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	<title>Gangemi Editore - Shop Express</title>
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		<title>Dottorato di Ricerca in Architettura. Politecnico di Bari 2000-2025</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/dottorato-di-ricerca-in-architettura-politecnico-di-bari-2000-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 12:46:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il volume Dottorato di ricerca in Architettura. Politecnico di Bari 2000-2025. Storia, indirizzi e direttive per una guida operativa nasce per offrire un riferimento chiaro e strutturato a chi sta per intraprendere il percorso di dottorato alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Bari. Si tratta di un manuale di orientamento la cui stesura è ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il volume Dottorato di ricerca in Architettura. Politecnico di Bari 2000-2025. Storia, indirizzi e direttive per una guida operativa nasce per offrire un riferimento chiaro e strutturato a chi sta per intraprendere il percorso di dottorato alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Bari. Si tratta di un manuale di orientamento la cui stesura è stata fortemente desiderata dal prof. Giuseppe Fallacara, curatore del libro e coordinatore del corso del dottorato di ricerca Progetto per il Patrimonio: Conoscenza, Tradizione e Innovazione del Dipartimento di Architettura del Politecnico di Bari dal 2022.</p>
<p>Il volume testimonia il valore della scuola barese, una realtà accademica capace di coniugare nella ricerca sia rigore metodologico che innovazione e sperimentazione sin dall’anno 2000. Esso è articolato in tre sezioni; nella prima si ripercorrono storia e identità del dipartimento di Architettura del Politecnico di Bari, fondato dal prof. Claudio D’Amato Guerrieri, delineando il ruolo della Facoltà e l’evoluzione accademica nel panorama italiano. La seconda parte esplora il dottorato di ricerca in Architettura come spazio di sperimentazione attraverso il racconto diretto di chi lo ha vissuto, offrendo una prospettiva concreta sulle dinamiche della ricerca e sulle sfide che essa comporta. L’ultima parte consiste infine nel repertorio delle tesi di dottorato in Architettura discusse presso il Politecnico di Bari dal 2000 al 2025, suddivise per tematiche affrontate. Esse delineano un quadro dell’evoluzione della ricerca nella scuola, offrendo così spunti per nuove prospettive di studio.</p>
<p>Questa pubblicazione si inserisce nella collana Nuovi Laboratori Archinauti 76 che promuove e valorizza le ricerche più significative nell’ambito dell’Architettura, con particolare attenzione ai contributi sviluppati presso il Politecnico di Bari. Le autrici, dottorande del XL ciclo – Sara D’Adamo, Maria Giovanna Pansini e Clara Rosa Romano – restituiscono con rigore e passione il senso di un percorso di ricerca e formazione accademica che non si esaurisce nella memoria del passato ma che deve saper essere guida per chi intraprende il percorso di dottorato, divenendo imprescindibile nelle visioni accademiche future.</p>
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		<item>
		<title>Scritti per Francesco Mercadante</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/scritti-per-francesco-mercadante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 10:53:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Questa seconda serie della collana «Nuovo Millennio» si congiunge alla prima serie, dedicata principalmente a titoli di filosofia e scienza della politica, di diritto, di storia, di economia; ma non senza una novità degna di considerazione. D’accordo con l’Editore, la Direzione ha ritenuto di dover procedere ad allargare la collana, dotandola di una sezione letteraria, ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa seconda serie della collana «Nuovo Millennio» si congiunge alla prima serie, dedicata principalmente a titoli di filosofia e scienza della politica, di diritto, di storia, di economia; ma non senza una novità degna di considerazione. D’accordo con l’Editore, la Direzione ha ritenuto di dover procedere ad allargare la collana, dotandola di una sezione letteraria, fatte salve, ovviamente e rigorosamente, le esigenze della compatibilità. I titoli della seconda sezione saranno scelti, attingendo prevalentemente alla vena di quegli autori, tanto più se già presenti nella prima sezione, che abbiano saputo rompere il guscio dei generi. Non è raro il caso del giurista che irrompe sulla scena letteraria con un capolavoro di narrativa; né quello, per converso, del romanziere che da un decisivo contributo alla riflessione filosofica, tanto più se impegnata. Saranno accolti in tutta la pluriversa vivacità del loro estro.</p>
