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	<title>OPUS Archivi | Gangemi</title>
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	<title>OPUS Archivi | Gangemi</title>
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		<title>I nuovi paradigmi dell&#8217;urbanistica</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/i-nuovi-paradigmi-dellurbanistica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 May 2016 14:08:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>OPUS/11 Collana de La Sapienza diretta da Roberto Cassetti e Marcello FagioloComitato scientifico: Emanuela Belfiore, Beatriz Blasco Esquivias, Giovanni Carbonara, Roberto Cassetti, Joseph Connors, Marcello Fagiolo, Francesco Paolo Fiore, Paolo Portoghesi, Franco Purini, Marco Romano, Samir Younés Questo breve saggio – una Lectio tenuta in contrappunto con una di Giulio Sapelli su “Le sfide del ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>OPUS/11 <br />Collana de La Sapienza diretta da Roberto Cassetti e Marcello Fagiolo<br />Comitato scientifico: Emanuela Belfiore, Beatriz Blasco Esquivias, Giovanni Carbonara, Roberto Cassetti, Joseph Connors, Marcello Fagiolo, Francesco Paolo Fiore, Paolo Portoghesi, Franco Purini, Marco Romano, Samir Younés	</p>
<p>Questo breve saggio – una Lectio tenuta in contrappunto con una di Giulio Sapelli su “Le sfide del cambiamento economico e sociale del nuovo millennio” alla Sapienza &#8211; ha per oggetto i principi e i modelli della composizione della città: i principi e i modelli, cioè, della composizione delle funzioni nello spazio, della costruzione della forma urbana, della ricostruzione dei rapporti con l&#8217;ambiente. E poiché questi principi e modelli non hanno una loro vita autonoma, non si dispiegano in una sfera astratta ma sono legati in un insieme indissolubile ai valori e agli obiettivi della società – all&#8217;Idea di città in altri termini – del periodo storico che li genera, non si può comprenderli prescindendo dal mondo che vogliono interpretare e costruire. E dal momento che quel mondo cambia &#8211; ha visto il succedersi di ben tre rivoluzioni  dell&#8217;economia, della società, della tecnologia e del pensiero nell&#8217;arco dell&#8217;ultimo secolo (L&#8217;epopea della Modernità nell&#8217;Età dell&#8217;oro – L&#8217;irruzione della Postmodernità nell&#8217;Età dell&#8217;incertezza – La nuova Modernità nell&#8217;Età del rischio) &#8211; cambiano anche le teorie e i concetti che sono alla base della progettazione della città. 	<br />Per questo, per comprendere la scena urbana attuale e capire il significato e i contorni della nuova Idea di città che va facendosi strada in Europa, occorre assumere una prospettiva più ampia rispetto a quella del presente e volgere uno sguardo agli ultimi settant&#8217;anni, che hanno visto il succedersi di tre grandi ondate di cambiamento che hanno rappresentato il periodo di più radicali trasformazioni nell&#8217;economia, nella società, nella tecnologia delle comunicazioni, della storia umana. E in cui, di conseguenza, sono cambiati altrettanto drasticamente la struttura e il concetto stesso di città e i principi della sua progettazione. Questo ci permette di comprendere e spiegare perché la struttura funzionale e la forma urbana si siano trasformate così rapidamente, perché sia cambiata l&#8217;idea di città e come tutti questi fatti si colleghino tra loro.<br />Osservando ciascun cambiamento, possiamo considerarlo come un segnale isolato. Tuttavia, in urbanistica, come in architettura, il tutto è assai più della somma delle parti. Così, se facciamo un passo indietro per guardare ad un più ampio orizzonte, riusciamo a vedere molte cose che altrimenti ci sfuggirebbero. Riusciamo a vedere come i diversi cambiamenti intervenuti nella scena urbana e nei principi della sua progettazione non siano fatti singoli, indipendenti l&#8217;uno dall&#8217;altro, ma siano collegati fra loro e al mondo – l&#8217;economia, la società, la tecnologia delle comunicazioni – che li esprime. Che facciano parte in altri termini di un fenomeno molto più ampio: la Prima e la Seconda Rivoluzione industriale, la Società postindustriale, e, oggi, la Società globalizzata. Non è un&#8217;idea nuova: K. Marx e F. Engels sono stati i primi a delineare i tratti di schemi più ampi con il Manifest der Communistischen Partei, pubblicato nella prima volta a Londra nel 1848 e poi diffuso in tutto il mondo, poi D. Bell con The Coming of Post-Industrial Society uscito in America nel 1973 e tradotto via via in molte lingue, per giungere ad A. Toffler che con il suo The Third Wave pubblicato in America nel 1980 e subito tradotto in francese, ne ha coniato la grandiosa metafora, quella di uno scontro tra ondate di cambiamento (naturalmente la letteratura su queste grandi tendenze è molto più ampia di questi tre capisaldi). Quella che è nuova è la sua applicazione alla scena urbana e all&#8217;idea di città – valori, principi, modelli, sequenze logiche di progettazione – agli ultimi settant&#8217;anni in Europa.	<br />In una cultura caratterizzata dalla specializzazione, sommersa da immagini e punti di vista frammentati e da analisi particolareggiate di singoli segmenti, la sintesi non è soltanto utile: è fondamentale per padroneggiare le sfide del nuovo secolo. Per questo ci siamo concentrati, tentando di ricondurle all&#8217;essenziale, sulle megatendenze o ampie direttrici che hanno modellato o stanno rimodellando la scena urbana e sull&#8217;idea di città che hanno espresso: perché, solo così facendo si può capire e delineare la trama di quella &#8211; valori, principi, modelli di progettazione dello spazio &#8211; necessaria oggi a governarle.<br />La ricerca di una sintesi così ampia ha comportato la necessità di procedere a semplificazioni, generalizzazioni, trattazioni sommarie. È facile osservare, ad esempio, che nell&#8217;epopea della Modernità (l&#8217;Età dell&#8217;oro) si sono intrecciate diverse concezioni dello spazio urbano, che nella Postmodernità (l&#8217;Età dell&#8217;incertezza) le diverse “urbanistiche” che abbiamo individuato hanno confini molto incerti fra loro e sono passate attraverso successivi stadi di sviluppo, che infine nella Nuova Modernità attuale (l&#8217;Età del rischio) la trama della nuova idea di città che abbiamo delineato presenta tratti largamente semplificati, per non dire grossolani. Ma se avessimo seguito tutti questi percorsi avremmo perso di vista le direzioni principali nella confusione delle direzioni minori. E sarebbe stato impossibile tirare le fila dei nuovi codici di progettazione dello spazio urbano che si sono fatti strada in Europa. Tentare di dare un senso, una direzione al futuro della città europea ha quindi un prezzo: la semplificazione, la perdita dei dettagli, della varietà delle specifiche esperienze nazionali e locali. Ed esige un rigore e una coerenza dell&#8217;insieme cui non siamo ancora giunti. Consideriamo questa Lectio quindi come un lavoro in progress, cui farà seguito un più accurato libro in preparazione.</p>
<p>Prof. Roberto Cassetti 	<br />coordinatore del Dottorato in Riqualificazione e Recupero Insediativo Università di Roma “La Sapienza”</p>
<p>È stato presidente della Commissione Ricerca Scientifica della Facoltà di Architettura Valle Giulia (1999-2010), consulente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati (1989-92), membro della Commissione per le Politiche di Assetto Urbano nel Mezzogiorno del Ministero per gli Interventi Straordinari nel Mezzogiorno (1981-84), membro del Comitato scientifico dell&#8217;Istituto Regionale di Studi per la Pianificazione Economica e Territoriale del Lazio (1981-84) consulente della Direzione Politiche Regionali della Commissione della Comunità Europea (1976-78).</p>
<p>Ha fondato e dirige, con M. Fagiolo, la Collana della Sapienza, Opus, Collana ufficiale della Facoltà di Architettura Valle Giulia e del Dottorato di Ricerca in Riqualificazione e Recupero Insediativo (Gangemi, Roma). Nei sui scritti ha indagato le trasformazioni della struttura funzionale e della forma urbana di Roma e della sua regione, le grandi ondate di cambiamento di cui rappresentano espressione, e l&#8217;evoluzione conseguente dei valori, dei principi e dei modelli dell&#8217;urbanistica, cui ha dato un contributo in numerosi piani territoriali di cui è autore: dal Quadro di Riferimento Territoriale e dal Piano Territoriale Regionale del Molise, 1973 e 1975, al  Piano Territoriale della Puglia meridionale, 1976; dal Quadro di Riferimento Territoriale Nazionale per il Piano Generale dei Trasporti, 1985, al Quadro di Riferimento Territoriale per gli interventi nel Mezzogiorno del Ministero per gli Interventi Straordinari nel Mezzogiorno, 1983; dal Quadro di Riferimento Territoriale del Lazio, 1980, al Quadro di Riferimento Territoriale Regionale,1998 e allo Schema di Piano Territoriale Generale del Lazio della Regione Lazio, 2001, in cui ha elaborato i concetti di «complesso integrato» di funzioni strategiche (una suddivisione delle funzioni centrali in grandi insiemi integrati), di «profilo funzionale» della rete (un quadro di principi e di indicatori per la definizione degli equilibri quantitativi di prospettiva, ossia per il calcolo e la distribuzione spaziale delle funzioni centrali), di «decentramento ad ondate» (un insieme di strategie spaziali per raggiungere progressivamente i livelli di funzioni centrali delineati nello scenario), e di «sistema di reti» (un complesso di azioni per ristabilire le interconnessioni e le continuità della trama urbana, dello spazio agrario e dell&#8217;ambiente naturale), e sta tentando di effettuare la stessa sintesi per il panorama europeo, per tessere la trama della nuova “idea” di città (dei nuovi codici della pianificazione e del disegno urbano) che va facendosi strada nella  progettazione della città contemporanea.</p>
<p>Tra i suoi libri: L&#8217;Idea di città del XXI secolo. I nuovi paradigmi della terza ondata (in preparazione); Urbanistica in transizione. Principi e  metodi, con P. L. Paolillo, Mimesis 2016; I nuovi paradigmi dell&#8217;urbanistica. L&#8217;Idea di città della terza ondata, Gangemi 2016; La città compatta. Dopo la Postmodernità. I nuovi codici del disegno urbano (2° edizione riveduta), Gangemi 2014; Roma e Lazio 1945-2007. La formazione di una regione urbana (4 edizioni), Gangemi 2008; Roma e Lazio, l&#8217;Urbanistica. Idee e piani dall&#8217;Unità ad oggi (4 edizioni), Gangemi 2006; Roma contemporanea. Storia e progetto, a cura di con G. Spagnesi (5 edizioni), Gangemi 2006; Roma e Lazio 1870-1945. La costruzione della capitale e della sua regione (6 edizioni), Gangemi 2005; Il centro storico di Roma. Storia e progetto, a cura di con G. Spagnesi (4 edizioni), Gangemi 2004; Roma e Lazio. Idee e piani (2° edizione riveduta, 6 edizioni), Gangemi 2004; Roma, il verde e la città. Giardini e spazi verdi nella costruzione della forma urbana, a cura di con M. Fagiolo (6 edizioni), Gangemi 2002; Roma e Lazio. Idee e piani (4 edizioni), Gangemi 2001, Metropoli e qualità dell&#8217;ambiente, a cura di con E. Belfiore (6 edizioni), Gangemi 1992; Taranto Progetto &#8217;80. Progetto di sviluppo metropolitano della provincia ionica, 2 volumi, L&#8217;organizzazione urbana e l&#8217;assetto del territorio e I bisogni della collettività, con E. Belfiore e con C. Cecchi et al., Franco Angeli 1987. </p>
