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	<title>Villani Marcello Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Villani Marcello Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Il Palazzo della Civiltà Romana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Dec 2024 16:11:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tra i grandi edifici dell’EUR, il Palazzo della Civiltà Romana manifesta caratteri del tutto peculiari. Innanzitutto, è una sorta di edificio ‘doppio’ con i corpi laterali, che ospitano gli ingressi, a cui viene attribuito il ruolo principale, mentre il blocco centrale, sul quale dovrebbe convergere la visione, è in realtà un semplice diaframma filtrante. In ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra i grandi edifici dell’EUR, il Palazzo della Civiltà Romana manifesta caratteri del tutto peculiari. Innanzitutto, è una sorta di edificio ‘doppio’ con i corpi laterali, che ospitano gli ingressi, a cui viene attribuito il ruolo principale, mentre il blocco centrale, sul quale dovrebbe convergere la visione, è in realtà un semplice diaframma filtrante. In secondo luogo, i lunghi prospetti che delimitano lateralmente lo spazio sono privi di aperture; ancora, il materiale prevalente si pone in netta antitesi rispetto al marmo chiaro generalmente presente negli altri edifici monumentali, esibendo un tono cromatico scuro lontano dall’abbacinante candore dominante nel quartiere. Particolare è infine anche la committenza, che non è quella statale o di importanti Enti pubblici, ma di un soggetto privato come la Fiat, peraltro centrale nella storia economica e sociale del nostro Paese. Questi sono solo alcuni dei motivi alla base dell’interesse critico nei confronti dell’edificio, ai quali è da aggiungere la scarsa conoscenza dell’opera, rimasta fino ad oggi priva di esaustivi riferimenti documentari e di adeguata attenzione critica. Lo scavo archivistico, in particolare per ciò che concerne l’Archivio Storico della Fiat, ha permesso di ricostruire le articolate fasi progettuali ed esecutive dell’opera, mentre lo scandaglio degli elaborati grafici originali, custoditi presso l’Archivio di Eur S.p.A., ha evidenziato scelte e dettagli esecutivi. Lo studio di questo edificio ha significato dunque intraprendere innanzitutto un percorso inesplorato, che ha portato a confermare come una paziente indagine analitica ed un’attenta osservazione dell’opera possano condurre ad interpretare significati nascosti e spiegare elementi altrimenti di problematica lettura. Ma, soprattutto, lo studio compiuto ha ribadito la capacità dell’EUR di riservare ancora oggi impreviste scoperte a chi vi si accosti senza prevenzioni critiche.</p>
<p>MARCELLO VILLANI è professore ordinario presso il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, dove insegna Storia dell’architettura. Le sue ricerche sono orientate prevalentemente verso l’architettura delle età barocca e contemporanea, in particolare del Lazio, Umbria e della fascia medio-adriatica (Abruzzo, Marche). È autore di numerosi saggi, articoli e recensioni, apparsi su importanti riviste di settore e delle monografie Pietro da Cortona architetto (in collaborazione con A. Cerutti Fusco); La facciata di S. Maria in Via Lata. Committenza, iconologia, proporzionamento, ordini; La più nobil parte. L’architettura delle cupole a Roma 1580-1670; I Palazzi delle Esedre; Il Colonnato di piazza S. Pietro; Architettura per la città. Pescara ed il Museo d’arte moderna “Vittoria Colonna”; Storia dell’architettura barocca nelle Marche. Ha preso parte a numerosi Convegni nazionali ed internazionali, mostre ed esposizioni, tenendo conferenze su invito di importanti Enti culturali. Ha fatto parte di diversi progetti nazionali ed internazionali di ricerca, svolgendo la consulenza storica per il restauro del Colonnato di piazza S. Pietro (insieme a Sandro Benedetti). È componente del consiglio scientifico delle riviste di classe A “Palladio” ed “Opus”.</p>
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		<title>Territori fragili</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/territori-fragili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2020 14:09:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana STUDI E RICERCHE DI ARCHITETTURA del Dipartimento di Architettura Università degli Studi G. d' Annunzio, Chieti-PescaraTerritori Fragili è molto di più di una pubblicazione scientifica. È una piattaforma di ricerca che ha visto coinvolti tutti gli afferenti al Dipartimento di Architettura di Pescara. È il consolidarsi dei rapporti internazionali tra una rete di Università ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana STUDI E RICERCHE DI ARCHITETTURA del Dipartimento di Architettura Università degli Studi G. d&#8217; Annunzio, Chieti-Pescara</p>
