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	<title>Talarico Fabio Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Gandhara</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/gandhara/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Feb 2015 14:06:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La pubblicazione dei dati scaturiti da questa prima ricerca sugli aspetti tecnologici della scultura del Gandhara si pone come un momento assolutamente preliminare, con la consapevolezza di quanto sia necessario ancora approfondire, specie riguardo alla quantità dei reperti da analizzare, provenienti anche da altri siti finora non presi in considerazione, ed alla quantità e varietà ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La pubblicazione dei dati scaturiti da questa prima ricerca sugli aspetti tecnologici della scultura del Gandhara si pone come un momento assolutamente preliminare, con la consapevolezza di quanto sia necessario ancora approfondire, specie riguardo alla quantità dei reperti da analizzare, provenienti anche da altri siti finora non presi in considerazione, ed alla quantità e varietà di analisi da effettuare. Si è certi comunque, già dai risultati ottenuti, che tale studio sia particolarmente stimolante e utile per meglio focalizzare alcune problematiche storiche e culturali, legate alle modalità di arrivo, di sviluppo e di espansione degli influssi artistici nel mondo buddhista del Gandhara, tra i quali anche il gusto per la scultura policroma, conservato in modo evidente, ancora fino ad oggi, nei paesi dell&#8217;area indo-himalayana.</p>
<p>The present publication of the results of a first phase of research on technological aspects of Gandharan sculptural tradition is a preliminary achievement. We are aware of how much remains to do, both in terms of the amount of artworks to study, and of the variety of analytical approaches that has to be applied. However, in the light of the results so far obtained, this line of research appears fruitful and promising for the investigation of the spread of artistic know-how in the great Buddhist gandharan tradition, including polychrome sculpture, still very popular in the Indo-Himalayan region.</p>
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		<title>Filologia dei materiali e trasmissione al futuro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Benché i dipinti murali scoperti nelle città vesuviane, a partire dalla scoperta di Ercolano nel 1738, siano tra gli oggetti più studiati, sul versante strettamente archeologico, molto meno esplorata ne è la storia più recente, sviluppatasi a partire dal momento dello scavo. I pochi studi dedicati a questo specifico argomento si sono finora concentrati prevalentemente ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Benché i dipinti murali scoperti nelle città vesuviane, a partire dalla scoperta di Ercolano nel 1738, siano tra gli oggetti più studiati, sul versante strettamente archeologico, molto meno esplorata ne è la storia più recente, sviluppatasi a partire dal momento dello scavo. I pochi studi dedicati a questo specifico argomento si sono finora concentrati prevalentemente sull&#8217;analisi delle fonti, piuttosto che sull&#8217;esame delle opere, con il forte rischio che, in un&#8217;epoca in cui riallestimenti emostre si susseguono ormai a ritmo serrato, in assenza di adeguate informazioni che indirizzino verso indagini e scelte conservative coerenti e mirate, la storia materiale dei dipinti si perda per sempre. Queste riflessioni sono state alla base del progetto che l&#8217;Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro ha attuato sui dipinti murali staccati custoditi nei depositi del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che possiede la più grande collezione al mondo di queste opere. Il lavoro si è avvalso di una scheda conservativa creata ad hoc &#8211; qui presentata per la prima volta &#8211; che ha l&#8217;ambizione di coniugare i dati relativi alle tecniche conservative ed allo stato di conservazione attuale con la storia dell&#8217;oggetto. Indagini scientifiche mirate hanno poi arricchito le conoscenze sull&#8217;ambiente di conservazione e sulla storia del restauro, in particolare sui materiali e le modalità utilizzati per l&#8217;imponente struttura lignea e per il risarcimento delle lacune, nonché per ravvivare e/o proteggere le superfici dipinte. Lo studio contribuisce ad accrescere in modo decisivo le nostre conoscenze sulla storia del restauro di queste opere, rendendo disponibile ai responsabili dei musei uno strumento per scelte conservative meditate.</p>
<p>Il volume è a cura di Gabriella Prisco.</p>
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