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	<title>Terranova Antonino Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Terranova Antonino Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Teorie figure architetti del Modernocontemporaneo &#8211; Theories figures architects of Modernocontemporaneo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 14:04:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La pubblicazione di questo volume segue a distanza di cinque anni l'uscita della raccolta di scritti in onore di Ludovico Quaroni intitolata “Modernocontemporaneo”. Allora il titolo costituiva non più che un'ipotesi di lavoro che si è rivelata ricca di potenzialità e di possibili linee di ricerca. L'anno successivo decidemmo di invitare alcuni studiosi amici e ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La pubblicazione di questo volume segue a distanza di cinque anni l&#8217;uscita della raccolta di scritti in onore di Ludovico Quaroni intitolata “Modernocontemporaneo”. Allora il titolo costituiva non più che un&#8217;ipotesi di lavoro che si è rivelata ricca di potenzialità e di possibili linee di ricerca. L&#8217;anno successivo decidemmo di invitare alcuni studiosi amici e colleghi, anche di altre discipline, a confrontarsi con le nostre tesi, ne uscì un volumetto di “scritti ulteriori” denso di riflessioni e di critiche. Ora abbiamo avvertito la necessità di riprendere l&#8217;argomento e tentare di portare a sintesi alcune dei temi lanciati e emersi nei volumi precedenti e nel dibattito che hanno suscitato. Più volte ci siamo trovati a spiegare le motivazioni dell&#8217;uso di questa parola “modernocontemporaneo”. Più volte, declinandola in maniera soggettiva, abbiamo posto l&#8217;accento sui valori della continuità che tengono insieme le espressioni contemporanee più alte e sostanziate delle arti visive e nello specifico dell&#8217;architettura, all&#8217;esperienza delle avanguardie storiche, del movimento moderno, e della modernità tutta. L&#8217;obiettivo è inquadrare e valutare la produzione attuale di maggiore riconoscibilità e presenza sulla scena internazionale, che oggi possiamo ritenere storicizzata, nel rapporto con le proprie radici e con l&#8217;individuazione di possibili linee di ricerca future. La storia dell&#8217;architettura è stata la fonte primaria dell&#8217;apprendimento della disciplina finché i materiali della storia e quelli del presente sono rimasti sufficientemente omogenei; oggi è urgente reinventare modi alternativi creativi e non elusivi di misurarsi di nuovo se non con la storia, con le proprie radici.</p>
<p>The publication of this book follows at a distance of five years that of a collection of writings in honour of Ludovico Quaroni entitled “Moderncontemporary”. At the time, the title seemed nothing more than a working idea full of potential and possible lines of research. The following year we decided to ask certain experts, friends and colleagues, not only from the field of architecture, to contribute to our theme, and a small volume of “additional writings” was published, replete with reflections and critical essays. Now we feel the need to reopen the debate and to recapitulate some of the topics that were addressed and publicised in the previous books and which have since stimulated debate. More than once we have found ourselves having to explain why we used the word “modern-contemporary”. Several times, in using it subjectively, we emphasised the importance of the continuity which connected the highest expressions of contemporary visual arts and specifically architecture to the experience of the historical avant-garde, the modern movement, and modernity itself. The aim is to examine and assess what is being produced today which is well-known and highly regarded at an international level, and which we can now regard as being historicised in relation to its roots and to its potential direction of future research. The history of architecture was the primary source in teaching and learning the discipline, for as long as the material of its history and those of the present were sufficiently similar; today there is an urgent need to reinvent alternative, creative and tangible ways of measuring ourselves anew, if not with history, then with our own roots.</p>
