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	<title>INTERVENTI d&#039;Arte sull&#039;Arte dedicata alla cultura della conservazione d’arte Archivi | Gangemi</title>
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	<title>INTERVENTI d&#039;Arte sull&#039;Arte dedicata alla cultura della conservazione d’arte Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Vestito come una statua antica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2025 11:57:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ormai da molti anni, il rapporto di reciproca fiducia e collaborazione tra la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e la Fondazione Paola Droghetti onlus dà vita a progetti virtuosi, di indiscussa qualità scientifica, volti al recupero e alla valorizzazione del patrimonio culturale dei musei civici romani. Le attività promosse e curate dalla Fondazione nel campo ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai da molti anni, il rapporto di reciproca fiducia e collaborazione tra la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e la Fondazione Paola Droghetti onlus dà vita a progetti virtuosi, di indiscussa qualità scientifica, volti al recupero e alla valorizzazione del patrimonio culturale dei musei civici romani.<br />
Le attività promosse e curate dalla Fondazione nel campo della conservazione dei beni culturali hanno la peculiarità e il pregio di dispiegarsi entro un vasto e variegato campo di azione, che spazia dall’archeologia all’arte contemporanea, comprendendo anche l’arte applicata. Si tratta di una scelta coraggiosa che porta la Fondazione Paola Droghetti onlus, nonché le istituzioni e i professionisti da essa coinvolti, a confrontarsi con problematiche conservative sempre differenti e talvolta inedite, mettendo in campo competenze specifiche e tecnologie avanzate. Basta scorrere il sostanzioso elenco dei titoli della pregevole collana INTERVENTI d’Arte sull’Arte, in cui il presente volume ha il privilegio di inserirsi, per avere una cartina tornasole della missione e dell’operato della Fondazione e dei risultati da essa conseguiti.<br />
Sono trascorsi esattamente dieci anni dall’ultimo intervento conservativo generosamente sostenuto dalla Fondazione Paola Droghetti onlus a beneficio di un’opera del Museo Napoleonico. Allora – era il 2015 – venne restaurata la Pendola Urania, raffinato esempio di orologeria del periodo del Primo Impero napoleonico. Nell’occasione odierna, la scelta della Fondazione è ricaduta su un altro dei manufatti rari e pregiati di cui il Museo Napoleonico è custode per statuto e vocazione; un oggetto che, al di là del suo intrinseco e innegabile valore artistico ed estetico, possiede la proprietà di raccontare storie e vicende legate alla famiglia Bonaparte, spesso di capitale importanza storica, in cui il registro narrativo pubblico e quello privato si intrecciano indissolubilmente. Si tratta di un prezioso manteau de théâtre appartenuto a Luciano Bonaparte, fratello di Napoleone, realizzato in finissima lana gialla e decorato lungo i bordi da un elegante ricamo a motivi fitomorfi di ispirazione classica eseguito in lamina d’argento. Il presente volume, sempre a cura della Fondazione, illustra l’intervento conservativo del manufatto e dà conto degli studi condotti per l’occasione; questi hanno consentito di appurare che il mantello, confezionato da una raffinata manifattura francese, verosimilmente al tempo del Consolato, era utilizzato da Luciano Bonaparte e dalla troupe di familiari e amici da lui diretta per interpretare ruoli tragici greci e romani nel théâtre de société praticato nelle sue residenze, prima in Francia e successivamente in Italia.<br />
L’opera, giunta nelle collezioni del Museo Napoleonico nel 1996 grazie alla donazione di Giovanna della Chiesa, principessa Barberini, discendente della famiglia del Gallo di Roccagiovine, a sua volta imparentata con i Bonaparte, era stata finora conservata in deposito a causa del suo delicato stato conservativo.<br />
A conclusione dell’intervento di restauro, grazie al sostegno della Fondazione si è proceduto a realizzare un manichino sartoriale su cui allestire il manteau; a tal fine si è scelto di riferirsi, nel modo più possibile filologico, ai modelli dei costumi per le tragedie di ispirazione classica illustrati nelle opere sul costume teatrale francese pubblicate al tempo della Rivoluzione e nell’età napoleonica.<br />
