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	<title>STUDI E RICERCHE DI ARCHEOLOGIA IN SICILIA Archivi | Gangemi</title>
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	<title>STUDI E RICERCHE DI ARCHEOLOGIA IN SICILIA Archivi | Gangemi</title>
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	<item>
		<title>Federico Halbherr</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Nov 2024 15:13:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Federico Halbherr (1857-1930) è considerato il pioniere dell’archeologia italiana all’estero. Si specializza nello studio dell’epigrafia greca indirizzato dal maestro Domenico Comparetti. Nell’estate del 1884 rinviene fra le rovine dell’antica città cretese di Gortina il muro semicircolare con la “grande iscrizione”, un lungo testo giuridico datato agli inizi del V sec. a.C. Ottenuta la prima cattedra ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Federico Halbherr (1857-1930) è considerato il pioniere dell’archeologia italiana all’estero. Si specializza nello studio dell’epigrafia greca indirizzato dal maestro Domenico Comparetti. Nell’estate del 1884 rinviene fra le rovine dell’antica città cretese di Gortina il muro semicircolare con la “grande iscrizione”, un lungo testo giuridico datato agli inizi del V sec. a.C. Ottenuta la prima cattedra di Epigrafia greca all’Università di Roma, Halbherr porta avanti lungo tutto il corso della sua vita le esplorazioni a Creta, fondando la prima missione italiana. A lui si devono le scoperte dei primi grandi palazzi della civiltà Minoica a Festos e Haghia Triada, gli scavi nell’antro di Zeus sul monte Ida (poi pubblicati con il collega e concittadino Paolo Orsi) e in molte altre località dell’isola. Suggerì all’amico Arthur Evans di indagare il sito di Cnosso; nel 1909 fondò la Scuola Archeologica Italiana di Atene e nel 1910/1911 pose le basi per l’inizio delle esplorazioni archeologiche in Libia. Sulla base di lettere e documenti anche inediti viene qui ricostruita la vita e la carriera di Halbherr, cercando di indagare l’uomo, le sue influenze culturali, il suo rapporto con il mondo scientifico e l’importanza delle sue imprese e delle sue scoperte nel contesto dell’archeologia italiana e internazionale.</p>
<p>STEFANO STRUFFOLINO, insegna Storia greca all’Università telematica Pegaso. Ha a lungo svolto attività di ricerca presso l’Università degli Studi di Milano dove è stato Assegnista e Professore a contratto. Già allievo della Scuola Archeologica Italiana di Atene per il Perfezionamento, è membro, in qualità di epigrafista, delle Missioni archeologiche in Libia e a Cipro dell’Università degli Studi di Chieti-Pescara “G. D’Annunzio”.</p>
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		<title>Guida all’archeologia di Leontinoi</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/guida-allarcheologia-di-leontinoi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Jun 2024 22:00:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana STUDI E RICERCHE DI ARCHEOLOGIA IN SICILIA diretta da Paola Pelagatti Leontinoi rappresenta una realtà unica e per molti aspetti anomala in confronto alle altre città fondate dai Greci in Occidente. La particolare conformazione geomorfologica e topografica della polis, ubicata sulle due aspre colline di San Mauro e Metapiccola e nella valle intermedia, ha ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana STUDI E RICERCHE DI ARCHEOLOGIA IN SICILIA diretta da Paola Pelagatti</p>
