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	<title>Architettura, Urbanistica, Ambiente | Gangemi</title>
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	<title>Architettura, Urbanistica, Ambiente | Gangemi</title>
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		<title>Organi a canne e acustica nelle chiese</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/organi-a-canne-e-acustica-nelle-chiese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 10:43:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il volume raccoglie gli interventi presentati in occasione del Convegno “Organi a canne e acustica nelle chiese” organizzato dall’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della Conferenza Episcopale Italiana tenutosi a Genova nel giugno del 2025 e articolato in cinque sessioni. La prima sessione “Organi a canne: uso liturgico, evoluzione storica, ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il volume raccoglie gli interventi presentati in occasione del Convegno “Organi a canne e acustica nelle chiese” organizzato dall’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della Conferenza Episcopale Italiana tenutosi a Genova nel giugno del 2025 e articolato in cinque sessioni. La prima sessione “Organi a canne: uso liturgico, evoluzione storica, tutela” è stata dedicata all’originalità e all’innovazione dell’arte organaria storica italiana, all’uso liturgico dell’organo e degli strumenti musicali e agli organi come beni culturali che è necessario tutelare nell’esperienza degli organi di tutela in Liguria.<br />
La seconda sessione è stata dedicata alla conoscenza dell’organo come strumento nella sua complessità, alle problematiche di restauro e del suo inserimento negli edifici di culto e infine alla catalogazione degli strumenti storici esistenti, nonché alle prospettive relative ai restauri e ai contributi 8xmille.<br />
Nella terza sessione è stata invece affrontata la comprensione del fenomeno acustico e i fondamenti dell’acustica architettonica nella creazione del paesaggio sonoro.<br />
La quarta sessione è stata dedicata invece al rapporto fra acustica e architettura con particolare attenzione all’interazione del suono con la forma e i materiali dello spazio sacro e della sua funzione liturgica, approfondendo l’uso della tecnologia acustica e di come questa abbia modificato radicalmente la percezione sonora degli edifici storici.<br />
Infine nella quinta sessione, dedicata al complesso e articolato tema della progettazione acustica nelle chiese, sono stati affrontati alcuni aspetti essenziali e fondativi per la progettazione di un nuovo edificio di culto.<br />
I riferimenti contenuti nel volume offrono un chiaro quadro espositivo dei principali fattori interpretativi relativi al tema dell’acustica e dell’uso degli strumenti musicali negli spazi celebrativi e alla loro conservazione e valorizzazione.</p>
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		<title>Ordine e caso</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/ordine-e-caso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 08:00:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L’autore di questa organizzazione tematica ha scoperto una nuova strada per comprendere cosa sia una città e come si articola la sua architettura. Tutto ciò è un “dono letterario” che invita e rende sempre più vari i saperi nel rivelare i molti segreti che ci attendono. Franco Purini Antonio Riondino, laureato in Architettura nel 1986 ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’autore di questa organizzazione tematica ha scoperto una nuova strada per comprendere cosa sia una città e come si articola la sua architettura. Tutto ciò è un “dono letterario” che invita e rende sempre più vari i saperi nel rivelare i molti segreti che ci attendono.<br />
Franco Purini</p>
<p>Antonio Riondino, laureato in Architettura nel 1986 sotto la direzione scientifica di Franco Purini presso l’Università di Roma “La Sapienza”, è Professore di Progettazione Architettonica e Urbana presso il DArCoD Dipartimento di Architettura, Costruzione, Design del Politecnico di Bari. È componente della Società Scientifica Ludovico Quaroni e del DO.CO. MO.MO. Italia. Ha pubblicato saggi e monografie a carattere scientifico, fra cui: Ludovico Quaroni e la didattica dell’architettura nella Facoltà di Roma fra gli anni ’60 e ’70. Il progetto della città e l’ampliamento dei confini disciplinari, Gangemi Editore. Ha ricevuto premi e riconoscimenti in concorsi di progettazione, fra cui il Leone di Pietra alla 10a Biennale di Architettura di Venezia del 2006.<br />
