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	<title>Arte | Gangemi</title>
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	<title>Arte | Gangemi</title>
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		<title>Vasari e Roma</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/vasari-e-roma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 08:23:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Raccontare Giorgio Vasari a Roma significa interrogarsi su come una città possa contribuire non solo alla formazione di un grande artista, ma anche alla nascita di una visione della storia dell’arte. In nessun altro luogo come nella Roma del Cinquecento l’esperienza del passato e la tensione verso il presente si intrecciano in modo tanto serrato, ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Raccontare Giorgio Vasari a Roma significa interrogarsi su come una città possa contribuire non solo alla formazione di un grande artista, ma anche alla nascita di una visione della storia dell’arte. In nessun altro luogo come nella Roma del Cinquecento l’esperienza del passato e la tensione verso il presente si intrecciano in modo tanto serrato, offrendo a Vasari un terreno decisivo per la costruzione della sua identità di pittore, architetto, letterato e scenografo. Roma, infatti, fu per l’artista aretino un laboratorio insostituibile di esperienze visive, intellettuali e umane, uno spazio di confronto con l’Antico e con le più alte esperienze del Rinascimento, di relazioni decisive con i protagonisti della vita artistica, culturale e politica del tempo.</p>
<p><em>dall&#8217;introduzione di Roberto Gualtieri, Sindaco di Roma</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vasari e Roma è una mostra che racconta la storia di un intellettuale assolutamente originale del tardo Rinascimento, Giorgio Vasari, e dell’influenza che Roma ha esercitato su di lui nei diversi momenti dei suoi soggiorni nella città eterna. Il cuore di questa esposizione, curata da Alessandra Baroni col prezioso contributo di Claudio Parisi Presicce (e con saggi nel catalogo di Barbara Jatta, Ricardo De Mambro Santos, Federico Giglio, Federica Maria Papi, Eliana Carrara, Bruce Edelstein e Cristina Conti) sono certamente i dipinti e i disegni del Maestro aretino e il suo lavoro di architetto. Ma ciò che davvero è unico, e assolutamente straordinario, è la capacità di Vasari di conoscere, studiare, approfondire il lavoro degli artisti che lo avevano preceduto, alcuni dei quali aveva conosciuto e con alcuni di essi collaborato.</p>
<p><em>dall&#8217;introduzione di Pietro Folena, Presidente di MetaMorfosi</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La prima venuta a Roma di Giorgio Vasari avvenne il 4 gennaio del 1532, grazie a un invito di Ippolito de’ Medici, «il Reverendissimo et Illustrissimo Cardinale» protetto del papa Clemente VII e nipote di Lorenzo il Magnifico del quale si considerava erede. Vasari giunse in una città che cominciava appena a riprendersi dopo lo shock del Sacco del 1527, con nuovi equilibri e un diverso assetto sia politico che culturale i cui effetti avevano condizionato anche molte altre corti italiane, inclusa Firenze. Qui Giorgio Vasari, toscano e nativo di Arezzo (1511-1574), aveva infatti trascorso dal 1523 gli ultimi nove anni della sua giovane vita, grazie alla benevolenza dell’allora potentissimo cardinale Silvio Passerini, vescovo di Cortona e legato pontificio del neoeletto papa Clemente VII, al secolo Giulio de’ Medici.</p>