<p>Maria Stella Barberi, Giuseppe Fornari, Il riscatto dei fanti. Caporetto tra letteratura, storia e memorialistica.<br />
Andrea Favaro, Giovanni Pontano. Obedientia cum prudentia. Radici filosofiche dello Stato moderno.<br />
Carmelo Geraci, La triplice sponda. Popoli e lingue di Sicilia (voll. I-II).<br />
Jean Chavot, Zero avanti Cristo. Traduzione italiana di Chetro De Carolis.<br />
Raffaele Tamiozzo, Per la tutela del patrimonio culturale. Presentazione di Giorgio Giannone Codiglione.<br />
Augusto Del Noce, L’epoca della secolarizzazione, a cura di Giuseppe Buttà, con l’aggiunta di altri saggi.<br />
Walter Lippmann, La buona società. Una ricerca sui suoi princìpi e sulla sua natura, a cura e con prefazione di Giuseppe Buttà.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>in preparazione<br />
Jean Jacques Rousseau, Del contratto sociale o principi dei diritti politici.<br />
Versione critica a cura di Giovanni Incorvati.</p>
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		<title>Città  invisibili tra memoria e rappresentazione (XVI-XIX secolo)</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/citta-invisibili-tra-memoria-e-rappresentazione-xvi-xix-secolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 09:34:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana Antico/Futuro diretta da Claudio Varagnoli n.24 Volume della collana OPEN ACCESS scaricabile gratuitamente Adottando una prospettiva multidisciplinare che intreccia storia della scienza, dell’arte e dell’architettura, il volume indaga come, tra XVI e XIX secolo, storici, artisti, scienziati e viaggiatori abbiano osservato, rappresentato e talvolta reinventato città e paesaggi perduti. Dai territori del Regno di ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Collana Antico/Futuro diretta da Claudio Varagnoli n.24</strong></p>
<h4>Volume della collana OPEN ACCESS scaricabile gratuitamente</h4>
<p>Adottando una prospettiva multidisciplinare che intreccia storia della scienza, dell’arte e dell’architettura, il volume indaga come, tra XVI e XIX secolo, storici, artisti, scienziati e viaggiatori abbiano osservato, rappresentato e talvolta reinventato città e paesaggi perduti. Dai territori del Regno di Napoli al Vicino Oriente e al Nuovo Mondo, i saggi mostrano come la presenza o l’assenza di testimonianze materiali abbia alimentato un ricco immaginario, in cui il viaggio diventa indagine, l’arte strumento di conoscenza e la scienza forma di narrazione. Il volume propone un duplice approccio: da un lato la ricostruzione storico-scientifica, dall’altro l’analisi delle modalità di rappresentazione e diffusione del sapere. La città perduta emerge così come categoria culturale e spazio mentale, in cui memoria, immaginazione e ricerca si intrecciano.</p>
<p>Through a multidisciplinary lens, encompassing the history of science, art, and architecture, the volume explores how, between the 16th and 19th centuries, historians, artists, scientists, and travellers observed, depicted, and at times reinvented lost cities and landscapes. From the Kingdom of Naples to the Near East and the New World, the essays reveal how the presence &#8211; or absence &#8211; of material evidence shaped a rich imagination, where travel becomes inquiry, art a tool of knowledge, and science a narrative device. The book offers a dual approach: on one hand, historical and scientific reconstruction; on the other, a reflection on modes of representation and knowledge transmission. Lost cities thus emerge as cultural constructs and mental spaces where memory, imagination, and investigation converge.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Testi di / Texts by:<br />