I suoi interessi scientifici sono principalmente rivolti alla teoria e alle tecniche della composizione architettonica con particolare riferimento alle relazioni grammaticali e strutturali che attraversano la forma urbana nella sua estensione storica fino alla contemporaneità.</p>
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		<title>Moderno Mediterraneo</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/moderno-mediterraneo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 13:00:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L'opera dei due architetti milanesi nel contesto mediterraneo, con particolare attenzione alla Campania, mette in luce una modernità radicata nei luoghi e nelle culture. “Che cos’è il Mediterraneo? Mille cose insieme”. Il Mediterraneo, nella lettura di Braudel, non è un semplice spazio geografico, ma un sistema complesso di relazioni, culture e temporalità sovrapposte. È una ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;opera dei due architetti milanesi nel contesto mediterraneo, con particolare attenzione alla Campania, mette in luce una modernità radicata nei luoghi e nelle culture.</p>
<p>“Che cos’è il Mediterraneo? Mille cose insieme”. Il Mediterraneo, nella lettura di Braudel, non è un semplice spazio geografico, ma un sistema complesso di relazioni, culture e temporalità sovrapposte. È una molteplicità di paesaggi, di civiltà e di forme dell’abitare. È una misura interpretativa, capace di orientare lo sguardo sul rapporto tra modernità e tradizione. Leggere il Mediterraneo significa, allora, riconoscere una relazione di lunga durata, in cui il progetto contemporaneo si radica nei caratteri permanenti dei luoghi, trasformandoli senza negarne l’identità.<br />
In questo scenario si colloca il volume &#8220;Moderno Mediterraneo. Gio Ponti e Piero Bottoni&#8221;, che propone una rilettura critica dell’architettura moderna d’autore come processo di continuità, capace di rinnovarsi senza recidere il legame con la storia.<br />
Attraverso un’indagine interdisciplinare, il volume esplora l’opera dei due architetti milanesi nel contesto mediterraneo, in particolare in Campania, restituendo il senso di una modernità radicata nei luoghi, nei paesaggi e nelle culture. Le architetture, i progetti e le riflessioni di Gio Ponti e Piero Bottoni emergono così come espressione di un pensiero progettuale capace di coniugare memoria, innovazione, misura e sperimentazione.<br />
Il testo offre una lettura ravvicinata delle opere e dei temi dell’abitare, del rapporto tra architettura e paesaggio, nonché del ruolo dell’architetto nella costruzione di nuovi scenari culturali. Inoltre, amplia lo sguardo attraverso studi critici che arricchiscono e aggiornano il dibattito, restituendo tutta la complessità e l’attualità del tema.<br />
&#8220;Moderno Mediterraneo. Gio Ponti e Piero Bottoni&#8221; si configura come uno spazio di confronto, che invita a riconoscere nel Mediterraneo una matrice ancora viva e feconda. Un laboratorio di idee da cui ripensare, oggi, il progetto di architettura tra tutela, trasformazione e valorizzazione del patrimonio.</p>
<p>Pasquale Cucco<br />
Ingegnere edile e architetto, dottore di ricerca, è Ricercatore in Architettura Tecnica presso il Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università di Salerno. Ha svolto attività di didattica e ricerca in ambito internazionale, collaborando con istituzioni accademiche quali Riga Techinical University, École Nationale Supérieure d’Architecture de Versailles, Universidad Nacional de Rosario, ISCTE Instituto Universitário de Lisboa, Aichi Shukutoku University di Nagoya. Responsabile scientifico e componente di progetti di ricerca nazionali e internazionali, prende parte con continuità a convegni, seminari e workshop in Italia e all’estero. È curatore di volumi e Guest Editor in collane e riviste di rilievo. La sua attività di ricerca si concentra sui temi della conoscenza, conservazione e valorizzazione dell’architettura e dei paesaggi del Mediterraneo, con particolare attenzione ai contesti di eccezionale valore universale. È autore di numerose pubblicazioni scientifiche tra monografie, saggi e articoli in riviste nazionali e internazionali.</p>
