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	<title>ROMA STORIA, CULTURA, IMMAGINE Archivi | Gangemi</title>
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	<title>ROMA STORIA, CULTURA, IMMAGINE Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Dante e Roma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Apr 2022 14:09:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana Roma storia, cultura, immagine diretta da Marcello FagioloIl libro presenta gli Atti del Convegno “Dante e Roma”, promosso dal Centro di Studi sulla Cultura e l'Immagine di Roma e dall'Istituto Nazionale di Studi Romani (Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, 2-3 dicembre 2021), col patrocinio del Ministero della Cultura, del Comitato Nazionale “Dante 2021” e ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana Roma storia, cultura, immagine diretta da Marcello Fagiolo</p>
<p>Il libro presenta gli Atti del Convegno “Dante e Roma”, promosso dal Centro di Studi sulla Cultura e  l&#8217;Immagine di Roma e dall&#8217;Istituto Nazionale di Studi Romani (Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, 2-3 dicembre 2021), col patrocinio del Ministero della Cultura, del Comitato Nazionale “Dante 2021” e della Regione Lazio. Il Convegno è stato imperniato sulle seguenti tematiche:<br />&#8211; Memorie e personaggi della storia antica nella Divina Commedia, da Augusto a Traiano.<br />&#8211; Roma nell&#8217;età di Dante.<br />&#8211; Bonifacio VIII e gli altri papi condannati nella Commedia.<br />&#8211; I due Soli: il Papato e l&#8217;Impero nel pensiero politico di Dante. Il rapporto conflittuale con la Chiesa romana: Roma come Babilonia o Nuova Gerusalemme?<br />&#8211; Il Grande Giubileo: Roma centro del mondo e l&#8217;assimilazione tra l&#8217;itinerario dantesco verso l&#8217;Empireo e il viaggio dei romei alla ricerca del perdono.<br />&#8211; Homo viator: il viaggio e il pellegrinaggio simbolico “per giungere a una nuova condizione di armonia, di pace, di felicità” (papa Francesco, 2021).<br />&#8211; Luoghi simbolici di Roma, dal Monte “Malo” a Ponte Sant&#8217;Angelo.<br />&#8211; La Roma ideale come Civitas Dei e prefigurazione del Paradiso.<br />&#8211; Echi danteschi nell&#8217;arte romana del Rinascimento e del Manierismo.<br />&#8211; L&#8217;idea novecentesca per un memoriale monumentale a Dante: i progetti di Cesare Laurenti, Armando Brasini, Giuseppe Terragni e Raffaele De Vico.<br />In Appendice vengono ripubblicati i testi del volume Roma “onde Cristo è romano” (edito nel 1937 dall&#8217;Istituto di Studi Romani).</p>
<p>Saggi di: Andrea Alessi, Carla Benocci, Rino Caputo, Franco Cardini, Monica Centanni, Marcello Fagiolo, Giulio Ferroni, Ilaria Fiumi Sermattei, Pietro Gibellini, Nicola Longo, Vito Rocco Panetta, Elisabetta Procida,<br />Diego Quaglioni, Luca Ribichini, Serena Romano, Marcello Teodonio.</p>
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		<title>Dante, Leonardo, Raffaello: la Divina Consonanza di Arte e Poesia</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/dante-leonardo-raffaello-la-divina-consonanza-di-arte-e-poesia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Apr 2022 14:09:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana Roma storia, cultura, immagine diretta da Marcello FagioloIl libro presenta gli Atti del Convegno sulla “Divina Consonanza di Arte e Poesia” (Roma, BNCR, 2021) che ha inteso celebrare il “trittico” dei grandi italiani: Dante, Leonardo, Raffaello. La stessa figura del Sommo Poeta riesce ad acquisire nuove illuminazioni chiarificanti attraverso il confronto coi due massimi ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana Roma storia, cultura, immagine diretta da Marcello Fagiolo</p>