<p><em>dal contributo di Alessandra Baroni, curatrice</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Punto di arrivo nel nuovo mondo: di pace</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/punto-di-arrivo-nel-nuovo-mondo-di-pace/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 08:21:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un nuovo viaggio d’arte nella memoria e natura, si è intrapreso a Sant’Oreste. Due luoghi densi di storia: le gallerie Bunker nella Riserva Naturale del Monte Soratte e il Palazzo Caccia-Canali nel centro storico, hanno ospitato un excursus di circa trenta artisti, con opere inedite, che anticipano il proseguo e l’ampliamento, di opere permanenti nel ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un nuovo viaggio d’arte nella memoria e natura, si è intrapreso a Sant’Oreste. Due luoghi densi di storia: le gallerie Bunker nella Riserva Naturale del Monte Soratte e il Palazzo Caccia-Canali nel centro storico, hanno ospitato un excursus di circa trenta artisti, con opere inedite, che anticipano il proseguo e l’ampliamento, di opere permanenti nel Percorso della memoria e nel Percorso vita, 2026. L’arte si esprime, in un difficile momento storico, per messaggi di luce e speranza di pace.<br />
Oriana Impei</p>
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		<title>La prescrizione dell’arte che cura</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/la-prescrizione-dellarte-che-cura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 09:59:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi la salute non può più essere considerata soltanto assenza di malattia, ma equilibrio complessivo tra corpo, mente, relazioni ed emozioni. In questo contesto, La prescrizione dell’arte che cura propone una riflessione sulla capacità dell’arte e della cultura di affiancarsi alle cure mediche come supporto terapeutico e di contribuire a una visione di welfare che ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi la salute non può più essere considerata soltanto assenza di malattia, ma equilibrio complessivo tra corpo, mente, relazioni ed emozioni. In questo contesto, La prescrizione dell’arte che cura propone una riflessione sulla capacità dell’arte e della cultura di affiancarsi alle cure mediche come supporto terapeutico e di contribuire a una visione di welfare che ponga al centro la persona nella sua interezza. Alla luce delle evidenze scientifiche internazionali e delle più avanzate esperienze di prescrizione sociale, il volume – che raccoglie gli Atti dell’omonimo convegno – restituisce un confronto interdisciplinare tra esponenti del mondo sanitario, accademico e istituzionale, delineando un nuovo paradigma: riconoscere la cultura come parte di un’idea estesa di cura, capace di incidere sia nei percorsi clinici, sia nella qualità della vita delle persone e delle comunità.<br />
Il Ministero della Cultura contribuisce in modo concreto a questa visione, valorizzando i suoi luoghi – parchi archeologici, musei, archivi e biblioteche, diffusi capillarmente su tutto il territorio nazionale – come spazi “salutogenici”, capaci di generare benessere, rafforzare le relazioni e contrastare le disuguaglianze.<br />
Questa pubblicazione non si limita a raccogliere contributi e testimonianze, ma si propone come punto di partenza per una nuova stagione di politiche integrate tra cultura e salute. L’obiettivo è consolidare un modello fondato su evidenze scientifiche, sperimentazione e monitoraggio, capace di rendere la fruizione culturale una componente stabile dei percorsi di prevenzione, cura e riabilitazione. Una prospettiva che invita a riconoscere nell’arte una risorsa strutturale per il benessere della persona e per la crescita di una comunità più coesa, consapevole e inclusiva.</p>
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		<title>Espaces Frontière des intérieurs européens aux XVIIe et XVIIIe Siècles</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/spectacle-du-monde/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 08:00:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Laque, porcelaine, papier peint, soierie, ces artéfacts extraeuropéens peuvent être considérés comme les arguments majeurs de la rhétorique matérielle d’un intérieur dans l’Europe des XVIIe et XVIIIe siècles. Cabinets et salons habités par l’ailleurs constituent un phénomène variable en intensité et signification selon les accords trouvés entre le proche et le lointain. Du pyramidion de ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Laque, porcelaine, papier peint, soierie, ces artéfacts extraeuropéens peuvent être considérés comme les arguments majeurs de la rhétorique matérielle d’un intérieur dans l’Europe des XVIIe et XVIIIe siècles. Cabinets et salons habités par l’ailleurs constituent un phénomène variable en intensité et signification selon les accords trouvés entre le proche et le lointain.</p>