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		<title>La città compatta</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/la-citta-compatta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jun 2015 14:04:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>OPUS/10Collana de La Sapienza diretta da Roberto Cassetti e Marcello FagioloComitato scientifico: Emanuela Belfiore, Beatriz Blasco Esquivias, Giovanni Carbonara, Roberto Cassetti, Joseph Connors, Marcello Fagiolo, Francesco Paolo Fiore, Paolo Portoghesi, Franco Purini, Marco Romano, Samir YounésL'Urbanistica Moderna è uscita silenziosamente, quasi di soppiatto, dalla scena urbana dove era entrata con grande clamore e in maniera ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>OPUS/10<br />Collana de La Sapienza diretta da Roberto Cassetti e Marcello Fagiolo<br />Comitato scientifico: Emanuela Belfiore, Beatriz Blasco Esquivias, Giovanni Carbonara, Roberto Cassetti, Joseph Connors, Marcello Fagiolo, Francesco Paolo Fiore, Paolo Portoghesi, Franco Purini, Marco Romano, Samir Younés</p>
<p>L&#8217;Urbanistica Moderna è uscita silenziosamente, quasi di soppiatto, dalla scena urbana dove era entrata con grande clamore e in maniera spettacolare negli anni Trenta legandosi indissolubilmente alle idee di razionalità e progresso. E lo stesso è accaduto, senza quasi che ce ne accorgessimo, alle varie urbanistiche postmoderne, che si sono avvicendate nei trent&#8217;anni successivi in nome dell&#8217;ironia, del capriccio, della logica del frammento. Al loro posto si è fatta strada, e si è ormai affermata una nuova idea di città: l&#8217;idea di città compatta. <br />È il frutto del ritorno dalla metà degli anni Novanta del secolo scorso, ad un dibattito teorico sui valori, sui fini e sugli obiettivi per il futuro della città nel suo insieme; nonché ad orizzonti di più ampio respiro e alla definizione di nuove strategie di riorganizzazione dello spazio urbano nelle concrete esperienze di pianificazione e progettazione. Quest&#8217;idea non si colloca più nella grande corrente della Postmodernità, nella logica del frammento, della parte, che si è dispiegata nella seconda metà del secolo scorso e che pure ha introdotto tanti nuovi principi compositivi &#8211; una nuova formula funzionale, nuovi canoni di composizione della forma, nuove regole di organizzazione dei rapporti con l&#8217;ambiente &#8211; e, al contempo, nuovi principi di costruzione del piano, estetici, di redditività economica. E&#8217; un&#8217;Idea nuova, che sembra piuttosto collocarsi nel grande alveo della Modernità, che appariva ormai esaurito nei trent&#8217;anni dell&#8217;Età dell&#8217;oro, di cui riprende la centralità dell&#8217;Idea, della visione d&#8217;insieme, ma di cui ribalta tutti i principi di composizione delle funzioni, della forma e del rapporto con l&#8217;ambiente.<br />Il fatto è che l&#8217;urbanistica, come tutte le scienze umane, è strettamente legata al proprio tempo, e questa Idea rappresenta il frutto e la presa d&#8217;atto della nuova ondata di trasformazioni che ha investito la società, l&#8217;economia e la scena urbana europea; così come l&#8217;urbanistica dell&#8217;Età dell&#8217;oro e le urbanistiche della Postmodernità rappresentavano il frutto delle due precedenti ondate che si sono snodate in Europa &#8211; come in tutto l&#8217;Occidente &#8211; nei trent&#8217;anni del dopoguerra e nei trent&#8217;anni successivi della seconda metà del secolo scorso. <br />Così, soprattutto nelle grandi città del nord Europa ove maggiore è il fermento culturale, i piani e i progetti urbani si sono andati autonomamente trasformando sotto la spinta delle esigenze che la nuova realtà urbana imponeva, e, ciascuno per proprio conto, sono andati individuando nuovi punti di forza del progetto e nuove strategie spaziali. Questi punti di forza e queste strategie spaziali sono andati progressivamente convergendo, in modo tale da prefigurare nel loro insieme una base di pensiero unitaria: un&#8217;impalcatura concettuale e operativa largamente comune. Questo è un libro dunque sulla nuova idea di città che va emergendo nella pratica della progettazione urbana e sulle strategie spaziali per realizzarla.<br />È un libro di sintesi in un&#8217;epoca di analisi e, soprattutto, un libro sulle prospettive del futuro in un&#8217;epoca schiacciata sul presente. Esso si concentra dunque sul dibattito scientifico sui valori e sui principi e sulle esperienze di pianificazione e disegno urbano più innovative in termini di costruzione e di rimodellamento della città offerti dal panorama europeo dell&#8217;ultimo decennio, a paragone con quelli che facevano scuola mezzo secolo fa, e cerca di fare il punto sugli obiettivi e sulle sfide che si sono posti, per tentare di far emergere l&#8217;impalcatura concettuale che ne è alla base e l&#8217;idea di città che li guida, per capirne le componenti funzionali e formali, per indagarne la loro composizione nello spazio. Tenta in altri termini di tessere i fili che collegano il dibattito scientifico alle esperienze contemporanee, di comprendere e spiegare i principi comuni che hanno presieduto alle diverse soluzioni di organizzazione delle funzioni nello spazio, di costruzione della forma urbana, di composizione degli spazi collettivi, di strutturazione dei volumi  edilizi; e come questi principi si colleghino tra loro e con la struttura della società e dell&#8217;economia, per capirne il posto nella storia,  per comprendere meglio il nostro futuro. Soprattutto cerca di vedere se questi valori, questi principi, queste strategie, possano essere visti come un tutto coerente, espressione di una nuova “idea” di città: di una nuova forma urbana, di una nuova organizzazione funzionale.<br />Nessuno può dubitare seriamente del fatto che tra gli anni Novanta e gli anni Duemila sia finita un&#8217;epoca dell&#8217;urbanistica e che ne sia iniziata una nuova. Qui abbiamo cercato di tirare le fila dei rivolgimenti che l&#8217;hanno prodotta e della base comune di pensiero che presiede alla sua composizione spaziale, dei principi in altri termini per ricomporre la città contemporanea.</p>
<p>Prof. Roberto Cassetti<br />coordinatore del Dottorato in Riqualificazione e Recupero Insediativo Università di Roma “La Sapienza”</p>
<p>È stato presidente della Commissione Ricerca Scientifica della Facoltà di Architettura Valle Giulia (1999-2010), consulente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati (1989-92), membro della Commissione per le Politiche di Assetto Urbano nel Mezzogiorno del Ministero per gli Interventi Straordinari nel Mezzogiorno (1981-84), membro del Comitato scientifico dell&#8217;Istituto Regionale di Studi per la Pianificazione Economica e Territoriale del Lazio (1981-84) consulente della Direzione Politiche Regionali della Commissione della Comunità Europea (1976-78).</p>
<p>Ha fondato e dirige, con M. Fagiolo, la Collana della Sapienza, Opus, Collana ufficiale della Facoltà di Architettura Valle Giulia e del Dottorato di Ricerca in Riqualificazione e Recupero Insediativo (Gangemi, Roma). Nei sui scritti ha indagato le trasformazioni della struttura funzionale e della forma urbana di Roma e della sua regione, le grandi ondate di cambiamento di cui rappresentano espressione, e l&#8217;evoluzione conseguente dei valori, dei principi e dei modelli dell&#8217;urbanistica, cui ha dato un contributo in numerosi piani territoriali di cui è autore: dal Quadro di Riferimento Territoriale e dal Piano Territoriale Regionale del Molise, 1973 e 1975, al  Piano Territoriale della Puglia meridionale, 1976; dal Quadro di Riferimento Territoriale Nazionale per il Piano Generale dei Trasporti, 1985, al Quadro di Riferimento Territoriale per gli interventi nel Mezzogiorno del Ministero per gli Interventi Straordinari nel Mezzogiorno, 1983; dal Quadro di Riferimento Territoriale del Lazio, 1980, al Quadro di Riferimento Territoriale Regionale,1998 e allo Schema di Piano Territoriale Generale del Lazio della Regione Lazio, 2001, in cui ha elaborato i concetti di «complesso integrato» di funzioni strategiche (una suddivisione delle funzioni centrali in grandi insiemi integrati), di «profilo funzionale» della rete (un quadro di principi e di indicatori per la definizione degli equilibri quantitativi di prospettiva, ossia per il calcolo e la distribuzione spaziale delle funzioni centrali), di «decentramento ad ondate» (un insieme di strategie spaziali per raggiungere progressivamente i livelli di funzioni centrali delineati nello scenario), e di «sistema di reti» (un complesso di azioni per ristabilire le interconnessioni e le continuità della trama urbana, dello spazio agrario e dell&#8217;ambiente naturale), e sta tentando di effettuare la stessa sintesi per il panorama europeo, per tessere la trama della nuova “idea” di città (dei nuovi codici della pianificazione e del disegno urbano) che va facendosi strada nella  progettazione della città contemporanea.</p>
<p>Tra i suoi libri: L&#8217;Idea di città del XXI secolo. I nuovi paradigmi della terza ondata (in preparazione); Urbanistica in transizione. Principi e  metodi, con P. L. Paolillo, Mimesis 2016; I nuovi paradigmi dell&#8217;urbanistica. L&#8217;Idea di città della terza ondata, Gangemi 2016; La città compatta. Dopo la Postmodernità. I nuovi codici del disegno urbano (2° edizione riveduta), Gangemi 2014; Roma e Lazio 1945-2007. La formazione di una regione urbana (4 edizioni), Gangemi 2008; Roma e Lazio, l&#8217;Urbanistica. Idee e piani dall&#8217;Unità ad oggi (4 edizioni), Gangemi 2006; Roma contemporanea. Storia e progetto, a cura di con G. Spagnesi (5 edizioni), Gangemi 2006; Roma e Lazio 1870-1945. La costruzione della capitale e della sua regione (6 edizioni), Gangemi 2005; Il centro storico di Roma. Storia e progetto, a cura di con G. Spagnesi (4 edizioni), Gangemi 2004; Roma e Lazio. Idee e piani (2° edizione riveduta, 6 edizioni), Gangemi 2004; Roma, il verde e la città. Giardini e spazi verdi nella costruzione della forma urbana, a cura di con M. Fagiolo (6 edizioni), Gangemi 2002; Roma e Lazio. Idee e piani (4 edizioni), Gangemi 2001, Metropoli e qualità dell&#8217;ambiente, a cura di con E. Belfiore (6 edizioni), Gangemi 1992; Taranto Progetto &#8217;80. Progetto di sviluppo metropolitano della provincia ionica, 2 volumi, L&#8217;organizzazione urbana e l&#8217;assetto del territorio e I bisogni della collettività, con E. Belfiore e con C. Cecchi et al., Franco Angeli 1987. </p>
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		<title>Roma contemporanea</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/roma-contemporanea/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Dec 2006 13:02:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>OPUS/7 Collana de La Sapienza diretta da Roberto Cassetti e Marcello Fagiolo Comitato scientifico: Emanuela Belfiore, Beatriz Blasco Esquivias, Giovanni Carbonara, Roberto Cassetti, Joseph Connors, Marcello Fagiolo, Francesco Paolo Fiore, Paolo Portoghesi, Franco Purini, Marco Romano, Samir Younés Questo libro si occupa di una questione che sta attirando sempre più l'attenzione degli studiosi di Roma ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/roma-contemporanea/">Roma contemporanea</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>OPUS/7<br />
Collana de La Sapienza diretta da Roberto Cassetti e Marcello Fagiolo<br />