<p>Federica Ribera<br />
Architetto, dottore di ricerca, dal 2003 è docente di Architettura Tecnica presso l’Università degli Studi di Salerno, dove dal 2020 ricopre il ruolo di Professore Ordinario. È componente del collegio dei docenti del dottorato in “Ingegneria Strutturale, Architettura e Patrimonio Storico, Architettonico e Paesaggistico” dell’Università di Salerno e del collegio docenti del dottorato d’Interesse Nazionale in “Visual Arts, Performing Arts, New Media, New Technologies, Music and Cultural Heritage” presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Dal 2024 è direttrice del Master di II livello “LIVHE – Living Heritage”, dal 2025 Componente del Senato Accademico dell’ateneo salernitano.<br />
Responsabile scientifico di numerosi progetti di ricerca nazionali e internazionali, la sua attività si concentra sui temi della storia delle costruzioni, del recupero e della conservazione del patrimonio edilizio, con particolare attenzione all’architettura del Novecento. È autrice di numerose pubblicazioni scientifiche, tra monografie, contributi in volume e articoli in sedi nazionali e internazionali.</p>
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		<item>
		<title>The Kasbah of Mehdya</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/the-kasbah-of-mehdya/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:00:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Overlooking the Atlantic Ocean, at the mouth of the Sebou River, the Kasbah of Mehdya preserves a complex history shaped by encounters, conflicts, transformations and cultural stratifications. Its walls, monumental gates, bastions and inner architectures bear witness to centuries of human presence, from the earliest occupation of the territory to the medieval Islamic phases, from ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Overlooking the Atlantic Ocean, at the mouth of the Sebou River, the Kasbah of Mehdya preserves a complex history shaped by encounters, conflicts, transformations and cultural stratifications. Its walls, monumental gates, bastions and inner architectures bear witness to centuries of human presence, from the earliest occupation of the territory to the medieval Islamic phases, from the Iberian occupations to the Alawite reconfiguration, and through to the contemporary transformations of the landscape.<br />
This volume offers a multidisciplinary reading of the Kasbah as a fortified heritage site and cultural landscape, bringing together history, architecture, survey, material analysis, masonry stratigraphy and conservation. Through historical sources, cartography, direct observation and digital tools, the site is interpreted not merely as an<br />
isolated monument, but as a territorial system connected to the river, the ocean, the city of Kenitra and the memory of the western Mediterranean.<br />
The Kasbah of Mehdya thus emerges as a built archive, fragile and precious, in which every material trace becomes a clue for understanding the past and guiding the future. The book seeks to contribute to the knowledge, protection and enhancement of this extraordinary place, proposing a vision capable of combining scientific research, preventive conservation and cultural planning.</p>
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		<title>Portraits Montalembert</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/portraits-montalembert/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:00:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Note explicative sur les armes MONTALEMBERT, branche des pairs de France par Edouard de Montalembert BLASON : D’argent à la croix ancrée de sable. La croix dans sa forme ancrée signifie la fermeté de la foi dans les tempêtes de l’existence, la stabilité. La combinaison de l’argent (blanc) et du sable (noir) signifie à la ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Note explicative sur les armes MONTALEMBERT, branche des pairs de France<br />
par Edouard de Montalembert</p>
