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I collettori lungotevere

Una monumentale infrastruttura nascosta per Roma Capitale

Formato: 17 x 24 cm

Legatura: Filorefe

Pagine: 208

Anno edizione: 2026

ISBN: 9788849256154

EAN: 9788849256154

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Contenuto

Alla fine dell’Ottocento, una grandiosa opera di ingegneria sanitaria – nascosta e sconosciuta all’ampio pubblico – supporta la costruzione di Roma contemporanea: il sistema dei collettori lungotevere, anche noti come “grandi bassi”, a cui questo volume è dedicato. Una monumentale infrastruttura prevalentemente ipogea che – composta da 30 chilometri di condotti in galleria e numerosi manufatti ausiliari, in cui albergano spettacolari dispositivi idraulicomeccanici – rivoluziona il funzionamento delle antiche cloache. Intercettando i condotti preesistenti, che scaricavano direttamente nel tratto urbano del fiume, e conducendone le acque a valle della città, i “grandi bassi” liberano il Tevere dalle “materie luride” e la città dagli “insalubri rigurgiti” che si manifestavano in caso di piena, rappresentando, ancora oggi, parte integrante delle difese idrauliche e dell’assetto sanitario di Roma Capitale. Il presente volume restituisce la memoria storica di tale straordinaria opera, riscoperta nell’ambito di un accordo istituzionale che riunisce il Dipartimento di Ingegneria Civile e Informatica dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, l’Archivio di Stato di Roma e l’Azienda Acea Ato 2, anche al fine di tratteggiare possibili scenari per la sua valorizzazione, culturale e materiale. La lettura si articola in tre sezioni: “le fonti”, dedicata ai documenti dell’Archivio dell’Ufficio speciale per il Tevere e l’Agro romano; “la storia”, focalizzata sulle vicende del progetto e della costruzione dei collettori, tra gli anni Ottanta dell’Ottocento e gli anni Venti del Novecento; “l’attualità”, comprendente punti di vista sulle opere in esercizio e un approfondimento sulla Cloaca Massima, matrice del sistema fognario romano.

Vincenzo De Meo, già funzionario archivista dell’Archivio di Stato di Roma, è stato responsabile della succursale dell’Istituto, in via Galla Placidia, del fondo del Genio Civile di Roma e dei progetti per la valorizzazione dell’archivio dell’Ufficio speciale per il Tevere e l’Agro romano.

Ilaria Giannetti, architetto, dottore di ricerca in Ingegneria Civile, è professoressa associata di Architettura Tecnica presso il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ingegneria Informatica dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.

Stefania Mornati, architetto, è professoressa ordinaria di Architettura Tecnica presso il
Dipartimento di Ingegneria Civile e Ingegneria Informatica dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.

Massimo Spizzirri, ingegnere sanitario-ambientale e dottore di ricerca nel trattamento delle acque reflue, già responsabile della Depurazione e delle Fognature di Acea Ato 2. Attualmente è dirigente presso Acea Acqua SPA, con competenze specialistiche nella gestione del ciclo idrico integrato, nella depurazione delle acque e nello sviluppo di infrastrutture e servizi ambientali.

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