<p>Du pyramidion de porcelaines de Chine en bleu et blanc de Lisbonne au salon Vieux Laque de l’Impératrice Marie-Thérèse à Schönbrunn ou aux chambres de papier peint chinois d’exportation des demeures britanniques, nombreux sont les intérieurs de pouvoir ou de délassement hantés par l’ailleurs. Les buts poursuivis par leurs concepteurs ou leurs conceptrices, à Munich, Bayreuth, Eggenberg, Saltram, Florence, Turin ou Paris peuvent différer: réinvention d’un intérieur propice au loisir lettré, salon de représentation pour renforcer la politique de prestige du prince ou bien lieu d’expérimentation d’idées nouvelles. Toujours, cependant, le destinataire est pris au piège de ces spectacles panoramiques de lointains rêvés mais présents, à la fois proches et inaccessibles.</p>
<p>Lieux de l’entre-deux, ces espaces frontière intérieurs permettent de saisir les inflexions de la conscience de l’altérité et son rôle non seulement dans la fabrique de l’identité européenne aux XVIIe et XVIIIe siècles mais aussi dans son progressif décentrement. Leur étude autorise ainsi le renouvellement de l’analyse de l’apport des mondes lointains à l’art de l’Europe moderne.</p>
<p>Sabine du Crest, historienne de l’art moderne, est maîtresse de conférences habilitée à diriger des recherches à l’Université Bordeaux Montaigne.</p>
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		<item>
		<title>Ruote in movimento cuori in azione</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/ruote-in-movimento-cuori-in-azione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 09:16:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Non serve essere esperti o appassionati di motori per innamorarsi di queste pagine. Sono le opere di grandi artisti, le curiosità e gli aneddoti su personaggi famosi, il fascino senza tempo delle prime corse o le illustrazioni pubblicitarie d’epoca a trasportarvi in questo “percorso”. Qui non occorre far parte dell’Arma dei Trasporti e Materiali per ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non serve essere esperti o appassionati di motori per innamorarsi di queste pagine.<br />
Sono le opere di grandi artisti, le curiosità e gli aneddoti su personaggi famosi, il fascino senza tempo delle prime corse o le illustrazioni pubblicitarie d’epoca a trasportarvi in questo “percorso”.<br />
Qui non occorre far parte dell’Arma dei Trasporti e Materiali per apprezzare mezzi e motori, né per rivivere le esperienze umane di questi soldati attraverso la storia postale. Questo è un libro per tutti: da sfogliare, facile da leggere e bello da osservare, in una sola parola “inclusivo”.<br />
In esso riscopriamo noi stessi e la nostra storia, quella di un popolo che ha saputo trasformare la fatica in progresso e la tecnologia in eccellenza.</p>
<p>CONSUELO MASTELLONI è un architetto romano che alla professione ha affiancato la passione per la scrittura, diventata dal 2018, cuore della sua ricerca.<br />
Le sue opere intrecciano storia, arte e architettura raccontate grazie anche al valore delle immagini.<br />
Ha svolto studi e incarichi di valorizzazione del patrimonio culturale per vari Enti e Comandi del Ministero della Difesa, per Assoarma Nazionale, per la Soprintendenza speciale Archeologia, belle arti e paesaggio di Roma, per il Comune di Roma e per privati tra cui l’Associazione Balneari Ostia Antica e l’AFI “Alberto Diena”. Molte indagini storico-archivistiche e iconografiche si sono trasformate in articoli e monografie.<br />
Per i tipi della Gangemi Editore ha pubblicato: La storia del Palazzo di via XX Settembre 123 a Roma, Posta Militare &#8211; Le cartoline della Grande Guerra, Il Risorgimento attraverso le cartoline illustrate &#8211; Roma 1870.<br />