<p>Territori Fragili è molto di più di una pubblicazione scientifica. È una piattaforma di ricerca che ha visto coinvolti tutti gli afferenti al Dipartimento di Architettura di Pescara. È il consolidarsi dei rapporti internazionali tra una rete di Università europee che hanno nell&#8217;area di appartenenza adriatica la loro matrice storico culturale. È una macchina organizzativa complessa che ha reso possibile l&#8217;interazione di più di un centinaio di ricercatori provenienti da diverse Università europee. È la premessa di quel concetto di III missione universitaria che intende riversare sui territori di appartenenza il know how delle ricerche universitarie. È soprattutto la passione e l&#8217;entusiasmo dei nostri giovani nel mettere a sistema le loro intelligenze per ottenere un risultato che va molto oltre la sommatoria dei loro singoli sforzi scientifici. Il mastodontico volume che ne è scaturito quasi ci sorprende. Un po&#8217; come quando si raggiunge la cima di una montagna: durante il percorso si è concentrati, testa bassa, nel superare una dopo l&#8217;altra le asperità del tragitto. Poi dopo ore di fatica si arriva in vetta, ci si volta finalmente indietro e si rimane stupiti nel vedere quanto cammino si è fatto e nel riconoscere laggiù in fondo il punto da cui si è partiti.</p>
<p>Con saggi di: Paolo Fusero, Lorenzo Pignatti, Florian Nepravishta, Lorenzo Pignatti, Florian Nepravishta, Yannis Aesopos, Emilia Corradi, Scira Menoni, Sandro Balducci, Paolo Desideri, Federica Ottone, Fabrizio Tucci, Mosè Ricci, Marcello Villani, Bulfone Gransinigh Federico, Cappiello Lucia, Mazzanti Claudio, Palestini Caterina, Pecoraro Ilaria, Flore Dario, Turco Claudia, Clarizia Francesca, Suma Marivita, Dešman Mihael, Piero Rovigatti, Abdelfattah Amr, Arapcic Emina, Zejnilovic Emina, Husukic Erna, Aristone Ottavia, Cemini Angela, Bojana Bojanic Obad Šcitaroci, Sopina Ana, Calace Francesca, Caffio Giovanni, Cilona Teresa, D&#8217;Alterio Stefania, Di Girolamo Claudia, Fusero Paolo, Di Carlo Piero, Massacesi Raffaella, Massimiano Lorenzo, Mantelli Maura, Rinaldi Tullia, Karray Sarah, Ruiz Pulpón Ángel Raúl, Rejeb Hichem, Khasib Sara, Abualrob Mohammad, Manigrasso Michele, Mantelli Maura, Massimiano Lorenzo, Oishi Naoko, Papando Klea, Redetti Enrico, Savino Michelangelo, Rovigatti Piero, Pisano Carlo, Saddi Veronica, Terracciano Anna, Turchiarulo Mariangela, Lorenzo Pignatti, Belardi Paolo, Bonvini Paolo, Mondaini Gianluigi, Capestro Antonio, Palumbo Cinzia, Ciampa Francesca, Corradi Emilia, Cozza Cassandra, Crotti Massimo, Di Giovanni Andrea, Di Lallo Federico, Di Ludovico Donato, Properzi Pierluigi, Frattari Camillo, Garzilli Francesca, Gioffrè Vincenzo, Gruosso Stefania, Iorio Andrea, Jovanovic Predrag, Dukanovic Zoran, Kapler Luna, Kuhtz Silvana, Rizzi Chiara, Leonardi Maria, Leveratto Jacopo, Basanelli Michela, Ghibusi Madalina, Mammarella Andrea, Manehasa Klaud, Muharremi Kristi, Meneghini Anna Bruna, Nifosì Chiara, Odobasic Novo Lejla, Ottaviani Romolo, Padoa Schioppa Caterina, Palazzolo Libero Carlo, Potenza Domenico, Salucci Antonella, Siciliano Ezio, Slak Tomaž, Stefano Davide, Carbonara Sebastiano, Tunzi Pasquale, Unali Maurizio, Vadini Ettore, Verde Alberto, Verducci Paolo, Vokshi Armand, Filippo Angelucci, Basti Antonio, Manigrasso Michele, Capuozzo Maria, Bianchi Roberto, Ruggiero Roberto, Bologna Roberto, Hasanaj Giulio, Cappelli Luigi, Cellucci Cristiana, Chella Fabrizio, Scalcione Erica, Clementi Matteo, Fontana Carlotta, Forlani Maria Cristina, De Martino Raffaella, Franchino Rossella, Frettoloso Caterina, Pisacane Nicola, De Pasquale Giorgia, Di Sivo Michele, Ladiana Daniela, Fiorelli Serena, Biloria Nimish, Marino Giuseppe, Maspoli Rossella, Montalto Federica, Ottone Maria Federica, Petrucci Enrica, Riera Dajla, Rabazo Martin Marta</p>
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		<title>Architettura per l&#8217;ospitalità</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/architettura-per-lospitalita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Mar 2020 14:09:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana STUDI E RICERCHE DI ARCHITETTURA del Dipartimento di Architettura Università degli Studi G. d'Annunzio, Chieti-Pescara, diretta da Paolo Fusero n.12I numerosi cambiamenti introdotti nella società civile dal progresso tecnologico e dall'intensificarsi delle comunicazioni con gli altri paesi, dall'incremento della ricchezza e dal bisogno di maggiori comodità «stimolarono naturalmente l'organismo alberghiero – scriveva Luigi Piccinato ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana STUDI E RICERCHE DI ARCHITETTURA del Dipartimento di Architettura Università degli Studi G. d&#8217;Annunzio, Chieti-Pescara, diretta da Paolo Fusero n.12</p>