Arianna Campiani, Stefania Castellana, Lorenzo Gatta, Diletta Haberl, Domenico Laurenza, Milena Viceconte, Lorenzo Vigotti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Il volume è pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 4.0 Internazionale (CC-BY-NC-ND 4.0).</em></p>
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		<item>
		<title>Abitare la Terra &#8211; Dwelling on Earth Quaderni 15-16</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/abitare-la-terra-dwelling-on-earth-quaderni-15-16/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 09:31:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>EDITORIAL WORLD HERITAGE AND AFRICA: LESS IS MORE CARMINE GAMBARDELLA INHABITING THE LAND BETWEEN TRADITION AND INNOVATION: ARCHITECTURAL DESIGN OF A SCHOOL IN CASAMANCE, SENEGAL CHIARA RIZZI, ANTONELLO PAGLIUCA, LILIANA ADORANTE, DONATO GALLO ETHICAL AESTHETICS: EVENT-ARCHITECTURE IN A SOUTH AFRICAN VILLAGE GARDEN DERICK DE BRUYN, JULIAN MAY ADAPTIVE UTILIZATION STRATEGIES FOR IMPORTANT CULTURAL LANDSCAPES TO ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>EDITORIAL WORLD HERITAGE AND AFRICA: LESS IS MORE<br />
CARMINE GAMBARDELLA</p>
<p>INHABITING THE LAND BETWEEN TRADITION AND INNOVATION: ARCHITECTURAL DESIGN OF A SCHOOL IN CASAMANCE, SENEGAL<br />
CHIARA RIZZI, ANTONELLO PAGLIUCA, LILIANA ADORANTE, DONATO GALLO</p>
<p>ETHICAL AESTHETICS: EVENT-ARCHITECTURE IN A SOUTH AFRICAN VILLAGE GARDEN<br />
DERICK DE BRUYN, JULIAN MAY</p>
<p>ADAPTIVE UTILIZATION STRATEGIES<br />
FOR IMPORTANT CULTURAL LANDSCAPES TO SUSTAIN LOCAL LIVELIHOODS<br />
A CASE STUDY OF THE SUGAURA SETTLEMENT, SHIGA, JAPAN<br />
DOWON KIM, KENTA NAGASAWA, TAKEYUKI OKUBO</p>
<p>SACRED CULT AND MINING NETWORKS<br />
CONNECTING THE SAXON MINING TRADITION, MOUNT KOPAONIK IN SERBIA,<br />
THE MERCANTILE ROUTES OF DUBROVNIK, AND THE CULT OF SAINT MINA<br />
IN ALEXANDRIA, EGYPT<br />
NATASA ZIVALJEVIC-LUXOR, HARTMUT PASTERNAK</p>
<p>PORCELAIN AS CROSS-CULTURAL EXCHANGE AND A RESOURCE FOR DESIGN,<br />
RESEARCH, AND TEACHING<br />
TIANTIAN FAN, MARIA MARTONE</p>
<p>BETWEEN GOVERNANCE AND COMMUNITY-LED VERNACULAR DEVELOPMENT:<br />
THE CASE OF KSAR TAFILELT<br />
ZOMORROUDA REDOUANE, ANTONETTA NAPOLITANO, CLAUDIA DE BIASE</p>
<p>BUILDING CULTURE AND FUTURE. SECONDARY SCHOOL OF DJILAKH, SENEGAL<br />
RICCARDO RENZI</p>
<p>FROM ROOTS TO RESILIENCE: AFRICAN VERNACULAR ARCHITECTURE AND THE<br />
CONSTRUCTION OF SUSTAINABLE FUTURES<br />
ANTONIO POSILLIPO</p>
<p>ARCHITECTURE FOR THE COMMUNITY: THE OPEN CHAPEL, CHRISTOPH HESSE ARCHITECTS<br />
CHRISTOPH HESSE, DARIO LUCIANO, FRANCESCA MUZZILLO, MICHELA QUADRELLI</p>
<p>INCORPORATING ENERGY ANALYSES INTO THE SPATIAL PLANNING PROCESS<br />
SALVATORE LOSCO, CIPRIANO CERULLO</p>
<p>ETHNOGRAPHIC INSIGHTS FROM LAGOS: MEDITERRANEAN/AFRICAN CULTURE<br />
ANA PEREIRA NETO</p>
<p>AFRICAN ARCHITECTURE BETWEEN BUILT HERITAGE, ADAPTIVE SUSTAINABILITY,<br />
AND COMMUNITY INNOVATION<br />
SILVIA BUONOMANO, GIULIANO SMARRAZZO</p>
<p>FROM ARCHETYPE TO MATTER:<br />
THE VOLUMETRIC PHENOMENOLOGY OF MEDITERRANEAN BUILDING<br />
MASSIMILIANO CAMPI, MARIKA FALCONE, MARICA CAMERINO</p>
<p>UNSUPERVISED PATTERN DISCOVERY: AN APPLICATION OF VISION FOUNDATION MODELS TO THE DIGITAL SURVEY OF THE CHURCH OF SANTA MARIA DEL POPOLO DEGLI INCURABILI IN NAPLES<br />
ROSARIA PARENTE, RICCARDO TAVOLARE</p>
<p>SIMANDOU DESIGN ACADEMY INTERCONTINENTAL KNOWLEDGE CORRIDORS<br />
SABINA MARTUSCIELLO, ANTONIO SISMUNDO, SALIFOU BANGOURA</p>
<p>SHIFTING BORDERS. SEVENTY YEARS OF SOUTHERN ITALY THROUGH DATA AND MAPS<br />
NICOLA PISACANE, ALESSIO ZAMPELLA</p>
<p>INTEGRATED STRATEGIES FOR HERITAGE ENHANCEMENT AND UNESCO NOMINATION IN AFRICA: ARCHAEOLOGICAL AND INTANGIBLE VALUES IN THE COMPARATIVE CASES OF ZAGHOUAN (TUNISIA) AND AGRIGENTO (ITALY)<br />
ANGELA ALESSANDRA BADAMI, MAURIZIO CARTA</p>
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		<item>
		<title>Tra i bar e i musei</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/tra-i-bar-e-i-musei/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 13:00:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi decenni l’arte congolese ha ottenuto un crescente riconoscimento internazionale: dalla presenza alla Biennale d’Arte di Venezia al consolidamento delle biennali di Kinshasa e Lubumbashi, fino al successo della celebre mostra Congo Beauté organizzata dalla Fondazione Cartier. Piuttosto che soffermarsi su questo recente successo, il volume indaga le connessioni tra l’arte contemporanea della Repubblica ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi decenni l’arte congolese ha ottenuto un crescente riconoscimento internazionale: dalla presenza alla Biennale d’Arte di Venezia al consolidamento delle biennali di Kinshasa e Lubumbashi, fino al successo della celebre mostra Congo Beauté organizzata dalla Fondazione Cartier.<br />