Nei suoi libri rigore documentario e sensibilità narrativa s’incontrano per restituire al lettore non solo fatti e immagini, ma la memoria e l’identità italiana.</p>
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		<item>
		<title>Osvaldo Peruzzi</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/osvaldo-peruzzi-3/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 10:04:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Catalogo delle opere selezionate dell’artista internazionale Osvaldo Peruzzi in mostra a Roma Teorie di geometrie cromatiche sublimate in purezza su paesaggi tersi, figure danzanti e cieli infiniti si esplorano in questa mostra romana che completa la trilogia espositiva dedicata a Osvaldo Peruzzi. Partimmo con l’esposizione alla Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale dell’ottobre del 2024, ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Catalogo delle opere selezionate dell’artista internazionale Osvaldo Peruzzi in mostra a Roma</em></p>
<p>Teorie di geometrie cromatiche sublimate in purezza su paesaggi tersi, figure danzanti e cieli infiniti si esplorano in questa mostra romana che completa la trilogia espositiva dedicata a Osvaldo Peruzzi. Partimmo con l’esposizione alla Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale dell’ottobre del 2024, poi allestimmo quella più ampia alla Fondazione Cassa di Risparmio di Livorno dell’ottobre 2024. Dopo quindi quella istituzionale e della Fondazione della sua Livorno, istituzione che espone in permanenza molte sue opere e alla quale si deve il contributo fondamentale per la realizzazione del Catalogo Generale delle sue opere di Electa del 20141, esposizioni che hanno avuto un indiscutibile successo, testimoniato anche dall’eco mediatico del quale si dà conto sinteticamente nell’aggiornata bibliografia negli apparati, alla Galleria Russo di Roma si conclude questo trittico espositivo. Non possiamo dunque parlare di riscoperta di Peruzzi anche perché, in realtà, le sue opere sono sempre state presenti nelle grandi rassegne nazionali e internazionali sul Futurismo, e nella stessa mostra alla GNAMC dello scorso anno dove l’artista ha resistito alla ben nota falcidia ministeriale operata quasi al termine della preparazione, con un suo capolavoro della GAM di Roma che non hanno potuto cancellare. Ricordo poi la presenza ampia alle mie mostre di Parma e di Matera. Tutto questo ha suscitato anche l’interesse del mercato per l’artista, tiepido fino a un paio d’anni fa per la mancanza di offerta di opere storiche, seppure l’indimenticabile Lidya Palumbo Scalzi, amica ed estimatrice di Osvaldo, che nella sua Galleria di Latina aveva proposto da tempo con successo numerose sue tele e opere grafiche datate dopo la fine storica del Movimento Marinettiano.</p>
<p><em>dalla prefazione di Massimo Duranti</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Limen paradisi. I monasteri benedettini di Subiaco</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/limen-paradisi-i-monasteri-benedettini-di-subiaco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 08:45:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La storia e il patrimonio artistico dei primi monasteri del mondo occidentale: San Benedetto e Santa Scolastica a Subiaco   Un nuovo volume dedicato allo straordinario monumento nazionale dei monasteri di Subiaco deve ottemperare all’ambizione di presentare ricerche, opinioni e studi inediti sull’inesauribile vicenda culturale e storica di tali fondazioni benedettine. La densità della materia ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La storia e il patrimonio artistico</em><br />
<em>dei primi monasteri del mondo occidentale:</em><br />
<em>San Benedetto e Santa Scolastica a Subiaco</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un nuovo volume dedicato allo straordinario monumento nazionale dei monasteri di Subiaco deve ottemperare all’ambizione di presentare ricerche, opinioni e studi inediti sull’inesauribile vicenda culturale e storica di tali fondazioni benedettine.<br />
