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	<title>CATALOGHI MOSTRE Archivi | Gangemi</title>
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	<title>CATALOGHI MOSTRE Archivi | Gangemi</title>
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	<item>
		<title>La Luce del Barocco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2020 14:09:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Catalogo della mostra aperta ad Ariccia presso Palazzo Chigi dal 1 ottobre 2020 al 10 gennaio 2021L'evento espositivo La Luce del Barocco vuole evidenziare, attraverso l'Arte e il significato della Luce come motivo espressivo, quanto sia importante per il Patrimonio Artistico nazionale l'attività di ACEA S.p.a., che, oltre ai servizi per cui è stata costituita, ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Catalogo della mostra aperta ad Ariccia presso Palazzo Chigi dal 1 ottobre 2020 al 10 gennaio 2021</p>
<p>L&#8217;evento espositivo La Luce del Barocco vuole evidenziare, attraverso l&#8217;Arte e il significato della Luce come motivo espressivo, quanto sia importante per il Patrimonio Artistico nazionale l&#8217;attività di ACEA S.p.a., che, oltre ai servizi per cui è stata costituita, illumina in modo straordinario Monumenti, Chiese e Palazzi Storici, punto di attrazione di milioni di turisti presenti a Roma per ammirarne le testimonianze di storia e cultura plurimillenarie. <br />L&#8217;arte barocca, che proprio nella Capitale d&#8217;Italia trova la sua origine e le sue più alte manifestazioni, si presta magnificamente a questo, in quanto la Luce, in tale espressione artistica tipica del Cattolicesimo, si carica di significati simbolici e mistici, legati al tema della Grazia e della redenzione dell&#8217;uomo, di cui è visualizzazione. Pensiamo alla luce nei quadri di Caravaggio e nelle opere del Bernini.<br />Palazzo Chigi in Ariccia, ideato da Bernini per la famiglia del papa Alessandro VII, si presta particolarmente ad ospitare tale evento, essendo sede del Museo del Barocco Romano e una della dimore barocche più importanti d&#8217;Italia.<br />Ariccia stessa, trasformata da Bernini in città ideale barocca, conserva molte opere legate a questo stile. La Chiesa Collegiata dell&#8217;Assunta, capolavoro della maturità del Bernini, ove Luce fisica e Luce divina formano un&#8217;unità in chiave simbolica, è una concreta espressione del valore salvifico della Grazia.<br />Una mostra legata al tema della Luce in questo particolare momento che stiamo vivendo, vuole esprimere speranza e rinascita, dopo mesi di clausura e segregazione forzata.<br />La Luce ha da sempre un valore metaforico connesso alla nascita, al risveglio dopo la notte, alla resurrezione della natura dopo l&#8217;inverno e per il Cattolicesimo ad un messaggio di speranza di vita eterna suscitato dalla sequela del messaggio di Cristo. Il Barocco quindi, che del Cattolicesimo è la massima espressione artistica, è lo stile più adatto per veicolare un messaggio ottimistico di riscatto umano e sociale dopo la Pandemia. <br />Viene presentata in mostra una selezione di importanti dipinti di artisti di chiara fama provenienti da collezioni private romane, in gran parte inediti o mai esposti al pubblico.<br />L&#8217;evento vuole incentivare e promuovere il collezionismo, come agente culturale del rinnovamento della ricerca, motore economico del settore e tramite di arricchimento di collezioni pubbliche, ove spesso le raccolte private confluiscono per lasciti e donazioni.<br />Vengono esposte opere di Bernini e della sua cerchia, assieme a dipinti di Giovanni Baglione, Mattia Preti, Agostino Tassi, Gaspar Dughet, Sebastiano Conca, Pierre Subleyras e altri maestri del Seicento e Settecento, offrendo una larga panoramica sull&#8217;arte barocca per quasi due secoli.<br />La mostra è articolata in vari generi pittorici, tra ritratti, pittura di figura a soggetto sacro e profano, paesaggi, vedute e nature morte. Motivo conduttore: la Luce come veicolo comunicativo, formale e simbolico, segno di ottimismo e rigenerazione.</p>
<p>Giuseppe Lepore<br />Presidente Centro Europeo per il Turismo, Cultura e Spettacolo</p>
