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Pianificazione e reti ecologiche

Planeco - Planning in ecological network

Formato: 21 x 29,7 cm

Legatura: Filorefe

Pagine: 368

Anno edizione: 2003

ISBN: 9788849204872

EAN: 8849204876

UB. INT. : T418D V04i

Contenuto

L’obiettivo della ricerca è quello di individuare gli elementi di dialogo tra il disegno attuale ed evolutivo degli assetti ecologici e gli strumenti di governo del territorio, proponendo una calibratura delle tecniche e delle regole della pianificazione sulle esigenze di mantenimento delle qualità degli ecosistemi e della biodiversità. Il programma di ricerca si propone di definire strumenti scientifico-culturali innovativi, relativi al metodo ed ai sistemi di conoscenza, che consentano di riconoscere ai Parchi un ruolo centrale nella costruzione del sistema territoriale, superando i concetti di insularità della tutela ambientale e indicando tre criteri di verificabilità: riconoscimento del significato territoriale del sistema delle risorse naturali, coordinamento delle politiche territoriali all’interno ed all’esterno delle Aree Protette, verifica della compatibilità e della congruenza tra le scelte dei Piani territoriali ed urbanistici e le condizioni poste dalle reti ecologiche. La coesione geografica degli spazi naturali in Italia può essere guardata secondo angolazioni distinte se è considerata all’interno degli organismi urbani, nei grandi spazi agricoli intensivi oppure sulle montagne delle Alpi e dell’Appennino. Gli oggetti da esaminare variano dal verde urbano, al reticolo delle siepi, ai microsistemi idrografici, fino alle grandi fasce fluviali e alle aree forestali di migliaia di chilometri quadrati di superficie. Tutti questi ecosistemi sono idonei per multiformi gruppi di specie, alcuni più adattati alla vita urbana, altri specializzati negli ambienti agricoli, altri ancora con possibilità di sopravvivenza esclusivamente legate alla presenza di grandi spazi indisturbati nei quali la presenza umana ha carattere di episodicità. Le condizioni di compatibilità tra l’ambiente dell’Uomo e quello delle altre biocenosi non possono essere sempre conseguite e in molti casi, non sono ancora disponibili i necessari dati ecologici che potrebbero aiutare a definire le soglie della relazione e dell’interferenza. La carenza informativa sarà probabilmente colmata in tempi lunghi, e un’ipotesi di lavoro è quella
di individuare gli ambiti territoriali entro i quali – ed è questa la congettura fondativa della metodologia della continuità ambientale – con approssimazione probabilistica, potrebbero ricadere la maggior parte degli spazi vitali dei
gruppi di specie più elusivi e meno abilitati a condividere gli spazi antropici.

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