<p>Antonino Terranova (Roma 1942-2011), professore ordinario di progettazione architettonica e urbana. Dopo un breve periodo trascorso a Reggio Calabria ha insegnato nelle facoltà di architettura di Pescara e poi di Roma nelle quali ha svolto il ruolo di direttore di dipartimento. Dal 1971 ha fatto parte del consiglio direttivo dell&#8217;Associazione Centri Storico-Artistici ricoprendo a lungo la carica di vicepresidente. È stato membro del consiglio scientifico di “Rassegna di Architettura e Urbanistica”. Tra le sue pubblicazioni: Città sognate, Le città e i progetti. Dai centri storici ai paesaggi metropolitani, Mostri Metropolitani, Grattacieli, Scolpire i cieli, Nuovi Giganti, Dalle figure del reale.</p>
<p>Orazio Carpenzano (Modica 1958), professore di progettazione architettonica e urbana, nella Facoltà di Architettura dell&#8217;Università “Sapienza” di Roma. Membro Collegio Docenti del Dottorato di “Composizione Architettonica –Teorie dell&#8217;architettura”. Membro Comm. Tec. Consultiva per conto della Struttura di Missione della PCM. Membro Esperto C.S.LL.PP. Il suo lavoro è pubblicato anche su riviste internazionali ed è esposto a Roma, Barcellona, Delft, Venezia (Biennale). Ha diretto l&#8217;Istituto Quasar Roma (2000-2007). Dal 2002 svolge una Ricerca sull&#8217;interazione danza-suono-architettura-tecnologia. Coordina il progetto Interporto Fiumicino.</p>
<p>Fabrizio Toppetti (Todi 1964), insegna progettazione architettonica e urbana nella Facoltà di Architettura dell&#8217;Università “Sapienza” di Roma. Membro del Collegio docenti del Dottorato in “Progettazione e gestione dell&#8217;Ambiente e del Paesaggio”, del Direttivo dell&#8217;Associazione Nazionale Centri Storico-Artistici, della redazione di “Rassegna di Architettura e Urbanistica”. Suoi progetti e realizzazioni sono stati pubblicati e presentati in importanti esposizioni. Tra le pubblicazioni: Modernocontemporaneo. Scritti in onore di Ludovico Quaroni, Modernocontemporaneo. Scritti ulteriori &#8211; architettura e altro, Paesaggi e città storica. Teorie e politiche del progetto.</p>
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		<title>Ri-Composizioni. Temi e figure per conversioni urbane</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/ri-composizioni-temi-e-figure-per-conversioni-urbane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Sep 2008 12:03:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Prefazione di Paolo Desideri - Postfazione di Antonino TerranovaDopo anni di ricerca tipologica svincolata dalle problematiche urbane, seguiti da altrettanto autonome fughe verso plurali scommesse formali, il libro suggerisce di ritornare a parlare di città, consci delle sue mutate dinamiche e della necessità di introdurre il carattere aperto della contemporaneità laddove superate strutture monofunzionali necessitano ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Prefazione di Paolo Desideri &#8211; Postfazione di Antonino Terranova</p>
<p>Dopo anni di ricerca tipologica svincolata dalle problematiche urbane, seguiti da altrettanto autonome fughe verso plurali scommesse formali, il libro suggerisce di ritornare a parlare di città, consci delle sue mutate dinamiche e della necessità di introdurre il carattere aperto della contemporaneità laddove superate strutture monofunzionali necessitano urgente trasformazione. Il progetto che proponiamo seleziona temi e modalità per immaginare spazi coerenti con il tempo in cui si vive, si opera, si abita. E in questo momento crediamo sia strategico ri-pensare le tecniche del comporre e individuare nuove azioni compositive, per recuperare quelle zone che la città moderna ha voluto singolari e autonome, proponendo un nuovo modello culturale, quello della città plurale capace di spazi pubblici aperti e di architetture miste. Da qui &#8220;Ri-Composizioni&#8221;, titolo del libro, tema di riferimento dei testi e soggetto di riflessione dei tre anni, dal 2002 al 2005, di produzione progettuale all&#8217;interno dei corsi di Composizione Architettonica e Urbana del quarto anno di studio del Corso di Laurea in Ingegneria Edile-Architettura, teoricamente condivisi e curati da M. De Grassi e G. Mondaini presso la Facoltà di Ingegneria di Ancona dell&#8217;Università Politecnica delle Marche.</p>