<p>I numerosi cambiamenti introdotti nella società civile dal progresso tecnologico e dall&#8217;intensificarsi delle comunicazioni con gli altri paesi, dall&#8217;incremento della ricchezza e dal bisogno di maggiori comodità «stimolarono naturalmente l&#8217;organismo alberghiero – scriveva Luigi Piccinato nel 1925 – a darsi un particolare sviluppo, accrescendone l&#8217;importanza nei riguardi dell&#8217;economia cittadina». Dalla seconda metà dell&#8217;Ottocento e fino alle soglie della seconda guerra mondiale, infatti, l&#8217;architettura per l&#8217;ospitalità, intesa nella sua accezione più ampia rispetto al concetto di albergo tradizionale, attraversò una fase di grandi trasformazioni dando prova della capacità di adeguarsi tempestivamente alle esigenze della vita contemporanea. Attorno a questo tema, esaminato in rapporto alle sue molteplici relazioni con il contesto urbano, con il paesaggio naturale, con le esigenze estetiche e funzionali e con l&#8217;evoluzione dei costumi e del gusto del tempo, si articolano i contributi raccolti in questo volume la cui finalità è quella di offrire riflessioni sull&#8217;argomento e di stimolare l&#8217;interesse per nuove ricerche.</p>
<p>Adele Fiadino, Insegna Storia dell&#8217;architettura contemporanea presso l&#8217;Università degli Studi “Gabriele d&#8217;Annunzio” di Chieti e Pescara; svolge attività di ricerca sulla storia dell&#8217;architettura e sulle trasformazioni edilizie con particolare riferimento all&#8217;area centro-meridionale dell&#8217;Italia. È autrice di diverse pubblicazioni sull&#8217;architettura moderna e sulla storia dell&#8217;urbanistica e del territorio.</p>
<p>Guido Zucconi, nato nel 1950, insegna Storia dell&#8217;architettura presso l&#8217;Università IUAV di Venezia. Laurea in architettura presso il Politecnico di Milano, poi alla Princeton University (USA), tiene corsi anche alla Venice International University (VIU) e all&#8217;Università di Padova. Dell&#8217;Associazione italiana di storia urbana (AISU) è stato tra i fondatori, poi presidente dal 2009 al 2013; presidente dell&#8217;Ateneo Veneto dal 2014 al 2017.</p>
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		<title>IFAU &#8217;18 &#8211; Territori fragili. Paesaggi_Città_Architetture / Fragile territories. Landscapes_Cities_Architecture</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Nov 2019 14:09:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Per acquistare l'ebook con il proprio account e leggerlo su Google Libri clicca quiCollana STUDI E RICERCHE DI ARCHITETTURA del Dipartimento di Architettura Università degli Studi G. d' Annunzio, Chieti-PescaraIFAU 2018 – 2nd International Forum on Architecture and Urbanism ha lo scopo di portare a confronto docenti, ricercatori e studiosi per condividere e scambiarsi le ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://play.google.com/store/books/details?id=kcm-DwAAQBAJ" title="vai alla pagina di Google Books per acquistare l'ebook" target="_blank" style="color: #a94442;" rel="noopener">Per acquistare l&#8217;ebook con il proprio account e leggerlo su Google Libri clicca qui</a></strong></p>
<p>Collana STUDI E RICERCHE DI ARCHITETTURA del Dipartimento di Architettura Università degli Studi G. d&#8217; Annunzio, Chieti-Pescara</p>
<p>IFAU 2018 – 2nd International Forum on Architecture and Urbanism ha lo scopo di portare a confronto docenti, ricercatori e studiosi per condividere e scambiarsi le proprie esperienze e risultati di ricerca su tutti gli aspetti legati a Paesaggi_Città_Architetture all&#8217;interno di TERRITORI FRAGILI. Ha anche lo scopo di offrire un foro interdisciplinare per ricercatori, professionisti e docenti per presentare e discutere le innovazioni ed i trends più recenti, problemi e sfide affrontate e le soluzioni adottate per i Territori Fragili nelle Città in Transizione. Il Forum concentrerà la propria attenzione su paesaggi, città ed architetture localizzati all&#8217;interno di contesti e territori che rivelano una loro fragilità. La seconda edizione ampia i propri orizzonti tramite una serie di sguardi incrociati attraverso l&#8217;Euro Regione Adriatica-Ionica, da poco istituzionalizzata ed estesa oggi anche alla regione Balcanica. La fragilità di contesti e territori è infatti di molteplice natura. Esiste una fragilità dei territori dovuta a fenomeni naturali (terremoti, frane, alluvioni, incendi, siccità, ecc.) che creano situazioni di rischio sismico, idrogeologico ed ambientale che caratterizzano gran parte dell&#8217;Italia centrale e della regione Adriatica e dei Balcani. Esiste una fragilità economica e sociale soprattutto nei territori interni dove si riscontrano condizioni di vita e di lavoro precarie dovute allo spopolamento, all&#8217;emigrazione ed alla generalizzata crisi economica. Esiste una fragilità politica e sociale in quei territori che non hanno ancora raggiunto una stabilità e che sono stati interessati, anche recentemente, da fenomeni bellici e terroristici. Esiste una fragilità di quei territori attraversati da grandi flussi di migranti che si spostano da luoghi di conflitto verso luoghi dove ricercano