La densità della materia impone di perimetrare gli argomenti e di contribuire a dibattiti che prefigurano proposte e non risposte.<br />
Allo studio archeologico delle evidenze che precedettero e poi si intrecciarono con quella figura centrale per la storia della civiltà europea, quale fu Benedetto da Norcia, segue il più aggiornato contributo storico dalle origini alla contemporaneità, con la narrazione essenziale degli accadimenti di millecinquecento anni. Nelle motivazioni della eccezionalità di questi luoghi un primo piano acquista la tangibile osservazione delle rovine imperiali della villa di Nerone, dove il giovane eremita pose le prime pietre di quel monumento culturale e religioso che fu il monachesimo benedettino. Sorto a Subiaco e regolato a Montecassino, dove il Santo pose le fondamenta normative e spirituali di quel grandioso progetto, il primo biografo di Benedetto, il papa a sua volta santo, Gregorio detto Magno, fece successivamente dell’Ordine religioso appena fondato il braccio organizzatore dell’evangelizzazione dell’Europa dilaniata dall’epocale caduta dell’Impero romano e dalla costituzione degli Stati qualificati come barbari.<br />
La Regola promulgata da Benedetto divenne lo strumento attraverso il quale la Chiesa di Roma diffuse e affermò la civiltà cristiana con la fondazione di centinaia di monasteri in tutto il continente europeo. Di questi presidi di cultura ai quali si deve la conservazione e la trasmissione della civiltà classica, i monasteri di Subiaco furono il luogo germinante.<br />
Due figli dell’aristocrazia romana, Benedetto e Gregorio, assursero così a protagonisti dell’affermazione della nuova religione in Europa, attraverso le strade dell’eremitaggio, della ricerca spirituale e poi dell’organizzazione religiosa e politica.<br />
Le vicende dei monasteri benedettini, titolati ai gemelli Scolastica e Benedetto, sono offerte dagli studi di questo volume attraverso gli strumenti dell’indagine storico-artistica, dell’archeologia, dell’analisi delle forme architettoniche e di complesse e annose ricerche d’archivio.<br />
La storia dell’arte ha rivisto e aggiornato la millenaria impresa decorativa dei monasteri che risale alle origini della fondazione di Benedetto, quando nasceva il santuario rupestre che sulle pareti rocciose delle grotte eremitiche rappresentava le prime sacre immagini.</p>
<p><em>dall&#8217;introduzione di</em> Stefano Petrocchi</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Nella stanza vuota</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/nella-stanza-vuota/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 16:00:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Volume della collana OPEN ACCESS scaricabile gratuitamente Il volume ripercorre, attraverso un itinerario iconografico che si snoda tra Medioevo e Rinascimento, la forma e il senso degli spazi del sapere, di cui il tempo ha lasciato solo esili tracce. Le immagini che nei secoli hanno rappresentato questi luoghi, pur se non concepite con finalità documentarie, ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4>Volume della collana OPEN ACCESS scaricabile gratuitamente</h4>
<p>Il volume ripercorre, attraverso un itinerario iconografico che si snoda tra Medioevo e Rinascimento, la forma e il senso degli spazi del sapere, di cui il tempo ha lasciato solo esili tracce. Le immagini che nei secoli hanno rappresentato questi luoghi, pur se non concepite con finalità documentarie, si rivelano strumenti ermeneutici di straordinaria efficacia: esse restituiscono l’orditura architettonica degli ambienti, la qualità degli arredi, la disposizione dei libri e quell’universo di dettagli, ormai perduti, che raramente le sole fonti scritte consentono di afferrare.<br />
Esemplare, in tal senso, è il caso della biblioteca di Federico da Montefeltro, concepita quale ambizioso e consapevole progetto politico-culturale volto alla promozione della sapienza e della spiritualità. Di quella raccolta mirabile, costituita in pochi anni secondo un disegno di compiuta universalità, successivamente confluita nella Biblioteca Apostolica Vaticana, a Urbino resta soltanto una stanza vuota, che nemmeno l’immaginazione riesce a colmare.<br />
