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	<title>Tamburini Giulio Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Tamburini Giulio Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Città nascenti. I borghi del Fucino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Nov 2010 13:04:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La donazione all'Università dell'Aquila del mio archivio, che testimonia sessant'anni di attività professionale, didattica e di ricerca, è per me particolarmente significativa perché intendo con ciò ribadire e rafforzare i legami particolarmente vivi che ho sempre mantenuto con la mia città, il suo territorio, la sua Università. Legami che sento ancora più presenti e profondi ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La donazione all&#8217;Università dell&#8217;Aquila del mio archivio, che testimonia sessant&#8217;anni di attività professionale, didattica e di ricerca, è per me particolarmente significativa perché intendo con ciò ribadire e rafforzare i legami particolarmente vivi che ho sempre mantenuto con la mia città, il suo territorio, la sua Università. Legami che sento ancora più presenti e profondi oggi che L&#8217;Aquila è così duramente e inesorabilmente segnata dal tragico sisma che poco più di un anno fa ne ha devastato il prezioso centro storico e il delicato e unico sistema dei centri minori, del suo territorio, delle sue montagne. Da questi luoghi è partito &#8211; e a questi stessi luoghi è spesso tornato &#8211; il mio percorso personale e professionale, che si è confrontato con esperienze diverse, ha traversato epoche di grandi cambiamenti e di appassionanti dibattiti, ha toccato città e paesi diversi che in sessant&#8217;anni ho studiato, indagato, osservato. Per la progettazione e la pianificazione, per l&#8217;elaborazione di studi e ricerche, ma anche per la didattica universitaria, che ha sempre costituito un aspetto irrinunciabile e prezioso della mia professione. Spero che lo studio e la rilettura dei materiali, dei progetti, dei piani e dei documenti raccolti e prodotti in questo lungo percorso possano dare un utile contributo alla diffusione, all&#8217;approfondimento e a una rilettura della cultura urbanistica e architettonica dal dopoguerra ad oggi, che deve ancora essere adeguatamente indagata, ricostruita e assimilata. In particolare dalle giovani generazioni e in special modo nel nostro territorio aquilano, che ha oggi più che mai un grande bisogno di &#8220;ricostruire&#8221; la memoria, i significati e l&#8217;identità dei suoi luoghi e dei suoi abitanti. [Marcello Vittorini, lettera del 16 giugno 2010]
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		<title>Pianificazione e reti ecologiche</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/pianificazione-e-reti-ecologiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Oct 2003 12:01:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L'obiettivo della ricerca è quello di individuare gli elementi di dialogo tra il disegno attuale ed evolutivo degli assetti ecologici e gli strumenti di governo del territorio, proponendo una calibratura delle tecniche e delle regole della pianificazione sulle esigenze di mantenimento delle qualità degli ecosistemi e della biodiversità. Il programma di ricerca si propone di ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;obiettivo della ricerca è quello di individuare gli elementi di dialogo tra il disegno attuale ed evolutivo degli assetti ecologici e gli strumenti di governo del territorio, proponendo una calibratura delle tecniche e delle regole della pianificazione sulle esigenze di mantenimento delle qualità degli ecosistemi e della biodiversità. Il programma di ricerca si propone di definire strumenti scientifico-culturali innovativi, relativi al metodo ed ai sistemi di conoscenza, che consentano di riconoscere ai Parchi un ruolo centrale nella costruzione del sistema territoriale, superando i concetti di insularità della tutela ambientale e indicando tre criteri di verificabilità: riconoscimento del significato territoriale del sistema delle risorse naturali, coordinamento delle politiche territoriali all&#8217;interno ed all&#8217;esterno delle Aree Protette, verifica della compatibilità e della congruenza tra le scelte dei Piani territoriali ed urbanistici e le condizioni poste dalle reti ecologiche. La coesione geografica degli spazi naturali in Italia può essere guardata secondo angolazioni distinte se è considerata all&#8217;interno degli organismi urbani, nei grandi spazi agricoli intensivi oppure sulle montagne delle Alpi e dell&#8217;Appennino. Gli oggetti da esaminare variano dal verde urbano, al reticolo delle siepi, ai microsistemi idrografici, fino alle grandi fasce fluviali e alle aree forestali di migliaia di chilometri quadrati di superficie. Tutti questi ecosistemi sono idonei per multiformi gruppi di specie, alcuni più adattati alla vita urbana, altri specializzati negli ambienti agricoli, altri ancora con possibilità di sopravvivenza esclusivamente legate alla presenza di grandi spazi indisturbati nei quali la presenza umana ha carattere di episodicità.  Le condizioni di compatibilità tra l&#8217;ambiente dell&#8217;Uomo e quello delle altre biocenosi non possono essere sempre conseguite e in molti casi, non sono ancora disponibili i necessari dati ecologici che potrebbero aiutare a definire le soglie della relazione e dell&#8217;interferenza. La carenza informativa sarà probabilmente colmata in tempi lunghi, e un&#8217;ipotesi di lavoro è quella <br />di individuare gli ambiti territoriali entro i quali – ed è questa la congettura fondativa della metodologia della continuità ambientale – con approssimazione probabilistica, potrebbero ricadere la maggior parte degli spazi vitali dei <br />gruppi di specie più elusivi e meno abilitati a condividere gli spazi antropici.</p>