<p>&#8230;In questo panorama progettuale sempre più marcatamente caratterizzato dal trionfo dell&#8217;architettura solipsista, Ri-composizioni si presenta come una riflessione in netta contro tendenza: in tutti i progetti presentati ed in tutti gli scritti che li accompagnano, le ragioni del comporre sono sempre saldamente, vorrei dire necessariamente fondate sulla necessità di ricondurre il senso del progetto alla scala del contesto urbano, ed alle sue categorie conoscitive ed interpretative. In certa misura potremmo dire che Ri-composizioni appare come un test significativo per verificare quale sia, oggi, la vitalità della composizione urbana, cioè di una disciplina che anche in Italia è sembrata evaporare a partire dagli anni nei quali la nostra cultura contemporanea ha progressivamente preso atto dell&#8217;esistenza prima e della vitalità poi dei modelli metropolitani diffusivi&#8230;<br />Dalla prefazione di Paolo Desideri</p>
<p>&#8230;Costruire strategie per infiltrazione sembra ancora una bella scommessa per l&#8217;Urbano, in realtà però troppo spesso produttrice alla fine solo di oggetti singoli deliziosi ma non propulsivi di ulteriorità significative, pratiche o simboliche&#8230;Certo nel frattempo tendenze spiazzanti producevano nel mondo linguaggi anche teorici di decostruzione oppure di laconismo  linguistico. Il ritorno della metropoli era inevitabile. Doveva essere evitata l&#8217;ultima deriva nello Sciatto. Il rimpianto per il Monumento perduto continua a serpeggiare però intanto, per fortuna, se il potenziale simbolico di una architettura che sta riprendendo piede magari come che c&#8217;è di male archiscultura non è necessariamente legato ad un rammemoramento del passato ma può esserlo ad una oggi nel paese dei cachi rimossa Nostalgia Di Futuro&#8230;<br />Dalla postfazione di Antonino Terranova</p>
<p>Gianluigi Mondaini è nato ad Ancona nel 1962. Architetto dal 1989. A partire dallo stesso anno inizia la collaborazione all&#8217;attività didattica e di ricerca dei Corsi di Composizione Architettonica delle Facoltà di Architettura di Pescara, di Roma &#8220;La Sapienza&#8221;, dell&#8217;Environmental Faculty della canadese Waterloo University e della Facoltà di Ingegneria di Ancona dell&#8217;Università Politecnica delle Marche. Partecipa al Teacher Seminar 1992 AIA/ACSA presso la Cranbrook Academy of Art/Michigan Usa, nel 1997 consegue il titolo di Dottore di Ricerca in Composizione Architettonica ed Urbana e nel 1999 il Post-Dottorato di ricerca nella stessa disciplina. Docente in Laboratori e Workshop di Progettazione Architettonica organizzati da diverse strutture universitarie e associazioni culturali, dal 1999 al 2005 è professore a contratto per i Corsi di Architettura e Composizione Architettonica I e II presso il Corso di Laurea in Ingegneria Edile-Architettura della Facoltà di Ingegneria di Ancona dell&#8217;Università Politecnica delle Marche e nell&#8217;A.A. 2007/2008 insegna Architettura del Paesaggio presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell&#8217;Università degli studi di Macerata. Dal 2005 è Docente di Composizione Architettonica presso la Facoltà di Ingegneria di Ancona. Nel 1990 consegue l&#8217;abilitazione professionale e fino al 1995 svolge attività autonoma e in collaborazione con altri professionisti e vari studi di architettura. Dal 1996 è contitolare dell&#8217;associazione professionale Mondaini Roscani Architetti Associati che si occupa di architettura ed urbanistica con sede ad Ancona. Realizza in varie formazioni professionali diverse architetture, partecipa a concorsi nazionali e internazionali ottenendo diversi premi e segnalazioni. Opere e progetti sono stati oggetto di numerose pubblicazioni su cataloghi e riviste, nonché esposti in diverse mostre in Italia e all&#8217;estero.<br />Dal 2008 è membro del Consiglio Direttivo dell&#8217;INARCH Marche. I lavori principali dello studio Mondaini Roscani dal 1996 al 2005 sono stati pubblicati in una monografia edita dalla casa editrice IDEA Architecture Books con saggi di M. Zambelli e G. Mastrigli. Ha pubblicato diversi saggi e articoli su libri e riviste e scritto alcuni volumi tra i quali: Abitare dopo il Moderno, Pescara 2000, Forme e Tecniche Bioclimatiche (?), Pescara 2001 e 2002 (seconda edizione), Luoghi comuni, Roma 2002, Figure Urbane, Firenze 2004, Ipotesi Urbane, Ancona 2004.</p>
