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La casa: progettare con la coscienza del proprio tempo e della storia

Stampa, televisione, canzone, arte, moda, psicologia, religione, volontariato, ricerca e tecnologia, storia. Dibattito sulla contemporaneità

Formato: 17 x 24 cm

Legatura: Filorefe

Pagine: 160

Anno edizione: 2008

ISBN: 9788849215618

EAN: 8849215614

UB. INT. : T420B T516a V02a V11f V12g

Contenuto

Collana Architettura e Complessità diretta da Antonio Piva n.4

Questo volume segue il precedente La casa: evoluzione dal 1950 a oggi pubblicato nel 2007 e testimonia il percorso del laboratorio di Progettazione Architettonica 1 tenuto dal Professor Antonio Piva alla Facoltà di Architettura e Società del Politecnico di Milano nell’anno accademico 2007-2008.
L’approccio alla progettazione della cellula abitativa è avvenuto attraverso un lavoro di studio, comunicazione e riflessione che ha riguardato ambiti paralleli e interagenti: la disciplina squisitamente architettonica indagata attraverso lo studio e la lettura diretta di esperienze progettuali significative, che tengono conto delle questioni fondamentali per affrontare lo spazio e della restituzione di un metodo interpretativo e progettuale; l’attenzione ad altri ambiti, apparentemente lontani, attraverso la testimonianza diretta di interpreti di specifici saperi: un modo per conoscere il lavoro di progettisti che, negli anni e in contesti diversi, hanno dato risposte possibili e adeguate al tema abitativo; ma anche un modo per stimolare riferimenti e connessioni di pensiero, per scardinare logiche consuetudinarie di giudizio, per mettere in moto le coscienza e le emozioni, per stimolare il dubbio e la creatività. In questo contesto sono state invitate a parlare diverse figure che hanno riletto e restituito il senso e i modi relativi ai rispettivi ambiti professionali alla luce dello spazio più intimo dell’abitare evidenziando, ognuna a suo modo, l’esistenza di un pensiero progettuale sotteso al proprio fare, di una tensione verso lo sviluppo e il cambiamento in relazione all’evolversi degli specifici settori.
All’insegna della complessità sono stati privilegiati colloqui con discipline connesse ad ambiti in cui si costruiscono e definiscono alcune forme di interazione e di dialogo tra gli individui (stampa, televisione, canzone, arte, moda, psicologia, religione, volontariato) o con le istituzioni (storia, ricerca) e che si riversano nella complessità dello spazio abitativo: una sorta di palcoscenico su cui hanno recitato numerosi attori della contemporaneità, ognuno armato dei propri strumenti di battaglia: parole, immagini, libri, giornali, disegni, chitarre, pistole, scacciacani, confezioni di Malox!; ognuno con la propria voce, timbri che si imprimono nella memoria con tonalità differenti, accenti, cadenze personali a portare idee, a stimolare emozioni e pensieri. A iniziare un dialogo con un mondo che cambia, di cui spesso ignoriamo le regole, ma con cui dobbiamo confrontarci per acquisire una progettualità possibile e consapevole con cui affrontare i mutamenti di domani.

La complessità è requisito di ogni campo del sapere e dell’azione umana a cui anche l’architettura appartiene. L’architettura è risultato del pensiero e dell’arte quale processo del loro prodursi congiunto nello spazio per mezzo di una tecnica riconoscibile. Progettare significa perciò decidere attraverso l’esercizio della critica, applicato alla conoscenza della realtà e all’interno della soggettività della personale esperienza intellettuale e realizzativa. Quale prodotto civile e sintesi delle opzioni possibili, l’architettura trae quindi ispirazione dalla complessità della cultura e del mondo, manifestandosi nel tempo reale. La centralità dell’individuo e il desiderio di migliorarne le condizioni di vita sono alla base dell’azione architettonica e la pongono in relazione alle discipline che offrono la composizione di un pensiero: la filosofia, la psicologia, la letteratura, l’arte, la moda, la musica, la scienza, la religione, la politica, la storia, e con tutto ciò che informa la quotidianità. Nella qualità dello spazio – nella sua organizzazione e figurazione, nella sua costituzione concreta – l’inconscio dimostra di essere l’interprete dei desideri umani verso qualcosa che non è ancora raggiunto ma che è necessario alle pulsioni che lo tengono in vita. I nessi tra aspirazioni, ricerca espressiva, innovazione realizzativa dimostrano l’irriducibile orientamento dell’architettura a essere paradigma della complessità.

Scritti di Antonio Piva,Vittorio Prina, Elena Cao, Maurizio Belpietro, Lapo Mazza, Gioachino Lanotte, Elio Franzini, Benedetta Barzini, Gabriella Gilli, Paolo Luigi Branca, Maria Grazia Zanaboni, Cecilia Giardi, Paolo Colombo.

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