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“MASSONERIA: UNA NUOVA PRIMAVERA. IL GRAN MAESTRO GUSTAVO RAFFI RACCONTA”.
NEL VOLUME DI PAOLO GAMBI IL PENSIERO DEL VASCELLO – VENERDI’ A ROMA LA PRESENTAZIONE (ADNKRONOS Roma, 17 dic)

“MASSONERIA: UNA NUOVA PRIMAVERA. IL GRAN MAESTRO GUSTAVO RAFFI RACCONTA”.
NEL VOLUME DI PAOLO GAMBI IL PENSIERO DEL VASCELLO – VENERDI’ A ROMA LA PRESENTAZIONE (ADNKRONOS Roma, 17 dic)

Roma, 17 dic – (Adnkronos) – Per la Massoneria italiana il tempo delle catacombe e’ finito. ‘’Indietro non si torna. Chi spera in una Massoneria ripiegata su se stessa, insensibile ai problemi e ai drammi del presente, complessata, rifugio di falliti e frustrati, che nascondendosi dietro titoli altisonanti aspirano a trovare un centro di potere e la chiave di volta per risolvere ogni problema aggirando gli ostacoli, ha bussato alla porta sbagliata. L’inverno e’ oramai da tempo finito. Se qualcuno non l’ha compreso e ritiene di riportare indietro l’orologio della storia, non deve farsi illusioni”. Cosi’ Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, parla all’ADNKRONOS del libro di Paolo Gambi ‘Massoneria: una nuova primavera. Il Gran Maestro Gustavo Raffi racconta’ (Gangemi editore, pp. 111, euro 18).

Il volume sara’ presentato venerdi’ 19 dicembre, alle ore 18, presso la Sala Auditorium delle Esposizioni a Roma (via Milano, 9). Intervengono: Gian Mario Cazzaniga, dell’Universita’ di Pisa, Luigi Compagna, dell’Universita’ Luiss ‘Guido Carli’ di Roma, Paolo Gambi, giornalista e autore del volume, Massimo Teodori, dell’Universita’ di Perugia. Conclude Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia. ‘’Auspico che possa far riflettere iniziati e profani –sottolinea la guida di Palazzo Giustiniani- sulla centralita’ dell’uomo, sull’importanza di valori come il dialogo, la tolleranza e la laicita’, e sul ruolo della Massoneria nel riportare al protagonismo la dimensione spirituale dell’essere umano”.

‘’Noi oggi –rimarca Raffi- abbiamo orgoglio di essere liberi muratori, portatori di una tradizione di liberta’ e di valori chiari in un mondo nebuloso, dominato dalle rigide regole del mercato e della forza. Cosa dovremmo nascondere?”. ‘’Il libro –spiega il numero uno del Vascello- e’ un tentativo di sintesi del mio pensiero attraverso i dieci anni della mia Gran Maestranza. Sintesi operata da un giovane studioso, Paolo Gambi, che ha individuato le linee su cui ci siamo mossi: una tradizione che si attualizza, un nuovo linguaggio che e’ venuto affermandosi, con i sapori e i profumi della trasparenza, della pedagogia, della laicita’ e del dialogo”.

‘TRA ME E GELLI C’E’ UN ABISSO COSI’ PROFONDO CHE NON NE VEDO NEPPURE I CONTORNI’

‘’Detto cio’ –sottolinea il Gran Maestro del Goi- valeva forse la pena mettere nero su bianco il mio contributo per riportare la Massoneria nella storia, ripulendola dalle incrostazioni che la stavano soffocando, ingenerando inquietudini diffuse e diffidenza all’esterno. La gente aveva forse anche il diritto di interrogarsi sul senso di un’Istituzione che aveva aperto il mondo alla modernita’, ma che in Italia negli ultimi cinquant’anni era silente. Questo era l’inverno. Oggi al Grande Oriente si avvicinano le nuove generazioni, l’Istituzione cresce in numero e qualità, il mondo ‘profano’ ci vede sempre piu’ come un interlocutore credibile e un corpo vivo della societa’. Questa e’ la primavera. Ce la mettiamo tutta per costruire un villaggio globale a misura d’Uomo”.

