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	<title>CITTÀ, TERRITORIO, PIANO Archivi | Gangemi</title>
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	<title>CITTÀ, TERRITORIO, PIANO Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Marcello Vittorini</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/marcello-vittorini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jan 2020 14:09:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana "Città, territorio, piano" diretta da Giuseppe Imbesi n.56«Al di là delle discussioni accademiche e velleitarie un ‘nuovo modello' di vita, democratico e civile, deve essere rapidamente delineato e costruito, se si vuole salvare l'Italia dal crollo dell'economia e delle istituzioni; per ottenere questo risultato non è possibile contare su compromessi storici, tattici e strumentali, ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana &#8220;Città, territorio, piano&#8221; diretta da Giuseppe Imbesi n.56</p>
<p>«Al di là delle discussioni accademiche e velleitarie un ‘nuovo modello&#8217; di vita, democratico e civile, deve essere rapidamente delineato e costruito, se si vuole salvare l&#8217;Italia dal crollo dell&#8217;economia e delle istituzioni; per ottenere questo risultato non è possibile contare su compromessi storici, tattici e strumentali, che rischiano di ridursi ad operazioni di copertura e di paravento. È necessario invece costruire, pazientemente e faticosamente, le premesse per una società socialista, chiaramente alternativa a quella attuale, che si basi essenzialmente sulle capacità di partecipazione, di autogoverno e di autogestione dei cittadini e dei lavoratori, con una battaglia che avrà per oggetto la gestione pubblica della città e del territorio e cioè, ancora una volta, la politica urbanistica». <br />Marcello Vittorini (1927-2011)</p>
<p>Valeria Lupo è architetto e Dottore di ricerca in Storia dell&#8217;architettura in “Recupero progetto e tutela nei contesti insediativi e territoriali di elevato valore ambientale e paesistico” presso la facoltà di Ingegneria dell&#8217;Università dell&#8217;Aquila, Dipartimento di Ingegneria civile, edile-architettura e ambientale, con una tesi su L&#8217;opera di Marcello Vittorini attraverso il suo archivio. L&#8217;impegno civile di un urbanista per il “buon governo” dell&#8217;Italia, dalla ricostruzione agli anni &#8217;80, tutor Prof. Angela Marino. Ha lavorato all&#8217;inventariazione e allo studio di diversi archivi di architetti e svolto ricerche con l&#8217;Osservatorio sul moderno a Roma del Dipartimento Diap, Università di Roma Sapienza. Ha pubblicato Omaggio a Marcello Vittorini. Un archivio per la città, Angela Marino, Valeria Lupo (a cura di), Gangemi editore, 2012 e Cesare Ligini Architetto, Valeria Lupo (a cura di), Prospettive Edizioni, Roma 2014. Attualmente lavora presso la Galleria Nazionale d&#8217;Arte Moderna e Contemporanea di Roma come funzionario architetto del Mibact.</p>
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		<title>Giancarlo De Carlo. Gli editoriali di Spazio e Società</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/giancarlo-de-carlo-gli-editoriali-di-spazio-e-societa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Dec 2017 14:08:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana "Città, territorio, piano" diretta da Giuseppe Imbesi n.55Le pagine di questo libro raccontano una “storia” o una riflessione divisa in parti che, nella sua struttura, cerca di far comprendere l'importanza e l'attualità dell'architettura sociale, ovvero il riesame della contraddittoria questione riguardo allo stretto legame tra lo spazio, inteso come architettura, e la società, composta ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana &#8220;Città, territorio, piano&#8221; diretta da Giuseppe Imbesi n.55</p>