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		<title>Moderno ModernoContemporaneo Contemporaneo</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/moderno-modernocontemporaneo-contemporaneo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Apr 2007 12:02:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Recentemente è uscito nella stessa collana PRINT del DiAR, il volume Modernocontermporaneo. Scritti in onore di Ludovico Quaroni. Il titolo, che non vuole essere uno dei tanti neologismi sul tema del rapporto tra la stagione del moderno (moderno come movimento) in architettura e il contemporaneo (ivi compreso il contemporaneo "totalizzante") contiene, nemmeno troppo velatamente, un'ipotesi ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Recentemente è uscito nella stessa collana PRINT del DiAR, il volume Modernocontermporaneo. Scritti in onore di Ludovico Quaroni. Il titolo, che non vuole essere uno dei tanti neologismi sul tema del rapporto tra la stagione del moderno (moderno come movimento) in architettura e il contemporaneo (ivi compreso il contemporaneo &#8220;totalizzante&#8221;) contiene, nemmeno troppo velatamente, un&#8217;ipotesi rafforzata dall&#8217;apparato iconografico che mette insieme in ordine sparso (alfabetico ovvero acronologico e atematico) figure d&#8217;architettura dalla A alla Z.  L&#8217;ipotesi è che superato il momento della elaborazione del lutto si possa oggi riconsiderare inclusivamente l&#8217;intero panorama del Modernocontemporaneo, riconoscendo le tendenze attuali come evoluzione, distorsione, contaminazione del moderno, piuttosto che di una irreversibile condizione postmoderna o surmoderna che implicherebbe necessariamente un ragionamento per categorie oppositive e riti di nuove fondazioni. Questa ulteriore iniziativa editoriale si configura come contributo critico al ragionamento scavalcando il limite del settore disciplinare e coinvolgendo anche opinioni differenti non necessariamente e direttamente riconducibili al mondo dell&#8217;architettura, nella convinzione che ha sempre sostenuto le nostre ricerche che sia necessario allargare lo sguardo verso derive e sconfinamenti.</p>
<p>Antonino Terranova,<br />Roma 1942, insegna Composizione Architettonica e Progettazione Urbana presso la Facoltà di Architettura Ludovico Quaroni e dirige il DiAR, Dipartimento di Architettura, nell&#8217;Ateneo Federato delle Scienze Umane dell&#8217;Arte e dell&#8217;Ambiente dell&#8217;Università degli Studi di Roma &#8220;La Sapienza&#8221;. È nel comitato direttivo di &#8220;Rassegna di Architettura e Urbanistica&#8221; e di &#8220;Gomorra culture e territori della metropoli&#8221;, nonché dell&#8217;ANCSA, (Associazione Nazionale Centri Storico-Artistici). Tra le pubblicazioni: &#8220;Città sognate&#8221;; &#8220;Le città e i progetti. Dai centri storici ai paesaggi metropolitani&#8221;; &#8220;Il progetto della sottrazione&#8221;; &#8220;Mostri Metropolitani&#8221;; &#8220;Grattacieli&#8221;; &#8220;Scolpire i cieli&#8221;.</p>
<p>Orazio Carpenzano,<br />Modica 1958, docente di Composizione presso l&#8217;Università degli Studi di Roma &#8220;La Sapienza&#8221;, è membro del Dipartimento di Architettura nell&#8217;Ateneo Federato delle Scienze Umane dell&#8217;Arte e dell&#8217;Ambiente dell&#8217;Università degli Studi di Roma &#8220;La Sapienza&#8221;. Ha fondato lo studio di architettura Urbanlab con Alessandra Capuano a Roma. Oltre a ricerche di progettazione urbana incentrate soprattutto sulla condizione contemporanea della città, ha intrapreso traiettorie più complesse e originali sull&#8217;intreccio fra processi creativi, nuove tecnologie e architettura con esiti suggestivi che il moderno avrebbe più o meno relegato nel grande contenitore dell&#8217;irrazionale o del pre-razionale. Ha prodotto lavori come Physico, Sylvatica e Pycta con Altoequipe. Ha coordinato la progettazione architettonica dell&#8217;Interporto di Fiumicino. È autore di numerosi testi e saggi su temi delle teorie e tecniche della progettazione architettonica.</p>