Se oggi il prezioso mantello potrà andare ad arricchire la Galleria degli Abiti del Museo Napoleonico ed essere finalmente riconsegnato allo sguardo del pubblico è solo grazie al prodigo mecenatismo della Fondazione Paola Droghetti onlus e all’encomiabile volontà dei suoi instancabili animatori, Vincenzo Ruggieri e Lia Piccolella, di instaurare una proficua sinergia tra privato e pubblico a favore della conservazione del patrimonio culturale nazionale e della promozione della cultura storico-artistica. A loro va la nostra più sentita gratitudine.</p>
<p>Ilaria Miarelli Mariani<br />
Direttrice Direzione Musei Civici<br />
Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali</p>
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		<title>Il palinsesto decorativo della Cripta di S. Cecilia nelle catacombe di S. Callisto</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/cantantibus-organis/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jun 2024 08:46:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Fondazione Paola Droghetti presenta questo volume, il numero 31 della collana INTERVENTI d’Arte sull’Arte curata dalla Fondazione, con particolare orgoglio dato il significato del luogo ove è stato realizzato il restauro che qui viene descritto: la cripta di S. Cecilia nelle Catacombe di S. Callisto, un luogo di profonda sacralità e di forte spiritualità. ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Fondazione Paola Droghetti presenta questo volume, il numero 31 della collana INTERVENTI d’Arte sull’Arte curata dalla Fondazione, con particolare orgoglio dato il significato del luogo ove è stato realizzato il restauro che qui viene descritto: la cripta di S. Cecilia nelle Catacombe di S. Callisto, un luogo di profonda sacralità e di forte spiritualità. Cecilia era una nobile romana del III secolo che fu martirizzata per la sua fede cristiana e che la leggenda narra abbia cantato, il giorno delle nozze, un inno di lode a Dio (Antifona di S. Cecilia) che ha determinato il suo profondo legame con la musica nella cultura cristiana. Ella è infatti la Patrona della Musica e dei musicisti e la sua storia ha ispirato numerosi compositori e artisti che, nel corso dei secoli, hanno dedicato opere musicali e pittoriche in suo onore.</p>
<p>Dall’introduzione di Vincenzo Ruggieri, Presidente</p>
<h3>Rassegna Web</h3>
<ul>
<li><a href="https://www.infoans.org/sezioni/notizie/item/21242-rmg-il-restauro-del-palinsesto-decorativo-della-cripta-di-santa-cecilia-nelle-catacombe-di-san-callisto" target="_blank" rel="noopener">ANS, 28/05/2024, RMG &#8211; Il restauro del palinsesto decorativo della cripta di Santa Cecilia nelle catacombe di San Callisto</a></li>
</ul>
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		<title>Note perdute</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/note-perdute/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Mar 2024 08:02:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Lo studio e il restauro di un particolare strumento musicale del XVI secolo appartenente alla straordinaria collezione del Museo Nazionale degli Strumenti Musicali. Una collezione unica al mondo per ricchezza di strumenti, provenienti da varie epoche e culture, che mostrano l’evoluzione della musica nel corso dei secoli. Trattasi di un liuto con la cassa aperta ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>«Lo studio e il restauro di un particolare strumento musicale del XVI secolo appartenente alla straordinaria collezione del Museo Nazionale degli Strumenti Musicali. Una collezione unica al mondo per ricchezza di strumenti, provenienti da varie epoche e culture, che mostrano l’evoluzione della musica nel corso dei secoli. Trattasi di un liuto con la cassa aperta e mancante del piano, perduto probabilmente in occasione della sua trasformazione in mandola, il cui autore è un illustre liutaio tedesco trapiantato in Italia, come si legge nella etichetta di carta incollata nella cassa, “In Padua Vendelinus Tieffenbrucker”. Questo progetto di restauro fa parte dell’impegno costante della Fondazione Paola Droghetti nel supportare i giovani laureati nel settore del restauro e della conservazione artistica, fornendo loro l’opportunità di acquisire esperienza pratica e di entrare nel mondo del lavoro».</p>