<p>BLASON : D’argent à la croix ancrée de sable. La croix dans sa forme ancrée signifie la fermeté de la foi dans les tempêtes de l’existence, la stabilité. La combinaison de l’argent (blanc) et du sable (noir) signifie à la fois la sagesse, la constance, la fermeté, l’humilité. Contrairement à d’autres couleurs qui suggèrent l’éclat, la puissance ou la vertu guerrière, l’argent et le sable suggèrent une noblesse plus retenue, liée à la justice, à la tempérance, à la rigueur et à la pureté morale. Le dessin sobre de la croix ancrée témoigne de l’ancienneté de ce blason.</p>
<p>CIMIER : Une tête de lévrier de sable colletée. Elle apparaît dès les premiers sceaux du Moyen-Age. La première explication tient à la coïncidence entre la forme des oreilles rabattues et les extrémités ancrées de la croix telles qu’elles étaient représentées dans les premiers armoriaux. Il y avait un écart entre les deux ancres équivalant à l’écart des oreilles du lévrier figuré de face. Quant à la symbolique héraldique, le lévrier incarne la noblesse, la vitesse et le discernement, un homme d’action prompt et avisé. Le collier représente un lien de vassalité ou d’attachement à une cause. Le cimier fait ainsi écho à la croix ancrée : il signifie la fidélité à la foi.</p>
<p>SUPPORTS : Deux autruches noires et blanches. Jusqu’à Charles de Montalembert (1810-1870) nos armes étaient tenues par une autruche et un « homme des bois tenant un bâton », selon une mauvaise interprétation répétée. Cet « homme des bois », représenté parfois comme un singe, était à l’origine un sauvage tenant une massue, figure classique de l’héraldique. On retrouve ces supports originels, sans massue, sur un<br />
fronton de porte du XVIe siècle au manoir de Roger. Un sceau du marquis de Montalembert de Vaux au XVIIIe siècle montre les armes tenues par deux sauvages. L’introduction de l’autruche est tardive et correspondrait à une brisure de branche. Outre la symétrie des couleurs avec les armes, l’autruche était réputée dans l’imaginaire médiéval comme capable de manger et digérer le fer. Elle symbolise la force d’âme, la capacité à surmonter les épreuves les plus dures, à digérer l’adversité, une droiture<br />
inflexible. L’autruche a été très peu utilisée comme support héraldique.<br />
Cette rareté apporte une singularité à nos armes.</p>
<p>DEVISES : Ferrum fero ferro feror. Je porte le fer, le fer me porte. C’est la devise de Christophe de Montalembert au XVIe siècle, capitaine de 50 hommes d’armes, chevalier de l’Ordre du roi. Selon la tradition, elle fut donnée par Henri III. Cette devise illustre la tradition militaire constante de la famille depuis ses origines. Cecidi sed surgam. Je suis tombé mais je me relèverai. La première devise personnelle de Charles. Elle pourrait être une référence au livre du prophète Michée (chap. 7, verset 8) : « Ne te réjouis pas à mon sujet, mon ennemie ! Car si je suis tombé, je me relèverai ; si je suis assis dans<br />
les ténèbres, l’Eternel sera ma lumière. ».</p>
<p>MANTEAU DE PAIR DE FRANCE : après avoir été titré baron héréditaire par lettres patentes de 1818, Marc-René de Montalembert (1777-1831) fût élevé à la pairie au titre de comte par ordonnance de mars 1819. Ses armes figurent à ce titre dans l’armorial général de la Chambre des pairs. Cependant c’est au titre de baron que fût confirmé le majorat de la pairie héréditaire de Marc-René par lettres patentes de 1820. A la fin de sa vie le titre de comte s’est imposé dans les usages de la chambre comme un titre de courtoisie. La pairie de son fils Charles fût confirmée au titre de baron mais il fût toujours titré comte dans tous les documents officiels de la Chambre.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Città invisibili tra memoria e rappresentazione (XVI-XIX secolo)</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/citta-invisibili-tra-memoria-e-rappresentazione-xvi-xix-secolo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 10:57:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Collana Antico/Futuro diretta da Claudio Varagnoli n.24 Volume della collana OPEN ACCESS scaricabile gratuitamente Adottando una prospettiva multidisciplinare che intreccia storia della scienza, dell’arte e dell’architettura, il volume indaga come, tra XVI e XIX secolo, storici, artisti, scienziati e viaggiatori abbiano osservato, rappresentato e talvolta reinventato città e paesaggi perduti. Dai territori del Regno di ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Collana Antico/Futuro diretta da Claudio Varagnoli n.24</strong></p>
<h4>Volume della collana OPEN ACCESS scaricabile gratuitamente</h4>