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		<title>Luca Ciaccia. Etico estetico</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/luca-ciaccia-etico-estetico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Dec 2019 14:09:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“La tavolozza di Ciaccia si anima di quella peculiare trama onirica trasfigurata dal filtro opale dei cinabri e delle malve: le tinte assumono una dimensione psicologica, rampicandosi sino a rivelare intrecci e vissuti in una drammatica ribellione espressionista. È qui che il pathos trasmigra, fino a mostrare il canovaccio romantico dell'artista, che nella pittura cerca ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“La tavolozza di Ciaccia si anima di quella peculiare trama onirica trasfigurata dal filtro opale dei cinabri e delle malve: le tinte assumono una dimensione psicologica, rampicandosi sino a rivelare intrecci e vissuti in una drammatica ribellione espressionista. È qui che il pathos trasmigra, fino a mostrare il canovaccio romantico dell&#8217;artista, che nella pittura cerca sollievo e distrazione ma anche ideali armonie e desiderio di compiacere, che è in fondo l&#8217;ambizione di addivenire all&#8217;arte tout court, affrancandosi dall&#8217;orrore, nel conforto che rende una qualche serenità alla sua travagliata esistenza di homo faber. […]”<br />da “Quella scuola nella discesa che porta ai Fori&#8230;” di Massimo Rossi Ruben</p>
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		<title>Colori degli Etruschi – Colors of the Etruscans</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/colori-degli-etruschi-colors-of-the-etruscans/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jul 2019 14:09:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Catalogo della mostra aperta a Roma, Musei Capitolini – Centrale Montemartini dal 11 luglio 2019 al 2 febbraio 2020Catalogue of exhibition in Rome, Musei Capitolini – Centrale Montemartini from July 11th 2019 to Februray 2th 2020Preziosi frammenti di terracotta dipinta svelano i loro straordinari colori e una complessità di scene figurate mai prima d'ora note. ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Catalogo della mostra aperta a Roma, Musei Capitolini – Centrale Montemartini dal 11 luglio 2019 al 2 febbraio 2020<br />Catalogue of exhibition in Rome, Musei Capitolini – Centrale Montemartini from July 11th 2019 to Februray 2th 2020</p>
<p>Preziosi frammenti di terracotta dipinta svelano i loro straordinari colori e una complessità di scene figurate mai prima d&#8217;ora note. Uno dei recuperi di opere d&#8217;arte più significativi degli ultimi anni da parte del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale ha riportato in Italia un cospicuo nucleo di reperti appartenenti a lastre dipinte, quelle stesse che un tempo decoravano le pareti degli edifici dell&#8217;antica Caere, secondo l&#8217;uso dei greci leukomata, tavole di legno dipinte e affiancate in fregi continui. Arricchita dal confronto iconografico con altre opere bronzee e ceramiche coeve, si offre finalmente alla comunità scientifica e al grande pubblico una eccezionale testimonianza della vivacità della grande pittura etrusca, che ha avuto proprio nell&#8217;antica Caere uno sviluppo del tutto particolare a partire dalle fasi iniziali del VI secolo a.C., grazie alla maestria di artigiani formatisi nel contesto dalla Grecia orientale.</p>
<p>Valuable fragments of painted terracottas reveal their outstanding colors and a complex variety of figural scenes never seen before. One of the most relevant recoveries of works of art in the last years by the Command of the Carabinieri for the Protection of Cultural Heritage brought back to Italy a large number of finds including painted terracotta plaques, the very same that once decorated the walls of buindings in ancient Caere, following the Greek tradition of the leukomata, painted wooden tablets hanging close to one another in continuous friezes. A collection of contemporary bronzes and pottery as comparanda enriches the exhibition offered to the scholarly community and the general public, as an extraordinary testimony of the great Etruscan painting, which had in ancient Caere a peculiar development, starting from the beginning of the sixth century by virtue of the mastership of craftsmen trained in the context of East Greece.</p>
