<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Strappa Giuseppe Archivi | Gangemi</title>
	<atom:link href="https://gangemi.com/contributore/strappa-giuseppe/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://gangemi.com/contributore/strappa-giuseppe/</link>
	<description>Gangemi Editore -  Shop</description>
	<lastBuildDate>Wed, 29 Jan 2025 09:16:34 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>

<image>
	<url>https://gangemi.com/wp-content/uploads/gangemi_favicon2-66x66.png</url>
	<title>Strappa Giuseppe Archivi | Gangemi</title>
	<link>https://gangemi.com/contributore/strappa-giuseppe/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Claudio D&#8217;Amato Guerrieri e la “scuola barese” di architettura</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/claudio-damato-guerrieri-e-la-scuola-barese-di-architettura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Dec 2020 14:09:28 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://gangemi.com/prodotto/claudio-damato-guerrieri-e-la-%c2%93scuola-barese-di-architettura/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Collana Archinauti del Politecnico di Bari diretta da Claudio D'Amato A più di un anno dalla sua scomparsa, dopo un periodo di raccoglimento e riflessione, il presente libro cerca di ricostruire la complessa personalità del prof. Claudio D'Amato, attraverso la raccolta di numerosi contributi scritti da autori a lui legati e appartenenti a generazioni anche ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/claudio-damato-guerrieri-e-la-scuola-barese-di-architettura/">Claudio D&#8217;Amato Guerrieri e la “scuola barese” di architettura</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana Archinauti del Politecnico di Bari diretta da Claudio D&#8217;Amato</p>
<p>A più di un anno dalla sua scomparsa, dopo un periodo di raccoglimento e riflessione, il presente libro cerca di ricostruire la complessa personalità del prof. Claudio D&#8217;Amato, attraverso la raccolta di numerosi contributi scritti da autori a lui legati e appartenenti a generazioni anche molto differenti: partendo dai maestri e amici, sino a raccogliere le testimonianze dei più giovani docenti e architetti formatisi presso la “scuola barese” di architettura. Quest&#8217;ultima, dal professore istituita e creata a partire dal 1990, è stata caratterizzata da una chiara forte identità, riconosciuta a livello accademico nazionale e internazionale, che ha attirato a sé grandi elogi e critiche per il suo modo di essere e voler essere differente e progressista per mezzo della tradizione e il culto della storia. L&#8217;intento è, dunque, quello di presentare più “letture” autoriali per tentare di dipanare il duplice e al contempo multiforme tema focalizzato sul prof. Claudio D&#8217;Amato e sulla sua scuola di architettura barese.<br />
Il libro è articolato in tre parti: I curatori, Tre Rettori del Politecnico di Bari e Contributi. La prima parte è relativa a due saggi: la visione dell&#8217;ex alunno ora docente (Giuseppe Fallacara), e quella di un collega caro amico (Amerigo Restucci). La seconda parte raccoglie i contributi dei Rettori del Politecnico di Bari che hanno segnato tre tappe fondamentali della vita di D&#8217;Amato: l&#8217;origine della creazione della Facoltà di Architettura (Umberto Ruggiero), l&#8217;assegnazione del titolo di Professore Emerito (Eugenio Di Sciascio), l&#8217;attuale Rettore (Francesco Cupertino). La terza parte rappresenta la raccolta di tutti i contributi suddivisi in sei sezioni: 3.1. Il maestro; 3.2. Gli amici; 3.3 La Facoltà di Architettura di Bari; 3.4. I primi allievi e docenti; 3.5. Gli allievi, i dottori di ricerca e gli specializzati; 3.6. Recensioni. Le sezioni, tutte organizzate nella successione alfabetica degli autori, si compongono secondo un avvicendamento generazionale che dal maestro Paolo Portoghesi giunge sino ai più giovani autori, come Ilaria Cavaliere e Dario Costantino, che hanno conosciuto il professore solamente ai primi anni del loro percorso universitario barese e che oggi studiano e indagano sul suo operato ancora foriero di grandi e profonde riflessioni future, con un contributo dal titolo Didattica dell&#8217;Architettura e Professione: l&#8217;ultimo convegno organizzato da Claudio D&#8217;Amato. I contributi, con la componente personale che li connota, vengono accomunati da alcuni temi ricorrenti, quali i ricordi di esperienze trascorse insieme a D&#8217;Amato – soprattutto nel caso degli amici –; la storia della Facoltà di Architettura di Bari a partire dalla sua fondazione; l&#8217;attività accademica a cui il professore ha dedicato tutto sé stesso; gli indirizzi di ricerca che hanno caratterizzato e che continuano a caratterizzare la scuola barese; le esperienze degli allievi.<br />
Si ringraziano per questo tutti coloro che hanno partecipato, con il loro apporto, alla realizzazione di questo volume.<br />
(Giuseppe Fallacara, Amerigo Restucci, Introduzione, pp. XIV, XV).</p>
<p>Giuseppe Fallacara (Bitonto &#8211; Bari, 17 dicembre 1973) è Architetto e Dottore di Ricerca.<br />