Piuttosto che soffermarsi su questo recente successo, il volume indaga le connessioni tra l’arte contemporanea della Repubblica Democratica del Congo e i mondi socio-culturali da cui essa prende forma.<br />
I capitoli che lo compongono offrono una prospettiva innovativa sul potenziale performativo della produzione artistica, mettendo in luce inattese dimensioni antropologiche e pratiche di auto-rappresentazione.<br />
Rivolto a studiosi, studenti e specialisti, il volume si apre anche a un pubblico più ampio, interessato alle dinamiche culturali dell’Africa contemporanea. Nel complesso propone una lettura che intende superare le visioni essenzialiste o vittimistiche spesso associate alla Repubblica Democratica del Congo.</p>
<p>Rosario Giordano è professore Ordinario di Storia e Istituzioni dell’Africa presso l’Università della Calabria. Dal 2013 è direttore della collana «Mémoire lieux de savoir. Archive congolaise». Tra le sue pubblicazioni: Belges et Italiens du Congo-Kinshasa. Récits de vie avant et après l’Indépendance, pref. di E. Mudimbe-Boyi, Parigi, L’Harmattan, 2008.</p>
<p>Bogumil Jewsiewicki, professore emerito dell’Università Laval di Québec, è stato titolare della Chair de recherche del Canada in storia comparata della memoria, e ha co-diretto il seminario «Mémoires historiques d’ici et d’ailleurs» presso l’EHESS, Parigi. Ha creato e diretto per L’Harmattan le collane «Mémoire lieux de savoir. Archive congolaise» e «La région des Grands Lacs africains. Passé et présent». Tra le numerose pubblicazioni, The Beautiful Time. Photography by Sammy Baloji, New York, Museum for African Art, 2010; e Mami Wata. La peinture urbaine au Congo, Parigi, Gallimard, 2003.</p>
<p>Edoardo Quaretta è professore associato di Antropologia culturale alla Link Campus University di Roma. È codirettore della collana «La région des Grands Lacs africains. Passé et présent». Fra le principali pubblicazioni, Enfances ambiguës: anthropologie des enfants accusés de sorcellerie au Katanga (RD Congo), Parigi, L’Harmattan, 2017.</p>
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		<item>
		<title>La vera storia del brigante Marlino Zappa</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/la-vera-storia-del-brigante-marlino-zappa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 09:44:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Per lui, scrivere del brigante Marlino non è stato un esercizio di stile, ma l’estensione naturale di quel suo vizio magnifico di raccontare il mondo… La sua scrittura è il prolungamento di quella voce che oggi non sentiamo più, ma che riecheggia tra le righe di questo libro, chiedendoci di sederci e, ancora, stare ad ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“Per lui, scrivere del brigante Marlino non è stato un esercizio di stile, ma l’estensione naturale di quel suo vizio magnifico di raccontare il mondo… La sua scrittura è il prolungamento di quella voce che oggi non sentiamo più, ma che riecheggia tra le righe di questo libro, chiedendoci di sederci e, ancora, stare ad ascoltare.<br />
In questo ascolto, si può comprendere come Familiari si muova nel solco della letteratura calabrese che difficilmente si mostra connessa a veri e propri filoni letterari. Nel senso che si tratta di un romanzo scritto in fiera solitudine, ragion per cui il romanzo deve essere visto quale racconto a mano ferma, ma libera, di uno scrittore che in grande autonomia ha saputo tessere una trama caratterizzata dalla particolarità e dal realismo dei personaggi; figure inquadrate in un contesto storico che, proposto attraverso una letteratura così autonoma, appare profondamente diverso e originale rispetto alla versione ufficiale”.</p>
<p><em>Dall’Introduzione di Emanuela Stella</em></p>