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		<item>
		<title>Treasures of Aquileia from the kunsthistorisches museum in Vienna</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/treasures-of-aquileia-from-the-kunsthistorisches-museum-in-vienna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 May 2019 14:09:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Catalogue of exhibition opened in Aquileia at National Archaeological Museum from June 9th to October 20th 2019Fondazione Aquileia was established in 2008 following the agreement between the Ministry of Cultural Heritage and Activities and the Autonomous Region Friuli Venezia Giulia. Moreover, the Municipality of Aquileia and Archdiocese of Gorizia are members of the Fondazione too. ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Catalogue of exhibition opened in Aquileia at National Archaeological Museum from June 9th  to October 20th 2019</p>
<p>Fondazione Aquileia was established in 2008 following the agreement between the Ministry of Cultural Heritage and Activities and the Autonomous Region Friuli Venezia Giulia. Moreover, the Municipality of Aquileia and Archdiocese of Gorizia are members of the Fondazione too. The main objective of the Fondazione is the enhancement of monuments, museums and the archaeological site of Aquileia, which has been included in the World Heritage List of UNESCO since 1998. Furthermore, the Fondazione is committed to create an Archaeological park integrated into the present urban tissue. Besides that, the Fondazione fosters the knowledge of the ancient city with many initiatives, among them the exhibitions organized in collaboration with the National Archaeological Museum of Aquileia, the Aquileia Film Festival, conferences and other cultural events that in 2019 acquire a particular significance on the celebration of the 2200 years from the city foundation. In 181 BC, the Romans established the colony that became one of the most important cities of the Empire, as well as a center of diffusion of Christianity and seat of the largest diocese of the Church for many centuries, which from Lake Como extended to Hungary.</p>
<p>The National Archaeological Museum of Aquileia was founded in 1882 to host  the large collection of archaeological finds from excavations and discoveries in Aquileia and its surroundings, which continue up to the present day. The exhibition itinerary, renewed in 2018, accompanies the visitor through the history of one of the most important Roman cities in northern Italy, which remains evident in the stone sculptures, amber, glass and semi-precious stone crafts, but in the rich collection of epigraphs and mosaics too. The Museum is an institute of the Ministry of Cultural Heritage and Activities assigned to the Polo Museale of Friuli Venezia Giulia.</p>
<p>The Kunsthistorisches Museum Wien, one of the biggest and most important museums in the world, was established in 1891 by the emperor Francis Joseph to gather the imperial collections, and preserves a huge artistic heritage. Objects realized within five millenniums, from the Egyptians to the Greeks and Romans until the 19th century, testify the passion of the Hapsburgs for collecting. The Renaissance and Baroque art occupies a relevant position. The sumptuous architecture of the museum located on the Ringstraße is extremely suggestive for the visitor, as well as the cycle of paintings along the representative and imposing staircase.</p>
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		<item>
		<title>Schätze Aquileias aus dem kunsthistorischen museum Wien</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/schatze-aquileias-aus-dem-kunsthistorischen-museum-wien/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 May 2019 14:09:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Katalog der Ausstellung geöffnet in Aquileia an Museo Archeologico Nazionale vom 9. Juni bis zum 20. Oktober 2019Die Fondazione Aquileia wurde 2008 durch eine Vereinbarung mit dem Ministerium für Kulturgüter und kulturelle Aktivitäten und der Autonomen Region Friuli Venezia Giulia ins Leben gerufen. Die Fondazione Aquileia erhält ferner die Unterstützung der Gemeinde von Aquileia und ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Katalog der Ausstellung geöffnet in Aquileia an Museo Archeologico Nazionale vom 9. Juni bis zum 20. Oktober 2019</p>
