si presentavano fortemente alterati anche da precedenti interventi. Indagini spettrofotometriche nel visibile, eseguite dal Laboratorio di Fisica dell&#8217;ISCR, hanno seguito passo dopo passo gli interventi di pulitura per controllare puntualmente gli esiti che si raggiungevano con la rimozione dei prodotti di alterazione. Un accurato intervento di presentazione, condotto nell&#8217;assoluto rispetto dei criteri di reintegrazione fissati dalla teoria brandiana, ha restituito all&#8217;opera una leggibilità che consente ora di apprezzare la qualità di un&#8217;opera poco nota ispirata ad autorevoli modelli iconografici. Un piccolissimo frammento è così riemerso dalle macerie del terremoto ed è pronto, risanato con particolare cura, a tornare a L&#8217;Aquila anche come segno di condivisione del dramma che ha colpito la città.</p>
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		<title>Polidoro da Caravaggio</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/polidoro-da-caravaggio-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Questo "Quaderno" della Fondazione Droghetti, catalogo della Mostra ospitata nella sede di San Michele del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, illustra il risultato dei lavori e degli studi compiuti dall'equipe di lavoro dell'Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro su due dipinti murali di Polidoro da Caravaggio provenienti dal Casino del ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/polidoro-da-caravaggio-2/">Polidoro da Caravaggio</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo &#8220;Quaderno&#8221; della Fondazione Droghetti, catalogo della Mostra ospitata nella sede di San Michele del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, illustra il risultato dei lavori e degli studi compiuti dall&#8217;equipe di lavoro dell&#8217;Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro su due dipinti murali di Polidoro da Caravaggio provenienti dal Casino del Bufalo Cancellieri di Roma: la &#8220;Liberazione di Andromeda&#8221; e &#8220;Donna che sostiene un architrave&#8221;.<br />Il restauro delle due opere, oltre ad aver migliorato le condizioni conservative, dotando gli affreschi di nuovi e più idonei supporti, ha portato in luce molte parti di pittura originale, rendendo notevolmente più facile la lettura.<br />Il restauro dei due dipinti offre a studiosi e visitatori la possibilità di accostarsi a due altre opere di Polidoro, un artista molto stimato dai pittori suoi contemporanei, forte di una committenza assai vasta e che la storiografia considera uno dei migliori allievi di Raffaello. Di lui si sarebbe quasi perduta la memoria, se non vi fossero, oltre ai pochi reperti salvati alla distruzione, le fonti storiche e biografiche che ne tramandano le qualità artistiche e il notevole successo professionale, ottenuto come pittore di avvenimenti mitologici e storici su facciate di edifici romani, privati per la maggior parte.</p>
<p>Il &#8220;Quaderno&#8221; è a cura di Patrizia Miracola.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/polidoro-da-caravaggio-2/">Polidoro da Caravaggio</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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