<p>Le pagine di questo libro raccontano una “storia” o una riflessione divisa in parti che, nella sua struttura, cerca di far comprendere l&#8217;importanza e l&#8217;attualità dell&#8217;architettura sociale, ovvero il riesame della contraddittoria questione riguardo allo stretto legame tra lo spazio, inteso come architettura, e la società, composta dagli individui che la abitano. Sono state indagate le ragioni e l&#8217;attualità del pensiero di Giancarlo De Carlo, il suo impegno civile e la sua responsabilità etica, in particolare attraverso un&#8217;attenta rilettura degli editoriali – raccolti e ripubblicati per la prima volta – della rivista da lui diretta: «Spazio e Società». Si tratta di una ricognizione mirata, una narrazione ricomposta che svela la trama di relazioni tra la rivista e il contesto storico degli avvenimenti. L&#8217;oggetto della discussione non è tanto la partecipazione – pur essendo questa una parola chiave – quanto il ruolo dell&#8217;architettura all&#8217;interno dell&#8217;habitat. In questi editoriali, infatti, De Carlo propone un modo diverso di pervenire all&#8217;architettura, le cui filiazioni consentono, ancora oggi, punti di vista differenti e disegnano nuove forme di spazio sociale. La ricchezza e fecondità dell&#8217;impostazione, che emerge nella redazione di «Spazio e Società», mette a disposizione del pubblico la dinamica in atto di una visione critica che riflette, nel farsi stesso dei contenuti e delle posizioni esposte, una capacità di dibattito che aiuta la crescita del lettore, invitato a paragonare e a riflettere su punti di vista differenti. Non sono tanto importanti le risposte da raggiungere nella fretta delle occasioni, quanto l&#8217;esibizione del metodo della riflessione, l&#8217;individuazione di tracciati da perlustrare, l&#8217;apertura alle avventure del pensiero.</p>
<p>Isabella Daidone (1984). Architetto, Dottore di ricerca e Doctor Europaeus in Composizione architettonica e urbana presso l&#8217;Università di Palermo. Vincitrice nel 2013 di una borsa studio presso la Sorbonne Paris IV. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui: “Premio Bergamo di Architettura 2011” IV edizione; segnalazione al “Premio Bruno Zevi 2014”; Premio “Experia &#8211; Expo Milano 2015” organizzato e promosso dal Politecnico di Milano, da Rai Expo e dal Padiglione Italia. Ha partecipato in qualità di relatore a numerosi seminari, ha svolto ricerche e pubblicato articoli e progetti in volumi e periodici di rilevanza nazionale e internazionale che danno conto di un&#8217;attività di ricerca intenta ad approfondire l&#8217;impatto dell&#8217;architettura sulla società, ovvero l&#8217;interazione tra città, spazio e abitanti.</p>
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		<title>La città nell&#8217;incertezza e le contraddizioni dei piani</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/la-citta-nellincertezza-e-le-contraddizioni-dei-piani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2015 14:07:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana "Città, territorio, piano" diretta da Giuseppe Imbesi n.53I problemi attuali delle città europee affondano le radici nelle trasformazioni socio economiche che le hanno investite fin dagli anni Sessanta, determinando il superamento dei paradigmi dell'Urbanistica costruiti in più di cento anni di teorie ed esperienze. In molti paesi europei si è operato, da oltre cinquant'anni, ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana &#8220;Città, territorio, piano&#8221; diretta da Giuseppe Imbesi n.53</p>
<p>I problemi attuali delle città europee affondano le radici nelle trasformazioni socio economiche che le hanno investite fin dagli anni Sessanta, determinando il superamento dei paradigmi dell&#8217;Urbanistica costruiti in più di cento anni di teorie ed esperienze. In molti paesi europei si è operato, da oltre cinquant&#8217;anni, per innovare il quadro legislativo e la strumentazione, come in Francia, Gran Bretagna e Germania con risultati soddisfacenti. Nel nostro paese, nonostante i tentativi di introdurre nuove leggi e strumentazioni a livello nazionale, soprattutto durante gli anni Novanta, i risultati nel campo operativo sono risultati del tutto deludenti, come dimostra lo stato del territorio e di molte città. Dall&#8217;istituzione delle regioni sono stati elaborati un&#8217;infinità di piani urbanistici, dall&#8217;area vasta fino ai livelli comunale e sub comunale, sulla