<p>Leontinoi rappresenta una realtà unica e per molti aspetti anomala in confronto alle altre città fondate dai Greci in Occidente. La particolare conformazione geomorfologica e topografica della polis, ubicata sulle due aspre colline di San Mauro e Metapiccola e nella valle intermedia, ha attirato l’attenzione dello storico greco Polibio che ne ha dato una vivida descrizione e, in seguito, di studiosi moderni, anche stranieri, che hanno fornito descrizioni, fotografie e schizzi dei luoghi e dei manufatti lentinesi. Nonostante i numerosi rinvenimenti di oggetti di pregio, molti dei quali confluiti in musei italiani e stranieri, bisognerà attendere l’arrivo di Paolo Orsi in Sicilia per l’inizio degli scavi sistematici a Leontinoi, ripresi con continuità e profitto dopo il Secondo Dopoguerra dalla Soprintendenza alle Antichità di Siracusa e dall’Università di Catania. Con quest’opera l’A. ha inteso realizzare un libro-guida che accompagni, anche fisicamente, il lettore interessato a conoscere la storia e i monumenti archeologici della città fondata dai Calcidesi nel 728 a.C. e, al contempo, ricordare le figure di coloro che, con la loro passione e le loro competenze anche in campi diversi dall’archeologia, hanno contribuito a far progredire gli studi e le ricerche su Leontinoi. Da ciò deriva l’articolazione del libro in quattro capitoli, il primo dedicato ai protagonisti dell’archeologica lentinese, il secondo ai principali monumenti archeologici illustrati e inquadrati storicamente, il terzo ai percorsi di visita dei monumenti e il quarto al museo archeologico di Lentini, fortemente voluto dalla comunità civile locale.</p>
<p>Massimo Frasca è Direttore della rivista scientifica Cronache di Archeologia dell’Università di Catania. È stato allievo della Scuola Archeologica Italiana di Atene, Professore Associato di Archeologia Classica e Direttore della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’Università di Catania. Ha insegnato Archeologia della Magna Grecia presso l’Università della Calabria e Metodologia della ricerca archeologica presso l’Università di Palermo (sede di Agrigento). Ha diretto numerosi scavi archeologici in Sicilia e in Italia meridionale e ha fatto parte delle missioni archeologiche italiane di Prinias (Grecia), Iasos e Kyme Eolica (Turchia). Tra i principali temi di ricerca sono lo studio della topografia e delle produzioni artigianali delle città greche della Sicilia e dell’Asia Minore e le relazioni tra i Greci e le popolazioni indigene della Sicilia. È autore di numerosi articoli a stampa e di pubblicazioni monografiche, tra cui: <em>La necropoli di Monte Finocchito</em> (Palermo 1981), <em>Scavi nelle necropoli di Leontini</em> (Palermo 1991), <em>Leontinoi. Archeologia di una colonia greca</em> (Roma 2009), <em>Archeologia degli Iblei</em> (Ragusa 2015), <em>Città dei Greci in Sicilia</em> (Ragusa 2017), <em>Civiltà egee alla scoperta dell’Occidente</em> (Ragusa 2019), <em>Monte San Mauro di Caltagirone e la Calcidese Euboia</em> (Roma 2020).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>RASSEGNA ONLINE</h4>
<ul>
<li><a href="https://www.radiounavocevicina.it/main/massimo-frasca-guida-allarcheologia-di-leontinoi-gangemi-editore/">Radiounavocevicina.it – 7/10/2024 – Massimo Frasca Guida All’Archeologia di Leontinoi (Gangemi Editore) </a></li>
</ul>
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		<item>
		<title>Il Chorion di Kaukana</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/il-chorion-di-kaukana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jan 2024 08:52:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana STUDI E RICERCHE DI ARCHEOLOGIA IN SICILIA diretta da Paola Pelagatti L’abitato di Kaukana in località Anticaglie, a Est del faro di Punta Secca, che ancora oggi vigila su quel tratto del “mare africano” accanto alla torre costiera di Rosacambra (Rascarani), ha un interesse che va oltre o prescinde da quello archeologico documentato dai ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana STUDI E RICERCHE DI ARCHEOLOGIA IN SICILIA diretta da Paola Pelagatti</p>