<p>Adottando una prospettiva multidisciplinare che intreccia storia della scienza, dell’arte e dell’architettura, il volume indaga come, tra XVI e XIX secolo, storici, artisti, scienziati e viaggiatori abbiano osservato, rappresentato e talvolta reinventato città e paesaggi perduti. Dai territori del Regno di Napoli al Vicino Oriente e al Nuovo Mondo, i saggi mostrano come la presenza o l’assenza di testimonianze materiali abbia alimentato un ricco immaginario, in cui il viaggio diventa indagine, l’arte strumento di conoscenza e la scienza forma di narrazione. Il volume propone un duplice approccio: da un lato la ricostruzione storico-scientifica, dall’altro l’analisi delle modalità di rappresentazione e diffusione del sapere. La città perduta emerge così come categoria culturale e spazio mentale, in cui memoria, immaginazione e ricerca si intrecciano.</p>
<p>Through a multidisciplinary lens, encompassing the history of science, art, and architecture, the volume explores how, between the 16th and 19th centuries, historians, artists, scientists, and travellers observed, depicted, and at times reinvented lost cities and landscapes. From the Kingdom of Naples to the Near East and the New World, the essays reveal how the presence &#8211; or absence &#8211; of material evidence shaped a rich imagination, where travel becomes inquiry, art a tool of knowledge, and science a narrative device. The book offers a dual approach: on one hand, historical and scientific reconstruction; on the other, a reflection on modes of representation and knowledge transmission. Lost cities thus emerge as cultural constructs and mental spaces where memory, imagination, and investigation converge.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Testi di / Texts by:<br />
Arianna Campiani, Stefania Castellana, Lorenzo Gatta, Diletta Haberl, Domenico Laurenza, Milena Viceconte, Lorenzo Vigotti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Il volume è pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 4.0 Internazionale (CC-BY-NC-ND 4.0).</em></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Dottorato di Ricerca in Architettura. Politecnico di Bari 2000-2025</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/dottorato-di-ricerca-in-architettura-politecnico-di-bari-2000-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 10:56:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il volume Dottorato di ricerca in Architettura. Politecnico di Bari 2000-2025. Storia, indirizzi e direttive per una guida operativa nasce per offrire un riferimento chiaro e strutturato a chi sta per intraprendere il percorso di dottorato alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Bari. Si tratta di un manuale di orientamento la cui stesura è ...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il volume Dottorato di ricerca in Architettura. Politecnico di Bari 2000-2025. Storia, indirizzi e direttive per una guida operativa nasce per offrire un riferimento chiaro e strutturato a chi sta per intraprendere il percorso di dottorato alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Bari. Si tratta di un manuale di orientamento la cui stesura è stata fortemente desiderata dal prof. Giuseppe Fallacara, curatore del libro e coordinatore del corso del dottorato di ricerca Progetto per il Patrimonio: Conoscenza, Tradizione e Innovazione del Dipartimento di Architettura del Politecnico di Bari dal 2022.</p>
<p>Il volume testimonia il valore della scuola barese, una realtà accademica capace di coniugare nella ricerca sia rigore metodologico che innovazione e sperimentazione sin dall’anno 2000. Esso è articolato in tre sezioni; nella prima si ripercorrono storia e identità del dipartimento di Architettura del Politecnico di Bari, fondato dal prof. Claudio D’Amato Guerrieri, delineando il ruolo della Facoltà e l’evoluzione accademica nel panorama italiano. La seconda parte esplora il dottorato di ricerca in Architettura come spazio di sperimentazione attraverso il racconto diretto di chi lo ha vissuto, offrendo una prospettiva concreta sulle dinamiche della ricerca e sulle sfide che essa comporta. L’ultima parte consiste infine nel repertorio delle tesi di dottorato in Architettura discusse presso il Politecnico di Bari dal 2000 al 2025, suddivise per tematiche affrontate. Esse delineano un quadro dell’evoluzione della ricerca nella scuola, offrendo così spunti per nuove prospettive di studio.</p>