Comitato scientifico: Emanuela Belfiore, Beatriz Blasco Esquivias, Giovanni Carbonara, Roberto Cassetti, Joseph Connors, Marcello Fagiolo, Francesco Paolo Fiore, Paolo Portoghesi, Franco Purini, Marco Romano, Samir Younés</p>
<p>Questo libro si occupa di una questione che sta attirando sempre più l&#8217;attenzione degli studiosi di Roma come di quelli di tutte le grandi metropoli europee: la nascita di una nuova forma urbana, di cui il tessuto insediativo del secondo dopoguerra, la cosiddetta periferia recente, è la parte dominante. I problemi che ne risultano sono autenticamente nuovi ed è necessario affrontarli con nuovi metodi e nuove soluzioni. Tuttavia lo studio di questa nuova realtà, a differenza di quella dell&#8217;anteguerra, è rimasto finora ad un livello frammentario ed episodico. Su questo argomento ha dominato una corrente storiografica che l&#8217;ha rifiutata in toto, bollandola come una “non città” di cui esaminare solo gli episodi architettonici e urbanistici più importanti. Nel momento in cui a Roma viene adottato un nuovo piano, questo libro tenta invece di proporre una visione d&#8217;insieme, che leghi questa nuova realtà a quella della città dell&#8217;anteguerra, che unisca passato e presente, che tratti in altri termini tutto l&#8217;agglomerato urbano come un unico sistema, per assegnare alla città contemporanea una precisa collocazione nella costruzione della città futura. Un ruolo non più di diversità e di separazione, ma di complementarità, che valorizzi le sue caratteristiche di integrazione con lo spazio naturale e di luogo di nuove grandi attrezzature urbane, per ricostruire un nuovo ordine funzionale e formale della città.</p>
<p>Scritti di, Emanuela Belfiore, Sergio Bonamico, Giovanni Carbonara, Roberto Cassetti, Giancarlo Cataldi, Maria Grazia Corsini, Umberto De Martino, Paolo Fancelli, Vincenzo Fontana,, Gian Luigi Maffei, Alessandra Muntoni, Renato Nicolini, Gian Luigi Nigro, Camillo Nucci, Marcello Pazzaglini, Marco Petreschi, Elio Piroddi, Franco Purini, Gianfranco Spagnesi</p>
<p>Roberto Cassetti è autore del saggio “Il ruolo delle funzioni centrali nella costruzione di un nuovo ordine urbano nella città contemporanea” (pp.67-107). In esso si delinea, attraverso un&#8217;analisi di dettaglio unica nel panorama europeo, la variazione della distribuzione del rango e della consistenza delle funzioni centrali – il potere (la decisione politica ed economica) il sapere (l&#8217;istruzione superiore e la ricerca, la cultura e lo spettacolo, la stampa e l&#8217;informazione, i servizi alle imprese) – al 1971 e al 1991 che prefigura chiaramente la formazione di due successivi ordini urbani: quello degli anni del “boom”, basato sulla contrapposizione centro- periferia e quello del periodo successivo, che stiamo vivendo, basato su nuovi addensamenti diffusi e sulla formazione di corridoi funzionali tra di essi . E tenta altresì di descrivere le idee di città che si sono succedute nel tempo, a Roma e in Europa, per governare tali processi, mettendole a confronto con quelle analoghe che si sono diffuse nel panorama europeo. Quella degli anni Sessanta, basata, a Roma, sulla contrapposizione al centro di una sequenza lineare di nuovi centri con il ruolo di contromagnete rispetto a quello esistente; e quella degli anni Duemila, basata, in Europa, su di un insieme diffuso e complementare di nuove centralità, a corona rispetto al centro esistente al centro esistente e connesse ad esso da un sistema di canali multifunzionali radiali.</p>
<p>Emanuela Belfiore è autore del saggio “La progettazione del vuoto &#8211; dello spazio collettivo e degli spazi verdi &#8211; come elemento di ricomposizione della periferia della città contemporanea” (pp.37-65). In esso si tenta di fornire un contributo alla lettura delle molte periferie di Roma: quattro grandi categorie di impianti urbani periferici, dei quali sono state evidenziate i caratteri originali, le variazioni che hanno dato luogo a differenti sottocategorie o le evoluzioni funzionali che ne hanno segnato i tratti distintivi e le condizioni e gli ostacoli ad una futura riorganizzazione Si tratta innanzitutto dei grandi segni dell&#8217;edilizia economica e popolare &#8211; recinti residenziali a progettazione pubblica o privata – dei tessuti frantumati delle lottizzazioni e delle aree abusive e, infine, delle enclaves delle grandi attrezzature urbane. Per tutte queste aree si tenta una lettura dei caratteri organizzativi e delle differenti criticità che ne ostacolano il conseguimento di una adeguata condizione di qualità urbana. E ciò, in relazione, sia ai nuovi bisogni della società contemporanea, che al ruolo strategico, nella ricomposizione del mosaico urbano, assegnabile al progetto di una trama di spazi verdi e di un sistema complementare di spazi pubblici in accordo con le più recenti esperienze internazionali.</p>
<p>Prof. Roberto Cassetti<br />
coordinatore del Dottorato in Riqualificazione e Recupero Insediativo Università di Roma “La Sapienza”</p>
<p>È stato presidente della Commissione Ricerca Scientifica della Facoltà di Architettura Valle Giulia (1999-2010), consulente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati (1989-92), membro della Commissione per le Politiche di Assetto Urbano nel Mezzogiorno del Ministero per gli Interventi Straordinari nel Mezzogiorno (1981-84), membro del Comitato scientifico dell&#8217;Istituto Regionale di Studi per la Pianificazione Economica e Territoriale del Lazio (1981-84) consulente della Direzione Politiche Regionali della Commissione della Comunità Europea (1976-78).</p>
<p>Ha fondato e dirige, con M. Fagiolo, la Collana della Sapienza, Opus, Collana ufficiale della Facoltà di Architettura Valle Giulia e del Dottorato di Ricerca in Riqualificazione e Recupero Insediativo (Gangemi, Roma). Nei sui scritti ha indagato le trasformazioni della struttura funzionale e della forma urbana di Roma e della sua regione, le grandi ondate di cambiamento di cui rappresentano espressione, e l&#8217;evoluzione conseguente dei valori, dei principi e dei modelli dell&#8217;urbanistica, cui ha dato un contributo in numerosi piani territoriali di cui è autore: dal Quadro di Riferimento Territoriale e dal Piano Territoriale Regionale del Molise, 1973 e 1975, al Piano Territoriale della Puglia meridionale, 1976; dal Quadro di Riferimento Territoriale Nazionale per il Piano Generale dei Trasporti, 1985, al Quadro di Riferimento Territoriale per gli interventi nel Mezzogiorno del Ministero per gli Interventi Straordinari nel Mezzogiorno, 1983; dal Quadro di Riferimento Territoriale del Lazio, 1980, al Quadro di Riferimento Territoriale Regionale,1998 e allo Schema di Piano Territoriale Generale del Lazio della Regione Lazio, 2001, in cui ha elaborato i concetti di «complesso integrato» di funzioni strategiche (una suddivisione delle funzioni centrali in grandi insiemi integrati), di «profilo funzionale» della rete (un quadro di principi e di indicatori per la definizione degli equilibri quantitativi di prospettiva, ossia per il calcolo e la distribuzione spaziale delle funzioni centrali), di «decentramento ad ondate» (un insieme di strategie spaziali per raggiungere progressivamente i livelli di funzioni centrali delineati nello scenario), e di «sistema di reti» (un complesso di azioni per ristabilire le interconnessioni e le continuità della trama urbana, dello spazio agrario e dell&#8217;ambiente naturale), e sta tentando di effettuare la stessa sintesi per il panorama europeo, per tessere la trama della nuova “idea” di città (dei nuovi codici della pianificazione e del disegno urbano) che va facendosi strada nella progettazione della città contemporanea.</p>
<p>Tra i suoi libri: L&#8217;Idea di città del XXI secolo. I nuovi paradigmi della terza ondata (in preparazione); Urbanistica in transizione. Principi e metodi, con P. L. Paolillo, Mimesis 2016; I nuovi paradigmi dell&#8217;urbanistica. L&#8217;Idea di città della terza ondata, Gangemi 2016; La città compatta. Dopo la Postmodernità. I nuovi codici del disegno urbano (2° edizione riveduta), Gangemi 2014; Roma e Lazio 1945-2007. La formazione di una regione urbana (4 edizioni), Gangemi 2008; Roma e Lazio, l&#8217;Urbanistica. Idee e piani dall&#8217;Unità ad oggi (4 edizioni), Gangemi 2006; Roma contemporanea. Storia e progetto, a cura di con G. Spagnesi (5 edizioni), Gangemi 2006; Roma e Lazio 1870-1945. La costruzione della capitale e della sua regione (6 edizioni), Gangemi 2005; Il centro storico di Roma. Storia e progetto, a cura di con G. Spagnesi (4 edizioni), Gangemi 2004; Roma e Lazio. Idee e piani (2° edizione riveduta, 6 edizioni), Gangemi 2004; Roma, il verde e la città. Giardini e spazi verdi nella costruzione della forma urbana, a cura di con M. Fagiolo (6 edizioni), Gangemi 2002; Roma e Lazio. Idee e piani (4 edizioni), Gangemi 2001, Metropoli e qualità dell&#8217;ambiente, a cura di con E. Belfiore (6 edizioni), Gangemi 1992; Taranto Progetto &#8217;80. Progetto di sviluppo metropolitano della provincia ionica, 2 volumi, L&#8217;organizzazione urbana e l&#8217;assetto del territorio e I bisogni della collettività, con E. Belfiore e con C. Cecchi et al., Franco Angeli 1987.</p>
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		<title>Roma, il verde e la città</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/roma-il-verde-e-la-citta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Jan 2002 13:01:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>OPUS/1 Collana de La Sapienza diretta da Roberto Cassetti e Marcello Fagiolo Comitato scientifico: Emanuela Belfiore, Beatriz Blasco Esquivias, Giovanni Carbonara, Roberto Cassetti, Joseph Connors, Marcello Fagiolo, Francesco Paolo Fiore, Paolo Portoghesi, Franco Purini, Marco Romano, Samir Younés Il libro ritesse le fila del lungo percorso di idee e di realizzazioni del verde urbano a ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>OPUS/1<br />
Collana de La Sapienza diretta da Roberto Cassetti e Marcello Fagiolo<br />
Comitato scientifico: Emanuela Belfiore, Beatriz Blasco Esquivias, Giovanni Carbonara, Roberto Cassetti, Joseph Connors, Marcello Fagiolo, Francesco Paolo Fiore, Paolo Portoghesi, Franco Purini, Marco Romano, Samir Younés</p>
<p>Il libro ritesse le fila del lungo percorso di idee e di realizzazioni del verde urbano a Roma dall&#8217;antichità ai giorni nostri. La storiografia sul verde è infatti una storia interrotta che si è esaurita per lo più nello studio delle splendide realizzazioni del passato, tralasciando le relazioni con il tessuto urbano e ignorando sistematicamente l&#8217;ultimo secolo. Il libro cerca dunque di riunire le vicende del verde in una sintesi generale, legandole alla città, al contesto in cui sono state concepite e alle idee che le hanno generate. Chiarire tutto ciò appare fondamentale per comprendere le fratture che si sono create tra il verde storico e quello moderno e contemporaneo e per aiutare a delineare il ruolo che tutto il sistema del verde può assumere nella città attuale: nella qualificazione della forma urbana e nella ricomposizione degli equilibri ambientali.<br />
Scritti di Emanuela Belfiore, Carla Benocci, Alberta Campitelli, Roberto Cassetti, Gabriella Cimino, Alessandro Cremona, Umberto De Martino, Marcello Fagiolo, Alessandro Mazza, Susanna Le Pera, Piero Maria Lugli, Alessandro Mazza, Mauro Pagnotta, Rodolfo Violo</p>