<p>Il libro presenta gli Atti del Convegno sulla “Divina Consonanza di Arte e Poesia” (Roma, BNCR, 2021) che ha inteso celebrare il “trittico” dei grandi italiani: Dante, Leonardo, Raffaello. La stessa figura del Sommo Poeta riesce ad acquisire nuove illuminazioni chiarificanti attraverso il confronto coi due massimi artefici della pienezza dei tempi e della genialità universale del Rinascimento. La congiunzione-intersezione delle orbite dei tre grandi dimostra la centralità della cultura italiana nel panorama europeo (un&#8217;Italia la cui coscienza emerse primieramente proprio attraverso la poesia dantesca). Il Convegno è stato imperniato, in particolare, sulle seguenti tematiche: <br />&#8211; I rapporti tra poesia e arte, dall&#8217;ut pictura poesis all&#8217;ut poesis pictura. <br />&#8211; Gli elementi e le peculiarità “visive” nella Commedia: la figuratività pittorica e il plasticismo scultoreo, nel contesto della poderosa ingegneria strutturale dei gironi dell&#8217;Inferno, della montagna del Purgatorio, e della meccanica celeste. E poi le interpretazioni artistiche della immaginazione dantesca.<br />&#8211; Le Arti, la Filosofia e la Scienza: dal sistema mentale della Commedia alle prospettive di Raffaello e alle rivelazioni del micro- e macrocosmo leonardesco. <br />&#8211; La “consonanza” delle Arti e della Musica. La musica delle sfere e la “divina armonia”, dal Paradiso alle “glorie” pittoriche del Rinascimento. La posizione della Musica nel Quadrivium tra Aritmetica, Geometria e Astronomia. I principii armonici in pittura e in architettura. Gli spazi di conciliazione tra consonanza e dissonanza…</p>
<p>Saggi di: Cristina Acidini, Andrea Alessi, Massimo Arcangeli, Lucia Battaglia Ricci, Carla Benocci, Marco Bussagli, Filippo Camerota, Marco Carpiceci, Claudia Cieri Via, Fabio Colonnese, Flavio Colusso, Michele Curnis, Andrea De Pasquale, Laura Facchin, Marcello Fagiolo, Massimiliano Ferrario, Giulio Ferroni, Antonio Forcellino, Isabella Gagliardi, Marco Grimaldi, Claudio Listanti, Silvia Maddalo, Pietro C. Marani, Nicolò Mineo, Alessio Monciatti, Rodolfo Papa, Laura Pasquini, Paolo Pizzimento, Michele Rak, Andrea Spiriti, Italo Tomassoni, Carlo Vecce.</p>
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		<title>Vincenzo della Greca e la didattica dell&#8217;architettura nel primo Seicento a Roma</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/vincenzo-della-greca-e-la-didattica-dellarchitettura-nel-primo-seicento-a-roma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 May 2021 14:09:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana Roma storia, cultura, immagine diretta da Marcello FagioloIl paradigma storiografico di una educazione esclusivamente pratica per gli architetti responsabili dell'exploit edilizio di metà Seicento ha prevalso sull'idea che questo potesse trarre vitalità e nutrimento anche dall'esercizio accademico. Il volume intende correggere, almeno in parte, tale impostazione interpretativa, fornendo elementi sull'impegno didattico di quegli architetti ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana Roma storia, cultura, immagine diretta da Marcello Fagiolo</p>
<p>Il paradigma storiografico di una educazione esclusivamente pratica per gli architetti responsabili dell&#8217;exploit edilizio di metà Seicento ha prevalso sull&#8217;idea che questo potesse trarre vitalità e nutrimento anche dall&#8217;esercizio accademico. Il volume intende correggere, almeno in parte, tale impostazione interpretativa, fornendo elementi sull&#8217;impegno didattico di quegli architetti che, soprattutto durante il pontificato barberiniano, furono membri dell&#8217;Accademia di San Luca. Architetto camerale relegato al ruolo di comprimario sulla scena del Barocco romano, Vincenzo della Greca fu chiamato nel 1636 dall&#8217;Accademia “per istruire i giovani nella architettura civile e militare”. Ricercate anche da allievi stranieri, le sue lezioni, qui analizzate e trascritte, ebbero una diffusione internazionale. Della Greca fu anche ingegnere idraulico aggiornato sulle scoperte scientifiche dei galileiani, autore di un trattato Delli effetti delle acque (1642), che verrà sorprendentemente riutilizzato da Carlo Fontana nel suo Utilissimo trattato delle acque correnti (1696), già considerato summa disciplinare del secolo e oggi da ridimensionare a opera in larga parte apografa.</p>