una vita ordinaria e pacifica. Esiste una fragilità religiosa, linguistica ed etnica a seguito di tensioni ataviche e storiche laddove non si è ancora creata armonia e condivisione tra persone simili ma provenienti da credi, idiomi ed origini diverse. Esiste una fragilità del territorio agricolo che spesso non è più in grado di essere competitivo rispetto a produzioni industrializzate e non riesce a mantenere l&#8217;antico equilibrio tra paesaggio e produzione. Esiste una fragilità ambientale a seguito dell&#8217;inquinamento, della dispersione di rifiuti, di emissioni dannose che compromettono in maniera irreversibile il nostro habitat, sia naturale che antropizzato. Esiste una fragilità culturale nei luoghi dove la modernizzazione e globalizzazione non sono riuscite a svilupparsi in armonia con le tradizioni e le storie locali. Ma soprattutto tutte le nostre città sono interessate da fenomeni di abbandono e dismissione di aree centrali, periferiche e periurbane che creano una fragilità che diventa sempre più evidente e determina uno stravolgimento del senso dei luoghi e delle città. A questa si accompagna una dismissione di edifici, fabbriche, officine, magazzini e costruzioni di vario genere, che hanno perso la loro primaria funzione e sono abbandonati o in attesa di una nuova vita.</p>
<p>Con saggi di:<br />Federico Bulfone Gransinigh, Lucia Cappiello, Alessandra Carlini, Mihael Dešman, Adele Fiadino, Lia Giancristofaro, Raffaele Giannantonio, Ilenia Gioia, Andrea Improta, Michele Lepore, Claudio Mazzanti, Enrico Mirra, Caterina Palestini, Ilaria Pecoraro, Dario Flore, Claudia Turco, Francesca Clarizia, Marivita Suma, Veronica Salomone, Alfredo Mantini, Francesco Scialla, Amr Abdelfattah, Hind Alshoubaki, Lucio Zazzara, Emina Arapcic, Emina Zejnilovic, Erna Husukic, Ottavia Aristone, Angela Cimini, Giovanni Bello, Guya Bertelli, Pasquale Mei, Michele Roda, Bojana Bojanic Obad Šcitaroci, Ana Sopina, Martina Bordoni, Francesca Calace, Teresa Cilona, Stefania D&#8217;Alterio, Giuseppe De Luca, Luca Di Figlia, Claudia Di Girolamo, Maddalena Ferretti, Antonia Fratino, Paolo Fusero, Piero Di Carlo, Raffaella Massacesi, Lorenzo Massimiano, Maura Mantelli, Tullia Rinaldi, Roberto Gerundo, Renata Lopez, Livia Russo, Sahar Karray, Ángel Raúl Ruiz Pulpón, Hichem Rejeb, Demetra Katsota, Constantinos Petrakos, Sara Khasib, Mohammad Abualrob, Fabrizio Leoni, Michele Manigrasso, Maura Mantelli, Nicola Martinelli, Vito D&#8217;Onghia, Silvana Milella, Lorenzo Massimiano, Luciana Mastrolonardo, Jonida Meniku, Loreta Çapeli, Endrit Tuzi, Giuseppe Milano, Patrizia Montuori, Marco Felli, Vincenzo Di Florio, Ana Nikezic, Naoko Oishi, Klea Papando, Nicola Petaccia, Carlo Pisano, Veronica Saddi, Gabriella Pultrone, Enrico Redetti, Michelangelo Savino, Piero Rovigatti, Faika Saidi, Said Maazouz, Nicola Davide Selvaggio, Anna Terracciano, Mariangela Turchiarulo, Chiara Amato, Chiara Ravagnan, Francesca Rossi, Silvia Uras, Arba Baxhaku, Paolo Belardi, Paolo Bonvini, Gianluigi Mondaini, Oketa Borici Bora Braçe, Anna Yunnitsyna, Gianni Brandolino, Gaetano Gineex, Vincenzo Gioffrè, Massimo Lauria, Domenico Mediati, Mariana Bucat, Morana Ostojic, Nikola Bojanic, Antonio Capestro, Cinzia Palumbo, Francesca Ciampa, Maria Adele Colicchio, Antonella Contin, Stefano Sanna, Giulia Tagliente, Chiara Corazziere, Emilia Corradi, Cassandra Cozza, Massimo Crotti, Vincenzo d&#8217;Abramo, Silvia Dalzero, Farnaz Dehqani, Andrea Di Giovanni, Federico di Lallo, Clelia Carbotti, Marta Cardone, Maria Catamo, Donato Di Ludovico, Pierluigi Properzi, Andrea Donelli, Camillo Frattari, Chiara Garau, Giulia Desogus, Francesca Garzilli, Vincenzo Gioffrè, Lorenzo Giordano, Paolo Giordano, Giulio Girasante, Cristian Gori, Silvia Gron, Cristiano Tosco, Stefania Gruosso, Elton Hala, Florian Nepravishta, Ledita Mezini, Andrea Iorio, Predrag Jovanovic, Zoran Ðukanovic, Luna Kappler, Silvana Kühtz, Chiara Rizzi, Maria Leonardi, Jacopo Leveratto, Politecnico di Milano; Michela Bassanelli, Madalina Ghibusi, Andrea Mammarella, Klaud Manehasa, Kristi Muharremi, Giuseppe Marinelli De Marco, Anna Bruna Menghini, Giulia Menzietti, Anna Maria Miracco, Luisa Santini, Alessandro Santucci, Michele Montemurro, Maddalena Colonna, Aldo Pisanello, Carla Mottola, Lejla Odobasic, Romolo Ottaviani, Caterina Padoa Schioppa, Libero Carlo Palazzolo, Nicola Parisi, Elena Paudice, Daphne Petratou, Michela Pirro, Valentina Coccia, Gemma Renella, Domenico Potenza, Antonella Salucci, Francesca Liberatore, Francesca Sarno, Andi Shameti, Irina Branko, Juljan Veleshnja, Ezio Siciliano, Tomaž Slak, Pasquale Tunzi, Maurizio Unali, Ettore Vadini, Margherita Valcanover, Alberto Verde, Paolo Verducci, Angela Fiorelli, Armand Vokshi, Claudio Zanirato, Francesco Alberti, Roberto Fiaschi, Marco Natali, Francesca Tommasoni, Maria Beatrice Andreucci, Romina D&#8217;Ascanio, Antonio Basti, Michele Manigrasso, Maria