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	<title>Tittoni Maria Elisa Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Tittoni Maria Elisa Archivi | Gangemi</title>
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	<item>
		<title>Una storia di famiglia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jun 2022 14:09:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In quasi ogni famiglia si conservavano memorie, ricordi, tradizioni e fatti trasmessi, il più delle volte, per via orale a costituire come in una sorta di microstoria le radici del proprio presente. Questa prassi, conservatasi fino alla seconda metà del secolo scorso per il perpetuarsi di tradizionali abitudini di incontri familiari allargati al di là ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In quasi ogni famiglia si conservavano memorie, ricordi, tradizioni e fatti trasmessi, il più delle volte, per via orale a costituire come in una sorta di microstoria le radici del proprio presente. Questa prassi, conservatasi fino alla seconda metà del secolo scorso per il perpetuarsi di tradizionali abitudini di incontri familiari allargati al di là dello stretto nucleo domestico, è ormai divenuta del tutto desueta provocando nelle nuove generazioni un inconsapevole ignoranza di quello che il passato poteva aver depositato nella loro esistenza.<br />Questa tradizione di incontri familiari fu mantenuta viva dai miei genitori. Durante i lunghi pomeriggi festivi che vedevano l&#8217;incontro di grandi e piccoli, gli uni a conversare e gli altri a giocare, nella conversazione non mancavano mai accenni o rievocazioni di persone e fatti del passato, Questi racconti continuarono sempre a interessarmi anche grazie al ricco patrimonio di antiche fotografie e documenti conservati in casa. </p>
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		<title>Bollettino dei Musei Comunali N.S. XXXIV/2020</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/bollettino-dei-musei-comunali-n-s-xxxiv-2020/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jun 2021 14:08:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>SOMMARIO LUISA LAUREATI BRIGANTI Domietta del Drago: mai prevedibile STEFANO SUSINNO Laurent Pécheux, ritratto della marchesa Margherita Gentili Sparapani Boccapaduli, 1777 LILIANA BARROERO Il ritratto di Margherita Gentili Boccapaduli nel contesto internazionale contemporaneo SYLVAIN LAVEISSIÈRE Le peintre de la marquise Boccapaduli, Laurent Pécheux GRAZIETTA BUTAZZI Moda e lumi. Il ritratto della marchesa Margherita Gentili Sparapani ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>SOMMARIO</p>
<p>LUISA LAUREATI BRIGANTI<br />
Domietta del Drago: mai prevedibile</p>
<p>STEFANO SUSINNO<br />
Laurent Pécheux, ritratto della marchesa Margherita Gentili Sparapani Boccapaduli, 1777</p>
<p>LILIANA BARROERO<br />
Il ritratto di Margherita Gentili Boccapaduli nel contesto internazionale contemporaneo<br />
SYLVAIN LAVEISSIÈRE<br />
Le peintre de la marquise Boccapaduli, Laurent Pécheux</p>
<p>GRAZIETTA BUTAZZI<br />
Moda e lumi. Il ritratto della marchesa Margherita Gentili Sparapani Boccapaduli di Laurent Pécheux</p>
<p>ANNIBALE MOTTANA<br />
“Va radunando un gabinetto di storia naturale che si rende interessante di giorno in giorno”: le specie minerali e il loro uso ostensivo</p>
<p>MASSIMO APPOLLONI, CARLA MARANGONI, ALBERTO ZILLI<br />
Naturalia nella collezione di Margherita Gentili Boccapaduli: i reperti zoologici</p>
<p>MARIA GRAZIA PICOZZI<br />
Statue di “famiglia” e altre antichità nel “cabinet d&#8217;histoire naturelle” della marchesa Margherita Gentili Boccapaduli</p>
<p>ANGELA CIPRIANI<br />
Un&#8217;ipotesi per André Lebrun: intorno a un ritratto perduto</p>
<p>ISABELLA COLUCCI<br />
Dalla corrispondenza della marchesa Margherita Sparapani Gentili Boccapaduli. Addenda e testimonianze tra scienza e arte</p>
<p>MARIA ELISA TITTONI<br />
Antonio d&#8217;Este e Alessandro Verri: vicende di un busto</p>