‘’Ecco perche’ –aggiunge l’avvocato Gustavo Raffi- e’ indispensabile lavorare sempre su se stessi per affinarsi. In linguaggio simbolico occorre ‘sgrezzare la pietra’. Altra cosa, e su questo voglio essere chiaro, e’ quella pseudo-fratellanza – per usare un eufemismo – vissuta erroneamente in chiave autoreferenziale o peggio utilitaristica. E’ un fenomeno a cui l’attuale Gran Maestranza ha fatto di tutto per non lasciare spazio, convinta che indietro non si possa tornare”.

E a chi gli chiede quale differenza esista tra lui e Licio Gelli, l’ex venerabile della P2 che scrive libri di poesia, Raffi replica deciso: ‘’L’abisso che ci divide e’ talmente profondo che non ne vedo neppure i contorni. Ritengo che il personaggio non abbia a a che spartire con la Massoneria e con i suoi principi. L’usurpazione dell’immaginario collettivo -quando l’uomo della strada pensa alla Massoneria pensa erroneamente a costui – e’ un abuso di cui noi siamo le vittime, e di cui certi media sono stati in passato complici. Sarebbe come se qualcuno attribuisse la colpe e le nefandezze delle Brigate Rosse ai dirigenti del Pci”. ‘’La Massoneria –taglia corto il Gran Maestro Raffi- e’ ben altro. E va ricordata per chi l’ha fatta grande. Da Mozart a Carducci, da Garibaldi a Zanardelli, da Washington a Beethoven e Bolivar, da Allende a Quasimodo. E potrei continuare all’infinito. Voglio concludere, come ultimamente spesso faccio, con un pensiero di Neruda: Potranno tagliare tutti i fiori, ma non fermeranno mai la primavera”.

UOMINI DEL DUBBIO E DELLA RICERCA INFINITA, PRONTI A RICOSTRUIRE SULLE MACERIE

Il libro e’ dunque un viaggio attraverso l’esoterismo e la pedagogia del dialogo, le strade del Grande Architetto dell’Universo e gli universi della laicita’, fino al piu’ immediato presente. Un percorso per far uscire la Massoneria dal museo di Madame Tussauds e renderla un corpo vivente e propositivo nella societa’, lievito di valori che non hanno scadenza. Cosi’ il ‘’galantuono Raffi”, come Gambi definisce la guida di Palazzo Giustiniani, aprendo le porte del Tempio ha dapprima incuriosito, poi ha interessato, infine ha conquistato molti: ‘’Chi lo ha incontrato non lo puo’ dimenticare facilmente. A Ravenna lo si incontra per strada, vicino al suo studio legale, o in qualche crocchio di persone magari insieme ai figli. E’ uno fra i tanti. Ma e’ uno che ha portato all’Italia un messaggio ben preciso. Due piedi piantati nella provincia, ma un’anima che corre per il mondo”.

La libera muratoria e’ un’officina di liberta’ intellettuale e spirituale, ‘’una sorta di palestra per spiriti liberi. Il progetto massonico non ha velleita’ cospirative o ambigue, ne’ agisce all’ombra per scopi incomprensibili”. Il primo segreto massonico si rivela allora nella capacita’ di ascoltare. E il secondo ‘comandamento’ e’ piu’ forte del primo: il massone e’ l’uomo del dubbio che cerca la Luce. Uomo libero e di buoni costumi. Ma inquieto e non disposto a scendere a compromessi con la propria coscienza. Insegue un sogno possibile, la morte iniziatica che porta alla conoscenza. La tradizione esoterico-iniziatica, parallela ‘’ai nostri ideali di natura illuministica, si rifa’ a prospettive esoteriche come l’ermetismo, la kabala, il pitagorismo, il templarismo, il rosacrucianesimo, l’alchimia e altre ancora”.

L’etica dei massoni e’ percio’ ‘’un’etica di frontiera” mai definitiva o appagata. Certo, la Massoneria ‘’non puo’ seguire una strada facile, ne’ lo ha mai fatto. Noi guardiamo al futuro con speranza –ama precisare Gustavo Raffi- e ci prepariamo ad affrontarlo con lo spirito degli antichi Muratori, pronti sempre a ricostruire anche sulle macerie, perche’ siano sconfitte le tenebre dell’intolleranza”. Non a caso e’ aperta a chiunque la biblioteca di villa Medici del Vascello. La lezione del suo saggio bibliotecario dice che gli ostacoli si superano solo dialogando. ‘’La Massoneria – conclude il Gran Maestro nel libro – non puo’ dare garanzie sul traguardo, ma garantisce che mai vi sara’ ritorno sulle posizioni precedenti”.

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