Capuozzo, Roberto Bianchi, Roberto Ruggiero, Carlo Bianchini, Piero Cimbolli Spagnesi, Tommaso Empler, Samuele Biondi, Giovanni Mataloni, Sergio Montelpare, Marina Block, Roberto Bologna, Giulio Hasanaj, Luigi Cappelli, Sebastiano Carbonara, Davide Stefano, Paolo Carli, Valentina Dessì, Matteo Clementi, Tae Han Kim, Cristiana Cellucci, Fabrizio Chella, Erica Scalcione, Matteo Clementi, Carlotta Fontana, Maria Cristina Forlani, Giuseppe d&#8217;Agostino, Raffaela De Martino, Rossella Franchino, Caterina Frettoloso, Nicola Pisacane, Giorgia De Pasquale, Michele Di Sivo, Daniela Ladiana, Giacinto Donvito, Maria Rita Schirru, Cristina Fiore, Serena Fiorelli, Nimish Biloria, Elisa Ieie, Giuseppe Marino, Rossella Maspoli, Raffaella Massacesi, Federica Montalto, Consuelo Nava, Federico Orsini, Federica Ottone, Enrica Petrucci, Dajla Riera, Marta Pilleri, Marta Rabazo Martin, Alessandro Rogora, Paolo Carli, Erica Scalcione, Alberto Viskovic, Donatella Radogna, Maria Cristina Forlani</p>
<p><strong><a href="https://play.google.com/store/books/details?id=kcm-DwAAQBAJ" title="vai alla pagina di Google Books per acquistare l'ebook" target="_blank" style="color: #a94442;" rel="noopener">Per acquistare l&#8217;ebook con il proprio account e leggerlo su Google Libri clicca qui</a></strong></p>
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		<title>Architettura per la città</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/architettura-per-la-citta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Oct 2017 14:08:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana STUDI E RICERCHE DI ARCHITETTURA del Dipartimento di Architettura Università degli Studi G. d' Annunzio, Chieti-Pescara, diretta da Paolo Fusero n.9Il Museo d'arte moderna “Vittoria Colonna” si inserisce in un quadro storico, come quello della Pescara degli anni Cinquanta, fortemente connotato in molti suoi elementi base (anche se non certo privo di contraddizioni); al ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana STUDI E RICERCHE DI ARCHITETTURA del Dipartimento di Architettura Università degli Studi G. d&#8217; Annunzio, Chieti-Pescara, diretta da Paolo Fusero n.9</p>
<p>Il Museo d&#8217;arte moderna “Vittoria Colonna” si inserisce in un quadro storico, come quello della Pescara degli anni Cinquanta, fortemente connotato in molti suoi elementi base (anche se non certo privo di contraddizioni); al tempo stesso, è frutto della collaborazione di due figure professionali, come quelle di Eugenio Montuori e di Giustino Cantamaglia, tutt&#8217;altro che omogenee per formazione culturale, percorso personale, ambito d&#8217;attività. L&#8217;adesione al contesto pescarese non si presta, nel caso specifico, ad una facile lettura, dal momento che, a prima vista, nulla della tradizione architettonica locale, delle più radicate linee compositive e persino dei materiali regionali traspare dall&#8217;opera realizzata. Se non sono isolabili precise convergenze stilistiche, il contatto con il genius loci non è assente, ma viene sviluppato su un piano essenzialmente concettuale: quello connesso all&#8217;immagine della città in quegli anni o, meglio, a ciò che la comunità pescarese ambiva mostrare di se stessa e delle proprie prospettive a livello nazionale nel fervido clima del dopoguerra. In altri termini, più che il passato anche prossimo della città, l&#8217;edificio vuole evocare soprattutto il suo presente: esprimere cioè, condensandolo nelle sue linee architettoniche, lo slancio vitale della città che rinasce: l&#8217;hic et nunc della Pescara dei primi anni Cinquanta. In questo senso, pochi edifici più del Museo d&#8217;arte moderna appartengono ad un contesto ed ad un tempo.</p>
<p>Marcello Villani – Insegna Storia dell&#8217;architettura presso il Dipartimento di Architettura dell&#8217;Università degli Studi “G. d&#8217;Annunzio” di Chieti e Pescara. Le sue ricerche sono orientate prevalentemente verso l&#8217;architettura dell&#8217;età barocca e del XX secolo. Autore di numerosi saggi apparsi su importanti riviste di settore, ha pubblicato le monografie Pietro da Cortona architetto (con Annarosa Cerutti Fusco); La facciata di S. Maria in Via Lata. Committenza, iconologia, proporzionamento; La più nobil parte. L&#8217;architettura delle cupole a Roma 1580-1670; I Palazzi delle Esedre; Il Colonnato di piazza S. Pietro. Ha preso parte a diversi Convegni internazionali, collaborando a Mostre ed a progetti nazionali di ricerca. Attualmente sta conducendo un articolato studio sull&#8217;architettura dell&#8217;età barocca in Abruzzo e nelle Marche.</p>