<p>Marisa Tabarrini insegna Storia dell&#8217;Architettura presso la Sapienza Università di Roma. Tra le sue principali linee di ricerca l&#8217;architettura italiana tra il XVII e il XVIII secolo, la città barocca con particolare riguardo al patronage cardinalizio e aristocratico e ai cantieri architettonici papali a Roma, la tipologia della scala dal Rinascimento al barocco, l&#8217;insegnamento accademico dell&#8217;architettura. È autrice di numerosi saggi su figure chiave della cultura architettonica come Francesco Borromini, Gian Lorenzo Bernini, Carlo Fontana, Giuseppe Piermarini, Luca Carimini. Ha pubblicato i volumi: Luca Carimini 1830-1890 (1993); Borromini e gli Spada. Un palazzo e la committenza di una grande famiglia nella Roma barocca (2008); (con M. Fagiolo), Giuseppe Piermarini tra Barocco e Neoclassico. Roma, Napoli, Caserta, Foligno (2010); Pro bono urbis. Un progetto di riforma urbana per la Roma di Innocenzo X (2018). Nel 2006 è stata segretario scientifico della mostra Roma Barocca. Bernini, Borromini, Pietro da Cortona (Roma, Castel Sant&#8217;Angelo); nel 2010 ha diretto con Marcello Fagiolo la mostra Giuseppe Piermarini tra Barocco e Neoclassico (Foligno, Palazzo Trinci).</p>
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		<title>La quadreria Albani a Roma al tempo di Clemente XI</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/la-quadreria-albani-a-roma-al-tempo-di-clemente-xi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Dec 2018 14:09:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana Roma storia, cultura, immagine diretta da Marcello FagioloSino dagli anni del cardinalato Clemente XI Albani manifestò uno spiccato interesse per la pittura che lo indusse a formare un'importante quadreria, naturalmente coadiuvato da altri membri della sua famiglia. Questo volume presenta la consistenza di tale collezione come appariva subito dopo la fine del pontificato – ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana Roma storia, cultura, immagine diretta da Marcello Fagiolo</p>
<p>Sino dagli anni del cardinalato Clemente XI Albani manifestò uno spiccato interesse per la pittura che lo indusse a formare un&#8217;importante quadreria, naturalmente coadiuvato da altri membri della sua famiglia. Questo volume presenta la consistenza di tale collezione come appariva subito dopo la fine del pontificato – allorché scomparve il principe Carlo, nipote del papa e proprietario legale dei beni – nell&#8217;allestimento in palazzo Albani alle Quattro fontane. Tale ricca raccolta presentava, oltre a importanti opere rinascimentali, molti dipinti del Seicento e Settecento, in particolare romani, con significative presenze di altre scuole regionali, rispecchiando le predilezioni del suo promotore. L&#8217;invasione francese di Roma provocò il drammatico smembramento della quadreria, di cui sono state ricostruire le vicende fondamentali. Una lunga ricerca ha consentito di individuare molti dipinti che ne facevano parte, disseminati in prestigiose sedi museali e collezioni private, restituendo ‘visibilità&#8217; a questa pinacoteca e sottraendola all&#8217;oblio provocato dalla dispersione. </p>
