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	<title>TEORIA E CULTURA DEL DESIGN Archivi | Gangemi</title>
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	<title>TEORIA E CULTURA DEL DESIGN Archivi | Gangemi</title>
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		<title>La didattica del design in Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Oct 2018 14:09:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana TEORIA E CULTURA DEL DESIGN diretta da Giuseppe Furlanis La complessità del nostro tempo richiede alle scuole di Design un aggiornamento continuo della didattica e un costante esercizio critico nell’approccio alla molteplicità dei processi di cambiamento di natura sociale, culturale ed economica. Si impone pertanto la ricerca di una didattica che affronti con consapevolezza ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana TEORIA E CULTURA DEL DESIGN diretta da Giuseppe Furlanis</p>
<p>La complessità del nostro tempo richiede alle scuole di Design un aggiornamento continuo della didattica e un costante esercizio critico nell’approccio alla molteplicità dei processi di cambiamento di natura sociale, culturale ed economica. Si impone pertanto la ricerca di una didattica che affronti con consapevolezza i processi di innovazione tecnologica, sapendone valutare le frontiere più avanzate ma anche le problematiche correlate, legate all’impatto ambientale, al degrado e al depauperamento delle risorse naturali. Per confrontarsi su questi temi e sullo sviluppo della formazione del design in Italia, docenti che svolgono la propria attività di insegnamento negli ISIA, nelle università, nelle accademie di Belle Arti e in numerose scuole private di Design, si sono incontrati a Firenze in due giornate di studio promosse dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca. Una iniziativa organizzata dall’ISIA di Firenze in collaborazione con la Conferenza Universitaria Italiana del Design (CUID), la Società Italiana del Design (SID) e la Conferenza dei Presidenti e dei Direttori degli ISIA. Questa pubblicazione, inserita nella collana “Teoria e cultura del design” di Gangemi editore, ne raccoglie gli atti. Prefazione di Marco Bazzini (Presidente ISIA) e di Maria Letizia Melina (Direttore generale MIUR). Postfazione di Tonino Paris. Contributi di: Anty Pansera, Giuseppe Furlanis, Vanni Pasca, Raimonda Riccini, Michela Deni, Salvatore Zingale, Paolo Deganello, François Burkhardt, Claudio Germak, Salvatore Iaconesi, Massimo Muzio-Sale, Giuseppe Lotti, Giovanna Cassese, Benedetta Spadolini, Rodrigo Rodriquez, Andrea Vallicelli, Eliesabetta Gonzo, Perla Gianni Falvo, Massimo Ruffilli, Medardo Chiapponi, Silvia Piardi, Leonardo Romei.</p>
<p>Giuseppe Furlanis è Direttore dell’ISIA di Firenze e coordina il Tavolo Tecnico MIUR per il Design. È stato Presidente del Consiglio Nazionale dell’Alta Formazione (CNAM) del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca (MIUR). Fa parte della commissione formazione del Tavolo Nazionale della Moda costituito dal Ministero dello Sviluppo Economico (MISE). Dal 1985 al 1990 – all’interno di programmi di cooperazione internazionale del Ministero degli Affari Esteri (MAE) – è stato coordinatore scientifico dell’Art and Design Centre di Malta e del Centro di Disegno Industriale di Montevideo. Ha coordinato corsi di aggiornamento nell’ambito del design per docenti universitari di più paesi, Argentina, Brasile, Cile, Giappone, Malta, Messico, Paraguay, Uruguay. Ha curato numerose mostre e convegni nell’ambito del design e dell’arte. È stato Presidente dell’Accademia Nazionale di Danza e attualmente è Presidente del comitato scientifico di Verona Academy, Polo Artistico Nazionale per il Teatro musicale e l’Opera lirica di Verona. È direttore scientifico della collana “Teoria e cultura del design”, Gangemi editore.</p>
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		<title>Bernhard E. Bürdek. Design</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/bernhard-e-burdek-design/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 13:03:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana Teoria e Cultura del Design diretta da Giuseppe Furlanis La prima edizione di questo libro, edita in Germania nel 1991 e tradotta a pubblicata in Italia nel 1992 da Arnoldo Mondadori, ebbe grande successo, perché offriva per la prima volta un'informazione densa ed esauriente del fenomeno design, visto nelle tre prospettive: come nasce, come ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana Teoria e Cultura del Design diretta da Giuseppe Furlanis</p>
<p>La prima edizione di questo libro, edita in Germania nel 1991 e tradotta a pubblicata in Italia nel 1992 da Arnoldo Mondadori, ebbe grande successo, perché offriva per la prima volta un&#8217;informazione densa ed esauriente del fenomeno design, visto nelle tre prospettive: come nasce, come si manifesta dei diversi Paesi del mondo, quali teorie esso ha generato. Opportuna è stata la sua decisione di riproporlo ampliato e aggiornato, perché da allora il mondo del design è cambiato radicalmente, e perché &#8220;Oggi, la vita della maggioranza delle persone non sarebbe più concepibile senza il design&#8221;.<br />
