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Vasari e Roma

Formato: 240 x 280 cm

Legatura: Filorefe

Pagine: 208

Anno edizione: 2026

ISBN: 9788849255133

EAN: 9788849255133

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Contenuto

Raccontare Giorgio Vasari a Roma significa interrogarsi su come una città possa contribuire non solo alla formazione di un grande artista, ma anche alla nascita di una visione della storia dell’arte. In nessun altro luogo come nella Roma del Cinquecento l’esperienza del passato e la tensione verso il presente si intrecciano in modo tanto serrato, offrendo a Vasari un terreno decisivo per la costruzione della sua identità di pittore, architetto, letterato e scenografo. Roma, infatti, fu per l’artista aretino un laboratorio insostituibile di esperienze visive, intellettuali e umane, uno spazio di confronto con l’Antico e con le più alte esperienze del Rinascimento, di relazioni decisive con i protagonisti della vita artistica, culturale e politica del tempo.

dall’introduzione di Roberto Gualtieri, Sindaco di Roma

 

Vasari e Roma è una mostra che racconta la storia di un intellettuale assolutamente originale del tardo Rinascimento, Giorgio Vasari, e dell’influenza che Roma ha esercitato su di lui nei diversi momenti dei suoi soggiorni nella città eterna. Il cuore di questa esposizione, curata da Alessandra Baroni col prezioso contributo di Claudio Parisi Presicce (e con saggi nel catalogo di Barbara Jatta, Ricardo De Mambro Santos, Federico Giglio, Federica Maria Papi, Eliana Carrara, Bruce Edelstein e Cristina Conti) sono certamente i dipinti e i disegni del Maestro aretino e il suo lavoro di architetto. Ma ciò che davvero è unico, e assolutamente straordinario, è la capacità di Vasari di conoscere, studiare, approfondire il lavoro degli artisti che lo avevano preceduto, alcuni dei quali aveva conosciuto e con alcuni di essi collaborato.

dall’introduzione di Pietro Folena, Presidente di MetaMorfosi

 

La prima venuta a Roma di Giorgio Vasari avvenne il 4 gennaio del 1532, grazie a un invito di Ippolito de’ Medici, «il Reverendissimo et Illustrissimo Cardinale» protetto del papa Clemente VII e nipote di Lorenzo il Magnifico del quale si considerava erede. Vasari giunse in una città che cominciava appena a riprendersi dopo lo shock del Sacco del 1527, con nuovi equilibri e un diverso assetto sia politico che culturale i cui effetti avevano condizionato anche molte altre corti italiane, inclusa Firenze. Qui Giorgio Vasari, toscano e nativo di Arezzo (1511-1574), aveva infatti trascorso dal 1523 gli ultimi nove anni della sua giovane vita, grazie alla benevolenza dell’allora potentissimo cardinale Silvio Passerini, vescovo di Cortona e legato pontificio del neoeletto papa Clemente VII, al secolo Giulio de’ Medici.

dal contributo di Alessandra Baroni, curatrice

 

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