base di leggi regionali fin dagli anni Settanta e dagli anni Ottanta sono stati redatti, sulla base di leggi settoriali piani di tutela ambientale, paesaggistica, idrogeologica, anti inquinamento acustico, dell&#8217;aria, del suolo. Ne è scaturito un delirio normativo che ha reso problematico qualsiasi intervento, mentre la gestione del territorio e delle città ha ignorato del tutto la manutenzione, per cui oggi ne subiamo le drammatiche conseguenze. Le considerazioni svolte in questo libro sono il frutto dell&#8217;esperienza e delle osservazioni di un urbanista pragmatico e sono rivolte a tutti coloro che si chiedono le ragioni di questa deriva verso un mare normativo, senza raggiungere risultati soddisfacenti. </p>
<p>Stefano Garano è stato professore Ordinario di Urbanistica presso la Facoltà di Architettura “Valle Giulia” de “La Sapienza” Università di Roma, dove ha diretto il Dipartimento di Pianificazione Territoriale e   Urbanistica dal 1989 al 1995 e dal 1997 al 2006. Ha svolto ricerche e pubblicato volumi e saggi in numerose riviste specializzate italiane e straniere come Urbanistica, Urbanistica Informazioni, Architettura Cronache e Storia, Città e società, Paris Projet, Rassegna di Urbanistica e Architettura, Urban Planning International ecc. sui problemi della pianificazione urbana e territoriale, sul “progetto urbano” e sulla riqualificazione della città. Ha redatto strumenti di pianificazione di area vasta, comunali e attuativi, Piani di assetto dei parchi e Piani territoriali paesistici. È stato, inoltre, consulente generale del Comune di Roma per il Nuovo Piano Regolatore del 2003/2008.</p>
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		<item>
		<title>Psicoarchitettura</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/psicoarchitettura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2015 14:06:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana "Città, Territorio, Piano" diretta da Giuseppe Imbesi n.52L'architettura è la maggiore espressione dell'immaginazione quale fondamento della creatività e manifestazione peculiare della psiche. L'arte del costruire, più di ogni altra competenza, si nutre del rapporto tra lo psichismo e il territorio e proprio per questo motivo assume varie modalità di realizzazione. È facilmente comprensibile, perciò, ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana &#8220;Città, Territorio, Piano&#8221; diretta da Giuseppe Imbesi n.52</p>
<p>L&#8217;architettura è la maggiore espressione dell&#8217;immaginazione quale fondamento della creatività e manifestazione peculiare della psiche. L&#8217;arte del costruire, più di ogni altra competenza, si nutre del rapporto tra lo psichismo e il territorio e proprio per questo motivo assume varie modalità di realizzazione. È facilmente comprensibile, perciò, quanto l&#8217;architettura possa influenzare la psiche di chi la abita o di chi ne viene a contatto. Chi progetta costruzioni o si occupa di urbanistica deve necessariamente essere capace di comprendere lo psichismo e le esigenze dell&#8217;utenza. Soltanto a queste condizioni l&#8217;architettura può promuovere salute e spargere benessere. In questo abbraccio difficile, ma avvincente, se l&#8217;architettura e l&#8217;urbanistica disciplinano i volumi e gli spazi, la psicologia ne offre una chiave di lettura fondamentale attraverso lo studio dei processi psicoemotivi dell&#8217;essere umano. Il legame tra le due branche della scienza è indiscutibile e i luoghi, i volumi, le aree, le forme, gli arredi sono vitali tanto quanto l&#8217;affettività e le relazioni famigliari.</p>
<p>Ivan Battista, psicoterapeuta, saggista, scrittore ha pubblicato: Cara Mille ti scrivo: analisi psicologica delle scritte sulle banconote da mille lire (1993); Kentauros: istinto e ragione nella psicologia del motociclista (1994); Orfani di genitori viventi: individuazione e relazione nella cultura del narcisismo (1998); Depressione: tutti i colori del buio (2002); Moto d&#8217;amore: quattro storie di corsa (2005); Amori d&#8217;ufficio: come orientarsi nel labirinto delle relazioni illecite nate nel posto di lavoro (2007); Specchio delle mie brame: psicologia della chirurgia estetica (2008); Assalto all&#8217;amore: contro le banalità del più antico e nobile dei sentimenti (2012). Ha collaborato alla stesura del Dizionario di Psicologia (1995). Ha collaborato alla stesura del Grande Dizionario Enciclopedico di Omeopatia e Bioterapia.</p>
