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	<title>Baffoni Andrea Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Baffoni Andrea Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Aurelio De Felice</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/aurelio-de-felice/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 08:12:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Non è che siano mancate ricerche e studi, anche recenti, sulla figura di Aurelio De Felice, intesi in senso lato dal punto di vista della rappresentazione non solo dell'artista, ma dell'intellettuale che ha lasciato un segno del suo operare a livello europeo, considerando al riguardo, da ultimo, i saggi di Domenico Cialfi, Alessia Curini, Francesco ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non è che siano mancate ricerche e studi, anche recenti, sulla figura di Aurelio De Felice, intesi in senso lato dal punto di vista della rappresentazione non solo dell&#8217;artista, ma dell&#8217;intellettuale che ha lasciato un segno del suo operare a livello europeo, considerando al riguardo, da ultimo, i saggi di Domenico Cialfi, Alessia Curini, Francesco Pullia e Saverio Ricci pubblicati in Sulle orme del maestro Aurelio De Felice. &#8220;Ladro della vita&#8221; senza dimenticare il pregevole lavoro della tesi di laurea della Curini.<br />
Così come va ricordato, qualora ce ne fosse bisogno, che la collezione delle sue opere, donate dalla famiglia al Comune di Terni è ben custodita e in gran parte esposta al Museo d&#8217;Arte Moderna e Contemporanea &#8220;Aurelio De Felice&#8221;. Il problema è che occorre tenere sempre viva la memoria degli artisti con iniziative, le più varie, perché figure come quella di De Felice non sprofondino nelle nebbie del dimenticatoio dove già giacciono molte figure di rilievo dell&#8217;arte italiana del &#8216;900.</p>
<p>dalla prefazione di Massimo Duranti</p>
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		<title>Gerardo Dottori</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/gerardo-dottori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2026 13:28:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Futurista fin dal 1912, precoce contestatore dell’Accademia di Belle Arti di Perugia, della quale diventerà poi docente e direttore, paroliberista in guerra, esclusivo interprete del dinamismo della natura, Gerardo Dottori, insieme a Boccioni, Balla, Severini e ai coetanei Depero e Prampolini, è considerato dalla critica uno dei principali esponenti del Movimento fondato da Filippo Tommaso ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Futurista fin dal 1912, precoce contestatore dell’Accademia di Belle Arti di Perugia, della quale diventerà poi docente e direttore, paroliberista in guerra, esclusivo interprete del dinamismo della natura, Gerardo Dottori, insieme a Boccioni, Balla, Severini e ai coetanei Depero e Prampolini, è considerato dalla critica uno dei principali esponenti del Movimento fondato da Filippo Tommaso Marinetti.<br />
Protagonista assoluto degli sviluppi del Futurismo degli anni Venti, fu tra i primi ad intuire le nuove possibilità consentite dalla visione del paesaggio in volo, realizzando l’Aeropittura e ad ideare, insieme a Fillia, l’Arte sacra futurista. Firmatario dei manifesti dell’Aeropittura, della Plastica murale e di numerosi appelli, dal 1926 in poi è a Roma vicino a Marinetti del quale diventa di fatto il portavoce con la sua attività di giornalista. Dal 1924 al 1942 è stato presente a tutte le Biennali di Venezia e alle Quadriennali di Roma, partecipando alle numerose mostre futuriste in Europa e nel 1928 a quella di New York. Pittore, muralista, scenografo, critico d’arte, scrittore di novelle e testi teatrali, riscoperto da Guido Ballo, Enrico Crispolti e Maurizio Calvesi negli anni Sessanta, è presente nelle maggiori rassegne storiche sul Futurismo nel mondo e fra queste quelle degli ultimi anni: Guggenheim di New York nel 