Proprio questa stanza diventa il focus del presente studio che, attraverso un serrato dialogo tra testimonianze scritte, fonti visive e tracce materiali, propone una ricostruzione della facies originale della famosa Libraria urbinate, ricomponendo l’unità perduta tra contenitore e contenuto, tra forma e sostanza, che è l’essenza di ogni biblioteca.</p>
<p>GRAZIA MARIA FACHECHI è professoressa associata di storia dell’arte medievale nel Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Urbino. La sua attività scientifica si caratterizza per un’attenzione particolare al rapporto tra fonti documentarie, patrimonio materiale, ricostruzione storica e visualizzazione scientifica attraverso gli strumenti digitali. Fra i suoi lavori di più ampio respiro, si ricordano: l’edizione dei documenti di archivio sulla scultura e l’arredo in legno fra Marche e Umbria, con la quale ha ricevuto una menzione d’onore al ‘Premio Salimbeni per la storia e la critica d’arte’; il catalogo delle sculture lignee del Museo Nazionale di Palazzo Venezia, frutto di una ricerca finanziata dalla Getty Foundation di Los Angeles; la curatela del numero monografico della rivista ‘Opus incertum’ dedicato al tema del bianco in architettura; lo studio finalizzato alla ricostruzione virtuale del ciclo di affreschi del monastero delle Palazze a Spoleto, staccato e oggi conservato in frammenti in vari musei, come il Fogg Art Museum di Harvard a Cambridge e il Museum of Fine Arts di Boston; il volume sui calendari monumentali, scritto con Manuel Castiñeiras della Universitat Autònoma de Barcelona; la prima monografia sulla chiesa nazionale dei Senesi nella centralissima via Giulia a Roma; la curatela, insieme a Tommaso di Carpegna Falconieri e Antonio Corsaro, degli atti del convegno internazionale Federico da Montefeltro nel terzo millennio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Chiaroscuro. Ricerche di storia e storia dell’arte</em><br />
1. Gli affreschi delle Palazze. Una storia tra Umbria e America / The Palazze Frescoes. A Tale between Umbria and America<br />
2. Medievalismi italiani (secoli XIX-XXI)<br />
3. Il tempo sulla pietra. La raffigurazione dei mesi nella scultura medievale<br />
4. Lost and Found. Ricostruire ciò che è andato distrutto, recuperare ciò che è andato disperso<br />
5. Nella stanza vuota. La perduta biblioteca di Urbino com’era, dov’era</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Il volume è pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 4.0 Internazionale (CC-BY-NC-ND 4.0).</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Gerardo Dottori</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/gerardo-dottori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 13:28:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Futurista fin dal 1912, precoce contestatore dell’Accademia di Belle Arti di Perugia, della quale diventerà poi docente e direttore, paroliberista in guerra, esclusivo interprete del dinamismo della natura, Gerardo Dottori, insieme a Boccioni, Balla, Severini e ai coetanei Depero e Prampolini, è considerato dalla critica uno dei principali esponenti del Movimento fondato da Filippo Tommaso ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Futurista fin dal 1912, precoce contestatore dell’Accademia di Belle Arti di Perugia, della quale diventerà poi docente e direttore, paroliberista in guerra, esclusivo interprete del dinamismo della natura, Gerardo Dottori, insieme a Boccioni, Balla, Severini e ai coetanei Depero e Prampolini, è considerato dalla critica uno dei principali esponenti del Movimento fondato da Filippo Tommaso Marinetti.<br />