<p>LUCIA PIRZIO BIROLI STEFANELLI<br />
Un “graveur en camées” nel salotto della marchesa Boccapaduli. Ancora sul soggiorno romano di Nath Marchant</p>
<p>DIANA SCARISBRICK<br />
Discovering the World: Margaret, Duchess of Portland (1715-1785)</p>
<p>MARIA GRAZIA BRANCHETTI<br />
Farfalle in posa. La Collezione di Margherita Boccapaduli e i mosaici di Giacomo Raffaelli tra Roma e Milano (1777-1810)</p>
<p>In ricordo<br />
LUCIA PIRZIO BIROLI STEFANELLI<br />
Gaetano Rebecchini, un presidente entusiasta</p>
<p>Pubblicazioni 2020<br />
Notiziario dei Musei 2020<br />
Attività degli “Amici dei Musei di Roma” 2020<br />
Organi sociali 2018-2020<br />
Soci 2020<br />
Musei e Monumenti di Roma Capitale</p>
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		<item>
		<title>Bollettino dei Musei Comunali N.S. XXXII/2018</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/bollettino-dei-musei-comunali-n-s-xxxii-2018/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 May 2019 14:08:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Alberto Danti, Alessandra Distante “Di quel masso in calcestruzzo tornato in luce sul Tarpeo”. Dalla scoperta alla demolizione attraverso nuovi documenti d'archivio Carlo Gasparri Il puteale con dodekatheon del Museo Capitolino. Una nota Elisa Parziale Gli affreschi medievali di S. Maria in Vincis al Museo di Roma: un caso di renouveau paléochrétien Simonetta Tozzi La ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/bollettino-dei-musei-comunali-n-s-xxxii-2018/">Bollettino dei Musei Comunali N.S. XXXII/2018</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Alberto Danti, Alessandra Distante<br />
“Di quel masso in calcestruzzo tornato in luce sul Tarpeo”. Dalla scoperta alla demolizione attraverso nuovi documenti d&#8217;archivio</p>
<p>Carlo Gasparri<br />
Il puteale con dodekatheon del Museo Capitolino. Una nota</p>
<p>Elisa Parziale<br />
Gli affreschi medievali di S. Maria in Vincis al Museo di Roma: un caso di renouveau paléochrétien</p>
<p>Simonetta Tozzi<br />
La Fontana di Trevi nelle stampe del Museo di Roma</p>
<p>Rosella Carloni<br />
Note sul soggiorno romano di Francesco Camporesi</p>
<p>Iacopo Benincampi<br />
L&#8217;attività romana di Pietro Camporese il Giovane al “servizio dell&#8217;Ecc.ma Casa Sforza Cesarini” fra manutenzione e ristrutturazione</p>
<p>Donatella Germanò<br />
La raccolta di sculture del Museo Artistico Industriale al Museo di Roma</p>
<p>Cristina Cumbo<br />
Breve nota sulla cosiddetta fontana di Pio IX sul Lungotevere Testaccio: storia di un monumento composito</p>
<p>Ilaria Sferrazza<br />
Pietro Tenerani artista e amico della famiglia Caetani. Opere e documenti</p>
<p>Carla Marangoni<br />
Ettore Arrigoni degli Oddi, padre dell&#8217;ornitologia italiana</p>
<p>Susanna Misiano<br />
7 aprile 1981: Joseph Beuys a Palazzo Braschi. Cronaca di un evento nelle immagini dell&#8217;Archivio Fotografico del Museo di Roma</p>
<p>Maria Elisa Tittoni<br />
Settanta anni di impegno per l&#8217;arte e la cultura della Città: l&#8217;Associazione Amici dei Musei di Roma 1948-2018</p>
<p>Lucia Pirzio Biroli Stefanelli<br />
Dal 1948 per i Musei della Città di Roma: doni, restauri e allestimenti, mostre, pubblicazioni</p>
<p>Donazioni</p>
<p>Massimo Ceresa<br />
Rari volumi dalla Biblioteca di Pio VI Braschi</p>
<p>Flavia Pesci<br />
Un artista trentino a Roma. Carlo Cainelli e la donazione grafica al Museo di Roma</p>
<p>Cinzia Virno<br />
Un&#8217;opera di Lia Dall&#8217;Oglio Sicher alla Galleria d&#8217;Arte Moderna: l&#8217;occasione per il recupero di una protagonista del Novecento</p>
<p>In ricordo</p>
<p>Lucia Pirzio Biroli Stefanelli<br />
Per Antonio Giuliano</p>
<p>Attività degli “Amici dei Musei di Roma” 2018</p>
<p>Organi sociali 2018-2020</p>
<p>Soci 2018<br />
Musei e Monumenti di Roma Capitale</p>
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		<item>
