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	<title>Zagari Franco Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Zagari Franco Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Il prossimo paesaggio</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/il-prossimo-paesaggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 May 2018 14:09:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Pensare al paesaggio contemporaneo e a ciò che potrà essere nel prossimo futuro, significa provare a immaginare modelli di realtà diversi dagli attuali, denotati da maggiore complessità e forieri di grandi contraddizioni rispetto a quelli del passato. Si tratta di acquisire un nuovo sguardo per confutare scelte ideologiche appartenenti a una visione moderna semplicistica, nella ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Pensare al paesaggio contemporaneo e a ciò che potrà essere nel prossimo futuro, significa provare a immaginare modelli di realtà diversi dagli attuali, denotati da maggiore complessità e forieri di grandi contraddizioni rispetto a quelli del passato. Si tratta di acquisire un nuovo sguardo per confutare scelte ideologiche appartenenti a una visione moderna semplicistica, nella quale la realtà soccombe all&#8217;idea di modello, mettendo in atto un processo ormai non più in grado di produrre effetti significativi sulla dilagante crisi ambientale, territoriale e paesaggistica. In tal senso la triade vitruviana, schematizzata con un triangolo equilatero i cui vertici rappresentano l&#8217;utilità, la solidità e la bellezza, che incarna perfettamente i canoni classici dell&#8217;architettura, potrebbe rappresentare anche l&#8217;ideogramma delle relazioni fra il paesaggio, l&#8217;ambiente e il territorio. La bellezza di un paesaggio, la solidità di un ambiente sano, l&#8217;utilità di un territorio ben governato, trovano nel baricentro, punto di equilibrio delle masse, la dimensione umana e la radice per la sostenibilità del prossimo paesaggio.</p>
<p>FABIO BIANCONI (1966) Ingegnere, professore associato dell&#8217;Università degli Studi di Perugia, dottore di ricerca in “Disegno e Rilievo del patrimonio edilizio” dell&#8217;Università degli Studi di Ancona. È Responsabile del Laboratorio Internazionale di Ricerca sul Paesaggio (CIRIAF-SSTAM) dell&#8217;Università di Perugia. È docente nelle discipline della rappresentazione nei corsi di laurea in Ingegneria Civile ed Edile-Architettura. Ha insegnato presso l&#8217;Università di Roma “La Sapienza” e l&#8217;Università di Trento. Dal 1993 svolge la propria attività di ricerca nell&#8217;ambito della rappresentazione del paesaggio, dei sistemi informativi per la documentazione del patrimonio edilizio e ambientale, nel rilevamento di beni culturali e nello studio di superfici complesse e geometria parametrica.</p>
<p>MARCO FILIPPUCCI (1979) Ingegnere, assegnista di ricerca presso l&#8217;Università degli Studi di Perugia, dottore di ricerca in &#8220;Scienze della Rappresentazione e del Rilievo&#8221; della Sapienza Università di Roma, premio dell&#8217;Unione Italiana del Disegno (2012). Dal 2006 collabora all&#8217;attività di ricerca del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale e coordina il Laboratorio Internazionale di Ricerca sul Paesaggio (CIRIAF-SSTAM) dell&#8217;Università di Perugia. È docente nelle discipline del disegno nei corsi di laurea in Ingegneria Edile- Architettura, occupandosi prevalentemente di questioni inerenti il rapporto fra percezione e progetto, le tecniche di rappresentazione, la modellazione digitale avanzata e le connesse strategie di valorizzazione del paesaggio.</p>