2014 in Italian Futurism; Parma, nel 2022, al Labirinto della Masone con Dall’Alto. Aeropittura futurista; nel 2024 Futurismo italiano, il contributo del Mezzogiorno al Museo Nazionale di Matera; nel 2025 alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma in Il tempo del futurismo. Nel 2009 è stato pubblicato il Catalogo generale ragionato dell’artista da EFFE Fabrizio Fabbri Editore, a cura di Massimo Duranti, presidente dell’Associazione culturale Archivi Dottori costituita nel 2005. La Raccolta Dottori, con numerosi capolavori dell’artista, è allestita in permanenza a Perugia presso il Museo civico di Palazzo della Penna. Questa monografia, attesa da tempo, colma la mancanza di un agile manuale sulla sua opera.</p>
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		<title>Romano Notari</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/romano-notari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Sep 2025 14:36:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Romano Notari, figlio della nostra terra, ha portato nel mondo la luce e i colori dell’Umbria. La sua pittura, sospesa tra il sogno e il reale, intrisa di tonalità calde e di una costante tensione spirituale, ha dato forma a un linguaggio unico, riconosciuto dalla critica e celebrato in prestigiose sedi espositive nazionali e internazionali. ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Romano Notari, figlio della nostra terra, ha portato nel mondo la luce e i colori dell’Umbria. La sua pittura, sospesa tra il sogno e il reale, intrisa di tonalità calde e di una costante tensione spirituale, ha dato forma a un linguaggio unico, riconosciuto dalla critica e celebrato in prestigiose sedi espositive nazionali e internazionali. A due anni dalla sua scomparsa, questa mostra rappresenta un doveroso omaggio a un artista originale e visionario. Grazie all’impegno dell’Ente Giostra dell’Arme, del curatore Massimo Duranti, del co-curatore Andrea Baffoni, del coordinatore Piero Zannori e di tutti coloro che hanno reso possibile questo progetto, San Gemini si conferma non solo custode di tradizioni secolari, ma anche luogo vitale di produzione culturale, capace di richiamare visitatori e studiosi e di rafforzare il legame fra storia, arte e comunità.</p>
<p>dalla prefazione di Stefania Proietti, Presidente Regione Umbria</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>RASSEGNA ONLINE</h4>
<ul>
<li><a href="https://www.umbriacronaca.it/2025/09/26/san-gemini-celebra-romano-notari-la-luce-e-il-colore-in-mostra-nel-borgo/">Umbriacronaca.it &#8211; 26/09/2025 &#8211; San Gemini celebra Romano Notari: la luce e il colore in mostra nel borgo</a></li>
<li><a href="https://www.umbriatv.com/notizie/arte-e-cultura/s-gemini-verso-la-mostra-della-luce-e-del-colore-di-romano-notari/">Umbriatv.com &#8211; 25/09/2025 &#8211; S. Gemini verso la mostra “Della luce e del colore” di Romano Notari</a></li>
<li><a href="https://www.umbriaecultura.it/san-gemini-mostra-romano-notari/">Umbriaecultura.it &#8211; 26/09/2025 &#8211; A San Gemini la mostra “Romano Notari della luce e del colore”</a></li>
</ul>
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		<item>
		<title>Dottori. Verso l’alto</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/dottori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Dec 2024 15:23:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un viaggio attraverso i segni di Gerardo Dottori, protagonista del Futurismo italiano, dalla sua formazione accademica alle visioni rivoluzionarie dell'Aeropittura. Un percorso artistico che racconta l'evoluzione di un maestro del movimento futurista, dai primi disegni giovanili fino alle trasformazioni dinamiche dei paesaggi visti dall'alto. Questo volume svela un aspetto poco conosciuto di Dottori: un artista ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un viaggio attraverso i segni di Gerardo Dottori, protagonista del Futurismo italiano, dalla sua formazione accademica alle visioni rivoluzionarie dell&#8217;Aeropittura. Un percorso artistico che racconta l&#8217;evoluzione di un maestro del movimento futurista, dai primi disegni giovanili fino alle trasformazioni dinamiche dei paesaggi visti dall&#8217;alto.<br />