		<title>Bollettino dei Musei Comunali N.S. XXXI/2017</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/bollettino-dei-musei-comunali-n-s-xxxi-2017/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 May 2018 14:07:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Maria Elisa Tittoni Il modello ligneo della Fontana di Trevi nel Museo di Roma Francesca Romana Liserre Il modello della Fontana di Trevi. Dal restauro nuovi elementi per la conoscenza del progetto e del cantiere Roberto Saccuman L'ultimo tratto di storia della struttura del modello del fondale di Fontana di Trevi Fabrizio Di Marco Carlo ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/bollettino-dei-musei-comunali-n-s-xxxi-2017/">Bollettino dei Musei Comunali N.S. XXXI/2017</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Maria Elisa Tittoni<br />
Il modello ligneo della Fontana di Trevi nel Museo di Roma</p>
<p>Francesca Romana Liserre<br />
Il modello della Fontana di Trevi. Dal restauro nuovi elementi per la conoscenza del progetto e del cantiere</p>
<p>Roberto Saccuman<br />
L&#8217;ultimo tratto di storia della struttura del modello del fondale di Fontana di Trevi</p>
<p>Fabrizio Di Marco<br />
Carlo Camporese “Capo Mastro falegname” nella Roma della prima metà del Settecento</p>
<p>Patrizia Masini<br />
L&#8217;immagine della Fontana di Trevi prima dell&#8217;intervento di Nicola Salvi</p>
<p>Lucia Pirzio Biroli Stefanelli<br />
La medaglia di Clemente XII Corsini per Fontana di Trevi. L&#8217;immagine del rovescio nelle raccolte di impronte in scagliola del XIX secolo</p>
<p>Maria Elisa Tittoni<br />
Una piazza alla francese per Fontana di Trevi</p>
<p>Laura Biancini<br />
“La scena si finge nella pubblica strada presso il lavatore…”. Le lavandare, er zor Meo ed altre storie</p>
<p>Giulia Gorgone<br />
“Gioiva ne la fonte il travertino papale&#8230;”. Gabriele d&#8217;Annunzio a Fontana di Trevi tra poesia e fotografia</p>
<p>Maria Grazia Branchetti<br />
La Fontana di Trevi in micromosaico: una serie di placchette per gioielli e due quadri di Augusto Moglia, mosaicista dello Studio del Mosaico Vaticano</p>
<p>Maria Catalano<br />
Ragazza con ventaglio a Fontana di Trevi di Camillo Innocenti</p>
<p>Daniele Bigi<br />
La Forma delle idee. L&#8217;elaborazione di modelli tra storia dell&#8217;architettura antica e musealizzazione odierna</p>
<p>Carla Benocci<br />
Testamento del 28 settembre 1558 di Torquato Conti, condottiero eccentrico</p>
<p>Marcello Teodonio<br />
“a Piazza Poli / indov&#8217;abbito io”. Palazzo Poli e Giuseppe Gioachino Belli</p>
<p>Marco Pupillo<br />
Giuseppe Camporese: dal Papato alla Repubblica e ritorno</p>
<p>Anniversari</p>
<p>Francesco Paolo Arata<br />
Winckelmann, Visconti e la Regina delle Amazzoni da Villa d&#8217;Este</p>
<p>In ricordo</p>
<p>Lucia Pirzio Biroli Stefanelli<br />
Antonio Martini (1922-2017)</p>
<p>Margherita Albertoni<br />
Ricordo di Maddalena Cima</p>
<p>Pubblicazioni 2017<br />
Notiziario dei Musei 2017<br />
Biblioteca romana 2017<br />
Attività degli “Amici dei Musei di Roma” 2017<br />
Sottoscrizione per il restauro del modello ligneo per Fontana di Trevi<br />
Organi sociali 2015-2017<br />
Soci 2017</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Bollettino dei Musei Comunali N.S. XXX/2016</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/bollettino-dei-musei-comunali-n-s-xxx-2016/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 May 2017 14:07:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>FRANCESCO PAOLO ARATA Dal Campo Marzio al Campidoglio: l'elegans peristilii fragmentum del Tempio del Divo Adriano FABIO BETTI Antonio Muñoz e la scultura d'arredo carolingia in Roma capitale. Scoperte, restauri, mostre e musei ANGELA NAPOLETANO-ANNARITA MARTINI I sotterranei del Casino dell'Aranciera si raccontano FEDERICA PECCI La raccolta di ritratti degli Arcadi. Copie, repliche e tele ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>FRANCESCO PAOLO ARATA<br />