<p>Die Fondazione Aquileia wurde 2008 durch eine Vereinbarung mit dem Ministerium für Kulturgüter und kulturelle Aktivitäten und der Autonomen Region Friuli Venezia Giulia ins Leben gerufen. Die Fondazione Aquileia erhält ferner die Unterstützung der Gemeinde von Aquileia und des Erzbistums von Gorizia. Ziel der Fondazione ist die Pflege und Erhaltung der Denkmäler, der Museen und der archäologischen Ausgrabungen. Seit 1998 ist Aquileia Stätte des Weltkulturerbes der UNESCO. Es besteht die Absicht einen Teil des heutigen Stadtgebietes als Archäologischen Park umzugestalten. Die Fondazione Aquileia fördert die Kenntnis der antiken Stadt mit diversen Initiativen, wie z.B. Ausstellungen, die in Zusammenarbeit mit dem Museo Archeologico Nazionale in Aquileia realisiert werden, oder das Aquileia Film Festival, Vorträge und andere kulturelle Veranstaltungen, die 2019 insbesondere an die 2200 Jahre des Bestehens von Aquileia erinnern sollen. Die 181 v. Chr. von Rom gegründete Kolonie entwickelte sich zu einer der bedeutendsten Städte des römischen Kaiserreichs und in eines der wichtigsten Zentren für die Verbreitung des Christentums; sie wurde für viele Jahrhunderte Sitz der größten Diözese, die vom Comersee bis Ungarn reichte.</p>
<p>Das Museo Archeologico Nazionale in Aquileia wurde 1882 gegründet, um die bereits sehr reiche Sammlung archäologischer Funde, die durch Grabungen und Feldforschungen im Gebiet der antiken Stadt und ihrer Umgebung zusammengetragen wurden und dadurch bis heute konstant anwächst. Die Ausstellung in den Museumssälen, die 2018 neu gestaltet wurde, gibt einen Querschnitt durch die Geschichte einer der bedeutendsten römischen Städte Norditaliens, von der uns viele Zeugnisse erhalten sind, wie etwa die wertvollen Steinskulpturen, das raffinierte Kunsthandwerk in Bernstein, Glas und Halbedelsteinen, nebst der großen Sammlung von Inschriften und Mosaiken. Das Museum ist Teil des Ministeriums für Kulturgüter und kulturelle Aktivitäten und wird vom Polo Museale del Friuli Venezia Giulia verwaltet.<br />Das Kunsthistorische Museum Wien, eines der größten und wichtigsten der Welt, wurde 1891 von Kaiser Franz Joseph gegründet, um die riesigen Kunstschätze der Kaiserlichen Sammlungen der Öffentlichkeit zu präsentieren. Darin befinden sich Gegenstände die einen Bogen von 5000 Jahren umspannen, von der Zeit der Ägypter zu den Griechen und Römer bis zum 19. Jahrhundert und sind Zeugen für die Sammlerbegeisterung der Habsburger, mit Schwerpunkten in der Kunst der Renaissance und des Barock. Für die Besucher ist die großzügige Architektur des an der Ringstraße gelegenen Museums mit dem suggestiven Bilderzyklus im repräsentativen Treppenhaus besonders beeindruckend.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Tesori aquileiesi dal Kunsthistorisches Museum di Vienna</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/tesori-aquileiesi-dal-kunsthistorisches-museum-di-vienna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 May 2019 14:09:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Catalogo della mostra aperta ad Aquileia presso il Museo Archeologico Nazionale dal 9 giugno al 20 ottobre 2019La Fondazione Aquileia è stata istituita nel 2008 in seguito all'accordo tra il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Oltre al Ministero e alla Regione, soci della ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Catalogo della mostra aperta ad Aquileia presso il Museo Archeologico Nazionale dal 9 giugno al 20 ottobre 2019</p>
