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	<title>Gizzi Stefano Archivi | Gangemi</title>
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	<title>Gizzi Stefano Archivi | Gangemi</title>
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		<title>Tecer a esperança</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/tecer-a-esperanca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Mar 2019 14:09:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Catálogo da exposição aberta no Museu de São Roque no Santa Casa da Misericórdia de Lisboa, Portogallo Esta exposição entretece duas histórias diversas que têm como fio condutor o culto da Virgem de Loreto. Há 500 anos, em Lisboa, era fundada a Igreja de Nossa Senhora do Loreto graças à iniciativa de alguns mercadores que ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Catálogo da exposição aberta no Museu de São Roque no Santa Casa da Misericórdia de Lisboa, Portogallo </p>
<p>Esta exposição entretece duas histórias diversas que têm como fio condutor o culto da Virgem de Loreto. Há 500 anos, em Lisboa, era fundada a Igreja de Nossa Senhora do Loreto graças à iniciativa de alguns mercadores que pretendiam aqui construir a igreja da nação italiana. Foram anos durante os quais, em Itália, começaram a surgir as características imagens de madeira de Nossa Senhora e do Menino com as suas ricas vestes e jóias. A Superintendência do Lácio dedicou uma série de exposições a este característico fenómeno artístico, religioso e antropológico das Virgens vestidas, ainda bem presente em Itália, intituladas “Tecer a esperança”. Também aqui em Lisboa se mostram estas vestes extraordinárias que demonstram a enorme habilidade dos artesãos locais, e também das monjas beneditinas, entre o século XVIII e XIX, no território muito circunscrito da província de Frosinone (Lácio, Itália). Estas estátuas de madeira ricamente adornadas são veneradas nos seus altares ou – durante as festas que se lhes dedicam – quando são transportadas em procissão pelas suas terras. Trata-se, pois, de obras de arte e devoção que transportam consigo sentimentos de toda uma comunidade.</p>
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		<title>Tessere la speranza</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/tessere-la-speranza-7/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Mar 2019 14:09:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana TESSERE LA SPERANZA diretta da Alfonsina Russo, Luisa Caporossi, Francesca FabbriCatalogo della mostra aperta presso il Museo di São Roque presso la Santa Casa da Misericórdia de Lisboa, PortogalloQuesta mostra intreccia due diverse storie che hanno come filo rosso il culto della Madonna di Loreto. 500 anni fa, a Lisbona, veniva fondata la Chiesa ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana TESSERE LA SPERANZA diretta da Alfonsina Russo, Luisa Caporossi, Francesca Fabbri</p>
<p>Catalogo della mostra aperta presso il Museo di São Roque presso la Santa Casa da Misericórdia de Lisboa, Portogallo</p>
<p>Questa mostra intreccia due diverse storie che hanno come filo rosso il culto della Madonna di Loreto. 500 anni fa, a Lisbona, veniva fondata la Chiesa di Loreto, grazie all&#8217;intraprendenza di alcuni mercanti che vollero far costruire la chiesa della Nazione Italiana. Sono gli stessi anni in cui, in Italia, cominciano a comparire sugli altari le caratteristiche statue lignee della Madonna e del Bambino con i loro ricchi corredi di vesti e gioielli. Proprio al fenomeno artistico, religioso e antropologico delle Madonne vestite, ancora così sentito in Italia, le Soprintendenze del Lazio hanno dedicato una serie di mostre intitolate “Tessere la speranza”. Anche in questa di Lisbona, vi compaiono abiti di straordinaria fattura, che mostrano la grande abilità di artigiani locali, se non delle stesse monache benedettine, dal XVIII al XXI secolo in un territorio molto circoscritto della provincia di Frosinone. Così riccamente ammantate le statue lignee sono pronte per essere venerate sui loro altari o – durante le loro feste – ad essere portate in processione per i loro paesi. Sono dunque opere d&#8217;arte e di devozione che portano con sé i sentimenti di un&#8217;intera comunità.</p>
<p>della stessa collana<br />Volume I &#8211; Il culto della Madonna vestita lungo le vie del Giubileo<br />Volume II &#8211; Le Preziose Vesti dalle Madonne Addolorate del Lazio a Santa María de la Esperanza Macarena di Siviglia<br />Volume III &#8211; Dal culto della Vergine del Rosario al restauro della Madonna della cintura di Gaeta <br />Volume IV &#8211; Il culto della Madonna di Loreto<br />Volume V &#8211; Le vesti celesti in Aracoeli<br />Volume VI &#8211; Il culto della Madonna delle Grazie</p>
