Fuori commercio

La corruzione. Analisi delle esperienze internazionali

Formato: 17 x 24 cm

Legatura: Filorefe

Pagine: 160

Anno edizione: 2013

ISBN: 9788849227642

EAN: 8849227647

UB. INT. : T308F V36g

Contenuto

La corruzione è uno dei fattori che condiziona maggiormente lo sviluppo economico e sociale dell’Italia. Pesa sulla crescita, sulla competitività del sistema-paese e incide fortemente sull’attrazione di nuovi investimenti, in particolare dall’estero.
Nei confronti internazionali promossi dalla Banca Mondiale e dalla Commissione Europea, l’Italia si trova agli ultimi posti tra i paesi che riportano risultati concreti di contrasto alla corruzione.
Nelle ricerche degli istituti internazionali che studiano il fenomeno, risulta che in Italia la percezione della corruzione e la propensione alla corruzione abbiano raggiunto indici più che preoccupanti.
La risposta normativa ed ordinamentale a questo quadro è stata data con la legge n. 190 del 6 novembre 2012 (“Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione”) – cosiddetta legge anticorruzione –, che sostiene l’integrità come modello di condotta e introduce innovativi strumenti di contrasto, utili a prevenire e contenere i fenomeni corruttivi.
La legge prevede un approccio innovativo, come detto, in quanto non limitato all’aspetto della repressione penale (pur contemplato, anche con l’introduzione di nuove ipotesi di reato di derivazione pattizia internazionale, come il “traffico di influenze illecite” e “la corruzione tra privati”), ma esteso a quello della riorganizzazione delle pubbliche amministrazioni in chiave di prevenzione e di trasparenza.
La diffusione della cultura della legalità e dell’integrità, e la capacità di adottare iniziative attive di prevenzione del rischio sono passaggi indispensabili, non solo per migliorare l’immagine del Paese a livello internazionale, ma anche per ridare fiducia ai cittadini nei confronti delle istituzioni pubbliche, migliorando la qualità della democrazia.
La trasparenza totale delle amministrazioni è il primo obiettivo da perseguire, attraverso l’apertura dei dati pubblici e l’accessibilità alle informazioni, che devono permettere un reale diffuso controllo delle azioni della pubblica amministrazione da parte della società civile.
L’aspetto preventivo è assicurato dalla obbligatoria adozione di piani di prevenzione della corruzione (sulla base delle indicazioni provenienti dal piano nazionale anticorruzione), necessari a individuare le priorità d’intervento e a comunicare, all’interno e all’esterno delle amministrazioni, quali siano le soluzioni adottate per individuare e contrastare i rischi.
Non meno importante è l’introduzione di misure che riguardano l’integrità dei funzionari pubblici (ai quali sono stati imposti obblighi di rotazione nelle attività a rischio e nuovi codici di comportamento) e la diffusione di una cultura dell’etica pubblica che renda tutti consapevoli degli effetti nefasti della corruzione e della cattiva amministrazione.
Il confronto con le esperienze degli altri paesi, in particolare con quelli che hanno riportato evidenti miglioramenti nell’approccio al problema, è fondamentale per fare in modo che il nuovo quadro normativo diventi operativo in tempi rapidi e in modi efficaci. Del resto, anche la nuova normativa anticorruzione trova la sua origine in esperienze e produzioni normative internazionali, come le due convenzioni del Consiglio d’Europa del 1999 e quella dell’ONU del 2003.
Alcune di queste esperienze possono suggerire come avviare i necessari interventi di trasferimento di competenze su tecniche e metodologie applicabili nel contesto del sistema amministrativo italiano e come rendere etica, trasparenza e lotta alla corruzione parti di una cultura condivisa da tutti i dipendenti pubblici.
Prevenire e contrastare la corruzione deve essere un impegno comune e incessante.
Una sfida da vincere tutti insieme, per il bene dell’Italia.

GIANPIERO D’ALIA
Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione

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