<p>“Ferdinando Ambesà, detto “Don Ferdi” signoreggiava nel paese di Forio posto nel sud della Calabria.<br />
Era nipote di prete, figlio di brigante e fu anche mio nonno. Lo zio prete, nato nel 1820, per molti anni amò le pecore e le donne; dal 1860 in poi amò pure la politica.<br />
Fino al 1860, infatti, s’era dedicato alle greggi ereditate dal genitore e alle giovani parrocchiane che gli rassettavano l’abitazione e gli lavavano e rattoppavano la biancheria. Era un prete come tanti. Leggeva il breviario, celebrava la messa, benediceva i moribondi e battezzava i neonati. La sua vita, insomma, sarebbe trascorsa grigia come il limbo se nel 1860 in Calabria non fosse sbarcato Garibaldi.<br />
I garibaldini passando da Forio lo incatenarono e lo costrinsero a seguirli fino alla città. Qui lo rinchiusero in una cella della fortezza dove stette due mesi dormendo male e mangiando malissimo. Non dimenticò e non perdonò più”.</p>
<p><em>L’incipit del romanzo</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>PIETRO FAMILIARI nacque a Melito Porto Salvo, un paese di contadini e pescatori di diecimila abitanti sull’estrema punta Sud della Calabria, nel 1910. Iscrittosi da poco alla facoltà di medicina, il padre si ammalò di cancro ed egli lo assistette per anni trascurando gli studi. Recuperò nella sessione di ottobre del sesto anno, in cui sostenne diciotto esami e la tesi di laurea. Con la laurea iniziò la sua vita di medico, che si svolse dapprima, per un lungo periodo, fra le popolazioni dell’Africa Orientale (dal ’36 al ’51), poi a Melito Porto Salvo, dove morì nel Febbraio 1969. La sua partecipazione all’esperienza africana fu totale. Sottotenente medico di leva nel ’36, direttore del lebbrosario di Abeba nel ’39, dal ’41 in poi si dedicò, sotto l’occupazione etiopica e sotto quella inglese, alla cura e all’assistenza dei profughi. La sua attività di elaborazione culturale consistette nella preparazione di un ampio libro di esperienze («Il medico in Africa»), che non vide la luce, e in studi di carattere scientifico, legati direttamente ai problemi delle malattie da cui erano afflitte le popolazioni alle quali prestava le sue cure. Anche le note di cronaca, scritte in forma di aneddoti per una rivista sanitaria (e che mandarono in bestia tanti medici) sono legate alla forma in cui si svolge l’assistenza medica mutualistica nei piccoli paesi del Mezzogiorno e hanno al centro il rapporto (o meglio il conflitto) tra il burocratismo ottuso degli enti assistenziali, combinato con il parassitismo di medici e farmacisti, da una parte, e le angustie, le necessarie furberie, le beffe liberatorie nei confronti dello Stato, della sottostante comunità contadina dall’altra. Pietro Familiari è chiaramente da questa parte. L’intellettuale meridionale è conosciuto come un mediatore della cultura italiana e, in senso inverso, del controllo e del consenso delle popolazioni verso lo Stato; un italiano di adozione che vive e prospera sul Mezzogiorno e sulla sua soggezione.<br />
Pietro Familiari appartiene a un altro tipo di intellettuale, non raro nei paesi rurali, soprattutto tra i medici dei paesi rurali del Mezzogiorno, che, almeno prima delle mutue, trascorrevano la loro vita più nelle case della povera gente, al capezzale degli ammalati, che nei loro ambulatori assai spesso spogli. II fatto di dividere le malattie e le soggezioni quotidiane della comunità – e anche il modo di gioire e di amare – li poneva progressivamente in conflitto con la cultura acquisita e li portava al recupero, e assai spesso alla mitizzazione, di modi culturali memorizzati dalla comunità. Si tratta di un tipo di intellettuale che la cultura italiana ha potuto ignorare, confondendosi la loro posizione con la debolezza politica delle popolazioni meridionali, che non hanno ancora trovato il loro principio d’identità. Le tirate contro la cultura dei night-club e della psicanalisi, che si rinvengono nel libro, non sono espressione di nostalgie borboniche, come tale cultura potrebbe facilmente cercare di fare apparire, ma prime forme di opposizione, ancora confuse e, insieme, memoria di un senso comunitario, che è partecipazione piuttosto che anonimo rispetto formale degli individui.</p>