<p>La Fondazione Aquileia è stata istituita nel 2008 in seguito all&#8217;accordo tra il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Oltre al Ministero e alla Regione, soci della Fondazione sono il Comune di Aquileia e l&#8217;Arcidiocesi di Gorizia. Obiettivo della Fondazione è la valorizzazione dei monumenti, dei musei e del sito archeologico di Aquileia, iscritto dal 1998 nella World Heritage List dell&#8217;UNESCO, oltre che la creazione di un parco archeologico integrato con il tessuto urbano attuale. La Fondazione promuove inoltre la conoscenza dell&#8217;antica città con numerose iniziative, tra le quali le mostre organizzate in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale, l&#8217;Aquileia Film Festival, conferenze ed altri eventi di carattere culturale che nel 2019, in particolare, saranno dedicati ai 2200 anni di Aquileia. Fondata dai Romani nel 181 a.C., divenne, infatti, una delle più importanti città dell&#8217;Impero, oltre che un centro di irradiamento del Cristianesimo e sede di quella che per secoli fu la più grande diocesi della Chiesa, estendendosi dal Lago di Como all&#8217;Ungheria. </p>
<p>Il Museo Archeologico Nazionale di Aquileia fu istituito nel 1882 per ospitare la già cospicua raccolta di reperti archeologici provenienti dagli scavi e dai ritrovamenti effettuati ad Aquileia e nel territorio circostante, continuamente arricchitasi fino ai giorni nostri. Il percorso espositivo, rinnovato nel 2018, permette di ripercorrere la storia di una delle più importanti città romane dell&#8217;Italia settentrionale, della quale rimane testimonianza nelle rilevanti opere di scultura in pietra, nell&#8217;artigianato artistico in ambra, vetro e pietre semipreziose, oltre che nella ricca collezione di epigrafi e mosaici. Il Museo è un istituto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed è assegnato al Polo Museale del Friuli Venezia Giulia.</p>
<p>Il Kunsthistorisches Museum Wien, uno dei musei più grandi e importanti del mondo, fu fondato nel 1891 dall&#8217;Imperatore Francesco Giuseppe per ospitare le collezioni imperiali e custodisce un enorme patrimonio artistico. Oggetti realizzati nell&#8217;arco di cinque millenni, dall&#8217;epoca egizia passando per l&#8217;antica Grecia e Roma fino al XIX secolo, testimoniano la passione degli Asburgo per il collezionismo. Particolare interesse è rivolto all&#8217;arte rinascimentale e a quella barocca. Di estrema suggestione per il visitatore sono la sontuosa architettura del Museo situato sulla Ringstrasse e il ciclo pittorico lungo l&#8217;imponente scalinata di rappresentanza.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Eva vs Eva. Guida alla mostra</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/eva-vs-eva-guida-alla-mostra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 May 2019 14:09:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Mostra presso villa d'Este – Santuario di Ercole Vincitore. 10 maggio – 1 novembre 2019. Tivolia cura di Andrea Bruciati, Massimo Osanna, Daniela PorroL'Istituto autonomo Villa Adriana e Villa d'Este – Villae, il Museo Nazionale Romano e il Parco Archeologico di Pompei hanno organizzato un'esposizione dedicata alla doppia valenza del femminile nell'immaginario occidentale, dal titolo ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/eva-vs-eva-guida-alla-mostra/">Eva vs Eva. Guida alla mostra</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mostra presso villa d&#8217;Este – Santuario di Ercole Vincitore. 10 maggio – 1 novembre 2019. Tivoli<br />a cura di Andrea Bruciati, Massimo Osanna, Daniela Porro</p>
<p>L&#8217;Istituto autonomo Villa Adriana e Villa d&#8217;Este – Villae, il Museo Nazionale Romano e il Parco Archeologico di Pompei hanno organizzato un&#8217;esposizione dedicata alla doppia valenza del femminile nell&#8217;immaginario occidentale, dal titolo Eva vs Eva. <br />Il progetto prende corpo attraverso opere d&#8217;arte, reperti archeologici, documenti letterari e cinematografici, che vanno dall&#8217;antichità sino alla rivoluzione di genere operata nel XX secolo, esprimendo la fascinazione antropologica ed estetica nei confronti dell&#8217;eterno femminino. Il percorso espositivo propone una lettura per strati che, attraverso una serie di endiadi calibrate sulla dicotomia “positivo-negativo”, scandaglia le manifestazioni e le interpretazioni storiche del femminile: lo spirito ambivalente della donna – da rassicurante simbolo della maternità ad ambigua forza della natura – connota e caratterizza l&#8217;intera esposizione.