<p>Questa pubblicazione si inserisce nella collana Nuovi Laboratori Archinauti 76 che promuove e valorizza le ricerche più significative nell’ambito dell’Architettura, con particolare attenzione ai contributi sviluppati presso il Politecnico di Bari. Le autrici, dottorande del XL ciclo – Sara D’Adamo, Maria Giovanna Pansini e Clara Rosa Romano – restituiscono con rigore e passione il senso di un percorso di ricerca e formazione accademica che non si esaurisce nella memoria del passato ma che deve saper essere guida per chi intraprende il percorso di dottorato, divenendo imprescindibile nelle visioni accademiche future.</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/dottorato-di-ricerca-in-architettura-politecnico-di-bari-2000-2025/">Dottorato di Ricerca in Architettura. Politecnico di Bari 2000-2025</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Monumenti di gloria</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/monumenti-di-gloria/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 10:36:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le vicende della storia europea insegnano che i monumenti non sono soltanto manufatti di pietra o di marmo, ma luoghi nei quali si stratifica la memoria delle comunità. Essi custodiscono il tempo lungo delle civiltà, le forme della vita collettiva, il linguaggio simbolico attraverso cui i popoli hanno narrato se stessi. Nei momenti di crisi ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/monumenti-di-gloria/">Monumenti di gloria</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le vicende della storia europea insegnano che i monumenti non sono soltanto manufatti di pietra o di marmo, ma luoghi nei quali si stratifica la memoria delle comunità. Essi custodiscono il tempo lungo delle civiltà, le forme della vita collettiva, il linguaggio simbolico attraverso cui i popoli hanno narrato se stessi.</p>
<p>Nei momenti di crisi più acuta, tuttavia, proprio questi segni tangibili della memoria diventano bersaglio.<br />
Le guerre del Novecento hanno mostrato con drammatica evidenza come la distruzione del patrimonio culturale non rappresenti soltanto un danno materiale, ma un atto capace di incidere profondamente sull’identità dei popoli.<br />
Il volume Monumenti di gloria. La protezione del patrimonio architettonico in guerra: strategie, eventi e riflessioni, che raccoglie gli Atti del Convegno svoltosi a Bari il 23 aprile 2024, si inserisce in questo orizzonte di riflessione.</p>
<p>Esso riporta alla luce una pagina significativa della storia della tutela: quella stagione in cui amministrazioni pubbliche, studiosi e funzionari della conservazione seppero elaborare strategie per proteggere opere d’arte e architetture monumentali nel pieno della tragedia bellica. La salvaguardia del patrimonio, in quei frangenti, assunse il significato di gesto civile e politico nel senso più alto del termine.</p>
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		<title>Manfredi Nicoletti Architetto</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/manfredo-nicoletti-architetto-architect/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 10:05:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un ritratto critico dell’architettura del grande Maestro Manfredi Nicoletti, tra arte e scienza, tecnologia di progetti e grandi realizzazioni. Per Nicoletti in natura tutte le cose hanno la loro “giusta dimensione”. Ne trasla il concetto in architettura, si ché “la forma che si dà alla sua materia ne riassume completamente la funzionalità, l’estetica e il ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un ritratto critico dell’architettura del grande Maestro Manfredi Nicoletti, tra arte e scienza, tecnologia di progetti e grandi realizzazioni.</p>