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		<item>
		<title>La misura del piano Vol.1</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/la-misura-del-piano-vol-1/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Mar 2014 14:05:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana "Città, Territorio, Piano" diretta da Giuseppe Imbesi n.50In Italia è possibile una “misura” del Piano Urbanistico? È possibile proporre un metodo per realizzare una valutazione seguendo una procedura rigorosa che permetta di affrontare, in termini disciplinari corretti, una comparazione tra elementi di qualità presenti in strumenti pianificatori maturati in differenti contesti geografici, politici, sociali ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana &#8220;Città, Territorio, Piano&#8221; diretta da Giuseppe Imbesi n.50</p>
<p>In Italia è possibile una “misura” del Piano Urbanistico? È possibile proporre un metodo per realizzare una valutazione seguendo una procedura rigorosa che permetta di affrontare, in termini disciplinari corretti, una comparazione tra elementi di qualità presenti in strumenti pianificatori maturati in differenti contesti geografici, politici, sociali ed economici? Per rispondere a tale quesito sono stati selezionati venticinque piani urbanistici di recente costruzione per città di grande complessità (Roma e Milano), di rilevante dimensione (Bologna, Firenze), di media grandezza (Agrigento, Ancona, Bergamo, Ferrara, Ivrea, La Spezia, Novara, Ravenna, Siena, Verona), di piccola dimensione (Argenta, Buccinasco, Cassino, Jesi, San Miniato, Sesto Fiorentino, Todi), fino ad ambiti di aggregazione di diversi Comuni (Cento-Alto Ferrarese, Capannoli-Palaia, Reno-Galliera, Lugo-Bassa Romagna). È stato assunto il difficile compito di definire una metodologia originale per comparare, con un unico framework, elementi di qualità dei piani (sintetizzati in schede di piano, schemi di piano, manifesti comunicativi di sintesi, quadri di confronto e valutazione), mettendo a disposizione una chiave di lettura del panorama variegato dei diversi approcci in Italia alla pianificazione urbanistica e un ventaglio di tipologie di attenzione alla qualità “del piano”, “nel piano”, “con il piano”, “oltre il piano”. Si è così giunti ad una guida di qualità per affrontare le incertezze del nuovo piano urbanistico, uno spettro di operazioni possibili, di scenari e metodologie alternative, messe a disposizione di una platea di professionisti incaricati di piani urbanistici, di ricercatori, amministratori, studiosi dell&#8217;urbanistica e di quanti intendono avviare una revisione della disciplina urbanistica, introducendo strumenti di misura della qualità dei piani, e quindi di critica, anche severa, di piani urbanistici “burocratici” o non adeguati. Una guida come codice collettivo di buone pratiche, per “traghettare” il piano da modelli ideali di città a processi operativi: un ventaglio di suggerimenti grafici e normativi, riproponibili in altri contesti nazionali e internazionali, per perseguire un buon livello di qualità formale e sociale, e ritrovare l&#8217;originale “funzione sociale dell&#8217;Urbanistica”.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La misura del piano Vol.2</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/la-misura-del-piano-vol-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Mar 2014 14:05:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana "Città, Territorio, Piano" diretta da Giuseppe Imbesi n.51In Italia è possibile una “misura” del Piano Urbanistico? È possibile proporre un metodo per realizzare una valutazione seguendo una procedura rigorosa che permetta di affrontare, in termini disciplinari corretti, una comparazione tra elementi di qualità presenti in strumenti pianificatori maturati in differenti contesti geografici, politici, sociali ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/la-misura-del-piano-vol-2/">La misura del piano Vol.2</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana &#8220;Città, Territorio, Piano&#8221; diretta da Giuseppe Imbesi n.51</p>