Questo volume svela un aspetto poco conosciuto di Dottori: un artista capace di padroneggiare tecniche classiche e linguaggi d&#8217;avanguardia, dai ritratti alle architetture rurali, dai bozzetti futuristi alle composizioni aeree. Un racconto per immagini che testimonia il talento di un artista che ha saputo interpretare con originalità i dinamismi del Novecento.<br />
Un viaggio nel cuore creativo di uno dei più significativi interpreti del Futurismo italiano, tra disegni, bozzetti e visioni che hanno ridefinito lo sguardo artistico del loro tempo.</p>
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		<title>Osvaldo Peruzzi</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/osvaldo-peruzzi-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Oct 2024 16:18:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Osvaldo Peruzzi è stato artista non secondario del Futurismo negli anni Trenta e fino alla scomparsa di Filippo Tommaso Marinetti nel 1944. Personalità originale, fu protagonista dell’evoluzione aeropittorica codificata dal manifesto del 1931. Laureatosi al Politecnico di Milano, maturò in quel clima di modernità il suo linguaggio partendo da suggestioni meccanicistiche e simboliste mutuate da ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Osvaldo Peruzzi è stato artista non secondario del Futurismo negli anni Trenta e fino alla scomparsa di Filippo Tommaso Marinetti nel 1944. Personalità originale, fu protagonista dell’evoluzione aeropittorica codificata dal manifesto del 1931. Laureatosi al Politecnico di Milano, maturò in quel clima di modernità il suo linguaggio partendo da suggestioni meccanicistiche e simboliste mutuate da Bruno Munari, documentato da un gruppo di disegni sulle cartoline spedite a un collega di studi, presto evolutesi dal rapporto con i futuristi incontrati alla galleria Pesaro della capitale lombarda dove conobbe Marinetti e aderì al Futurismo. Rientrato a Livorno, dove diresse la vetreria di famiglia, partecipò alle iniziative del movimento in Italia e all’estero, tra cui le mostre sindacali, le Biennali di Venezia e le Quadriennali di Roma. Le sue tele, ricche di colori vivaci, si integrano entro forme geometriche razionali, sovrapponendosi e intersecandosi, rigorosamente ispirate alla sintesi compositiva indicata nei manifesti marinettiane con stesure cromatiche nette. Nei suoi dipinti troviamo suggestioni legate al volo, ma anche alla musica, in particolare al Jazz, al cinema, alla ritrattistica, e ai paesaggi, rurali e urbani. Nel 1941 scrisse la sua dichiarazione di poetica col manifesto “Plastica della essenza individuale” introdotto poi da un testo di Marinetti che commentò così il linguaggio dell’artista: “Le forze dello spazio del mare dell’elettricità e del magnetismo terrestre hanno suggerito e guidato le ondulazioni gli spigoli e le rette delle opere di Peruzzi”. Fatto prigioniero a Hammamet nel 1943, fu internato nel Missouri a Weingarten camp dove continuò a dipingere e riuscì anche ad allestire mostre. Liberato nel 1945, tornò a Livorno, riprese l’attività della vetreria e definì un nuovo stile pittorico che evita autocitazioni, ma è fondato ancora sulle geometrie dall’acceso cromatismo in un’ottica di “Nuova figurazione dello splendore geometrico”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Corrado Spaziani</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/corrado-spaziani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Sep 2024 15:24:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione della LI edizione della Giostra dell’Arme, San Gemini ha il privilegio di ospitare nelle sale del Palazzo Vecchio e nella Sala culturale Stazione di Posta, la mostra di un artista umbro molto