Naturale, dunque, la decisione di ISIA Design Firenze di promuoverne, su proposta di Paolo Deganello, la traduzione, e la pubblicazione da parte di Gangemi Editore nella collana &#8220;Teoria e Cultura del Design&#8221; diretta da Giuseppe Furlanis, arricchita dalla presentazione di Fulvio Carmagnola. Esso sarà un utile libro di testo di base per le Scuole di Design, e una fonte di riflessioni e di stimoli per studiosi, imprenditori, quadri delle imprese impegnate nell&#8217;innovazione di prodotti e di servizi. Il libro è suddiviso in quattro grandi parti. La prima è costituita da un capitolo storico generale. Segue una parte (&#8220;Design e globalizzazione&#8221;) dedicata a un&#8217;accurata rassegna dell&#8217;evoluzione della disciplina e dei suoi protagonisti nei vari Paesi, dove l&#8217;andamento diacronico e storico si ripete e si specifica a un grado di risoluzione maggiore. La parte centrale e certamente più impegnativa è costituita dai capitoli 3 e 4, dedicati rispettivamente alla metodologia e alla teoria. Qui l&#8217;Autore si produce in un doppio sforzo: in primo luogo cerca di sistematizzare una molteplicità di contributi provenienti soprattutto dall&#8217;area anglosassone e tedesca, e in secondo luogo di costruire collegamenti organici con l&#8217;eredità molteplice dei saperi provenienti dalle scienze umane, dalla sociologia, dalla semiotica, e anche dalle cosiddette &#8220;scienze formali&#8221;. Infine un&#8217;ultima parte (&#8220;Context&#8221;) presenta una notevole apertura, di carattere ancora non sistematizzato, ma in forma piuttosto di suggerimento di riflessione, a proposito dell&#8217;evoluzione degli scenari di riferimento più prossimi e influenti sullo specifico della disciplina. è una direzione che pone l&#8217;accento sulle prospettive di visione qualitativa, oltre che sui vincoli e sulle opportunità delle dinamiche tecnologiche.</p>
<p>Il volume è a cura di Rodrigo Rodriquez con il coordinamento di Stefano Maria Bettega. Traduzione di Anna Maria Sandri, Francesca Andrich e Matteo Palmisano.</p>
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		<title>Design Quality &#038; Value</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/design-quality-value/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Nov 2007 13:02:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Is there only one way to teach design? Obviously not. And not just because each region has its own culture, as anyone who took part in Designing Designers knows only too well. Designing Designers is the international conference of University Design Schools that for the past couple of years is held in April in Milan. ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Is there only one way to teach design?<br />
Obviously not.<br />
And not just because each region has its own culture, as anyone who took part in Designing Designers knows only too well.<br />
Designing Designers is the international conference of University Design Schools that for the past couple of years is held in April in Milan.<br />
Although Italy is still a leader in the field of design, a bubbling crucible of talented designers and shrewd, energetic entrepreneurs, people have different views on teaching methods, on the philosophy of education and the DNA of the different scholastic institutions.<br />
This is the case of the ISIA &#8211; Florence; its roots and identity were established by the people who in 1962 founded and developed the institute: Giulio Carlo Argan, Eugenio Calò, Giuseppe Ciribini, Angelo Maria Landi, Ernesto Rogers as well as its first teachers, including Giovanni Klaus Koenig, Pierluigi Spadolini, Leonardo Benevolo and Vittorio Franchetti Pardo.<br />
As the institute&#8217;s President and former member of the Scientific Teaching Committee, I have followed its development and how it has implemented the reform of the Artistic &amp; Musical Further Education System with which it is involved in its capacity as a College for Artistic Industries (the acronym of ISIA). The name didn&#8217;t do it justice so Industrial Design Florence was added on. It&#8217;s difficult to compare the ISIA with other schools because for many reasons the ISIA is so unusual.<br />
Here are some of them:<br />
All the teachers, approximately 25, want to experiment new teaching methods that combine different design philosophies, styles or trends that can even be in contrast with one another. They all react quickly to changes in the market or requests by clients, especially when they involve society at large.<br />
The student&#8217;s strong motivation to study and learn. Approximately 30 students are annually admitted to the school and the number is decided year by year. Each year an unusually large number of applicants apply to follow all the courses. The fact that many students don&#8217;t finish their studies on time is because they find a job before they finish the whole course cycle. What they do bring to the courses is their own personal experience of what it&#8217;s like to use what they&#8217;ve learnt in a real job.<br />