<p>In Italia è possibile una “misura” del Piano Urbanistico? È possibile proporre un metodo per realizzare una valutazione seguendo una procedura rigorosa che permetta di affrontare, in termini disciplinari corretti, una comparazione tra elementi di qualità presenti in strumenti pianificatori maturati in differenti contesti geografici, politici, sociali ed economici? Per rispondere a tale quesito sono stati selezionati venticinque piani urbanistici di recente costruzione per città di grande complessità (Roma e Milano), di rilevante dimensione (Bologna, Firenze), di media grandezza (Agrigento, Ancona, Bergamo, Ferrara, Ivrea, La Spezia, Novara, Ravenna, Siena, Verona), di piccola dimensione (Argenta, Buccinasco, Cassino, Jesi, San Miniato, Sesto Fiorentino, Todi), fino ad ambiti di aggregazione di diversi Comuni (Cento-Alto Ferrarese, Capannoli-Palaia, Reno-Galliera, Lugo-Bassa Romagna). È stato assunto il difficile compito di definire una metodologia originale per comparare, con un unico framework, elementi di qualità dei piani (sintetizzati in schede di piano, schemi di piano, manifesti comunicativi di sintesi, quadri di confronto e valutazione), mettendo a disposizione una chiave di lettura del panorama variegato dei diversi approcci in Italia alla pianificazione urbanistica e un ventaglio di tipologie di attenzione alla qualità “del piano”, “nel piano”, “con il piano”, “oltre il piano”. Si è così giunti ad una guida di qualità per affrontare le incertezze del nuovo piano urbanistico, uno spettro di operazioni possibili, di scenari e metodologie alternative, messe a disposizione di una platea di professionisti incaricati di piani urbanistici, di ricercatori, amministratori, studiosi dell&#8217;urbanistica e di quanti intendono avviare una revisione della disciplina urbanistica, introducendo strumenti di misura della qualità dei piani, e quindi di critica, anche severa, di piani urbanistici “burocratici” o non adeguati. Una guida come codice collettivo di buone pratiche, per “traghettare” il piano da modelli ideali di città a processi operativi: un ventaglio di suggerimenti grafici e normativi, riproponibili in altri contesti nazionali e internazionali, per perseguire un buon livello di qualità formale e sociale, e ritrovare l&#8217;originale “funzione sociale dell&#8217;Urbanistica”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/la-misura-del-piano-vol-2/">La misura del piano Vol.2</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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			</item>
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		<title>Le guide di Roma tra medioevo e novecento</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/le-guide-di-roma-tra-medioevo-e-novecento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Mar 2013 14:05:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana "Città, Territorio, Piano" diretta da Giuseppe Imbesi n.49Questo è un racconto sulle guide di Roma. Racconto che parte da rotoli di pergamena scritti in latino oltre dieci secoli fa e che si conclude con volumetti rossi stampati nelle principali lingue europee tra metà '800 e primi del '900. Dai “Mirabilia urbis”, le descrizioni più ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana &#8220;Città, Territorio, Piano&#8221; diretta da Giuseppe Imbesi n.49</p>