Protagonista assoluto degli sviluppi del Futurismo degli anni Venti, fu tra i primi ad intuire le nuove possibilità consentite dalla visione del paesaggio in volo, realizzando l’Aeropittura e ad ideare, insieme a Fillia, l’Arte sacra futurista. Firmatario dei manifesti dell’Aeropittura, della Plastica murale e di numerosi appelli, dal 1926 in poi è a Roma vicino a Marinetti del quale diventa di fatto il portavoce con la sua attività di giornalista. Dal 1924 al 1942 è stato presente a tutte le Biennali di Venezia e alle Quadriennali di Roma, partecipando alle numerose mostre futuriste in Europa e nel 1928 a quella di New York. Pittore, muralista, scenografo, critico d’arte, scrittore di novelle e testi teatrali, riscoperto da Guido Ballo, Enrico Crispolti e Maurizio Calvesi negli anni Sessanta, è presente nelle maggiori rassegne storiche sul Futurismo nel mondo e fra queste quelle degli ultimi anni: Guggenheim di New York nel 2014 in Italian Futurism; Parma, nel 2022, al Labirinto della Masone con Dall’Alto. Aeropittura futurista; nel 2024 Futurismo italiano, il contributo del Mezzogiorno al Museo Nazionale di Matera; nel 2025 alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma in Il tempo del futurismo. Nel 2009 è stato pubblicato il Catalogo generale ragionato dell’artista da EFFE Fabrizio Fabbri Editore, a cura di Massimo Duranti, presidente dell’Associazione culturale Archivi Dottori costituita nel 2005. La Raccolta Dottori, con numerosi capolavori dell’artista, è allestita in permanenza a Perugia presso il Museo civico di Palazzo della Penna. Questa monografia, attesa da tempo, colma la mancanza di un agile manuale sulla sua opera.</p>
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<p><strong>RASSEGNA ONLINE</strong><br />
<a href="https://www.umbriadomani.it/cultura/perugia-presentazione-del-nuovo-volume-dedicato-a-gerardo-dottori-342074/">Umbria domani &#8211; 25/03/2026 &#8211; Perugia, presentazione del nuovo volume dedicato a Gerardo Dottori</a><br />
<a href="https://www.umbriaecultura.it/perugia-gerardo-dottori/">Umbria e cultura &#8211; 26/03/2026 &#8211; Perugia, a Palazzo della Penna la presentazione del volume su Gerardo Dottori</a><br />
<a href="https://perugiacomunica.comune.perugia.it/gerardo-dottori-futurista-aeropittore-la-presentazione-del-libro-il-2-aprile">Perugia Comunica &#8211; Comune di Perugia &#8211; 1/04/2026 &#8211; Gerardo Dottori, futurista aeropittore: la presentazione del libro il 2 aprile</a><br />
<a href="https://www.umbriajournal.com/arte-e-cultura/futurismo-perugia-celebra-gerardo-dottori-con-una-monografia-636118/">Umbriajournal.com &#8211; 1/04/2026 &#8211; Futurismo, Perugia celebra Gerardo Dottori con una monografia</a></p>
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		<title>New York 80</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/new-york-80/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jan 2026 11:49:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La New York che vogliamo raccontare in questa mostra è quella degli anni Ottanta, letto troppo spesso come il decennio del disincanto e della superficialità, vissuto tra storie di eccessi, trasgressione e mondanità, che ha avuto un suo modo molto colorato ed esplosivo di fare politica e denuncia sociale. Una rivoluzione culturale trasversale che ha ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La New York che vogliamo raccontare in questa mostra è quella degli anni Ottanta, letto troppo spesso come il decennio del disincanto e della superficialità, vissuto tra storie di eccessi, trasgressione e mondanità, che ha avuto un suo modo molto colorato ed esplosivo di fare politica e denuncia sociale. Una rivoluzione culturale trasversale che ha travolto la cultura, l’arte, la musica, la moda dell’intero pianeta.<br />
“Si arrivava a New York per caso, erano gli anni Ottanta, e non si riusciva più a partire. La seduzione esercitata dalla città era totale, infinita o eccessiva! Si intuiva che la libertà potesse somigliare in qualche modo allo scorrere degli avvenimenti a New<br />
York”, scrive Rosma Scuteri nel suo fantastico e accattivante libro sulla New York degli anni Ottanta. Un periodo in cui tutto era possibile e che ha incarnato in modo chiaro e autentico il sogno americano. Tutti avevano la possibilità di riscattarsi e<br />