Dal Campo Marzio al Campidoglio: l&#8217;elegans peristilii fragmentum del Tempio del Divo Adriano</p>
<p>FABIO BETTI<br />
Antonio Muñoz e la scultura d&#8217;arredo carolingia in Roma capitale. Scoperte, restauri, mostre e musei</p>
<p>ANGELA NAPOLETANO-ANNARITA MARTINI<br />
I sotterranei del Casino dell&#8217;Aranciera si raccontano</p>
<p>FEDERICA PECCI<br />
La raccolta di ritratti degli Arcadi. Copie, repliche e tele autografe (XVIII-XX secolo)</p>
<p>MARIA ELISA TITTONI<br />
Racconti dal piatto di Marengo: l&#8217;attività di J.F.J. Swebach-Desfontaines a Sèvres durante il primo impero</p>
<p>GIULIA FUSCONI<br />
Il pittore Michelangelo Pacetti (Roma 1793-1865) amico e compare di Massimo d&#8217;Azeglio</p>
<p>MARTINA POMATA<br />
I ritratti di Michelangelo Caetani e Filippo Andrea V Doria Pamphilj: sulle tracce degli autori ignoti della Galleria d&#8217;Arte Moderna</p>
<p>GIULIA CALANNA<br />
Dalla collezione d&#8217;arte di Antonio Muñoz al Museo di Roma: dipinti e sculture</p>
<p>Dal Fondo Giglioli al Museo di Roma:<br />
MANUELA MONTICELLI<br />
Commemorazione di Giosue Carducci in Campidoglio. Mostra Archeologica del 1911<br />
DONATELLA GERMANÒ<br />
1927-1939. Dal Museo dell&#8217;Impero Romano alla Mostra Augustea della Romanità<br />
ANNA ALETTA<br />
Carte e libri Giglioli<br />
ANTONELLA PARISI<br />
“La casa grande di Trastevere con due fenili et una stalla”. Palazzo Cavalieri Leopardi e i suoi abitanti tra &#8216;400 e &#8216;500</p>
<p>ISABELLA SERAFINI-FRANCESCA BERTOZZI<br />
Il fregio recuperato di Palazzo Cavalieri Leopardi</p>
<p>SIMONETTA BARONI-FRANCESCA FIORUCCI<br />
Musei da toccare</p>
<p>PATRIZIA MASINI<br />
Pittori del Novecento e carte da gioco. La Collezione di Paola Masino (Palazzo Braschi)</p>
<p>BERNARDINO OSIO<br />
Ricordando Viviana Pecci Blunt</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/bollettino-dei-musei-comunali-n-s-xxx-2016/">Bollettino dei Musei Comunali N.S. XXX/2016</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Napoleone entra a New York &#8211; Napoleon entering New York</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/napoleone-entra-a-new-york-napoleon-entering-new-york/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 14:04:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Aveva nove anni Chaim Koppelman quando, per la prima volta, tratteggiò il profilo di Napoleone sul suo libro di geografia. Non un ritratto voluto, né ricercato, semplicemente il disegno di un bambino – talentuoso – che ferma sulla carta ciò che lo incuriosisce o colpisce, senza porsi troppe domande. Quell'appunto distratto è rimasto lì, apparentemente ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Aveva nove anni Chaim Koppelman quando, per la prima volta, tratteggiò il profilo di Napoleone sul suo libro di geografia. Non un ritratto voluto, né ricercato, semplicemente il disegno di un bambino – talentuoso – che ferma sulla carta ciò che lo incuriosisce o colpisce, senza porsi troppe domande. Quell&#8217;appunto distratto è rimasto lì, apparentemente dimenticato, nella frenesia di una vita, anche artistica, che aveva velocemente cominciato a delineare il suo corso. Come tutte le passioni, però, quel profilo, nel tempo, ha fatto maturare sotterranee riflessioni, portando poi alla luce e nell&#8217;arte di Koppelman nuovi stimoli e lavori. E perfino un “nuovo” Napoleone, liberato dal suo essere concreto personaggio storico per diventare icona e simbolo addirittura dell&#8217;inconscio collettivo. E, forse, più ancora, realizzazione in carne ed ossa delle battaglie che portano alla costruzione dell&#8217;armonia. Koppelman punta, infatti, l&#8217;attenzione sul Napoleone che è in ognuno di noi. “La bellezza è sempre unione di opposti – era il manifesto del Realismo Estetico di Eli Siegel, corrente cui Koppelman aderì negli anni Quaranta – e unire gli opposti è quel che cerchiamo di realizzare in noi stessi”. Ecco l&#8217;intimo desiderio di Napoleone: portare la