<p>Fabrizio Toppetti, <br />Perugia 1964, architetto, dottore di ricerca, è docente a contratto in Composizione e Progettazione Urbana nella Facoltà di Architettura &#8220;L. Quaroni&#8221; a Roma. Svolge attività di ricerca presso il DiAR (Dipartimento di Architettura) dell&#8217;Università degli Studi di Roma &#8220;La Sapienza&#8221; con Antonino Terranova. È membro del Consiglio direttivo dell&#8217;ANCSA (Associazione Nazionale Centri Storico-Artistici). Lavora nel campo della progettazione architettonica, urbana, ambientale, attraversando le scale del progetto con particolare inclinazione verso una pratica concreta delle scelte; progetti e realizzazioni dello studio Toppetti-Egidi sono stati pubblicati e presentati in importanti esposizioni. È autore di scritti e saggi sull&#8217;architettura e sulla città.</p>
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		<item>
		<title>Le città e i progetti</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/le-citta-e-i-progetti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Jan 1993 13:07:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Antonino Terranova, Roma 1942, si è laureato in architettura con Ludovico Quaroni, di cui è poi stato assistente, e del quale ha curato i volumi «La città fisica», «Architetture per cinquant'anni», «La cultura del progetto». Ha insegnato Storia dell'architettura, e poi dell'urbanistica, preso l'IUSA di Reggio Calabria, di cui ha diretto l'Istituto di Critica. Di ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Antonino Terranova, Roma 1942, si è laureato in architettura con Ludovico Quaroni, di cui è poi stato assistente, e del quale ha curato i volumi «La città fisica», «Architetture per cinquant&#8217;anni», «La cultura del progetto». Ha insegnato Storia dell&#8217;architettura, e poi dell&#8217;urbanistica, preso l&#8217;IUSA di Reggio Calabria, di cui ha diretto l&#8217;Istituto di Critica. Di nuovo a Roma con gli insegnamenti di Disegno dal vero e poi di Composizione architettonica 1, ha quindi insegnato Composizione architettonica 1 e 2 presso la Facoltà di Architettura di Chieti-Pescara, dalla quale è stato chiamato come Professore ordinario, e di cui ha diretto L&#8217;Istituto di Progettazione e quindi fondato il Dipartimento di Architettura e Urbanistica. A partire dall&#8217;AA 1992/93 insegna Composizione architettonica 1 presso il Primo corso di laurea dell&#8217;Università di Roma La Sapienza, ed affierisce al Dipartimento di Architettura e Analisi della Città. E&#8217; caporedattore della Rassegna di Architettura e Urbanistica edita sotto il patrocinio dell&#8217;Università di Roma La Sapienza. L&#8217;interesse per l&#8217;Architettura e la Progettazione urbana, sempre coniugato con l&#8217;attenzione alla Storia ed alla Teoria dell&#8217;architettura e della città, si è riversato &#8211; oltreché in numerosi progetti per concorsi nazionali e internazionali &#8211; anche in un&#8217;ampia attività pubblicistica (Città sognate, L&#8217;antico come luogo della memoria, Fondamenti di composizione architettonica, ecc., oltre a molti articoli e saggi) nonché in una attività legata al dibattito sui centri storici in qualità di consulente di Italia Nostra prima e poi di Segretario tecnico dell&#8217;Associazione Nazionale per i Centri Storico-Artistici.<br />Tale interpolazione tra aree disciplinari e tematiche progettuali diverse è manifestata nella presente elaborazione antologica, che segue l&#8217;autore nelle evoluzioni decisive dell&#8217;ultimo decennio, della conservazione dei centri storici alla tutela del territorio storico ed alla progettazione dell&#8217;esistente, nella cornice sempre più mobile, proteiforme, ed aleatoria dei paesaggi metropolitani contemporanei</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ludovico Quaroni</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/ludovico-quaroni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jan 1985 13:07:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Questo volume vuole documentare le architetture che in cinquant'anni Ludovico Quaroni ha progettato, anche nel tentativo di opporsi in qualche modo, nella costruzione della città, alla separazione fra gli aspetti scientifici e quelli artistici della professione, avendo dovuto egli registrare i danni che, un giorno dopo l'altro, sono derivati alla vita urbana dall'attuale tendenza verso ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo volume vuole documentare le architetture che in cinquant&#8217;anni Ludovico Quaroni ha progettato, anche nel tentativo di opporsi in qualche modo, nella costruzione della città, alla separazione fra gli aspetti scientifici e quelli artistici della professione, avendo dovuto egli registrare i danni che, un giorno dopo l&#8217;altro, sono derivati alla vita urbana dall&#8217;attuale tendenza verso una eccessiva specializzazione delle discipline interessate, vivendo noi una stagione in cui sembra dimenticata, per l&#8217;architettura, l&#8217;importanza preminente della sintesi sulla analisi.