Napoli, Università Federico II, lunedì 26 febbraio 2018, ore 17.30, presentazione del volume ROVINE E RUDERI: CONSERVAZIONE E PROGETTO. Gangemi editore

Napoli, Università Federico II, lunedì 26 febbraio 2018, ore 17.30, presentazione del volume ROVINE E RUDERI: CONSERVAZIONE E PROGETTO. Gangemi editore

Lunedì 26 febbraio 2018, alle ore 17.30, presso l’aula Rabitti del Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II di Napoli, via Toledo 402, presentazione del volume Rovine e ruderi: conservazione e progetto, di Gianluigi De Martino, pubblicato per i tipi della Gangemi editore.

Gli studi sulle cause che portano un edificio alle condizioni di rudere sono molteplici, ma il dibattito al quale si assiste sul come conservare un oggetto del genere assume toni sicuramente più pacati in presenza di ruderi tradizionalmente intesi (complessi monumentali isolati) e in prevalenza in contesti non urbani. Un po’ meno serenamente viene affrontato il tema nel momento in cui queste rovine si manifestano in contesti urbani, laddove i motivi di abbandono sono molto meno frequenti rispetto a eventi calamitosi. Su questi si può dispiegare una vasta gamma di ipotesi progettuali, al centro delle quali mantenere sempre la materia, portatrice di valori tanto materiali, appunto, quanto immateriali, questi ultimi essendo garantiti proprio dalla presenza di resti tangibili. Guerre e rivoluzioni al pari di terremoti, incendi o insufficienze strutturali possono segnare il tessuto urbano con ferite che prima di tutte le altre si vogliono sanare; l’opinione pubblica viene di volta in volta interpellata o strumentalizzata per forzare posizioni culturali che, a caldo, tendenzialmente mirano a far accettare quel dov’era, com’era; in questo recitano giustamente un ruolo primario anche motivazioni che a hanno a che vedere con l’architettura. Le funzioni contemplative, di cui molti ruderi sono luogo di elezione, richiedono costi di gestione che raramente il pubblico o il privato si sentono di accollarsi. Inoltre, il concetto di ‘bene’ culturale ha assunto progressivamente accezioni sempre più legate alla sostenibilità economica che un oggetto garantisce prima e dopo l’intervento di restauro; non è chi non veda in questo possibili ‘forzature’ nelle ipotesi progettuali volte alla conservazione di un patrimonio architettonico costituito prevalentemente di episodi non monumentali.

saluti istituzionali
Renata Picone, Direttore Dipartimento Scuola di Specializzazione in Beni architettonici e del Paesaggio, Università di Napoli Federico II
Michelangelo Russo, Coordinatore del dottorato di ricerca del Dipartimento di Architettura, Università di Napoli Federico II

intervengono
Alessandro Ippoliti, Docente di Restauro, Università di Ferrara
Emanuele Romeo, Docente di Restauro, Politecnico di Torino

conclude
Aldo Aveta, Dipartimento di Architettura, Università di Napoli Federico II

sarà presente l’autore

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