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	<title>Vitiello Maria Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Vitiello Maria Archivi | Gangemi</title>
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		<title>La committenza medicea nel Rinascimento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Oct 2004 12:01:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Questo studio nasce dalla volontà di ripercorrere l'itinerario intellettuale e artistico compiuto dai diversi membri della famiglia Medici considerando insieme, nella loro sequenza, le opere di architettura e di scultura architettonica da questi volute tra il XIV ed il XV secolo, in un arco temporale segnato dalla costruzione della Sagrestia Vecchia di San Lorenzo e ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio nasce dalla volontà di ripercorrere l&#8217;itinerario intellettuale e artistico compiuto dai diversi membri della famiglia Medici considerando insieme, nella loro sequenza, le opere di architettura e di scultura architettonica da questi volute tra il XIV ed il XV secolo, in un arco temporale segnato dalla costruzione della Sagrestia Vecchia di San Lorenzo e dall&#8217;allestimento degli apparati decorativi predisposti dai fiorentini per accogliere in trionfo, nel 1515, il papa Medici Leone X. L&#8217;ipotesi storiografica di partenza è scaturita dalla consapevolezza relativa all&#8217;importanza decisiva dei committenti  nell&#8217;elaborazione progettuale e nella realizzazione di un&#8217;opera d&#8217;arte e in particolare di un&#8217;architettura. Da tale ipotesi ha origine la volontà di verificare se le preferenze, i programmi, gli interessi, l&#8217;attività dei Medici come committenti di architetture sia stata caratterizzata da specifici indirizzi di gusto, e dal tentare di individuare la persistenza, la continuità di orientamenti e di elementi in qualche modo accomunabili come prodotti che nel loro insieme costituiscono la manifestazione di un linguaggio, che si pone come interpretazione dell&#8217;antico nella rilettura degli aspetti essenziali di quell&#8217;architettura. In quest&#8217;opera sono esaminati negli impianti spazio-strutturali, nella morfologia degli elementi, nella sintassi regolatrice, i rapporti tra l&#8217;architettura fiorentina del Rinascimento e l'&#8221;antico&#8221;. Un confronto operato non solo in riferimento alle architetture romane ma anche a quelle etrusche e alla tradizione medievale ancora fortemente radicata nelle opere patrocinate dalla famiglia Medici.</p>
<p>Maria Vitiello Santorelli è professore a contratto presso la prima Facoltà di Architettura &#8220;Ludovico Quaroni&#8221; dell&#8217;Università degli Studi &#8220;La Sapienza&#8221; di Roma, ed è architetto militante. Svolge attività professionale e di ricerca nel campo del restauro dei monumenti, della tutela dei centri storici, della storia dell&#8217;architettura. Tra le sue pubblicazioni più recenti si segnalano: &#8220;La facciata barocca di S. Maria in Trastevere&#8221; (2004); &#8220;L&#8217;attività di Carlo Fontana nel primo settecento romano&#8221; (2004); &#8220;L&#8217;antico e il nuovo tra creatività e tradizione&#8221; (2004); &#8220;Sistemazioni urbane e restauri a Roma tra Paolo V e Alessandro VII&#8221; (2004). Per la Gangemi Editore ha pubblicato: &#8220;Le architetture dipinte di Filippino Lippi&#8221; (2003); e &#8220;Il Museo di Arte Sacra della Diocesi di Trivento&#8221; (2003). </p>
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		<title>Il museo di arte sacra della Diocesi di Trivento</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/il-museo-di-arte-sacra-della-diocesi-di-trivento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Dec 2003 13:01:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La tenace volontà di realizzare il Museo Diocesano incarna l'esigenza condivisa di valorizzare il cospicuo patrimonio di arte sacra della Diocesi di Trivento, testimonianza autentica della bimillenaria vicenda di fede delle nostre plaghe.Questo progetto rientra in un più ampio ed organico disegno secondo il quale la valorizzazione delle emergenze culturali assolve all'impegnativo ma stimolante compito ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La tenace volontà di realizzare il Museo Diocesano incarna l&#8217;esigenza condivisa di valorizzare il cospicuo patrimonio di arte sacra della Diocesi di Trivento, testimonianza autentica della bimillenaria vicenda di fede delle nostre plaghe.<br />Questo progetto rientra in un più ampio ed organico disegno secondo il quale la valorizzazione delle emergenze culturali assolve all&#8217;impegnativo ma stimolante compito di preservare la memoria guardando al futuro.<br />La tutela dell&#8217;eredità del passato, perciò, oltre a costituire un valore in sé, rappresenta anche un importante momento per corrispondere alle ragioni del proprio divenire e promuovere occasioni molteplici di crescita.<br />Il Museo Diocesano di Arte Sacra è un&#8217;altra pietra che la Chiesa che è a Trivento incastona, in tutto il suo splendore, nella costruzione della comunità locale del terzo millennio. </p>