<p>Roberto Cassetti è autore del saggio “Da strutturazione formale a trama ecologica: l&#8217;evoluzione dell&#8217;idea di verde nell&#8217;ultimo secolo” (pp.221-315). In esso si tenta di mettere a fuoco, attraverso un&#8217;analisi dei piani e delle realizzazioni a Roma, le radicali trasformazioni nella concezione del verde e nell&#8217;idea di città (da progetto fisico, in cui il verde, concepito come luogo urbano, è costruito secondo regole formali; a progetto funzionale, in cui il verde, scomposto per funzioni e ridotto a puro supporlo bidimensionale, assume il ruolo di tessuto connettivo della città; a guida infine delle trasformazioni edilizie, in cui il verde diventa una trama ecologica che reimmette la natura nella città) succedutesi dall&#8217;Unità d&#8217;ltalia ad oggi. Trasformazioni che hanno creato profonde fratture tra il verde contemporaneo e quello storico. Fratture che devono essere superate per riattribuire a tutto il sistema del verde una precisa collocazione nel disegno della città contemporanea, come luogo urbano nella ricostruzione di una rete di spazi pubblici, e come natura nella ricomposizione degli equilibri ambientali.</p>
<p>Emanuela Belfiore è autore del saggio “Il verde storico nella costruzione della forma urbana: permanenze e declino” (pp. 193-220). In esso si tenta di dimostrare come, attraverso diverse alterne vicende, quel patrimonio di &#8220;natura urbana&#8221; che è il verde nella città di Roma, si sia costituito in un vero e proprio schema organico dotato di un definito e stabile rapporto con l&#8217;organizzazione della città. La disamina di questa tesi porta ad individuare come costruzione di &#8220;lunga durata&#8221; della storia dell&#8217;urbanistica, la formazione, prima di grandi insiemi nella Roma antica consacrati alle vicende dello spazio verde urbano, poi della successiva ripresa e sviluppo di questi grandi sistemi verdi con le nuove ville dal Rinascimento all&#8217;Ottocento, che riconquistano le antiche aree verdi della città antica. Si individuano così, con tutte le ricadute paesaggistiche, funzionali e scenografiche, tre rilevanti settori verdi: quello a Nord Est, ad Est e quello a Sud Ovest. Questi sono successivamente analizzati nei caratteri e nel ruolo, e nelle trasformazioni subite nell&#8217;impatto con il riassetto e lo sviluppo di Roma capitale.</p>
<p>Prof. Roberto Cassetti<br />
coordinatore del Dottorato in Riqualificazione e Recupero Insediativo Università di Roma “La Sapienza”</p>
<p>È stato presidente della Commissione Ricerca Scientifica della Facoltà di Architettura Valle Giulia (1999-2010), consulente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati (1989-92), membro della Commissione per le Politiche di Assetto Urbano nel Mezzogiorno del Ministero per gli Interventi Straordinari nel Mezzogiorno (1981-84), membro del Comitato scientifico dell&#8217;Istituto Regionale di Studi per la Pianificazione Economica e Territoriale del Lazio (1981-84) consulente della Direzione Politiche Regionali della Commissione della Comunità Europea (1976-78).</p>
<p>Ha fondato e dirige, con M. Fagiolo, la Collana della Sapienza, Opus, Collana ufficiale della Facoltà di Architettura Valle Giulia e del Dottorato di Ricerca in Riqualificazione e Recupero Insediativo (Gangemi, Roma). Nei sui scritti ha indagato le trasformazioni della struttura funzionale e della forma urbana di Roma e della sua regione, le grandi ondate di cambiamento di cui rappresentano espressione, e l&#8217;evoluzione conseguente dei valori, dei principi e dei modelli dell&#8217;urbanistica, cui ha dato un contributo in numerosi piani territoriali di cui è autore: dal Quadro di Riferimento Territoriale e dal Piano Territoriale Regionale del Molise, 1973 e 1975, al Piano Territoriale della Puglia meridionale, 1976; dal Quadro di Riferimento Territoriale Nazionale per il Piano Generale dei Trasporti, 1985, al Quadro di Riferimento Territoriale per gli interventi nel Mezzogiorno del Ministero per gli Interventi Straordinari nel Mezzogiorno, 1983; dal Quadro di Riferimento Territoriale del Lazio, 1980, al Quadro di Riferimento Territoriale Regionale,1998 e allo Schema di Piano Territoriale Generale del Lazio della Regione Lazio, 2001, in cui ha elaborato i concetti di «complesso integrato» di funzioni strategiche (una suddivisione delle funzioni centrali in grandi insiemi integrati), di «profilo funzionale» della rete (un quadro di principi e di indicatori per la definizione degli equilibri quantitativi di prospettiva, ossia per il calcolo e la distribuzione spaziale delle funzioni centrali), di «decentramento ad ondate» (un insieme di strategie spaziali per raggiungere progressivamente i livelli di funzioni centrali delineati nello scenario), e di «sistema di reti» (un complesso di azioni per ristabilire le interconnessioni e le continuità della trama urbana, dello spazio agrario e dell&#8217;ambiente naturale), e sta tentando di effettuare la stessa sintesi per il panorama europeo, per tessere la trama della nuova “idea” di città (dei nuovi codici della pianificazione e del disegno urbano) che va facendosi strada nella progettazione della città contemporanea.</p>
<p>Tra i suoi libri: L&#8217;Idea di città del XXI secolo. I nuovi paradigmi della terza ondata (in preparazione); Urbanistica in transizione. Principi e metodi, con P. L. Paolillo, Mimesis 2016; I nuovi paradigmi dell&#8217;urbanistica. L&#8217;Idea di città della terza ondata, Gangemi 2016; La città compatta. Dopo la Postmodernità. I nuovi codici del disegno urbano (2° edizione riveduta), Gangemi 2014; Roma e Lazio 1945-2007. La formazione di una regione urbana (4 edizioni), Gangemi 2008; Roma e Lazio, l&#8217;Urbanistica. Idee e piani dall&#8217;Unità ad oggi (4 edizioni), Gangemi 2006; Roma contemporanea. Storia e progetto, a cura di con G. Spagnesi (5 edizioni), Gangemi 2006; Roma e Lazio 1870-1945. La costruzione della capitale e della sua regione (6 edizioni), Gangemi 2005; Il centro storico di Roma. Storia e progetto, a cura di con G. Spagnesi (4 edizioni), Gangemi 2004; Roma e Lazio. Idee e piani (2° edizione riveduta, 6 edizioni), Gangemi 2004; Roma, il verde e la città. Giardini e spazi verdi nella costruzione della forma urbana, a cura di con M. Fagiolo (6 edizioni), Gangemi 2002; Roma e Lazio. Idee e piani (4 edizioni), Gangemi 2001, Metropoli e qualità dell&#8217;ambiente, a cura di con E. Belfiore (6 edizioni), Gangemi 1992; Taranto Progetto &#8217;80. Progetto di sviluppo metropolitano della provincia ionica, 2 volumi, L&#8217;organizzazione urbana e l&#8217;assetto del territorio e I bisogni della collettività, con E. Belfiore e con C. Cecchi et al., Franco Angeli 1987.</p>
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		<title>Roma e Lazio L&#8217;urbanistica</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/roma-e-lazio-lurbanistica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>OPUS/6 Collana de La Sapienza diretta da Roberto Cassetti e Marcello Fagiolo Comitato scientifico: Emanuela Belfiore, Beatriz Blasco Esquivias, Giovanni Carbonara, Roberto Cassetti, Joseph Connors, Marcello Fagiolo, Francesco Paolo Fiore, Paolo Portoghesi, Franco Purini, Marco Romano, Samir Younés Questo libro è il secondo di una trilogia volta ad indagare le trasformazioni che hanno cambiato nell'ultimo ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>OPUS/6<br />
Collana de La Sapienza diretta da Roberto Cassetti e Marcello Fagiolo<br />
Comitato scientifico: Emanuela Belfiore, Beatriz Blasco Esquivias, Giovanni Carbonara, Roberto Cassetti, Joseph Connors, Marcello Fagiolo, Francesco Paolo Fiore, Paolo Portoghesi, Franco Purini, Marco Romano, Samir Younés</p>
<p>Questo libro è il secondo di una trilogia volta ad indagare le trasformazioni che hanno cambiato nell&#8217;ultimo secolo e mezzo il volto di Roma e della sua regione, rendendola una realtà sempre più unitaria. Quella che fino all&#8217;Ottocento era una piccola capitale, contornata da un insieme di ambienti geografici autonomi e isolati, è divenuta infatti oggi un insieme unitario: una galassia di tessuti urbani e spazi agrari diversificati, avvinta in un&#8217;unica realtà da una rete di legami sempre più stretti.<br />
Questo processo non è stato analizzato: si è continuato ad esaminare la capitale e la sua regione come due realtà distinte. È mancata finora una visione d&#8217;insieme che legasse la città ai centri urbani minori, che unisse passato e presente, che trattasse in altri termini tutta la rete urbana – quella storica come quella moderna e contemporanea – come un unico sistema, cui attribuire una precisa collocazione nella costruzione della città futura. Ed è mancata, inoltre, fatto questo ancora più rilevante, un&#8217;analisi delle Idee di città e di territorio che erano alla base dei piani e dei i grandi interventi territoriali e dell&#8217;impatto che queste idee hanno avuto sulla forma della città e del territorio. Si è analizzata la struttura urbanistica di Roma e dei centri del Lazio e i diversi piani che ne hanno cercato di guidare lo sviluppo, ma si sono trascurate le relazioni reciproche, e, soprattutto, l&#8217;analisi si è concentrata sulle vicende politiche, sulle cronache urbanistiche, sulle convenienze legate al valore dei terreni: il grande assente è stata l&#8217;analisi della struttura della città e del territorio, l&#8217;organizzazione delle funzioni nello spazio, la strutturazione della forma urbana, il rapporto con l&#8217;ambiente.<br />
È venuto il momento di riesaminare tutto questo panorama di esperienze. Non è un problema di storia locale, ma di ritessere le fila dell&#8217;evoluzione del pensiero urbanistico di più di un secolo, di cui Roma e la sua regione costituiscono uno spaccato fondamentale; di vedere tutti i piani dall&#8217;Ottocento ad oggi, non come un aggregato di elementi separati o un semplice preludio ai piani degli anni Sessanta o a quelli di oggi, ma come un tutto coerente, legato alle trasformazioni della realtà urbana, che giunge ai nostri giorni.<br />
È questo l&#8217;obiettivo del libro. Non narrare le vicende politiche dei grandi interventi e dei piani, di riassumere dei fatti noti, quanto comprenderne i principi, i contenuti, le strategie di organizzazione dello spazio e così facendo riunirli in una sintesi generale, capire il loro posto nella storia, dar loro un senso. E dunque spiegare cosa significhino, ossia di quali Idee di città siano espressione; perché siano stati fatti in un certo modo, ossia quali ingredienti adoperino e di quale concezione di organizzazione delle funzioni, di costruzione della forma urbana, di rapporto con l&#8217;ambiente, siano portatori; come si colleghino tra loro e con il contesto; per capire infine qual è il senso della nuova concezione di progettazione dell&#8217;agglomerazione e delle grandi regioni urbane nel loro insieme, che va facendosi oggi strada in Italia e in Europa.</p>
<p>Prof. Roberto Cassetti<br />
coordinatore del Dottorato in Riqualificazione e Recupero Insediativo Università di Roma “La Sapienza”</p>
<p>È stato presidente della Commissione Ricerca Scientifica della Facoltà di Architettura Valle Giulia (1999-2010), consulente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati (1989-92), membro della Commissione per le Politiche di Assetto Urbano nel Mezzogiorno del Ministero per gli Interventi Straordinari nel Mezzogiorno (1981-84), membro del Comitato scientifico dell&#8217;Istituto Regionale di Studi per la Pianificazione Economica e Territoriale del Lazio (1981-84) consulente della Direzione Politiche Regionali della Commissione della Comunità Europea (1976-78).</p>