<p>Maria Barbara Guerrieri Borsoi Dottore di Ricerca in Storia dell&#8217;arte, continua con questo libro le sue indagini sul collezionismo romano, tema già affrontato da molte angolature diverse negli anni passati in numerosi saggi e volumi tra i quali Gli Strozzi a Roma (Fondazione Marco Besso- Editore Colombo), Raccogliere ‘curiosità&#8217; nella Roma barocca. Il Museo Magnini Rolandi e altre collezioni tra natura e arte e Domenico Jacovacci. Collezionista e Maestro delle strade nella Roma berniniana (entrambi Gangemi Editore International). Nell&#8217;ambito dell&#8217;ampia attività scientifica, prevalentemente dedicata all&#8217;arte romana dal tardo Manierismo al Settecento, si segnalano anche – oltre ai numerosi contributi in riviste specializzate – i cinque libri, tutti editi in questa collana, dedicati alle ville di Frascati.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Domenico Jacovacci</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/domenico-jacovacci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 May 2017 14:08:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana ROMA STORIA, CULTURA, IMMAGINE diretta da Marcello Fagiolo n.30Negli anni trionfali del barocco romano il cavaliere di Calatrava Domenico Jacovacci fu un personaggio poliedrico e affascinante: un nobile arrogante e spregiudicato, un cortigiano e un funzionario potente, un uomo con molti interessi. Autore di testi storici fondamentali per lo studio delle famiglie nobili romane, ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana ROMA STORIA, CULTURA, IMMAGINE diretta da Marcello Fagiolo n.30</p>
<p>Negli anni trionfali del barocco romano il cavaliere di Calatrava Domenico Jacovacci fu un personaggio poliedrico e affascinante: un nobile arrogante e spregiudicato, un cortigiano e un funzionario potente, un uomo con molti interessi. Autore di testi storici fondamentali per lo studio delle famiglie nobili romane, Maestro delle strade di Alessandro VII, il papa che più ha dato forma alla Roma barocca, fu “amicissimo” di Gian Lorenzo Bernini e suo committente, ma soprattutto fu raffinato ed esigente collezionista di opere appositamente ordinate ai migliori pittori e scultori del tempo. La sua figura e la sua collezione sono riportate in luce tramite un ampio e complesso scavo documentario che ha ben delineato l&#8217;importanza dell&#8217;uomo e della sua creazione, sul background di uno dei periodi aurei dell&#8217;arte romana.</p>
<p>Maria Barbara Guerrieri Borsoi, Dottore di Ricerca in Storia dell&#8217;arte, torna con questo libro a indagare il collezionismo romano, tema già affrontato da molte angolature diverse negli anni passati in numerosi saggi e volumi tra i quali Gli Strozzi a Roma (Fondazione Marco Besso-Editore Colombo) e Raccogliere ‘curiosità&#8217; nella Roma barocca (Gangemi Editore). Nell&#8217;ambito dell&#8217;ampia attività scientifica, prevalentemente dedicata all&#8217;arte romana dal tardo Manierismo al Settecento, si segnalano anche – oltre ai numerosi contributi in riviste specializzate – i cinque libri, tutti editi in questa collana, dedicati alle ville di Frascati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/domenico-jacovacci/">Domenico Jacovacci</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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		<item>
		<title>Il sistema delle arti nel territorio delle ville tuscolane</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/il-sistema-delle-arti-nel-territorio-delle-ville-tuscolane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Apr 2016 14:08:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana ROMA STORIA, CULTURA, IMMAGINE diretta da Marcello Fagiolo n.28Il libro studia un territorio e alcune delle sue emergenze più significative: gli edifici con le decorazioni interne, il passato con i suoi resti, la terra con le sue colture. L'uomo ha modellato questo habitat felice. I giardini si incastrano tra la campagna e le ville, ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana ROMA STORIA, CULTURA, IMMAGINE diretta da Marcello Fagiolo n.28</p>