<p>L’abitato di Kaukana in località Anticaglie, a Est del faro di Punta Secca, che ancora oggi vigila su quel tratto del “mare africano” accanto alla torre costiera di Rosacambra (Rascarani), ha un interesse che va oltre o prescinde da quello archeologico documentato dai ruderi di edifici sparsi, alti anche due piani, ma un po’ enigmatici. L’abitato risale infatti ad un’epoca di passaggio – quell’età del “trapasso”, per dirla con Arnaldo Momigliano – tra gli splendori dell’età greca e romana e il fascino di quella araba e poi medioevale, un periodo che, almeno fino a gran parte del secolo scorso, fu visto come “un momento di decadenza sociale e culturale”. L’attuale volume esula dai precedenti non solo per l’epoca. È emblematico degli ostacoli che incontra l’“archeologia di terreno”, ma anche dei risultati raggiunti dalla Soprintendenza alle Antichità della Sicilia orientale per il contrasto all’edificazione “selvaggia” negli anni successivi alla II guerra mondiale, quelli del c.d. boom economico.</p>
<p>Paola Pelagatti, già Soprintendente alle antichità della Sicilia Orientale, del Piemonte e dell’Etruria Meridionale, socia dell’Accademia dei Lincei, come allieva della Scuola Archeologica Italiana di Atene, ha partecipato agli scavi nel palazzo minoico di Festòs, sotto la direzione di Doro Levi. Questa esperienza l’ha messa in contatto con la figura di Arthur Evans, lo scopritore del palazzo di Knossos e rivelatore della civiltà minoica. La scoperta da parte dell’autrice insieme a Barbara Gibson nel 1971 del Taccuino con le note del viaggio in Sicilia di Evans precedente all’avventura cretese ha costituito un debito di conoscenza al quale si richiama ancora questo volume sul Chorion di Kaukana. Per lo stesso editore ha pubblicato <em>Da Camarina a Caucana. Ricerche di archeologia siciliana</em>. È nella giuria del Premio Strega.</p>
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		<title>Camarina</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/camarina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Dec 2022 14:09:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana Studi e ricerche di archeologia in Sicilia diretta da Paola PelagattiÈ un giorno di settembre del 1970. In un terreno alle pendici meridionali di Camarina vicine al mare un agricoltore, che ha in animo di costruire delle serre, segue i lavori di spianamento della ruspa. Tra la sabbia smossa nota uno strano pezzo di ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana Studi e ricerche di archeologia in Sicilia diretta da Paola Pelagatti</p>
<p>È un giorno di settembre del 1970. In un terreno alle pendici meridionali di Camarina vicine al mare un agricoltore, che ha in animo di costruire delle serre, segue i lavori di spianamento della ruspa. Tra la sabbia smossa nota uno strano pezzo di metallo. È – come si scoprirà da lì a poco – la lamina di piombo che reca inciso il contratto con cui Dione, camarinese vissuto tra la fine del IV e gli inizi del III sec. a.C. vende la casa e la “bottega” di sua proprietà a Sosistrato, suo concittadino. Ma è, soprattutto, l&#8217;inizio di diverse campagne di scavo dirette da Paola Pelagatti che, inserite nel quadro della più felice stagione di ricerche sul sito, porteranno a precisare l&#8217;estensione dell&#8217;abitato in quel punto e a comprenderne la fisionomia e la lunga frequentazione, dalla fondazione alla conquista romana. Da quel momento il documento inscritto e le abitazioni portate alla luce non smetteranno mai di essere al centro dell&#8217;interesse tra gli specialisti, sollecitato anche da altri straordinari rinvenimenti. Nella stessa casa dove è venuta alla luce la lamina, infatti, una fossa coperta da lastroni (una “ghiacciaia” per riporre cibi e bevande al fresco) e grandi pentole in piombo, usate per bollire il mosto, sembrano riferirsi proprio alla