risalire la scala sociale diventando Star e l’artista prendeva in mano il suo destino promuovendosi da solo, diventando critico e curatore delle sue mostre, trasformandosi in un vero e proprio manager.</p>
<p><strong>RASSEGNA ONLINE</strong><br />
<a href="https://www.comune.catania.it/novita/comunicati/mostre-new-york-anni-ottanta-nel-palazzo-della-cultura.aspx">Comune di Catania &#8211; 29/01/2026 &#8211; Mostre: “New York anni Ottanta” nel Palazzo della Cultura</a><br />
<a href="https://www.peripericatania.it/eventi-catania/new-york-anni-ottanta-mostra-a-palazzo-della-cultura-a-catania/">Periperi Catania &#8211; 30/01/2026 &#8211; “New York anni Ottanta” mostra a Palazzo della Cultura a Catania<br />
</a><a href="https://www.siciliafan.it/new-york-anni-ottanta-mostra-catania-palazzo-della-cultura/">Siciliafan.it &#8211; 30/01/2026 &#8211; New York anni Ottanta: a Catania la mostra che spiega l’arte di oggi</a><br />
<a href="https://www.notiziegeopolitiche.net/new-york-anni-ottanta/">Notiziegeopolitiche.it &#8211; 30/01/2026 &#8211; New York anni Ottanta Il movimento culturale che ha rivoluzionato l’Arte, la Musica e la Moda dell’intero pianeta</a><br />
<a href="https://artemagazine.it/catania-riscopre-la-new-york-degli-anni-ottanta-lenergia-che-ha-cambiato-il-mondo-arriva-al-palazzo-della-cultura/">Artemagazine &#8211; 30/01/2026 &#8211; Catania riscopre la New York degli anni Ottanta: l’energia che ha cambiato il mondo arriva al Palazzo della Cultura</a><br />
<a href="https://agenparl.eu/2026/01/30/catania-palazzo-della-cultura-di-catania-30-gennaio-12-luglio-2026-in-mostra-new-york-80-catalogo-gangemi-editore/">Agenparl &#8211; 30/01/2026 &#8211; Catania, Palazzo della Cultura di Catania: 30 gennaio-12 luglio 2026: in mostra NEW YORK 80, Catalogo Gangemi Editore</a><br />
<a href="https://qds.it/a-catania-la-mostra-new-york-anni-ottanta-per-riscoprire-un-movimento-rivoluzionario/#google_vignette">Qds.it &#8211; 02/02/2026 &#8211; A Catania la mostra New York anni Ottanta per riscoprire un movimento rivoluzionario</a><br />
<a href="https://opinione.it/cultura/2026/02/04/claudia-conte-a-catania-la-rivoluzione-degli-anni-80-di-ny/">L&#8217;Opinione della Libertà &#8211; 5/02/2026 &#8211; A Catania, la rivoluzione degli anni &#8217;80 di New York</a><br />
<a href="https://www.zarabaza.it/2026/02/08/new-york-ottanta/">Zarabazà &#8211; 09/02/2026 &#8211; NEW YORK OTTANTA: a Catania la mostra sulla rivoluzione culturale che cambiò il mondo</a><br />
<a href="https://www.pressreader.com/italy/la-sicilia/20260318/282497190181682">Pressreader.com &#8211; 18/03/2026 &#8211; New York anni Ottanta, arri­vano nuove opere</a><br />
<a href="https://www.lasicilia.it/news/tendenze/3027541/vintage-market-artigianato-e-aperitivo-letterario-cosa-c-e-da-fare-oggi.html">lasicilia.it &#8211; 30/03/2026 &#8211; calendarioVintage market, artigianato e aperitivo letterario: cosa c&#8217;è da fare domenica 29 marzo</a><br />
<a href="https://www.zarabaza.it/2026/03/30/catania-si-prepara-a-una-pasqua-di-protagonismo-culturale-la-mostra-new-york-anni-80-al-centro-della-stagione-turistica/">www.zarabaza.it &#8211; 30/03/206 &#8211; Catania si prepara a una Pasqua di protagonismo culturale: la mostra New York Anni ’80 al centro della stagione turistica</a><br />
<a href="https://www.corrieretneo.it/2026/04/04/new-york-anni-80-a-catania-mostra-simbolo-della-pasqua-culturale-al-palazzo-della-cultura-opere-di-haring-indiana-e-rammellzee/">corrieretneo.it &#8211; 4/04/2026 &#8211; New York Anni ’80 a Catania, mostra simbolo della Pasqua culturale: al Palazzo della Cultura opere di Haring, Indiana e Rammellzee</a><br />
<a href="https://www.cataniatoday.it/eventi/biglietti-sconto-mostra-catania-new-york-gennaio-luglio-2026.html">Catania Today &#8211; 13/04/2026 &#8211; New York Ottanta in mostra a Catania</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/new-york-80/">New York 80</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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