<br />Nel ricorrere l&#8217;Utopia della Unità, Quaroni ha dedicato buona parte di questi cinquant&#8217;anni all&#8217;insegnamento dell&#8217;urbanistica, tentando di discutere con i giovani la complessa problematica della città e di orientare i loro interessi verso una visione «strutturale» dell&#8217;organismo urbano. Passato all&#8217;insegnamento della composizione architettonica, Quaroni ha cercato, con uguale determinazione, di «ricostruire» negli studenti gli stretti legami esistenti fra le componenti dell&#8217;architettura.<br />Ludovico Quaroni è nato a Roma nel 1911 e si è laureato in architettura nel 1934 nella stessa città. Nei suoi progetti risultano evidenti gli opposti interessi per la tradizione, assimilata a Roma a contatto con le corpose superfici e le calde masse del Barocco, e per la ricerca di nuove linee per una architettura dell&#8217;oggi, che non è riuscita tutt&#8217;ora a raggiungere un linguaggio adeguato allo scopo, in un Paese che, separato dall&#8217;Europa al di là delle Alpi, sente troppo il sole del Mediterraneo e rimane incapace di accettare i contenuti universali della cultura gotica europea. </p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;antico come luogo della memoria</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/lantico-come-luogo-della-memoria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jan 1984 13:07:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Questo volume raccoglie nove saggi che affrontano alcuni fra i temi offerti dal panorama delle preesistenze storiche del Lazio.I soggetti analizzati forniscono lo spunto per una riflessione sui grandi temi della memoria collettiva.Villa Adriana.La costruzione dell'architettura e la memoria.Via Appia Antica.La costruzione dell'architettura e i valori civili.Castelli e fortificazioni del Lazio.Architetture isolate e costruzione del ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo volume raccoglie nove saggi che affrontano alcuni fra i temi offerti dal panorama delle preesistenze storiche del Lazio.<br />I soggetti analizzati forniscono lo spunto per una riflessione sui grandi temi della memoria collettiva.</p>
<p>Villa Adriana.<br />La costruzione dell&#8217;architettura e la memoria.</p>
<p>Via Appia Antica.<br />La costruzione dell&#8217;architettura e i valori civili.</p>
<p>Castelli e fortificazioni del Lazio.<br />Architetture isolate e costruzione del paesaggio.</p>
<p>Villa Lante, Villa Aldobrandini e il Sacro Bosco di Bomarzo.<br />Artificio e costruzione del paesaggio.</p>
<p>Architetture sulle quali si sono stratificati usi diversi e diverse forme di lettura, e che, in quanto permanenze storiche, fanno parte del &#8220;paesaggio del Lazio&#8221;, in cui le culture della città e del territorio ritrovano le loro radici.</p>
<p>La forma urbis.<br />Analisi logica dei paesi del Lazio.</p>
<p>La dialettica del centro e del recinto.<br />Il corso, la piazza, le porte, le mura.</p>
<p>Il rapporto fra sito e atto fondativo dell&#8217;insediamento, il rapporto fra emergenza architettonica e tessuto edilizio minore, il valore che alcuni tipi urbani assumono nelle successive fasi storiche.</p>
<p>L&#8217;Aniene.<br />Tra presenza e storia.</p>
<p>Architettura per la campagna.<br />Pratica e teoria dell&#8217;ambiente rurale nei secoli XIV-XVIII</p>
<p>Il segno del tempo e i segni del lavoro dell&#8217;uomo sul paesaggio d&#8217;artificio e sul paesaggio di natura.</p>
<p>I monumenti.<br />Tempo dell&#8217;architettura e tempo della città.</p>
<p>I temi del recupero, del restauro, del riuso, così come vengono interpretati nel dibattito che oggi sempre più investe il problema dell&#8217;intervento sul patrimonio culturale. </p>