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		<title>Il Colonnato di piazza S. Pietro</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/il-colonnato-di-piazza-s-pietro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Sep 2016 14:06:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana PRESENZE diretta da Sandro Benedetti n.13Opera che fra le antiche poche ne hà pari, fra le moderne nissuna, e che difficilmente può essere eguagliata dalle future: con queste parole, alcuni decenni dopo il suo completamento, Domenico Bernini presentava il Colonnato vaticano, esaltandone l'eccezionalità storica. Proprio la convinzione che la corretta comprensione di quest'opera ‘unica' ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana PRESENZE diretta da Sandro Benedetti n.13</p>
<p>Opera che fra le antiche poche ne hà pari, fra le moderne nissuna, e che difficilmente può essere eguagliata dalle future: con queste parole, alcuni decenni dopo il suo completamento, Domenico Bernini presentava il Colonnato vaticano, esaltandone l&#8217;eccezionalità storica. Proprio la convinzione che la corretta comprensione di quest&#8217;opera ‘unica&#8217; fosse possibile solo affrontandone organicamente lo studio, indagandone cioè contemporaneamente i molti aspetti e significati, ha orientato il pluriennale lavoro di ricerca che è alla base di questo volume. Superamento della logica del contributo settoriale, rigorosa analisi di fonti note ed inedite (tra cui i modelli lignei, finora non esplorati), ricostruzione su nuove basi dell&#8217;iter progettuale ed esecutivo, scavo analitico dei diversificati problemi – economici, organizzativi, funzionali, strutturali – che il Bernini e la sua équipe hanno dovuto affrontare nell&#8217;arco di oltre dieci anni, interpretazione dei temi architettonici caratterizzanti (come le motivazioni alla base del Colonnato, i complessi rapporti tra Alessandro VII, il Bernini e Virgilio Spada, il confronto con la cultura architettonica cinquecentesca, l&#8217;incompiuta vicenda del terzo Braccio): questo l&#8217;insieme dei motivi del volume, che si propone di favorire una più estesa comprensione di uno dei massimi capolavori della cultura barocca europea.</p>
<p>MARCELLO VILLANI insegna Storia dell&#8217;architettura presso il Dipartimento di Architettura dell&#8217;Università degli Studi “G. d&#8217;Annunzio” di Chieti e Pescara. Le sue ricerche sono orientate prevalentemente verso l&#8217;architettura dell&#8217;età barocca e del XX secolo. Autore di numerosi saggi apparsi su importanti riviste di settore, ha pubblicato le monografie Pietro da Cortona architetto (con Annarosa Cerutti Fusco); La facciata di S. Maria in Via Lata. Committenza, iconologia, proporzionamento; La più nobil parte. L&#8217;architettura delle cupole a Roma 1580-1670; I Palazzi delle Esedre. Ha preso parte a diversi Convegni internazionali, collaborando a Mostre ed a progetti nazionali di ricerca. Attualmente sta conducendo un articolato studio sull&#8217;architettura dell&#8217;età barocca nelle Marche.</p>
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		<title>I Palazzi delle Esedre</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/i-palazzi-delle-esedre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Dec 2012 14:05:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il volume costituisce il primo organico studio relativo a due tra i più rappresentativi edifici dell'EUR: i Palazzi delle Esedre, opera degli architetti Giovanni Muzio, Mario Paniconi e Giulio Pediconi. La ricerca archivistica, che ha portato alla luce una documentazione in larga parte inedita (corrispondenza, delibere, contratti, elaborati grafici progettuali, disegni esecutivi, verbali di cantiere) ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il volume costituisce il primo organico studio relativo a due tra i più rappresentativi edifici dell&#8217;EUR: i Palazzi delle Esedre, opera degli architetti Giovanni Muzio, Mario Paniconi e Giulio Pediconi. La ricerca archivistica, che ha portato alla luce una documentazione in larga parte inedita (corrispondenza, delibere, contratti, elaborati grafici progettuali, disegni esecutivi, verbali di cantiere) conservata prevalentemente presso l&#8217;Archivio Centrale dello Stato di Roma e gli Archivi Storici dell&#8217;I.N.A. e dell&#8217;I.N.P.S., ha permesso di ricostruire l&#8217;effettiva successione cronologica delle varie fasi, dall&#8217;incarico ai tre architetti (1938), selezionati non attraverso una procedura concorsuale ma per incarico diretto, alla conclusione dei lavori nel dopoguerra. L&#8217;analisi dei caratteri architettonici (impostazione compositiva, vincoli funzionali, articolazione distributiva, rapporti proporzionali, soluzioni strutturali, diversificazione dei materiali) ha costituito la solida base per la lettura iconologica dei palazzi, che ha condotto ad isolare un quadro di riferimento ancorato alla tradizione architettonica nazionale, interpretata alla luce della posizione privilegiata (l&#8217;Atrio d&#8217;onore dell&#8217;EUR) assegnata ai due edifici. Nella parte conclusiva del volume i Palazzi delle Esedre sono stati inseriti nel più generale contesto dell&#8217;E 42, in relazione al quale è stata tratteggiata una rilettura critica condotta sulla base delle posizioni politiche, ideologiche ed economiche maturate nello specifico momento storico: cercando di superare abusate formule critiche, ma soprattutto di indagare le molteplici modalità di ricezione da parte degli architetti degli orientamenti palesati dai vertici decisionali e, dunque, l&#8217;articolazione delle diverse anime presenti in quella che sin dall&#8217;inizio venne concepita come la massima impresa architettonica dell&#8217;età fascista.</p>