<p>Il libro studia un territorio e alcune delle sue emergenze più significative: gli edifici con le decorazioni interne, il passato con i suoi resti, la terra con le sue colture. L&#8217;uomo ha modellato questo habitat felice. I giardini si incastrano tra la campagna e le ville, le dimore grandeggiano intorno alla città, le strade scorrono tra ruderi e casali. Guardiamo questo mondo attraverso le immagini antiche, le parole di chi ci ha vissuto o lo ha visitato, i documenti che risarciscono la memoria perduta. L&#8217;arte prende molte forme diverse, dall&#8217;architettura costruita a quella intagliata nel corpo vivo della natura, dai mascheroni scolpiti nella roccia alle statue raffinate, dai disegni ai dipinti. Storia e natura, arte e natura. Non si è voluto scegliere: abbiamo voluto vedere insieme, fondere.</p>
<p>MARIA BARBARA GUERRIERI BORSOI Dottore di Ricerca in Storia dell&#8217;arte, ha concentrato un&#8217;ampia parte della sua produzione scientifica recente sullo studio delle ville tuscolane, dedicando ad esse quattro volumi (l&#8217;ultimo da lei curato con saggi di illustri studiosi) in questa stessa collana, nonché numerosi contributi scientifici in riviste specializzate. Più in generale ha realizzato molti studi su molteplici aspetti dell&#8217;arte romana, dal tardo Manierismo al Settecento, con particolare riferimento al mecenatismo e al collezionismo, a molteplici personalità artistiche, soprattutto di pittori, e a complessi monumentali e decorativi di significativo interesse.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Arte dolciaria barocca</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/arte-dolciaria-barocca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Dec 2015 14:07:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana ROMA STORIA, CULTURA, IMMAGINE diretta da Marcello Fagiolo n.29Questo è un libro singolare sull'arte dolciaria alla corte di papa Alessandro VII (1655-1667). Vi si invita a un affascinante viaggio storico-culturale intorno al credenziere Girolamo Mei e al suo manoscritto inedito, che contiene ben 220 ricette. Massimo Montanari nella sua presentazione ne parla come “frutto ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana ROMA STORIA, CULTURA, IMMAGINE diretta da Marcello Fagiolo n.29</p>
<p>Questo è un libro singolare sull&#8217;arte dolciaria alla corte di papa Alessandro VII (1655-1667). Vi si invita a un affascinante viaggio storico-culturale intorno al credenziere Girolamo Mei e al suo manoscritto inedito, che contiene ben 220 ricette. Massimo Montanari nella sua presentazione ne parla come “frutto di una cultura europea che non conosce confini”, ma allo stesso tempo lo descrive come un documento prezioso che anticipa una germogliante realtà culturale di identità tutta italiana. Inoltre proprio nell&#8217;utilizzo dello zucchero, alimento principe del Seicento, individua “uno spazio magico” attraverso “insospettabili convergenze tra la cultura popolare e la cultura di corte”.<br />Ma il credenziere, chi era costui? Per la prima volta si racconta il suo ruolo strategico nel banchetto barocco, quale più precoce esempio di multitasking. Emerge così la figura di Girolamo Mei, che, per esprimere la magnificenza di papi e principi, allestiva con argenterie pregiate e cristallerie legate in oro credenze montate a mille piani, tali da suscitare ammirazione anche in Carlo Fontana, che ne lascia testimonianza nel suo Sontuoso Convito. Il manoscritto rivela i primi segreti per creare trionfi di gelo, di marzapane, addirittura di insalata e persino di ghiaccio e di zucchero. Questi meravigliosi capolavori effimeri erano talvolta disegnati da grandi artisti come Gian Lorenzo Bernini e Pietro da Cortona. Si propone una prima classificazione delle straordinarie sculture in zucchero per valorizzare questo aspetto di storia poco noto. Dalle pagine di questo volume emana il profumo irresistibile delle dolci squisitezze preparate dal nostro credenziere: “sciroppo di viole, ciambellette di pistacchi, conserva di fiori di lavanda, biscottini speziati”. Forse il vero valore di questo ricettario, finalmente sottratto alla dimenticanza, si trova tra le righe, dove si cela un linguaggio eloquente che parla di storia, economia, costumi, cultura materiale e persino di aspirazioni. Sembrano in apparenza soltanto ricette, mere indicazioni per preparare dolci prelibatezze, ma in realtà si tratta di pregevoli reperti, che non parlano solo di cucina, ma sono invece piccoli gioielli di conoscenza.</p>