<p>Dalla prefazione di Vincenzo Ruggieri, Presidente della Fondazione Paola Droghetti Onlus</p>
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		<title>L&#8217;idea incisa</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/lidea-incisa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2023 14:09:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana INTERVENTI d'Arte sull'Arte dedicata alla cultura della conservazione d'arte a cura della Fondazione Paola Droghetti onlus n.28I Musei Civici di Pavia conservano da circa due secoli la matrice in rame incisa a bulino da Marcantonio Raimondi raffigurante la Strage degli innocenti, un manufatto preziosissimo e poco noto. Si tratta di un'invenzione di Raffaello, che, ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana INTERVENTI d&#8217;Arte sull&#8217;Arte dedicata alla cultura della conservazione d&#8217;arte a cura della Fondazione Paola Droghetti onlus n.28</p>
<p>I Musei Civici di Pavia conservano da circa due secoli la matrice in rame incisa a bulino da Marcantonio Raimondi raffigurante la Strage degli innocenti, un manufatto preziosissimo e poco noto. Si tratta di un&#8217;invenzione di Raffaello, che, nel secondo decennio del Cinquecento, aveva messo a sistema un&#8217;idea geniale già sperimentata da artisti come Albrecht Dürer e Andrea Mantegna, ovvero far incidere e così trasmettere tramite la stampa, in molteplici esemplari, le proprie ‘idee&#8217; o ‘invenzioni&#8217;. A pochi decenni di distanza, Giorgio Vasari nelle Vite celebrava la rivoluzionaria portata di quella intuizione, portando ad esempio, tra le altre, proprio questa raffigurazione, che dovette riscuotere fin da subito un grande successo editoriale se venne addirittura diffusa in due versioni, distinte tra loro per la presenza di un alberello, detto, nel linguaggio specialistico, ‘felcetta&#8217;, visibile nella lastra pavese, assente nell&#8217;altra. <br />Le due lastre subirono numerose tirature, come testimoniano le impressioni impoverite e quasi ‘fantasma&#8217; che si conservano oggi in molte collezioni. All&#8217;inizio dell&#8217;Ottocento della matrice ‘senza felcetta&#8217; si persero le tracce, mentre l&#8217;altra entrò nella collezione del marchese Luigi Malaspina di Sannazzaro nel 1820, per poi passare successivamente a far parte dei Musei Civici di Pavia. Lì rimase custodita e protetta &#8211; anche se sappiamo che il marchese ne dovette tirare qualche impressione e, a giudicare dal foro praticato in alto al centro, ipotizziamo che la lastra fu probabilmente anche esposta.</p>
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		<title>Tra vecchio e nuovo mondo</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/tra-vecchio-e-nuovo-mondo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 May 2022 14:09:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana INTERVENTI d'Arte sull'Arte dedicata alla cultura della conservazione d'arte a cura della Fondazione Paola Droghetti onlus n.27La Fondazione Paola Droghetti presenta con sincera soddisfazione questo volume, il ventisettesimo della collana INTERVENTI d'Arte sull'Arte che ha per tema i risultati del restauro di quattro pannelli di seta dipinta di un ciclo che costituisce una sorta ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana INTERVENTI d&#8217;Arte sull&#8217;Arte dedicata alla cultura della conservazione d&#8217;arte a cura della Fondazione Paola Droghetti onlus n.27</p>
<p>La Fondazione Paola Droghetti presenta con sincera soddisfazione questo volume, il ventisettesimo della collana INTERVENTI d&#8217;Arte sull&#8217;Arte che ha per tema i risultati del restauro di quattro pannelli di seta dipinta di un ciclo che costituisce una sorta di parato del cosiddetto Salotto della sete dipinte dell&#8217;appartamento settecentesco di Palazzo Barberini.<br />Tale soddisfazione nasce da una duplice motivazione.<br />La prima è legata al fatto che questo intervento rappresenta per la Fondazione un ritorno a Palazzo Barberini, ove nel lontano 2009 sponsorizzò il restauro di due dipinti di El Greco, gli unici due presenti a Roma e di proprietà del Museo di Palazzo Barberini: l&#8217;Adorazione dei pastori e Il Battesimo di Cristo.