apprezzato e conosciuto in Italia ed all’estero, Corrado Spaziani. I suoi dipinti, che rappresentano nature morte, paesaggi campestri, molto spesso traendo ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione della LI edizione della Giostra dell’Arme, San Gemini ha il privilegio di ospitare nelle sale del Palazzo Vecchio e nella Sala culturale Stazione di Posta, la mostra di un artista umbro molto apprezzato e conosciuto in Italia ed all’estero, Corrado Spaziani. I suoi dipinti, che rappresentano nature morte, paesaggi campestri, molto spesso traendo ispirazione dalla campagna umbra e la città reali o immaginarie, sono caratterizzati da una potenza di colori pur nell’essenzialità delle figure e degli oggetti rappresentati.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Benvenuto Crispoldi tra arte e rivoluzione</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/benvenuto-crispoldi-tra-arte-e-rivoluzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Dec 2023 10:40:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Benvenuto Crispoldi tra arte e rivoluzione da Spello all’Europa, un nostos attraverso i Comuni di Bastia Umbra, Foligno e Magione celebra il centenario della scomparsa di un personaggio, nativo di Spello, vissuto nei primi decenni del ’900, che ha lasciato importanti segni nel territorio umbro, ma anche a livello europeo. Il suo multiforme ingegno si ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Benvenuto Crispoldi tra arte e rivoluzione da Spello all’Europa, un nostos attraverso i Comuni di Bastia Umbra, Foligno e Magione</em> celebra il centenario della scomparsa di un personaggio, nativo di Spello, vissuto nei primi decenni del ’900, che ha lasciato importanti segni nel territorio umbro, ma anche a livello europeo. Il suo multiforme ingegno si espresse in campo artistico – fondato sui concetti armonici della classicità antica e sull’equilibrio rinascimentale –, letterario e politico fra la sua città, la Francia, Montecarlo, la Svizzera e Milano nell’arco di una breve, ma intensa vita. Da Spello, nel 1910, va a Parigi dove espone con successo le sue opere e quando rientra in Italia si adopera intensamente nel sociale manifestando il suo pensiero rivoluzionario nella “settimana rossa”. Costretto a fuggire in Svizzera, ma presto amnistiato, torna a Spello e viene eletto Sindaco. L’evento della ricorrenza della morte vede coinvolti quattro Comuni, con altrettante mostre, luoghi dove l’artista realizzò cicli pittorici e sculture. Il catalogo riproduce un’ottantina di opere fra dipinti, disegni, bozzetti e copiosi documenti della sua attività poliedrica ed esiti delle sue amicizie artistiche e politiche. I suoi scritti, noti solo agli esperti, vengono pubblicati in un volume edito contestualmente alle mostre. La pubblicazione e l’evento distribuito sul territorio umbro, oltre a presentare per la prima volta le opere dell’artista conservate in Comune, propongono interessanti itinerari lungo le strade della romana Splendidissima Colonia Julia, alla scoperta di luoghi, per lo più privati, dove Crispoldi realizzò numerosi interventi pittorici. Pubblicate inoltre oltre venti opere pittoriche e grafiche, esposte fra Spello e Magione, dei suoi amici futuristi, Gerardo Dottori in particolare, con i quali condivise ideali di avanguardia, ma non di linguaggio artistico.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Cambellotti e l’Umbria</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/cambellotti-e-lumbria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Oct 2023 15:24:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Catalogo della mostra aperta presso Palazzo Vecchio a Sangemini (TR) dal 30 settembre al 15 ottobre 2023 Questa esposizione monografica di Duilio Cambellotti, un itinerario attraverso un nucleo di opere che riflettono un percorso di rispettoso raccoglimento dell’artista rispetto al tema del ‘sacro’ in terra umbra, reso più vivo dalla sua ammirazione per il Santo ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Catalogo della mostra aperta presso Palazzo Vecchio a Sangemini (TR) dal 30 settembre al 15 ottobre 2023</p>
