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Castel del Monte

Nuova ipotesi comparata sull'identità del monumento - New comparative theory about the monument identity

Facing English text

Formato: 22 x 30 cm

Legatura: Filorefe

Pagine: 160

Anno edizione: 2012

ISBN: 9788849223699

EAN: 8849223692

UB. INT. : T316F V06e C02

Contenuto

Collana ARCHINAUTI | monografie diretta da Claudio D’Amato / ARCHINAUTI | monographs series edited by Claudio D’Amato n.35

Il libro è incentrato sul più famoso e controverso monumento di Puglia, eretto da Federico II di Svevia nell’ultimo ventennio del suo regno, sulla cima isolata ai margini dell’alta Murgia, altopiano che si estende tra Andria, Corato e Minervino. Il Castel del Monte rappresenta, per via della sua rigorosa geometria, il simbolo più alto della volontà estetica, scientifica e razionale che l’Hohenstaufen perseguì con costanza in tutti i campi del suo operato: dalla Politica alla Giurisprudenza, dall’Arte all’Architettura. Non essendo pervenute documentazioni dirette sulla sua costruzione, permane tutt’oggi un velo di mistero sulla reale funzione della struttura, sul suo utilizzo, sulla scelta formale e sulla sua inusuale ubicazione sul territorio Pugliese. La mancanza di dispositivi di difesa appropriati presenti in altri forti svevi coevi, quali motte, fossati o ponti levatoi, le feritoie troppo strette per l’uso di balestre e le aperture troppo ampie a pianterreno, le scale a chiocciola rampanti sulla sinistra e l’assenza di spazi per guarnigioni e cavalli escludono, infatti, un utilizzo della struttura a scopi difensivi o di presidio. Di contro, l’assenza di cucine e depositi per le vettovaglie, la presenza al piano superiore di panche in marmo lungo tutto il perimetro degli ambienti (che rendono impossibile un qualsiasi tipo di arredamento) e la ferrea geometria delle sale, tutte comunicanti tra loro e identiche in pianta, rende poco verosimile una lettura di tipo residenziale per l’edificio. Si aggiunge a questi elementi, l’unicum rappresentato dalla planimetria plurisimmetrica, dalla ripetizione ossessiva del numero otto e dagli intricati rapporti proporzionali tra le parti dell’edificio, che ha suscitato da sempre l’interesse degli studiosi. Partendo, con un approccio metodologico innovativo, dall’esame diretto di una serie di elementi architettonici presenti nel monumento e analizzando fattori storici, architettonici e scientifico-culturali in cui l’edificio si colloca, si giunge, in questo testo, a delineare una nuova, originale ipotesi funzionale sul controverso edificio. La forma architettonica, la costruzione e la decorazione sono strettamente legate alla funzione per la quale il monumento è sorto e contribuiscono oggi a fornirci una logica visione d’insieme della reale utilitas dello straordinario monumento voluto da Federico II.

The book focuses on the most famous and controversial monument of Puglia, erected by Frederick II of Swabia in the last twenty years of his reign, on the isolated peak on the edge of the high Murgia, a plateau that extends between Andria, Corato and Minervino. The Castel del Monte represents, due to its rigorous geometry, the highest symbol of the aesthetic, scientific and rational will that the Hohenstaufen consistently pursued in all areas of its work: from Politics to Jurisprudence, from Art to Architecture . As no direct documentation on its construction has been received, a veil of mystery still remains today on the actual function of the structure, on its use, on the formal choice and on its unusual location on the Pugliese territory. The lack of appropriate defense devices present in other strong swabs, such as motte, ditches or drawbridges, loopholes too narrow for the use of crossbows and openings too wide on the ground floor, spiral staircases on the left and absence in fact, spaces for garrisons and horses exclude the use of the structure for defensive or garrison purposes. On the other hand, the absence of kitchens and warehouses for provisions, the presence on the upper floor of marble benches along the entire perimeter of the rooms (which make any kind of furniture impossible) and the iron geometry of the rooms, all communicating with each other and identical in plan, it makes unlikely a residential reading for the building. Added to these elements is the unicum represented by the multi-symmetric planimetry, by the obsessive repetition of the number eight and by the intricate proportional relationships between the parts of the building, which has always aroused the interest of scholars.

Giuseppe Fallacara (Bitonto 1973). Dottore di Ricerca in Progettazione Architettonica dal 2004. Ricercatore dal 2005 presso il Dipartimento ICAR 14 della Facoltà di Architettura del Politecnico di Bari dove è docente di Progettazione Architettonica I e Storia della Stereotomia al IV anno. Autore di numerosi articoli sull’aggiornamento dell’architettura in pietra da taglio.

Ubaldo Occhinegro (Taranto 1984). Dottore di ricerca in progettazione architettonica dal 2012. Laureato in Architettura al Politecnico di Bari nell’A.A. 2007/2008 con una tesi dal titolo Architettura domestica al Cairo dal XIII al XVIII secolo. Continua la sua ricerca sull’Architettura palaziale Sveva dell’Italia meridionale e sulle influenze orientali nei castelli federiciani, nel corso del Dottorato in Progettazione Architettonica per i Paesi del Mediterraneo con coordinatore Prof. Claudio D’Amato.

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