Dal primo aprile 2020 è Professore Ordinario in Composizione Architettonica presso il Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura del Politecnico di Bari, dove dirige il New Fundamentals Research Group. È coordinatore del CESAR, Corso di Alta Formazione Applicata in Architettura e Restauro della Scuola di Specializzazione del Politecnico di Bari. Esperto di Stereotomia e architettura in pietra, ha pubblicato numerose monografie e articoli scientifici sul tema e ha realizzato prototipi sperimentali litici. Ha esposto alla Biennale di Architettura di Venezia nel 2006 e annualmente, dal 2005, al Marmomac di Verona, nel settore Università e Ricerca. È stato visiting professor, tra le altre università, presso il NYIT (New York Institute of Technology) e il MISIS (National University of Science et Technology) di Mosca. È stato curatore della mostra Stereotomy 2.0 and Digital Construction Tools (New York, maggio 2018) ed è stato invitato da Alessando Melis a esporre presso il Padiglione Italia della Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia del 2021.</p>
<p>Amerigo Restucci (Matera, 10 novembre 1942) laureato in Architettura.<br />
Ha insegnato Storia dell&#8217;Architettura in qualità di Professore Ordinario all&#8217;Università IUAV di Venezia, della quale è stato Rettore dal 2010 al 2016. Dal 1987 al 1995 ha insegnato presso la Scuola di Specializzazione in Archeologia e Storia dell&#8217;Arte dell&#8217;Università degli Studi di Siena. Nel 1989 è stato eletto nel Consiglio Superiore del Ministero dei Beni Culturali e ha esaminato, tra gli altri, i restauri della cupola di Santa Maria del Fiore a Firenze, del Ponte Sisto a Roma, delle Torri medioevali di Pavia e della Reggia di Caserta. Dal 1992 è entrato nel Consiglio Direttivo dell&#8217;ICOMOS-UNESCO per la tutela del patrimonio mondiale nel settore dei monumenti e dell&#8217;ambiente e nel 1996 è stato nominato nel comitato internazionale per lo studio ed il restauro della Basilica di Sant&#8217;Antonio a Padova. Dal 1999 al 2003 è stato Presidente dell&#8217;Accademia delle Belle Arti di Venezia. Nel 2002 è stato eletto nel Consiglio Direttivo della Biennale di Venezia; nel 2004 ha ricevuto l&#8217;incarico da parte del Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo del MIBACT e dell&#8217;APT della Basilicata per la progettazione degli itinerari di Federico II di Svevia in Basilicata e Puglia. Nel 2015 ha coordinato l&#8217;elaborazione del dossier di candidatura de Il paesaggio vitivinicolo delle colline di Conegliano e Valdobbiadene iscritto nel 2019 nella Lista del Patrimonio Mondiale dell&#8217;Umanità UNESCO.</p>
<p><em>Con saggi di:</em><br />
Giuseppe Fallacara, Amerigo Restucci, Francesco Cupertino, Eugenio Di Sciascio, Umberto Ruggiero, Paolo Portoghesi, Alfonso Acocella, Giuseppe Arcidiacono, Lucio Valerio Barbera, Enrico Bordogna, Augusto Romano Burelli, Francesco Cellini, Giangiacomo D&#8217;Ardia, Alberto Ferlenga, Cherubino Gambardella, Ghisi Grütter, Giuseppe Carlo Marano, Marco Trisciuoglio, Bruno Messina, Vincenzo Pavan, Domenico Potenza, Franz Prati, Franco Purini, Fabio Tellia, Paolo Tombesi, Angelo Torricelli, Duccio Trombadori, Paolo Zermani, Michele Balice, Rossana Carullo, Giovanni Cucci, Rossella de Cadilhac, Francesco Defilippis, Loredana Ficarelli, Matteo Ieva, Antonio Labalestra, Marco Mannino, Anna Bruna Menghini, Mauro Mezzina, Carlo Moccia, Michele Montemurro, Lorenzo Netti, Spartaco Paris, Attilio Petruccioli, Antonio Riondino, Giorgio Rocco, Giuseppe Strappa, Vincenzo Paolo Bagnato, Annalisa Di Roma, Calogero Montalbano, Giulia Annalinda Neglia, Anna Rosa Pagliarulo, Nicola Parisi, Mariangela Turchiarulo, Mariangela Alicino, Maurizio Barberio, Micaela Colella, Nicola Boccadoro, Claudia Calabria, Maria Rita Campa, Vito Cascione, Ilaria Cavaliere, Dario Costantino , Niccolò Dambrosio, Vito De Bellis, Graziella Fittipaldi, Alessandro Iacovuzzi, Rosaria Valeria Loliva, Nicola Martielli, Alessandra Mongelli, Ubaldo Occhinegro, Marco Stefano Orsini, Alessandra Paresce, Giuseppe Rociola, Hilde Grazia Teresita Romanazzi, Nicola Sacco, Mohamed Saidi, Raffaella Sanseverino, Alessandra Scarcelli, Francesco Scricco, Marco Stigliano, Luigi Alini, Roberta Amirante</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/claudio-damato-guerrieri-e-la-scuola-barese-di-architettura/">Claudio D&#8217;Amato Guerrieri e la “scuola barese” di architettura</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La città in estensione / The extended city</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/la-citta-in-estensione-the-extended-city/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Oct 2017 14:08:21 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://gangemi.com/prodotto/la-citta-in-estensione-the-extended-city/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Collana T+A Territori di Architettura diretta da Luigi RamazzottiNel volume sono esposti e messi a confronto i principali risultati di una ricerca PRIN condotta per conto del Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca, nelle Università di Roma, Napoli e Palermo. Le indagini si sono proposte di esplorare, entro differenti ambiti geografici e in situazioni spaziali, ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/la-citta-in-estensione-the-extended-city/">La città in estensione / The extended city</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana T+A Territori di Architettura diretta da Luigi Ramazzotti</p>