<br />L&#8217;antitesi insita nell&#8217;idea progettuale si esplica in due percorsi distinti, complementari e contigui, coinvolgendo due sedi: il piano nobile di Villa d&#8217;Este e l&#8217;Antiquarium del Santuario di Ercole Vincitore a Tivoli. Se il progetto espositivo si fonda su una duplicità, l&#8217;antitesi è solo apparente: gli aspetti luciferini e ambigui della donna si legano inscindibilmente a quelli più spirituali e idealizzati, per restituire spessore e poliedricità a figure femminili che la storia, l&#8217;immaginario collettivo e l&#8217;interpretazione hanno appiattito in uno stereotipo. <br />Narrazioni seducenti che mescolano il divino e l&#8217;umano, il quotidiano e lo straordinario, evocando un&#8217;interminabile schiera di fanciulle, eroine, mostri e altre creature liminari, in una narrazione perenne che si fa immagine o materia. Da Medea a Penelope, da Saffo a Cleopatra, passando dall&#8217;intimità della casa come dagli intrighi delle corti, la mostra traccia un viaggio immaginifico, visivo, antropologico e letterario, attraverso il mito e la storia: il percorso restituisce simboli di cui oggi si può dare una lettura critica complessa, oltre che matrici di genere. La donna della tradizione biblica e la grazia dello sguardo nei volti della statuaria classica si confronteranno con la complessa vicenda di Erodiade e Salomè, con la dissolutezza di Lucrezia Borgia e con il suo ruolo di protagonista dell&#8217;Italia rinascimentale. <br />Se arte e letteratura tracciano l&#8217;itinerario per le epoche precedenti, con il secolo breve è la cinematografia che assurge al ruolo di medium catalizzatore per la creazione di un nuovo immaginario, ribadendo il luogo comune che soggiace alla doppia natura del femminino, aggiornandosi sino a giungere col 1968 alla prima costituzione dei movimenti politici di liberazione e difesa dei diritti e alla conseguente rivoluzione sessuale. <br />Nella visione prospettica ribaltata, che la mostra propone, si sottolinea per contrasto il ruolo subalterno e apocalittico della donna per far emergere gli stereotipi che contribuiscono alla definizione del genere, peraltro sovvertita socialmente e artisticamente negli ultimi cinquant&#8217;anni. <br />La mostra ha dato vita a un&#8217;eccezionale piattaforma di lavoro tra istituzioni del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che, nell&#8217;ambito della rete museale promossa dalla Direzione Generale Musei, sostanzia il progetto espositivo di una ricchezza di temi e suggestioni, quali solo la polifonia e l&#8217;interconnessione possono mettere in campo. Nasce in tal modo un inedito percorso dove figure mitologiche e personaggi storici sono riletti alla luce della più stretta contemporaneità. Tale specifica sensibilità amplifica il messaggio universale insito nelle collezioni museali delle istituzioni coinvolte, attraverso una mediazione attenta all&#8217;oggi e proiettata al futuro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/eva-vs-eva-guida-alla-mostra/">Eva vs Eva. Guida alla mostra</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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		<title>Eva vs Eva. Guidebook to the exhibition</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/eva-vs-eva-guidebook-to-the-exhibition/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 May 2019 14:09:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Exhibition in Villa d'Este Sanctuary of Hercules Victor. 10 May - 1 November 2019. Tivolicurated by Andrea Bruciati, Massimo Osanna, Daniela PorroThis exhibition focusing on the twofold importance of the feminine in western imagery, entitled Eva vs Eva, is organised by the Istituto autonomo Villa Adriana e Villa d'Este – Villae, the Museo Nazionale Romano, ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Exhibition in Villa d&#8217;Este Sanctuary of Hercules Victor. 10 May &#8211; 1 November 2019. Tivoli<br />curated by Andrea Bruciati, Massimo Osanna, Daniela Porro</p>