<p>JUNE DI SCHINO, studiosa della storia e della cultura dell&#8217;alimentazione italiana, ha realizzato 26 mostre in Italia e all&#8217;estero, tra le quali The Italian Pavilion, dedicato ai dolci delle festività regionali, per l&#8217;evento internazionale a New York Celebrating  Confectionery (1999), e Magnificenze a Tavola: le arti del banchetto rinascimentale, con Marina Cogotti, a Villa d&#8217;Este a Tivoli (2012). Docente presso le Università di Bologna e di Roma Tre, è autrice di numerosi studi scientifici anche in inglese. Specializzata nella ricerca di manoscritti inediti, tra le pubblicazioni: Tre banchetti in onore di Cristina di Svezia, 1668 (2000) e nel 2002, premiato dal re Gustavo di Svezia, e vincitore del Sophie Coe  Award dell&#8217;Università di Oxford; Il viaggio di Innocenzo XII da Roma a Nettuno 1697 con Furio Luccichenti (2004); I Fasti del Banchetto Barocco (2005), premiato a Pechino come “The best culinary history book”. Basata su vaste ricerche d&#8217;archivio è la monografia  Bartolomeo Scappi: il cuoco segreto dei papi e la confraternita dei cuochi e dei pasticceri con Furio Luccichenti, (2008) vincitore fra l&#8217;altro del Premio Bancarella e del premio Orio Vergani. Nel 2013 ha ricevuto il premio “Le Muse” per la letteratura a Firenze, e ha pubblicato The Signficance and Symbolism of Sugar Sculpture at Italian Court Banquets, Oxford International Food Symposium, Prospect books. Ha collaborato anche ai volumi della Oxford University Press Italian Food (2013) e Sweets (2015).</p>
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		<item>
		<title>L&#8217;architettura dei Carmelitani Scalzi in età barocca</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/larchitettura-dei-carmelitani-scalzi-in-eta-barocca-3/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Mar 2015 14:05:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana ROMA STORIA, CULTURA, IMMAGINE diretta da Marcello Fagiolo n.27La vicenda evolutiva delle fondazioni secentesche dei Carmelitani Scalzi entro i confini dello Stato Pontificio ne inquadra il primo fertile ciclo insediativo fuori dal mondo iberico d'origine, rappresentando, per l'intensità del fenomeno, una sorta di reviviscenza in area romana dell'eroica epopea vissuta tra il 1562 e ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana ROMA STORIA, CULTURA, IMMAGINE diretta da Marcello Fagiolo n.27</p>
<p>La vicenda evolutiva delle fondazioni secentesche dei Carmelitani Scalzi entro i confini dello Stato Pontificio ne inquadra il primo fertile ciclo insediativo fuori dal mondo iberico d&#8217;origine, rappresentando, per l&#8217;intensità del fenomeno, una sorta di reviviscenza in area romana dell&#8217;eroica epopea vissuta tra il 1562 e il 1582 da Teresa d&#8217;Avila e Giovanni della Croce.<br />L&#8217;esplorazione della genesi e formazione di questi complessi porta alla luce, al di là degli specifici processi esecutivi, significati aggiuntivi collegati allo sviluppo dei contesti di inserimento e alle particolari condizioni sinergiche – ovvero conflittuali – in ragione dei cangianti equilibri tra le alleanze o le inimicizie di attori e detentori di interessi diversi, già identificati dalla storiografia come protagonisti essenziali delle dinamiche urbane e della loro rilettura esegetica. Una miriade di alleati, comprimari, cardinali protettori, vescovi promotori, ammiratori devoti, eredi di nobili casate o principi designati di corone europee si confrontano e si fronteggiano in queste pagine con altrettanto numerosi religiosi di Ordini differenti, proprietari confinanti, amministratori di spazi pubblici e privati, spesso in delicati tessuti storici consolidati, lasciando tuttavia un raggio d&#8217;azione da assoluti protagonisti ai più o meno anonimi esponenti carmelitani. Dalle figure gerarchiche centrali e provinciali, ai meticolosi estensori della normativa edilizia; dai frati-architetti, ai professionisti affiliati; dagli agiografi e cronachisti, ai custodi di complessi ampli, stratificati e, in buona parte dei casi, drasticamente trasformati rispetto alle condizioni originarie a causa di intense campagne di soppressioni, demolizioni, anacronistiche rifunzionalizzazioni.