<p>Per Nicoletti in natura tutte le cose hanno la loro “giusta dimensione”. Ne trasla il concetto in architettura, si ché “la forma che si dà alla sua materia ne riassume completamente la funzionalità, l’estetica e il suo messaggio simbolico”. Ma non all’imitazione deve portare capire le forme della natura, bensì a scoprire quale sia la genesi che le ha prodotte e perché quella forma e non altre ne determina la resistenza e la sopravvivenza nell’ambiente nel quale operiamo, avendo chiaro che di esso quello immateriale è probabilmente il più importante, essendovi implicito il desiderio di futuro “della gente per cui operiamo”. Uno spazio ben progettato – disse in una delle sue conversazioni con gli studenti –, veramente significativo, coerente con i ritmi della natura, è portatore di qualità che si diffonde alle varie scale. Generatore di cambiamenti, la sua immagine deve evocare e stimolare, possedere capacità di entrare nella memoria della gente prolungandosi in essa. Punta in alto, Nicoletti, e come l’arciere, i suoi progetti a guisa di un racconto “aprono plurimi rivoli narrativi”, riuscendo anche, alcune volte, ad esaltare l’intensità fisica del luogo. Ampia l’indagine attuata da Nicoletti sui molti aspetti dell’architettura. Ampi i riferimenti che palesa sia nei progetti che nei libri indicanti la sua libera e attenta apertura verso significati multipli, sconfinando così proficuamente nei più diversi saperi: la storia, l’arte, la musica, la biologia, la geologia, le scienze sociali e comportamentali, la fisica avanzata delle cui leggi – l’imprevedibilità e la non casualità e sequenzialità degli eventi – trova la corrispondenza in termini architettonici. Attento osservatore, fertilizzato dai molteplici saperi che sa accogliere, conduce le idee che “significano” nel suo processo creativo inserendole “in una nuova e inaspettata interrelazione”, tesa al raggiungimento dei più elevati livelli di complessità in ogni aspetto. La sua concezione filosofica e culturale è profondamente antiaccademica. Nel proporre un’individualistica e personale ideazione legata sempre alle contingenze del proprio tempo e del contesto di progetto, per lui l’architettura è una forma d’arte e comunicazione che trascende il particolare. La forma è tutto, afferma e scrive. È anche la tecnologia che lo affascina. Strumento soggetto all’ideazione architettonica, la coglie nella forme della natura e lavora con essa lungo il processo generativo del progetto, volto alla concezione ecosistemica degli edifici, o che, come tali, devono comportarsi come veri e propri organismi autosufficienti e sostenibili pur nella loro spesso accentuata esuberanza. Nel dirgli che è la bellezza a forgiare le sue forme, lo studio del mondo naturale lo porta a cogliere il valore simbolico in esse contenute.</p>
<p>ANTONIETTA IOLANDA LIMA, architetto, già professore ordinario di Storia dell’Architettura presso l’Università di Palermo. Sostenitrice di una visione olistica per un’architettura che sia ecologica, intreccia nel ventennio ’60-’70 con la storia l’elaborazione progettuale, dedicandosi poi alla formazione dei giovani.<br />
Promotrice di eventi culturali e di pubblicazioni di respiro internazionale, membro de “Le Carré Bleu” e dell’ANCSA, socio onorario dell’Accademia di Scienze, Lettere e Arti di Palermo, premio per la ricerca storico ambientale 1991, menzione speciale Eurosolar 2001, premio Trasporti &amp; Cultura 2005, premio In/Arch Sicilia 2009, premio Carbone 2008. Tra i suoi libri qui si ricordano: L’Orto Botanico di Palermo, 1978; La dimensione sacrale del paesaggio, 1984; Alle soglie del terzo millennio. Sull’architettura, 1996; Frank O. Gehry: American Center, Parigi 1997; Le Corbusier, 1998; Architettura e urbanistica della Compagnia di Gesù in Sicilia. Fonti e documenti inediti XVI-XVIII sec., 2000; Monreale, collana Atlante storico delle città Europee, italiano/inglese, 2001; Critica gaudiniana. La falta de dialéctica entre lo tratados de historia generalital, inglese/spagnolo, 2002; Soleri: Architecture as Human Ecology, Monacelli, New York 2003 (menzione speciale); Soleri. La formazione giovanile 1933-1946. 808 disegni inediti di architettura, 2009; Per un’architettura come ecologia umana. Studiosi a confronto, 2010; L’architetto nell’era della globalizzazione, 2013; Lo Steri del Chiaromonte a Palermo. Significato e valore di una presenza di lunga durata, voll. 2, 2016; From Urban Fragments to Ecological Systems. Architecture by Pica Ciamarra Associates, Mengel, London and Stuttgart 2017; Bruno Zevi e la sua eresia necessaria, 2018; Giancarlo De Carlo. Visione e valori, 2020; Frugalità. Riflessioni da pensieri diversi, 2021; Nel cuore del Mediterraneo la singolarità romantica del Giardino “all’Inglese” di Palermo, 2024. Marcello Guido Architetto, Gangemi Editore, 2025. Il suo Archivio è stato dichiarato di interesse storico e culturale.</p>
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		<title>Le parole del giardino</title>