<p>Questa esposizione monografica di Duilio Cambellotti, un itinerario attraverso un nucleo di opere che riflettono un percorso di rispettoso raccoglimento dell’artista rispetto al tema del ‘sacro’ in terra umbra, reso più vivo dalla sua ammirazione per il Santo di Assisi, ha portato al coinvolgimento dell’Archivio dell’Opera di Duilio Cambellotti nel progetto promosso dall’Ente Giostra dell’Arme.<br />
Il rapporto di Cambellotti artista con la figura di San Francesco nacque in occasione del VII centenario della sua morte (1926), allorché il mondo editoriale decise di promuovere diverse iniziative volte a celebrare e a raccontare la vita del Santo. Nel 1926 Cambellotti fu incaricato di curare l’intera veste grafica dei Fioretti e del Cantico del Sole, Le considerazioni sulle Stimmate nella preziosa edizione pubblicata a Roma dalla Editrice “San Francesco”. Si trattò di un volume di lusso di grande formato nel quale le numerose illustrazioni furono ideate secondo ritmi diversi e innovativi, a pagina piena o incastonate in modo suggestivo nel testo così da sottolinearne il rapporto stretto con la parola scritta. Questo progetto ‘francescano’ è l’occasione oggi per riproporre in terra d’Umbria, una terra che attrasse molto Cambellotti per la sua spiritualità, la figura di un artista complesso e completo che fu protagonista della prima metà del secolo passato e il cui prolifico lavoro è ancora oggetto d’indagine scientifica; è questo l’obbiettivo perseguito dall’Archivio con sede a Roma, che da più di venti anni raccoglie e studia la sua opera promuovendo progetti, riedizioni ed esposizioni in Italia e all’estero. Ancora oggi l’Archivio ha un ricco patrimonio di opere (sculture, bozzetti, scenografie, ceramiche), è in costante rapporto con le Università per la formazione dei giovani studiosi e con i musei e le istituzioni che possiedono nuclei importanti del suo operato. Promuove la pubblicazione di materiali inediti, proseguendo l’opera di catalogazione avviata dal figlio Lucio, portata avanti dal nipote Marco e ora da suo figlio Alessandro. Tale opera troverà a breve il suo naturale compimento nella pubblicazione del primo volume del Catalogo ragionato dell’artista.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Osvaldo Peruzzi</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/osvaldo-peruzzi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jun 2023 14:09:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Osvaldo Peruzzi è stato artista non secondario del Futurismo negli anni Trenta e fino alla scomparsa di Filippo Tommaso Marinetti nel 1944. Personalità originale, fu protagonista dell'evoluzione aeropittorica codificata dal manifesto del 1931. Laureatosi al Politecnico di Milano, maturò in quel clima di modernità il suo linguaggio partendo da suggestioni meccanicistiche e simboliste mutuate da ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Osvaldo Peruzzi è stato artista non secondario del Futurismo negli anni Trenta e fino alla scomparsa di Filippo Tommaso Marinetti nel 1944. Personalità originale, fu protagonista dell&#8217;evoluzione aeropittorica codificata dal manifesto del 1931. Laureatosi al Politecnico di Milano, maturò in quel clima di modernità il suo linguaggio partendo da suggestioni meccanicistiche e simboliste mutuate da Bruno Munari, documentato da un gruppo di disegni sulle cartoline spedite a un collega di studi, presto evolutesi dal rapporto con i futuristi incontrati alla galleria Pesaro della capitale lombarda dove conobbe Marinetti e aderì al Futurismo. Rientrato a Livorno, dove diresse la vetreria di famiglia, partecipò alle iniziative del movimento in Italia e all&#8217;estero, tra cui le mostre sindacali, le Biennali di Venezia e le Quadriennali di Roma. Le sue tele, ricche di colori e forme vivaci, si