Gasparro. Nostos

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30 ottobre – 26 novembre 2026, Galleria Russo, Via Alibert, 20 – Roma. In mostra GIOVANNI GASPARRO. NOSTOS, catalogo Gangemi Editore

30 ottobre – 26 novembre 2026, Galleria Russo, Via Alibert, 20 – Roma. In mostra GIOVANNI GASPARRO. NOSTOS, catalogo Gangemi Editore

30 ottobre – 26 novembre 2026, Galleria Russo, Via Alibert, 20 – Roma. In mostra GIOVANNI GASPARRO. NOSTOS, catalogo Gangemi Editore

 

Per la prima volta in una monografica dell’artista, la presenza di opere a soggetto profano prevale su quella di opere sacre. Una scelta che amplia e articola la lettura della ricerca di Gasparro, mostrando come questioni quali il corpo, il desiderio, il divino, la caducità, la memoria, il tempo e la conoscenza appartengano a una dimensione più ampia dell’umano. Le opere in mostra attraversano così un repertorio di immagini estremamente vario: nature morte, tavole imbandite e abiti nuziali, ritratti, omaggi alla pittura di Casorati, Rosso e Manet, santi in estasi e martiri contemporanei, nudi maschili e femminili – colti tra contrizione e abbandono – sensualità e introspezione. Scrive Paolo Serafini che si tratta di «Mani, ma anche scarpe, lampadine, occhiali, una moka, delle tavole imbandite. Il dopo. Le nature morte di Gasparro sono scene nelle quali si avverte la presenza umana che c’è stata e non c’è più. Non sono soltanto rappresentazioni formali di oggetti, ma storie di esseri umani, che quegli oggetti hanno vissuto, indossato, toccato, sentito, amato, usato». Immagini sospese tra dimensione onirica,
inquietudine e desiderio, iconografie apparentemente lontane tra loro che, nella pittura di Gasparro, entrano in relazione e diventano strumenti per interrogare la complessità dell’esperienza umana. Il sacro e il profano non si escludono, ma si illuminano reciprocamente.

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