It&#8217;s obvious that the ISIA adopts an interdisciplinary approach, in the narrowest sense of the word. When teaching design, it considers the complexities and changes in our social and economic fabric, material innovation and technologies, the importance of natural forms and craftsmanship, in short: school as a research laboratory.<br />
In this book, François Burkhardt places the ISIA &#8211; Florence in the context of the recent, intense history of the teaching of Design.<br />
However, as highlighted by Omar Calabrese in his preface as well as by Gilberto Corretti, it is not a self-referential, commemorative book. On the contrary, in the words of Giuseppe Furlanis, Director of the ISIA since 1990, the book intends to launch a debate on how to teach design today, taking as its starting point a school which, with very few resources, has turned into a first-class institute</p>
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		<title>Design Qualità e Valore</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/design-qualita-e-valore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>C’è un modo solo per insegnare il design? Evidentemente no. E non soltanto per le differenze tra le culture dei territori, come ha constatato chi ha partecipato a Designing Designers, il convegno internazionale tra le Scuole Universitarie di Design che si tiene da alcuni anni, in Aprile, a Milano. Ma all’interno dello stesso territorio, nella ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>C’è un modo solo per insegnare il design?<br />
Evidentemente no.</p>
<p>E non soltanto per le differenze tra le culture dei territori, come ha constatato chi ha partecipato a Designing Designers, il convegno internazionale tra le Scuole Universitarie di Design che si tiene da alcuni anni, in Aprile, a Milano.</p>
<p>Ma all’interno dello stesso territorio, nella nostra Italia ancora leader nel design, crogiolo in cui sobbollono talenti di progettisti ed energie ed intuizioni d’imprenditori, coesistono differenze nel modo di concepire l’insegnamento, nella filosofia didattica, nel DNA delle diverse istituzioni scolastiche.</p>
<p>È il caso di ISIA Firenze, le cui radici e la cui identità nascono da chi, nel lontano 1962, la concepì e la connotò: Giulio Carlo Argan, Eugenio Calò, Giuseppe Ciribini, Angelo Maria Landi, Ernesto Rogers, e dai primi docenti, quali Giovanni Klaus Koenig, Pierluigi Spadolini, Leonardo Benevolo, Vittorio Franchetti Pardo.</p>
<p>Ne seguo da qualche tempo, prima come membro del Comitato Scientifico Didattico, ora come Presidente, l’evolversi ed il confrontarsi con la riforma del sistema dell’Alta Formazione Artistica e Musicale, cui esso formalmente appartiene, in quanto Istituto Superiore per le Industrie Artistiche, questo significa l’acronimo ISIA, cui va stretto tanto da avere suggerito il sottotitolo Industrial Design Firenze.</p>
<p>Ed è un confronto difficile, perché l’ISIA è atipica. Per tanti aspetti.<br />
Ne cito alcuni:<br />
· Vi è, nei circa 25 docenti, una diffusa voglia di sperimentare forme nuove di didattica attraverso il dialogo tra diverse filosofie progettuali, tra portatori di linguaggi e di tendenze anche contrastanti, protesi come tutti sono a cogliere i cambiamenti della committenza e nel mercato, con punte di forte attenzione alle modifiche di contesto sociale.<br />
· Il livello di motivazione ad impegnarsi e ad apprendere dei circa 30 studenti che annualmente sono ammessi ai corsi &#8211;  il numero chiuso viene definito ogni anno &#8211; le domande sono molte, un numero insolitamente alto, e permane tale fino all’ultimo anno. Se sono presenti fuoricorso è semplicemente perché tutti trovano lavoro prima di concludere il loro ciclo formativo e portano dentro la scuola l’esperienza di chi verifica, nel lavoro, quel che ha imparato.<br />
·L’approccio interdisciplinare, nel senso più stretto del termine, è, ovviamente di casa:<br />
ISIA insegna a progettare tenendo conto della complessità e delle mutazioni del tessuto<br />
socio-economico, dell’innovazione delle tecnologie e dei materiali, dell’attenzione da prestare alle forme naturali ed al modo di lavorare dell’artigiano: la scuola come laboratorio di ricerca, dunque.</p>
<p>In questo libro François Burkhardt colloca l’ISIA di Firenze nella storia, recente<br />
ma intensa, della didattica del Design.<br />
Esso però, come appare anche della prefazione di Omar Calabrese e dallo scritto di Gilberto Corretti, non vuol essere uno strumento autoreferenziale, celebrativo; piuttosto, come si diceva con Giuseppe Furlanis che dirige l’ISIA dal 1990, questo testo si propone di avviare una riflessione su come si può insegnare il design, oggi, partendo dalla testimonianza di una scuola che, con pochi mezzi, ha costruito una realtà protesa all’eccellenza.</p>
<p>Rodrigo Rodriquez</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/design-qualita-e-valore/">Design Qualità e Valore</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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