<p>Maria Vitiello Santorelli dopo la laurea in Architettura presso l&#8217;Università degli Studi &#8220;La Sapienza&#8221; di Roma, ha conseguito il Diploma di Specializzazione in Restauro dei Monumenti e il Dottorato di ricerca in Conservazione dei Beni Architettonici nella stessa Università, dove attualmente svolge attività didattica e di ricerca. E&#8217; autrice di saggi e recensioni su riviste specializzate. Recentemente ha pubblicato: L&#8217;antica facciata di S. Maria del Fiore (1998); Autorità et acoutumance. La rivalutazione delle culture locali nella teoria di Claude Perrault (2000); I beni culturali ecclesiastici (2000); Sintassi architettonica longhiana. Martino e Onorio, continuità e discontinuità (2002); per la Gangemi Editore Le architetture dipinte di Filippino Lippi (2003).</p>
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		<title>Le architetture dipinte di Filippino Lippi</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/le-architetture-dipinte-di-filippino-lippi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Questo studio, che vede la luce nel V centenario della morte di Filippino Lippi (1457-1504), nasce dalla volontà di proporre una lettura insolita degli affreschi della Cappella Carafa (1489-93). La cultura artistica fiorentina alla quale Filippino si è formato durante l'apprendistato nella bottega del Botticelli, la partecipazione al dibattito sorto intorno alla funzione della prospettiva ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo studio, che vede la luce nel V centenario della morte di Filippino Lippi (1457-1504), nasce dalla volontà di proporre una lettura insolita degli affreschi della Cappella Carafa (1489-93). La cultura artistica fiorentina alla quale Filippino si è formato durante l&#8217;apprendistato nella bottega del Botticelli, la partecipazione al dibattito sorto intorno alla funzione della prospettiva &#8211; strumento primario attraverso il quale l&#8217;artista eleva l&#8217;arte a scienza &#8211; e il ruolo dell&#8217;architettura intesa come concretizzazione dello spazio pittorico e manifestazione della munificenza dello Stato come del singolo cittadino, costituiscono un riferimento costante nell&#8217;organizzazione strutturale, spaziale e decorativa degli affreschi di Filippino a S. Maria sopra Minerva. In quest&#8217;opera il fittizio si mescola all&#8217;architettura reale, la quale è posta alla base della simulazione dello spazio effimero, mentre la dissimulazione della struttura portante è attuata attraverso l&#8217;effetto pittorico della decorazione. L&#8217;architettura dipinta della cappella si manifesta nella varietà delle forme in essa impiegate e nella varietà dei materiali che in essa sono raccolti; è interpretata dall&#8217;artista come una lastra da impreziosire con intagli e colori e che gioca con l&#8217;apparato scultoreo ad essa applicato. Queste sono le condizioni dalle quali parte la qualificazione della Cappella realizzata dal Lippi per la munificenza del cardinale Oliviero Carafa, così descritta da Vasari: &#8220;una cappella nella quale dipinse storie della vita di S. Tommaso d&#8217;Aquino et alcune poesie molto belle, che tutte furono da lui, il quale ebbe in questo sempre propizia la natura, ingegnosamente trovate&#8221;. Attraverso la ricerca dei modelli architettonici, dei riferimenti alla trattatistica e, più in generale, al clima culturale, si è cercato di restituire un senso alle invenzioni &#8220;bizzarre&#8221; di Filippino. </p>
<p>Maria Vitiello Santorelli dopo la laurea in Architettura presso l&#8217;Università degli Studi &#8220;La Sapienza&#8221; di Roma, ha conseguito il Diploma di Specializzazione in Restauro dei Monumenti e il Dottorato di ricerca in Conservazione dei Beni Architettonici nella stessa Università, dove attualmente svolge attività didattica e di ricerca. E&#8217; autrice di saggi e recensioni su riviste specializzate. Recentemente ha pubblicato: L&#8217;antica facciata di S. Maria del Fiore (1998); Autorità et acoutumance. La rivalutazione delle culture locali nella teoria di Claude Perrault (2000); I beni culturali ecclesiastici (2000); Sintassi architettonica longhiana. Martino e Onorio, continuità e discontinuità (2002); per la Gangemi Editore Il museo di Arte Sacra della Diocesi di Trivento (2003). </p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/le-architetture-dipinte-di-filippino-lippi/">Le architetture dipinte di Filippino Lippi</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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