democrazia affermando però la propria autorità. Ed ecco l&#8217;intimo desiderio del Napoleone interiore: affermare il “noi”, mettendo in mostra l&#8217;“io”. Dal desiderio di illustrare questa scoperta, prende le mosse la ricerca di Koppelman, correndo attraverso dipinti, pastelli, acqueforti, incisioni su linoleum, acquerelli per giocare con i suoi stessi risultati. Napoleone osserva l&#8217;orizzonte artistico nei secoli, guardando perfino se stesso allo specchio, non per avere risposte ma forse per porre domande sulla vera natura dell&#8217;uomo e dei suoi desideri. [Dino Gasperini, Assessore alle Politiche Culturali e Centro Storico]
<p>Chaim Koppelman was only nine when he first drew a profile of Napoleon in his geography book. It wasn&#8217;t supposed to be a portrait, just a drawing by a talented child who puts down on paper things that strike him or arouse his curiosity, without wondering too much about them. That casual drawing is still there, apparently forgotten in the bustle of a lifetime, artistic and otherwise, that had soon begun to mark out its course. Like all passions, though, that profile of Napoleon caused subterranean reflections to ripen in Koppelman, bringing new stimuli and works to light and to his art. And even a “new” Napoleon, freed from being an actual historical figure and becoming an icon and symbol in the collective consciousness. And, perhaps still more significant, a flesh-and-blood personification of the battles that lead to the construction of harmony. Koppelman focuses attention on the Napoleon who&#8217;s in every one of us. “All beauty is a making one of opposites, and the making one of opposites is what we are going after in ourselves,” proclaimed the manifesto of Eli Siegel&#8217;s Aesthetic Realism, a movement that Koppelman joined in the 1940s. This was Napoleon&#8217;s innermost desire: to bring democracy, but at the same time to assert his own authority. And it&#8217;s also the innermost desire of our inner Napoleon: to assert the “we” while flaunting our own “I.” Koppelman&#8217;s research started from his desire to illustrate this discovery in paintings, pastels, etchings, linoleum prints and watercolors, playing with his results. Napoleon observes the artistic horizon over the centuries and even looks at himself in a mirror, not to find answers but perhaps to raise questions about the true nature of humans and their desires. [Dino Gasperini, City Councillor for Cultural Policies and the Historic Center]
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			</item>
		<item>
		<title>Il Risorgimento dei romani &#8211; Il Risorgimento a colori &#8211; Giovanni Barracco</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/il-risorgimento-dei-romani-il-risorgimento-a-colori-giovanni-barracco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Sep 2011 14:03:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In un sonetto dei suoi, fulminante e impietoso,Giuseppe Gioacchino Belli accenna a "settantadue torzi de mela" (il numero dei cardinali dell'epoca) di cui uno sarà sempre "compagno" e successore del Papa.Ma aggiunge il poeta: "Puro abbasso la testa e nunme lagno / quann'esce quarch'editto che te gela / e qui a Roma ce sto perché ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/il-risorgimento-dei-romani-il-risorgimento-a-colori-giovanni-barracco/">Il Risorgimento dei romani &#8211; Il Risorgimento a colori &#8211; Giovanni Barracco</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In un sonetto dei suoi, fulminante e impietoso,Giuseppe Gioacchino Belli accenna a &#8220;settantadue torzi de mela&#8221; (il numero dei cardinali dell&#8217;epoca) di cui uno sarà sempre &#8220;compagno&#8221; e successore del Papa.Ma aggiunge il poeta: &#8220;Puro abbasso la testa e nunme lagno / quann&#8217;esce quarch&#8217;editto che te gela / e qui a Roma ce sto perché ogni ragno / è attaccato e vô bene a&#8217; la su&#8217; tela&#8221;. Le fotografie