integrano entro forme geometriche razionali, sovrapponendosi e intersecandosi, rigorosamente ispirate alla sintesi compositiva indicata nei manifesti marinettiane con stesure cromatiche nette. Nei suoi dipinti troviamo suggestioni legate al volo, ma anche alla musica, in particolare al Jazz, al cinema, alla ritrattistica, e ai paesaggi, rurali e urbani. Nel 1941 scrisse la sua dichiarazione di poetica col manifesto “Plastica della essenza individuale” introdotto poi da un testo di Marinetti che commentò così il linguaggio dell&#8217;artista: “Le forze dello spazio del mare dell&#8217;elettricità e del magnetismo terrestre hanno suggerito e guidato le ondulazioni gli spigoli e le rette delle opere di Peruzzi”.<br />
Fatto prigioniero a Hammamet nel 1943, fu internato nel Missouri a Weingarten camp dove continuò a dipingere e riuscì anche ad allestire mostre. Liberato nel 1945, tornò a Livorno, riprese l&#8217;attività della vetreria e definì un nuovo stile pittorico che evita autocitazioni, ma è fondato ancora sulle geometrie dall&#8217;acceso cromatismo in un&#8217;ottica di “Nuova figurazione dello splendore geometrico”.</p>
<p>Osvaldo Peruzzi nasce a Milano il 25 maggio 1907. L&#8217;anno successivo si trasferisce con la famiglia a Livorno dove, nel 1924, consegue il diploma all&#8217;Istituto tecnico industriale. Torna successivamente a Milano dove frequenta il Politecnico laureandosi in Ingegneria nel 1932.<br />
Quattro anni prima aveva aderito al Futurismo, avendo conosciuto Filippo Tommaso Marinetti, Enrico Prampolini e Bruno Munari. Dal 1929 intreccia una fitta corrispondenza col collega Armando Silvestri disegnando una serie di cartoline postali che costituiscono gli esordi artistici del futurista livornese. Alla fine del 1932 tiene la sua prima mostra personale nella sala del Bar Taveggia con tredici pastelli ispirati al cinema americano e al jazz.<br />
Nel 1933 partecipa alle mostre Omaggio futurista a Umberto Boccioni, presso la Galleria Pesaro di Milano e a Palazzo Ferroni a Firenze. Partecipa inoltre alla Prima mostra nazionale d&#8217;arte futurista di Roma e alla grande mostra collettiva dei futuristi a Livorno. Tra 1933 e 1935 collabora alle riviste La città nuova e Stile futurista, mentre nel 1934 è presente alla Mostra di Aeropittura futurista ad Amburgo e a Les aeropeinters futuristes italiens, Hotel Negresco, Nizza 1934. Nel 1937 è tra gli artisti che rappresentano l&#8217;Italia all&#8217;Expo&#8217; 37 di Parigi. Partecipa in quel periodo a tutte le più importanti iniziative del gruppo marinettiano.<br />
Nel 1940 è chiamato alle armi. Prosegue comunque la sua attività pubblicando nel 1941 il manifesto Plastica della essenza individuale mentre, l&#8217;anno successivo, sue opere figurarono alla III Mostra del Sindacato Nazionale di Belle Arti di Milano e alla XIII Biennale di Venezia.<br />
Nel 1943 il suo studio di Livorno viene bombardato e lui fatto prigioniero ad Hammamet in Tunisia. Deportato negli Stati Uniti nel campo di prigionia di Weingarten (Missouri) riprende a dipingere e allestisce due mostre personali (1943- 44). Una terza esposizione la presenta nel 1945 al Rotary Club di Bonne Terre, sempre nel Missouri.<br />
Tornato a Livorno, riorganizza lo studio e la vetreria che guiderà fino al 1971. Nel 1967 aderisce al manifesto Futurismo-oggi di Enzo Benedetto e scrive nell&#8217;omonima rivista. Nel 1981 Marzio Pinottini cura Peruzzi futurista, la prima monografia dell&#8217;artista, pubblicata da Scheiviller e dal 1983 ha stretti rapporti con Massimo Duranti che gli curerà numerose mostre a Perugia, Cortina d&#8217;Ampezzo e la monografia post mortem Osvaldo Peruzzi l&#8217;ultimo futurista in occasione dell&#8217;antologica a Latina. Enrico Crispolti nel 1988 cura la mostra a Livorno, Villa Mimbelli. Stringe, in questi anni, un sodalizio con la Galleria San Carlo di Milano, poi con Lidya Palumbo Scalzi dell&#8217;omonima galleria d&#8217;arte di Latina, con la Narciso di Torino, Arte Centro di Milano, Marescalchi di Bologna e Cortina, Il Gianicolo e Spazio Arte di Perugia e, a Livorno, con le gallerie Giraldi e Guastalla. Nel 1997 Peruzzi dona il suo archivio alla Fondazione Primo Conti di Fiesole e nel<br />
