Fuori commercio

Premio Nazionale delle Arti 2007

Rassegna della produzione artistica Accademie di Belle Arti

A cura di: Morese Roberto

Formato: 22 x 24 cm

Legatura: Filorefe

Pagine: 302

Anno edizione: 2008

ISBN: 9788849214055

EAN: 8849214057

UB. INT. : T303G V14c

Contenuto

La storia delle arti visive accompagna la storia delle società. Il progresso umano muta e innova le tecnologie attraverso cui queste arti trovano modo di esprimersi. Basta ripercorrere, in una autentica vertigine intellettuale, lo spazio tecnico e mentale che separa i comuni della Val Camonica dall’azzurro onirico di Giotto o dal linguaggio sincopato dei videoclip o dalle fotografie digitali, per rendersi conto della straordinarietà di questo rapporto tra società e arte visiva. Gli stessi oggetti, i paesaggi, le vicende umane e sociali, di fronte ai quali si pongono le arti visive nello svolgimento della storia, ne determinano gli indirizzi e muovono le sensibilità degli artisti. Così da condizionare la natura, la “materia” degli stessi capolavori. Paesaggi agresti incontaminati, galeoni in tempesta, medici o esponenti di arti e mestieri vestiti rigorosamente di scuro, vite di corte, città di mare in pieno sviluppo mercantile, tutto esprime una stretta relazione tra l’ambiente nel quale nasce e opera l’artista, la sua sensibilità e la sua azione creatrice. Sono cambiate le immagini della donna, e non perché ne è cambiata comunque la fisionomia, ma perché ne è mutata – come anche in letteratura – la stessa rappresentazione sociale. Sono mutate le nature morte. Sono mutati, e non solo per ragioni tecniche, anche i colori. Sono cambiate le committenze e le dominanze culturali in grado di dare un’anima a interi e grandiosi filoni produttivi, da quella religiosa a quella delle corti signorili o delle grandi monarchie.
L’avventura delle arti visive si snoda, tra fulgori e manierismi, tra purissimi slanci di invenzione e decadenti imitazioni, tra grandi scuole e impennate individuali, risentendo dunque dell’influenza di una complessa pluralità di fattori e delle loro interazioni. E ha un fascino indubbio, altissimo, il verificare come essa continui a esprimere, in modo eterogeneo e imprevedibile quanto puntuale, la scintilla della creazione, quella semidivina combinazione di sensibilità e di talento realizzativo propria del grande artista. E benché siano molte le teorie che stabiliscono quasi una relazione biunivoca tra la bellezza dei paesaggi o della materia e lo splendore delle creazioni artistiche (teorie che, come è noto, prendono volentieri a paradigma la fantastica fioritura delle arti visive nella Toscana del Rinascimento), occorre convenire sul fatto che anche le periferie affollate e degradate delle megalopoli contemporanee ispirano, specie nelle nuove arti visive, creazioni geniali e suggestive. Che anche nell’abbrutimento massimo dell’umanità l’arte sa sublimarsi, come nella fotografia di guerra (quanta storia artistica sintetizza la bimba vietnamita in fuga dal bombardamento al napalm?). E che lo stesso quest’arte sa fare anche quando venga messa al servizio di logiche puramente commerciali come in alcuni spot pubblicitari (nuova straordinaria forma di committenza) creati a vantaggio dei più diversi beni di consumo. Insomma, l’arte visiva muta, mutano le sue forme espressive, muta il contesto con cui essa si confronta, mutano le sue logiche, ma il genio espressivo, quello vero, non resta prigioniero né dell’estetica del mondo né delle culture dominanti.
La sezione delle Arti visive del quinto Premio delle arti celebra a Catania la creatività, la tensione innovativa e di ricerca, la sensibilità di una nuova generazione di artisti. Che nelle Accademie italiane imparano i modi e le tecniche ma portano in proprio -grandiosa dote per la società italiana- una specifica, talora personalissima, visione delle cose, delle relazioni sociali, e del mondo, un proprio specifico statuto etico ed estetico. Questa rassegna ci consegna il piacere e la responsabilità di apprezzare come e quanto e dove stia nascendo – oggi, nel nostro Paese – quella (semidivina) combinazione di sensibilità e talento che rinsangua e vivifica le arti visive attraverso i secoli.

Nando dalla Chiesa
IL SOTTOSEGRETARIO DELEGATO PER L’AFAM

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