<p><em>Francesco Tassone</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>EMANUELA STELLA, addetta stampa teatrale e operatrice culturale, collabora con testate giornalistiche di settore. Curatrice di eventi, si dedica in particolare alla valorizzazione e divulgazione della produzione letteraria degli scrittori calabresi. Ha collaborato alla fondazione e alla operatività della Biblioteca “Nuccio Ordine” di San Mango d’Aquino, che accoglie oggi nei suoi scaffali un importante patrimonio culturale della regione Calabria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/la-vera-storia-del-brigante-marlino-zappa/">La vera storia del brigante Marlino Zappa</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>ARWE &#8211; Art Research World Expo &#8211; Turin &#8211; 2026</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/arwe-art-research-world-expo-turin-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 13:11:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>ARWE Mostre d’arte visiva, performance, teatro, danza, circo, opera, workshop, incontri e pratiche artistiche diffuse in diversi luoghi di Torino. ARWE - Art Research World Expo costruisce uno spazio di confronto tra arte e sperimentazione contemporanea internazionale con opere di artisti di nuova generazione provenienti da ventuno Scuole d’arte italiane e da ventisette istituzioni universitarie ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>ARWE<br />
Mostre d’arte visiva, performance, teatro, danza, circo, opera, workshop, incontri e pratiche artistiche diffuse in diversi luoghi di Torino.<br />
ARWE &#8211; Art Research World Expo costruisce uno spazio di confronto tra arte e sperimentazione contemporanea internazionale con opere di artisti di nuova generazione provenienti da ventuno Scuole d’arte italiane e da ventisette istituzioni universitarie similari di diciotto paesi esteri.<br />
Un programma che intreccia linguaggi artistici interdisciplinari e pratiche curatoriali, offrendo occasioni di incontri aperti alla comunità accademica e alla città.<br />
L’iniziativa si inserisce nel progetto INAR &#8211; Italian Network of Artistic Research e ARWE, finanziato dall’Unione Europea – Next Generation EU – con le risorse previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>C’è un momento, nella storia di ogni istituzione, in cui il compito non è più soltanto custodire: è costruire. Costruire visioni, nuovi linguaggi, infrastrutture culturali capaci di attraversare il tempo. Da oltre trent’anni le Accademie di Belle Arti in Italia perseguono questa missione.. ARWE – Art Research World Expo – riprendendo l’eredità del Festival Internazionale<br />
delle scuole Arte e Design, FISAD, da noi ideato e organizzato con due edizioni nel 2015 e nel 2019, diviene risposta consapevole alla trasformazione profonda del ruolo delle Accademie di Belle Arti nel contesto contemporaneo: piattaforme attive di confronto e produzione culturale, nodi di una rete internazionale in cui formazione, ricerca e dialogo con la società si intrecciano in modo dinamico e strutturale. ARWE Turin 2026 nasce dalla convinzione che la ricerca artistica non sia un ambito specialistico e circoscritto solo alla didattica, ma una componente essenziale dei processi attraverso cui le società interpretano sé stesse e progettano il proprio futuro.<br />
E nasce anche dalla consapevolezza che Torino, sede della nostra Accademia, per storia, densità istituzionale e capacità di trasformazione, rappresenti uno spazio ideale per attivare un confronto culturale su scala globale. Questo catalogo, che raccoglie le esposizioni e le attività di ARWE, non è semplicemente la documentazione di un evento; è la traccia di un processo in atto. È una mappa critica, parziale e aperta, di un pensiero che si costruisce attraverso pratiche, relazioni e sperimentazioni.</p>
<p><em>dall&#8217;introduzione di Salvatore Bitonti, Direttore Accademia Albertina di Belle Arti di Torino</em></p>