in mostra ne Il Risorgimento dei romani. Fotografie dal 1849 al 1870 raccontano di una città estremamente complessa in cui coabitano anime diverse e persino opposte. C&#8217;è la Roma dileggiata dei papalini e dei papisti: è la corte di Pio IX con tanto di esercito schierato a difesa del suo potere temporale; c&#8217;è la Roma dei patrioti: è quella di gente che va in battaglia, al Gianicolo come a Mentana; c&#8217;è la Roma degli artisti che, con curiosità, si affaccia alla giovane arte della fotografia e all&#8217;intuizione di Monsieur Daguerre; e infine c&#8217;è la Roma popolana, indifferente per costituzione al suo stesso destino, quale la descrisse Ferdinando Gregorovius nei suoi Diari &#8220;I romani non si curano affatto del concilio. Nessuno bada alle chiacchiere in S. Pietro…&#8221;. Così scrive il 7 gennaio dell&#8217;anno di grazia 1870, alba di quel 20 settembre in cui Roma divenne italiana, nonostante il grido di dolore del Pontefice contro gli invasori, &#8220;generazione perversa ed adultera&#8221; su cui s&#8217;invocava la misericordia di Dio. Non la libertà. [dalla presentazione di Umberto Croppi]
<p>Un artista a tal punto coinvolto dalla temperie della sua epoca da farsi e farne opera: quest&#8217;immagine nitidamente romantica ben descrive il senso di una mostra che celebra la presa di Roma. I nomi e le vicende dei pittori in esposizione oltrepassano del resto il puro dato critico: gli episodi risorgimentali saranno temi ricorrenti nel lavoro del messinese Dario Querci; di Michelangelo Pacetti conosciamo il suo legame d&#8217;amicizia con Massimo D&#8217;Azeglio; quanto a IppolitoCaffi, egli pagò con la prigionia il sospetto di amicizie troppo liberali; il londinese George Housman Thomas era di stanza a Roma proprio nei giorni caldi della Repubblica e la sua arte ne fu testimone; Girolamo Induno si arruolò a sua volta volontario a difesa di Roma, si battè e dipinse e le due attività finirono per confondersi; il fratello Domenico dovette fuggire in Svizzera dopo i moti milanesi; Michele Cammarano e Onorato Carlandi si arruolarono agli ordini del Generale Garibaldi;Carlo Ademollo, di ascendenze liberali, documentò i momenti salienti del nostro Risorgimento; la vita di Gioacchino Toma coincise con quella di un patriota perseguitato dall&#8217;oppressore. In Il Risorgimento a colori domina insomma il colore della libertà, quasi a racchiudere in sé tutte le tonalità possibili di un&#8217;arte che, allora, dipinse la nascente storia d&#8217;Italia, illustrandone l&#8217;eroismo, l&#8217;estremo atto di sacrificio, la speranza di una nazione unita e liberata. Dall&#8217;elezione di Pio IX al 1870- anno della sua sconfitta più amara e più necessaria- trascorrono ventiquattro anni di grande fermento e di ideali autentici, che questa mostra racconta ai suoi visitatori e ai romani, figli di quel tempo e riconoscenti a quegli artisti. [dalla presentazione di Umberto Croppi] </p>
<p>La vita di Giovanni Barracco rappresenta la parabola esemplare di un personaggio che ha attraversato un tratto saliente di storia italiana. Nato nel 1829 a Isola Capo Rizzuto nel pieno del borbonico Regno delle Due Sicilie (è l&#8217;anno in cui infuria la repressione poliziesca dello Stato pontificio guidata, di fatto, dal potente Cardinale Giuseppe Albani), Barracco morirà proprio all&#8217;alba del 1914, spartiacque decisivo della storia d&#8217;Europa, al termine di un&#8217;esistenza tutta votata alla condivisione dei destini d&#8217;Italia e di quel Meridione di cuimai avrebbe disconosciuto le sue origini. Ma ciò che nello specifico fa di Barracco un caso unico del nostro Ottocento sta nell&#8217;esser riuscito come nessuno a conciliare l&#8217;impegno politico con la grande passione della sua vita: l&#8217;arte. Egli infatti resterà deputato per ben 25 anni, finché Umberto I lo nominerà, nel 1886, Senatore del Regno, lui che nel 1869 aveva addirittura rifiutato il Ministero degli Affari Esteri per