<p>Questo è un racconto sulle guide di Roma. Racconto che parte da rotoli di pergamena scritti in latino oltre dieci secoli fa e che si conclude con volumetti rossi stampati nelle principali lingue europee tra metà &#8216;800 e primi del &#8216;900. Dai “Mirabilia urbis”, le descrizioni più fantastiche che reali destinate ai viaggiatori medievali, ai “Baedeker”, le guide pubblicate in Germania per i viaggiatori stranieri dell&#8217;epoca moderna. Le guide di Roma, dopo l&#8217;invenzione della stampa, erano dei veri e propri libri che nei casi migliori potremmo definire “letteratura popolare”: testi destinati a soddisfare le curiosità anche dei viaggiatori che ignoravano del tutto la “letteratura colta”. Nelle sfaccettature delle guide si rispecchiavano i modi di visitare la città, l&#8217;immagine che voleva darne il sistema di potere che la governava, la cultura dei visitatori, le stesse modificazioni di Roma nel tempo. Il racconto è animato da nostalgia per le guide che volevano far conoscere Roma, e non soltanto informare (come avviene oggi) sulle cose da vedere. Per le guide che andavano lette e studiate, e non soltanto sfogliate. </p>
<p>Massimo Pazienti, urbanista, è autore di studi e pubblicazioni sui problemi territoriali di Roma. Ha partecipato all&#8217;elaborazione di studi per le aree metropolitane (Roma, San Salvador), ha diretto l&#8217;Istituto di ricerche per la programmazione del Lazio ed ha svolto attività didattica (pianificazione territoriale ed economia urbana). Sull&#8217;area romana ha pubblicato tra l&#8217;altro: “Il villaggio metropolitano – Roma e la sua regione urbana” (Milano, 1995).</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/le-guide-di-roma-tra-medioevo-e-novecento/">Le guide di Roma tra medioevo e novecento</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Verde di prossimità e disegno urbano</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/verde-di-prossimita-e-disegno-urbano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Nov 2012 14:03:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana "Città, Territorio, Piano" diretta da Giuseppe Imbesi n.48L'assetto del territorio locale della grande città, la progettazione dell'uso e dell'organizzazione del verde urbano e delle aree libere residue come componenti essenziali dello spazio pubblico locale, matrice della conformazione urbana complessiva, costituiscono oggi un impegno centrale di molte città europee. L'attenzione è volta a caratterizzare lo ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/verde-di-prossimita-e-disegno-urbano/">Verde di prossimità e disegno urbano</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana &#8220;Città, Territorio, Piano&#8221; diretta da Giuseppe Imbesi n.48</p>
<p>L&#8217;assetto del territorio locale della grande città, la progettazione dell&#8217;uso e dell&#8217;organizzazione del verde urbano e delle aree libere residue come componenti essenziali dello spazio pubblico locale, matrice della conformazione urbana complessiva, costituiscono oggi un impegno centrale di molte città europee. L&#8217;attenzione è volta a caratterizzare lo spazio pubblico locale in risposta alla domanda di integrazione e di usi legati alla vita quotidiana, nei diversi contesti sociali ed insediativi della città contemporanea. Il tema in Gran Bretagna ha assunto una configurazione sistematica nelle politiche territoriali ai vari livelli ed ha una concreta traduzione in azioni e comportamenti operativi locali. Il motivo di interesse è nel ritorno, secondo la tradizione del local planning e dell&#8217;urban design, ad intrecciare fortemente, al livello locale e attraverso il disegno urbano, il sistema del verde con i servizi, la residenza e con le reti della mobilità lenta. Il campo di approfondimento è offerto dall&#8217;attuazione al livello locale di politiche integrate per il verde. La nuova accezione del verde come spazio con un valore determinante per la vita quotidiana della comunità locale ha spinto negli ultimi anni i 32+1 Boroughs di Londra alla predisposizione di strategie per gli open space (Open Space Strategy) ed alla revisione a questi fini dei piani locali (Local Development Framework). Il libro nell&#8217;illustrare questi documenti di piano propone la validità di un metodo progettuale e di lavoro per il verde locale di prossimità a partire dal basso, in funzione della domanda dei cittadini e come componente guida della progettazione dello spazio pubblico nel piano urbano locale. Il presente testo è il risultato di sette anni di collaborazione continuativa con amministratori e tecnici di Londra che hanno consentito il progressivo monitoraggio dei progetti in corso e del pensiero critico sull&#8217;attuazione della riforma urbanistica in Gran Bretagna.</p>