bottega (kapeleia) citata nel contratto, ora ricostruibile, anche archeologicamente, con un luogo di vendita al dettaglio del vino e dei suoi derivati. Lo studio integrale delle strutture e dei materiali emersi nel corso delle campagne di scavo dell&#8217;isolato A 34 offre, pertanto, l&#8217;opportunità di analizzare le vicende storico-archeologiche e urbanistiche del quartiere, di cogliere aspetti architettonici e di funzionalità degli spazi, ma anche di ricomporre storie di vita quotidiana, sociale ed economica della polis siceliota tra il VI e la prima metà del III sec. a.C.</p>
<p>Marcella Pisani, archeologa vittoriese, è professore associato di Archeologia Classica presso l&#8217;Università degli Studi di Roma Tor Vergata. Insegna Archeologia e Storia dell&#8217;arte greca e romana e Archeologia della Magna Grecia. Dopo essersi specializzata e dottorata, si è perfezionata presso la Scuola Archeologica Italiana di Atene. Ha partecipato a numerose ricerche in Italia e in Grecia, collaborando con vari Enti e Istituti di ricerca italiani e stranieri. Attualmente, in Sicilia, co-dirige scavi a Camarina e a Leontinoi.</p>
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		<item>
		<title>Arthur Evans un archeologo inglese in Italia e Sicilia alla fine dell&#8217;Ottocento</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/arthur-evans-un-archeologo-inglese-in-italia-e-sicilia-alla-fine-dellottocento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Apr 2022 14:09:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana STUDI E RICERCHE DI ARCHEOLOGIA IN SICILIA diretta da Paola PelagattiArthur Evans (1851-1941) deve la sua celebrità agli scavi archeologici che condusse a Cnosso, nell'isola di Creta, dove dal 1900 portò alla luce il palazzo che la tradizione vuole fosse la reggia di Minosse. Prima delle esplorazioni cretesi, tuttavia, lo studioso inglese trascorse un ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana STUDI E RICERCHE DI ARCHEOLOGIA IN SICILIA diretta da Paola Pelagatti</p>
<p>Arthur Evans (1851-1941) deve la sua celebrità agli scavi archeologici che condusse a Cnosso, nell&#8217;isola di Creta, dove dal 1900 portò alla luce il palazzo che la tradizione vuole fosse la reggia di Minosse. Prima delle esplorazioni cretesi, tuttavia, lo studioso inglese trascorse un intenso periodo nei Balcani (1875-1882) e dal 1884 effettuò viaggi ed esplorazioni di notevole importanza in Italia ed in Sicilia. Rientrato in Inghilterra e divenuto curatore dell&#8217;Ashmolean Museum di Oxford nel 1884, Evans frequentò a lungo l&#8217;Italia e la Sicilia alla ricerca di reperti archeologici per le collezioni del museo inglese, accompagnando il suocero, Edward Freeman, che si occupava della stesura di una monumentale opera sulla Sicilia antica.<br />Sulla base di lettere e documenti (anche inediti), si rimarca l&#8217;importanza delle esplorazioni condotte dall&#8217;archeologo inglese in Italia, delle quali si presenta una prima trattazione complessiva ed organica: si tratta di esperienze che segnarono profondamente Evans dal punto di vista umano e che in qualche misura influirono anche sulla sua successiva attività scientifica. Partendo dai rapporti che il padre, John Evans, intrattenne con studiosi italiani, si prende in esame la rete di conoscenze che Arthur Evans ebbe con colleghi in Italia e si esaminano le ricerche condotte dallo studioso in specie a Taranto ed in Sicilia: la scoperta di ceramica micenea in alcune tombe dell&#8217;area siracusana (indagate da P. Orsi) colpì particolarmente Evans, che, in seguito alla morte della moglie, avvenuta in Liguria nel 1893, abbandonò i suoi interessi scientifici italiani, dedicando da quel momento le sue maggiori energie nello studio di Creta.</p>