<p>This exhibition focusing on the twofold importance of the feminine in western imagery, entitled Eva vs Eva, is organised by the Istituto autonomo Villa Adriana e Villa d&#8217;Este – Villae, the Museo Nazionale Romano, and the Parco archaeologico di Pompei. <br />The displayed artworks, archaeological artefacts, literary and cinematographic documents ranging from antiquity to the twentieth-century genre revolution convey the anthropological and aesthetic fascination for the eternal feminine. The exhibition itinerary provides a multilevel interpretation: the series of hendiadys calibrated on “positive-negative” dichotomy sounds out the historical manifestations and interpretations of the feminine. The entire exhibition connotes and characterises the ambivalent female spirit, from a reassuring symbol of maternity to ambiguous force of nature.<br />The antithesis inherent in the design concept is manifest in two separate, complementary and contiguous itineraries in two different venues: the piano nobile of Villa d&#8217;Este, and the Antiquarium of the Sanctuary of Hercules Victor in Tivoli. Although the exhibition project is based on duplicity, the antithesis is only apparent: a woman&#8217;s devilish and ambiguous features are inextricably linked to her spiritual and idealised traits in order to lend depth and versatility to the female figures that history and collective imagination and interpretation have compressed into a pre-established role. The goal is to illustrate the cliché that critically and dialectically intends to overturn the stereotype.<br />The seductive narrations merge the divine and the human, the everyday and the extraordinary; they conjure up an endless host of young girls, heroines, monsters and other liminal creatures in a permanent narrative that becomes image or matter: Medea, Penelope, Sappho and Cleopatra, domestic intimacy and court intrigues. The exhibition is an imaginative, visual, anthropological and literary journey through the myth and history: it presents symbols that not only act as genre matrices, but can also be critically and comprehensively interpreted. Female figures in the bible and the poised faces in classical sculptures are compared with the complex story of Herodias and Salome and Lucrezia Borgia&#8217;s licentiousness and the key role she played in renaissance Italy.<br />While art and literature inspired the itinerary for previous ages, the catalysing medium for the short century was the film industry; it created a new imagery, emphasised the cliché behind the twofold nature of the feminine, and evolved continually until 1968 and the advent of the first political movements of liberation, defence of rights, and ensuing sexual revolution. <br />The exhibition proposes a reverse perspective vision; in contrast it emphasises the subordinate and apocalyptical role of women in order to reveal the stereotypes that contribute to the definition of genre – a definition which in the last fifty years has been socially and artistically subverted. <br />The exhibition is an opportunity to create an outstanding work platform between the institutions of the Ministry for Cultural Heritage and Activities. In the framework of the museum network promoted by the General Directorate, it provides the project with countless topics and suggestions uniquely implemented by polyphony and interconnection, thus creating an unusual itinerary in which mythological figures and historical figures are reinterpreted based on strict contemporaneity. Such specific sensitivity amplifies the universal message inherent in the museum collections of the aforementioned institutions thanks to a mediation that keeps an eye on the present, but also focuses on the future.</p>
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		<title>Giorgio De Chirico. Ritorno al futuro</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/giorgio-de-chirico-ritorno-al-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Apr 2019 14:09:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Catalogo della mostra aperta a Torino presso la GAM dal 18 aprile al 25 agosto 2019La mostra Giorgio de Chirico. Ritorno al Futuro, Neometafisica e Arte Contemporanea propone un dialogo tra la pittura neometafisica di Giorgio de Chirico e le generazioni di artisti che, in particolare dagli anni Sessanta in poi, sono stati influenzati dalla ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Catalogo della mostra aperta a Torino presso la GAM dal 18 aprile al 25 agosto 2019</p>