		<link>https://gangemi.com/prodotto/le-parole-del-giardino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria Gangemi Editore spa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Mar 2026 07:06:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il volume Le parole del giardino comprende oltre seicento voci strutturate per temi, con l’obiettivo di offrire un quadro interpretativo dei significati culturali, simbolici e antropologici che hanno plasmato l’identità del giardino nella cultura italiana. È uno strumento scientifico e divulgativo al tempo stesso rivolto a studiosi, restauratori, appassionati e proprietari di giardini. Colma una ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il volume Le parole del giardino comprende oltre seicento voci strutturate per temi, con l’obiettivo di offrire un quadro interpretativo dei significati culturali, simbolici e antropologici che hanno plasmato l’identità del giardino nella cultura italiana.<br />
È uno strumento scientifico e divulgativo al tempo stesso rivolto a studiosi, restauratori, appassionati e proprietari di giardini.<br />
Colma una lacuna significativa nel panorama degli studi sul patrimonio giardiniero italiano legata all’assenza di un linguaggio condiviso e di un codice terminologico universalmente riconosciuto.<br />
Il giardino è, per sua natura, un oggetto polimaterico, crocevia di saperi nel quale convergono architettura, botanica, idraulica, arte, storia. Questa complessità rende necessaria un’indagine conoscitiva che non si limiti a una compilazione lessicografica, ma si configuri come restituzione critica di un universo semantico stratificato nel tempo.<br />
Ripartito in dodici sezioni, il volume offre una lettura crono-tipologica dall’Antichità all’età contemporanea. I capitoli in cui l’opera si articola affrontano diverse tematiche: le tipologie, le modellazioni del terreno, i manufatti architettonici, gli elementi di arredo, le architetture vegetali, i sistemi idraulici. Ad essere indagate sono anche le dimensioni culturali profonde: il dialogo con le arti figurative, la scenografia degli spazi, il sostrato mitologico e gli aspetti emozionali.<br />
Due sezioni sono dedicate alle metodologie di indagine e agli interventi conservativi, tracciando la filiera che va dalla conoscenza analitica alla tutela, al restauro. Un’ultima sezione è infine riservata ai neologismi e alla terminologia legata alle sfide del cambiamento climatico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>RASSEGNA ONLINE</strong><br />
<a href="https://ilmanifesto.it/giardino-la-ricchezza-di-un-vocabolario">Il manifesto &#8211; 7/03/2026 &#8211; Giardino, la ricchezza di un vocabolario</a><br />
<a href="https://www.festivaldelverdeedelpaesaggio.it/il-festival/coltivare-il-giardino">Festival del verde e del paesaggio &#8211; 8/04/2026 &#8211; Le parole del giardino. Un libro per leggere il paesaggio</a></p>
<p><strong>RASSEGNA STAMPA<br />
</strong><a href="https://gangemi.com/wp-content/uploads/Glossario_Articolo-Barbera_Sole-24-Ore.pdf">Il Sole 24 Ore &#8211; Glossario. Articolo Barbera</a><br />
<a href="https://gangemi.com/wp-content/uploads/IMG_20260615_143819_edit_21815611956566-scaled.jpg">Il Manifesto &#8211; 8/03/2026 &#8211; Giardino, la ricchezza di un vocabolario &#8211; di Andrea Di Salvo</a><br />
<a href="https://gangemi.com/wp-content/uploads/27-04-2026-Rivista-Gardenia-Il-lessico-del-giardino.pdf">Rivista Gardenia &#8211; 27/04/2026 &#8211; Il lessico del giardino</a><br />
<a href="https://gangemi.com/wp-content/uploads/FIDAM_1_2026_PDF_FINALE-BASSA-RISOLUZIONE.pdf">Federazione Italiana Amici dei Musei &#8211; 8/05/2026 &#8211; Le parole del giardino. Storia, evoluzione, elementi compositivi</a><br />
<a href="https://gangemi.com/wp-content/uploads/Progetto-senza-titolo.pdf">Gutenberg inserto della rivista Avvenire -12/06/2026 &#8211; Il dizionario del giardino: storia e simboli</a><br />
<a href="https://gangemi.com/wp-content/uploads/Giardini-e-misteri-261x300.jpg">Quotidiano di Puglia &#8211; 19/06/2026 &#8211; Giardini e misteri. Paesaggi di parole</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://gangemi.com/prodotto/le-parole-del-giardino/">Le parole del giardino</a> proviene da <a href="https://gangemi.com">Gangemi</a>.</p>
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