<br />I risultati di quel restauro furono pubblicati nel volume n. 5 della collana INTERVENTI. I tredici anni trascorsi da allora hanno visto la pubblicazione di ventidue nuovi volumi della stessa collana, ciascuno dedicato ad un restauro sponsorizzato dalla Fondazione.<br />La seconda motivazione è che le borse di studio che la Fondazione annualmente bandisce presso la Scuola di Alta Formazione dell&#8217;ICR, destinate quest&#8217;anno al restauro dei quattro pannelli di seta dipinta, sono state assegnate, per la prima volta, ad allieve della sede di Matera.<br />La straordinarietà del supporto e dei dipinti, la bellezza delle scene rappresentative della vita dei nativi americani, un unicum per l&#8217;epoca, si combinano perfettamente con l&#8217;abilità, la competenza e la professionalità delle giovani vincitrici delle borse di studio, Eva Esposito e Livia Marinelli, che hanno affrontato e magistralmente risolto le difficoltà del restauro.<br />Ringrazio sentitamente il Direttore delle Gallerie Nazionali d&#8217;Arte Antica Flaminia Gennari Santori per averci affidato questo importante compito accompagnandoci con grande generosità alla conclusione dei lavori.<br />Al Direttore dell&#8217;Istituto Centrale per il Restauro Alessandra Marino va tutta la nostra gratitudine per la fiducia e il riguardo dimostrati nei confronti della nostra Fondazione.<br />Ringrazio inoltre tutti gli studiosi che, con i loro scritti, hanno dato un prezioso contributo a questo volume, in particolare Maria Giulia Barberini e Idalberto Fei per avere offerto con generosità la loro collaborazione.<br />Ringrazio tutto il numeroso e straordinario gruppo di lavoro dell&#8217;ICR, in modo speciale l&#8217;ottimo direttore esecutivo dei lavori Carla Zaccheo, cui ci lega un antico rapporto di stima e amicizia.<br />Un ringraziamento particolare va a Paola Nicita per averci seguito con grande professionalità in tutto questo lavoro e con lei a tutto il personale di Palazzo Barberini.<br />Infine, come sempre, ringrazio gli Amici della Fondazione Paola Droghetti che ci sostengono da tanti anni con il loro affetto e partecipazione.<br />Il nostro comune grande orgoglio è di riuscire a dare un seppur piccolo contributo alla valorizzazione del patrimonio artistico italiano.</p>
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		<item>
		<title>Il mosaico della Real Casa</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/il-mosaico-della-real-casa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Mar 2022 14:09:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana INTERVENTI d'Arte sull'Arte dedicata alla cultura della conservazione d'arte a cura della Fondazione Paola Droghetti onlus n.26La pluriennale collaborazione tra la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e la Fondazione Paola Droghetti onlus ha offerto ancora una volta l'occasione per valorizzare una delle opere ‘invisibili' delle collezioni capitoline. Il restauro che la Fondazione ha voluto ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana INTERVENTI d&#8217;Arte sull&#8217;Arte dedicata alla cultura della conservazione d&#8217;arte a cura della Fondazione Paola Droghetti onlus n.26</p>
<p>La pluriennale collaborazione tra la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e la Fondazione Paola Droghetti onlus ha offerto ancora una volta l&#8217;occasione per valorizzare una delle opere ‘invisibili&#8217; delle collezioni capitoline. Il restauro che la Fondazione ha voluto finanziare è un importante contributo al progetto avviato già da molti anni per il recupero, la valorizzazione e l&#8217;esposizione dell&#8217;intera collezione dei mosaici appartenenti alla città di Roma e rinvenuti nell&#8217;area urbana.<br />L&#8217;intervento conservativo promosso dalla Fondazione Paola Droghetti ha consentito di aggiungere un nuovo importante manufatto musivo, frutto della ricomposizione di parte di un ampio mosaico pavimentale con una vivace decorazione vegetale in bianco e nero e un emblema policromo con un motivo floreale stilizzato. L&#8217;ambiente pavimentato con questo mosaico, la cui superficie doveva originariamente misurare m 8,40 x 6,70, era certamente la sala di rappresentanza di una ricca dimora di epoca tardo imperiale situata sul Quirinale, in un&#8217;area corrispondente con il giardino di Sant&#8217;Andrea al Quirinale, dove fu rinvenuto nel 1900. Il mosaico è tra le più interessati opere musive dell&#8217;avanzata epoca imperiale, databile tra la metà del III e l&#8217;inizio del IV secolo d.C. <br />Il tessellato bianco e nero è realizzato con tessere di palombino e basalto che disegnano sinuosi girali di acanto; nell&#8217;emblema policromo, invece, sono utilizzate tessere di giallo antico, calcare rosso e calcare grigio, in un accostamento cromatico che si adatta efficacemente alle linee stilizzate del motivo floreale e che mostra un sorprendente accento di modernità nella forma e nel colore.</p>