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		<title>Attualità delle aree archeologiche: esperienze e proposte &#8211; Current events in archaeological areas: experiences and proposals</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/attualita-delle-aree-archeologiche-esperienze-e-proposte-current-events-in-archaeological-areas-experiences-and-proposals/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jan 2015 14:06:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il volume raccoglie gli atti del VII Convegno Nazionale dell'ARCo “Attualità delle aree archeologiche: esperienze e proposte”, svoltosi dal 24 al 26 ottobre 2013 presso la Facoltà di Architettura Roma Tre. Il Convegno ha posto temi che attengono al restauro, alla conservazione, alle metodologie e alle tecniche d'intervento con particolare attenzione alle relazioni con il ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il volume raccoglie gli atti del VII Convegno Nazionale dell&#8217;ARCo “Attualità delle aree archeologiche: esperienze e proposte”, svoltosi dal 24 al 26 ottobre 2013 presso la Facoltà di Architettura Roma Tre. Il Convegno ha posto temi che attengono al restauro, alla conservazione, alle metodologie e alle tecniche d&#8217;intervento con particolare attenzione alle relazioni con il contesto urbano. Nelle grandi città infatti, gli interventi infrastrutturali, come ad esempio quelli delle nuove linee metropolitane, pongono importanti sfide e domande sui rapporti che devono essere instaurati tra aree di scavo archeologico e sistemazioni a scala urbana. L&#8217;aumento dell&#8217;interesse e del numero dei visitatori porta come prima conseguenza la problematica relativa ai criteri di gestione e valorizzazione dei siti d&#8217;interesse monumentale, senza sacrificare la tutela e la conservazione degli stessi. La riflessione è quindi molto ampia e generale sulla conservazione di un patrimonio particolarmente fragile, specchio di quella stratificazione storica che costituisce il palinsesto della stessa struttura urbana e territoriale. Il confronto tra esperienze nazionali e internazionali, sulla base del codice dei Beni Culturali e delle normative vigenti, affronta il nodo centrale del problema: come proteggere e conservare? Quali i livelli di compatibilità degli interventi? Come intervenire nell&#8217;ambito dell&#8217;archeologia preventiva e della manutenzione programmata, prima e al di là dell&#8217;emergenza?</p>
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		<item>
		<title>S.S. Trinità di Saccargia</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/s-s-trinita-di-saccargia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Feb 2007 13:02:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L'aspetto attuale della Basilica della SS. Trinità di Saccargia, consolidato nell'immaginario collettivo e riportato nei manuali di Storia dell'Architettura, è quello derivato dai restauri di fine Ottocento, condotti dai maggiori protagonisti dell'allora Ufficio Regionale per la Conservazione dei Monumenti della Sardegna – Filippo Vivanet e Dionigi Scano –, con la collaborazione sul campo di un ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;aspetto attuale della Basilica della SS. Trinità di Saccargia, consolidato nell&#8217;immaginario collettivo e riportato nei manuali di Storia dell&#8217;Architettura, è quello derivato dai restauri di fine Ottocento, condotti dai maggiori protagonisti dell&#8217;allora Ufficio Regionale per la Conservazione dei Monumenti della Sardegna – Filippo Vivanet e Dionigi Scano –, con la collaborazione sul campo di un valoroso e troppo dimenticato «assistente governativo» – Domenico Cialdani –, che proprio a seguito di quei restauri, contratta la malaria in quella zona insalubre, trovò la morte. Nonostante le trasformazioni ottocentesche della facciata e soprattutto del pronao, e quelle più limitate del campanile, la Basilica è ancora «autentica»? E come si colloca tale operazione nell&#8217;ambito del passaggio che si andava verificando, in quel periodo, in Italia, tra restauro stilistico-analogico e restauro filologico? E quali i nuovi apporti storiografici e quelli più specifici relativi ai materiali e alle tecnologie allora impiegate? A tali quesiti offrono una risposta, sotto varie angolazioni, i saggi contenuti in questo volume, a partire da una ricca e in gran parte inedita ricerca documentaria e iconografica d&#8217;archivio.</p>
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		<item>