<p>Ha fondato e dirige, con M. Fagiolo, la Collana della Sapienza, Opus, Collana ufficiale della Facoltà di Architettura Valle Giulia e del Dottorato di Ricerca in Riqualificazione e Recupero Insediativo (Gangemi, Roma). Nei sui scritti ha indagato le trasformazioni della struttura funzionale e della forma urbana di Roma e della sua regione, le grandi ondate di cambiamento di cui rappresentano espressione, e l&#8217;evoluzione conseguente dei valori, dei principi e dei modelli dell&#8217;urbanistica, cui ha dato un contributo in numerosi piani territoriali di cui è autore: dal Quadro di Riferimento Territoriale e dal Piano Territoriale Regionale del Molise, 1973 e 1975, al Piano Territoriale della Puglia meridionale, 1976; dal Quadro di Riferimento Territoriale Nazionale per il Piano Generale dei Trasporti, 1985, al Quadro di Riferimento Territoriale per gli interventi nel Mezzogiorno del Ministero per gli Interventi Straordinari nel Mezzogiorno, 1983; dal Quadro di Riferimento Territoriale del Lazio, 1980, al Quadro di Riferimento Territoriale Regionale,1998 e allo Schema di Piano Territoriale Generale del Lazio della Regione Lazio, 2001, in cui ha elaborato i concetti di «complesso integrato» di funzioni strategiche (una suddivisione delle funzioni centrali in grandi insiemi integrati), di «profilo funzionale» della rete (un quadro di principi e di indicatori per la definizione degli equilibri quantitativi di prospettiva, ossia per il calcolo e la distribuzione spaziale delle funzioni centrali), di «decentramento ad ondate» (un insieme di strategie spaziali per raggiungere progressivamente i livelli di funzioni centrali delineati nello scenario), e di «sistema di reti» (un complesso di azioni per ristabilire le interconnessioni e le continuità della trama urbana, dello spazio agrario e dell&#8217;ambiente naturale), e sta tentando di effettuare la stessa sintesi per il panorama europeo, per tessere la trama della nuova “idea” di città (dei nuovi codici della pianificazione e del disegno urbano) che va facendosi strada nella progettazione della città contemporanea.</p>
<p>Tra i suoi libri: L&#8217;Idea di città del XXI secolo. I nuovi paradigmi della terza ondata (in preparazione); Urbanistica in transizione. Principi e metodi, con P. L. Paolillo, Mimesis 2016; I nuovi paradigmi dell&#8217;urbanistica. L&#8217;Idea di città della terza ondata, Gangemi 2016; La città compatta. Dopo la Postmodernità. I nuovi codici del disegno urbano (2° edizione riveduta), Gangemi 2014; Roma e Lazio 1945-2007. La formazione di una regione urbana (4 edizioni), Gangemi 2008; Roma e Lazio, l&#8217;Urbanistica. Idee e piani dall&#8217;Unità ad oggi (4 edizioni), Gangemi 2006; Roma contemporanea. Storia e progetto, a cura di con G. Spagnesi (5 edizioni), Gangemi 2006; Roma e Lazio 1870-1945. La costruzione della capitale e della sua regione (6 edizioni), Gangemi 2005; Il centro storico di Roma. Storia e progetto, a cura di con G. Spagnesi (4 edizioni), Gangemi 2004; Roma e Lazio. Idee e piani (2° edizione riveduta, 6 edizioni), Gangemi 2004; Roma, il verde e la città. Giardini e spazi verdi nella costruzione della forma urbana, a cura di con M. Fagiolo (6 edizioni), Gangemi 2002; Roma e Lazio. Idee e piani (4 edizioni), Gangemi 2001, Metropoli e qualità dell&#8217;ambiente, a cura di con E. Belfiore (6 edizioni), Gangemi 1992; Taranto Progetto &#8217;80. Progetto di sviluppo metropolitano della provincia ionica, 2 volumi, L&#8217;organizzazione urbana e l&#8217;assetto del territorio e I bisogni della collettività, con E. Belfiore e con C. Cecchi et al., Franco Angeli 1987.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/roma-e-lazio-lurbanistica/">Roma e Lazio L&#8217;urbanistica</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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		<item>
		<title>L&#8217;agro romano e l&#039;&#8221;altera forma&#8221; di Roma antica</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/lagro-romano-e-laltera-forma-di-roma-antica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://gangemi.com/prodotto/lagro-romano-e-laltera-forma-di-roma-antica/</guid>

					<description><![CDATA[<p>OPUS/5Collana de La Sapienza diretta da Roberto Cassetti e Marcello FagioloComitato scientifico: Emanuela Belfiore, Beatriz Blasco Esquivias, Giovanni Carbonara, Roberto Cassetti, Joseph Connors, Marcello Fagiolo, Francesco Paolo Fiore, Paolo Portoghesi, Franco Purini, Marco Romano, Samir YounésL'autore, dopo l'esperienza della individuazione degli allineamenti nascosti nella topografia di Roma antica e della ricostruzione della "altera forma urbis" ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/lagro-romano-e-laltera-forma-di-roma-antica/">L&#8217;agro romano e l&#039;&#8221;altera forma&#8221; di Roma antica</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>OPUS/5<br />Collana de La Sapienza diretta da Roberto Cassetti e Marcello Fagiolo<br />Comitato scientifico: Emanuela Belfiore, Beatriz Blasco Esquivias, Giovanni Carbonara, Roberto Cassetti, Joseph Connors, Marcello Fagiolo, Francesco Paolo Fiore, Paolo Portoghesi, Franco Purini, Marco Romano, Samir Younés</p>
<p>L&#8217;autore, dopo l&#8217;esperienza della individuazione degli allineamenti nascosti nella topografia di Roma antica e della ricostruzione della &#8220;altera forma urbis&#8221; della città, allarga l&#8217;orizzonte all'&#8221;ager romanus&#8221; e ne definisce la storia in relazione al costruirsi nel tempo della Campagna romana, nei suoi limiti e nei suoi caratteri. Delinea così i confini del pomerio urbano della Roma primitiva, costituito dai quinti migli (per lo più segnati da monumenti importanti, come il tempio della dea Dia, quello del dio Terminus o le &#8220;fossae Cluiliae&#8221;) delle strade che si dipartivano a raggiera da essa, e ne ricostruisce le ragioni (la distanza di cinque miglia corrispondeva al percorso di due ore a piedi dalla città) e le vicende in relazione alle trasformazioni dell&#8217;ordinamento agricolo, dopo il lungo abbandono di quello antico e le bonifiche degli anni Trenta; per giungere infine allo sviluppo urbano contemporaneo, che ha definitivamente cambiato il volto della Campagna romana trasformandola in quella che oggi vediamo: una distesa edilizia.</p>
<p>Questo studio approfondisce e sviluppa una scoperta di mio padre, Giuseppe Lugli. Si tratta di un raccordo circolare di strade (in massima parte tutt&#8217;oggi percorribili) che unisce i quinti migli delle antiche vie che si dipartivano a raggiera da Roma antica. Esso toccava località importanti situate proprio ai quinti migli: &#8220;ad Robigum&#8221; sulla via Cassia; il tempio della dea Dia al quinto miglio della via Campana, oggi via della Magliana; il tempio del dio Terminus al quinto miglio della via Laurentina; le &#8220;fossae Cluiliae&#8221; (ove combatterono gli Orazi e i Curiazi) al quinto miglio della via Appia; il tempio della &#8220;fortuna muliebris&#8221; al quinto della via Tusculana; etc.<br />Il raccordo costituiva il limite dell'&#8221;ager romanus antiquus&#8221; abitato fin dalle sue origini dalle 25 tribù che costituivano la popolazione della città arcaica. Partendo da queste notizie ho ricostruito le ragioni e le vicende del fenomeno (la distanza di 5 miglia corrispondeva al percorso di 2 ore di cammino a piedi dalla città) fino all&#8217;inizio degli anni &#8217;60, quando ogni traccia dell&#8217;antico ordinamento agricolo del territorio romano fu definitivamente cancellata dallo sviluppo edilizio della città (Tav. IV).<br />Ritengo di specifico interesse il mio controllo dell&#8217;antica miliazione delle strade romane e l&#8217;individuazione della sua origine dalle porte delle mura urbane, nonché la narrazione delle vicende sociali ed economiche che produssero il progressivo declino dell&#8217;antica struttura agraria della società romana, e infine il calcolo della popolazione di Roma in epoca repubblicana. <br />Il saggio conclude una trilogia da me dedicata alla topografia di Roma antica e collegata a una prima ricerca svolta nel 1986 nella quale, seguendo un suggerimento di Rodolfo Lanciani (padre degli studi sulla topografia di Roma antica), tentai una ricostruzione grafica di un passo assai ermetico (Lanciani lo definí &#8220;duro&#8221;) di Gaius Plinius Secundus (il Vecchio) tratto dalla sua Naturalis historia. A queste ricerche seguì uno studio urbanistico dedicato ad alcuni problemi non assolti della famosa pianta marmorea del foro della Pace, la &#8220;Forma urbis Romae&#8221; (F.U.R.).<br />Senza la documentazione raccolta per quelle precedenti ricerche non avrei avuto gli elementi per portare avanti questo studio che, pur basandosi su fatti in parte già esplorati da altri, ha rivelato aspetti culturali assai complessi e stratificazioni fenomenologiche che cominciano da molto lontano nella società romana arcaica. Come le due precedenti ricerche anche questa è lo sviluppo di studi già avviati da mio padre. Egli aveva rilevato la necessità di un forte impegno grafico nella ricostruzione topografica delle elaborazioni storico-archeologiche e, ispirandosi a un concetto già espresso dal suo maestro Lanciani, riteneva che per la sua applicazione sul terreno mancano gli elementi per eseguirle con certezza. Il seguente schema dimostrativo può facilitare l&#8217;impresa a chi volesse tentarla.<br />Con la Tavola A che illustra lo schema dimostrativo del Lanciani sull&#8217;ordinamento formale di Roma antica, inizia questo studio che conclude la mia trilogia sulla ricostruzione degli aspetti e degli allineamenti nascosti nella topografia della Città eterna.</p>
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		<title>Vignola</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/vignola/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>OPUS/8Collana de La Sapienza diretta da Roberto Cassetti e Marcello FagioloComitato scientifico: Emanuela Belfiore, Beatriz Blasco Esquivias, Giovanni Carbonara, Roberto Cassetti, Joseph Connors, Marcello Fagiolo, Francesco Paolo Fiore, Paolo Portoghesi, Franco Purini, Marco Romano, Samir YounésIl volume è insieme una monografia sul Vignola (con un catalogo delle opere a cura di F.R. Liserre) e un ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>OPUS/8<br />Collana de La Sapienza diretta da Roberto Cassetti e Marcello Fagiolo<br />Comitato scientifico: Emanuela Belfiore, Beatriz Blasco Esquivias, Giovanni Carbonara, Roberto Cassetti, Joseph Connors, Marcello Fagiolo, Francesco Paolo Fiore, Paolo Portoghesi, Franco Purini, Marco Romano, Samir Younés</p>