<p>In London the new meaning of the term open space as place important for the community (PPG17) has driven the 32+1 Boroughs to devise methods of physical planning and urban design that pay large attention to open space design and seek to respond to the inhabitants needs. The material for investigating this field is supplied by the different Open Space Strategies developed by each Borough and their implementation within the Local Development Frameworks. In the UK we witness a renewal of interest, though urban design, for interlacing the open space with facilities and residence at the local level.</p>
<p>Lucia Nucci (1971), architetto, ricercatore in progettazione urbanistica presso la Facoltà di Architettura Università Roma Tre, partecipa a ricerche internazionali e nazionali e svolge attività didattica. Ha indirizzato le sue ricerche e la sua attività di progettista sui temi relativi al sistema del verde urbano e dello spazio pubblico come componente fondativa nel piano urbanistico. Nel 2004 ha pubblicato Reti verdi e disegno della città contemporanea.</p>
<p>Lucia Nucci, architect, is assistant professor of Urban design in the Faculty of Architecture of the University of Roma Tre and conducts her research in this area.</p>
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		<title>Ricerca didattica e prassi urbanistica nelle città del Mediterraneo</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/ricerca-didattica-e-prassi-urbanistica-nelle-citta-del-mediterraneo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 14:04:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana "Città, Territorio, Piano" diretta da Giuseppe Imbesi n.47Il volume raccoglie un'ampia rassegna di scritti, in maggior parte inediti, in onore di Giuseppe Dato, professore ordinario di Tecnica e Pianificazione Urbanistica e Preside della facoltà di Architettura dell'Università degli Studi di Catania, con sede a Siracusa. Gli autori sono docenti e ricercatori italiani e stranieri, ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana &#8220;Città, Territorio, Piano&#8221; diretta da Giuseppe Imbesi n.47</p>
<p>Il volume raccoglie un&#8217;ampia rassegna di scritti, in maggior parte inediti, in onore di Giuseppe Dato, professore ordinario di Tecnica e Pianificazione Urbanistica e Preside della facoltà di Architettura dell&#8217;Università degli Studi di Catania, con sede a Siracusa. Gli autori sono docenti e ricercatori italiani e stranieri, oltre ad alcuni allievi oggi impegnati nella pratica professionale, che hanno intrattenuto con Giuseppe Dato rapporti di collaborazione scientifica, didattica, professionale o di amicizia. I testi proposti abbracciano un&#8217;ampia gamma di temi: dalla pianificazione di area vasta agli studi sul paesaggio, dalla progettazione urbana alla storia della città e del territorio, fino alle esperienze didattiche. Da essi emerge un quadro differenziato e molto articolato della ricerca e della prassi urbanistica negli anni recenti. Gli argomenti trattati sono riferiti a diversi Paesi che si affacciano sul bacino del Mediterraneo, sia sulla sponda europea che su quella nordafricana e asiatica, con una incursione nell&#8217;America Latina. Attraverso il filo conduttore delle relazioni personali degli autori con un docente e studioso che ha operato per un quarantennio nel Mezzogiorno, i testi proposti contribuiscono alla messa a fuoco delle recenti tendenze che emergono nelle discipline che si occupano della città e del territorio. Assieme alle esperienze didattiche e della diffusione della conoscenza del territorio i temi trattati spaziano dalle diverse declinazioni del concetto di sostenibilità, alla lettura delle principali trasformazioni urbane, alla mobilità nei suoi diversi aspetti, al ruolo dei servizi e delle infrastrutture tecnologiche nei sistemi urbani, alla tutela del paesaggio e del patrimonio culturale, alla partecipazione nella costruzione del piano. I punti di osservazione proposti rivelano alcune delle complessità e delle contraddizioni dei fenomeni territoriali che emergono in un orizzonte territoriale come quello che gravita attorno al bacino del Mediterraneo, dove passato e presente animano uno scenario ricco e vitale.</p>