<p>Nel volume sono esposti e messi a confronto i principali risultati di una ricerca PRIN condotta per conto del Ministero dell&#8217;Istruzione dell&#8217;Università e della Ricerca, nelle Università di Roma, Napoli e Palermo. Le indagini si sono proposte di esplorare, entro differenti ambiti geografici e in situazioni spaziali, economiche e sociali differenti, il significato di una nuova entità insediativa: la città in estensione. Si tratta di una congettura sulla forma della città e sulla sua sostanza, a partire dalla quale si configurano pazientemente modelli di indagine e sondaggi progettuali unificati da una premonizione comune: la materia urbana “poteva avere un&#8217;altra forma, ma soprattutto essa era o poteva essere un&#8217;altra cosa”. Il libro compendia criticamente quanto esposto più in dettaglio nelle sei pubblicazioni delle Unità di Ricerca. Ma si arricchisce anche dell&#8217;apporto critico di qualificati studiosi esterni, ai quali si devono i preziosi contributi che completano, con argomentazioni calzanti, la materia trattata.</p>
<p>This book presents and compares the principal results of a PRIN research project conducted on behalf of the Ministry of Education, Universities and Research, by the Universities of Rome, Naples and Palermo. Working within diverse geographic environments and different spatial, economic and social situations, the investigations explored the meaning of a new entity of settlement: the extended city. This conjecture on the form of the city and its substance served as a setting out point for the patient configuration of research models and design investigations united by a common premonition: the city “could have assumed another form, but above all that it was or could have been something else”. The book presents a critical summary of the more detailed publications produced by the Research Units. At the same time, it is also enriched by critical contributions authored by external scholars, whose pressing arguments complete the subjects explored.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/la-citta-in-estensione-the-extended-city/">La città in estensione / The extended city</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Morfologia urbana e tessuti storici &#8211; Urban Morphology and Historical Fabrics</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/morfologia-urbana-e-tessuti-storici-urban-morphology-and-historical-fabrics/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jul 2016 14:08:22 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://gangemi.com/prodotto/morfologia-urbana-e-tessuti-storici-urban-morphology-and-historical-fabrics/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Collana T+A Territori di Architettura diretta da Luigi RamazzottiQuesto volume indaga sul problema di come i piccoli centri storici possano non solo sopravvivere quali testimonianze di una straordinaria civiltà architettonica ma, soprattutto, avere un loro sviluppo alternativo alla metropoli. Propone di rivolgersi allo spazio antico per rivisitarlo con occhi nuovi, come fertile occasione di riflessione ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/morfologia-urbana-e-tessuti-storici-urban-morphology-and-historical-fabrics/">Morfologia urbana e tessuti storici &#8211; Urban Morphology and Historical Fabrics</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana T+A Territori di Architettura diretta da Luigi Ramazzotti</p>
<p>Questo volume indaga sul problema di come i piccoli centri storici possano non solo sopravvivere quali testimonianze di una straordinaria civiltà architettonica ma, soprattutto, avere un loro sviluppo alternativo alla metropoli. Propone di rivolgersi allo spazio antico per rivisitarlo con occhi nuovi, come fertile occasione di riflessione imposta dalla crisi e preludio ad un nuovo equilibrio tra territorio e città. Contro la tendenza ad indicare, per questi, un uso soprattutto abitativo, propone di restituire alle aree centrali la capacità di accogliere nuove strutture che nascano dalla specializzazione del tessuto, così come è sempre accaduto nella formazione della città italiana attraverso processi di “annodamento” edilizio e urbano.</p>
<p>This text explores the question of how small old towns may survive as testimonies of an extraordinary architectural civilization and, above all, how we can adopt them as a development model alternative to that of the contemporary metropolis. It looks at the ancient space, by revisiting it with new eyes, as a fertile opportunity for a reflection imposed by the crisis, and as a prelude to a new equilibrium between the territory and the city. Against the tendency to propose the sole residential use for these towns, it suggests to reinstate in the central areas new structures arising from the specialization of urban fabrics, following the process of urban and building “knotting”, as has always happened in the history of Italian cities.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/morfologia-urbana-e-tessuti-storici-urban-morphology-and-historical-fabrics/">Morfologia urbana e tessuti storici &#8211; Urban Morphology and Historical Fabrics</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