		<title>Il rudere tra conservazione e reintegrazione</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/il-rudere-tra-conservazione-e-reintegrazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Voci diverse si interrogano sul significato odierno del concetto di rudere: rovine che mentalmente rimandano non solo all'archeologia classica o medievale, ma anche ai fenomeni distruttivi, inconsapevoli o, invece, pienamente voluti, moderni e contemporanei (si pensi al lacerto del cosiddetto "Tempio della Bomba A" di Hiroshima, lasciato inalterato come memento dell'evento bellico).Il tema diventa appassionante ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Voci diverse si interrogano sul significato odierno del concetto di rudere: rovine che mentalmente rimandano non solo all&#8217;archeologia classica o medievale, ma anche ai fenomeni distruttivi, inconsapevoli o, invece, pienamente voluti, moderni e contemporanei (si pensi al lacerto del cosiddetto &#8220;Tempio della Bomba A&#8221; di Hiroshima, lasciato inalterato come memento dell&#8217;evento bellico).<br />Il tema diventa appassionante se affrontato dall&#8217;ottica del restauro, visto però, quest&#8217;ultimo, non come disciplina isolata, ma inserita in un contesto essenzialmente progettuale, di intervento squisitamente architettonico sulle preesistenze.</p>
<p>Testi di: </p>
<p>Bruno Billeci, Andrea Bruno, Gian Vittorio Campus, Massimo Carmassi, Stella Casiello, Roberto Cecchi, Francesco Cellini, Maria Clarelli, Giuseppe Cruciani Fabozzi, Gianluigi De Martino, Paolo Fancelli, Stefano Gizzi, Francesco La Regina, Giovanni Maciocco, Alessandro Maida, Fani Mallouchou-Tufano, Mario Manieri Elia, Paolo Marconi, Giangiuliano Mossa, Ignacio Represa, Paolo Rocchi, Paolo Scarpellini, Silvano Tagliagambe, B. Paolo Torsello</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Padiglione dell&#8217;Artigianato a Sassari</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/il-padiglione-dellartigianato-a-sassari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana Architettura e Costruzione /3 diretta dal Prof. Sergio PorettiOrmai da un anno tutelato ope legis (terminato nel 1956, di proprietà pubblica - regionale -, ha superato i fatidici cinquant'anni), il Padiglione "Eugenio Tavolara" di Sassari - progettato da Ubaldo Badas, personaggio poliedrico e singolare -, finora poco considerato dalla critica, rappresenta un esempio emblematico ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Collana Architettura e Costruzione /3 diretta dal Prof. Sergio Poretti</p>
<p>Ormai da un anno tutelato ope legis (terminato nel 1956, di proprietà pubblica &#8211; regionale -, ha superato i fatidici cinquant&#8217;anni), il Padiglione &#8220;Eugenio Tavolara&#8221; di Sassari &#8211; progettato da Ubaldo Badas, personaggio poliedrico e singolare -, finora poco considerato dalla critica, rappresenta un esempio emblematico di architettura contemporanea, che unisce a significativi aspetti funzionali e strutturali un particolare apparato decorativo. Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali  (Direzione Generale per l&#8217;Architettura e l&#8217;Arte Contemporanee e Soprintendenza per i Beni Architettonici e il Paesaggio per le Province di Sassari e Nuoro) e quello dell&#8217;Università e della Ricerca (Dipartimento di Ingegneria Civile dell&#8217;Università degli Studi di Roma Tor Vergata), in un&#8217;ottima forma di collaborazione, hanno condotto uno studio accurato sulle fonti d&#8217;archivio e sui dati materiali dell&#8217;edificio, con particolare riguardo alle fasi costruttive, agli elementi tecnologici innovativi e alle relative trasformazioni funzionali, in vista di un auspicabile restauro. Il libro sintetizza gli esiti di questo lavoro.</p>
<p>ARCHITETTURA E COSTRUZIONE / 3<br />collana diretta da Sergio Poretti<br />La collana raccoglie studi, ricerche, monografie, <br />atti di convegni sul modo di costruire e i suoi stretti legami con il linguaggio dell&#8217;architettura. <br />Ricognizioni su vicende costruttive, indagini sull&#8217;evoluzione delle tecniche storiche, documentazione di casi di restauro contribuiscono a delineare aspetti ancora poco noti della storia delle tecniche costruttive.</p>
<p><strong>Volumi pubblicati:</strong><br />1. <a href="/scheda_articolo.php?id_prodotto=901">Il restauro delle Poste di Libera</a><br />a cura di Sergio Poretti<br />2. <a href="/scheda_articolo.php?id_prodotto=505">L&#8217;architettura INA Casa (1949-1963) </a><br />Aspetti e problemi di conservazione e recupero<br />A cura di Rosalia Vittorini e Riccardo Capomolla<br />3. <strong>Il Padiglione dell&#8217;Artigianato a Sassari</strong><br />Architettura e conservazione<br />a cura di Stefano Gizzi e Sergio Poretti<br />4. <a href="/scheda_articolo.php?id_prodotto=1280"> Modernismi italiani</a><br />Architettura e costruzione nel Novecento<br />di Sergio Poretti<br />5. <a href="/scheda_articolo.php?id_prodotto=1584">La costruzione dell&#8217;architettura</a><br />Temi e opere del dopoguerra italiano<br />a cura di Pier Giovanni Bardelli, Antonio Cottone, Franco Nuti, Sergio Poretti, Antonello Sanna<br />6. <a href="/scheda_articolo.php?id_prodotto=4476"> Italian Modernisms</a><br />Architecture and construction in the twentieth century<br />di Sergio Poretti</p>