2014 Dario Matteoni cura il Catalogo generale dell&#8217;opera pittorica dell&#8217;artista per Electa. Osvaldo Peruzzi muore a Livorno nel 2004.</p>
<p>Massimo Duranti, critico d&#8217;arte, giornalista, accademico dell&#8217;Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci di Perugia e socio della Deputazione di Storia Patria per l&#8217;Umbria, è impegnato da anni come critico militante e storico del Futurismo. Ha curato innumerevoli mostre e cataloghi, in Italia e all&#8217;estero, pubblicato saggi e tenuto lezioni e conferenze nelle principali città italiane, a Londra, New York, Coira, Minsk. Collabora con riviste d&#8217;arte e periodici. È curatore della Raccolta Gerardo Dottori di Palazzo della Penna del Comune di Perugia. Nel 2005 ha fondato gli Archivi Dottori, del quale è presidente, e nel 2006 ha curato e pubblicato, per i tipi di EFFE Fabrizio Fabbri Editore, il Catalogo generale ragionato dell&#8217;artista. Dal 2022 è presidente dell&#8217;Archivio Tato.</p>
<p>Andrea Baffoni è Storico e Critico d&#8217;arte. Dal 2004 è membro del comitato scientifico degli Archivi Gerardo<br />
Dottori di Perugia. È giornalista-pubblicista iscritto all&#8217;Ordine. Ha diretto la rivista di arte contemporanea<br />
“Contemporart” (Modena). Ha curato numerose mostre sul futurismo e pubblicato nel 2015 il saggio “Contro ogni reazione”. Enrico Prampolini. teorico e promotore artistico, Lantana, Roma. Il suo ultimo libro, dal titolo Dannati Romantici. Da Géricault a Ligabue, è uscito nel 2021 per la casa editrice Fabrizio Fabbri Editore, Perugia.</p>
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		<title>antoniofioreUFAGRÀ</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Nov 2018 14:09:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Antonio Fiore, nato a Segni nel 1938, è considerato dalla critica specialistica l'erede dei futuristi dell'ultima generazione. Non si considera però un epigono del movimento marinettiano, bensì un continuatore dello spirito futurista, lo stesso che gli trasmisero direttamente alcuni protagonisti dell'ultimo Futurismo con i quali ebbe rapporti intensi e fecondi. Fu infatti Sante Monachesi nel ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Antonio Fiore, nato a Segni nel 1938, è considerato dalla critica specialistica l&#8217;erede dei futuristi dell&#8217;ultima generazione. Non si considera però un epigono del movimento marinettiano, bensì un continuatore dello spirito futurista, lo stesso che gli trasmisero direttamente alcuni protagonisti dell&#8217;ultimo Futurismo con i quali ebbe rapporti intensi e fecondi. Fu infatti Sante Monachesi nel 1978 ad indirizzarlo verso la ricerca post futurista facendolo aderire al Movimento AGRÀ che aveva fondato nel 1962, battezzandolo futuristicamente UFAGRÀ (Universo Fiore AGRÀ). Conobbe anche Francesco Cangiullo, famoso poeta parolibero futurista, che gli trasmise suggestioni per i contenuti delle opere della prima stagione. Con Elica e Luce Balla, le figlie del Maestro del Futurismo, il pittore di Segni e la sua famiglia hanno vissuto una lunga, cordiale e feconda amicizia tessuta anche fra i ricordi entusiasmanti della vicenda futurista del padre. Infine, ha avuto rapporti con Mino Delle Site e Osvaldo Peruzzi, futuristi dell&#8217;ultima generazione e, soprattutto, con Enzo Benedetto, futurista anche lui che con la Dichiarazione Futurismo Oggi del 1967 sancì la continuità ideale del Futurismo. A Fiore Benedetto lasciò idealmente il testimone della continuità dell&#8217;ideale marinettiano. Tali contatti con i futuristi sono documentati dai diari di molti anni fa della moglie dell&#8217;artista, Maria Pia. In occasione di questa importante mostra al Palazzo del Monte Frumentario di Assisi, promossa dal Comune di Assisi in occasione degli ottanta anni dell&#8217;artista e dei quaranta con la pittura, i curatori hanno ridefinito la sua cosmopittura come linguaggio evolutivo di un&#8217;idea che esplora spazi siderei non conosciuti, dove l&#8217;artista immagina colori e forme fiammeggianti che fluttuano magmaticamente nel vuoto.</p>