<p>Saggi di: Fabio Bianconi, Marco Filippucci, Rossella Salerno, Alessandro Luigini, Tommaso Empler, Elisa Bettollini, Maria Pia Calabrò, Michela Meschini, Marco Seccaroni , Emanuela Chiavoni, Francesca Fatta, Daniele Colistra, Fabrizio Fiorini, Marica Mercalli, Luana Cenciaioli, Concetta Masseria, Riccardo Florio, Alma Esposito, Giovanna Massari, Roberto de Rubertis, Fabio Luce, Cristina Pellegatta, Stefano Brusaporci, Vittorio Lucchese, Pamela Maiezza, Elena Ippoliti, Mariateresa Cusanno, Giulia Pellegri, Giuseppe Amoruso, Marco Filippucci, Elisa Bettollini, Michela Meschini, Marco Seccaroni, Maria Elisabetta Ruggiero, Ruggero Torti, Francesco Pecorari, Luca Radi, Diego Repetto, Vincenzo Latina, Franco Zagari, Alessandra Pagliano, Stefano Andreani, Sergio Falchetti, Alessandro Merlo, Giulia Lazzari, Elisa Luzzi, Riccardo Montuori, Sara Caramaschi, Marco Cei, Gabriele Paolinelli, Daria Battista, Biagio Guccione, Fabio Di Carlo, Matteo Clemente, Francesco Nigro, Alessandro Bruni, Anna Osello, Arianna Fonsati, Luigi Bonifacino, Nicola Brizzo, Diego Zurli, Franco Cotana, Diana Salciarini, Evelina Volpe, Federica Ronchi, Maria Beatrice Sardegna, Claudio Tamagnini, Gianluca Paggi, Davide Sormani, Adriano Paolella, Raffaele Federici, Marina Dobosz, Franco Marini, Mauro Marinelli, Luca Fondacci, Urbano Barelli, Beatrice Marucci.</p>
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		<title>Materiali del Moderno</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/materiali-del-moderno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Mar 2017 14:08:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Materiali indica i prodotti e le tecniche, l'origine naturale e la produzione industriale, i vari usi e le diverse modalità, in una parola la costruzione. Moderno è il prodotto o il suo impiego, sempre il senso e il modo dell'applicazione, nuovi in ogni opera, diversi per ogni autore. Materiale e moderna è l'architettura intesa anch'essa ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Materiali indica i prodotti e le tecniche, l&#8217;origine naturale e la produzione industriale, i vari usi e le diverse modalità, in una parola la costruzione. Moderno è il prodotto o il suo impiego, sempre il senso e il modo dell&#8217;applicazione, nuovi in ogni opera, diversi per ogni autore. Materiale e moderna è l&#8217;architettura intesa anch&#8217;essa come un prodotto, esito di processi generativi complessi che comprendono &#8211; nei casi analizzati peculiarmente &#8211; procedimenti tettonici tesi alla sperimentazione di nuove arti del costruire. Materiali del Moderno è uno strumento di conoscenza, pensato in funzione della cultura del progetto. Gli studi raccolti in questo libro tendono ad ampliare il campo del “restauro del moderno”, affrontando il tema del “progetto di ri-qualificazione” nella sua complessità. Attraverso i materiali e le tecniche, si sono indagate non soltanto le architetture del Razionalismo italiano bensì le opere già moderne tra metà dell&#8217;Ottocento e primo conflitto mondiale, quelle del Regime e del secondo dopoguerra, fino agli anni sessanta. Senza limitarsi agli edifici, intendendo il “materiale vegetale” come costitutivo del sistema dello spazio aperto, determinante il valore paesaggistico e la qualità del rapporto tra architettura e contesto. Ne discende un quadro in cui le relazioni e le differenze, i nessi e gli sviluppi, i legami con la tradizione e la forza della carica innovativa, la sperimentazione come volontà diffusa, la ripetizione che si fa sistema, delineano una lettura ulteriore del Moderno in Italia. Una sezione tracciata nella vicenda della costruzione e del suo ciclo vitale. In parallelo, l&#8217;analisi dei casi di restauro e riqualificazione, fondata sulla testimonianza dei progettisti, e la riflessione sulle diverse esperienze tratteggiano temi e modi della “ri-qualificazione”. Molteplici, alternativi o concorrenti se non conflittuali ma sempre specifici.</p>
<p>Luciano Cupelloni, architetto, Ordinario di Tecnologia dell&#8217;architettura, titolare del corso di “Progettazione tecnologica per la riqualificazione architettonica” presso la Facoltà di Architettura della Sapienza. Direttore del Master di II livello in “Environmental Technological Design”. Responsabile scientifico del curriculum “Progettazione tecnologica ambientale” del Dottorato di Ricerca in “Pianificazione, Design, Tecnologia dell&#8217;architettura”. Da più di quarant&#8217;anni unisce alla didattica e agli studi sull&#8217;accadere tecnologico in architettura la sperimentazione sul campo, operando professionalmente sui temi della riqualificazione architettonica e urbana. In particolare a Roma ha realizzato opere note, pubblicate e premiate a livello nazionale e internazionale. Oltre a numerosi articoli e saggi, per i tipi della Gangemi Editore ha pubblicato Antichi cantieri moderni. Concezione, sapere tecnico, costruzione. Da Iktìnos a Brunelleschi (1996), Il Mattatoio di Testaccio a Roma. Metodi e strumenti per la riqualificazione del patrimonio architettonico (2001).</p>