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		<item>
		<title>Progetto e Utopia</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/progetto-e-utopia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Nov 2019 14:09:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana INTERVENTI d'Arte sull'Arte dedicata alla cultura della conservazione d'arte a cura della Fondazione Paola Droghetti onlus n.25Il MAXXI Architettura è il primo museo nazionale di architettura presente in Italia e ha la duplice missione di custodire da una parte le collezioni storiche e dall'altra di promuovere ed esporre la nuova produzione culturale che guarda ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana INTERVENTI d&#8217;Arte sull&#8217;Arte dedicata alla cultura della conservazione d&#8217;arte a cura della Fondazione Paola Droghetti onlus n.25</p>
<p>Il MAXXI Architettura è il primo museo nazionale di architettura presente in Italia e ha la duplice missione di custodire da una parte le collezioni storiche e dall&#8217;altra di promuovere ed esporre la nuova produzione culturale che guarda al presente e al futuro.<br />Vuole essere dunque al tempo stesso un museo storico e un museo contemporaneo, al cui interno la dialettica tra passato e attualità viene continuamente sviluppata, utilizzando di volta in volta le forme e gli strumenti più adatti per analizzare tendenze, temi o personalità di rilievo. La missione di conservazione, studio e valorizzazione del patrimonio architettonico del XX e XXI secolo è raccolta dal Centro Archivi MAXXI Architettura, che del museo custodisce e gestisce le collezioni, archivi e documenti rappresentativi per la cultura architettonica del nostro tempo.<br />Il Centro Archivi permette di avvicinarsi ai documenti di architettura e alla documentazione delle mostre in un continuo rincorrersi di riferimenti e aggiornamenti, anche grazie al ricorso a strumenti digitali di più ampia fruizione. Il Centro Archivi si fa spazio espositivo, luogo di riflessioni e dibattiti, sede di seminari e approfondimenti su temi specifici non solo di carattere squisitamente archivistico, ma anche sugli innumerevoli temi di più ampio respiro stimolati da una così ricca e varia collezione.<br />In questo quadro trova la sua perfetta cornice il progetto proposto dalla Fondazione Paola Droghetti che, grazie all&#8217;erogazione di due borse di studio per giovani laureati dell&#8217;ISCR e dell&#8217;ICRCPAL, vede il restauro di due opere della collezione del MAXXI Architettura: il modello del Concorso per la Camera dei Deputati dall&#8217;Archivio di Vittorio De Feo e lo scroll Space IV di Paolo Soleri.<br />Ad una prima vista sembrano due opere distanti tra loro: una in legno, l&#8217;altra in carta; una la proposta di un progetto urbano, l&#8217;altra la rappresentazione grafica di un&#8217;utopia; una il prodotto di un gruppo di lavoro, l&#8217;altra il risultato della scelta di isolamento del suo Autore, ritiratosi in Arizona. <br />Anche le attività di restauro svolte mostrano due strade differenti: il modello ha richiesto un lavoro di minuziosa ricostruzione, lo scroll ha fatto emergere le difficoltà insite nella gestione di un oggetto di dimensioni straordinarie (la sua lunghezza supera i 10 metri) e ha richiesto la definizione di una serie di misure preventive al fine di consentirne l&#8217;esposizione. Eppure un filo conduttore le avvicina: entrambe parti della collezione di architettura sono la rappresentazione fisica del processo progettuale che attraversa la mente degli architetti; entrambe rappresentano la ricerca di soluzioni nuove, alternative ad un mondo che non sembra soddisfacente; entrambe nella loro fisicità necessitano di interventi di restauro che ne preservino l&#8217;integrità e