<p>Il volume è insieme una monografia sul Vignola (con un catalogo delle opere a cura di F.R. Liserre) e un saggio sul rapporto con la grande committenza. Il tema della Architettura dei principi allude congiuntamente ai principii dell&#8217;architettura e alla architettura per i prìncipi, impersonata dai prìncipi della aristocrazia e della Chiesa (Farnese, Orsini, Gambara), dai prìncipi della fabbrica (S. Petronio a Bologna) e dai prìncipi dell&#8217;accademia (Bocchi). Le vicende di alcuni monumenti sono il risultato della interazione tra le istanze politiche e culturali che confluiscono in vere e proprie forme simboliche del Potere. Viene dato risalto anche ad opere problematiche (come Bagnaia e gli Horti Farnesiani) che, aldilà dell&#8217;effettivo apporto vignoliano, rappresentano in modo significativo il nesso committenti/architetti. In particolare, i Farnese vengono assunti come caso esemplare di committenza policentrica, nelle corti di Roma, Caprarola, Parma e Piacenza e nelle relazioni diplomatiche e di parentela coi maggiori sovrani, dall&#8217;imperatore ai re di Francia e di Spagna. Soprattutto Alessandro Farnese junior, il “grande cardinale” – in simbiosi assoluta col Vignola – si afferma come Signore delle Arti, arbitro e ispiratore di imprese di respiro europeo.</p>
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		<title>Roma e Lazio 1945-2007</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/roma-e-lazio-1945-2007/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>OPUS/9Collana de La Sapienza diretta da Roberto Cassetti e Marcello FagioloComitato scientifico: Emanuela Belfiore, Beatriz Blasco Esquivias, Giovanni Carbonara, Roberto Cassetti, Joseph Connors, Marcello Fagiolo, Francesco Paolo Fiore, Paolo Portoghesi, Franco Purini, Marco Romano, Samir YounésQuesto libro cerca di ricostruire le grandi linee di tendenza che, in due successive ondate, hanno trasformato radicalmente la scena ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>OPUS/9<br />Collana de La Sapienza diretta da Roberto Cassetti e Marcello Fagiolo<br />Comitato scientifico: Emanuela Belfiore, Beatriz Blasco Esquivias, Giovanni Carbonara, Roberto Cassetti, Joseph Connors, Marcello Fagiolo, Francesco Paolo Fiore, Paolo Portoghesi, Franco Purini, Marco Romano, Samir Younés</p>
<p>Questo libro cerca di ricostruire le grandi linee di tendenza che, in due successive ondate, hanno trasformato radicalmente la scena territoriale di Roma e della sua regione dal dopoguerra ad oggi. Tenta, in altri termini, di ritessere le fila della storia recente, per comprendere come la città abbia cambiato la sua forma, la distribuzione delle sue funzioni, i caratteri degli edifici e il ruolo degli spazi urbani; come si siano instaurati nuovi legami tra i centri urbani e si siano creati insediamenti diffusi nel territorio; e come questi elementi si colleghino tra loro e con la struttura della società e dell&#8217;economia.<br />La prima grande ondata di trasformazione della struttura della città e del territorio si snoda dal secondo dopoguerra alla metà degli anni Settanta. Nell&#8217;arco di meno di trent&#8217;anni si crea, intorno alla capitale, un&#8217;altra città di più di un milione di abitanti; e questo produce un effetto ancora più rilevante di quello di richiedere nuove strutture edilizie: introduce un nuovo ordine funzionale della città, basato  su di un modello “a gradienti”. La città si scinde tra un “centro”, multifuzionale, ricco di funzioni pregiate, e una periferia, povera di attività differenziate, prevalentemente residenziale, suddivisa in tanti blocchi funzionali autonomi, all&#8217;interno dei quali inizia a spezzarsi, sotto la spinta della motorizzazione di massa, lo stretto legame tra popolazione e luogo ereditato dal passato. L&#8217;elemento nuovo è costituito dal fatto che il sistema delle relazioni urbane si espande fino a comprendere i comuni della cintura: è la formazione di un nuovo organismo insediativo, l&#8217;“area metropolitana”. Nasce così un fenomeno del tutto inedito: il pendolarismo. E insieme si modifica, altrettanto in profondità, la struttura della rete urbana e dello spazio agrario regionale, di cui l&#8217;area metropolitana diventa sempre più il fulcro. In primo luogo si ha una perdita di peso di tutto il sistema insediativo regionale nel suo complesso rispetto alla capitale; in secondo luogo si ha un profondo rimescolamento della sua struttura interna. Le pianure e le valli, prima vuote di insediamenti, cominciano a riempirsi di industrie e di residenze relegando a un ruolo secondario i vecchi abitati; e lo stesso avviene lungo le coste, sotto la spinta di un fenomeno nuovo, il turismo di massa. D&#8217;altra parte lo spazio agrario si specializza, formando due grandi sistemi uniformi, dominati dall&#8217;agricoltura meccanizzata: uno di culture permanenti – vite, olivo, frutteto – che si snoda lungo i pendii collinari, l&#8217;altro a seminativo inframmezzato a colture specializzate nelle pianure e nelle valli.<br />La seconda grande ondata di trasformazioni insediative comincia ad affacciarsi dalla metà degli anni Settanta e continua a agire fino a oggi. L&#8217;effetto di questa nuova grande ondata è dirompente sulla struttura dello spazio urbano: e questo non tanto perché si richiedono nuove strutture edilizie per le attività terziarie, quanto perché tende a invertirsi l&#8217;ordine funzionale del periodo precedente, in favore di un nuovo ordine urbano policentrico, basato su aggregazioni parziali di attività interconnesse tra loro. Il centro si dilata e si proietta verso l&#8217;esterno, si formano addensamenti che si interpongono tra i vari tessuti urbani e assi di funzioni di tutti i livelli che penetrano nei brani insediativi adiacenti a più elevata densità formando ulteriori micro addensamenti e (lungo le arterie di grande comunicazione) corridoi multifunzionali. A questo sconvolgimento dell&#8217;assetto delle funzioni nella città si lega un mutamento formale altrettanto impressionante, il cui cuore è nel passaggio, nella costruzione della città e del territorio, dalla sfera collettiva alla sfera individuale, e, nella forma del paesaggio urbano e territoriale, dai valori di rappresentatività e di funzionalità a quelli di comunicazione e di spettacolo. Mentre nel periodo precedente il perno dello sviluppo urbano era rappresentato da abitazioni multifamiliari, ora si assiste a una vera e propria esplosione dell&#8217;abitazione individuale. Essa assorbe molte delle funzioni collettive prima assolte dallo spazio pubblico – luoghi per ricevere e incontrarsi, spazi verdi, svago – e costituisce un frammento introverso, immerso nel verde, ciascuno con il proprio stile architettonico, isolato dal resto del tessuto abitativo. E lo stesso processo, di introversione funzionale e di perdita di ruolo dello spazio pubblico, si ha nell&#8217;altra componente centrale del mutamento della periferia: le grandi attrezzature che si diffondono in essa, che formano vere e proprie cittadelle, “enclaves”, tra i tessuti urbani esistenti: i centri commerciali innanzitutto, e poi centri congressi e grandi alberghi, centri ricreativi e sportivi, accanto a centri direzionali, strutture universitarie, ospedali, isolate dal tessuto circostante da ampi spazi a parcheggio, tutti frammenti chiusi, introversi, pezzi di città nella città.<br />Infine, sotto la spinta dell&#8217;ulteriore rivoluzione delle comunicazioni e dei trasporti, si producono due nuovi fenomeni che rappresentano un&#8217;ulteriore cesura con il passato. Scompare innanzitutto il pendolarismo, che era stato l&#8217;emblema del periodo precedente, in favore di una struttura di flussi diffusi. Ciascun brano edilizio è legato a altri brani non necessariamente vicini ma a esso complementari. È frantumato cioè in una molteplicità di relazioni di breve o grande distanza che legano ciascun segmento abitativo, oltre che al suo intorno per le funzioni minute, a una varietà di spazi di lavoro, ai luoghi di ciascuna comunità di interessi, alle più svariate funzioni sparse nella città, nella regione, nel mondo. L&#8217;altra grande trasformazione legata alla rivoluzione delle comunicazioni dei trasporti, è rappresentata dal manifestarsi di un processo di diffusione edilizia senza precedenti, per nuclei e brani insediativi sparsi, che si spinge in profondità nel territorio, appoggiandosi alla rete stradale minore e mutuandone la struttura, processo che amplia enormemente il sistema di relazioni quotidiane ai sistemi insediativi circostanti, ben oltre i confini classici dell&#8217;area metropolitana. È l&#8217;affermazione, quasi in sordina ma in modo non meno deciso che nei periodi precedenti, di una nuova realtà insediativa, cui potremmo dare il nome di “galassia” urbana. Si tratta della seconda grande trasformazione della città, la quale naturalmente non scompare, ma si trasfigura in modo tale da essere pressoché irriconoscibile con le categorie tradizionali. È questa la nuova realtà della città contemporanea.<br />Il soggetto di questo saggio è dunque la struttura fisica della città e della rete urbana come risultato di un&#8217;economia, di una società e dei suoi stili di vita, non le sue diverse componenti: l&#8217;edilizia abitativa, i grandi servizi, gli spazi urbani, gli spazi agrari, le reti di collegamento e di trasporto. Di tutto ciò si è preso in considerazione solo ciò che poteva aiutarci a comprendere la forma e il funzionamento della città e del territorio. Perciò questo libro non è un&#8217;esposizione narrativa, un&#8217;analisi completa delle varie componenti urbane, ma piuttosto un esame del loro contributo alla costruzione della forma della città e del territorio. Dunque va letto come svolgimento di un discorso, in cui il singolo particolare è ricordato come testimonianza dell&#8217;insieme, non per sé stesso. Nessuno può dubitare seriamente del fatto che tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta sia finita un&#8217;epoca nella storia di Roma e della sua regione e che ne sia iniziata una nuova. Questo libro forse può aiutarci a capire quali sono i nuovi problemi urbani che abbiamo di fronte e quali condizioni sono richieste per la loro soluzione.</p>
<p>Prof. Roberto Cassetti<br />coordinatore del Dottorato in Riqualificazione e Recupero Insediativo Università di Roma “La Sapienza”</p>
<p>È stato presidente della Commissione Ricerca Scientifica della Facoltà di Architettura Valle Giulia (1999-2010), consulente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati (1989-92), membro della Commissione per le Politiche di Assetto Urbano nel Mezzogiorno del Ministero per gli Interventi Straordinari nel Mezzogiorno (1981-84), membro del Comitato scientifico dell&#8217;Istituto Regionale di Studi per la Pianificazione Economica e Territoriale del Lazio (1981-84) consulente della Direzione Politiche Regionali della Commissione della Comunità Europea (1976-78).</p>
<p>Ha fondato e dirige, con M. Fagiolo, la Collana della Sapienza, Opus, Collana ufficiale della Facoltà di Architettura Valle Giulia e del Dottorato di Ricerca in Riqualificazione e Recupero Insediativo (Gangemi, Roma). Nei sui scritti ha indagato le trasformazioni della struttura funzionale e della forma urbana di Roma e della sua regione, le grandi ondate di cambiamento di cui rappresentano espressione, e l&#8217;evoluzione conseguente dei valori, dei principi e dei modelli dell&#8217;urbanistica, cui ha dato un contributo in numerosi piani territoriali di cui è autore: dal Quadro di Riferimento Territoriale e dal Piano Territoriale Regionale del Molise, 1973 e 1975, al  Piano Territoriale della Puglia meridionale, 1976; dal Quadro di Riferimento Territoriale Nazionale per il Piano Generale dei Trasporti, 1985, al Quadro di Riferimento Territoriale per gli interventi nel Mezzogiorno del Ministero per gli Interventi Straordinari nel Mezzogiorno, 1983; dal Quadro di Riferimento Territoriale del Lazio, 1980, al Quadro di Riferimento Territoriale Regionale,1998 e allo Schema di Piano Territoriale Generale del Lazio della Regione Lazio, 2001, in cui ha elaborato i concetti di «complesso integrato» di funzioni strategiche (una suddivisione delle funzioni centrali in grandi insiemi integrati), di «profilo funzionale» della rete (un quadro di principi e di indicatori per la definizione degli equilibri quantitativi di prospettiva, ossia per il calcolo e la distribuzione spaziale delle funzioni centrali), di «decentramento ad ondate» (un insieme di strategie spaziali per raggiungere progressivamente i livelli di funzioni centrali delineati nello scenario), e di «sistema di reti» (un complesso di azioni per ristabilire le interconnessioni e le continuità della trama urbana, dello spazio agrario e dell&#8217;ambiente naturale), e sta tentando di effettuare la stessa sintesi per il panorama europeo, per tessere la trama della nuova “idea” di città (dei nuovi codici della pianificazione e del disegno urbano) che va facendosi strada nella  progettazione della città contemporanea.</p>