potersi dedicare con piena cura alle sue attività culturali! Fu del resto grazie alla sua perseveranza che furono emanate diverse leggi riguardanti le &#8220;belle arti&#8221;, tra le quali quella che istituiva la Passeggiata Archeologica. Collezionista di inarrivabile raffinatezza, Giovanni Barracco decise ai primi del &#8216;900 di donare il suo immenso tesoro alla città di Roma, dalla fine degli anni Quaranta ospitato nella &#8220;Farnesina ai Baullari&#8221;, spazio che pertanto, come pochi altri, sarà eletto come simbolo dell&#8217;Unità d&#8217;Italia e che oggi, in occasione del 150 anniversario, assume il senso di celebrare una delle figure più nobili della nostra storia, che seppe difendere con eguale impeto la causa nazionale e il sogno europeo.</p>
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		<title>Poesia della natura</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/poesia-della-natura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 14:04:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Idealista, patriota, riformatore, Onorato Carlandi, artista dalla forte vocazione, diede un importante impulso alla vita culturale romana dei primi decenni del Novecento, valorizzando la pittura di paesaggio, con l'intento di illustrare la “poesia della natura”, come sottolinea il titolo della mostra e del catalogo.È grazie a lui, prima tra i fondatori della Società degli Acquarellisti ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Idealista, patriota, riformatore, Onorato Carlandi, artista dalla forte vocazione, diede un importante impulso alla vita culturale romana dei primi decenni del Novecento, valorizzando la pittura di paesaggio, con l&#8217;intento di illustrare la “poesia della natura”, come sottolinea il titolo della mostra e del catalogo.<br />È grazie a lui, prima tra i fondatori della Società degli Acquarellisti e poi del gruppo dei XXV della Campagna Romana, che sono giunte fino a noi molte immagini di una città perduta. Sguardo e pennello di Carlandi, infatti, hanno sempre guardato lontano, guidati da un vivace spirito di innovazione e dalla ferma convinzione della necessità di liberare la pittura da pesanti e rigidi schematismi.<br />La mostra e il catalogo raccontano la seduzione che il paesaggio esercitò sull&#8217;artista, ponendo in ideale dialogo gli acquerelli del periodo inglese, quando Carlandi si recò a Londra dove si fece conquistare dal romanticismo pittorico di Constable e Turner, e alcune vedute romane, più mature, simbolo del suo amore per la città.<br />[Dino Gasperini, Assessore alle Politiche Culturali e Centro Storico]
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		<title>Il Risorgimento a colori</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/il-risorgimento-a-colori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Nov 2010 13:04:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un artista a tal punto coinvolto dalla temperie della sua epoca da farsi e farne opera: quest'immagine nitidamente romantica ben descrive il senso di una mostra che celebra la presa di Roma. I nomi e le vicende dei pittori in esposizione oltrepassano del resto il puro dato critico: gli episodi risorgimentali saranno temi ricorrenti nel ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/il-risorgimento-a-colori/">Il Risorgimento a colori</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un artista a tal punto coinvolto dalla temperie della sua epoca da farsi e farne opera: quest&#8217;immagine nitidamente romantica ben descrive il senso di una mostra che celebra la presa di Roma. I nomi e le vicende dei pittori in esposizione oltrepassano del resto il puro dato critico: gli episodi risorgimentali saranno temi ricorrenti nel lavoro del messinese Dario Querci; di Michelangelo Pacetti conosciamo il suo legame d&#8217;amicizia con Massimo D&#8217;Azeglio; quanto a IppolitoCaffi, egli pagò con la prigionia il sospetto di amicizie troppo