<br />L&#8217;analisi di un fenomeno che potrebbe considerarsi di nicchia offre qui l&#8217;occasione di una lettura originale di un secolo di architettura barocca nell&#8217;area romana allargata, sotto la lente focale della particolare committenza congregazionale.</p>
<p>Saverio Sturm insegna Storia dell&#8217;Architettura presso il Dipartimento di Architettura dell&#8217;Università Roma Tre. Studioso del Barocco italiano e internazionale, incaricato di ricerca presso il Centro di Studi sulla Cultura e l&#8217;Immagine di Roma, in questa collana ha pubblicato L&#8217;eremo di Montevirginio e la tipologia del Santo Deserto (2002; Premio De Angelis d&#8217;Ossat 2005) e L&#8217;architettura dei Carmelitani Scalzi. Principii, norme e tipologie in Europa e nel Nuovo Mondo (2006). </p>
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		<title>Raccogliere &#8220;curiosità&#8221; nella Roma barocca</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/raccogliere-curiosita-nella-roma-barocca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 May 2014 14:06:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana ROMA STORIA, CULTURA, IMMAGINE diretta da Marcello Fagiolo n.26La società romana del Seicento non fu solo appassionata dell'Antico e dell'Arte, ma anche attenta ai reperti naturali e agli oggetti provenienti da culture lontane o diverse. Proliferarono così collezioni dedicate contemporaneamente alla natura e all'arte nelle quali dominavano i reperti sorprendenti, inediti o rari, “curiosi” ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana ROMA STORIA, CULTURA, IMMAGINE diretta da Marcello Fagiolo n.26</p>
<p>La società romana del Seicento non fu solo appassionata dell&#8217;Antico e dell&#8217;Arte, ma anche attenta ai reperti naturali e agli oggetti provenienti da culture lontane o diverse. Proliferarono così collezioni dedicate contemporaneamente alla natura e all&#8217;arte nelle quali dominavano i reperti sorprendenti, inediti o rari, “curiosi” insomma.<br />Fra questi musei, spesso appartenuti a borghesi e studiosi, è indagato con particolare cura quello di Carlo Antonio Magnini (1616-1683). Questi creò una celebre raccolta, famosa per le armi non meno che per i reperti naturali e le antichità, fra le quali erano apprezzate soprattutto quelle egizie. Al centro del mondo erudito del tempo, studioso di fenomeni naturali, Magnini utilizzò il suo museo, come molti altri uomini del suo tempo, per conquistare visibilità sociale.<br />Sono altresì ricordati i grandi musei ai quali Magnini guardò con ammirazione e spirito di emulazione, ma anche un&#8217;altra decina di raccolte spesso quasi sconosciute, presentate in forma più sintetica. È così delineato un mondo variegato di collezioni e collezionisti, tra studio scientifico e fascinazione immaginifica.<br />Il ricco apparato illustrativo privilegia le immagini d&#8217;epoca, preziose testimonianze iconografiche della sensibilità barocca.</p>
<p>Maria Barbara Guerrieri Borsoi, Dottore di Ricerca in Storia dell&#8217;arte, ha realizzato numerosi studi su molteplici aspetti dell&#8217;arte romana, dal tardo Manierismo al Settecento, pubblicati in libri e articoli nelle principali riviste del settore.<br />Uno dei suoi prediletti campi d&#8217;indagine è il collezionismo in epoca barocca e in tale ambito ha ricostruito e analizzato prestigiose collezioni nobiliari, raccolte di mecenati così come di artisti.<br />In questa stessa collana ha altresì pubblicato quattro volumi sulle ville tuscolane e uno sul santuario di Galloro (con F. Petrucci).</p>