<p>Tra i suoi libri: L&#8217;Idea di città del XXI secolo. I nuovi paradigmi della terza ondata (in preparazione); Urbanistica in transizione. Principi e  metodi, con P. L. Paolillo, Mimesis 2016; I nuovi paradigmi dell&#8217;urbanistica. L&#8217;Idea di città della terza ondata, Gangemi 2016; La città compatta. Dopo la Postmodernità. I nuovi codici del disegno urbano (2° edizione riveduta), Gangemi 2014; Roma e Lazio 1945-2007. La formazione di una regione urbana (4 edizioni), Gangemi 2008; Roma e Lazio, l&#8217;Urbanistica. Idee e piani dall&#8217;Unità ad oggi (4 edizioni), Gangemi 2006; Roma contemporanea. Storia e progetto, a cura di con G. Spagnesi (5 edizioni), Gangemi 2006; Roma e Lazio 1870-1945. La costruzione della capitale e della sua regione (6 edizioni), Gangemi 2005; Il centro storico di Roma. Storia e progetto, a cura di con G. Spagnesi (4 edizioni), Gangemi 2004; Roma e Lazio. Idee e piani (2° edizione riveduta, 6 edizioni), Gangemi 2004; Roma, il verde e la città. Giardini e spazi verdi nella costruzione della forma urbana, a cura di con M. Fagiolo (6 edizioni), Gangemi 2002; Roma e Lazio. Idee e piani (4 edizioni), Gangemi 2001, Metropoli e qualità dell&#8217;ambiente, a cura di con E. Belfiore (6 edizioni), Gangemi 1992; Taranto Progetto &#8217;80. Progetto di sviluppo metropolitano della provincia ionica, 2 volumi, L&#8217;organizzazione urbana e l&#8217;assetto del territorio e I bisogni della collettività, con E. Belfiore e con C. Cecchi et al., Franco Angeli 1987. </p>
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		<title>Il centro storico di Roma</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/il-centro-storico-di-roma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>OPUS/2 Collana de La Sapienza diretta da Roberto Cassetti e Marcello Fagiolo Comitato scientifico: Emanuela Belfiore, Beatriz Blasco Esquivias, Giovanni Carbonara, Roberto Cassetti, Joseph Connors, Marcello Fagiolo, Francesco Paolo Fiore, Paolo Portoghesi, Franco Purini, Marco Romano, Samir Younés Questo libro rompe con una tradizione consolidata: quella di considerare il Centro storico di Roma come una ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>OPUS/2<br />
Collana de La Sapienza diretta da Roberto Cassetti e Marcello Fagiolo<br />
Comitato scientifico: Emanuela Belfiore, Beatriz Blasco Esquivias, Giovanni Carbonara, Roberto Cassetti, Joseph Connors, Marcello Fagiolo, Francesco Paolo Fiore, Paolo Portoghesi, Franco Purini, Marco Romano, Samir Younés</p>
<p>Questo libro rompe con una tradizione consolidata: quella di considerare il Centro storico di Roma come una struttura a sé stante, avulsa dal resto della città. Nel momento in cui a Roma viene adottato un nuovo piano, esplora, non solo la forma e l&#8217;organizzazione del centro storico, ma anche i suoi rapporti con la città, nonché le idee che lo hanno generato e quelle che hanno prodotto nuove forme di spazi urbani. Amplia il suo orizzonte, in altri termini, verso il processo di trasformazione della cultura urbana. Amplia il suo orizzonte, in altri termini, verso il processo di trasformazione della cultura urbana. Il libro individua così, su queste nuove basi, il rapporto che si deve stabilire con l&#8217;antico: non di cristallizzazione, ma di ricomposizione dell&#8217;edilizia e dello spazio urbano, come logica evoluzione del concetto di divenire della città. E definisce altresì il ruolo che il centro storico può assumere nell&#8217;organismo urbano: non di parte a sé da separare dal resto, ma di componente di un sistema di “cuori” urbani integrati e complementari tra loro che vivifichino l&#8217;intera città, nonché di modello di composizione dello spazio da rimettere alla base della costruzione della città futura.<br />
Scritti di Emanuela Belfiore, Sergio Bonamico, Giovanni Carbonara, Roberto Cassetti, Giancarlo Cataldi, Maria Grazia Corsini, Paolo Fancelli, Marcello Fagiolo, Vincenzo Fontana, Vittorio Franchetti Pardo, Gian Luigi Maffei, Giorgio Muratore, Alessandra Muntoni, Renato Nicolini, Gian Luigi Nigro, Camillo Nucci, Marcello Pazzaglini, Marco Petreschi, Elio Piroddi, Franco Purini, Gianfranco Spagnesi.</p>
<p>Roberto Cassetti è autore del saggio “L&#8217;evoluzione dell&#8217;idea di centro storico nelle politiche della città nell&#8217;ultimo secolo” (pp.23-53). In esso tenta di descrivere i processi e le idee che ne hanno continuamente plasmato e riplasmato il rapporto con il resto della città dall&#8217;Unità d&#8217;Italia ad oggi: l&#8217;idea della città ottocentesca e l&#8217;impressione su quella esistente del nuovo ordine urbano; l&#8217;intreccio di correnti di pensiero nella città tra le due guerre e l&#8217;impronta sul centro storico della nuova spazialità monumentale; il nuovo ordine funzionale delle città del dopoguerra e l&#8217;affermarsi del concetto di conservazione del centro storico; e, infine, le idee espresse in Europa negli anni Duemila, da riprendere e approfondire nell&#8217;ultimo piano di Roma, come modello di un nuovo ordine urbano basato sull&#8217;integrazione funzionale e sulla ricomposizione dello spazio collettivo.</p>
<p>Emanuela Belfiore è autore del saggio “Centro storico e cuore della città, l&#8217;evoluzione del concetto di centralità nell&#8217;organizzazione urbana” (pp. 246-265). In esso analizza le politiche messe in atto nel tempo per salvaguardare i caratteri dell&#8217;identità e della forma del centro storico e per diffonderne nel resto della città alcuni fattori del suo peso funzionale e della sua qualità formale: dal dibattito sul cuore della città di Hoddesdon alle esperienze dei centri direzionali, alle più recenti teorie ed esperienze di centralità in rete. Sulla base di tale riflessione teorica, si effettua quindi un bilancio del Prg di Roma del 1965 e di quello del 2003, evidenziandone obiettivi e scelte, punti di forza e di debolezza.</p>
<p>Prof. Roberto Cassetti<br />
coordinatore del Dottorato in Riqualificazione e Recupero Insediativo Università di Roma “La Sapienza”</p>
<p>È stato presidente della Commissione Ricerca Scientifica della Facoltà di Architettura Valle Giulia (1999-2010), consulente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati (1989-92), membro della Commissione per le Politiche di Assetto Urbano nel Mezzogiorno del Ministero per gli Interventi Straordinari nel Mezzogiorno (1981-84), membro del Comitato scientifico dell&#8217;Istituto Regionale di Studi per la Pianificazione Economica e Territoriale del Lazio (1981-84) consulente della Direzione Politiche Regionali della Commissione della Comunità Europea (1976-78).</p>
<p>Ha fondato e dirige, con M. Fagiolo, la Collana della Sapienza, Opus, Collana ufficiale della Facoltà di Architettura Valle Giulia e del Dottorato di Ricerca in Riqualificazione e Recupero Insediativo (Gangemi, Roma). Nei sui scritti ha indagato le trasformazioni della struttura funzionale e della forma urbana di Roma e della sua regione, le grandi ondate di cambiamento di cui rappresentano espressione, e l&#8217;evoluzione conseguente dei valori, dei principi e dei modelli dell&#8217;urbanistica, cui ha dato un contributo in numerosi piani territoriali di cui è autore: dal Quadro di Riferimento Territoriale e dal Piano Territoriale Regionale del Molise, 1973 e 1975, al Piano Territoriale della Puglia meridionale, 1976; dal Quadro di Riferimento Territoriale Nazionale per il Piano Generale dei Trasporti, 1985, al Quadro di Riferimento Territoriale per gli interventi nel Mezzogiorno del Ministero per gli Interventi Straordinari nel Mezzogiorno, 1983; dal Quadro di Riferimento Territoriale del Lazio, 1980, al Quadro di Riferimento Territoriale Regionale,1998 e allo Schema di Piano Territoriale Generale del Lazio della Regione Lazio, 2001, in cui ha elaborato i concetti di «complesso integrato» di funzioni strategiche (una suddivisione delle funzioni centrali in grandi insiemi integrati), di «profilo funzionale» della rete (un quadro di principi e di indicatori per la definizione degli equilibri quantitativi di prospettiva, ossia per il calcolo e la distribuzione spaziale delle funzioni centrali), di «decentramento ad ondate» (un insieme di strategie spaziali per raggiungere progressivamente i livelli di funzioni centrali delineati nello scenario), e di «sistema di reti» (un complesso di azioni per ristabilire le interconnessioni e le continuità della trama urbana, dello spazio agrario e dell&#8217;ambiente naturale), e sta tentando di effettuare la stessa sintesi per il panorama europeo, per tessere la trama della nuova “idea” di città (dei nuovi codici della pianificazione e del disegno urbano) che va facendosi strada nella progettazione della città contemporanea.</p>
<p>Tra i suoi libri: L&#8217;Idea di città del XXI secolo. I nuovi paradigmi della terza ondata (in preparazione); Urbanistica in transizione. Principi e metodi, con P. L. Paolillo, Mimesis 2016; I nuovi paradigmi dell&#8217;urbanistica. L&#8217;Idea di città della terza ondata, Gangemi 2016; La città compatta. Dopo la Postmodernità. I nuovi codici del disegno urbano (2° edizione riveduta), Gangemi 2014; Roma e Lazio 1945-2007. La formazione di una regione urbana (4 edizioni), Gangemi 2008; Roma e Lazio, l&#8217;Urbanistica. Idee e piani dall&#8217;Unità ad oggi (4 edizioni), Gangemi 2006; Roma contemporanea. Storia e progetto, a cura di con G. Spagnesi (5 edizioni), Gangemi 2006; Roma e Lazio 1870-1945. La costruzione della capitale e della sua regione (6 edizioni), Gangemi 2005; Il centro storico di Roma. Storia e progetto, a cura di con G. Spagnesi (4 edizioni), Gangemi 2004; Roma e Lazio. Idee e piani (2° edizione riveduta, 6 edizioni), Gangemi 2004; Roma, il verde e la città. Giardini e spazi verdi nella costruzione della forma urbana, a cura di con M. Fagiolo (6 edizioni), Gangemi 2002; Roma e Lazio. Idee e piani (4 edizioni), Gangemi 2001, Metropoli e qualità dell&#8217;ambiente, a cura di con E. Belfiore (6 edizioni), Gangemi 1992; Taranto Progetto &#8217;80. Progetto di sviluppo metropolitano della provincia ionica, 2 volumi, L&#8217;organizzazione urbana e l&#8217;assetto del territorio e I bisogni della collettività, con E. Belfiore e con C. Cecchi et al., Franco Angeli 1987.</p>