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		<title>Capsule Art Collection 6</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/capsule-art-collection-6/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 10:34:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Giunto alla sua sesta edizione, “Capsule Art Collection 6. Approfondimenti contemporanei”, si conferma un punto d’incontro tra artisti internazionali, e consolida il suo percorso di ricerca e promozione dell’arte contemporanea, rinnovandosi come una piattaforma internazionale capace di offrire spazio e visibilità equa ai sei artisti selezionati. Questa raccolta è un invito a perdersi e ritrovarsi ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Giunto alla sua sesta edizione, “Capsule Art Collection 6. Approfondimenti contemporanei”, si conferma un punto d’incontro tra artisti internazionali, e consolida il suo percorso di ricerca e promozione dell’arte contemporanea, rinnovandosi come una piattaforma internazionale capace di offrire spazio e visibilità equa ai sei artisti selezionati. Questa raccolta è un invito a perdersi e ritrovarsi nelle opere, a lasciarsi sorprendere dalla ricchezza e dall’originalità dei diversi linguaggi, dalle tecniche e soprattutto è uno stimolo a scoprire la bellezza e la varietà dell’arte a noi più vicina.</p>
<p>Reaching its sixth edition, “Capsule Art Collection 6. Contemporary insights” confirms itself as a point of contact among international artists, strengthening its research path and promotion of contemporary art, renewing itself as an international platform which is able to offer equal space and visibility to the six artists selected. This collection is an invitation to go astray and find ourselves again in the artworks, to allow ourselves to be surprised by the richness and the originality of the different languages and techniques, but most of all, it is an urge to discover beauty and the variety of the art that is closer to us.</p>
<p>MONICA FERRARINI Laureata nel 2002 all’Università di Pisa in Lettere moderne, consegue un master in Comunicazione d’Impresa e Relazioni Pubbliche presso l’Istituto Europeo di Comunicazione I.E.D. di Roma e successivamente un master in Formazione e Orientamento a Milano. È stata socia fondatrice e vicepresidente dell’Associazione culturale e galleria d’arte Artime arte contemporanea con cui ha ideato e organizzato numerosi eventi, in sedi sia pubbliche che private. Dal 2012 lavora come curatrice e critica d’arte indipendente ideando e organizzando eventi in numerosi spazi istituzionali e privati e scrivendo testi critici per cataloghi a corredo di mostre di arte contemporanea. Ha già pubblicato per la Gangemi Editore dal 2020 al 2024 cinque edizioni del catalogo di arte contemporanea “Artisti di Oggi e di Domani/Artists of Today and Tomorrow” e dal 2022 al 2025 varie edizioni del catalogo di arte contemporanea “Capsule Art Collection. Approfondimenti contemporanei”. Nel 2025 esce per Gangemi Editore il catalogo di arte contemporanea “Giubileo di speranza: l’arte come via di rinascita”.</p>
<p>MONICA FERRARINI Having graduated in 2002 at the University of Pisa in Modern Literature, she obtains a Masters in Corporate Communication and PR at the European Institute of Communication I.E.D. in Rome, followed by an Education and Guidance Masters in Milan.She’s been a founding partner and vice-president of the cultural association and contemporary art gallery Artime, for which created and organised several events, both in public and private locations. Since 2012, she’s been working as an independent art critic and curator, creating and organizing events in various institutional and private locations, and writing art critiques for contemporary art catalogues. She already published with Gangemi Editore from 2020 to 2024<br />
five editions of the contemporary art catalogue “Artisti di Oggi e di Domani/Artists of Today and Tomorrow” and from 2022 to 2025 several editions of the contemporary art catalogue “Capsule Art Collection. Contemporary Insights”. In the 2025 publisched for Gangemi Editore the catalogue of contemporary art “Jubilee of hope: art as a way of rebirth”.</p>