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		<title>Tasselli Urbani</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/tasselli-urbani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I lavori qui presentati, svolti nell'ambito del Laboratorio di Laurea tenuto da Tonino Terranova con Fabrizio Toppetti negli anni accademici 2002-2004, rappresentano per varie ragioni un riferimento estremamente significativo per l'intero corso di laurea "Tecniche dell'Architettura e della Costruzione". Innanzitutto essi sono i primi prodotti finali dell'indirizzo di Progettazione Architettonica e Urbana all'interno del nuovo ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I lavori qui presentati, svolti nell&#8217;ambito del Laboratorio di Laurea tenuto da Tonino Terranova con Fabrizio Toppetti negli anni accademici 2002-2004, rappresentano per varie ragioni un riferimento estremamente significativo per l&#8217;intero corso di laurea &#8220;Tecniche dell&#8217;Architettura e della Costruzione&#8221;. Innanzitutto essi sono i primi prodotti finali dell&#8217;indirizzo di Progettazione Architettonica e Urbana all&#8217;interno del nuovo corso triennale e si presentano come un insieme organico sufficientemente ampio da permettere giudizi e riflessioni sulla validità della istituzione del Laboratorio di Laurea come strumento didattico conclusivo dell&#8217;indirizzo suddetto, sui suoi contenuti ed obiettivi e parzialmente sulla validità dell&#8217;impostazione didattica dell&#8217;intero corso di laurea. Nonostante quindi la eterogeneità delle provenienze e delle preparazioni dei laureandi il lavoro condotto da Terranova e Toppetti ha dato luogo a progetti che presentano indubbiamente un forte grado di omogeneità, dovuto a mio giudizio alla chiarezza  della metodologia, dei contenuti da affrontare e dei risultati da raggiungere.	  (G. R.)</p>
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		<title>Roma città mediterranea</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/roma-citta-mediterranea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana La nuova alleanza: Architettura &amp; Ambiente diretta da Paolo Portoghesi e Rolando ScaranoQuali sono i caratteri della mediterraneità che Roma esprime? In che modo si manifesta la struttura urbana del territorio romano? Quali sono le dinamiche in atto, le relazioni, le articolazioni di questa capitale euromediterranea?L'esigenza di spostare l'ottica con cui osservare le formazioni ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana La nuova alleanza: Architettura &#038; Ambiente diretta da Paolo Portoghesi e Rolando Scarano</p>
<p>Quali sono i caratteri della mediterraneità che Roma esprime? In che modo si manifesta la struttura urbana del territorio romano? Quali sono le dinamiche in atto, le relazioni, le articolazioni di questa capitale euromediterranea?<br />L&#8217;esigenza di spostare l&#8217;ottica con cui osservare le formazioni urbane contemporanee e l&#8217;opportunità di ri-descrivere la metropoli diffusa sono alcune delle premesse che presiedono a una ricerca su Roma Contemporanea intesa come possibile Città Mediterranea. <br />Non la Roma dei Cesari, ridotta al turismo benculturalistico come funzione quasi monoculturale, né la Roma delle Plebi, né le molte altre città di Roma caratterizzate da diverse residenzialità. <br />Si è voluto piuttosto osservare, attraverso una rivalutazione dei paesaggi urbani e un&#8217;attenzione nei confronti delle molteplici centralità, quella città di Roma eterogenea, una non-forma di non-città, che comprende fasci infrastrutturali ed enclave naturalistiche, permanenze surreali di campagna-città e realissime emergenze architettoniche ed urbane. <br />Si è trattato di scansionare varie specie di paesaggi metropolitani di Roma come si presentano ad una descrivibilità tra l&#8217;analitico ed il meta-progettuale, in alcune campionature tipologicamente e criticamente significative, usando parametri non immediatamente architettonici o pianificatori, ma costruiti sulla esperienza stessa degli “attraversamenti” e delle svariate specie di spazi rintracciabili.<br />Se contemporaneo è ciò che comprende tutti insieme gli strati e i sensi della storia per rimetterli in gioco – laddove moderno è stato ciò che cancella il passato in una tabula rasa disponibile ad un puro futuribile – forse il momento è adatto a rileggere la città al di fuori delle modellistiche troppo forti e centrate che hanno spesso finora registrato errori e fallimenti.