<p>Nicola Cucuzza, è professore di Archeologia egea presso l&#8217;Università di Genova. Dottore di ricerca in Archeologia classica, è stato allievo della Scuola Archeologica Italiana di Atene. Dal 1987 partecipa agli scavi ed alle ricerche che la Scuola conduce a Creta, in particolare nei siti di Haghia Triada, Festòs e Kannià presso Mitropolis.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Monte San Mauro di Caltagirone e la calcidese Euboia</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/monte-san-mauro-di-caltagirone-e-la-calcidese-euboia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Sep 2020 14:09:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana STUDI E RICERCHE DI ARCHEOLOGIA IN SICILIA diretta da Paola Pelagatti“Pochi km a sud di Caltagirone si appoggia e si apre in questi colli la piccola conca di S. Mauro o S. Moro, larga un buon km, aperta al sole di levante e di meriggio, e cinta alle spalle da alture disposte a teatro, ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/monte-san-mauro-di-caltagirone-e-la-calcidese-euboia/">Monte San Mauro di Caltagirone e la calcidese Euboia</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana STUDI E RICERCHE DI ARCHEOLOGIA IN SICILIA diretta da Paola Pelagatti</p>
<p>“Pochi km a sud di Caltagirone si appoggia e si apre in questi colli la piccola conca di S. Mauro o S. Moro, larga un buon km, aperta al sole di levante e di meriggio, e cinta alle spalle da alture disposte a teatro, le quali la proteggono efficacemente contro il rigore dei venti settentrionali”. Con queste incisive parole Paolo Orsi, il padre dell&#8217;archeologia siciliana, introduce il sito archeologico di Monte San Mauro, sede di un modesto villaggio siculo e, in seguito, di una vasta e fiorente città greca, in grado di produrre e acquisire oggetti di elevata fattura in pietra, argilla, metallo e faïence. Il riesame di tutta la documentazione acquisita in poco più di un secolo di ricerche archeologiche, insieme al vaglio dei documenti di archivio, anche inediti, ha consentito all&#8217;A. di delineare un quadro esauriente della storia del sito, e di chiarire quei punti rimasti finora poco definiti nella letteratura archeologica. I dati acquisiti permettono di affermare che verso la fine del VII secolo a.C. un gruppo misto di Greci provenienti dalle città fondate sulle coste della Sicilia o direttamente dalla Grecia e, in particolare, dall&#8217;Asia Minore si stabilì a Monte San Mauro, con modalità insediative del tutto differenti rispetto all&#8217;abitato protostorico preesistente. L&#8217;adozione dei nomima chalcidica, le leggi calcidesi, di cui resta un raro e importantissimo documento epigrafico nelle laminette bronzee rinvenute da Paolo Orsi all&#8217;interno dell&#8217;edificio isolato sulla sommità del colle centrale (il cosiddetto anactoron), rivela che la città era sotto il controllo politico dei Calcidesi e fornisce un valido supporto all&#8217;ipotesi dell&#8217;identificazione con Euboia, la subcolonia di Leontinoi, distrutta da Gelone di Siracusa intorno al 480 a.C. Significativamente, tale data coincide con la fine della frequentazione di Monte San Mauro riscontrata dagli scavi archeologici.</p>
<p>Massimo Frasca, Professore Associato di Archeologia Classica presso l&#8217;Università di Catania, è stato allievo della Scuola Archeologica di Atene, partecipando alle attività della Scuola e alla Missione di scavo a Iasos (Turchia). Ha insegnato Archeologia della Magna Grecia presso l&#8217;Università della Calabria &#8211; Cosenza e Metodologia della ricerca archeologica presso l&#8217;Università di Palermo (sede di Agrigento). È stato Direttore della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell&#8217;Università di Catania. Ha diretto numerosi scavi archeologici in Sicilia e in Italia meridionale. Ha fatto parte delle missioni