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		<title>L&#8217;architettura dei Carmelitani Scalzi in età barocca</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/larchitettura-dei-carmelitani-scalzi-in-eta-barocca-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Nov 2012 14:05:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana ROMA STORIA, CULTURA, IMMAGINE diretta da Marcello Fagiolo n.27La vicenda evolutiva delle fondazioni secentesche dei Carmelitani Scalzi entro i confini dello Stato Pontificio ne inquadra il primo fertile ciclo insediativo fuori dal mondo iberico d'origine, rappresentando, per l'intensità del fenomeno, una sorta di reviviscenza in area romana dell'eroica epopea vissuta tra il 1562 e ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/larchitettura-dei-carmelitani-scalzi-in-eta-barocca-2/">L&#8217;architettura dei Carmelitani Scalzi in età barocca</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana ROMA STORIA, CULTURA, IMMAGINE diretta da Marcello Fagiolo n.27</p>
<p>La vicenda evolutiva delle fondazioni secentesche dei Carmelitani Scalzi entro i confini dello Stato Pontificio ne inquadra il primo fertile ciclo insediativo fuori dal mondo iberico d&#8217;origine, rappresentando, per l&#8217;intensità del fenomeno, una sorta di reviviscenza in area romana dell&#8217;eroica epopea vissuta tra il 1562 e il 1582 da Teresa d&#8217;Avila e Giovanni della Croce. L&#8217;esplorazione della genesi e formazione di questi complessi porta alla luce, al di là degli specifici processi esecutivi, significati aggiuntivi collegati allo sviluppo dei contesti di inserimento e alle particolari condizioni sinergiche – ovvero conflittuali – in ragione dei cangianti equilibri tra le alleanze o le inimicizie di attori e detentori di interessi diversi, già identificati dalla storiografia come protagonisti essenziali delle dinamiche urbane e della loro rilettura esegetica. Una miriade di alleati, comprimari, cardinali protettori, vescovi promotori, ammiratori devoti, eredi di nobili casate o principi designati di corone europee, si confrontano e si fronteggiano in queste pagine con altrettanto numerosi religiosi di Ordini differenti, proprietari confinanti, amministratori di spazi pubblici e privati, spesso in delicati tessuti storici consolidati, lasciando tuttavia un raggio d&#8217;azione da assoluti protagonisti ai più o meno anonimi esponenti carmelitani. Dalle figure gerarchiche centrali e provinciali, ai meticolosi estensori della normativa edilizia; dai frati-architetti, ai professionisti affiliati; dagli agiografi e cronachisti, ai custodi di complessi ampli, stratificati e, in buona parte dei casi, drasticamente trasformati rispetto alle condizioni originarie a causa di intense campagne di soppressioni, demolizioni, anacronistiche<br />rifunzionalizzazioni. L&#8217;analisi di un fenomeno che potrebbe considerarsi di nicchia offre qui l&#8217;occasione di una lettura originale di un secolo di architettura barocca nell&#8217;area romana allargata, sotto la lente focale della particolare committenza congregazionale.</p>
<p>SAVERIO STURM insegna Storia dell&#8217;Architettura presso la Facoltà di Architettura dell&#8217;Università di Roma Tre. Studioso del Barocco italiano e internazionale, in questa serie ha pubblicato: L&#8217;eremo di Montevirginio e la tipologia del Santo Deserto (2002; Premio De Angelis d&#8217;Ossat per giovani studiosi di Storia dell&#8217;Architettura 2005); L&#8217;architettura dei Carmelitani Scalzi. Principii, norme e tipologie in Europa e nel Nuovo Mondo (2006).</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/larchitettura-dei-carmelitani-scalzi-in-eta-barocca-2/">L&#8217;architettura dei Carmelitani Scalzi in età barocca</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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