<br />Significa però che i principi di ordine e di abitabilità devono essere rinvenuti tra quelli ad essa appropriati e non necessariamente estrinseci. Significa probabilmente che una nozione contemporanea di città deve introiettare di nuovo un&#8217;idea di storicità, non semplicisticamente lineare e progressiva, ma costituita anche di discontinuità e disgiunzioni, di complessità e perfino complicazioni a volte irrisolvibili. <br />Quattordici “tasselli” di 1km x 1km costituiscono le aree campione studiate. Esse appartengono a quattro macrosistemi principali della città. Tre di essi corrispondono alle strutture topografiche, fisiche e antropiche primarie che hanno dato l&#8217;imprinting alla città e che ne hanno condizionato sviluppi e crescite: il Tevere, il sistema delle Mura Aureliane e delle infrastrutture radiali delle Consolari e il cuneo verde del Parco dell&#8217;Appia e del Parco degli Acquedotti. Il quarto macrosistema è quello dei “luoghi dello scambio”, ovvero di tutte quelle aree che trasversalmente interferiscono con le strutture primarie, determinando situazioni di conflitto e di scompaginamento dell&#8217;impianto originario. Queste coincidono spesso con le aree e i luoghi informi delle piazze contemporanee.<br />La tesi è che l&#8217;osservazione e la comprensione di questi fenomeni possa contribuire ad aggiornare gli strumenti d&#8217;intervento sulla città e quindi costruire nuove mappe aperte al progetto contemporaneo. </p>
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		<title>Dalle figure del reale</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/dalle-figure-del-reale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dalle figure del reale è una raccolta di saggi sulla figuratività che ricerca, attraversando diversi territori e campi disciplinari, le figure in grado di produrre senso, di rappresentare la condizione contemporanea e le sue mutazioni. I materiali fornitici dalla realtà sono ciò che il progetto di architettura e quello artistico in generale devono rielaborare, rendere ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dalle figure del reale è una raccolta di saggi sulla figuratività che ricerca, attraversando diversi territori e campi disciplinari, le figure in grado di produrre senso, di rappresentare la condizione contemporanea e le sue mutazioni. I materiali fornitici dalla realtà sono ciò che il progetto di architettura e quello artistico in generale devono rielaborare, rendere poetici attraverso figure che attribuiscono loro nuovi significati: risignificazioni. </p>
<p>Antonino Terranova, Roma 1942, è professore ordinario di Composizione architettonica e Progettazione urbana presso la Prima Facoltà di Architettura &#8220;Ludovico Quaroni&#8221; e direttore del DiAR, Dipartimento di Architettura nell&#8217;Ateneo Federato delle scienze umane dell&#8217;Arte e dell&#8217;Ambiente dell&#8217; Università degli studi di Roma &#8220;Sapienza&#8221;. È nel comitato direttivo di &#8220;Rassegna di Architettura e Urbanistica&#8221; e dell&#8217;ANCSA (Associazione Nazionale Centri Storico- Artistici). Tra le pubblicazioni: Città sognate, Mostri Metropolitani, Grattacieli, Scolpire i cieli, Roma città mediterranea, I nuovi Giganti. Per i nostri tipi la precedente raccolta di saggi: Le città e i progetti. Dai centri storici ai paesaggi metropolitani, 1993.</p>
<p>Gianpaola Spirito, Napoli 1974, è professore a contratto di Teorie delle ricerche architettoniche contemporanee presso la Prima Facoltà di Architettura &#8220;Ludovico Quaroni&#8221;. È dottore di ricerca e assegnista di Composizione e progettazione urbanapresso il DiAR (Dipartimento di architettura) dell&#8217;Università degli studi di Roma &#8220;Sapienza&#8221;. È autrice di libri e saggi tra cui: Buchi e interstizi. Lo spazio intermedio dell&#8217;architettura contemporanea, Grattacieli, I nuovi Giganti, La magia del reale nelle architetture di Peter Zumthor, Tipologie insediative a confronto: il caso romano dagli anni &#8217;20 a oggi, Ecostrutture.Forme dell&#8217;architettura sostenibile.</p>
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