archeologiche di Prinias (Grecia) e di Kyme Eolica (Turchia), dove ha diretto gli scavi sulla Collina Sud. Tra i principali temi di ricerca sono lo studio della topografia e delle produzioni artigianali delle città greche e le relazioni tra i Greci e le popolazioni indigene della Sicilia. È autore di numerosi articoli a stampa e delle pubblicazioni monografiche La necropoli di Monte Finocchito (Palermo 1981), Scavi nelle necropoli di Leontini (Palermo 1991), Leontinoi. Archeologia di una colonia greca (Roma 2009), Archeologia degli Iblei (Ragusa 2015), Città dei Greci in Sicilia (Ragusa 2017), Civiltà egee alla scoperta dell&#8217;Occidente (Ragusa 2019).</p>
<p><strong><span style="color: #a94442; font-size:19px">Recensioni:</span></strong><br /><a href="http://on-demand.tvrxenon.it/index.php/video/3080/stasera-con-domenico-seminerio-massimo-frasca-11-marzo-2021/" target="_blank" rel="noopener">Presentazione su TVRXenon</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/monte-san-mauro-di-caltagirone-e-la-calcidese-euboia/">Monte San Mauro di Caltagirone e la calcidese Euboia</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Archeologia a Camarina</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/archeologia-a-camarina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2020 14:09:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana STUDI E RICERCHE DI ARCHEOLOGIA IN SICILIA diretta da Paola PelagattiUn pozzo potrebbe apparire un modesto indicatore dell'impianto di un abitato antico abbandonato da secoli. In realtà è una struttura primaria, la spia della ricerca immediata dell'acqua da parte dei coloni, in quel caso giunti da molte miglia di distanza per fondare, nel 599-98 ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/archeologia-a-camarina/">Archeologia a Camarina</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana STUDI E RICERCHE DI ARCHEOLOGIA IN SICILIA diretta da Paola Pelagatti</p>
<p>Un pozzo potrebbe apparire un modesto indicatore dell&#8217;impianto di un abitato antico abbandonato da secoli. In realtà è una struttura primaria, la spia della ricerca immediata dell&#8217;acqua da parte dei coloni, in quel caso giunti da molte miglia di distanza per fondare, nel 599-98 a.C., Camarina, terza sub colonia di Siracusa a presidio del confine con il territorio di Gela, rodio-cretese. Paolo Masci analizza e cataloga il “riempimento” del pozzo A1, individuato e esplorato durante le indagini della Soprintendenza alle Antichità di Siracusa, negli anni &#8217;60-70, su tutta l&#8217;estensione della città (ca 150 ha), della quale si intravvedevano ancora i resti della cinta muraria che la difendeva fin dagli inizi. Il libro può giustificare l&#8217;asserzione che “gli scavi generano libri”. In verità alcuni importanti siti della Sicilia sono documentati in collane di volumi editi nel corso degli anni, da Meligunìs-Lipara a Megara Hyblaea, a Himera, a Morgantina e altri, ma sono forse più numerosi i siti per i quali questo non avviene. Abbiamo, in questo, privilegiato il modello di contributi dell&#8217;Agorà di Atene, che, con lo studio dei riempimenti di pozzi, offriva uno spaccato di vita ateniese, privata ma anche pubblica. Ma cosa è il riempimento di un pozzo? È innanzi tutto ciò che gli archeologi chiamano “un contesto chiuso”, di notevole interesse in quanto può fornire dati cronologici non alterati da intrusioni già in antico o da frequenti interferenze moderne. Uno dei primi atti, nella rioccupazione di un sito in antico, fu la chiusura di cavità, come quella di un pozzo: da qui il “riempimento”. Il lavoro di P. Masci è stato accompagnato da una lunga permanenza al Museo di Camarina e nei suoi depositi, con l&#8217;appoggio del Direttore del Museo e del polo museale, Dott. Giovanni Di Stefano. L&#8217;esecuzione dei profili di ogni pezzo, più di un centinaio, è di mano dell&#8217;A., sì che riteniamo che il catalogo e la documentazione saranno di riferimento in futuro anche per pubblicazioni di altri siti della Sicilia.</p>