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		<title>Centri antichi minori d&#8217;Abruzzo</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/centri-antichi-minori-dabruzzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jan 1996 13:07:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L'Abruzzo, terra di antica civiltà, sulla quale i secoli hanno lasciato impronte notevoli, è paradossalmente oggi tra le Regioni meno note del Paese, sia a cittadini italiani che stranieri.Bellezze ambientali e paesaggistiche, profili naturali ed architetture sono ancora in buona parte sconosciute al grande pubblico, che ne apprezza quasi esclusivamente in senso turistico le costiere ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Abruzzo, terra di antica civiltà, sulla quale i secoli hanno lasciato impronte notevoli, è paradossalmente oggi tra le Regioni meno note del Paese, sia a cittadini italiani che stranieri.<br />Bellezze ambientali e paesaggistiche, profili naturali ed architetture sono ancora in buona parte sconosciute al grande pubblico, che ne apprezza quasi esclusivamente in senso turistico le costiere ed i poli di sport invernali.<br />E&#8217; peraltro probabile proprio per questo che speculazione edilizia ed appetiti pseudo industriali hanno inciso di meno che in altre aree del Paese sugli aspetti originari dei luoghi, per cui molte preesistenze naturali ed antropiche hanno potuto uscire indenni &#8220;dall&#8217;ubriacatura consumistica&#8221; che, nel secondo dopoguerra, ha così negativamente influito su gran parte del territorio italiano.</p>
<p>Le dimensioni dell&#8217;area di studio, le peculiari finalità della indagine, la complessità della tematica hanno indotto ad impostare lo sviluppo della presente ricerca su una serie articolata di differenti momenti di approfondimento in grado di esprimere l&#8217;intero arco conoscitivo e metodologico della tematica. Confronti intermedi tra le diverse aree hanno poi consentito una più precisa puntualizzazione dei quadri metodologici approntati e di riferimento. </p>
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		<item>
		<title>Altipiani</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/altipiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La ricerca pubblicata è stata proposta da studiosi dei dipartimenti di Architettura ed Urbanistica e di Scienze Ambientali, che avevano già collaborato nel programma di ricerche preliminari al piano del parco Sirente Velino, e avevano raggiunto, in quella occasione, un livello di affiatamento, di reciproca comprensione di linguaggi, metodi, finalità, che ha consentito un'agevole impostazione ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La ricerca pubblicata è stata proposta da studiosi dei dipartimenti di Architettura ed Urbanistica e di Scienze Ambientali, che avevano già collaborato nel programma di ricerche preliminari al piano del parco Sirente Velino, e avevano raggiunto, in quella occasione, un livello di affiatamento, di reciproca comprensione di linguaggi, metodi, finalità, che ha consentito un&#8217;agevole impostazione della ricerca ed un tempestivo avvio dell&#8217;attività dei tre gruppi, formatisi attorno alle tradizionali aggregazioni dei botanici, degli zoologi e degli urbanisti. Complessità e specialismi sono state le due polarità attorno alle quali si sono sviluppati gli studi, che oltre a numerosi occasioni di scambio, agevolate anche dalla partecipazione incrociata alle strutture didattiche, hanno trovato in due seminari generali, la sede per la verifica e il confronto dei risultati. È stato prescelto per la sperimentazione il territorio dell&#8217;altopiano delle Rocche, non soltanto perché vi si era accumulato un patrimonio di conoscenze, ma anche perché presenta in misura rilevante contraddizioni e contrapposizioni di valori, di interessi, di orientamenti che consentono di innescare efficacemente la dialettica interna al gruppo dei ricercatori. Al di là dell&#8217;avanzamento delle conoscenze, l&#8217;esperienza acquisita potrebbe consentire di sperimentare nuove modalità di collaborazione interdisciplinare che trovano nell&#8217;Università la sede deputata; in particolare la formazione di unità di ricerca nelle quali si trovano ad operare differenti specialismi in grado di combinare insieme particolare e generale, semplice e complesso, per ottenere le sintesi che le realtà territoriali richiedono.</p>
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