ne garantiscano la conservazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/progetto-e-utopia/">Progetto e Utopia</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La fanciulla di marmo</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/la-fanciulla-di-marmo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 May 2019 14:09:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana INTERVENTI d'Arte sull'Arte dedicata alla cultura della conservazione d'arte a cura della Fondazione Paola Droghetti onlus n.24Già in proprietà Ricordi, nel 2018 la statua è stata ceduta allo Stato italiano in base alla legge n. 512 del 1982 che permette la cessione di beni culturali in pagamento delle imposte. È stata quindi assegnata al ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/la-fanciulla-di-marmo/">La fanciulla di marmo</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana INTERVENTI d&#8217;Arte sull&#8217;Arte dedicata alla cultura della conservazione d&#8217;arte a cura della Fondazione Paola Droghetti onlus n.24</p>
<p>Già in proprietà Ricordi, nel 2018 la statua è stata ceduta allo Stato italiano in base alla legge n. 512 del 1982 che permette la cessione di beni culturali in pagamento delle imposte. È stata quindi assegnata al Museo Nazionale Romano nella sede di Palazzo Altemps, dove è stata collocata nella “Sala della Menade” accanto a un&#8217;altra statua, la c.d. Menade Veneziani, che era stata ceduta in pagamento delle imposte nel 1997. La statua, in marmo bianco e di dimensioni inferiori al vero, rappresenta una figura femminile panneggiata, priva della testa e delle braccia, che erano lavorate separatamente e inserite con perni. La figura stante sulla gamba sinistra, con la destra flessa e leggermente scartata di lato, indossa un chitone altocinto, che lascia scoperta la spalla destra e parte del seno ed è solcato da pieghe fitte e sottili, che rendono la trasparenza della veste. Il mantello (himation) di stoffa più pesante e ruvida, che in origine si avvolgeva attorno al braccio sinistro, riveste completamente le gambe e risale obliquamente sulla parte posteriore. La scultura, derivata da un tipo iconografico di età ellenistica, è databile al II secolo d.C. <br />Il restauro<br />L&#8217;intervento conservativo è stato possibile grazie al sostegno offerto dalla Fondazione Paola Droghetti onlus. La statua è in fase di restauro in modalità di cantiere aperto, consentendo ai visitatori di apprezzare il lavoro svolto dai restauratori in corso d&#8217;opera.<br />La scultura non si trovava in uno stato di conservazione ottimale. La superficie, molto erosa e scagliata in più zone ben localizzate, evidenziava uno strato compatto di polvere grassa sedimentata e adesa al rilievo. Inoltre, erano ben distinguibili residui di prodotti utilizzati in interventi precedenti, come resine e cere, nonché alcune macchie di ruggine e diversi perni metallici alcuni dei quali presentavano una consistente patina di corrosione. Erano presenti stuccature composte da malte e prodotti non idonei. Preliminarmente al lavoro di restauro, sono state eseguite mirate indagini diagnostiche. <br />La pulitura della scultura, eseguita con prodotti innovativi a minor impatto ambientale nel rispetto dell&#8217;opera, dell&#8217;operatore e dell&#8217;ambiente, consentirà il recupero delle migliori condizioni di conservazione e di fruizione estetica. Infine, per una maggiore conoscenza e una più completa documentazione dell&#8217;opera e del restauro, sono stati effettuati rilievi e fotomodellazione 3D.</p>
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		<title>Immagini di Dea</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/immagini-di-dea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Nov 2018 14:09:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana INTERVENTI d'Arte sull'Arte dedicata alla cultura della conservazione d'arte a cura della Fondazione Paola Droghetti onlus n.23La storia dei restauri delle sculture antiche dei Musei Capitolini non è stata ancora scritta: dai ritratti rilavorati già in antico – si pensi, su tutti, alla celebre Elena seduta al centro della Sala degli Imperatori del Palazzo ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana INTERVENTI d&#8217;Arte sull&#8217;Arte dedicata alla cultura della conservazione d&#8217;arte a cura della Fondazione Paola Droghetti onlus n.23</p>