<p>Paolo Masci, laureato in Archeologia, Filologia, Letterature e Storia dell&#8217;Antichita` presso l&#8217;Universita` degli Studi di Roma Tor Vergata, e` attualmente allievo della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici di Matera. Ha preso parte a diverse missioni archeologiche in Italia e in Grecia (Università, CNR, Soprintendenza), per attività di scavo e ricognizione di siti greci e romani (Itanos, Tebe, Siris/Herakleia, Camarina, Roma, Gabii), etruschi (Orvieto) e punici (Pani Loriga, SU). Oggi collabora con alcune di esse per lo studio e la pubblicazione della ceramica dal periodo arcaico a quello ellenistico-romano.</p>
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		<title>Arthur Evans. SICILY 1889</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/arthur-evans-sicily-1889/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Mar 2019 14:09:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana STUDI E RICERCHE DI ARCHEOLOGIA IN SICILIA diretta da Paola PelagattiFigura leggendaria quella di Arthur Evans che, nella prima metà del ‘900 focalizzò con le sue scoperte cretesi l'attenzione e l'interesse della Grecia e dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo, ma anche, più tardi, degli allievi della Scuola Archeologica Italiana di Atene, che ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana STUDI E RICERCHE DI ARCHEOLOGIA IN SICILIA diretta da Paola Pelagatti</p>
<p>Figura leggendaria quella di Arthur Evans che, nella prima metà del ‘900 focalizzò con le sue scoperte cretesi l&#8217;attenzione e l&#8217;interesse della Grecia e dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo, ma anche, più tardi, degli allievi della Scuola Archeologica Italiana di Atene, che scavavano negli anni &#8217;50 sotto la direzione di Doro Levi nel palazzo minoico di Festòs. Il taccuino che qui si pubblica, conservato nella Biblioteca dell&#8217;Ashmolean Museum di Oxford, tratta di un viaggio compiuto da Arthur Evans con il suocero Edward Freeman nella Sicilia Sud-Orientale tra marzo e aprile del 1889. Il volume contiene la riproduzione delle pagine originali del manoscritto, la trascrizione in lingua inglese, la traduzione in italiano e alcune riflessioni dei curatori. È corredato da articoli di Evans e Stillman pubblicati all&#8217;epoca sul “Manchester Guardian” e sul “Times” e da fotografie e immagini che illustrano i luoghi del viaggio.</p>
<p>Paola Pelagatti, già Soprintendente alle antichità della Sicilia Orientale, del Piemonte e dell&#8217;Etruria Meridionale, socia dell&#8217;Accademia dei Lincei, come allieva della Scuola Archeologica Italiana di Atene, ha partecipato agli scavi nel palazzo minoico di Festòs, sotto la direzione di Doro Levi. Questa esperienza l&#8217;ha messa in contatto con la figura di Arthur Evans, lo scopritore del palazzo di Knossos e rivelatore della civiltà minoica. La scoperta da parte dell&#8217;autrice insieme a Barbara Gibson nel 1971 del Taccuino con le note del viaggio in Sicilia di Evans precedente all&#8217;avventura cretese ha costituito un debito di conoscenza che questo volume, finalmente, assolve. Per lo stesso editore ha pubblicato Da Camarina a Caucana. Ricerche di archeologia siciliana. È nella giuria del Premio Strega.</p>