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		<title>Esterni</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/esterni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jan 1984 13:07:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Questo libro raccoglie una sintesi dei progetti eseguiti nel Laboratorio di laurea 11 della Facoltà di Architettura di Reggio Calabria, dal 1977 al 1983. Finalità di questa struttura, simile ad altre operanti nelle Facoltà, è stato di riunire permanentemente docenti e laureandi interessati a un'area tematica omogenea, per comunicare e confrontare le esperienze in corso. ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questo libro raccoglie una sintesi dei progetti eseguiti nel Laboratorio di laurea 11 della Facoltà di Architettura di Reggio Calabria, dal 1977 al 1983. Finalità di questa struttura, simile ad altre operanti nelle Facoltà, è stato di riunire permanentemente docenti e laureandi interessati a un&#8217;area tematica omogenea, per comunicare e confrontare le esperienze in corso. L&#8217;ambito problematico generale, proposto da un gruppo di lavoro formato da un grupo di docenti di due corsi di Composizione architettonica, riguarda lo studio e la sperimentazione progettuale degli spazi esterni della città, indicando con questo termine un filo rosso di esperienze che ha attraversato il dibattito con crescente spessore negli ultimi anni, seguendo il quale ci si è mossi, non tanto in sintonia con i «ritorni» &#8211; alla via corridoio, al decoro, alla scena urbana come coreografia -, quanto con una ricerca costante verso una ricomprensione della forma, del senso, del valore di quegli spazi della città, e quei tempi, nei quali sia riconoscibile la qualità che siamo soliti definire come centralità. </p>
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		<title>Archeologia industriale &#8211; quattro temi</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/archeologia-industriale-quattro-temi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 1980 14:07:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Disponibile il volume con codice EAN 9788849205138 a questo linkCosa è, a chi serve l'archeologia industriale? Oggi questa disciplina, di cui si discute la stessa identità, indica significati anche molto differenti, due anime sempre comunicanti, l'una teorica, discendente dalla cultura materiale, l'altra pragmatica, movimento per la ricerca e la salvaguardia di alcuni beni. Possiamo parlare, ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="dettaglio/archeologia-industriale/486/2" title="vai al Volume Archeologia industriale. Esperienze per la valorizzazione in Cile e in Sardegna">Disponibile il volume con codice EAN 9788849205138 a questo link</a></p>
<p>Cosa è, a chi serve l&#8217;archeologia industriale? Oggi questa disciplina, di cui si discute la stessa identità, indica significati anche molto differenti, due anime sempre comunicanti, l&#8217;una teorica, discendente dalla cultura materiale, l&#8217;altra pragmatica, movimento per la ricerca e la salvaguardia di alcuni beni. Possiamo parlare, in realtà, di molte archeologie per l&#8217;uomo contemporaneo. L&#8217;uomo, la storia del suo lavoro, il processo di appropriazione complessiva del suo ambiente, sono il punto di incontro di questi interessi</p>
<p>Franco Zagari (Roma 1945), laureato in Architettura a Roma nel 1971 è assistente ordinario e professore incaricato di composizione architettonica presso lo IUSA di Reggio Calabria.</p>
<p>Giovanna Rossi (Taranto 1951), laureata in Architettura a Roma nel 1976 è borsista presso l&#8217;Istituto di Critica dello IUSA di Reggio Calabria. </p>
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