<p>Ha curato questa raccolta di scritti in onore del suo Maestro, FrancescoMartinico, professore associato di Tecnica e Pianificazione Urbanistica, con la collaborazione dei colleghi del Dipartimento di Architettura dell&#8217;Università degli Studi di Catania, presso il quale Giuseppe Dato ha svolto gran parte della sua attività scientifica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/ricerca-didattica-e-prassi-urbanistica-nelle-citta-del-mediterraneo/">Ricerca didattica e prassi urbanistica nelle città del Mediterraneo</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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		<title>Un&#8217;altra modernità</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/unaltra-modernita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Oct 2010 12:03:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana "Città, Territorio, Piano" diretta da Giuseppe Imbesi n.45La storiografia sul rinnovamento dell'architettura e dell'urbanistica del Novecento ha dato grande spazio al contributo dei Congrès Internationaux d'Architecture Moderne (Ciam) che si tengono tra il 1928 e il 1959, mentre ha finora trascurato i congressi dell'International Federation for Housing and Town Planning (Ifhtp), erede della gloriosa ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/unaltra-modernita/">Un&#8217;altra modernità</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana &#8220;Città, Territorio, Piano&#8221; diretta da Giuseppe Imbesi n.45</p>
<p>La storiografia sul rinnovamento dell&#8217;architettura e dell&#8217;urbanistica del Novecento ha dato grande spazio al contributo dei Congrès Internationaux d&#8217;Architecture Moderne (Ciam) che si tengono tra il 1928 e il 1959, mentre ha finora trascurato i congressi dell&#8217;International Federation for Housing and Town Planning (Ifhtp), erede della gloriosa Garden Cities and Town Planning Association fondata da Ebenezer Howard alle soglie del primo conflitto mondiale. È in questo ambito che il libro getta il suo sguardo tentando di ricostruire, a partire dal 1923, il portato di questa esperienza alla maturazione della cultura urbanistica moderna in un periodo caratterizzato da grandi trasformazioni urbane e territoriali e forti tensioni politiche, economiche e sociali. Una riflessione che si ferma al secondo conflitto mondiale quando, stravolta dalla guerra e dalla ricostruzione, cambierà la natura stessa delle sfide che la modernità novecentesca aveva posto sul tappeto all&#8217;alba del nuovo secolo.</p>
<p>Renzo Riboldazzi (Novara, 1966), architetto, svolge attività didattica e di ricerca al Politecnico di Milano. Al centro dei suoi interessi culturali e professionali ci sono il progetto e la ricerca storico-critica nei campi dell&#8217;architettura e dell&#8217;urbanistica. Alla Facoltà di Architettura Civile ha insegnato, dal 2004, Progettazione urbanistica, Fondamenti di urbanistica, Analisi della città e del territorio e ha tenuto cicli di lezioni di Cultura del Progetto urbano. Presso il Dipartimento di Progettazione dell&#8217;architettura si è occupato dal 1998, oltre che del coordinamento delle attività dell&#8217;Archivio Piero Bottoni, di studi sulla cultura urbanistica moderna e contemporanea. Ha organizzato incontri e seminari e curato mostre di architettura, urbanistica, pittura e scultura. Dal 2008 è condirettore dell&#8217;Archivio Cesare Chiodi. Tra le sue pubblicazioni: (a cura di), Piero Bottoni a Capri. Architettura e paesaggio, 1958-1969, con una testimonianza diCesare de Seta e uno scritto<br />inedito di Piero Bottoni, Ronca, Cremona 2003; (a cura di), Cesare Chiodi, Scritti sulla città e il territorio, 1913-1969, Unicopli, Milano 2006; Una città policentrica. Cesare Chiodi e l&#8217;urbanistica milanese nei primi anni del fascismo, Polipress, Milano 2008.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/unaltra-modernita/">Un&#8217;altra modernità</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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