<p>MARCELLO VILLANI è professore Associato presso la Facoltà di Architettura dell&#8217;Università degli Studi “G. d&#8217;Annunzio”di Chieti e Pescara, dove insegna Storia dell&#8217;Architettura II. Le sue ricerche sono orientate prevalentemente verso l&#8217;architettura dell&#8217;età barocca e quella del XX secolo. Ha pubblicato i volumi Pietro da Cortona architetto (Roma 2002, in collaborazione con A. Cerutti Fusco), La facciata di S. Maria in Via Lata. Committenza, iconologia, proporzionamento, ordini (Roma 2006), La più nobil parte. L&#8217;architettura delle cupole a Roma 1580-1670 (Roma 2008). È autore di numerosi saggi e recensioni, apparsi su importanti riviste di settore (Palladio, Studi Romani, etc.). Ha preso parte a convegni nazionali ed internazionali (Pietro da Cortona, 1997; Francesco Borromini, 2000; Luigi Vanvitelli, 2000; L&#8217;Architettura nelle città italiane del XX secolo, 2001; L&#8217;Altra Modernità. Città e architettura, 2007) ed alla Giornata di Studio su Gustavo Giovannoni (2003). Ha fatto parte di progetti nazionali di ricerca, collaborando ad esposizioni, tra le quali si segnalano Altari Post-Conciliari (1992), Spatia Ecclesiae (1994), Cappelle Palatine (1997), Opus Italicum. Italštì Renesan nì Baroknì Architekti v Praze (2001), Roma Barocca. Bernini, Borromini, Pietro da Cortona (2006). Attualmente sta svolgendo un lavoro di ricerca e consulenza storica nell&#8217;ambito del restauro del Colonnato berniniano di piazza S. Pietro (con Sandro Benedetti).</p>
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		<title>Pietro da Cortona Architetto</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/pietro-da-cortona-architetto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jan 2002 13:01:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Esito di un articolato lavoro di ricerca, la prima monografia su Pietro da Cortona architetto si offre come contributo alla discussione critica e come riferimento per ulteriori studi. L'attività architettonica del Berrettini, di cui gli Autori indagano le relazioni con la committenza, i mecenati ed i circoli artistici ed eruditi del tempo, è analizzata nel ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Esito di un articolato lavoro di ricerca, la prima monografia su Pietro da Cortona architetto si offre come contributo alla discussione critica e come riferimento per ulteriori studi. L&#8217;attività architettonica del Berrettini, di cui gli Autori indagano le relazioni con la committenza, i mecenati ed i circoli artistici ed eruditi del tempo, è analizzata nel contesto storico del Seicento. Il volume è suddiviso in tre parti: cultura architettonica e fortuna critica, schede delle opere, temi. Attraverso l&#8217;esame delle vicende legate al Berrettini, la prima parte delinea un quadro della società del XVII secolo, vista nei suoi splendori, ma anche nelle sue profonde contraddizioni. Delle architetture e dei progetti del Berrettini, ordinati cronologicamente nelle schede, si forniscono i dati fondamentali alla luce della documentazione; sono poi esaminate le differenti interpretazioni critiche, per giungere infine ad un bilancio complessivo. Selezionate alcune tematiche rilevanti della cultura barocca, l&#8217;ultima parte del volume considera alcuni nodi centrali della personalità artistica e della poetica cortoniane, con un approccio critico attento ai problemi insoluti. Chiave di lettura del testo rimane, comunque, il costante confronto condotto tra l&#8217;opera cortoniana da una parte, e le molteplici manifestazioni della cultura dell&#8217;epoca, dall&#8217;altra. La monografia, corredata da un nutrito apparato di illustrazioni (disegni, incisioni, fotografie, etc.), si conclude con un&#8217;ampia bibliografia generale ed un indice analitico.</p>
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		<title>Pietro da Cortona: piccole e grandi architetture</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/pietro-da-cortona-piccole-e-grandi-architetture/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana PRESENZE diretta da Sandro Benedetti n.3Pietro da Cortona, protagonista del Barocco romano assieme a Bernini e Borromini, non ha avuto, come architetto, una fortuna critica paragonabile a quella dei suoi colleghi. Gli studi qui raccolti intendono evidenziare i molteplici livelli formativi in cui Cortona ha lasciato la sua personalissima impronta, a partire dagli accesi ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana PRESENZE diretta da Sandro Benedetti n.3</p>