<p>La storia dei restauri delle sculture antiche dei Musei Capitolini non è stata ancora scritta: dai ritratti rilavorati già in antico – si pensi, su tutti, alla celebre Elena seduta al centro della Sala degli Imperatori del Palazzo Nuovo –, alle sculture del Teatro del Belvedere Vaticano donate ai Conservatori da Pio V nel 1566, agli importanti interventi realizzati nel corso del Settecento alla vigilia dell&#8217;apertura del Museo Capitolino e all&#8217;indomani della stessa, fino ad arrivare alle più recenti campagne di restauro condotte negli ultimi decenni, le opere capitoline si offrono al pubblico come un palinsesto di interventi e, nello stesso tempo, consentono di ripercorrere, capitolo per capitolo, la storia del restauro, dall&#8217;antichità ai nostri giorni.<br />La varietà della casistica rappresentata dalle sculture capitoline è ben esemplificata dalle due teste colossali di divinità appena restaurate: la Testa diademata inv. S 332, probabilmente giunta al Museo già nel corso del 1734 con le altre sculture della collezione Albani, si può considerare come un caso esemplare dell&#8217;approccio all&#8217;integrazione proprio del Settecento, volto a restituire al frammento antico la sua integrità nel rispetto ‘filologico&#8217; dello stile e dell&#8217;iconografia; al contrario, la Testa di Minerva inv. S 17 giunge al Museo Capitolino come frammento negli anni centrali dell&#8217;Ottocento, la superficie coperta da incrostazioni: se si esclude un tentativo, subito abbandonato, di pulizia delle superfici, sulla testa non sarà programmato alcun intervento successivo, atteggiamento anche questo tipico dell&#8217;epoca, che precede le campagne di de-restauro messe in atto soprattutto nei musei tedeschi.<br />Le due teste colossali si offrono di nuovo al pubblico, finalmente leggibili nella raffinatezza del modellato e nella preziosità del marmo. Immagini di dea, un tempo collocate all&#8217;interno di uno spazio sacro, le due sculture riconquistano oggi una nuova centralità nella storia centenaria del primo museo pubblico dell&#8217;età moderna.</p>
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		<title>Tessere di storia</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/tessere-di-storia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Apr 2018 14:08:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana INTERVENTI d'Arte sull'Arte dedicata alla cultura della conservazione d'arte a cura della Fondazione Paola Droghetti onlus n.22La Fondazione Paola Droghetti onlus dedica questo nuovo volume della sua collana “INTERVENTI d'Arte sull'Arte” al restauro de Il Pioniere, un mosaico della fine degli anni Trenta, che orna il salone detto di Giulio Cesare al primo piano ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana INTERVENTI d&#8217;Arte sull&#8217;Arte dedicata alla cultura della conservazione d&#8217;arte a cura della Fondazione Paola Droghetti onlus n.22</p>
<p>La Fondazione Paola Droghetti onlus dedica questo nuovo volume della sua collana “INTERVENTI d&#8217;Arte sull&#8217;Arte” al restauro de Il Pioniere, un mosaico della fine degli anni Trenta, che orna il salone detto di Giulio Cesare al primo piano dell&#8217;Istituto Storico e di Cultura dell&#8217;Arma del Genio, sul Lungotevere della Vittoria a Roma.<br />Si tratta di un pannello di grandi dimensioni (m 3,48 x 2,18) ed è firmato da Giuseppe Ciocchetti, titolare di una bottega molto attiva nel secolo scorso e specializzata in scultura sacra, monumentale e funeraria. Il mosaico rappresenta il passaggio delle insegne imperiali da parte di un soldato romano a un moderno soldato del Genio, chiamato Il Pioniere per le sue funzioni di supporto alle operazioni militari.<br />Opera imponente e importante, le cui condizioni si sono però col tempo deteriorate mentre la sua stessa integrità è stata messa a rischio, soprattutto a causa di vistosi distacchi e deformazioni della superficie. Di qui la necessità dell&#8217;intervento conservativo che la Fondazione Paola Droghetti onlus ha scelto di finanziare con una borsa di studio per giovani laureandi/laureati della Scuola di Alta Formazione e Studio dell&#8217;Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro.</p>
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