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		<title>Paternità</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/paternita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 08:57:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa lega le persone tra loro, quanto pesano i vincoli familiari e la discendenza biologica e quanto invece le affinità e le simpatie che la vita ci consente di scoprire? Di questi temi parla il libro, dei sentimenti che ci accomunano: tutto inizia con una relazione extraconiugale complicata, interrotta da una gravidanza inattesa, dalla paternità ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa lega le persone tra loro, quanto pesano i vincoli familiari e la discendenza biologica e quanto invece le affinità e le simpatie che la vita ci consente di scoprire? Di questi temi parla il libro, dei sentimenti che ci accomunano: tutto inizia con una relazione extraconiugale complicata, interrotta da una gravidanza inattesa, dalla paternità incerta. Ed emergono le pulsioni interiori che travagliano Silvio, il protagonista, risucchiato in un gorgo emotivo avvelenato dall’orgoglio arrogante del maschio: dal quale saprà emanciparsi attraverso una sofferta maturazione, acquisendo così la piena consapevolezza del suo ruolo, della paternità.</p>
<p>Siriano Rastrelli (Montecatini Terme), dopo aver conseguito a pieni voti la laurea in Scienze Sociali e Politiche presso la prestigiosa “Alfieri” di Firenze, ha ricoperto vari incarichi a livello dirigenziale in Società multinazionali. Terminata la sua attività professionale ha pubblicato, sempre con l’Editore Gangemi, un saggio su questioni della politica internazionale ed interna (Progetti impossibili?, Roma 2022) ed una raccolta di racconti brevi (A proposito dei sentimenti, Roma 2024), suo esordio nella narrativa: Paternità è il suo primo romanzo.</p>
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		<title>Angeli messaggeri, custodi e viandanti</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/angeli-messaggeri-custodi-e-viandanti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 07:37:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“[…] Nella storia delle religioni e delle credenze popolari, gli angeli hanno sempre avuto un’incerta collocazione. Il giudizio sulla loro natura non è mai stato univoco: esseri immaginari o entità fantastiche, intermediari tra l’uomo e il Divino oppure figure emblematiche o semplici allegorie. Metafora del trascendente per alcuni, creature idealizzate per altri, i guardiani alati ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/angeli-messaggeri-custodi-e-viandanti/">Angeli messaggeri, custodi e viandanti</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“[…] Nella storia delle religioni e delle credenze popolari, gli angeli hanno sempre avuto un’incerta collocazione. Il giudizio sulla loro natura non è mai stato univoco: esseri immaginari o entità fantastiche, intermediari tra l’uomo e il Divino oppure figure emblematiche o semplici allegorie. Metafora del trascendente per alcuni, creature idealizzate per altri, i guardiani alati hanno suscitato curiosità anche al di fuori di motivazioni spirituali, alimentando dispute, scetticismi e polemiche.<br />
Traendo spunto dalle Sacre Scritture, gli artisti di ogni epoca li hanno interpretati con ampia libertà, contribuendo alla fortuna del tema dal Rinascimento al Novecento fino ai nostri giorni, anche nella prosa, nel teatro e nella rêverie cinematografica”.</p>
<p>dalla prefazione di Massimo Rossi Ruben e Viviana Vannucci</p>
<p>Il volume, correlato alla fortunatissima rassegna ospitata nelle sale di Palazzo dei Conservatori ai Musei Capitolini, offre un percorso attraverso le molteplici rappresentazioni angeliche, rivelandone il valore simbolico, spirituale e artistico. Dipinti, sculture, modellati e altri manufatti si fondono in un racconto che attraversa epoche e stili, restituendo la complessità di queste figure sospese tra storia e mito, tra arte e trascendenza, tra materia e spirito, che invita a riflettere su come, nei secoli, la sensibilità degli artisti abbia tradotto in immagini l’eterno dialogo tra cielo e terra.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>RASSEGNA ONLINE</strong><br />
<a href="https://www.quotidianoarte.com/2026/05/18/angeli-messaggeri-custodi-e-viandanti-in-mostra-ai-musei-capitolini/">Quotidianoarte.com &#8211; 18/05/2026 &#8211; “Angeli. Messaggeri, custodi e viandanti” in mostra ai Musei Capitolini</a><br />
<a href="https://www.artiespettacolo.it/angeli-ai-musei-capitolini-un-viaggio-spirituale-dedicato-alla-memoria-di-papa-francesco/">artiespettacolo.it &#8211; 23/05/2026 &#8211; “Angeli”, ai Musei Capitolini un viaggio spirituale dedicato alla memoria di Papa Francesco</a></p>
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