<p>Pietro da Cortona, protagonista del Barocco romano assieme a Bernini e Borromini, non ha avuto, come architetto, una fortuna critica paragonabile a quella dei suoi colleghi. Gli studi qui raccolti intendono evidenziare i molteplici livelli formativi in cui Cortona ha lasciato la sua personalissima impronta, a partire dagli accesi intrecci decorativi, sostanziati di simbologia cristiana, che animano volte e soffitti nella sua architettura sacra. I contributi, con accurati rilievi, su monumenti funebri e cappelle sinora scarsamente investigati, i modelli lignei di ambiziose opere distrutte o irrealizzate, come il Pineto Sacchetti, il Palazzo con fontana a piazza Colonna, il progetto per il Louvre a Parigi, mettono in risalto le potenzialità di un linguaggio architettonico capace sia di investire con inedita densità la piccola scala, sia di segnare con risultati altamente innovativi la scena urbana.</p>
<p>Sandro Benedetti, ordinario di Storia dell&#8217;Architettura Moderna presso la Prima Facoltà di Architettura dell&#8217;Università di Roma &#8220;La Sapienza&#8221;, è autore di volumi e studi sul Cinquecento, su maestri del Barocco romano e sull&#8217;Arcadia architettonica. Svolge altresì attività di riflessione e progettazione, documentata in volumi e riviste di architettura contemporanea.</p>
<p>Augusto Roca De Amicis, ordinario di Storia dell&#8217;Architettura Moderna presso la Prima Facoltà di Architettura dell&#8217;Università di Roma &#8220;La Sapienza&#8221;, è autore di numerosi studi su Borromini, Bernini, Cortona, Guarini, oltre che sulla storia urbana di Roma tra XVI e XVII secolo.</p>
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		<title>L&#8217;architettura delle cupole a Roma 1580-1670</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/larchitettura-delle-cupole-a-roma-1580-1670/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana PRESENZE diretta da Sandro Benedetti n.4L'indagine archivistica, l'esame delle fonti grafiche, l'osservazione ravvicinata ed il confronto incrociato sono alla base di un testo che analizza i principali temi relativi alla progettazione ed alla realizzazione delle cupole nella Roma cinque-seicentesca: relazioni con la trattatistica, problemi strutturali, materiali e tecniche costruttive, impostazione geometrica e criteri di ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/larchitettura-delle-cupole-a-roma-1580-1670/">L&#8217;architettura delle cupole a Roma 1580-1670</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana PRESENZE diretta da Sandro Benedetti n.4</p>
<p>L&#8217;indagine archivistica, l&#8217;esame delle fonti grafiche, l&#8217;osservazione ravvicinata ed il confronto incrociato sono alla base di un testo che analizza i principali temi relativi alla progettazione ed alla realizzazione delle cupole nella Roma cinque-seicentesca: relazioni con la trattatistica, problemi strutturali, materiali e tecniche costruttive, impostazione geometrica e criteri di proporzionamento. L&#8217;insieme dei dati raccolti viene successivamente verificato attraverso la presentazione delle opere, evidenziando i diversi orientamenti compositivi. Grazie anche ad un ampio corredo illustrativo (oltre 300 immagini, tra disegni, fotografie e schemi grafici), il volume si propone come il primo organico studio relativo al periodo aureo delle cupole romane.<br />Introduzione di Sandro Benedetti</p>
<p>Marcello Villani insegna Storia dell&#8217;Architettura presso la Facoltà di Architettura dell&#8217;Università degli Studi &#8220;G. d&#8217;Annunzio&#8221;di Chieti-Pescara. Le sue ricerche sono orientate prevalentemente verso l&#8217;architettura dell&#8217;età barocca e contemporanea. È autore di saggi e recensioni, apparsi su importanti riviste di storia dell&#8217;architettura e restauro. Ha pubblicato i volumi La facciata di S. Maria in Via Lata. Committenza, iconologia, proporzionamento, ordini (Roma 2006) e, in collaborazione con A. Cerutti Fusco, Pietro da Cortona architetto (Roma 2002). Ha partecipato ai Convegni Internazionali Pietro da Cortona (1997), Francesco Borromini (2000), Luigi Vanvitelli 1700-2000 (2000), alle Giornate di Studio sull&#8217;Architettura nelle città italiane del XX secolo (2001) e su Gustavo Giovannoni (2003), al XXVI Congresso di Storia dell&#8217;Architettura L&#8217;altra Modernità. Città e architettura (2007). Tra le esposizioni alle quali ha collaborato, si segnala la Mostra Roma Barocca. Bernini, Borromini, Pietro da Cortona (2006).</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/larchitettura-delle-cupole-a-roma-1580-1670/">L&#8217;architettura delle cupole a Roma 1580-1670</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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