liberali; il londinese George Housman Thomas era di stanza a Roma proprio nei giorni caldi della Repubblica e la sua arte ne fu testimone; Girolamo Induno si arruolò a sua volta volontario a difesa di Roma, si battè e dipinse e le due attività finirono per confondersi; il fratello Domenico dovette fuggire in Svizzera dopo i moti milanesi; Michele Cammarano e Onorato Carlandi si arruolarono agli ordini del Generale Garibaldi;Carlo Ademollo, di ascendenze liberali, documentò i momenti salienti del nostro Risorgimento; la vita di Gioacchino Toma coincise con quella di un patriota perseguitato dall&#8217;oppressore. In Il Risorgimento a colori domina insomma il colore della libertà, quasi a racchiudere in sé tutte le tonalità possibili di un&#8217;arte che, allora, dipinse la nascente storia d&#8217;Italia, illustrandone l&#8217;eroismo, l&#8217;estremo atto di sacrificio, la speranza di una nazione unita e liberata. Dall&#8217;elezione di Pio IX al 1870- anno della sua sconfitta più amara e più necessaria- trascorrono ventiquattro anni di grande fermento e di ideali autentici, che questa mostra racconta ai suoi visitatori e ai romani, figli di quel tempo e riconoscenti a quegli artisti. [dalla presentazione di Umberto Croppi] </p>
<p>Il volume è a cura di Maria Elisa Tittoni.</p>
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		<title>Il Risorgimento dei romani</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/il-risorgimento-dei-romani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Nov 2010 13:04:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In un sonetto dei suoi, fulminante e impietoso,Giuseppe Gioacchino Belli accenna a "settantadue torzi de mela" (il numero dei cardinali dell'epoca) di cui uno sarà sempre "compagno" e successore del Papa.Ma aggiunge il poeta: "Puro abbasso la testa e nunme lagno / quann'esce quarch'editto che te gela / e qui a Roma ce sto perché ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/il-risorgimento-dei-romani/">Il Risorgimento dei romani</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In un sonetto dei suoi, fulminante e impietoso,Giuseppe Gioacchino Belli accenna a &#8220;settantadue torzi de mela&#8221; (il numero dei cardinali dell&#8217;epoca) di cui uno sarà sempre &#8220;compagno&#8221; e successore del Papa.Ma aggiunge il poeta: &#8220;Puro abbasso la testa e nunme lagno / quann&#8217;esce quarch&#8217;editto che te gela / e qui a Roma ce sto perché ogni ragno / è attaccato e vô bene a&#8217; la su&#8217; tela&#8221;. Le fotografie in mostra ne Il Risorgimento dei romani. Fotografie dal 1849 al 1870 raccontano di una città estremamente complessa in cui coabitano anime diverse e persino opposte. C&#8217;è la Roma dileggiata dei papalini e dei papisti: è la corte di Pio IX con tanto di esercito schierato a difesa del suo potere temporale; c&#8217;è la Roma dei patrioti: è quella di gente che va in battaglia, al Gianicolo come a Mentana; c&#8217;è la Roma degli artisti che, con curiosità, si affaccia alla giovane arte della fotografia e all&#8217;intuizione di Monsieur Daguerre; e infine c&#8217;è la Roma popolana, indifferente per costituzione al suo stesso destino, quale la descrisse Ferdinando Gregorovius nei suoi Diari &#8220;I romani non si curano affatto del concilio. Nessuno bada alle chiacchiere in S. Pietro…&#8221;. Così scrive il 7 gennaio dell&#8217;anno di grazia 1870, alba di quel 20 settembre in cui Roma divenne italiana, nonostante il grido di dolore del Pontefice contro gli invasori, &#8220;generazione perversa ed adultera&#8221; su cui s&#8217;invocava la misericordia di Dio. Non la libertà. [dalla presentazione di Umberto Croppi]
<p>Il  volume è a cura di Maria Elisa Tittoni, Anita Margiotta, Fabio Betti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/il-risorgimento-dei-romani/">Il Risorgimento dei romani</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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