<p>Francesco Muscolino, funzionario archeologo del Ministero per i beni e le attività culturali, prima a Milano presso la Soprintendenza per i beni archeologici della Lombardia, poi al Parco Archeologico di Pompei, dove è responsabile archeologo della Regio VIII e direttore dell&#8217;Ufficio Scavi di Stabia. Ha collaborato con l&#8217;Archivio Ceramografico dell&#8217;Università di Catania diretto dal Prof. Filippo Giudice e con lui ha preso parte agli scavi di Nea Paphos (Cipro). È autore della monografia Giovan Battista Lusieri «Regio Pittore delle Antichità». Un legame tra la Sicilia e la missione di Lord Elgin in Grecia, Milano 2011, in cui pubblica documenti e disegni inediti sul periodo “siciliano” di un importante vedutista, conservati dagli Elgin in Scozia.</p>
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		<title>Da Camarina a Caucana</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/da-camarina-a-caucana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jul 2017 14:08:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana STUDI E RICERCHE DI ARCHEOLOGIA IN SICILIA Questa raccolta di scritti su scavi e ricerche a Camarina, Santa Croce Camerina-Punta Secca, nelle necropoli sicule di Castiglione e Monte Casasia dell'entroterra e in altri siti del ragusano, consiste in una riedizione di contributi pubblicati in numerose sedi, dal Bollettino d'Arte del Ministero dei Beni Culturali, ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana STUDI E RICERCHE DI ARCHEOLOGIA IN SICILIA</p>
<p>Questa raccolta di scritti su scavi e ricerche a Camarina, Santa Croce Camerina-Punta Secca, nelle necropoli sicule di Castiglione e Monte Casasia dell&#8217;entroterra e in altri siti del ragusano, consiste in una riedizione di contributi pubblicati in numerose sedi, dal Bollettino d&#8217;Arte del Ministero dei Beni Culturali, all&#8217;Istituto Italiano di Numismatica, a Kokalos (Istituto di Storia Antica, Università di Palermo), all&#8217;Archivio Storico Siracusano, e ad altre riviste, nell&#8217;arco degli anni della permanenza dell&#8217;Autrice a Siracusa, nella Soprintendenza alle Antichità della Sicilia Orientale. La riedizione è arricchita da testi inediti, integrazioni e appendici frutto di nuovi dati e della continua attività di ricerca.</p>
<p>PAOLA PELAGATTI. Allieva di Luciano Laurenzi all&#8217;Università di Bologna, ha lavorato per sette anni alla Scuola Archeologica Italiana di Atene, partecipando agli scavi nel palazzo minoico di Festòs. È stata Soprintendente alle Antichità della Sicilia orientale (Siracusa), del Piemonte (Torino) e dell&#8217;Etruria Meridionale (Roma, Museo di Villa Giulia). Ha condotto importanti scavi nella Sicilia Orientale, in particolare a Siracusa, Camarina, Naxos, Taormina, Akrai, Mendolito di Adrano, Mineo-Paliké, contribuendo in modo determinante alla conoscenza dell&#8217;urbanistica delle città siceliote e in molti casi ponendo le basi per la tutela degli antichi abitati. Sono fondamentali i suoi studi sulla ceramica greca arcaica, con particolare riguardo alla produzione e diffusione dei vasi laconici, al commercio e al riutilizzo nelle necropoli delle anfore da trasporto greche arcaiche, alla classificazione delle antefisse fittili. Nel decennio 1985-‘95 ha promosso iniziative e convegni per il contrasto agli scavi clandestini e per il rientro di importanti ceramiche greche trafugate dall&#8217;Italia.<br />
Professore di Archeologia all&#8217;Università della Calabria e all&#8217;Università della Tuscia. Membro del Consiglio Nazionale per i Beni Culturali, Comitato Beni Archeologici (1987-1996). Cittadina onoraria di Ragusa e di Giardini Naxos. Honorary Fellow della British School di Roma, Socia onoraria della Società di Storia Patria di Siracusa, Socia nazionale della Pontificia Accademia Romana di Archeologia, dell&#8217;Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici, Corrispondente del Deutsches Archäologisches Institut di Roma, Socia nazionale dell&#8217;Accademia dei Lincei.</p>
<p><a href="/import/materialiVari/CD_Camarina/">Indici analitici del volume</a></p>
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