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		<item>
		<title>Antiche ferite e nuovi significati. Permanenze e trasformazioni nella città storica (Cagliari)</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/antiche-ferite-e-nuovi-significati-permanenze-e-trasformazioni-nella-citta-storica-cagliari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il volume raccoglie i risultati del Seminario di restauro architettonico e urbano Permanenze e trasformazioni nella città storica, tenutosi a Cagliari dal 14 al 15 settembre 2007, all'interno del Workshop internazionale Cagliari e la città storica: antiche ferite e nuovi significati.L'obiettivo delle giornate di studio è stato quello di offrire ai discenti la diretta illustrazione, ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/antiche-ferite-e-nuovi-significati-permanenze-e-trasformazioni-nella-citta-storica-cagliari/">Antiche ferite e nuovi significati. Permanenze e trasformazioni nella città storica (Cagliari)</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il volume raccoglie i risultati del Seminario di restauro architettonico e urbano Permanenze e trasformazioni nella città storica, tenutosi a Cagliari dal 14 al 15 settembre 2007, all&#8217;interno del Workshop internazionale Cagliari e la città storica: antiche ferite e nuovi significati.<br />L&#8217;obiettivo delle giornate di studio è stato quello di offrire ai discenti la diretta illustrazione, da parte dei progettisti invitati, architetti e ingegneri, sia italiani che stranieri, delle loro esperienze, idee, soluzioni, in modo da consentir loro di accedere ad uno stimolante processo di apprendimento.<br />Il tema della città storica, dopo cinquant&#8217;anni di dibattiti, resta un problema irrisolto, che, anzi, negli ultimi decenni ha assunto dimensioni drammatiche, a seguito del moltiplicarsi delle conurbazioni urbane, dell&#8217;estensione senza più limiti delle loro periferie e della rottura, ormai irrimediabile, di quell&#8217;equilibrio tra paesaggio urbano e paesaggio di natura che connotava il nostro ambiente fino alla metà del XX secolo. Per riconquistare una condizione di vivibilità occorre, dunque, restituire una dimensione umana alla città e al paesaggio, ricomponendo quella continuità della cultura tra antico e nuovo da tempo smarrita.</p>
<p>Caterina Giannattasio (Napoli 1970), architetto, dottore di ricerca in Storia e Conservazione dei Beni Architettonici (Seconda Università di Napoli), specialista in Restauro dei Monumenti (Università di Roma &#8220;La Sapienza&#8221;), è ricercatore di Restauro alla Facoltà di Architettura dell&#8217;Università di Cagliari. Svolge attività didattica e scientifica incentrandosi sui temi della storia e della conservazione del patrimonio architettonico, della tutela dei centri storici, dell&#8217;analisi delle tecniche costruttive tradizionali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/antiche-ferite-e-nuovi-significati-permanenze-e-trasformazioni-nella-citta-storica-cagliari/">Antiche ferite e nuovi significati. Permanenze e trasformazioni nella città storica (Cagliari)</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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		<item>
		<title>Cesare Brandi e la Sardegna</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/cesare-brandi-e-la-sardegna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Dec 1969 23:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Scritti di Cesare Brandi relativi alla Sardegna, inquadrati nel più ampio panorama delle opere letterarie del Maestro, ma anche considerazioni sui restauri che nell'Isola si andavano compiendo, negli anni dei viaggi "sardi" del critico d'arte senese e, in generale, sulla tutela di un territorio ricco di valenze archeologiche, architettoniche e paesaggistiche, verificando quanto delle idee ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/cesare-brandi-e-la-sardegna/">Cesare Brandi e la Sardegna</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Scritti di Cesare Brandi relativi alla Sardegna, inquadrati nel più ampio panorama delle opere letterarie del Maestro, ma anche considerazioni sui restauri che nell&#8217;Isola si andavano compiendo, negli anni dei viaggi &#8220;sardi&#8221; del critico d&#8217;arte senese e, in generale, sulla tutela di un territorio ricco di valenze archeologiche, architettoniche e paesaggistiche, verificando quanto delle idee dello stesso Brandi sia stato recepito in quella straordinaria area geografica: tali sono gli spunti suggestivi che emergono dalla lettura di questo volume, che raccoglie gli Atti di una apposita giornata di studio tenutasi a Castelsardo nel settembre del 2007.</p>
<p>Il volume è a cura di Bruno Billeci e Stefano Gizzi.</p>
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