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		<title>Roma e Lazio 1870-1945</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>OPUS/3 Collana de La Sapienza diretta da Roberto Cassetti e Marcello Fagiolo Comitato scientifico: Emanuela Belfiore, Beatriz Blasco Esquivias, Giovanni Carbonara, Roberto Cassetti, Joseph Connors, Marcello Fagiolo, Francesco Paolo Fiore, Paolo Portoghesi, Franco Purini, Marco Romano, Samir Younés Questo libro è il primo di una trilogia che analizza le trasformazioni dello scenario urbano della capitale ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>OPUS/3<br />
Collana de La Sapienza diretta da Roberto Cassetti e Marcello Fagiolo<br />
Comitato scientifico: Emanuela Belfiore, Beatriz Blasco Esquivias, Giovanni Carbonara, Roberto Cassetti, Joseph Connors, Marcello Fagiolo, Francesco Paolo Fiore, Paolo Portoghesi, Franco Purini, Marco Romano, Samir Younés</p>
<p>Questo libro è il primo di una trilogia che analizza le trasformazioni dello scenario urbano della capitale e della sua regione dall&#8217;Unità d&#8217;Italia ai giorni nostri: si tratta di un periodo cruciale per Roma e per il Lazio &#8211; comune, se pur con tempi diversi a tutte le grandi metropoli dei paesi occidentali &#8211; : quello del passaggio da un&#8217;organizzazione dello spazio di tipo premoderno a quello della prima modernità. Questo passaggio, che si colloca in Italia tra la fine dell&#8217;Ottocento e le soglie della seconda guerra mondiale, segna la transizione da una città compatta e funzionalmente mista e da un territorio in cui ciascun centro è isolato dall&#8217;altro, ad una città articolata in tessuti diversi e specializzati, e ad un territorio in cui i centri urbani cominciano a legarsi tra loro in insiemi e a confluire su di essa. Su questo argomento finora ha dominato una corrente storiografica che vedeva la regione come separata dalla città, e dava di quest&#8217;ultima, per convinzione, poi per moda o per prigrizia mentale, un&#8217;interpretazione unilaterale filtrata dai principi e dai dettami spaziali dell&#8217;urbanistica moderna. Secondo quest&#8217;ottica, eretta ad una sorta di credo, la forma urbana di questo periodo &#8211; le emergenze, i tessuti edilizi, lo spazio urbano &#8211; era da rigettare in toto, per cui lo sviluppo urbano era da esaminare solo come fenomeno quantitativo e le sue cause andavano ricercate esclusivamente nel fenomeno della rendita fondiaria. Era uno sviluppo che rompeva gli equilibri precedenti &#8211; idealizzati &#8211; senza crearne di nuovi, perché ad essi non veniva attribuito alcun valore. Questo predominio culturale è giunto al punto di far dimenticare e ridurre al silenzio il pensiero urbano del periodo, giudicando con disprezzo la città che ne è scaturita (per non parlare degli interventi sulla città esistente bollati sempre e soltanto come &#8220;sventramenti&#8221;). Così le realizzazioni urbanistiche, non esaminate dal punto di vista formale e funzionale, sono state avulse dal loro contesto sociale, dai bisogni e dalle aspirazioni della società, dagli stili di vita del loro tempo e sono state oggetto semplicemente di un giudizio ideologico. Un intero periodo storico è stato di fatto marginalizzato, ne sono state tagliate le radici, i principi, i valori simbolici. Questa marginalizzazione o meglio la marginalizzazione dei processi di organizzazione e formalizzazione dello spazio urbano che connettono la città contemporanea a quella dei periodi precedenti è uno dei fenomeni più tipici e insieme più strani di questo dopoguerra. Ma c&#8217;è di più. Nel frattempo la città, da cui traeva ragione tale corrente storiografica, si è ulteriormente trasformata: la separazione tra Roma e la sua regione che ancora negli anni Sessanta faceva parlare di un insieme di realtà disomogenee ora non esiste più. La capitale si è dissolta in una vera e propria regione urbana (un sistema di città, di tessuti, di brani insediativi funzionalmente policentrico, intrecciato ad una grande galassia agricola ed interconnesso saldamente da un fitto sistema di reti) che rende di fatto la città e la regione un grande insieme unitario, che va esaminato in quanto tale. E anche il pensiero urbanistico è cambiato: si è fatta strada in tutta Europa una critica serrata al Movimento moderno che ha portato a rivalutare la spazialità della città otto-novecentesca fino alla seconda guerra mondiale, con le sue grandi attrezzature immerse nel tessuto urbano e con l&#8217;importanza strutturante dei suoi tracciati viari che costituiscono spazi di vita vivi e vitali. Lo schema di pensiero degli anni Sessanta che analizzava questo tipo di città soltanto in termini di occupazione edilizia e di speculazione delle aree e la isolava dal territorio circostante non è dunque solo un modello arbitrario, metastorico, che può essere compreso ma non più accettato, ma è anche inadatto ormai, e questo è il fatto più importante, a capire le radici del mondo attuale, che non nasce dal nulla, ma proprio in questo periodo pone tutte le sue più importanti basi. E&#8217; venuto il momento perciò di riesaminare tutto il panorama del periodo della città e del territorio otto-novecenteschi. Non è un problema di storia locale, ma di ritessere le fila dell&#8217;evoluzione dello spazio antropizzato in un secolo cruciale, di cui Roma e la sua regione costituiscono uno spaccato fondamentale: di capire in altri termini i principi della composizione della città e del territorio, riunendoli in una sintesi storica generale del contesto socio economico e spaziale e di rintracciare in questo secolo, nei limiti in cui è ragionevole farlo, le radici del mondo contemporaneo. Questo è lo scopo di questo libro: non di avviare uno studio esaustivo della capitale e della sua regione nel periodo, di riassumere episodi urbani ed edilizi singolarmente ampiamente analizzati, ma di studiare i mutamenti della forma urbana, della sua struttura funzionale, dello spazio urbano, dei legami tra gli insediamenti, connettendoli alla struttura della società e dell&#8217;economia, per capirne e spiegarne il posto nella storia, per rintracciare le radici del nostro presente nel terreno del passato. Soprattutto si è cercato di vedere il passato come un tutto coerente, di cui la forma urbana è espressione.<br />
Il soggetto di questo saggio è dunque la struttura fisica della città e della rete urbana come risultato di un&#8217;economia, di una società e dei suoi stili di vita, non le sue diverse componenti: l&#8217;edilizia abitativa, i monumenti, gli spazi urbani, gli spazi agrari, le reti di collegamento e di trasporto. Di tutto ciò si è preso in considerazione solo ciò che poteva aiutarci a comprendere la forma e il funzionamento della città e del territorio. Perciò questo libro non è un&#8217;esposizione narrativa, un&#8217;analisi di tutte le varie componenti urbane, su cui vi è già un&#8217;abbondante letteratura. E&#8217; piuttosto un esame del loro contributo alla costruzione della forma della città e del territorio. Dunque va letto come svolgimento di un discorso, in cui il singolo particolare è ricordato come testimonianza dell&#8217;insieme, non per sé stesso.</p>
<p>Prof. Roberto Cassetti<br />
coordinatore del Dottorato in Riqualificazione e Recupero Insediativo Università di Roma “La Sapienza”</p>
<p>È stato presidente della Commissione Ricerca Scientifica della Facoltà di Architettura Valle Giulia (1999-2010), consulente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati (1989-92), membro della Commissione per le Politiche di Assetto Urbano nel Mezzogiorno del Ministero per gli Interventi Straordinari nel Mezzogiorno (1981-84), membro del Comitato scientifico dell&#8217;Istituto Regionale di Studi per la Pianificazione Economica e Territoriale del Lazio (1981-84) consulente della Direzione Politiche Regionali della Commissione della Comunità Europea (1976-78).</p>
<p>Ha fondato e dirige, con M. Fagiolo, la Collana della Sapienza, Opus, Collana ufficiale della Facoltà di Architettura Valle Giulia e del Dottorato di Ricerca in Riqualificazione e Recupero Insediativo (Gangemi, Roma). Nei sui scritti ha indagato le trasformazioni della struttura funzionale e della forma urbana di Roma e della sua regione, le grandi ondate di cambiamento di cui rappresentano espressione, e l&#8217;evoluzione conseguente dei valori, dei principi e dei modelli dell&#8217;urbanistica, cui ha dato un contributo in numerosi piani territoriali di cui è autore: dal Quadro di Riferimento Territoriale e dal Piano Territoriale Regionale del Molise, 1973 e 1975, al Piano Territoriale della Puglia meridionale, 1976; dal Quadro di Riferimento Territoriale Nazionale per il Piano Generale dei Trasporti, 1985, al Quadro di Riferimento Territoriale per gli interventi nel Mezzogiorno del Ministero per gli Interventi Straordinari nel Mezzogiorno, 1983; dal Quadro di Riferimento Territoriale del Lazio, 1980, al Quadro di Riferimento Territoriale Regionale,1998 e allo Schema di Piano Territoriale Generale del Lazio della Regione Lazio, 2001, in cui ha elaborato i concetti di «complesso integrato» di funzioni strategiche (una suddivisione delle funzioni centrali in grandi insiemi integrati), di «profilo funzionale» della rete (un quadro di principi e di indicatori per la definizione degli equilibri quantitativi di prospettiva, ossia per il calcolo e la distribuzione spaziale delle funzioni centrali), di «decentramento ad ondate» (un insieme di strategie spaziali per raggiungere progressivamente i livelli di funzioni centrali delineati nello scenario), e di «sistema di reti» (un complesso di azioni per ristabilire le interconnessioni e le continuità della trama urbana, dello spazio agrario e dell&#8217;ambiente naturale), e sta tentando di effettuare la stessa sintesi per il panorama europeo, per tessere la trama della nuova “idea” di città (dei nuovi codici della pianificazione e del disegno urbano) che va facendosi strada nella progettazione della città contemporanea.</p>
<p>Tra i suoi libri: L&#8217;Idea di città del XXI secolo. I nuovi paradigmi della terza ondata (in preparazione); Urbanistica in transizione. Principi e metodi, con P. L. Paolillo, Mimesis 2016; I nuovi paradigmi dell&#8217;urbanistica. L&#8217;Idea di città della terza ondata, Gangemi 2016; La città compatta. Dopo la Postmodernità. I nuovi codici del disegno urbano (2° edizione riveduta), Gangemi 2014; Roma e Lazio 1945-2007. La formazione di una regione urbana (4 edizioni), Gangemi 2008; Roma e Lazio, l&#8217;Urbanistica. Idee e piani dall&#8217;Unità ad oggi (4 edizioni), Gangemi 2006; Roma contemporanea. Storia e progetto, a cura di con G. Spagnesi (5 edizioni), Gangemi 2006; Roma e Lazio 1870-1945. La costruzione della capitale e della sua regione (6 edizioni), Gangemi 2005; Il centro storico di Roma. Storia e progetto, a cura di con G. Spagnesi (4 edizioni), Gangemi 2004; Roma e Lazio. Idee e piani (2° edizione riveduta, 6 edizioni), Gangemi 2004; Roma, il verde e la città. Giardini e spazi verdi nella costruzione della forma urbana, a cura di con M. Fagiolo (6 edizioni), Gangemi 2002; Roma e Lazio. Idee e piani (4 edizioni), Gangemi 2001, Metropoli e qualità dell&#8217;ambiente, a cura di con E. Belfiore (6 edizioni), Gangemi 1992; Taranto Progetto &#8217;80. Progetto di sviluppo metropolitano della provincia ionica, 2 volumi, L&#8217;organizzazione urbana e l&#8217;assetto del territorio e I bisogni della collettività, con E. Belfiore e con C. Cecchi et al., Franco Angeli 1987.</p>
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