<p>MASSIMO DURANTI Nato Perugia nel 1947, laureato all&#8217;Università di Perugia, dopo alcuni anni di insegnamento, è stato dirigente per trenta anni di servizi culturali e della comunicazione della Regione Umbria. Critico d&#8217;arte, pubblicista, negli anni Settanta collabora con quotidiani e riviste specializzate, in particolare con “Arte”, “Arte In”, “TerzOcchio”, “Obiettivo Impresa” e con il “Corriere dell&#8217;Umbria”. Di “ContemporArt” è stato direttore responsabile dal 2011 al 2017. Ha collaborato con Alitalia dal 1999 al 2005 per mostre e pubblicazioni di “Alitalia per l&#8217;arte”. Esperto di Futurismo e di avanguardie storiche, ha pubblicato numerosi saggi ed articoli. Ha messo in luce e pubblicato nel 2001 la prima versione del “Manifesto dell&#8217;Aeropittura” di Mino Somenzi in occasione della mostra “Futurismo 1909-1944” al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Ha curato il Catalogo generale dell&#8217;opera di Gerardo Dottori e firmato monografie di Osvaldo Peruzzi, Alessandro Bruschetti, Leandra Angelucci Cominazzini esponenti del Futurismo, e di Giuseppe De Gregorio. Ha firmato decine di mostre e di cataloghi per istituzioni pubbliche e private in Italia e all&#8217;estero, fra le quali molte dedicate al Futurismo, all&#8217;Aeropittura. In particolare ha curato: “Futurismo, prodromo del centenario”, Marcon (Venezia), 2007; “Piety and pragmatisme: Spiritualism in Futurist Art”, Estorick Collection, London, 2007. Ha tenuto numerose conferenze e lezioni in Italia e all&#8217;estero. Nel 2004 ha fondato gli Archivi Dottori dei quali è presidente. È curatore della Raccolta Dottori di Palazzo della Penna del Museo civico del Comune di Perugia. È Accademico d&#8217;onore dell&#8217;Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci di Perugia del cui consiglio è stato membro e Vice presidente. È socio della Deputazione di Storia Patria per l&#8217;Umbria. È stato membro del Consiglio direttivo e tesoriere dell&#8217;ASU (associazione stampa umbra). Dal 2017 è Consigliere Nazionale dell&#8217;Ordine dei Giornalisti essendo poi stato eletto nel Consiglio di Disciplina Nazionale. Ha ricevuto il Premio speciale della giuria per la sezione Critica d&#8217;Arte del XIII Premio Sulmona 1998 e nel 2009 Premio Tular.</p>
<p>ANDREA BAFFONI, storico e critico d&#8217;arte, dottore di ricerca in storia dell&#8217;arte contemporanea presso l&#8217;Università degli Studi di Perugia. Membro del comitato scientifico agli Archivi Gerardo Dottori di Perugia. Direttore della rivista di arte contemporanea ContemporArt. Arte &#038; Cultura. Ha svolto numerosi studi sul Futurismo, con mostre e saggi: Catalogo generale Gerardo Dottori (2006); Futurismo prodromo del centenario, Marcon (2007); Alessandro Bruschetti futurismo aeropittorico e purilumetria, Perugia (2009); Gerardo Dottori The Futurist View, Londra (2014); Dottori, Chagall, Soutine, Khodasevich-Léger, Minsk (2017); Early Prampolini first manifestos and theatre projects of the 1910s, Lotz (2017). Nel 2015 ha pubblicato il volume “Contro ogni reazione”, Enrico Prampolini teorico e promotore artistico, Lantana, Roma. Nel 2012 la monografia Adele Galeotti Rasetti. Vita e opere di un&#8217;allieva di Giovanni Fattori, EFFE Fabrizio Fabbri Editore, Perugia. Per Antonio Fiore ha curato le mostre: Antonio Fiore dal neo-futurismo AGRÀ alla cosmopittura, Perugia (2012); Sinfonia di tempeste spaziali, Roma (2013); Forme gioiose nell&#8217;immenso cosmo, Latina (2015); e ha redatto la prima cronologia ragionata dell&#8217;artista.</p>
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