<p>La mostra Giorgio de Chirico. Ritorno al Futuro, Neometafisica e Arte Contemporanea propone un dialogo tra la pittura neometafisica di Giorgio de Chirico e le generazioni di artisti che, in particolare dagli anni Sessanta in poi, sono stati influenzati dalla sua opera, riconoscendolo come il maestro che ha ispirato la loro nuova visione. </p>
<p>La mostra mette in relazione le opere di de Chirico con tendenze dell&#8217;arte italiana e internazionale come la Pop art di Andy Warhol, Valerio Adami, Franco Angeli, Mario Ceroli, Lucio Del Pezzo, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Ezio Gribaudo, Gino Marotta, Ugo Nespolo, Concetto Pozzati, Mimmo Rotella, Mario Schifano, Emilio Tadini. La mostra presenta anche un grande prosecutore della Metafisica come Fabrizio Clerici, la pittura di Renato Guttuso e di Ruggero Savinio insieme ad artisti internazionali come Henry Moore, Philip Guston, Bernd e Hilla Becher. Il percorso presenta maestri dell&#8217;arte povera come Giulio Paolini e Michelangelo Pistoletto, le visioni concettuali di Fabio Mauri, Claudio Parmiggiani, Luca Patella e Vettor Pisani, fino ad arrivare alle ombre geometriche di Giuseppe Uncini, alla fotografia di Gianfranco Gorgoni, alle sculture di Mimmo Paladino, ai dipinti di Alessandro Mendini e di Salvo, al mistero di Gino De Dominicis, ai tableaux vivants di Luigi Ontani, a protagonisti delle ultime generazioni internazionali come Juan Muñoz, Vanessa Beecroft e Francesco Vezzoli. Oltre al prestito delle opere neometafisiche della Fondazione Giorgio e Isa de Chirico, la mostra presenta un&#8217;animazione digitale di Maurice Owen e Russell Richards insieme a opere di artisti contemporanei provenienti dalle collezioni della GAM di Torino e tra questi Claudio Abate, Gabriele Basilico, Luigi Ghirri, Franco Fontana, Fausto Melotti. Una piccola sezione della mostra, come un inserto prezioso, è riservata al tema della citazione e della copia, esercizio prediletto da de Chirico nella sua lunga ricerca sulla pittura dei grandi maestri e presenta un disegno originale di Michelangelo proveniente da Casa Buonarroti, insieme a disegni di de Chirico dedicati allo studio degli affreschi michelangioleschi della Volta della Cappella Sistina e a opere del famoso ciclo su Michelangelo di Tano Festa</p>
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		<title>MitoMania</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/mitomania/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Mar 2019 14:09:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Catalogo della Mostra aperta a Taranto presso il Museo Archeologico Nazionale – MarTA dal 10 aprile al 10 novembre 2019«Abbiamo fondato il progetto della mostra MitoMania su tre pilastri basilari nella concezione del nostro museo: il senso di legalità e di valori condivisi nel presentare reperti restituiti al patrimonio culturale dello Stato; il recupero della ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Catalogo della Mostra aperta a Taranto presso il Museo Archeologico Nazionale – MarTA dal 10 aprile al 10 novembre 2019</p>
<p>«Abbiamo fondato il progetto della mostra MitoMania su tre pilastri basilari nella concezione del nostro museo: il senso di legalità e di valori condivisi nel presentare reperti restituiti al patrimonio culturale dello Stato; il recupero della storia e della coscienza umana ancestralmente rappresentato nel Mito; la memoria di un territorio che si rispecchia nel proprio museo quale elemento di continuo sviluppo tra passato, presente e futuro»</p>
<p>Per la prima volta si ritrovano tutti insieme al Museo Archeologico Nazionale di Taranto quattordici vasi di ceramica, di cui tredici originali di produzione apula, attribuiti ad alcuni dei più importanti Maestri della ceramografia italiota, ed un “falso”. I tredici originali, dei quali undici esposti nella mostra e due visibili nel percorso permanente, sono stati strappati al loro contesto da scavi clandestini e successiva esportazione illecita, e restituiti all&#8217;Italia a partire dal 2007 dai musei statunitensi J. Paul Getty Museum di Malibu, Cleveland Museum of Art, Museum of Fine Arts di Boston e Metropolitan Museum di New York.</p>
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